giovedì 23 novembre 2017

Senza Cuore, Taylor Tales, Romina Scarpanti - Review Tour -


Che ne dite di iniziare la pausa pranzo tra pergamene e illustrazioni egiziane? E se vi parlassi anche di una mummia? Se seguite la pagina facebook collegata al blog, sapete quanto il mio amore per l'Egitto e la sua spiritualità sia immenso, come potevo resistere a questo dolcissimo e simpatico review? Romina Scarpanti è una neo autrice e Taylor Tales e il suo romanzo di esordio, insieme alle SUE simpatiche illustrazioni. Romina sembra già esser pronta a debuttare tra i grandi, ha tutte le carte in regola per dare vita con un film di animazione il suo romanzo. 


Taylor tales senza cuore

Romina Scarpanti


Editore: StreetLib
Prezzo: 19,99€
Pagine: 158

Trama: Si sa che quando c’è una mummia di mezzo, qualche pazzo sciroccato è sempre pronto a destarla dal suo sonno eterno. Con quale obiettivo? Conquistare il mondo, ovviamente! Ma per fortuna c’è Miss Taylor, un’intrepida e abbondante (nonna) archeologa che può contare sull’aiuto inconsapevole delle sue adorati nipoti: Sophia e Amanda. A loro ha inviato lo scarabeo, l’unico amuleto in grado di salvare la mummia dal suo destino. Ma qualcosa va storto e cominciano i veri guai! Tra frenetici inseguimenti, doti mistiche e svolte inaspettate... l’avvincente saga della famiglia Taylor ha inizio!

Ho letto questo romanzo tutto d'un fiato, fisicamente non riuscivo a smettere, sentivo a pelle il bisogno di continuare la lettura e scoprire dove questi strani personaggi mi avrebbero portato. Già dalla cover rimaniamo incantati dall'illustrazione realizzata dall'autrice e sin dalle primissime pagine cominciamo ad affezionarci al suo modo di scrivere e alla storia che prende piede. Lo stile di scrittura è molto semplice e diretto al tempo stesso, non ha bisogno di tanti fronzoli, eppure nella mente sembra che la lettura venga fatta dall'autrice stessa, in un attimo diventiamo bambini di fronte alla madre che ci racconta una storia. La narrazione evocativa, i dialoghi anche simpatici ci invogliano ad andare avanti, a tifare a volte anche per quel nemico che poi tanto nemico non sembra.

Le prime pagine ci portano nell'Antico Egitto, di fronte ad una mummificazione. Il corpo è pronto per il viaggio, i sacerdoti stanno per iniziare la celebrazione, quando in realtà lo scarabeo più importante viene portato via e Anek Bah rischia di non poter proseguire il suo viaggio nell'altra vita, rischiando la dannazione eterna per un giudizio divino non avuto. Ma perché l'amuleto viene portato via? E chi è l'uomo con la testa da Anubi? Poco dopo eccoci ai giorni nostri, di fronte ad una bambina tutta pepe che serve il té ad una mummia - il caffè mica piace alle mummie - e di fronte ad una sorella più grande, delusa da come la sorellina preferisca giocare con dei cadaveri. Le ragazze di cui vi sto parlando sono Sophia e Amanda, le nipoti di una sorprendente e magica nonna archeologa.
Sophia, Amanda e la nonna si troveranno a dover salvare l'amuleto, lo scarabeo, così importante da una setta pronta a tutto per riaverlo e da una mummia che tanto mummia non rimane.

Davanti ad un romanzo di esordio si ha sempre la paura di trovarsi di fronte a protagonisti o troppo prolissi, che dopo un po' ti annoiano o di fronte a personaggi insapore, superficiali, piatti e statici sulla carta; con Romina Scarpanti tutto questo non succede, anche la più piccola delle nostre protagoniste è così spumeggiante che riesce ad uscire dalla carta e travolgerci con la sua dolcezza. 

Di questo romanzo si ama tutto, non c'è assolutamente nulla che non va, ogni minimo dettaglio anche estetico viene riempito con meravigliose illustrazioni. La storia prende piede già da subito, quell'amuleto è importante e il male non deve e non può regnare. Da una parte abbiamo una nonna travolgente, pronta a tutto per le sue nipotine, una nonna che ancora corre e viaggia nonostante gli anni e dall'altra, abbiamo nipotine coraggiose, ragazzine in un mondo forse troppo grande per loro, eppure capaci di farsi forza a vicenda. L'idea di creare la storia e di dar voce all'Antico Egitto diviene un'idea capace di far centro, non solo perché si sente l'accurata ricerca e verità che l'autrice porta a storiella per ragazzi, ma perché il mistero tra la sabbia, le mummie e la magia anche sacerdotale ha sempre il suo fascino. 

Pagina dopo pagina non ci sorprende solo l'avventura e i personaggi che prendono piede nelle nostre vite, non ci sorprende solo l'ambientazione così curata e l'immaginazione che avanza parola dopo parola, ci sorprende il finale, come l'autrice sia in realtà un abile maga capace con i suoi trucchi di non rivelarci nulla. Questo romanzo sembra un piccolo thriller, ci lascia a bocca aperta di fronte a certezze che vengono frantumate poco dopo. Si segue quasi una strada che non è una strada, per poi ritornare di nuovo lì. Senza cuore è un gioco, è un romanzo interattivo, che appena finisce ti lascia incerta su quello che fare, sul bisogno o di rileggerlo o di avere assolutamente un nuovo romanzo sulle avventure di queste donne frizzanti e forti! 

Nonostante il romanzo venga catalogato come romanzo per bambini, ragazzi, in realtà ha tutte le carte in regola per esser letto anche da adulti e io di anni ne ho già tanti. E' una storia simpatica, che estrania dalla realtà ma rimane comunque ancorato a ricerche e vite passate.

Amanda, in braccio alla sorella, era ancora della sua idea nonostante il pericolo imminente: la priorità era raggiungere la mummia!  

Senza Cuore è un libro a cui ci si affeziona, è un libro che ci fa tornar bambini e giocare con la sabbia, è un libro che sa di incenso al sandalo, è un libro che parla di vecchi e nuovi Dei, è un libro a cui si è pronti a cedere il proprio cuore. Io mi ci sono già innamorata, ora tocca a voi.  

Musica & Parole: Sice, le bambole non hanno diritti. Fernando Santini


Musica&Parole è una rubrica che già dal nome è tutto un programma. Collega ciò che c'è di più bello nel mondo: La lettura alla musica, dando spazio a estratti di libri nuovi a musiche che possono ricordarle. E' una rubrica che, salvo eccezioni, avrà spazio nel mondo di sopra il venerdì e vi permetterà di sognare e aprire la mente. 

Nota bene: Lasciati rapire dalla musica e dalle parole. Apri il video musicale e quando la musica comincia a partire, usala come sottofondo per leggere gli estratti e lasciati trasportare. 


