domenica 31 gennaio 2016

#2 il vasetto della felicità.


Di cosa si tratta? 

Il vasetto della felicità è in realtà un barattolo (ma io e mio marito abbiamo una scatola) piena di foglietti con ricordi felici dove ad ogni fine anno lo apriamo e leggiamo tutte le emozioni provate.

Con my secret diary abbiamo deciso di creare un vasetto virtuale dove ogni mese estrarremmo dei foglietti che ci permetteranno di ricordare cose belle accadute da un capo all'altro dell'Italia.

I ricordi di questo mese sono diversi:

- da moglie finalmente sono riuscita a liberarmi della odiosa Enel Energia che impregnava la nostra casetta con bollette altissime sia per la luce che per il gas (una piccola vittoria costata mesi e sudori e palpitazioni leggendo il prezzo della bolletta)

foto presa da google, la mia era di 440 euro -.-


- come lavoratrice questo mese ho creato tantissime novità per il mio e-shop, quindi finalmente non solo cristalli e tarocchi, ma incenso, amuleti e porta tarocchi.. per rendere l'esoterismo un po' anche chic.



- da lettrice ho letto molti libri interessanti, recensiti a pieni voti e finalmente le mie mani e la mia testa sono tornati nell'accademia del bene e del male! Non vedevo l'ora che arrivasse il seguito di questa bellissima saga!



- da strega invece sto sperimentando nuove tecniche di guarigione per l'aura con meditazioni guidate e visualizzazioni con animali totemici.



Voi invece? Che ricordi felici avete per questo mese?

sabato 30 gennaio 2016

In my maibox: la buca delle lettere

Buon sabato amici de il mondo di sopra come passerete questo weekend? Gli acquisti di questa settimana non sono tantissimi in quanto il dentista non mi sta portando via solo l'anima... ma anche il portafoglio.. ciò nonostante sono riuscita ad acquistare il secondo volume di una saga che sto amando da morire.. la saga dei Sempre e dei Mai..


Dopo quindi la desolazione con il mini John Travolta, consoliamoci con la rubrica di questa settimana..

In my mailigbox cita i libri acquistati, omaggiati e scambiati nel corso della settimana. 





 A volte un libro non è solo una storia, ma è un amico che ti ascolta. Nelle sue pagine trovi parole che ti consoleranno e ti aiuteranno ad andare avanti, nel loro mondo se cadi non ti fai male. Un libro è un amico che ti ascolta in silenzio e ti sta vicino sempre. 

Ho iniziato a scambiare libri anni fa grazie all'avvento dei mercatini pagani, dove scambiavi un libro con qualcosa che l'altra persona desiderava: un cristallo, una pirografia, un altro libro. Il bello dei libri usati è che in quelle pagine potevi trovare qualcosa di diverso, una parola, una frase, un qualcosa che ricordava il precedente proprietario. Ora sono passati anni eppure quella sensazione mi è rimasta dentro come se fossero le prime volte. La sensazione di ricevere non solo un libro che avevi voglia di leggere, ma di trovare un pezzo di qualcun'altro, un amicizia nuova. 

Questa settimana ho ricevuto in scambio:

L'amico immaginario è una lettura che volevo fare da diversi anni, se gli amici immaginari potessero parlare? In questo libro troviamo la storia di Budo e di una tematica che mi sta molto a cuore: l'autismo. 
Questa volta tocca a te è un thriller che narra la storia di una coppia, di un criminale psicopatico che rapisce e tortura. Della scelta su questo libro mi sono basata sulla sinossi e sulla copertina. La prima mi ha ricordato molto la serie cinematografica Saw. L'unica serie tra l'altro che sono riuscita a sopportare, io fifona per quanto riguarda i film, e quindi non potevo non averlo.  
La ragazza che leggeva nei cuori già lo amo e sapere che la mia copia è unica, lo rende ancor più speciale. (E' un edizione fuori commercio) avete presente i pizzi, i merletti, gli anni venti? Beh con questo libro ci ritroviamo in quegli anni, dove le cartomanti e i medium erano all'ordine del giorno, dove tra tantissimi ciarlatani spicca quella che in realtà ha davvero visioni...

Ora arriviamo invece agli omaggi delle case editrici. Il mare nasconde le stelle è un omaggio della casa editrice Garzanti. Amo le storie vere, danno la possibilità di capire davvero qualcosa che in realtà dai telegiornali o dalle notizie su internet non arriva. A volte è come guardare, ma senza osservare davvero, quando poi invece si legge, si affronta qualcosa, ci si immerge in una lettura.. beh tutto cambia. 
Invisibile mi ha catturato subito. E' un omaggio della Newton Compton Editori. Non solo ho amato la copertina per quei colori così tenui e delicati, ma la storia dove solo lei riesce a vedere lui mi ha ricordato molto Se solo fosse vero di Marc Levy dove è un lui a vedere lei, uno "spirito". 
La collana di liquirizia è un romanzo della Leone Editore, un romanzo che non parla d'amore, ma parla di donne,. la protagonista si riscopre, torna a rivedere e a risentire le amicizie con le donne della sua vita. Alzate la mano chi non ha avuto più sofferenza con l'amicizia che con l'amore? Beh io sono una di quelle che ha sofferto di più con le donne che con l'amore. Sono una di quelle che ha dato parecchio ad amiche che poi amiche non lo erano.. sono una di quelle che ha imparato a tirar fuori gli artigli anche grazie a questo..

La verità su di noi esce a Febbraio e grazie alla HarperCollins Italia mi sono trovata questa meraviglia nella buca delle lettere. Non me l'aspettavo eppure mi ha già conquistata, in poche ore sono riuscita ad arrivare quasi a metà libro, bello..bello e ancora bello. Sicuramente acquisterò anche la copia definitiva. 
La luce sia con voi è un omaggio della CentoAutori, di solito non sono amante di queste letture ma il fatto che sia un indagine quasi comica mi incuriosisce molto. 
E ora parliamo dell'acquisto fatto qualche giorno fa, l'ho prenotato su Amazon e il giorno dell'uscita io ero già a metà libro. Cosa devo dirvi di lui se non che amo questa saga? Con il primo volume ero già alla ricerca dell'Accademia del bene e del male, mi sarei tuffata nelle acque sporche del male pur di arrivarci e di diventare un cattivo famoso. Con questo secondo volume ci troviamo invece già all'interno dell'accademia stessa in nuove fantastiche avventure. Non vedo l'ora di recensirlo e di scrivere un intero articolo su Accademia del bene e del male, un mondo senza eroi! 


