giovedì 8 ottobre 2015

#7 appuntamento con la strega: Artemisia

Buongiorno amici de Il mondo di sopra e benvenuti al sesto appuntamento con la strega di questa rubrica magica, dove ne parliamo sempre il giovedì... e quale giorno migliore del giorno di Giove?





Nella puntata precedente abbiamo parlato della Mandragora, la pianta delle streghe per eccellenza. Oggi visto l'avvicinarsi a Samhain parliamo di una pianta collegata a questa festa, ovvero l'artemisia.


L’Artemisia fa parte delle composite, piante perenne che può raggiungere anche un metro e mezzo di altezza,
ha un bel fusto di colore rosso scuro, fiori gialli raggruppati in spighe, dal profumo molto simile all’assenzio.

Diffusa al Nord e nel Centro Italia, si trova spesso lungo i muri, nei campi, nei prati, tra le rovine e vicino le siepi.

La fioritura va da giugno ad agosto e se ne utilizzano tutte le parti, dalla radice ai fiori.

L’artemisia è una delle piante più famose tra le erbe di San Giovanni (24 Giugno).

In tempi antichi faceva parte del mazzetto degli odori e veniva solitamente raccolta allo spuntare del giorno e per essere raccolta si dice che si dovesse fare all'indietro.

Antiche leggende raccontano che l’Artemisia sia stata donata alle donne dalla Dea Artemide, da cui prende il nome, per rendere il ciclo mestruale regolare e per aiutare nei parti difficili.

Nelle medicina popolare veniva vietata alle donne gravide perché dava un sapore sgradevole al latte materno.

Gli antichi popoli usavano questa pianta come talismano contro la fatica e come amuleto per i viaggiatori:

“Chi porterà l’artemisia nel suo cammino non si sentirà mai stanco”

Ma questa pianta non protegge solo i viaggi fisici, ma offre la sua protezione anche durante i viaggi spirituali se si brucia qualche rametto durante le meditazioni.

Nel mondo greco-romano si usava per annientare le convulsioni e le crisi epilettiche.

E’ una pianta legata ai cicli lunari, e come la Luna induce l’abbassamento di veglia, cosi i suoi fiori sprigionano absintina, un principio amaro che in passato veniva usato come droga, provocando allucinazioni, delirio e a volte anche la morte.

L’artemisia è una pianta semplice e duale, in quanto può rappresentare sia la vita che la morte.

La tradizione prevede che si intreccino corone di Artemisia per ornare il capo dei giovani, allontanare gli spiriti maligni e alleggerire il cuore con il dolce sentimento della contentezza.

In alcuni paesi, il giorno di ferragosto, gli sposi si regalano corone di artemisia per propiziare la fertilità.

In quasi tutto l’oriente, vengono confezionate figure magiche con l’artemisia, e vengono appese fuori dalla porta per allontanare il male dalle case.

Per comunicare con gli Dei, gli antichi Greci, mescolavano fiori di Artemisia con il grasso degli animali sacrificati, e il fumo che saliva al cielo era cosi profumato da essere gradito agli esseri superiori.

Una volta l’inchiostro veniva temperato con succo di Artemisia, per rendere la carta inattaccabile dalle tarme, poiché la parola deve durare al di là del tempo e oltre la caducità delle cose umane.

Nel mondo ci sono varie leggende su questa pianta magica, ma una in particolare è più conosciuta delle altre:

Racconta di una ragazza che andando a passeggio, finisce in una buca piena di serpenti. Sul fondo dell’abitacolo c’è una pietra luminosa e i serpenti affamati sono condotti li dalla regina dei serpenti per potersi saziare leccandola. La ragazza per poter sopravvivere, imita i serpenti, e quando arriva la primavera questi si snodano e compongono una scala cosi da poter fare uscire la ragazza all’aperto. La regina dei serpenti fa un dono alla ragazza, le da la facoltà di comprendere il linguaggio delle piante e di conoscerne tutte le proprietà medicamentose. In cambio, lei non deve mai nominare l’Artemisia. La fanciulla ben presto si accorge di comprendere tutto ciò che le piante le dicono e suggeriscono.
Un giorno, un uomo le domanda come si chiama quella pianta che nasce nei campi, ai bordi dei sentieri. La fanciulla, senza riflettere risponde: “Artemisia”, e di colpo le piante smettono di parlarle, il loro linguaggio diventa estraneo. La fanciulla ha dimenticato tutto.

Ecco perché l’Artemisia viene chiamata anche Pianta dell’oblio.

L’artemisia si brucia insieme ad altre erbe per purificare ambienti e persone, e il fumo aspirato favorisce le visioni.

Viene usata nei talismani di protezione contro le disgrazie e nei rituali per proteggere la fedeltà e la felicità della coppia.

Per Samhain si può creare un incenso con le parti di questa pianta:
una parte di foglie secche di artemisia, una parte di foglie di noce, tre ghiande tritate finemente e sette gocce di olio di mela.

Alcune foglie di Artemisia portate addosso favoriscono la chiaroveggenza.

Tutte le erbe compresa l'Artemisia sono in vendita nella pagina facebook collegata.

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