venerdì 23 settembre 2016

Il dietro le quinte di una libreria. Una libraia si confessa

e bentornati nello spazio de Il mondo di sopra. Oggi voglio presentarvi il mio lavoro come libraia. Blogger per passione e libraia come professione, per la maggior parte di voi sembrerebbe il lavoro dei sogni, libri in tutte le ore, ma ciò non funziona esattamente così. Lavorare in libreria non significa leggere libri e consigliare titoli tutti i giorni, ma essere vittime di clienti spesso fuori dal normale. 

Scusi sto cercando il libro dell'autore che odiava politicamente la destra. 
Mio nipote ha paura di Harry Potter, cosa posso regalargli che non riguardi magia, draghi, famiglia e orfani?
Che bello, avete anche i fumetti di Asterix, ma è solo un caso vero, vero? (il vero vero non è un errore di battitura.)

Una libraia ha davvero il compito di conoscere esattamente tutti i libri che una libreria di catena contiene? Ma come non sapere tutte le opere create di un determinato autore? E come mai se è un fuori catalogo il libro non si trova più in commercio? Otto ore al giorno significa ritrovarsi davanti a clienti, che la maggior parte del tempo gironzolano per la libreria, sperduti come in lande desolate in attesa di una terra promessa che rivedono in noi cassiere, che vittime delle situazioni ci ritroviamo a correre da una parte all'altra del negozio.

Clienti che cercano disperati l'ultimo libro di Adam Kadmon tra i libri di Papa Francesco e Maria Teresa, clienti che girano tra gli scaffali della psicologia cercando i libri di informatica o clienti che entrano in libreria cercando qualcosa, ma non si sa cosa.

Scusi sto cercando un libro da leggere.
Mi dica signora, che genere le piace?
Faccia lei, non ho gusti particolari.

E dopo che accompagni la cliente per quasi tutto il negozio, parlandole di libri dai più svariati generi, stando attenta a non spoilerare il finale, ma a parlargli di cosa ti ha colpito della trama e della scrittura, senti la frase finale che ti spiazza...

forse è meglio che guardo un film..non sono ancora pronta per leggere.

No, lavorare in libreria non è solo annusare libri nuovi, sistemare negli scaffali i libri in ordine alfabetico dal cognome dell'autore, non è solo catalogare i libri a seconda del genere, lavorare in libreria è assecondare il cliente in ogni suo capriccio libresco, aiutarlo a non perdersi in quelle lande dove gli scaffali risucchiano il loro cervello, è sistemare i libri quando il cliente li lascia in giro chissà dove.

Dovremmo mettere i gps ai libri...

Perché purtroppo quando il computer mi indica che il libro è disponibile in negozio, è il nostro cervello che fa il resto...che cerca tra gli schemi neurologici se quel libro è nelle novità o in scaffale, in quei pochi secondi il nostro cervello sviluppa miliardi di ipotesi e cataloga, per poi capire se quel libro è davvero in scaffale o se qualche bel simpaticone ha deciso di spostarlo in chissà quale orizzonte. Cerchi un libro di informatica e dopo un po' lo ritrovi in psicologia, cerchi un manuale sull'educazione che si infila inconsapevolmente tra i titoli politici, ma che simpatici! Certo i libri devono fare amicizia...certo. Mentre tu arranchi ormai con il sudore sulla fronte, inforcando gli occhiali da vista, speranzosa dell'arrivo della tua collega che ti salvi chiedendoti in cosa ti stai buttando  o meglio cosa stai cercando, così poi a perdervi tra gli scaffali siete in due e tu non affondi da sola. 

Ma come dimenticare il cliente che pretende di avere sempre ragione? Quel tipo di cliente si riconosce fra mille volti, può essere l'omone tatuato in maglietta nera forse un po' troppo stretta o la signora ormai avanti con gli anni che, con occhiali da sole e Augias tra le mani, chiede la tua attenzione anche se in quel momento stai: - sistemando la cesta delle novità da mettere in settore - battendo un libro alla cassa - trovando un titolo al computer per il cliente che poverino ha aspettato il suo turno, in attesa della salvezza - ti stai soffiando il naso - in quel momento è scattata la tua pausa. E niente paura, perché anche se questi tipi di clienti sanno che in quel momento tu sei occupata, beh sorridi..perché non importa, tu devi assolutamente servire ( e riverire) la loro attenzione. Quindi si, troverai l'omone in maglietta nera che passa davanti a tutti saltando la fila e lanciandoti letteralmente il libro alla cassa, ho fretta io non posso aspettare, sottolineando quell'Io manco fosse un cristo sceso in terra o la cara simpatica vecchietta - che sempre con gli occhiali da sole - si lamenta della carta regalo rossa che, tendenzialmente è un colore non adatto per la sua nipotina - e che dovremmo avere in negozio una carta per clienti speciali... (???) 

