martedì 2 agosto 2016

Trecento Secondi. Recensione

Buon salve cari amici lettori, lo so, vi propongo sempre libri diversi dalle mode famose, eppure mi piace consigliarvi libri che riescono ad emozionarmi, che a fine lettura riescono a lasciarmi qualcosa. Quindi come non parlarvi di Trecento Secondi della Falco Editore? Un libro italiano da non sottovalutare.

Titolo: Trecento Secondi
Autore: Patrizia Fortunati
Editore: Falco Editore
Pagine: 174
Prezzo: 15,00€















Questa è una di quelle rare recensioni a caldo. Ho appena terminato questo libro da qualche secondo e mi ritrovo qui davanti al pc a parlarvene, a dover per forza raccontare. Prima di mettermi al computer nella mia testa giravano un sacco di parole e frasi da scrivervi, ora di fronte a questo foglio bianco virtuale, ha preso il sopravvento il vuoto. 

Trecento Secondi non è il primo romanzo dell'autrice, Patrizia ha esordito con il suo primo romanzo nel 2013, Marmellata di prugne, conquistando un ampio consenso sia dal pubblico, che dalla critica. I

Io non ho letto il primo romanzo, ma dopo aver letto Trecento Secondi in meno di un' ora, conto di farlo presto. Avevo in mente solo di leggere qualche pagina, ma in pochissimo tempo, mi sono trovata alla parola fine, senza nemmeno rendermi conto di ciò che stava succedendo. 

Trecento secondi è un libro vero, autentico, come la sofferenza che descrive. Quella sofferenza che arriva all'improvviso, che non ti dà il tempo di respirare, che non ti dà il tempo di capirne il motivo. 

E precipiti all'inferno. 

Quando poi arrivi all'inferno hai il bisogno e il dovere di risalire, ma quando ci riesci l'anima è lacerata. Non sono solo le ferite fisiche che fanno male, ma a volte fanno più male quelle nell'anima, quelle che te la straziano e te la violentano, poichè non c'è nulla che possa guarirle, ma solo il tempo che con il suo scorrere, può lenirle.

Trecento secondi è la storia di Paolo, un uomo comune, uno tra tanti, sposato, padre di tre figli, con un lavoro, una casa, ma che all'improvviso piomba in un incubo che dura quattro anni.

La donna che dovrebbe amarlo per tutta la vita, la sua compagna di vita, la sua migliore amica, diventa il suo stesso incubo. Trentasette sono le denunce che la donna sporge nei suoi confronti. Trentasette denunce su violenze subite, abusi sessuali sui minori e privazioni. 

Inizia quindi il calvario di Paolo, tra avvocati, giudici e assistenti sociali. La giustizia fa il suo corso...

Ma come si fa a dimenticare un incubo lungo quattro anni?

Come si fa a tornare a vivere dopo che si è morti dentro?

Paolo fa enorme sacrifici, per i suoi figli e la sua vita. Non vi spoilerò il finale che l'autrice con abile maestria racconta. 

La scrittura scorrevole e incalzante mi ha permesso di sentire il dolore che Paolo affronta per tanti anni. La storia cattura subito l'attenzione del lettore e le vicende descritte imprimono sempre più curiosità, l'andare avanti con il fiato sospeso rende il tutto ancora più coinvolgente.

Attenzione, mozza il fiato.


5 commenti:

  1. Sicuramente un libro diverso ma che si preannuncia interessante ed intenso! Bella recensione, bravissima!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si un libro diverso che ci racconta che le vittime spesso sono da entrambe le parti.

      Elimina
  2. Un libro diverso, mi piace che qui scopro sempre libri nuovi, grazie!

    RispondiElimina
  3. Che bella recensione, credo proprio che lo metterò in wishlist!

    RispondiElimina
  4. Sono Patrizia Fortunati.
    Che dire... grazie per le belle parole e soprattutto per la sensibilità con cui hai letto il mio romanzo.
    Grazie di cuore.

    RispondiElimina

Se hai letto l'articolo lascia pure un messaggio, un'impronta del tuo passaggio. Dedicami qualche minuto così da raccontarmi le tue opinioni od impressioni, mi fa piacere confrontarmi e leggere i commenti di nuovi lettori. Gli estranei sono amici che non abbiamo ancora incontrato. Grazie per essere passato e il mondo di sopra esplorato.