Voi invece che acquisti avete fatto? In quali mondi state viaggiando in questa settimana? Quale libro avete adottato? 






venerdì 29 gennaio 2016

Ruggine. Recensione

Buongiorno cari amici e buon venerdì! Sono davvero contenta che il post di ieri su chi sia il mondo di sopra vi sia piaciuto, mettere a nudo la propria anima non è mai facile, ma è divertente. Da' la possibilità di farsi conoscere nel proprio quotidiano. Ultimamente sto leggendo davvero molto e questo mi dà la possibilità di scrivere le recensioni a caldo, subito (o quasi ) dopo aver letto il libro di cui vi sto parlando. Ciò che per quest'anno ho deciso di realizzare è quello di leggere solo libri che mi piacciono, quindi che mi danno la possibilità di emozionarmi e lasciare un segno. Ecco perchè ultimamente sto selezionando anche gli omaggi delle case editrici su solo quello che so che potrebbe interessarmi, piuttosto poi trovarmi con una lettura che dentro lasci solo sabbia come nel deserto. Ma senza dilungarmi troppo,  oggi voglio parlarvi di un libricino uscito da pochissime ore nelle librerie, ma grazie a Fazi Editore ho avuto il piacere di leggerlo in anteprima.
Vi scrivo libricino perchè conta 151 pagine, ciò nonostante è una lettura devastante, basta solo la copertina!


Titolo: Ruggine
Autrice: Anna Luisa Pignatelli
Editore: Fazi Editore
Pagine: 151
Pubblicazione: 28 gennaio 2016
















Come si può non amare la copertina di questo libro? Il disegno di un gatto a matita su sfondo bianco, quel senso di minimal e chic allo stesso tempo... la scritta ruggine che invita ad aver voglia di scoprire il perchè...e no non è un libro da sottovalutare perchè non ha una copertina piena di immagini e colori, è un libro bianco che ha un universo intero all'interno.

Partiamo con una domanda: Quanto ha bisogno l'uomo di essere accettato? Quanto sappiamo davvero stare da soli?

In queste pagine ci troviamo in un piccolo paese sperduto nella Toscana, quei paesi dove le vecchiette sono peggio della C.I.A., sanno tutto di tutti e nonostante l'età avanzata e gli occhiali a fondo di bottiglia, riescono a trovare il pelo nell'uovo!

La protagonista è Gina una donna soprannominata Ruggine per via della sua ossessione, del suo amore, della sua dipendenza (ricorda tanto me) a Ferro il suo micione grigio. Un gatto pieno di vita che ha voglia di vivere avventure (come ogni gatto che si rispetti) e che sembra prendere in giro invece la vita ormai della sua padrona, che a causa della sua malattia e dei suoi dolori si trascina per passi lenti ingobbita per strada.

L'amore tra lei e questo gatto arriva all'improvviso, quando due anime sole arrivano a incontrarsi, vivono la solitudine insieme anche se restia lei all'inizio.

Gina è sola. L'autrice ci racconta la sua storia, ci porta a muoverci a passi lenti come lei, ci porta nel suo mondo e ci fa capire quanto il passato può essere pesante come un macigno. 

Come l'autrice stessa scrive quando l'anima ha una pena troppo grave sembra quasi farne a metà con il corpo così da non morire dentro. Ecco quindi che i dolori che la protagonista sente, nonostante senza causa (a detta del medico) sembrano quasi sussurrare ad ogni passo che è l'anima a farla ingobbire sempre di più per via del peso del passato.

Quanto può far male il passato sul presente? Quando il dolore è troppo forte la mente dimentica per dare un attimo di respiro.

Gina è sola, è considerata la strega del paese, quella che legge la sorte sul viso degli altri, la donna che riesce a comprendere la vita degli altri semplicemente guardandoli. Solo il marito defunto le dà ancora una mano con la pensione che preleva ogni mese e le dà la possibilità di tirare avanti.

Gina è sola e nonostante gli occhi degli altri sembrino non guardarla, gli altri sanno sempre tutto di lei.

L'autrice in queste pagine affronta tematiche dure, la violenza che narra, l'oltraggio e la desolazione dell'anima della protagonista ci entra dentro come un pugno.

Non è un libro facile da leggere per via della devastazione che passa la protagonista e per lo stile dell'autrice che ci permette di ritrovarci lì in quel libro. Ogni scena narrata ci pare di viverla, ogni immagine che l'autrice racconta eccola che ci appare nella nostra mente. Questo succede perchè lo stile dell'autrice è unico.

Se l'inizio del libro sembra andare a rilento come i passi dovuti al dolore, pagina dopo pagina ci ritroveremo lì a scorrere le dita su quei fogli, quasi avidi per girare subito la pagina e scoprire altro.

Ho letto questo libro in poche ore, giusto dopo cena mentre mio marito guardava la televisione dall'altra parte del divano.

Gina è sola e ha bisogno di sentirsi accettata dagli altri, lei parla solo con il suo gatto Ferro e l'unica possibilità che ha di sentire un altra voce è quando va a fare la spesa comprando giusto il pane per tirare avanti.

I personaggi che arrivano nella vita della protagonista sono persone che potremmo incontrare tutt'ora in un piccolo paese di provincia. Troviamo la comarella sempre alla finestra a guardare la vita degli altri, troviamo la vedova inacidita perchè le cose non vanno come aveva progettato, troviamo l'omino ricco che arriva in paese solo per qualche mese e deve far notare la sua presenza, troviamo i vecchietti fuori dal bar con il bicchiere di vino per l'aperitivo e troviamo un giovane malato, ossessionato che crea gli incubi più brutti.

No, non confondete questo libro con un thriller solo perchè sto pesando le parole per non spoilerarvi nulla, semplicemente queste pagine contengono la storia di Ruggine chiamata così perchè se attaccata a Ferro come la Ruggine.

Alla fine della storia non troverete il vissero felici e contenti, non troverete la fine del lupo cattivo e cappuccetto rosso in salvo. Gina è la strega da mettere al rogo, Gina è la donna che va eliminata.

Nonostante il suo essere così crudo e a volte quasi troppo amaro da digerire, questo libro mi è piaciuto. Mi è piaciuto conoscere Gina e il suo animo. Mi è piaciuto scoprire una donna che nonostante gli anni e la mancanza di ogni cosa, si sente bene con un rossetto sulle labbra. Mi è piaciuto leggere di lei che sopravvive, che nonostante il dolore si tira avanti, mi è piaciuto scoprire come una donna sola con la gente che non fa altro che guardarla male, lei va avanti comunque.

L'autrice è capace di tenerci con il fiato sospeso fino alla fine.

(...) Gina estrasse la lingua, quella sua lingua di un rosso cupo che per parlare usava poco, e gliela mostrò con un ghigno malvagio e la donna si ritrasse svelta come colta in fallo.












giovedì 28 gennaio 2016

Chi si nasconde dietro il mondo di sopra.

Benvenuti ne Il mondo di sopra, siate abitanti di quello che è il mio mondo, siate lettori, siate amici. Gli estranei sono amici che non abbiamo ancora incontrato. 



Scrivere di se stessi non è mai facile, è percorrere un viaggio scalzi su un terreno a volte difficile, eppure quando arrivi alla meta senti che il percorso è stato meraviglioso. 