Titolo: Sice, le bambole non hanno diritti
Autore: Fernando Santini
Editore: Dark Zone
Pagine:
Prezzo: 



Roberto Zanzi osserva con attenzione la disposizione delle palle sul tavolo da biliardo mentre, con il gessetto, accarezza la punta della stecca. «Devo dire che Gottardi si sta muovendo da vero campione», commenta Marco Roversi. «Che vi avevo detto? Quando abbiamo analizzato i possibili candidati al ruolo di responsabile del SICE, il suo curriculum mi ha subito colpito», dichiara Davide Gori. «In meno di una settimana ha fatto dei progressi notevoli. Ha trovato uno dei ragazzi che i miei uomini avevano dichiarato scomparso dal CIE di Lecce e ha associato a questo caso altri due ritrovamenti di resti di minori avvenuti in Toscana e Umbria», dice il Prefetto. «Già. Neanche noi avevamo collegato questi fatti», afferma il Procuratore. «Non possiamo pensare di essere onniscienti», commenta Roberto. «Hai ragione, però possiamo agire in quegli ambiti in cui Gottardi non potrà muoversi», afferma Marco. «Anche io, in qualità di Procuratore, non potrò autorizzare ogni azione che lui volesse compiere», completa Davide. «Roberto, capisco la tua prudenza e cautela, ma si tratta di bambini. Non possiamo tergiversare ancora», gli dice Marco con voce calma. «I nostri uomini vogliono poter scrivere la parola fine su fatti come questo», dice a sua volta Davide. L’imprenditore, come se non avesse sentito, si china sul tavolo da biliardo per osservare meglio la palla bianca. Alza la stecca e la depone sulle dita della mano sinistra, mentre con la destra inizia a calibrare il tiro. «Michele avrebbe compiuto oggi trent’anni se quei bastardi non avessero incrociato la sua strada. Invece mio figlio non è riuscito ad arrivare neanche a dieci. E la cosa che mi angoscia tutte le notti è il pensiero che si sia sentito abbandonato nelle mani dei suoi rapitori. Se solo avessi potuto avere allora la disponibilità che voi mi avete offerto qualche mese fa…» dice lasciando cadere la stecca sul tavolo. «Ho riflettuto a lungo. Ho pensato a lui e a tutte le vittime di violenze e omicidio che avrebbero potuto essere salvate. Ma anche che avrebbero voluto veder puniti i loro persecutori», continua a dire girando intorno al tavolo da bigliardo. «Vedere uomini come Marco Gottardi che offrono loro stessi per gli altri, per la giustizia, è confortante, ma avete ragione anche voi. Lui da solo non è sufficiente e potrebbe incontrare dei limiti alla sua azione. Noi potremmo aiutare gente come lui, noi potremmo estendere i limiti della giustizia.» Quindi, tornato di nuovo di fronte alla stecca si ferma in silenzio. La prende tra le mani, si piega e riprende la posizione per scoccare il tiro. «Ho deciso. È ora che L’Arco prenda vita e scocchi le sue frecce», dice facendo partire un colpo che fa entrare la biglia numero nove nella buca d’angolo. «Era ora», afferma Davide. «Finalmente. Hai fatto la scelta giusta amico mio», dice Marco che, avvicinatosi a Roberto, gli mette una mano sulla spalla. «Come ci muoviamo?» domanda il Procuratore. Roberto lascia il biliardo e si avvicina a una mensola della sua libreria. Apre uno sportello e ne trae tre telefoni cellulari. «Intanto prendiamo possesso del materiale fornitoci da Marco. Questi telefoni sono a prova d’intercettazione. Ci serviranno perché non sarà sempre possibile essere riuniti in questa sala schermata per prendere decisioni o condividere informazioni. Entro domani Marco fornirà di questi strumenti anche i nostri agenti operativi. Da questo momento, nelle nostre comunicazioni non useremo nomi o cognomi. Utilizzeremo solo i numeri progressivi da uno a venti. Nei telefoni sono già state impostate le rubriche associando a questi numeri i diversi contatti telefonici. Io sarò il numero uno, Marco, in qualità di responsabile operativo, il numero due. Tu, Davide, sarai il numero tre. Gli altri numeri verranno assegnati da Marco dal quattro al dieci. E saranno i nostri agenti operativi. Loro conosceranno solo il loro coordinatore e lui sarà il solo a conoscere Marco. Io assegnerò i numeri dall’undici al venti alle strutture di supporto logistico. Anche in questo caso le persone conosceranno solo il loro coordinatore e lui conoscerà solo me. Questa struttura consentirà, nel caso dovessero indagare su di noi, di recidere dei rami cercando di salvare la pianta», dice Roberto consegnando agli altri due uomini il rispettivo cellulare. 


«Ehi onorevole cosa te ne pare di queste bamboline?» dice il regista «Sono fantastiche. Quelle di ieri erano belle, ma queste sono molto meglio, perché sono molto servizievoli.» «Sai, ho detto agli amici russi che quelle di ieri avevano dei difetti e loro mi hanno accontentato.» «Un giorno di questi me li dovrai far incontrare.» «Onorevole, quando la famiglia sarà pronta per fare affari, vedrai che riuscirò a farti incontrare i miei amici.» «Ragazzi, basta parlare di affari, cerchiamo di divertirci», afferma Lettieri. «Francesco ha ragione.» «Hai preparato le fruste?» chiede l’onorevole. «Sì, sono nella sala insonorizzata. Non vedi l’ora di farle usare, vero?» «Non puoi capire quanto mi piaccia fare la parte dell’Imperatore romano che ordina che le schiave vengano frustate.» «Lo so Nicola, lo so bene. Ho anche preparato delle toghe per noi. Ho fatto predisporre dei pali con delle catene. Vedrai che ti divertirai», dice Lettieri. «Anche se mi mancano i set del nostro regista. Lì mi diverto di più. Lì ho davvero il potere di vita e di morte che avevano gli antichi Imperatori. È un potere che mi appaga, più di qualsiasi scopata. Cazzo quanto mi diverto in quei casi.» «Amico mio non puoi immaginare quanto manchi anche a me l’ambiente del cinema. Andrea quando pensi che potremo riprendere?» «Ragazzi dobbiamo aspettare ancora un poco. La Polizia sta indagando sul CIE di Lecce e sulla morte di Pieretti.» «Non mi nominare quello stronzo. Anche se, finalmente, ha finito di rompere i coglioni, non amo sentire il suo nome», dichiara acido l’onorevole Nissardi. «Nicola mi piaci così incazzato. Vuoi sfogarti? Scegli le tue attrici e andiamo di sotto. Divertiamoci», propone l’imprenditore della moda. «Io ho voglia di sangue e voi?» domanda il regista. «Anche noi», urlano in coro gli altri due. «Cosa cazzo stanno per fare? Io intervengo. Quelle povere ragazze…» dice Rita gettando in terra il microfono direzionale. «Ferma, ferma», le dice Guido che la abbraccia per bloccarla. «Lasciami stronzo! Lasciami!», gli urla lei cercando di divincolarsi. «Ora stai ferma», le dice lui abbrancandola con una mossa di judo e mettendola a terra. Con il suo corpo la avvinghia, mentre con la mano le tappa la bocca. «Rita, ascoltami bene. Non possiamo intervenire ora. Le ragazze verranno picchiate, ma non saranno in pericolo di vita. Noi dobbiamo sopportare questo strazio per poter avere maggiori informazioni su questi bastardi. Noi vogliamo distruggere tutta la banda, non solo questi tre coglioni.» «Ma che cazzo mi dici, che cazzo ne sai tu di violenza?!» «Amica mia ascoltami, io sono stato infiltrato per due anni in una famiglia mafiosa. Ho dovuto sopportare di vedere donne picchiate davanti ai miei occhi. Ho anche dovuto assistere a uno stupro. Io so cosa significa vedere la violenza, voler difendere le vittime e non poterlo fare perché quello che c’è in gioco è più importante. Io ho bestemmiato. Io ho pianto. Io ho picchiato i pugni contro il muro. Io ho insultato i miei superiori. Ma avevano ragione loro. Se fossi intervenuto, avremmo arrestato tre o quattro persone, ma la famiglia sarebbe sopravvissuta, producendo altro dolore. Invece, attendendo e sopportando, siamo riusciti a eliminarli.» «Tu cosa hai fatto? Sei stato un infiltrato?» gli domanda lei rilassando il corpo.


