sabato 26 settembre 2015

La custode del miele e delle api. Recensione

Quando la casa editrice Garzanti mi ha segnalato la nuova uscita di Cristina Caboni, dopo Il sentiero dei profumi, NON POTEVO NON LEGGERLO E FARLO MIO.

Non fatevi ingannare dalla parola miele, so che spesso tende a sembrare qualcosa di profondamente dolce, quasi nauseante,  ma non è cosi. Tuttavia veniamo al libro..

Titolo: La custode del miele e delle api
Autore: Cristina Caboni
Editore: Garzanti
Pagine: 328
Prezzo: 16,40 cartaceo

Sinossi:

Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C'è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. E' un'apicoltrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angelica sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l'infanzia, quando viveva su un'isola spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo. Ma adesso il destino ha deciso di darle un'altra possibilità. C'è un'eredità che l'aspetta là dove tutto è cominciato, su quell'isola dove è stata felice. C'è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da portare a termine. E c'è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L'unico posto dove il cuore può essere davvero libero.



Prima di iniziare il libro, ho sfogliato le sue pagine e arrivando alla fine ho trovato il Quaderno del Miele, una sorta di ricettario che indica i gusti del miele a seconda di quali piante vengano utilizzate.

Mandorlo: Ricorda i fiori bianchi e l'erba fresca. Intensamente profumato. E' il miele dell'allegria, risolleva la mente e lo spirito. Chiarissimo, cristallizza finemente, da gustare in purezza.

Mi sono trovata in un libro di antiche tradizioni, in un libro scritto da una donna e anche questo libro è femmina, è dolce, travolgente, a tratti anche duro, sa coinvolgerti e prenderti fino all'ultima pagina senza mai annoiare o in questo caso nauseare.

Ci troviamo davanti alla storia di una donna, Angelica divisa tra le emozioni e le passioni che la conoscenza di una vecchia donna saggia le porta e divisa tra gli schemi e i preconcetti imposti da una madre un po' forse troppo dura..il tutto viene poi travolto dalla storia del passato e di vecchi amori.

E' un libro che ti fa evolvere piano piano, non prende subito. Leggere questo libro significa assaporare parola dopo parola, perchè il vero tratto arriva dopo, non mentre leggiamo. 

L'autrice sa scrivere e ha conoscenza, conosce ciò di cui parla, quindi è come se ci spiegasse lei stessa le vecchie tradizioni che venivano tramandate oralmente.

Alla fine tutto evolve con la storia, pagina dopo pagina ci troviamo a conoscere i personaggi e ad amarli piano piano. La lettura è scorrevole e armoniosa, ogni pezzo è incastrato all'altro, ogni personaggio completa l'altro.. per questo come ho detto sopra questo libro va assaporato.

Ho trovato interessanti le citazioni che all'inizio di ogni capitolo l'autrice scrive sulle varie tipologie di miele, quasi ad accompagnare il lettore fino alla fine del libro per fargli poi scoprire il dolce finale con il Quaderno del Miele.

Questo libro è quasi come ritrovare le vecchiette di una volta, le guaritrici che curve sull'erba sceglievano con cura le piante da utilizzare nella vecchia medicina.. mi sono trovata lì, le sensazioni che questo libro mi ha donato sono state queste, quasi come ritrovare un vecchio diario in fondo ad un baule in cantina con su scritto questa storia.

Il pane è indispensabile, il pane è cuore, è anima. Devi toccarlo, devi riconoscerlo. Il pane si annusa, si tocca, si ascolta, si mangia con rispetto. Il pane dona gioia e felicità. Per questo il pane è fondamentale per ogni evento umano. Perchè il pane parla, racconta dei luoghi dove il grano è stato raccolto, lavorato. Ma la farina ha bisogno dell'acqua, della condivisione, della collaborazione. Dunque diventa motivo di aggregazione già prima che il forno sia acceso, che la farina venga mescolata, che l'aria e l'acqua lo facciano lievitare. Che le mani lo spezzino..

Consiglio questo libro ha chi ha voglia di perdersi tra vecchi profumi, a chi sogna per un attimo di abbandonare la città e ascoltare il vento che scivola tra i capelli, a chi ha voglia di svegliarsi con la pelle baciata da sole, a chi il sole lo cerca e lo ama.. a chi ha voglia di quel caldo che ti abbraccia e non soffoca.



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