Quando nel lontano 2011 ho deciso di aprire il mio primo blog, l'ho fatto per avere la possibilità di avere un mio spazio, di parlare di me, delle mie passioni. Uno spazio che potesse rappresentare me in quel momento. Ma a volte la vita ci porta a fare delle scelte, a deviare il nostro percorso in un altro cammino e, quello spazio, a me non bastava più. Non lo sentivo più mio, quella che leggevo non ero più io. Dopo anni di pausa e cambiamenti drastici nella mia vita, la voglia di scrivere, di prendermi un angolo del mondo, è tornata. Prima è arrivata la pagina su facebook Il mondo di sopra, poi il bisogno di registrare questo marchio, per poi arrivare qui perché la pagina social non mi bastava più, non avevo spazio per raccontare, per vivere.
So che per molti questo può non essere capito, ma quando un blog, un diario, diventa il tuo specchio, diventa una parte di te a cui è difficile rinunciare.  

Il mondo di sopra si può dire che è un mio prolungamento, è la mia vita fatta in maniera scritta, sono io senza mezzi termini, trasparente davanti ad una realtà a volte non troppo facile. Il mondo di sopra mi permette di dimenticare la malattia incurabile che mi tormenta, mi permette di viaggiare allo stesso modo dei libri che leggo. 

Sono una lettrice, una di quelle che legge più volte anche la lista della spesa. Mi piace collezionare i libri che leggo in una stanza della mia casa, adibita solo a libreria.. e adesso, non mi basta nemmeno più. Dimentico facilmente sigarette, accendini, portafogli in giro (con tanto di imprecazioni da parte del marito) ma i libri non li dimentico mai. Sono gelosa della mia libreria, che conta al momento mentre vi scrivo, quasi più di mille libri e odio profondamente prestare i libri perché ho sempre paura che non tornino mai indietro. Sono una divoratrice letteralmente di ogni genere. Leggo ovunque. Devo leggere ovunque. Ovunque vada con me deve venire sempre un libro.

Sono una strega, una di quelle in continua evoluzione, non ho il tempo per fermarmi, non ho la voglia di fermarmi, ho bisogno di conoscere, di saziare la mia sete di conoscenza. 

Ho cominciato a leggere i tarocchi all'età di quindici anni grazie ad un fascicolo trovato in edicola e da allora sono arrivata a studiarli e a comprenderli, fino a renderli miei. In tredici anni ho giocato e sperimentato ogni mazzo ed ogni stesa. 

Ho studiato la Tarologia di Alejandro Jodorowsky, che unisce i tarocchi alla psicologia. Mi sono poi innamorata di tantissimi mazzi che ora completano la mia collezione, fino ad arrivare ai tarocchi della Dea che uniscono la visione dell'universo femminile e del matriarcato. 

Sono una moglie che ama ciò che ha costruito con suo marito, amo la mia casa piena di colori e amo i miei animali: Ombra e Simba, un gattone nero e un gattone rosso (padre e figlio) e una bulletta (pitbull femmina) di nome Frejya, anche detta Fri fri 

Sono una scrittrice sin da quando ero bambina e il merito va a mia madre che prima della mia nascita scriveva poesie (ho con orgoglio nella mia libreria tutti i suoi scritti, anche se ormai pagine ingiallite). Amo scrivere di mondi meravigliosi, di draghi e folletti, di divinità e di streghe. Amo inserire tratti pagani nelle mie storie. Nei miei libri le streghe non mangiano i bambini e non ballano con i diavoli.

Io non sono la malattia che mi mangia dentro, Il crohn fa parte di me, ma non è me. Ho una malattia autoimmune da quando avevo sedici anni, ha letteralmente cambiato la mia vita, limitandomi spesso in molte cose, ma non solo solo questo, accetto di essere difettosa, ma non sono solo difettosa. 

Amo cucinare qualsiasi cosa, in casa sono la regina dei fornelli, amo sperimentare e soprattutto divorare, ma ciò che preferisco sono i dolci, non ne posso fare a meno.

Amo l'inverno, nonostante sia freddolosa, perchè amo il natale che per me è una festa pagana perchè mi permette di decorare casa (ancora più del solito) e di sentire nell'aria odore di buono dentro e fuori l'anima.

Amo indossare solo ed esclusivamente anfibi, raramente mi vedrete in giro con tacchetti a spillo, amo ridere e amo la gente.

Chiamatemi strega perché lo sono, ma qui non troverete la classica regina di Biancaneve, qui se vi offro una mela non sarà per addormentarvi. 

"I tarocchi sono immagini psicologiche, simboli con cui si gioca,come se l’inconscio giocasse con il suo contenuto" Carl Gustav Jung

#17 appuntamento con la strega: come creare un cerchio magico

Buonsalve amici de il mondo di sopra e bentrovati ad un nuovo appuntamento con la strega. Il giovedì precedente abbiamo analizzato come celebrare il sabba che si sta avvicinando, ovvero Imbolc. Oggi vedremo insieme come realizzare un cerchio magico. 



Il cerchio magico è il terreno "consacrato", uno spazio, un luogo dove la strega svolge i suoi lavori magici, che vanno dai rituali, agli incanti, alle preghiere o alla celebrazione delle Divinità.
Questo luogo che viene a crearsi permette di accumulare energie al di fuori del tempo e dello spazio.
Questo cerchio tiene lontane le energie negative e mantiene pure le intenzioni di una strega. E' come se la stessa linea tracciata crea un confine tra il mondo e la coscienza.

Il cerchio come la ruota della fortuna, arcano maggiore dei tarocchi, rappresenta il ciclo della natura: ritroviamo quindi il sole che svolge il suo ciclo, la luna e le sue fasi lunari, il ciclo delle stagioni, la vita, la morte e la rinascita, l'inizio e la fine.

Il simbolo del cerchio è già qualcosa di potente, che unito al pentacolo (stella a cinque punte) forma il pentagramma che ne diventa un simbolo completo.

Nella stregoneria nessuno prepara un cerchio o entra in esso prima di essersi correttamente preparato. Prepararsi per il cerchio significa purificare il nostro corpo, la nostra mente e la nostra anima da tutte le negatività. 

Tantissime streghe fanno un bagno rituale prima di realizzare un cerchio. Questo bagno consiste nel purificarsi tramite sale ed erbe specifiche. 
Tracciare un cerchio può essere difficile per chi si trova agli inizi, ma piano piano vedrete che verrà tutto in automatico. Basta scrivere la parola cerchio magico su internet (su avanti provate) troverete tantissimi modi per creare un cerchio.

Non c'è un metodo giusto o sbagliato per farlo, non c'è un maestro che può guidarvi o crearlo al posto vostro, ognuno di noi troverà il proprio metodo passo dopo passo. 

Il cerchio può essere creato sia semplicemente visualizzandolo, sia creandolo fisicamente. C'è chi visualizza energia verde che si sviluppa dal dito indice, chi crea un cerchio con pietre, cristalli, fiori, sabbia e ciò che più piace, o c'è chi semplicemente crea il cerchio con il sale.

Non c'è bisogno di aprire un cerchio immenso che ricopra tutta la stanza, può avere le dimensioni che più si desiderano purchè consentano di stare in piedi o seduti dentro di esso.

Nota bene: Prima di creare il cerchio bisogna purificare lo spazio in cui si opera, utilizzando incensi o erbe apposite. In questo click troverete un vecchio articolo per Samhain che spiega come purificare la nostra casa (va bene comunque per ogni occasione).