«Si sta per svegliare», dice un uomo uscito dal casolare. «Perfetto. Allora cominciamo», risponde l’altro spegnendo la sigaretta e riponendone il mozzicone in una tasca della tuta. «Buongiorno Gennaro», dice dopo essersi avvicinato al tavolo di legno su cui è steso, legato supino, il vigilante. «Cosa mi è successo?» «Sei stato prelevato perché noi siamo curiosi, molto curiosi, e vogliamo che tu risponda ad alcune domande.» «Chi siete?» «Noi siamo dei fantasmi, ma questo non deve interessarti. Tu rispondi alle nostre domande e vedrai che tutto finirà presto. Inizio con la prima domanda. Mi spieghi come funziona il traffico di bambini che rapite dal CIE?» «Di cosa vai parlando? Io non so nulla.» «Gennaro, cominciamo male. Non abbiamo tempo da perdere. Devi capire che ti abbiamo trovato e che sappiamo cosa hai fatto. Quello che vogliamo sapere è il come, il perché e chi altri è coinvolto. Informazioni semplici.» «Chi cazzo siete? Brutti pezzi di merda!» dice il vigilante cercando di muovere le mani. «È inutile che ci provi. Sei legato alle gambe di un tavolo cementato al pavimento. Non puoi liberarti.» «Cosa cazzo volete?» «L’ho già detto, risposte alle nostre domande. Quindi te lo ripeto per l’ultima volta: mi spieghi come funziona il traffico di bambini che rapite dal CIE?» «Vaffanculo, stronzo!» L’uomo non si scompone per l’insulto prende una cosa dal tavolo e si avvicina a Gennaro. «Visto che non vuoi parlare, tanto vale che io ti metta uno straccio in bocca, ma non preoccuparti, tra poco te lo toglierò e tu parlerai. Noi siamo il tuo peggior incubo. E sono sicuro che risponderai docilmente alle nostre domande quando avrai capito che facciamo sul serio», dice avvicinando il suo viso, coperto da un passamontagna, in modo che Gennaro lo possa vedere. Prende la mano destra del vigilante, ne stende le dita mentre il suo compagno mette un masso di cinque chili sul palmo per impedire la contrazione delle dita. Quindi, preso da sotto il tavolo un martello, colpisce l’indice del prigioniero con violenza. La guardia giurata si contorce per il dolore. L’uomo con il passamontagna non degna di uno sguardo il corpo che si sta muovendo tra gli spasmi. Stende di nuovo la mano e, alzato il martello, colpisce il dito mignolo. Il rumore delle ossa rotte rimbomba nel silenzio della stanza. La guardia giurata sviene per il dolore.


mercoledì 22 novembre 2017

Arte, amore e altri guai, Alessandra Redaelli - Review Tour -


Iniziamo il pomeriggio con un articolo leggero che tocchi le corde del caffè e della voglia di continuare la giornata. Il review tour in cui partecipo oggi tratta di un libro frizzantino: Arte, amore e altri guai, di Alessandra Redaelli. 


ARTE, AMORE E ALTRI GUAI

Alessandra Redaelli 


Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: 0,99€ ebook 
Pagine: 320

Trama: Martina ha 42 anni, un marito bello e affascinante e due figli gemelli e adolescenti, Ananda e Nirvana. Hippy in gioventù, più tranquilla da mamma, si barcamena fra paste al pesto dell’ultimo secondo, articoli per un magazine, interviste a pittoreschi personaggi del mondo dell’arte, una rubrica per cuori spezzati, vernissage e la routine familiare. Fino a quando Martina inizia a sospettare che il marito abbia una doppia vita… Fra equivoci, ospiti inattesi e insperati colpi di fortuna, Martina sconvolgerà completamente la sua vita. Accanto a lei, le preziose amiche e una giostra di personaggi originali che daranno colore anche alle giornate più difficili.

Arte, amore e altri guai è uno di quei romanzi che si leggono nelle giornate no, quei romanzi leggeri che non si prendono troppo sul serio, che nonostante la scrittura a volte troppo semplice, si apprezza comunque. 

Immagine incorporata 1La protagonista assoluta è Martina, quarantaduenne milanese sposata con Cesare, architetto cinquantenne ancora belloccio e piacente. Martina è mamma di due gemelli Ananda e Nirvana. So cosa state pensando, e l'ho pensato anch'io: che nomi bizzarri. Effettivamente anche Martina ne è consapevole e ci scherza quasi su, pregando di non subire le ire e le maledizioni dei gemelli. - Nirvana ricorda molto Kurt Cobain, ma Ananda sembra il retaggio dell'essere stati hippy da giovani! -

La vita di Martina è abbastanza piena, quotidianamente scrive articoli per una rubrica di cuori infranti, intervista personaggi del mondo dell'arte piuttosto strani, e si barcamena tra il lavoro e l'essere moglie e mamma.

La rubrica cuori spezzati è la mia vergogna, la macchia indelebile sulla mia coscienza di impeccabile giornalista rampante, la chiazza di unto sulla camicia Ralph Lauren

Immagine incorporata 2Fin qui tutto sembra andare bene, vero? E invece no! Tutto crolla in mille pezzi, quando Martina scopre che da suo marito hanno assunto una nuova stagista, giovane e sexy, una certa Camilla Brambilla e qui la matematica non è opinione: giovane + sexy + stagista = amante!

Martina inizia a convincersi che suo marito si intrattenga allegramente con Camilla Brambilla, ed inizia un lunghissimo viaggio mentale del quale entreranno a far parte tantissimi personaggi: Soledad, una delle sue migliori amiche, svampita e leggermente ossessionata dal sesso, la mamma di Martina che ha abbandonato il marito nove anni prima e ora ha una relazione con un intellettuale francese più giovane di lei, Francesco, detto "Bradley" per la sua somiglianza con Bradley Cooper; Nirvana ed Ananda che sembrano due bambocci viziati ma è tutta apparenza, e tante altre buffe figure. 
Il matrimonio di Martina, sempre più in crisi, coincide con il riappropriarsi, da parte della nostra milanese, della sua identità, dei sogni sepolti nel cassetto e di una sua rinascita a livello professionale: Martina inizia a diventare sempre più famosa dopo essersi inventata una lettera per la sua rubrica, basata sulla storia di una donna che cerca un amante al marito per renderlo felice.

Le femministe insorgono, il gossip aumenta, e tra viaggi di lavoro, interviste e vernissage, Martina conosce Anna Baglioni Offenbach, moglie di uno dei più importanti mecenati di New York: riconoscendo in Martina una penna frizzante, la Offenbach le propone di scrivere un libro sulla storia della sua famiglia e su quella di suo nonno, emigrato da Firenze a New York a inizio secolo. Questa è l'occasione della svolta, quella che permette a Martina di fuggire da un rapporto in crisi....

Correre come Forrest Gump per scappare da me stessa e dal fallimento del mio matrimonio

Ma prima o poi le crisi si affrontano, e i musi lunghi non possono protrarsi per mesi. Vi confesso che, pur avendo letto il libro in pochissime ore, continuavo a rimuginare all'idea di come la nostra protagonista dovesse invece di scappare, fermarsi a pensare, a parlare e a riflettere sul bisogno di non far morire nell'inedia il suo rapporto. Tuttavia la nostra protagonista sembra seguire il motto la carne è carne, cedendo prima alle lusinghe di Francesco-Bradley, poi intenerendosi dalle attenzioni del professor Metello, poi cedendo di nuovo a suo marito dal quale nel frattempo si è separata.