Lavorare in libreria è stare in piedi in un numero indefinito di ore, mangiare un panino di corsa dietro al magazzino, fumare mezza sigaretta e prontamente risucchiare una gomma per non avere l'alito cattivo, è ascoltare come in un confessionale la brutta giornata del cliente, è concentrarsi sul dare il giusto resto alla cliente, ma controllare se il titolo è disponibile, è decifrare un autore o un titolo che il cliente ha richiesto - sempre se in verità quell'autore esiste davvero -, è spiegare al cliente per dieci minuti buoni che quella versione è quella integrale del libro, ma alla fine non ti crederà e andrà a chiedere conferma alla tua collega, che poverina spaesata tornerà da te a chiederti se effettivamente quel libro è un edizione integrale, lavorare in libreria è quando la calca di clienti per un attimo finisce e tu sei completamente in pace, tra silenzio e scaffali da sistemare per case editrici e per autori, è quando ti soffermi qualche secondo a sfogliare il libro prima che senti la fatidica frase Ciao ho bisogno di...

Lavorare in libreria è tutto questo, ma rimane comunque meraviglioso. 

Cliente1: Lei non capisce deve assolutamente cambiarmi queste banconote portoghesi.
Io: .....

Cliente2: Ciao, cerco al di là della siepe nel buio. Si chiama così.
Io: .. guardi che, dovrebbe essere il buio oltre la siepe
Cliente2: No, ne sono sicuro. L'autrice inizia con H.
Io: ..... vado a prenderglielo.
Io: tenga. [ in copertina il buio oltre la siepe]








6 commenti:

  1. "Al di là della siepe nel buio" ahahahahahah sono morto! Bellissimo post e soprattutto bellissimo blog ;)

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    1. Grazie mille... si al di là della siepe nel buio credo che in realtà sia un seguito inedito che noi comuni mortali non abbiamo mai capito XD

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  2. Credo che lavorare in libreria non sia più il sogno di molti lettori perchè ormai è chiaro che tutto mondo è paese e se anche ci metti la passione a rovinarti l'umore sarà, come al solito, la maleducazione della gente. Ma di là non si scappa, te la trovi ovunque. Partendo quindi da questo presupposto, per parte mia credo che comunque preferirei lavorare in un posto che, almeno sulla carta, mi ispira buoni sentimenti di partenza. Il resto è una triste realtà che tocca in tutti i settori, tanto vale fare qualcosa che piace:)

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    1. Gente maleducata no, non ho mai ricevuto imposizioni volgari, però ecco gente che in automatico si "alza" a livello di superiorità.. quello si. Non so, sarà il fatto che "io compro" allora automaticamente quell' "io" sembra diventare un livello successivo. Ma alla fine è pur vero la frase che dici che "il mondo è paese". La stessa gente la trovi al supermercato o in posta o dal fruttivendolo, insomma.. in ogni settore.. :) Ogni lavoro deve piacere, qualsiasi esso sia..:)

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  3. Cara Emy mi hai davvero fatta morire con queste citazioni! xD devo ammettere che, da lettrice, ho sempre sognato lavorare in libreria, nel mio immaginario è e resta un sogno magico, è stato bellissimo intravedere cosa si cela dietro! Ho adorato il tuo post, è bellissimo conoscerti meglio anzi ti dico una cosa, perchè non la fai diventare una rubrica fissa? Le esperienze di una lettrice che lavora in libreria, credimi tutte noi abbiamo sognato almeno una volta nella vita di lavorare in libreria a contatto con i nostri amati libri e leggere i tuoi racconti è davvero ma davvero stupendo <3 <3 <3 <3

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    1. Ciao tesoro, grazie per il tuo commento.. in realtà di "perle di saggezza" ne avrei a non finire, visto che ogni giorno c'è sempre qualche cliente nuovo e di conseguenza qualche saggezza nuova. Si a volte tendiamo a non considerare il dietro le quinte, ma in realtà il lavoro di un libraio non è solo consigliare libri, anche se rimane bello ugualmente :D terrò a mente il tuo consiglio di crearne una rubrica fissa :D

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