Per tracciare il cerchio magico bisogna mettersi nel centro della zona dove si opera, rilassarsi in perfetta calma e armonia e respirare affondo. Bisogna poi spostarsi verso il nord e camminando in senso orario tracciare il cerchio.
Una preghiera di evocazione che mi piace molto leggere è quella di S.R.Wolf che descrive:

Io ti evoco o grande cerchio di potere, 
perchè tu unisca il mondo degli uomini e degli spiriti, 
perchè tu sia un luogo di incontro
di perfetto amore, fiducia, pace e gioia, 
contenitore del potere che voglio suscitare in te. 
Chiamo i guardiani del Nord, dell'Est, del Sud e dell'Ovest 
purchè mi assistano in questa consacrazione. 
Nel nome degli Dei io ti evoco.


Dopo aver tracciato il cerchio premere la mano per terra e sigillarlo, ovvero visualizzare (immaginare) una bolla chiusa sopra la testa e sotto i piedi. Al di sopra e al di sotto questo cerchio è sigillato.

Dopo aver tracciato il cerchio bisogna stare attenti a non entrare e uscire dal cerchio energetico che si è creato. Col tempo riuscirete a sentire l'energia dei confini del cerchio. 



Se si sente il bisogno di recuperare qualcosa al di fuori del cerchio, basta "aprire una porta" visualizzare quindi, (immaginare) di aprire una porta con la mano, richiuderla subito dopo di voi e riaprirla e richiuderla dopo che si è entrati. Questo permette di non spezzare il cerchio e di non far entrare energie negative all'interno.
Nota bene: entrare ed uscire indebolisce la struttura del cerchio.

Quando le operazioni sono finite bisogna cancellare il cerchio camminando in senso antiorario, iniziando da ovest, passando da sud, est e nord, così per riassorbire l'energia se il cerchio è stato solo visualizzato o fisicamente creato. 



mercoledì 27 gennaio 2016

C'era una volta... "Rosaspina". (Giorno della memoria) Recensione.

Come bisogna ricordare la giornata della memoria? Il 27 Gennaio di ogni anno si celebra la Giornata della Memoria per non dimenticare l'Olocausto. I libri, la musica, i filmati, le immagini, le biografie ed i saggi che escono in questo periodo dalle tantissime case editrici sono diversi, ed ognuno di loro ci permette di non dimenticare quello che la pazzia, la furiosa e cieca follia ha potuto creare. 
Oggi non vi presenterò la rubrica www che racconta delle varie letture, oggi voglio fermarmi in una sorta di silenzio parlandovi di un libro tra i tanti letti per l'olocausto, che mi ha permesso di non dimenticare quell'atroce follia. Perchè quella follia non dobbiamo ripeterla mai! 



Titolo: Rosaspina
Autore: Jane Yolen
Editore: Leone Editore
Prezzo: 12,00 € cartaceo
Pagine: 247


















La sua tomba sarà una foresta di rovi, folta e intricata che nessuno la scovi! Ora va' e porta nella tua spira l'oscura forza della mia ira!



Ho amato il cartone della Bella addormentata nel bosco, ho amato la figura di Aurora ma soprattutto di Malefica. Ho amato anche la nuova versione di Maleficent, con la sua versione dei fatti, quindi non potevo leggere questa storia ispirata a quel racconto.
Ci troviamo di fronte ad una fiaba moderna, ad un bisogno di raccontare qualcosa che non deve essere dimenticato, che fa parte dell'orrore e del dolore dell'umanità.

La bella addormentata nel bosco è una storia che conoscono tutti eppure questa che racconta la nonna alle sue nipotine è qualcosa di diverso, è qualcosa che fa paura. Quasi come una litania l'anziana signora la ripete per tutta la vita, giorno dopo giorno il racconto è sempre uguale, almeno quello che narra lei. 

Qui non troveremo rovi, ne' fate dalla pelle verde, qui il castello è circondato da filo spinato, qui le aquile si trovano su cappelli, qui chi si addormenta non sempre si risveglia.

Leggere questo libro all'inizio non è facile, non perchè non sia di interesse, ma i contrasti che balenano alla mente sono troppi: da una parte ci sembrerà troppo veloce, dall'altra i fatti stessi ci risulteranno di poco spessore, ci ritroveremo quindi a cercare di voler un introduzione più lunga, un qualcosa in più dall'inizio... perchè si sa l'inizio comunque è una parte decisiva.

La storia mi ha comunque parecchio emozionato, la scrittura mi ha permesso di immergermi e di affezionarmi ai personaggi. Quanto ho odiato le sorelle di Rebecca e i loro figli, mi hanno ricordato le stupide sorellastre di Cenerentola!

Snob, altezzose e superficiali. E' vero che ognuno dimostra l'amore a suo modo, ma così è troppo! 

La storia che racconta la nonna è toccante e sono carini ed armonici i tratti dove tra un pezzo ed un altro troviamo la narrazione da lei raccontata in corsivo.

Ci troviamo quindi in un c'era una volta dove la nonna, che ormai pronta verso la morte, rivela alla nipote più piccola (e passatemi il paragone con Cenerentola rivedendo in Becca il suo personaggio) di essere lei stessa la fantomatica Rosaspina del racconto narrato ogni sera per tutta la vita. 

Sarà l'amore per questa donna vista come madre, sarà l'esaudire l'ultimo desiderio, o sarà semplicemente curiosità, Rebecca asseconda la nonna promettendole di ritrovare il suo castello incantato.

Ecco che per la giovane protagonista parte quindi la voglia di ricostruire la storia della propria nonna. Vi siete mai soffermarti a parlare con i vostri nonni? Vi siete mai fermati davvero ad ascoltare le loro storie? Beh questo libro vi farà venir voglia di stringere dolcemente la loro mano ed ascoltare tutta la loro vita.

Se l'inizio come detto precedentemente ha una melodia decisamente contrastante e a tratti lenta, qui nel viaggio non ci basteranno sicuramente i fazzoletti per asciugare le lacrime.

La scrittura ci coinvolge a tal punto che ci sentiremo lì con la protagonista a cercare negli orrori del passato chi era la principessa Rosaspina.

E' inutile prenderci in giro, non sarà un viaggio facile perchè leggere l'olocausto anche se la nostra generazione non l'ha vissuto, è comunque qualcosa che ti divora dentro perchè fa male quanto l'umanità possa portare facilmente l'inferno in terra, ma ciò nonostante l'autrice ci permette di sentirlo come una ricerca passo dopo passo.

Diversi sono i personaggi che incontreremo nelle due parti del libro. Lo so, può sembrar strano, nonostante i capitoli troviamo nel libro ben due parti distinte. Nella prima parte troviamo il viaggio, il percorso che l'ultima nipote fa per la promessa alla nonna, la ricerca, i dubbi, le emozioni e le paure della protagonista, l'ossessione quasi di dover arrivare alla meta; nella seconda parte troviamo invece il ricordo in sè di Rosaspina, la sua nascita e il racconto a volte troppo crudo di quello che si è passato. Quanto un uomo sa essere effettivamente umano? 