Mi manca il sesso. Ho voglia di un maschio sano e forte come in un periodo di anemia potrei avere voglia di una bistecca al sangue. Carne

Il finale da lieto fine spiazza un po', lascia il sorriso in quello che da inizio sembrava un dubbio. 
La mia votazione rimane 3 su 5 in quanto in generale il libro è molto carino, lo stile dell'autrice è molto leggero, a tratti sufficiente, ma ammetto che il tempo vola, si ha voglia di continuare a leggere le vicissitudini della nostra protagonista, che all'apparenza può sembrare superficiale, ma sotto sotto riesce a tirare fuori le unghie in momenti che posson sembrare disperati.

Nonostante l'autrice affronti temi di primo acchito molto pesanti come la separazione e l'adulterio, il contenuto è molto sdrammatizzato, molto preso in maniera ironica e se all'inizio questa parte può piacere, dopo un po' quasi sembra stonare, si ha voglia di accettare, di ascoltare, di sentire forse un po' di più nelle pagine quel dolore...alla fine cosa sarebbe la gioia senza il dolore?

L'ironia dei personaggi mi ha ricordato molto due attori che si apprezzano in Benvenuti al sud:  Claudio Bisio e Angela Finocchiaro.
Si riescono ad apprezzare anche i due gemelli dai nomi bizzarri, dove si recepisce il messaggio che non è vero che gli adolescenti sono tutti stupidi, ma molti di loro hanno semplicemente paura del mondo degli adulti, e in molti casi sono anche più maturi.

Un altro tema importante che l'autrice affronta è quello dei sogni, dei propri obbiettivi. Martina sembra riprendere il coraggio e se durante il matrimonio aveva messo da parte i suoi sogni per scendere a compromessi, adesso sembra invece ritrovare la chiave di quel cassetto e riprendere in mano quell'obbiettivo tanto atteso.  

Ho bisogno di volermi bene. Forse non è vero che noi donne siamo frivole. Forse la verità è che non ci hanno insegnato a volerci abbastanza bene
Generalmente è un romanzo che spazia in diversi temi, ma che uno dopo l'altro l'autrice li affronta e li mescola in un romanzo molto leggero. Non è uno di quei romanzi che ti rimane addosso come un profumo, è una lettura accattivante sotto certi aspetti, si legge per un paio di ore, ma non ha protagonisti che ricordi per un bel po'. Si lascia tuttavia leggere ed è piacevole. Consiglio questo romanzo? Assolutamente si, ironico, frizzantino, divertente. Un romanzo che forse si apprezzerebbe di più sotto un ombrellone, con il rumore delle onde del mare.  

Puoi sentire la notte? [Blogtour]. L'amore opposto...


Puoi sentire la notte è un libro di Paolo Costa, pubblicato da Milena Edizioni e da qualche giorno trovate online il blogtour che vi permette di entrare nel dietro le quinte del romanzo, di leggere qualche particolarità e riflessione sulla lettura. 


puoi sentire la notte?

Paolo Costa


Editore: Milena Edizioni 
Prezzo: 12,00€
Pagine: 215

Trama: Stefano vive la sua vita giorno per giorno. Schiacciato dalla perdita della sua più cara amica e con la consapevolezza di essere fuori posto, in un mondo che sembra stargli stretto, cerca di sopravvivere senza sentire il peso dei fallimenti che gli gravano sulle spalle. Con attorno una famiglia che sembra non conoscerlo più, tutto ciò che Kevin vorrebbe è restare nascosto nel suo “armadio”, lontano da qualsiasi sguardo. Bloccato in una vita che non vuole, con un lavoro incerto, cerca di superare ogni giornata senza versare l'ultima goccia che potrebbe finire per inondare tutto il suo mondo. Due ragazzi diversi, due realtà opposte, un incontro esplosivo. Affronteranno l'amore, o resteranno nascosti dentro l'armadio?

Nella mia tappa oggi vi parlo dell'amore, di quella sensazione da farfalle nello stomaco, di quel sentimento che ci fa sentire su una nuvola, che ci fa camminare metri da terra, di quel sentimento che a volte fa male, che a volte non è capito, che a volte ci lascia senza fiato. L'amore è un emozione a volte difficile da affrontare, che lascia le parole in gola eppure è talmente bello che è difficile viverne senza. L'amore è difficile, è massacrante, doloroso anche, eppure riesce ad essere cibo dell'anima.

L'amore è opposto alla paura, all'odio, all'indifferenza. L'amore è opposto a ciò che non è amore. 

Per vivere il loro amore Stefano e Kevin hanno difficoltà, superano ostacoli messi per primi da loro stessi, eppure quando riescono ad amarsi la sensazione di meraviglia rimane sulla pelle di chi li legge.

Il tocco di Stefano è tutto ciò di cui ho bisogno per farmi forza e lasciare uscire il tornado che ho sempre tenuto dentro. Il silenzio è stato la mia arma fino ad ora, ma adesso ho qualcosa che vale di più, la sto stringendo tra le mani mentre nella mia mente rimbombano le parole 

Saffo è la poetessa dell'amore per eccellenza. Il suo amore è brutale, violento, passionale, è forte e totalizzante. Ama a prescindere dal sesso, lei ama l'amore, quello che brucia dentro, non importa se le venga dato da uomini o donne, lei ama e lo fa con tutto il corpo e l'anima.

Simile a un Dio mi sembra quell’uomo che siede davanti a te, e da vicino ti ascolta mentre tu parli con dolcezza e con incanto sorridi. E questo fa sobbalzare il mio cuore nel petto. Se appena ti vedo, sùbito non posso più parlare: la lingua si spezza: un fuoco leggero sotto la pelle mi corre: nulla vedo con gli occhi e le orecchie mi rombano: un sudore freddo mi pervade: un tremore tutta mi scuote: sono più verde dell’erba; e poco lontana mi sento dall’essere morta. Ma tutto si può sopportare..

Emily Dickinson si dice che si innamorò di un pastore protestante, ma il suo amore passionale, il bisogno di sentirsi amata rimase comunque platonico.

L’Amore è tutto Che l’Amore è tutto È tutto ciò che sappiamo dell’Amore, È abbastanza, il carico dev’essere Proporzionato al solco.


Edgar Allan Poe visse dell'amore la parte più cruenta e dolorosa. Riuscì ad amare in maniera viscerale ogni sua donna. Quando la sua prima innamorata morì, passava le notti sulla sua tomba quasi a pregarla sul suo ritorno. Virginia, la sua unica cugina e sposa, visse con lui un amore diverso, più puro rispetto a quello che concedeva alle donne del suo letto e alle storie preziose.

Eri per me quel tutto, amore, per cui si struggeva la mia anima - una verde isola nel mare, amore, una fonte limpida, un’ara di magici frutti e fiori adornata: e tutti erano miei quei fiori. Ah, sogno splendido e breve! Stellata speranza, appena apparsa e subito sopraffatta! Una voce del Futuro mi grida – ma e’ sul Passato (oscuro gugite!) che la mia anima aleggia tacita, immobile, sgomenta! Perche’ mai piu’, oh, mai piu’ per me risplendera’ quella luce di Vita! Mai piu’ – mai piu’ – mai piu’ - (e’ quel che il mare ripete alle sabbie del lido) – mai piu’ rifiorira’ un albero percosso dal fulmine, ne’ potra’ piu’ elevarsi un’aquila ferita. Vivo, trasognato, giorni estatici, e tutte le mie notturne visioni mi riportano ai tuoi grigi occhi di luce, a la’ dove tu stessa ti porti e risplendi, oh, in quali eteree danze, lungo rivi che scorrono perenni.

