giovedì 1 ottobre 2015

#6 Appuntamento con la strega. La mandragora

Buongiorno amici de Il mondo di sopra e benvenuti al quinto appuntamento con la strega di questa rubrica magica, dove ne parliamo sempre il giovedì... e quale giorno migliore del giorno di Giove?





Nella scorsa puntata abbiamo parlato del Sambuco una pianta sacra e magica allo stesso tempo e abbiamo visto un piccolo articolo sulla Luna Rossa. 

Oggi invece parliamo della Mandragora. La pianta delle streghe per eccellenza.

Sin dai tempi antichi la sua forma quasi umana ha suscitato tantissime superstizioni e ha creato storie dove si pensava che la pianta avesse una sorta di vita e che come piccolo oracolo potesse dispensare ricchezze e consigli.

Nei processi alle streghe fu considerata uno degli ingredienti principali del sabba e in un processo del 1324 venne addirittura scritto che il volo delle scope delle streghe era creato grazie all'olio di questa radice.

Sin da prima del medioevo si raccontano diverse storie sul come raccoglierla dal terreno senza intercorrere nella maledizione. 



Si narra che era talmente azzardato estirparla dal terreno che si rischiava di rimanere uccisi o di impazzire dalle urla che si sprigionavano dalle radici o dal suo odore.

Si suggeriva di evitare il vento sul viso, di utilizzare tappi di cera, di guardare all'opposto della direzione della pianta, di disegnare tre cerchi intorno alla pianta grazie ad un ramo di salice o con una spada, di estrarla insieme ad un'altra persona così che essa potesse distrarla, facendosi aiutare con una vergine con un cucchiaio di argento o la leggenda più classica ovvero di legare la pianta ad un filo legato al collo di un cane affamato che veniva poi fatto correre lanciando un pezzo di carne lontano.
La presenza della vergine era importante in quanto essa vestita di bianco rappresentava la figura di Ecate e la mandragora è comunque una pianta sacra a questa Dea. 
Dal momento della raccolta, la radice veniva considerata un uomo vegetale che andava rivestito con abiti preziosi, nutrito con latte e biscotti o pane e carne e curato e lavato con latte o vino. Solo così sarebbe cresciuto come oracolo e portafortuna per gli abitanti della casa.

Già nell'antica Roma il commercio di questa radice come talismano veniva effettuato da numerosi mercanti che vendevano la radice, come ne testimonia Mattioli, per venticinque ducati. 

Ed ancora negli inizi dell'Ottocento nell'enciclopedia delle piante si afferma che nei porti delle città della Francia si vendevano queste radici.

In botanica questa pianta viene suddivisa in:

- Mandragora officinalis per la mandragora maschio dalla corolla bianca che produce una grossa radice
- Mandragora autumnalis radice più piccola, nerastra e dai fiorellini violacei.

Sono entrambe piante velenose per i loro principi tossici e non vanno assolutamente ingerite. 

E' considerata una pianta afrodisiaca e impiegata in atti a favorire l'amore e la passione.

Il suo uso in magia è vario, si passai dai bagni per aumentare i propri poteri psichici, dall'olio per rivestirne le candele, dai talismani d'amore, per la difesa, per la protezione, per il denaro, per essere seducenti e per la fedeltà.

Per aumentare il proprio fascino mettere in un sacchetto piccolo color rosso un pezzetto di radice di mandragora, un granato e sette petali di rosa rossa.



4 commenti:

  1. Che belle storie e pensare che io credevo fossero solo leggende;)

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  2. A volte le leggende nascondono molte verità ;)

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  3. peccato che non si trovi da nessuna parte :(

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    1. La mandragora officinale costa molto va dai 100 euro in su, mentre nei negozi di giardinaggio puoi trovare la femmina piu piccina anche sui 30 euro.. io ne ho diverse piantine sul balcone e la foto che c'è sopra sono di una femminuccia nata da poco :)

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