martedì 25 agosto 2015

Triora.. il borgo delle streghe

Sono tornata da qualche ora e la voglia di parlarvi di questo bellissimo borgo è tanta... Siamo rimasti solo quattro giorni, eppure mi è sembrata un eternità, come se chiusi in una bolla di cristallo, il tempo passasse lentamente.. come se i minuti fossero in realtà ore.. Ma adesso è ora di raccontarvi la storia, la storia di un borgo che è rimasto sospeso nel tempo..

In Liguria, a poche decine di chilometri da Imperia, si trova un piccolo borgo medievale conosciuto come il borgo delle streghe. Esso comprende quasi 500 abitanti a 700 metri d'altezza, e qui nel 1587 le bagiue ovvero le donne ritenute streghe, furono accusate di portar malattia e carestia nel borgo. Furono accusate all'incirca venti donne, donne che l'unica cosa che avevano in comune era l'utilizzo delle piante officinali per intervenire in soccorso dei bisognosi, delle partorienti o di provocare aborti per alleviare tremende sofferenze. Atroci e umilianti furono le torture, abitazioni diventarono prigioni, belle ragazze che scaturivano invidia diventavano streghe mangia bambini, parole e frasi disconnesse per le torture subite diventarono lunghi testamenti, gli abitanti si accusarono gli uni con gli altri e solo una donna si gettò dalla finestra del palazzo stella per scappare dalle torture che a breve avrebbe avuto.


Triora oggi: Giorno 21 Agosto, il viaggio è stato lungo. Stanchi e affamati arriviamo con un cielo azzurro sulla testa in questo borgo tra le montagne. Stanchi ma soprattutto felici. Ad accoglierci con un abbraccio eccola li, la donna, la creatrice del blog i colori del vento e scrittrice del magnifico libro la città nascosta, alla scoperta del mondo parallelo. Che dire una persona affabile, molto positiva, una persona che ti fa sentire come se fossimo amiche da sempre, educata con un bagaglio culturale immenso. Mi ha donato un bracciale ricco di sentimenti, ricco di energie e soprattutto ricco di colori come alla fine lo è il suo blog e la sua pagina sui social network. Appena arrivata al nostro bed and breakfast ho cominciato a leggere il suo libro e non ho più smesso. Ad accoglierci all'entrata del bed la grande foresta nella parte vecchia del paese sotto la cabotina, eccola li un buffo e tenero folletto che per quattro giorni ha reso il nostro alloggio magico e pieno di sorprese e gentilezze. La mitica grande piccola donna Anna.

Miei cari lettori per visitare Triora è meglio farlo quando il silenzio cala su questo piccolo borgo, quando i turisti non affollano i vicoli, quando non ci si sofferma solo su stupidi cappelli incanta turisti o sulle befane appese alle vetrine perchè non ci si apprezza Triora. Ammetto che all'inizio ero delusa, troppo commerciale, troppo portato al superficiale, si è messo da parte ciò che Triora ha sofferto per incantare i turisti in piccole e stupide magie, ma quando il sole si è levato alto nel cielo del 22 Agosto, solo allora io sono riuscita ad amare Triora e a lasciarci il cuore. Il silenzio, la pace, turisti sadici in cerca di un rogo che non c'è mai stato o di una strega mangia carne umana che non c'è mai stata, erano spariti. Il borgo e i suoi abitanti erano nostri. In alto, in basso, nei lati, ovunque guardi, questo borgo ha una storia, la senti nell'aria che respiri, la senti anche solo toccando le pareti in pietra. Per salire nelle piazze del paese abbiamo già subito memorizzato il sentiero della Cabotina, un luogo dove dicevano che le streghe si riunivano per celebrare riti strani, in realtà la cabotina veniva utilizzata dalle donne poichè definita punto strategico visto il bosco poco piu sotto, tuttavia alla fine del sentiero ecco il negozietto, che negozietto non è, forse meglio chiamarlo un piccolo laboratorio di un Sarvan della Cabotina, un artigiano che crea opere d'arte in terracotta celebrando gli elementi e gli abitanti del bosco. E' un uomo positivo, un uomo "che ne sa", un uomo che vede passare davanti a lui milioni di gente, ma ciò nonostante il giudizio non gli interessa, io l'ho definito, il nonno o meglio lo zio di Heidi, perchè è fuori dalla parte centrale del paese, perchè li nel suo piccolo laboratorio lui crea e gli basta questo.. All'inizio può sembrare burbero, ma dopo qualche minuto ecco che quell'orso si apre e ti racconta il mondo e ti racconta la storia di Triora e dei borghi vicini... è il Sarvan della Cabotina e non si può passare senza salutare.


Salendo verso la Cabotina fermatevi un attimo ad ascoltare ciò che quei vecchi ruderi hanno da dirvi, respirate e guardate oltre ciò che vedete, quello che le vecchie donne vedevano da li, offrite un pensiero, una caramella o anche solo una preghiera a quel manichino che rappresenta quella donna che tantissimi anni fa in quello stesso luogo veniva tirata dai capelli e trascinata nelle prigioni perchè considerata strega.