La scrittrice ci porta in questa seconda parte con una forza devastante, è come se il suo braccio stesso uscisse dalle pagine per tirarci dal colletto in quelle parole che entreranno con forza come pugni nello stomaco. Rosaspina sarà un romanzo da leggere anche in un fiato, ma che non dimenticheremo facilmente. 

Bisogna leggerlo per capirlo, bisogna leggerlo per amarlo, bisogna leggerlo per perdersi tra i rovi.

C'era una volta una fiaba che adesso non c'è più, c'era una volta il vento e delle nuvole laggiù, c'era una volta una principessa chiamata Rosaspina e c'era un principe che cantava le canzone di chi vivo non era.














martedì 26 gennaio 2016

I Gillespie. Recensione

Si può divorare un libro in una sera? Di solito mi capita con i fantasy o con i libri per ragazzi e questo invece è tutt'altro. 

E' un romanzo di cinquecento pagine, eppure il tempo si fermerà e ci saranno solo quelle righe.

Autore: Jane Harris
Titolo: I Gillespie
Prezzo: € 9,00
Editore: Beat edizioni (edizione originale Neri pozza)


















Quando la casa editrice mi ha segnalato questo romanzo sono rimasta colpita dalla copertina. Da quell'aria da romanzo storico vittoriano e non potevo quindi non recensirlo.

Fidatevi, aprire questo libro vi farà rimanere completamente di sasso come è successo a me. Sono la bellezza di più di cinquecento pagine... eppure l'ho divorato completamente in una sera. E' un romanzo che vi farà impazzire.

Ci troviamo davanti ad un capolavoro che ci permette di mettere in dubbio le righe che stiamo leggendo. 

Esistono le coincidenze oppure tutto è già stato scritto?

Ci troviamo di fronte ad una donna indipendente che ha la possibilità di viaggiare per il mondo. E' una donna sola che affronta con coraggio il suo tempo e non demorde alle avversità. Quando si rende conto dopo l'ennesimo ostacolo che è ora di far una bella vacanza, decide di partire per Edimburgo. 

Il linguaggio in prima persona ci permette di immedesimarci ancor più nella storia e visualizzarci lì con la protagonista nei vicoli e tra i circensi di strada. 

Avete presente quelle chiacchiere tra amiche davanti ad un the mentre vi racconta la sua avventura in un paese che ha visitato? E voi con aria sognante siete lì ad assaporare ogni sua parola? Beh l'autrice fa esattamente la stessa cosa: ci fa sognare, almeno all'inizio. 

Coincidenza o meno ecco che la narratrice si trova a salvare la vita ad un'anziana signora, la vecchia signora Gillespie che "gentilmente" e "teneramente" la invita a casa sua per ringraziarla.

Le righe che raccontano il salvataggio ci lasciano una sorta di mancato respiro (un po' come l'anziana signora) ed un sorriso finale quando la protagonista le salva la vita e ci racconta anche il come.

Pagina dopo pagina ritroviamo la protagonista finalmente soddisfatta. Non si sentirà più estranea in una terra straniera, finalmente sarà a casa.

L'autrice ci porta nella famiglia di Gillespie in punta di piedi. Ci troviamo di fronte ad una famiglia particolare che nonostante le loro stranezze, i loro ostacoli la narratrice se ne affeziona.

Ci troviamo di fronte a vari personaggi: alcuni insicuri, altri malvagi, altri forse troppo modesti...fatto sta che la donna prende a cuore tutto questo e comincia a coltivare una grande amicizia con queste persone. Come l'autrice racconta questa amicizia che coltivano da entrambi le parti, riesce a donare entrambi un qualcosa di buono e speciale (o forse no?)

L'amicizia pagina dopo pagina scorre velocemente e ci fa capire come la protagonista aiuti anche economicamente questa famiglia un po' particolare. 

Avete presente quelle melodie che ad un tratto salgono su di tono e fanno sussultare il cuore con un mezzo infarto? Ecco. Nel libro succede esattamente così. Tutto ad un tratto quella magica melodia sinuosa e soave che si era creata, viene completamente stravolta.

Ecco quindi che comincia l'emozione che vi lascerà completamente di sasso e che vi farà divorare il libro in pochissime ore solo per scoprire come va a finire. (E nonostante l'arrivo della fine.. rimarrete di sasso ancora e comunque!) 

Qui non vado avanti, preferisco non spoilerare, ma la narratrice si ritrova a raccontarci quasi con tristezza ciò che succede.

Se nelle prime parti del romanzo la lettura era sembrata così delicata, così storica, da leggere davanti ad una calda tazza di tisana ai frutti, ora ci troviamo davanti ad un thriller degno di nota. Viene completamente stravolta ogni cosa quindi le coincidenze che prima sembravano nascere, ora diventano marchingegni malefici inventati da chissà quale pazzia mentale.

Che dire quando un romanzo si ama? Lo si divora. Ed io questo come vi ho detto all'inizio l'ho completamente divorato in un giorno. La storia, la "perversione" quasi dell'autrice ci permette di stravolgerci. La sua provocazione e il suo modo di giocare con noi fa si che questo romanzo nonostante sia un mattoncino di pagine, ci porti a non annoiarci mai.

Il farci rimanere di sasso, completamente inermi davanti a quello che succede fino alla fine del libro è qualcosa di terribilmente pazzesco, angosciante e meraviglioso al tempo stesso. Non è il solito romanzo che ti fa arrivare alla fine con il pensiero in testa "bella lettura, complimenti all'autrice" , ma è un romanzo che ti lascia con un senso di amarezza in bocca non sapendo se quell'autrice maledirla o adorarla. 

Bello. Bello. Bello e un altra parola che mi viene da dirvi è ancora ancora ANCORA. Perchè di questo libro io avrei letto ancora e ancora. non solo cinquecento pagine in un giorno, ma mille.

Nulla è come sembra, non lasciatevi fregare dalla copertina così tenera, così antica, così quasi melodica che richiama altri tempi anche grazie all'utilizzo del rosa antico. 

Non lasciatevi fregare dai toni delicati che si trovano alle prime pagine, la tisana ai frutti vedrete che vi si raffredderà davanti agli occhi perchè sarete totalmente immersi in questa lettura.

Non ci sarà altro spazio tra voi e il libro. La bocca rimarrà spalancata fino all'ultima pagina.

Non aspettatevi in questo libro un lieto fine perchè nonostante il risultato, il finale rimarrà comunque aperto. Qui non finisce in un vissero felici e contenti, qui finisce in un vissero e basta. 

Non fatevi prendere dalla lentezza armoniosa della prima parte, avete presente i cioccolatini ripieni al liquore? Beh attenti che il liquore brucia. 

Consiglio questo libro a chi ha voglia di leggere qualcosa di avvincente, a chi non lascia nulla al caso, a chi crede che le coincidenze non esistono... o forse no. 














lunedì 25 gennaio 2016

La sarta di Dachau. Recensione.

Il vestito faceva di lei una donna, la rendeva libera di danzare, volteggiare, di essere.
Si sentiva sublime, si librava in cielo, una creatura celestiale che incarnava felicità e gioia.

E' con questa frase del libro che voglio iniziare a presentarvi questa recensione. E' uscito da poco ed io sono qui grazie alla Garzanti a presentarvelo e a recensirlo.
Non vi innamorerete solo della copertina.