L'amore violento e passionale al tempo stesso, l'amore che brucia e che fa male, l'amore che fa morire lo viviamo con Giulietta e Romeo, destinati ad amarsi per sempre in altra vita, nell'amore immortale.

se le visioni del sonno vanno oltre la semplice lusinga, allora i miei sogni mi preannunciano una notizia colma di gioia ... ho sognato che la mia donna mi ha trovato morto (curioso sogno quello che concede ad un morto la capacita' di pensare!), e bacio dopo bacio riversava nelle mie labbra un tale alito di vita,che io tornavo in vita ,ed ero imperatore. Ahime'! quanto deve essere dolce il reale godimento dell'amore, se e' sufficiente solo sognarlo per ricavarne cosi'

L'amore può avere la forma di Leopardi, struggente nel suo amore platonico verso il bisogno di amare ed essere amato. A Silvia era dedicato il suo amore malinconico, ma in realtà il poeta amava il bisogno di una donna perfetta, la ricerca costante della perfezione dell'amore. 

Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi? Sonavan le quiete stanze, e le vie d'intorno, al tuo perpetuo canto, allor che all'opre femminili intenta sedevi, assai contenta di quel vago avvenir che in mente avevi. Era il maggio odoroso: e tu solevi così menare il giorno.

E voi invece, in quale maniera riuscite ad amare? 

martedì 21 novembre 2017

Il Cane, il Lupo e Dio, Folco Terzani - Recensione -

Quando nelle lunghe notti gelate levava il muso alle stelle gettando lunghi ululati nello stile dei lupi, erano i suoi antenati morti e ridotti in polvere, che levavano il muso alle stelle e ululavano nei secoli attraverso di lui. (Jack London)
Buongiorno a tutti cari lettori de Il mondo di sopra, se anche voi come me siete immersi in un freddo glaciale allora ho qualcosa per voi, un piccolo gioiellino che fa bene all'anima e riscalda il cuore. Ho appena finito di leggere " Il cane, il lupo e Dio", un romanzo breve che avrei voluto non finisse mai per quanto è bello: non dimentichiamo però che "la vita di un libro non finisce con l'ultima pagina".


Il cane, il lupo e dio 

Folco Terzani 


Editore: Longanesi 
Prezzo: 16,90€
Pagine: 180

Trama: Il Cane, da sempre abituato alle comodità e sicurezze della vita domestica, si ritrova improvvisamente abbandonato per strada, convinto che senza il suo amato padrone non riuscirà a sopravvivere. Appare allora un Lupo misterioso che lo condurrà alla scoperta della natura selvaggia che la città nasconde e proibisce. Comincia così un lungo pellegrinaggio, un viaggio iniziatico verso nord in compagnia di un branco di lupi, attraverso grotte, cascate, boschi, monti e tempeste di fulmini. Per sopravvivere, il Cane imparerà suo malgrado a cacciare e sarà costretto ad affrontare moltissimi pericoli, sino all'arrivo alla bianchissima Montagna della Luna dove, immerso nella luce accecante dei ghiacciai, dovrà finalmente confrontarsi con la domanda più grande di tutte. In una straordinaria armonia di parole e immagini, una storia semplice e profonda sulla natura, l'amicizia e il senso del divino.


Immagine incorporata 2
Il libro si apre con un'immagine straziante: un cane viene privato del suo collare e abbandonato dal padrone sul ciglio di una strada. Sarò onesta, sarà l'arrivo da quasi un anno della bulla nella mia vita, sarà l'empatia che provo per quanto amore possa darti un cane, mi era quasi venuta voglia di non proseguire con la lettura, anche perché le pagine successive sono dedicate ai pensieri del cane, prima convinto che il suo amico umano tornerà a prenderlo, poi rassegnato all'evidenza che il suo padrone non tornerà più.

Il nostro cagnolone in realtà non sarà mai solo. Tormentato da fame e sete, nel suo cammino o meglio nel suo pellegrinaggio incontrerà diversi personaggi animali, alcuni positivi, altri meno, che lo aiuteranno a raggiungere la meta finale, la Montagna della Luna. 

Ma un cane cittadino forse non ha voglia di compiere questo viaggio, in fondo un cane che dorme sul letto di un umano vuole solo la comodità. 

"Ahhh", disse l'altro, come se avesse finalmente capito. "Il tuo problema non è che hai perso le cose. Tu hai perso la fiducia.

Il primo cane incontrato dal nostro amico gli offre una coscia di selvaggina in modo da fargli riprendere le forze, questa coscia gli verrà poi rubata da un secondo cane che incontrerà nel suo viaggio, il quale promette aiuto, e poi lo abbandona a se stesso. Sarà l'incontro con un branco di lupi a cambiare il destino del cane cittadino.

Non è mai facile essere liberi. Ma è possibile. E anche tu, fratello, sappi che non hai bisogno di un padrone. Sii padrone di te stesso.

Immagine incorporata 3Il cane di città, che pensava di non poter sopravvivere senza una ciotola di croccantini e acqua pulita, si trova così a seguire il branco e a condividerne lo stile di vita.

Noi non seguiamo il sentiero tracciato dagli Umani, ma l'Antica Via. La via senza vie, quella che attraversa il cuore del bosco, l'unica che porta alla Montagna della Luna.

Questo libro è un piccolo scrigno pieno di gioielli preziosi: il valore dell'amicizia, la delusione di un abbandono, il misticismo di una natura incontaminata, dei boschi e dei fiumi, la conquista della propria individualità e il raggiungimento dei propri obiettivi. Attraverso un viaggio-pellegrinaggio l'autore ci fa riflettere sull'importanza dei veri valori, e ci porta ad interrogarci sui nostri obiettivi, quelli che sono sepolti nel nostro cuore, abbandonati in un angolo. 

Con un linguaggio semplice e allo stesso tempo incisivo e tramite bellissime illustrazioni stilizzate, l'autore ci ricorda che gli altri, intesi come gruppo, come famiglia, come amici, possono essere un'ancora di salvezza, ma il Viaggio della vita è comunque qualcosa che, in fondo, dobbiamo compiere da soli. 
Pagina dopo pagina ci troveremo a leggere il libro con gli occhi di quel cane, sentiremo il mondo in maniera diversa, nel nostro animo proveremo delusione, rabbia, tristezza, un amore infinito: sono tutte emozioni che ci accompagneranno verso la destinazione finale, verso la nostra Montagna della Luna.  
I protagonisti del libro sono animali: cani, corvi, lupi, daini, ma questo romanzo parla esattamente di noi.
Libro consigliatissimo, in modo particolare a chi si interroga su come raggiungere i propri obiettivi, e a tutti gli amanti della natura e degli animali. 
Piccola curiosità sull'autore: il suo nome è Folco Terzani, figlio di Tiziano Terzani e degno figlio di un grande padre.

lunedì 20 novembre 2017

Puoi sentire la notte? Ti presento il Blogtour



Caffè pronto, sigaretta accesa e una brioche per far compagnia nell'ora della merenda. Una coccola che fa bene al cuore. In questo pomeriggio vi presento il nuovo Blogtour organizzato da diverse blogger, per la promozione di Puoi sentire la notte? Un libro profondo, che parla di un amore con la A maiuscola, dove l'arcobaleno fa scivolare le emozioni in quel vaso pieno di farfalle. 
Ma bando alle ciance ed entriamo nel vivo della tappa, per prima cosa lasciatemi presentare il libro protagonista:


puoi sentire la notte?

