giovedì 24 settembre 2015

#4 Appuntamento con la strega: Il Sambuco.

Buongiorno amici de Il mondo di sopra e benvenuti al quarto appuntamento con la strega di questa rubrica magica, dove ne parliamo sempre il giovedì... e quale giorno migliore del giorno di Giove?




Nella scorsa puntata abbiamo parlato di Ecate la Dea della Streghe, oggi invece parliamo del Sambuco una pianta sacra e magica al tempo stesso.





Il sambuco è un bellissimo arbusto, dai fiori piccoli e bianchi che si uniscono come a formare delle micelle profumate.

Il sambuco è un albero molto amato dalle fate e dalle luminose entità dell’invisibile. In molte culture celtiche e nordiche, era considerato una rappresentazione della Grande Madre: si diceva che il suo divino potere femminile scorresse nelle vene legnose della pianta, rendendola quasi un essere animato che incuteva non poco timore.

Nei colori dell’albero erano rappresentati i tre volti della Dea: i bianchi e profumati fiorellini erano l’immagine della Fanciulla Vergine, il verde dei rametti e delle foglie rappresentavano la Madre rigogliosa e le bacche nero violacee, la Strega oscura.

L’aspetto più potente e prevalente nel sambuco, secondo le tradizioni, era quello della Strega e si arrivava a credere che l’albero non fosse realmente tale, ma una strega o un altro essere maligno, che aveva preso le sembianze di pianta.

Per questo il sambuco era associato all’oscurità, alla magia, alla divinazione, ma anche al viaggio verso le profondità della terra bruna e, in particolar modo, alla morte.

Si diceva che il profumo dei fiori conducesse nel Mondo di Sotto e che dormire sotto le sue fronde potesse voler dire non svegliarsi mai più.

Il sambuco era quindi una porta di Morte, ma anche di Rigenerazione e nutrimento, dato che ogni sua parte aiutava l’uomo contro pericoli e malattie.

Per i Celti era un albero sacro, importante perché dedicato agli esseri dell’altro mondo; piantato per propiziarne i favori e non suscitare le ire degli spiriti.

I druidi usavano la linfa per entrare in contatto con i Sidhe e anticamente ci si curavano le malattie della pelle.

Si diceva infatti che il Sambuco avesse proprietà magiche particolari, come quella di proteggere duranti i lunghi viaggi, ed era usanza, quando se ne incontrava un albero, inchinarsi sette volte, sette come i doni che questo ci faceva:


I sette doni del Sambuco.

- la resina per le lussazioni

- il decotto di radice per guarire dalla gotta

- la corteccia per l'intestino

- le foglie per la pelle

- i frutti per le bronchiti e i mali da raffreddamento

- l'infuso dei fiori come depurante

- il decotto dei germogli per il mal di testa  


Se piantata nelle vicinanze di casa protegge da ogni male e la fortuna resterà sempre con gli abitanti della casa. Viene usato nei talismani e nei rituali di protezione, poichè funziona come scudo contro negatività e problemi.

Ricetta di sacchetto per appianare gli ostacoli trattato da Laura Rangoni:

Sacchettino rosso e inserirne all'interno foglie di frassino, una manciata di fiori di sambuco, pirite, 7 grani di mirra e petali di girasole.

2 commenti:

  1. mi è piaciuto molto questo post.. adoro scoprire le storie che si nascondono dietro le piente..

    RispondiElimina
  2. Ti ringrazio oggi giovedi creo articoli puramente esoterici :)

    RispondiElimina

Se hai letto l'articolo lascia pure un messaggio, un'impronta del tuo passaggio. Dedicami qualche minuto così da raccontarmi le tue opinioni od impressioni, mi fa piacere confrontarmi e leggere i commenti di nuovi lettori. Gli estranei sono amici che non abbiamo ancora incontrato. Grazie per essere passato e il mondo di sopra esplorato.