Autore: Mary Chamberlain
Titolo: La sarta di Dachau
Editore: Garzanti
Pagine: 320

Sinossi:
Londra, 1939. Ada Vaughan non ha ancora compiuto diciotto anni quando capisce che basta un sogno per disegnare il proprio destino. E il suo è quello di diventare una sarta famosa, aprire una casa di moda, realizzare abiti per le donne più eleganti della sua città. Ha da poco cominciato a lavorare presso una sartoria in Dover Street, e la vita sembra sorriderle. Un viaggio imprevisto a Parigi le fa toccare con mano i confini del suo sogno. Ma la guerra allunga la sua ombra senza pietà. Ada è intrappolata in Francia, senza la possibilità di ritornare a casa. Senza soldi, senza un rifugio, Ada non ha colpe, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato. Ma i soldati nazisti non si fermano davanti a niente. Viene deportata nel campo di concentramento di Dachau. Lì, dove il freddo si insinua senza scampo fino in fondo alle ossa, circondata da occhi vuoti per la fame e la disperazione, Ada si aggrappa all'unica cosa che le rimane, il suo sogno. La sua abilità con ago e filo le permette di lavorare per la moglie del comandante del campo. Gli abiti prodotti da Ada nei lunghi anni di prigionia sono sempre più ricercati. La sua fama travalica le mura di Dachau e arriva fino alle più alte gerarchie naziste. Le viene commissionato un abito che dovrà essere il più bello che abbia mai confezionato. Un vestito da sera nero, con una rosa rossa. Ma Ada non sa che quello che le sue mani stanno creando non è un abito qualsiasi. Sarà l'abito da sposa di Eva Braun, l'amante del Fuhrer...


Amo i libri scritti da donne che parlano di donne. Amo i libri che raccontano la storia. Amo i libri che non sono solo racconti di fantasia, ma sono documentati. Chissà quante pagine, quante righe sono state cancellate per arrivare a creare questo capolavoro. Chissà quante ricerche e quante notti insonne sono state fatte per condurre il filo della trama sempre più affondo. 

Ci troviamo di fronte ad una ragazza appena diciottenne che l'unico sogno che ha è quello di diventare una sarta famosa ed aprire un atelier imitando Coco Chanel.

Ada è una ragazza dalle mille sfacettature, i suoi occhi grandi in realtà nascondono un carattere oserei dire problematico: è determinata, è pronta ad affrontare gli ostacoli per raggiungere il suo obbiettivo, ma in realtà quello che la porta a soccombere molte volte è il suo essere troppo ingenua. Forse per la sua vita così tranquilla si ritrova a fidarsi di ogni persona che incontra, ad aprire il cuore a uomini che le faranno solo male.

L'autrice nella sua biografia racconta che l'ispirazione per i personaggi, specialmente per Ada, è arrivata tracciando le ombre di una sua stessa zia che nel 1920, cosa assurda per quel tempo decise di cambiare vita.

Nel libro arriviamo al 1939 quando l'incontro con un uomo porta Ada ad essere travolta da una nube di violenza e tormenti, ci troviamo qui nella realtà della seconda guerra mondiale.

Se con questo libro state cercando la guerra degli uomini, la guerra con i bombardamenti e il dolore dei campi di concentramento.. beh vi sbagliate.

L'autrice ci mette nella condizione di travolgerci con la guerra che vive Ada, con la guerra che a quei tempi vivevano anche le donne e che spesso non se ne mai parlato.

Ada nonostante la sua ingenuità cerca di sopravvivere fino alla fine grazie anche a ciò che sa fare meglio: cucire. Con la sua macchina da cucire e la sua passione va avanti nelle tre parti del libro.

Si, avete capito bene, tre parti. Il libro non è fatto a capitoli, ma è diviso in tre parti dove racchiudono le parti principali della vita di Ada con luoghi e date.

Una delle date oserei dire principali per Ada è Dachau. Dachau la rende schiava, umiliata e quasi priva ormai di anima, resiste solo grazie alla forza della sua passione e alla libertà che sorge dopo tanti anni. 

Ma qui è solo l'inizio per Ada, perchè come uno spettro la protagonista si ritrova con conti in sospeso che deve affrontare e che troveremo pagina dopo pagina.

L'autrice con questo libro ci ha permesso di scoprire una realtà cruda, un ingenuità a volte troppo pesante che spesso ci farà odiare questa protagonista a volte ancora troppo infantile.

Il linguaggio crudo ma ciò nonostante scorrevole ci cattura e con questo romanzo troppi saranno gli amari in bocca che assaggeremo

Ada ci insegna a non smettere mai di sognare, a non perdere la speranza e a nonostante tutto a lottare, a lottare nonostante gli ostacoli, a lottare nonostante i mostri che si nascondono dietro a coloro che dovrebbero essere umani.

era sopravvissuta alla guerra. sarebbe sopravvissuta anche a questo. ... metti i guai in fondo allo zaino e sorridi.

Ammiro l'autrice per quello che ha creato, per il ritmo con cui ci fa perdere in queste pagine. E' un libro che non va letto solo nella giornata della memoria, ma va letto sempre per ricordare quanto le donne siano capaci di lottare.

E' un libro che è poesia, sono parole scritte sulla sabbia, sono parole incantate, sono fumi di un incenso melodioso e armonico. E' un qualcosa di unico che non va assolutamente perso... perchè infondo tutte siamo state o siamo un po' Ada.

Una storia entusiasmante che sarà capace di catturarvi. Consiglio questo libro a chi ha bisogno di lottare, a chi ha bisogno di veder avverati i propri desideri, a chi un libro non lo legge soltanto, ma ci lascia dentro l'anima.. l'anima che si mescolerà con la storia di Ada.

Ringrazio l'autrice per le sue notti insonni, per la meraviglia che ha scritto con queste parole, per averci dato la possibilità di innamorarci di Ada nonostante tutto.





domenica 24 gennaio 2016

In my mailbox:la buca delle lettere

Buona domenica amici de il mondo di sopra come state passando la fine di questo weekend? io non sono stata bene in quanto anche oggi il dentista ha deciso di torturarmi con i suoi ferri, quindi mi trovo qui a passare questa meravigliosa luna del lupo a letto con mio marito che russa e i gatti che fan le fusa.. 
Bando alle ciance anche se è tardi voglio lasciarvi il in my malingbox di questa settimana dove gli acquisti e gli omaggi sono stati diversi.

In my mailigbox cita i libri acquistati, omaggiati e scambiati nel corso della settimana. 

Diamo quindi inizio a...



Scopri cosa leggo e scoprirai chi sono 

Avrei voluto mostrarvi una montagna di acquisti, ma ahime in questa settimana non me la sono sentita di andare all'usato, un po' per questioni economiche (troppe spese all'orizzonte), un po' per i problemi che l'ascesso ai denti mi ha causato, mi sono barricata in casa tra piumoni, libri e dolcetti..ciò nonostante sono riuscita ad acquistare qualcosina via internet. Sto parlando della saga che ho deciso di iniziare delle principesse del regno della fantasia di Tea Stilton. Lo so è una saga vecchiotta ma avendo trovato il numero 8 all'usato per la modica cifra di due euro non potevo lasciarlo lì.. ciò significa che devo recuperarli tutti.. piano piano, un numero alla volta. Per ora ho i primi tre di cui il primo già divorato in un paio di ore (è una lettura per ragazzi quindi molto scorrevole).