Paolo Costa


Editore: Milena Edizioni 
Prezzo: 12,00€
Pagine: 215

Trama: Stefano vive la sua vita giorno per giorno. Schiacciato dalla perdita della sua più cara amica e con la consapevolezza di essere fuori posto, in un mondo che sembra stargli stretto, cerca di sopravvivere senza sentire il peso dei fallimenti che gli gravano sulle spalle. Con attorno una famiglia che sembra non conoscerlo più, tutto ciò che Kevin vorrebbe è restare nascosto nel suo “armadio”, lontano da qualsiasi sguardo. Bloccato in una vita che non vuole, con un lavoro incerto, cerca di superare ogni giornata senza versare l'ultima goccia che potrebbe finire per inondare tutto il suo mondo. Due ragazzi diversi, due realtà opposte, un incontro esplosivo. Affronteranno l'amore, o resteranno nascosti dentro l'armadio?

In questo Blogtour analizzeremo:


  • Presentazione dei personaggi con una chiacchierata molto particolare nel blog Book is Life Original
  • L'amore opposto, quell'amore che può far bene e male qui ne Il mondo di sopra
  • Intervista al giovane autore nel blog Love Live Life Book 
  • Recensione, approfondimento genere LGBT e conclusione nel blog Living Among the books
Puoi sentire la notte è capace di rapirvi, di farvi aprire il cuore e mescolarvi dall'interno, siete pronti ad affrontare l'amore? 


Imago, Serena De Luca Bosso - Recensione -

Avrei potuto parlarvi di Imago la notte di Halloween, ma sarebbe stato troppo scontato portarvi la lettura solo per quella giornata; avrei potuto parlarvi di questo romanzo nella giornata di Venerdì 17, ma anche lì sarebbe stato troppo riduttivo. Imago non è un romanzo che si legge solo in determinate date, Imago si legge ogni giorno, ogni ora tra luce e buio. Un libro che sale nella classifica dei miei libri preferiti e quest'anno sono già tre! Imago rimane davvero nel cuore.


imago

Serena De Luca Bosso


Editore: La strada per Babilonia
Prezzo: 11,00€
Pagine: 159

Trama: Elisabeth Klemm è una scrittrice dell’orrore che nasconde da anni un segreto: è innamorata di un fantasma. Decide di abbandonare la famiglia e il fidanzato Leonard per poter fronteggiare la sua ossessione e scoprire la verità che la condanna a questo legame. Le notti scorrono funeree nella casa “maledetta” in cui si costringe a vivere per condurre le sue indagini. Allucinazioni, rivelazioni, feroci scontri allargheranno la fessura tra il mondo dei vivi e quello dei morti, lasciando emergere una comune verità, stretta tra i denti come un obolo splendente: che l’Amore redime, oltre le soglie dell’immaginabile.

Imago è il romanzo di esordio di una giovane autrice, Serena De Luca Bosso, eppure sembra uscito dalla penna di un grande autore, talmente la scrittura è così affascinante e familiare al tempo stesso. 
Faccio fatica a recensire questo romanzo, non perché il contenuto sia complesso, ma preferisco star attenta a non spoilerarvi quasi nulla, a non rischiare di togliervi quella stessa sensazione di sorpresa e meraviglia che ho provato.
La nostra protagonista è una scrittrice molto complessa. Sin da piccola Elisabeth è innamorata di un fantasma, di un amico che le è sempre stato vicino nei momenti in cui pensava di andar affondo. Elisabeth è cresciuta con l'amarezza nell'animo e il bisogno ovvio di vivere, ma quella sottile malinconia per quel fantasma che le è sempre stato accanto, che le ha sempre sussurrato, che ha sempre sentito vivo in maniera diversa, rimane comunque con lei. Elisabeth con gli anni continua a ricordare episodi di una forse vita precedente vissuta con quel fantasma e il bisogno di trovarlo e avere una spiegazione diventa un ossessione. 

Questa ricerca continua la porta ad allontanarsi da tutti, anche dal suo fidanzato Leonard, che a stento quest'ultimo riesce a comprenderla totalmente. Elisabeth con la scusa di un blocco di scrittrice di libri horror, va a vivere in una casa disabitata per riprendere l'ispirazione persa, almeno questa è la scusa che usa con un uomo che non può veramente capirla.

Alla fine come puoi dire alla persona che ami, che in realtà il tuo cuore appartiene ad un fantasma? 

L'abitazione in cui decide di vivere è una vecchia villa dell'ottocento, rimasta totalmente d'epoca, nessun ritocco moderno e nessun compratore per via delle esperienze vissute all'interno. Come da horror che si rispetti, questa nuova casa di Elisabeth è un'abitazione per la gente maledetta, una di quelle abitazioni dove il sangue chiama sangue.

E' dall'inizio del romanzo, dalla prima pagina che a stento si riesce a staccare gli occhi dalla lettura, perché l'enfasi, il ritmo, l'adrenalina che sentiamo correre sulla nostra pelle, è così alto che non si ha voglia di fare altro se non leggere e capire. Imago ti prende, ti sorprende, ti mescola le carte in gioco, ti gira e ti rigira fino a quando non si sente il cuore sussultare, è un romanzo che è completamente emozione pura. 

L'autrice riesce a non dar nessun tratto per scontato, a dar voce ad una protagonista che poteva sembrare l'ennesima ragazza banale infilata in una storia che poteva finire in un lugubre romance; ci porta a sorprenderci di noi stessi, di come da abile burattinaia riesce a tendere fili inaspettati, che ci intrappolano in una rete di suspense. La storia è ricca ed incalzante, non si riesce a dar nulla per scontato, non ci sono errori o refusi nelle parole. La continua voglia di sapere ci rende insaziabili di fronte ad un contenuto che alla fine lascia senza fiato.

Se all'inizio si hanno certezze su come continua la vicenda, in realtà pagina dopo pagina le nostre certezze crollano fino a lasciarci andare alla deriva, fidandoci di un autrice di abile talento, lasciandoci cullare da una storia antica e moderna. 
L'unica pecca che ho trovato nel romanzo è l'averlo finito troppo presto, avrei voluto continuare a leggere di Elisabeth, del suo fantasma, della storia che è successa tra loro e come nasce, avrei voluto continuare a fidarmi di Leonard e a sapere ancora, in un loop infinito senza termine. Ogni personaggio che fa parte della storia, è ricco di dettagli se pur secondari, nulla è lasciato al caso o alla superficialità. Ognuno di loro deve esserci per dare significato; come pezzi di un bellissimo puzzle, piano piano l'immagine che ne viene fuori diviene perfetta. 


L'amore è una condanna. Soprattutto quando a separarci è un muro così spesso come la morte. Parlava della morte con la stessa dolcezza con cui si parla delle rose. 
Imago è un romanzo che deve essere letto, che non si lascia andare, che ti entra nella pelle senza tante moine e si scava affondo un posto sin dentro l'anima.

domenica 19 novembre 2017

L'inganno delle tenebre, Jean Christophe Grangé - Recensione -


Buongiorno e ben trovati, cari lettori de Il mondo di sopra. Siamo arrivati alla fine di questo blogtour, con la recensione finale di un romanzo a tratti psicologico, a tratti horror che lascia comunque brividi addosso. 
Senza nemmeno farla apposta fuori è nuvoloso e fa un gran freddo, il cielo nero e cupo mi invoglia ancor di più a  parlarvi di un romanzo molto particolare.

Tutto ruota attorno alla famiglia Morvan: Gregoire, congolese che si è arricchito con le risorse minerarie del Congo, ora stimato rappresentante delle forze di polizia francesi, suo figlio Erwan, comandante della squadra omicidi di Parigi, Loic e Gaelle, fratelli di Erwan decisamente problematici, e Maggie, la moglie di Gregoire. 
Molti anni prima in Congo, a Lontano, Gregoire aveva messo fine alle macabre imprese di un serial killer, soprannominato l'Uomo Chiodo per l'efferatezza dei suoi metodi: i corpi delle vittime erano martoriati da centinaia di chiodi, terribilmente sfigurati e aperti all'altezza della cassa toracica poichè l'Uomo Chiodo ne trafugava i cuori, in una sorta di macabro rituale, come se quei poveri corpi, privati della loro essenza vitale, fossero dei ridicoli feticci di rituali vodoo. 

