martedì 9 febbraio 2016

La collana di liquirizia. Recensione

Questo romanzo mi appartiene. Questo romanzo descrive la mia vita o forse un giorno sarà il diario di mia figlia. La collana di liquirizia è stata spezzata.. o meglio mangiata.

Buongiorno cari amici del mondo di sopra, eccoci qui in un altra settimana, qui nel nord Italia il cielo è grigio, i gatti dormono sul divano e io vi parlo di un libro che ha saputo sorprendermi, nonostante così duro.

Titolo: La collana di liquirizia
Autore: Ione Vernazza
Editore: Leone Editore
Prezzo: 10,90 €
Pagine: 185
















Porto al polso il bracciale della sorellanza. Un filo di numerose perline corallo che rappresentano tutte le donne della mia vita e di quelle che verranno. Tra le tante perline color corallo in mezzo ci sono io, argentata, a ricordare che non sono mai sola. 

Qui in questa storia non troverete il lieto fine, non ci sono amiche che si abbracciano e si stringono tra lacrime interminabili. Qui l'amicizia è uno strazio e a niente servono gli aiuti della protagonista.

Qui ci troviamo con Elena una donna che ha dato tutto e tanto ad una cara amica e dopo che per l'ennesima volta tutto è andato a rotoli ha deciso di sfogarsi, ha deciso di rivedere quel filo di perle.

Quel filo di perle che la protagonista ricorda alle prime pagine era il tesoro della madre. 

Le perle erano grosse come biglie. Sua madre era affezionata a quella collana, ogni perla possedeva il proprio nome, nomi di parenti, amici, conoscenti.  (...) le perle-biglie erano memorie che la madre sgranava proprio come un rosario. Persone. 

La protagonista si trova ad un certo punto della sua vita a voler mettere in ordine ciò che prova, a capire come sono andate le cose, cosa l'amicizia le ha veramente lasciato e cosa invece ha perso.

La vita è un sentiero e in questo sentiero si avvicineranno a noi tantissime persone, alcune cammineranno al nostro fianco per un po', altre se ne andranno in un momento di distrazione lasciandoci un vuoto dentro e altre ancora andranno via quando non avranno più nulla da darci. Solo pochissime, quasi briciole rimarranno con noi tutta la vita. Beh l'autrice con queste pagine ci mostra esattamente tutto questo.

Ci troviamo quindi di fronte ad uno schema di donne, dove ogni donna passata nella vita della protagonista viene catagolata con un'etichetta dispregiativa: "stronza", "meschina", "falsa" o "troppo ingenua".

Ammetto che la protagonista fino a metà libro non mi ha entusiasmato molto, mi è risultata antipatica per il suo voler essere a volte troppo saccente, il voler aiutare le altre a tutti i costi. L'ho percepita egoista, quasi troppo superiore (come se di difetti noi non ne abbiamo mai) poi mi sono resa conto che Elena, la protagonista di questa storia, è una donna ferita e quindi quel modo di voler parlare è solo frutto dell'orgoglio e dell'umiliazione subita.

Pagina dopo pagina troviamo tantissimi personaggi che come tasselli di un puzzle si incastrano alla perfezione. Troviamo piccoli periodi che si seguono parte dopo parte. E' stato come rivedere un flashback, un film della protagonista che dando velocità alle immagini crea il tutto.

La protagonista è sola, è disgustata dalla scena, è disgustata come le donne si servano del vittimismo o della loro sensualità per rivoltare gli uomini o per giustificare i loro errori.

Il linguaggio scorrevole dell'autrice ci permette di immedesimarci in quelle pagine e di voler ascoltare lo sfogo della protagonista fino in fondo, è uno stile che ci fa incollare a quell'inchiostro perchè vogliamo sapere, perchè in quelle righe ritroveremo qualche "amica" che somiglia a quei personaggi.

All'ultimo ci renderemo conto che il sentiero di Elena è stato nonostante tutto ricco, che Elena ora allo specchio riesce a guardarsi davvero perchè finalmente è libera, è libera di essere e libera di crescere perchè la migliore amica di lei è se stessa. 

Come detto all'inizio questo libro lo sento mio perchè anch'io come la protagonista ho percorso un sentiero dove ho lasciato tante amicizie che dovevano essere potate come rami secchi, dove la mia collana di perle è diventata solo una collana di biglie.










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