Con l'avvento invece della giornata della memoria troviamo invece La ragazza con la bicicletta rossa, un omaggio edito dalla casa editrice piemme insieme a Anatomia di un cuore innamorato.  il primo mi ispira molto, sarà per il fatto che è un tema delicato che tendo spesso a ricordare.


Un omaggio invece graditissimo e non aspettato è Talon della ex hm ora divenuta harpercollins Italia. E' un libro che a molto fatto parlar di sè sia nelle librerie che nella blogsfera, ho sempre adocchiatoil titolo e le librerie dell'usato e mi ero ripromessa di riuscire a prenderlo appena fosse giunto il momento, soprattutto dopo aver letto Firelight la trilogia.

Temi invece con un po' più di spessore, rispetto al fantasy, sono Ruggine Vittoria!. Il primo è un omaggio edito dalla Fazi Editore e il secondo di edizioni Il Ciliegio. Ruggine è un libricino che ho intenzione di leggere e finire già oggi visto che conta più o meno 150 pagine; è la storia di una donna emarginata dalla società, una di quelle donne che ricordano un po' le vecchie guaritrici accusate un tempo di stregoneria nella vecchia Toscana. 
Vittoria invece è un romanzo in cui il tema mi tocca moltissimo, parla dell'anoressia, di come ti devasta e ti uccide dentro e di come tuttavia si riesce a vincere.


Voi invece cosa state leggendo? Cosa avete acquistato questa settimana?

venerdì 22 gennaio 2016

#secretbookchallenge. Edgar e i gatti dell'ombra. Recensione

Buongiorno amici de il mondo di sopra, oggi vi presento la prima recensione del tag a cui partecipo e di cui vi parlai qualche post fa (qui trovate il click su come partecipare)

Visto che siamo a Gennaio il libro doveva avere la lettera G come iniziale di una parola del titolo o dell'autore stesso, quindi ho deciso di cogliere al volo l'occasione per leggere: Edgar e i gatti dell'ombra.




Titolo: Edgar e i gatti dell'ombra
Autore: Marliese Arold
Prezzo: € 16,00
Pagine: 304




Io, gattara fin dalla nascita, come potevo non leggere questo libro? Amo i libri per ragazzini perchè a volte noi adulti dimentichiamo cosa significhi sognare, presi dalle routine quotidiane. Leggere un libro della battello a vapore mi riporta invece indietro a quando tutto era più innocente ed ingenuo.

Il libro ci porta nella lontana e buia Londra dove un uomo ormai anziano si ritrova a dover far fede al patto compiuto anni prima, tuttavia tra l'uomo e il misterioso inventore del patto, se ne sviluppa un altro che comporta l'offrire 999 anime. 

Dopo la scena tra i due uomini ci si ritrova tra le zampe di un piccolo gattino che perduta la padrona vaga per l'oscura Londra del '900 senza più le sue normali routine quotidiane: mangiare e dormire sotto un tetto sulla testa.

Le avventure di questo piccolino lo portano a conoscere un gatto randagio e una gatta libraia che lo aiuteranno a sconfiggere il malefico stregone.

Lo stile dell'autore ci permette di visualizzarci facilmente nelle righe che leggiamo e di avventurarci tra le strade che percorrono i gatti.

E' vero che è una storia per bambini ma la melodia che l'autore racconta ci permette di finire il libro in un sol boccone e rimanere per un po' con un bel sorriso addosso.

Pagina dopo pagina sorrideremo nei tratti buffi e cercheremo di svelare il mistero che si cela dietro quelle righe.

Bello e coinvolgente. Consiglio questo libro a chi sogna tra piccole magie


.













giovedì 21 gennaio 2016

Segnalazione Garzanti.

Buongiorno amici, oggi voglio iniziare la giornata presentandovi le nuove uscite della Garzanti.. ho già adocchiato diversi titoli che spero di recensire presto...



Titolo: Carne Trita
Autore: Leonardo Lucarelli
Prezzo: € 16,40
Pagine: 288
Data Pubblicazione: 21 Gennaio

Trama

Oltre l'ossessione per i cuochi in tv, oltre la moda dei libri di ricette e delle recensioni stellate, oltre le copertine dei settimanali patinati, Leonardo Lucarelli racconta, in prima persona, la sua vita da vero cuoco descrivendoci la cucina in cui i grembiuli sono sporchi di sugo e i piani di lavori sono pieni di farina e coltelli. Nessuna scuola costosa e nessuno studio di registrazione: rievocando la sua crescita da lavapiatti schiavizzato in un locale di Trastevere a chef, Lucarelli narra di sé stesso e delle persone che ha incontrato in un mondo sospeso tra libertà anarchica e disciplina militare, tra lecito e illecito, mostrando cosa si cela al di là di quella porta che dalla sala del ristorante vediamo sbattere al passaggio di impeccabili camerieri: immigrati in nero, stagisti sfruttati, aiutanti cocainomani, maestri geniali, proprietari incapaci, amici abbandonati per fare carriera. Storie vere che restituiscono l'immagine di un mondo affascinante, dal rigido codice di condotta e dalla gerarchia ben definita. Con sincerità e stile personalissimo, Lucarelli mostra il lato oscuro, contradditorio e carnale delle cucine, un mondo parallelo in cui dominano amori e amicizia, droghe e sesso, culto del lavoro e soldi. E da questo osservatorio speciale, scatta un'istantanea inedita dell'Italia e degli italiani di oggi.




Titolo: La meraviglia degli anni imperfetti
Autore: Clara Sanchez
Prezzo: € 17,60
Pagine: 224
Data Pubblicazione: 25 Gennaio

Trama

La luna illumina d'argento la stanza. Fran ha sedici anni e vuole fuggire da quelle mura, da sua madre che non si è mai occupata di lui. Nel piccolo sobborgo di Madrid in cui è cresciuto passa le sue giornate con l'amico Eduardo e sua sorella Tania, di cui è perdutamente innamorato. I due ragazzi non potrebbero essere più diversi da lui. Figli di una famiglia benestante, frequentano le scuole e gli ambienti più esclusivi. Eppure Fran sente che dietro quell'apparenza dorata si nasconde qualcosa. Quando Tania sposa all'improvviso un uomo dal passato oscuro, i dubbi si trasformano in certezze. Eduardo comincia a lavorare per il cognato e tutto cambia. È sempre più solitario e nulla sembra interessargli. Fran ha bisogno di sapere come stanno veramente le cose. Ma la risposta non è mai stata così lontana. Perché Eduardo gli consegna una chiave misteriosa da custodire chiedendogli di non parlarne con nessuno. E pochi giorni dopo scompare. Da quel momento Fran ha un solo obiettivo: deve sapere cosa è successo. Deve scoprire cosa apre quella chiave. Il suo amico si è fidato di lui. La ricerca lo porta a svelare segreti inaspettati. Lo porta su una strada in cui è sempre più difficile trovare tracce di Eduardo. Perché ci sono indizi che devono rimanere celati e a volte il silenzio dice molto di più di tante parole. Clara Sánchez è un'autrice da un milione e mezzo di copie vendute in Italia. Nel suo paese è l'unica ad aver vinto i tre più importanti premi letterari: Alfaguara, Nadal e Planeta. Con il suo primo libro, Il profumo delle foglie di limone, è da anni in classifica. I lettori e la stampa più prestigiosa la adorano. La meraviglia degli anni imperfetti è un romanzo sulla forza e il coraggio di un ragazzo che scopre come tutto intorno a lui stia cambiando. Crescere vuol dire anche accettare che non esistono verità assolute, che la vita mette sempre davanti all'imprevisto. Ma non bisogna mai perdere la voglia di sapere, di scoprire, di domandare. Anche se può far paura.