Ora, dopo 40 anni e a kilometri di distanza, il corpo di un cadetto, ucciso da un'esplosione, viene ritrovato terribilmente mutilato e dilaniato da centinaia di chiodi. L'Uomo chiodo è tornato davvero? Erwan Morvan si reca in Congo assieme a suo padre per dipanare una matassa che sembra attraversare i decenni e diventare sempre più complicata col passare del tempo. 

Ma quale sarebbe di preciso lo scopo della tua inchiesta? Un crimine commesso più di 40 anni fa? In una città che non esiste più? Come fai a essere sicuro che non sia stato l'uomo chiodo a ucciderla? 

Il viaggio di Erwan non sarà semplice, sarà anzi un incubo in una terra arida, polverosa, resa rossa dal sangue dei cadaveri, una terra dove la realtà e i rituali vodoo sono una cosa sola. 

Siamo in Congo, cazzo! Le tracce scompaiono dopo due ore, i rapporti dopo due giorni e gli archivi dopo un mese. Solo tre cose resistono qui : la pioggia, il fango e la foresta. Per tutto il resto puoi anche metterti l'anima in pace.

Dopo numerose traversie Erwan fa ritorno in Europa, a Parigi: è qui che si svolge il cuore della storia, è qui che gli omicidi continuano: dopo l'assassinio di Gregoire in Congo ora tocca ad un membro della sua squadra, Audrey, brutalmente uccisa, trovata con la gola aperta e la lingua che fuoriusciva da questa, una sorta di macabro nodo di un perverso rituale. La povera Audrey aveva tentato di aiutare la sorella di Erwan, Gaelle, a smascherare lo psichiatra dal quale era in cura, un certo Eric Katz, un personaggio che in realtà non era annoverato in nessun albo, un soggetto senza nessuna storia privata e professionale. Eric Katz, che muore per un banale incidente, nei suoi ultimi istanti di vita sussurra: L'uomo Chiodo non è morto. 

Ma chi era davvero Eric Katz? Un vero psichiatra o forse qualcuno sotto mentite spoglie? E chi è davvero l'uomo chiodo? E' davvero un pazzo qualsiasi o forse qualcuno che realizza i propri deliri e le proprie psicosi manovrando dei poveri sciagurati? 

Immagine incorporata 1Non voglio svelarvi nulla di più sulla trama, lascio a voi il compito di decifrare il mistero. Posso solo dirvi che, sebbene la prima parte del romanzo possa risultare complicata per dettagli geografici e cenni di storia sulla guerra tra hutu e tutsi, la seconda parte è decisamente più scorrevole e più accattivante. 

L'autore ha uno stile evocativo, mi sono immaginata nella foresta africana, di notte, tra misteriosi eventi e piogge di proiettili, mi sono poi ritrovata nella Francia attuale nello studio di uno psichiatra, un professionista apparentemente irreprensibile ma che in realtà nasconde tanti segreti, ho attraversato la mente ed il cuore di tre fratelli apparentemente in lotta, ma in realtà l'uno accanto all'altro, ho amato il personaggio di Loic, fratello di Erwan, ex tossico al quale non daresti una chance, e che invece si rivela essere colui che spezzerà una catena di odio e di morte, sono stata in un angolino ad assistere a rivelazioni di segreti sconvolgenti... 

Quando finalmente capì che non sarebbe mai riuscito a farmi accettare l'evidenza, passo alle maniere forti e decise di alimentare l'odio che mi devastava.

I personaggi descritti, come nel primo libro, sono davvero molti eppure Grangé riesce a dare caratteristiche complesse e vive ad ogni individuo, fino a farceli sentire al di fuori della carta.

L'inganno delle tenebre è decisamente consigliato se avete voglia di risolvere un intrigo e soprattutto se metterete in conto che la soluzione non è mai quella più ovvia.

sabato 18 novembre 2017

L'aspetto della luna nei segni zodiacali, come ci influenza.

Quel satellite era sempre stato un prezioso alleato del genere umano. La sua luce era un regalo caduto dal cielo. Prima del fuoco, degli attrezzi, del linguaggio, la luna rischiarava il buio del mondo e calmava la paura degli uomini. Le sue fasi avevano insegnato agli umani il concetto di tempo. Haruki Murakami
La luna sin dai tempi antichi ha sempre influenzato l'uomo, sia nella magia che nella vita contadina. Le sue caratteristiche cambiano a seconda del passaggio nel punto zodiacale. Qui di seguito un piccolo elenco.

La Luna in Ariete: 

Fontana della giovinezza. Amore per la vita, passionale, emotivo. Quando la luna è in Ariete, la nostra passione divampa fino a trasformarsi in proprie fiamme che bruciano all'interno. Passione e desiderio incontrollabile. 




La Luna in Toro: 

La madre terra. Ricerca di emozioni sicure, sicurezza interiore, sensibilità. Necessità di abbondanza e calore. L'istinto anche qui danza con la passione fino ad arrivare in cielo. 



La Luna in Gemelli: 

Spirale nebbiosa che rischiara. Empatia. Comunicazione intuitiva. Capacità di concretizzare le idee in azioni. Razionalità dominante. Luce che brilla come una fiamma ardente nelle vie della coscienza. Immagini instabili e confusionarie che divengono progetti logici. 


La Luna in Cancro: 

La fonte della creazione. Famiglia, origine, bisogno di seguire le tradizioni. Il bisogno di ritrovare o creare la propria casa, il proprio punto di origine dove dimorare. Il bisogno di trovare la propria essenza e vitalità, quella parte femminile intensa e profonda nel nostro interno. Necessità di una relazione seria, piuttosto che un amore avventuroso. La luna in cancro favorisce incontri con la propria anima gemella.

La Luna in Leone: 

Passione. Passione e ancora passione. Completamente rapiti dalla passione. La luna in leone permette di sentirsi soddisfatti in toto e di avere una personalità elettromagnetica. Ogni persona pende dalle nostre labbra, ogni nostra parola può sembrare sotto effetto di incantesimi d'amore. Finchè il fuoco viene alimentato, il desiderio brucia e si ingrandisce. 
La Luna in Vergine:

Il salto della terra. Prudenza, attenzione nelle cose. Adattamento. Bisogno di realizzazione. Si rinuncia alla passione per obbiettivi più grandi e per soddisfazioni a livello lavorativo e studio. Bisogno di sentire il proprio corpo in armonia con il proprio io, cambiamenti a livello reale e razionale.

La Luna in Bilancia:

Vista da rapace. Attrazione per il sesso opposto e desiderio di unione a livello intellettuale. Bilanciamento nello spirito e nella natura. La luna in bilancia aiuta a livello introspettivo e nella comprensione del proprio essere, della propria intimità. Porta nostalgia verso relazioni del passato. Aiuta a recidere relazioni che non servono più, instabili non solo a livello affettivo. 





La Luna in Scorpione: 


Santuario interno dell'anima. Rigenerazione. Trasformazione. Contatto con la parte più oscura di noi. Studio e approfondimento sull'occulto. La luna in scorpione rappresenta la decomposizione delle emozioni, si avvia l'autodistruzione e l'insicurezza. Si ha il bisogno di esplorare i misteri della vita.




