martedì 10 maggio 2016

Colpo di penna e Biancospino: Alfonso Zarbo e Schegge.

Buongiorno cari lettori del mondo di sopra, oggi per la rubrica Colpo di penna e Biancospino ho l'onore di ospitare Alfonso Zarbo, un autore particolare.


  • Ciao Alfonso, ti ringrazio per aver accettato l'intervista qui nel Mondo di sopra. Sono una lettrice curiosa di sapere. Dalla tua biografia che si legge dal sito, hai cominciato anni fa a scrivere fantasy, studi a Milano per diventare attore-doppiatore e collabori con tantissimi uffici stampa. Come persona curiosa mi piacerebbe però sapere chi è Alfonso, come quindi ti descriveresti in poche parole.

Grazie a te! Sarò brevissimo: cerco di vivere attraverso le mie passioni. I libri e la recitazione sono il mio passepartout per altri mondi.

  • Come scrittore stai dedicando comunque del tempo ad un genere particolare, Il Fantasy. Spesso altri autori fantasy si lamentano che quest'ultimo non venga apprezzato nell'ambiente italiano, come se le case editrici non apprezzassero questo genere. Trovi che sia vero? Hai avuto o hai difficoltà nel trattare questo genere, o i tempi stanno comunque cambiando?
Agli occhi dei grandi editori, purtroppo il fantasy italiano non viene percepito allo stesso livello di quello straniero. Un po' per la paura di rischiare e un po' perché la maggioranza dei lettori preferisce "andare sul sicuro". Tocca a noi fare cambiare loro idea.
  • Come lettore qual è il genere che ami di più? Che ti travolge?
Non ho un genere preferito: mi piace leggere fantasy ma anche horror, romanzi storici, gialli e thriller. Ciascuno possiede caratteristiche differenti ed è interessantissimo immergercisi.
  • Nell'ambiente della scrittura qual è l'autore che apprezzi e che ti ispira maggiormente?
Tanti! George Martin, Stephen King, Bernard Cornwell, Arthur Conan Doyle, Alan D. Altieri, Robert E. Howard. Sono anche gli autori a cui mi sono ispirato di più per trovare la mia strada in Schegge.
  • Per quanto riguarda Schegge che verrà pubblicato dalla Watson Edizioni, lo definisci una raccolta, com'è nata l'idea? Ti sei ispirato a qualcosa?

Schegge è prima di tutto un esperimento. Come dicevi tu, parliamo di una raccolta di racconti fantasy e d'avventura. Ho cercato di esplorare tutte le sfumature del fantasy ambientando le storie in epoche diverse: Tardo Impero Romano, Spagna delle Crociate, Nuovo Mondo... Ne è venuto fuori un prodotto quasi transmediale, da videogioco, complice la copertina dinamica di Paolo Barbieri (una novità anche per lui, credo!) e il contributo nelle frasette promozionali di Stefano Vietti (lo sceneggiatore di Dragonero) e Maurizio Merluzzo (il doppiatore di Jacob Frye In Assassin's Creed e di Ragnar In Vikings).

  • Come scrittore prediligi una scaletta per i tuoi libri o scrivi di pancia, quindi buttando giù ogni idea per poi svilupparla in seguito a ispirazione conclusa?
Un po' è un po'. Come nella recitazione le basi tecniche ci vogliono tutte, ma da un certo punto in poi bisogna liberare le emozioni.
  • Come mai hai deciso di definire questa nuova raccolta con un titolo come Schegge?
Il ritmo incalzante che pretende l'avventura; la grinta e il tormento dei personaggi; l'acciaio, gli scenari forti. Volevo un titolo che racchiudesse tutto questo in una parola. Spero di esserci riuscito!
  • Cosa ti aspetti da questa nuova pubblicazione? Cosa vuoi lasciare ai tuoi lettori?
Vorrei che i lettori si divertissero. Certo: ho le mie idee, i miei concetti ricorrenti, ma non è detto che debbano per forza essere anche i loro. 
  •  Quando hai cominciato a scrivere questa nuova raccolta avevi già in mente una fine?
Non per questo libro. Sono quasi tutti racconti slegati e con finale aperto. La mia idea è far votare ai lettori le storie più interessanti e, un po' come accade già per le prime stagioni delle serie TV, i manga o qualsiasi altro prodotto strutturato a episodi, di sviluppare proprio quelle.
  •  Ultimissima domanda, giuro! Ti apprezzo moltissimo come persona, come sei riuscito a dar voce e sostanza alla tua passione e al percorso che hai fatto per arrivare dove sei adesso, ma ciò nonostante hai comunque ancora quella libertà di fare, viaggiare, quella libertà di essere Alfonso e basta e staccare la spina, o ti manca del tempo per te? 
Ma che bella domanda, grazie! Sai, come libero professionista posso ancora, fortunatamente, prendermi del tempo libero per continuare a migliorarmi (e credimi: studiando recitazione la scrittura ci guadagna tantissimo). L'importante è calibrare il tutto con la massima cura. E non smettere mai di divertirsi.

Grazie ad Alfonso e alla Watson Edizioni per l'intervista! Non perdetevi l'acquisto di Schegge, di una raccolta dal finale aperto, di ritmo incalzante che pretende l'avventura, di grinta e tormento dei personaggi; acciaio e scenari forti.


Il quinto libro in 'pelle di drago' del Trono di spade, con la copertina scelta da Alfonso

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