Titolo: Il mare nasconde le stelle
Autore: Francesca Barra
Prezzo: € 14,90
Pagine: 154
Data Pubblicazione: 28 Gennaio

Trama

Il mare sembra una distesa infinita. Remon ha quattordici anni e da giorni è su una barca, infreddolito ed affamato. Il rumore della paura è assordante in quel silenzio. Ma Remon non si sente solo. Guarda il cielo e affida alle stelle la cosa più importante per lui: il suo sogno di libertà. Non sa dove è diretto. Sa bene da cosa sta fuggendo. Dal suo paese, l'Egitto. Dall'odio e dalla intolleranza che hanno cambiato la sua vita all'improvviso. Perché Remon è cristiano e non è più libero di giocare per le strade, di andare a scuola, di pregare Dio. È stato costretto a scappare senza dire addio alla sua famiglia. Nei suoi occhi, troppo piccoli per aver visto già tanto dolore, rivede i momenti felici con loro: gli abbracci di sua madre, le chiacchiere con suo padre, le risa con suo fratello. Tutto ora appare così lontano. Ora che il suo viaggio è finito e una terra sconosciuta lo accoglie: l'Italia. Remon non si aspetta più nulla dal futuro. Eppure i miracoli possono accadere. Perché basta poco per sentirsi di nuovo a casa. Basta l'affetto di amici inaspettati. Basta l'appoggio di insegnanti che credono in te. Basta l'impegno e la passione per lo studio. Remon giorno dopo giorno ritrova la speranza e il coraggio di sorridere ancora. Senza dimenticare il passato. Senza dimenticare da dove viene. Ma forte di una nuova scoperta: a volte anche dal mare si può volare. Dopo il grande successo di Verrà il vento e ti parlerà di me, Francesca Barra torna con una storia toccante e unica. La storia vera di un ragazzo scappato dalla violenza del suo paese con una valigia piena di sogni. La storia di una comunità che fa della tolleranza la sua bandiera. Una storia che insegna a non dare nulla per scontato. A lasciare aperto il cuore a chi ci sembra diverso da noi. Perché non c'è ricchezza più grande. Perché questo è l'unico modo per sconfiggere la paura ed essere davvero liberi.





Titolo: Tutte le donne di
Autore: Caterina Bonvicini
Prezzo: € 16,00
Pagine: 208
Data Pubblicazione: 28 Gennaio

Trama

È la vigilia di Natale. Intorno alla tavola ci sono sette donne. Tutte le donne della vita di Vittorio, e lo stanno aspettando. Ma lui non arriva. Manda solo un enigmatico messaggio. Poche parole che rendono ancora più perturbante la sua assenza. Perché per ognuna di loro, in modo diverso, lui è il centro di un mondo: c'è la madre e c'è la sorella, ci sono la moglie, l'ex moglie e l'amante, la figlia adulta e la figlia adolescente. Il vuoto che lascia un uomo può diventare molto affollato. Ritrovare se stesse è allora necessario, vitale, indispensabile. Bisogna farlo insieme, avere il coraggio di appoggiarsi l'una all'altra. Bisogna accettare che un amore che si voleva assoluto è invece frammentario e condiviso. Condiviso proprio con quelle donne per cui si prova astio e rancore. Eppure anche da questi sentimenti può nascere un'inattesa complicità, una solidarietà finora sconosciuta. Forse solo così la lontananza di Vittorio può diventare un'occasione per guardare le cose in modo nuovo. In questa commedia ironica e spietata, costruita come un giallo, anche la persona a noi più vicina può svelare all'improvviso un lato che agli altri sfugge.




Titolo: La memoria dei fiori
Prezzo: € 9,90
Pagine: 208
Data Pubblicazione: 28 Gennaio

La vera storia di una bambina ebrea del ghetto di Łódź

Trama

È l'aprile del 1944, l'ultima neve del lungo inverno polacco attanaglia ancora le vie del ghetto di Łódź: i fiocchi candidi scendono sulle nere e informi divise degli operai ebrei che lavorano per i nazisti. Ma c'è un fragile fiore che, in questo paesaggio desolato, con tutta la forza cerca di sbocciare. Rywka Lipszyc ha solo quattordici anni. Ogni giorno deve farsi strada tra le recinzioni di filo spinato, incalzata dalle armi dei soldati e dagli ululati laceranti dei cani. Dopo la morte dei genitori, è lei a prendersi cura della sorellina Cipka. La sua città, la casa che tanto amava, gli amici di scuola, sono ormai un pallido ricordo; al loro posto ci sono il lavoro, il freddo, la fame, gli orrori del ghetto e della segregazione. In mano Rywka stringe l'unica cosa che è rimasta veramente sua: il suo diario, l'unica illusione di speranza e di salvezza da un nemico che, semplicemente, vuole che il suo popolo smetta di esistere. In queste commoventi pagine prende vita il ritratto di una bambina costretta ad affrontare l'impossibile compito di diventare donna in un mondo dominato dalla violenza e dall'ingiustizia. Ma Rywka deve resistere. Per sé stessa, per la sua famiglia, per le tante persone che, a rischio della loro stessa vita, ogni giorno le offrono aiuto. E l'unico modo per resistere è non smettere di sognare: la libertà per sé e per Cipka, una casa, un piccolo studio avvolto dall'ombra della sera, una penna, qualche foglio bianco per coltivare la sua più grande passione, la scrittura. Sogni che le danno la forza, nonostante la sofferenza che la circonda, di emozionarsi per il ritorno della primavera, per la lettura di un libro, per il calore di un sorriso che arriva inaspettato. Ritrovato nella primavera del 1945 tra le rovine dei crematori di Auschwitz, il diario di Rywka Lip-szyc è stato pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2014, suscitando un'intensa ondata di commozione e interesse. Nulla, invece, si sa della sorte della piccola Rywka, se non che è sopravvissuta – forse solo per pochi mesi – alla guerra. Questo diario, documento di inestimabile valore storico e umano, è oggi l'unico modo di conoscere il più drammatico frammento della storia della sua vita, e di ascoltare la sua voce mentre si unisce al coro delle testimonianze dei sopravvissuti all'Olocausto.