Arrivando alla piazza BeatoReggio è obbligatorio fermarsi al ricici cafè se si vuol iniziare bene la giornata (anche se la colazione si è già fatta al bed) il sorriso della cameriera e delle titolari vi riempiranno il cuore. Per giorni le nostre colazioni, pranzi, cene e merende sono state fatte li, solo per quello che quella dolcissima ragazza, Michi e le titolari ci hanno donato ( a parte il fatto della bontà dei loro prodotti). Avete presente quell'aria familiare, i pranzi a casa della nonna, l'odore di buono.. ecco avrete la stessa sensazione. Quella pace e quel sorriso che ti riempie davvero il cuore.

Salendo verso la "parte nuova" del borgo si possono incontrare diversi negozietti che come dicevo prima incantano i turisti con i loro stregati cappelli e magliette, ma se vi fermate a parlare un attimo con le donne che ci sono dietro i banchi vedrete che non sono solo cappellaie..

Marco il tutto fare del tabacchino-alimentare, il creatore di miniature che non vende ma baratta, è una persona squisitissima che mi ha fatto sorridere tanto e la precisione e la cura che insieme a sua madre hanno in quel negozietto si sente appena entri. Hanno sempre il sorriso sul volto, hanno la voglia di iniziare bene la giornata, sono gentili e non perchè devono esserlo per il lavoro che fanno, ma perchè lo sono per davvero... e se hai bisogno di qualcosa corrono per fartela avere, anche se ti conosco da pochissimo.

L'unica pecca che mi ha infastidito è stato il Museo della stregoneria. Attenzione, il museo è fatto bene, documenta la storia agricola e artigianale di queste terre, ma la sezione nell’area sotterranea dedicata alla stregoneria è stata resa tutta collegata alle donne appartenenti al diavolo, facendo passare quindi un messaggio diverso da ciò che erano davvero. Ovvero semplicemente

Eccoci giunti allo Strigora (che accomuna la parola streghe e Triora), festa molto fantasy dove di nuovo il borgo si riempie di turisti alla ricerca di un rogo.. All'inizio sembra di essere a carnevale dove donne e bambini girano con cappelli e trucchi strani, le bancarelle sono per lo più creazioni artigianali e befanine, ma se si sofferma a parlare con gli artisti che ci sono dietro, si scopre tutta la passione e l'amore che mettono in quello che fanno e realizzano.
Ovviamente ogni banco è stato particolare ed è stato meraviglioso conoscere la gente che c'era dietro, ma pochi mi hanno colpito per davvero. Il primo è stato il banco delle ricette di mamma Lalla
dedicato al suo gatto Antonio. Abbinamenti fantasiosi in alcuni casi azzardati, ma di sicuro estremamente gustosi. Le sue mostarde e le sue marmellate sono fatte quasi esclusivamente da prodotti provenienti dal suo orto, dove non vengono utilizzati pesticidi e noi ne abbiam portato a casa diverse ricette che il marito di questa dolcissima donna ci ha presentato in maniera impeccabile. Era una scelta curata di gusti che donavano musica al palato rendendo il tutto giocoso e simpatico, un uomo che con eleganza e simpatia portava i prodotti di una moglie perfetta in cucina. Dalle gelatine di vino ad accostamenti assurdi come melanzane e caffè..

Un altro banchetto particolare è stato quello di Sabrina la Stregatta. Ogni suo disegno, ogni sua creatura, dal diario, al grimorio, alle bamboline bastava solo sfiorarle per capire quanta positività, quanta voglia e quanto amore ci fossero. Ammetto di avergli svuotato un po' il banco a furia di acquistare le sue cosine, ma non potevo lasciarle li. Era come se mi chiamassero, ora sono circondata da calamite sul frigo, disegni appesi ai muri e grimori sparsi un po' ovunque in casa, ma non potevo farne a meno. La sua creatura più bella che mi ha chiamato sin da subito è stata lei. La mia Edera epatica che dispettosa ora fa capolino sul libro delle piante medicinali. Ha una storia dietro che Sabrina mi ha raccontato prontamente e l'abbraccio che questa bellissima e dolcissima ragazza ti regala, ti dona davvero tanto. Non credo nelle coincidenze, tutto nella vita arriva quando è il momento giusto e sono sicura che aver conosciuto adesso questa donna era il momento giusto.

Ci sono altri banchetti che hanno reso la giornata davvero magica, come quello che vendeva le streghette che uscivano di nascosto con un bastoncino di peltro, o la mokaroma, una moka che fumigava olio essenziale (e qui ne ho prese due da regalare) e come il banchetto dei libri.

Ringrazio per ultima ma non ultima la grande e dolcissima donna Eleonora Manca, con cui abbiamo passato ore a confrontarci sulla cartomanzia, ad utilizzare personaggi come cavie per provare nuovi schemi, a confrontarci su come entrambe leggiamo le carte e sull'utilizzo degli arcani maggiori e minori. Una persona che mi ha davvero reso felice anche avendo la papessa contro!

Triora è magica, non solo per la storia che ha dietro ma per la gente che ci abita e per la gente che arriva e si ferma ad ascoltare.. Non perdetela.. ogni minuto passato li' non è un minuto perso come succede qui nelle città.






2 commenti:

  1. Bellissimo articolo. Anch'io amo molto Triora, ma trovo stupendi pure i suoi dintorni, le varie frazioni: Bregalla, Realdo, Verdeggia... Grazie delle tue parole, ciao! 😊

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  2. mai stata in questo luogo un giorno ci andrò e chi sa magari ci incontreremo li ^_^

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