La Luna in Sagittario:

Coscienza sociale e sull'ambiente. Bontà e positività verso gli altri. Armonia e libertà intellettuale. La luna in sagittario guida l'entusiasmo e alimenta il fuoco dell'empatia verso gli altri. La confusione viene dissipata dalla nobiltà d'animo e da pensieri umili. Aiuta nelle relazioni.






La Luna in Capricorno: 

Direzione estrema, attenzione e bisogno di stabilità. Quando la luna è in capricorno si ha il bisogno di protezione, di smetterla di sentirsi perennemente in attacco. Bisogno di sicurezza a livello economico.






La Luna in Acquario:  

Arcobaleno. Bisogno di una relazione nuova, di emozioni diverse dove l'aspetto fisico non è la priorità importante. La luna in acquario dona una nuova prospettiva, riflessioni sulla vita stessa e la propria interiorità. Visione di una vita soddisfacente e senza ostacoli. 







La Luna in Pesci: 

Introspezione. Armonia universale. Istinto rivolto verso la natura e il benessere psicofisico. Tantissimi ideali da creare a progetto, ma in realtà si rischia di non portarli a termine. Bisogno di radicarsi alla realtà, alla natura con le radici della terra. Bisogno di fede e spiritualità per lo spirito. 







Sperando che l'articolo vi sia piaciuto, aspetto vostri commenti! E voi siete spesso influenzate dalla Luna? 

venerdì 17 novembre 2017

L'inganno delle tenebre , Jean Christophe Grange [Blogtour]


Lo so che ultimamente ci si sente saturi dei vari blogtour dove la sfera web e blog ne diviene piena, ma in realtà l'inganno delle tenebre ha portato diverse blogger ad unirsi in un blogtour più strano del solito, qui nessuno racconta il libro in generale, nessuno intervista l'autore, qui in queste tappe sono i protagonisti del romanzo a parlare e ad ingannarvi, senza se e senza ma, senza spoilerarvi quasi nulla. 
Nella mia tappa vediamo insieme il profilo del serial killer!

L'INGANNO DELLE 

TENEBRE 

Jean Christophe Grangé


Editore: Garzanti
Prezzo: 19,90€
Pagine: 704

Trama: Erwan, comandante della prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, è ritornato in Congo, nel cuore della terra che ha fatto la fortuna della sua famiglia, i Morvan. Erwan e Grégoire, padre e figlio, sono determinati a mettere la parola fine alla spirale di tenebre che da decenni sembra perseguitarli e destinarli alla perdizione: ancora una volta passato e presente, lontano e vicino, si confondono in un incubo di macabri rituali e lugubri rivelazioni. Ma per Erwan scoprire la verità sull’Uomo Chiodo significa soprattutto fare luce sulla storia della propria famiglia e sulla sua stessa identità. Che cosa lega Grégoire alla morte della donna che per ultima, trent’anni prima, ha conosciuto la follia omicida dell’Uomo Chiodo? Come ha fatto suo padre a fermarlo? Come si è arricchito? Chi è veramente? E mentre l’Africa rifiuta ostinatamente di appagare la sete di verità di Erwan, per la terza volta l’Uomo Chiodo ritorna a colpire, a migliaia di chilometri di distanza. In Francia. E questa volta il suo obiettivo è più chiaro che mai: sterminare i Morvan. Dopo lo straordinario successo di Il rituale del male, tradotto in trenta lingue e per settimane in testa alle classifiche dei bestseller più venduti, Jean-Christophe Grangé torna a dare vita all’Uomo Chiodo, uno dei suoi personaggi insieme più inquietanti e avvincenti. E, questa volta, si tratta di una sfida senza via d’uscita. Dal cuore tenebroso dell’Africa fino alle piovose prospettive parigine, la lotta per la sopravvivenza dei Morvan è iniziata.

Quando guardi a lungo nell'abisso, l'abisso ti guarda dentro. 

A te che mi leggi oggi, voglio raccontarti una storia. La storia di un uomo pervaso dal desiderio ma che non riusciva mai a passare all'azione. Una specie di impotente ossessionato dalle pulsioni. Sussurrava agli altri gli omicidi da commettere. Era frustante ma almeno aveva quasi la sensazione di esistere. Quest'uomo desiderava unicamente violenza e morte. Sognava omicidi, torture, sofferenze. 
Vuoi sapere quanto sia forte e necessaria la dipendenza dal male, dalla violenza che travolge e consuma dentro? Ogni sacrificio si deve compiere secondo le regole, con chiodi africani. Ogni sacrificio. Qualsiasi sacrificio. Io ho bisogno dei miei feticci. 

Serial Killer: Figura di un individuo complesso, atteggiamento compulsivo, lucido nella sua follia, schematico e organizzato nel seguire tutti gli obiettivi prefissati. 

L'autore, Jean-Christophe Grangé, ci porta ad aver paura non solo del buio, ma del silenzio stesso grazie alla presenza, alla creazione, della figura dell'Uomo chiodo, un serial killer distruttivo, maniacale, sadico, perverso, il male più assoluto. Ma se la sua motivazione in realtà è lucida e razionale? Può un serial killer mostrare un altra medaglia al mondo, quella del male più puro? 

Quanto può essere sottile il filo tra folle e razionale? 

L'uomo Chiodo è una figura sottile e complessa, a primo impatto tortura le vittime sia a livello fisico che mentale, le mutila, le smembra fino a riempire il corpo di centinaia di chiodi arrugginiti e di tutto ciò che può essere appuntito.
  • Ha atteggiamenti perversi che lo portano ad asportare gli organi delle vittime. 
  • Viene identificato come torturatore sadico, pronto a tutto per raggiungere i suoi folli scopi.

Nel Il rituale del male, l'Uomo Chiodo si mescola alla spiritualità del popolo del Congo, utilizzando e creando i suoi feticci per la sua stessa protezione. I feticci umani, quei corpi mutilati in maniera sadica, rappresentano minkondi, attivati per difendere e difendersi. 


Tra tutti gli animali l’uomo è il piu’ crudele. E’ l’unico a infliggere dolore per il piacere di farlo.

Nell'ultimo capitolo della duologia, L'inganno delle tenebre, L'uomo chiodo torna in una figura più violenta, più vendicativa.





Tipologia di serial killer che ricordano l'uomo chiodo: 

  • Henry Howard Holmes, l'uomo e il suo castello. Sadico che iniziò i suoi esperimenti con animali, per poi passare alla vittime umane. Costruì un suo edificio dove venne nominato il castello talmente grande e pieno di insidie e tortuose stanze. Ogni stanza era collegata l'una all'altra, passaggi segreti, muri scorrevoli, botole a comando e piscine di acido.


  • Ahmad Suradji, lo stregone assassino. Uccise più di quaranta donne per motivi religiosi, solo uccidendo le donne e bevendone la saliva, poteva diventare un guaritore mistico e aumentare i suoi poteri. 


  • Enriqueta Martì, la strega e le sue pozioni. Serial killer spagnola che uccise e rapì diversi bambini per creare le sue pozioni magiche da rivendere ai clienti. Gli ingredienti delle sue pozioni erano i bambini stessi e i loro organi. 


  • Leonarda Cianciulli, fare sacrifici umani per magia. Credendo di avere una maledizione creata dalla madre e una fattura riversata da una zingara, uccise numerose donne per ricavare unguenti e biscotti per salvare il figlio rimasto dalla maledizione diventata un ossessione nel suo animo.

    Tutti i segreti sono profondi, tutti i segreti diventano oscuri, è questa la natura dei segreti.

Sperando di non avervi scioccato vi invito a continuare le altre tappe, seguendo le blogger qui: