lunedì 23 gennaio 2017

Blogger e case editrici: cosa sta succedendo davvero?

Buongiorno lettori e buon inizio settimana. Oggi io inizio questa settimana in maniera particolare: con una lamentela. 

Nei mesi precedenti ho preferito rimanere ad ascoltare gli altri, a sentire il loro parere così da farmene uno mio. Ho visto la guerra tra blogger, ho visto blogger citare, allontanare e criticare altre blogger, io stessa mi sono arrabbiata quando una blogger mi ha risposto che avrebbe partecipato ad un blogtour (da me organizzato) solo se ci fosse stata la copia cartacea in omaggio. Ho visto cose che voi umani... insomma, se ci fosse stata la possibilità di un boia avremmo avuto teste mozzate rotolanti in giro per il web.

Quando nel 2013 ho aperto il mio primo blog, era come sentirsi parte di una community dove venivi quasi protetta dal mondo esterno. Nessuno osava giudicare il tuo modo di essere e credetemi a quei tempi Marylin Manson mi faceva un baffo, tutti avevano voglia di ascoltarti e i blogger erano visti quasi in maniera diversa, come se brillassero di luce brillantinata come Edward di Twilight.

Adesso se dici blogger dici danno. e no, non è la frase danno la vita, danno l'amore, ma proprio danno.. come disastro.

Ed è vero. Adesso dire blogger è diventato quasi illegale, ridicolo. 

Il bookblogger è stato rapinato del suo essere, è stato ridicolizzato e truffato. Adesso dire bookblogger significa quasi far parte di un ghetto di malfattori e truffatori pronti a scannarsi per una copia cartacea di un romanzo. 

Malfattori con la maschera che spacciano finti giveaway, malfattori che regalano sacchetti di "biscottini" per accaparrarsi sempre più case editrici.. Avvicinatevi, avvicinatevi un po' di più, vi svelo un segreto: Non siamo tutti così! 
Lo so, alla fine la realtà virtuale è la copia della realtà dove viviamo tutti, e come nella vita reale, tendiamo a fare di tutta un erba un fascio, anche qui si tende a fare la stessa cosa. Ma non tutti i bookblogger sono lì che vogliono truffarvi! Non tutti i bookblogger vengono comprati per una recensione positiva.

In realtà sono stanca nel quasi dover nascondere ciò che sono o addirittura sentirmi in imbarazzo perché qualche persona fungo ogni tanto si sveglia e decide di aprire un blog.

Ah sei una blogger quindi ricevi copie omaggio.

No, no e no! Non so dirlo in altre lingue, ma no non funziona così. Vi svelo un altro segreto: la maggior parte di noi si fa il culo per avere una collaborazione decente con una casa editrice, avete presente quella che si chiama gavetta? E' un enorme scala che salita dopo salita ti fa crescere in ogni gradino che fai e quella collaborazione, comunque gratuita, che arriva ti fa sentire soddisfatta e con la voglia di andare avanti e di dare spazio sempre di più a quella che diventa la tua seconda casa: il blog.

Ma quanto è bello quando un autore ti scrive "mi affido a te, questo è il mio romanzo" e si aspetta una recensione onesta? Ah no, ho sbagliato mondo. Si perché adesso anche gli stessi autori sono diventati cinici nei confronti dei blogger. " ah sei una blogger, non te la do la copia del mio libro" come se le blogger anche per loro fossero avvoltoi in attesa del cadavere fumante del libro.

C'era una volta un mondo dove blog e case editrici collaboravano felici. Dove una blogger si sentiva onorata di ricevere una copia del libro come se ripagasse tutto il suo duro lavoro, tutte quelle ore a leggere e modificare l'articolo, tutti quei super poteri a questo punto non usati invani. Si c'era una volta e ora non c'è più perché la guerra scatenata ha creato un enorme fossato (giusto per restare in tema con il c'era una volta) tra le due parti. Si perché lo scandalo di blogger che aprono blog finti solo per accapparrarsi copie, lo scandalo di blogger che si rivendevano le stesse copie OMAGGIO, lo scandalo di lecchinaggio (che comunque persiste) ha portato le case editrici a non affidarsi più alle blogger, a non lasciare più copie e ad inviare solo pdf "marcati" e non a tutti. 

Vuoi leggere? E allora leggi la copia digitale. Vuoi collaborare? E allora collabori solo con anteprime, poi al massimo dopo qualche anno si può parlare di recensioni. Non leggi pdf? E allora ti attacchi e ti compri il libro come tutti i lettori. 

Aspettate, non fraintendete, so che è giusto. Siamo lettori ed è giusto comprare la copia come tutti, ma il duro lavoro, le ore che passiamo, non è giusto ripagarle comunque in qualche modo? Leggendo quel romanzo che comunque ci farà passare ore ad analizzarlo pezzo per pezzo per essere obbiettivi nella recensione e, se nonostante tutto la copia non te la puoi comprare perché è già miracolo che riesci in un modo o in un altro a pagare la bolletta, non è giusto che quella gavetta venga ripagata in qualche modo e non buttata giù solo per un erba cattiva?

Lo so, ho appena dato il via all'accensione di una bomba biologica.

Ora tutta quella gavetta, tutto quel duro lavoro non è più importante, ora sei solo una qualunque del ghetto. E sapete vi svelo un altro segreto: COMUNQUE (quanti comunque) CI STA BENE. Ci sta bene perché siamo stati noi a creare tutto questo, a creare gruppetti di soliti blog e ad escludere altre, ci sta bene perché se molti di noi fanno la gavetta, altri hanno la libertà di fare la via più breve per chissà quale raccomandazione. 

Quindi si ci sta bene, ci sta bene che ora le case editrici non si fidino più e ci sta bene quando i gruppetti che si sono formati e continueranno a formarsi si scanneranno prima o poi l'uno con l'altro.

Amavo e amo parlare di libri, raccontare le emozioni che provo leggendo. Per me ogni libro ha una sua qualità e un suo spessore, nonostante non faccia parte della letteratura classica . Quando ho aperto il mondo di sopra ho voluto dargli il massimo e continuerò a farlo. Gli ho dato un aspetto grafico, ne ho cercato un altro (volgarmente parlando ho speso soldi per entrambe le grafiche), ho tolto tempo ad altro per dedicarlo ai miei articoli, rinunciando anche ad altre passione per dargli quell'energia che merita, continuerò a farlo perché nonostante il termine ormai ridicolizzato, sono una blogger che ama quello che fa nonostante la mia gavetta sarà sempre in salita.

Non sono un fungo, non sono una truffatrice, io ci metto la faccia. Sono una blogger e sono stanca di sentirmi una qualunque. Sono una di quelle che divide il tempo tra lavoro, lavoro di casa, marito, gatti, visite mediche e blog. Sono una di quelle che fa le ore notturne per scrivere un articolo, sono una di quelle che trova il tempo comunque di leggere ovunque.

La realtà delle case editrici, o meglio dell'ufficio stampa è dura, dover gestirsi tra giornalisti e blogger, dover "capire" e se non gli diamo una mano noi chi lo farà? Cosa diventerà la blogsfera? Ho paura che un giorno ci troveremo invasi (e già ne abbiamo) di elitè, di gente selezionata che ostenta la propria vita agiata e chi invece si trova dove si trova per le strade facili, mentre chi fa la gavetta viene lasciato indietro.

Mettetevi una mano sul cuore, si dico a voi, blogger, giornalisti, case editrici, insomma a voi lettori.

Forse non è ora di smetterla di generalizzare? Forse non è ore di differenziare tra chi continua per passione e chi invece lo fa solo per secondi fini? Forse non è ora di far noi la differenza?

Non devi perdere fiducia nell’umanità. L’umanità è un oceano; se poche gocce dell’oceano sono sporche, l’oceano non diventa sporco.
(Mahatma Gandhi)

32 commenti:

  1. Amen.
    E niente, mi è venuta voglia di parlarne... anche se poi, mi sento un disco rotto XD

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  2. Io ti dico solo questo... settimana scorsa ero da Sephora e una commessa mi stava servendo!
    Ad un vero punto mi arriva una notifica sul cellulare... la commessa molto gentilmente mi dice "rispondi pure"!
    Io guardo il cellulare e le dico "rispondi dopo, é un commento sul mio blog"...
    Lei mi guarda, cambia faccia e dice... "allora a te posso evitare di dare i campioncini tanto a voi blogger le aziende ne mandano anche troppi per avere un po' di pubblicità! Se avessi tempo aprire i un blog anch'io per avere tutti quei prodotti gratis"
    Io sono rimasta in silenzio a guardarla con aria stupida e anche un po' schifata... allora lei ha detto "dimmi, su cosa farai il prossimo articolo?"...
    "Sulla professionalita delle commesse di Sephora!" le ho risposto.... e me ne sono andata!

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    1. Perché è questa la nomina che ha un blogger, l'avere prodotti gratis ed essere corrotti, quando invece non comprendono il duro lavoro che c'è dietro. Sembra semplice: prendi un pc e scrivi... ma voglio vedere loro.. Se farai l'articolo sarò contenta di leggerlo guarda. Non tollero le persone maleducate, io al tuo posto avrei scritto già ai responsabili.

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  3. Scusami ma non capisco perché ti lamenti. Anch'io ho un piccolo blog dove recensisco libri ma li ho sempre comprati, la storia della "copia omaggio" non mi è mai piaciuta. Inoltre non capisco queste frasi: "Sono una di quelle che divide il tempo tra lavoro, lavoro di casa, marito, gatti, visite mediche e blog. Sono una di quelle che fa le ore notturne per scrivere un articolo, sono una di quelle che trova il tempo comunque di leggere ovunque." Scusa ma chi te lo fa fare? Se vuoi recensire lo fai sennò fai qualcos'altro.

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    1. Caro/ cara MG mi sa che tu dell'articolo da me scritto e postato non hai ben capito il punto che vuole trattare e dove vuole arrivare. La copia omaggio, come scritta da me sopra, non è solo una copia omaggio e non rappresenta di certo un blogger. Non ti ho mai letto/a in questo mio sito, ma basta farti un giro per capire che il mio blog non parla solo di recensioni, ma tutti i giorni viene postato un articolo con contenuti diversi per appunto non cadere nella noia.. "scusa ma chi te lo fa fare?" si chiama passione, e la tua? Se hai un blog dovresti averla anche tu no?

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  4. Ciao Emanuela,
    approfitto del tuo post per una piccola riflessione, sperando non ti dispiaccia, nel qual caso elimina pure senza pietà ;)
    Essendo relativamente nuova nel mondo dei bookblog fino ad ora ho cercato di restare fuori dalle polemiche perché non capisco quale sia il problema. Io penso che come in ogni altra attività, ci sono (e ci saranno) persone che lo fanno con il cuore, seguendo una passione, e non per ottenere qualcosa e poi ci sono (e ci saranno) persone che lo fanno per interesse. Ci sono bookblogger che organizzano eventi o partecipano ad eventi solo per ottenere copie cartacee che poi in alcuni casi rivendono. Per me è una cosa impensabile perché semmai ricevessi una copia cartacea da una CE la terrei tipo Sacro Graal, e sarebbe un grande riconoscimento dell'impegno che metto nel portare avanti il blog. Capisco che per altri non sia così.
    Allo stesso modo però ci sono lettori che seguono blog solo quando ci sono blogtour e premi e spariscono per il resto del tempo. Iscrizioni che compaiono e scompaiono ad arte. Allora che fare?
    Tu hai ragione ad indignarti e sono d'accordo con te; gestire un blog richiede tempo e impegno, per non parlare del fatto che è piuttosto dispendioso. Io ogni mese spendo in libri una cifra esagerata, sacrificando magari altre cose, però in fondo l'ho sempre fatto blog o non blog. Non terrei mai il mio angolino aperto solo per le copie omaggio, ma questa è la mia posizione.
    Il punto è che ogni blogger gestisce il proprio spazio secondo coscienza nel bene o nel male.

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    1. Premessa. ogni commento viene approvato e postato perché il punto centrale di un articolo è parlarne e confrontarsi, ma il tuo lo posterei mille volte visto che mi trovi esattamente in accordo con te. Purtroppo la realtà virtuale è lo specchio della società e la società, e la gente non me ne voglia, di approfittatori che in un modo o in un altro cerca di scannare l'altro per il proprio tornaconto personale. Il mio blog è fatto di libri, per me ogni libro ha un suo spessore e non solamente quindi buttarsi su un classico. Gestire un blog è dispendioso, è vero, specie quando i libri non costano pochi euro, ma ne arrivano anche ai 15/20.. ma un libro ti dona quella capacità di sognare, di evadere che spesso non succede con altre cose, quindi ben venga lo spendere e sacrificare altro. Ma se trattiamo l'argomento copie omaggio PER VIA DI UNA COLLABORAZIONE VERA DA ENTRAMBI LE PARTI, allora no, non condivido la scelta di case editrici che inviano la copia a persone che postano la foto e poi lasciano lì tutto il resto. Qui lancio un'altra bomba: non sarebbe meglio della meritocrazia invece?

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    2. Come in tutte le cose sì. Sarebbe assolutamente meglio la meritocrazia, ma nella società attuale che va avanti per spintarelle e raccomandazioni è un'utopia pensare che la community dei blogger faccia eccezione. Poi ovviamente ci sono le eccezioni ed io ho provato sulla mia pelle che alle volte l'impegno disinteressato ripaga.
      In generale però per la questione delle CE credo che loro guardino soprattutto al bacino di pubblico che un blog può raggiungere. La copia omaggio deve tradursi in pubblicità, così un blog con 300 iscritti (veri o fittizi che siano) è avvantaggiato rispetto ad uno che ne ha 50 anche se reali e attivi.
      Qui poi si potrebbe aprire tutto il discorso sui lettori fissi, se è meglio avere cifre importanti (facili da raggiungere con qualche giveaway o simili) o sia meglio crearsi un pubblico reale che ti sceglie e ti segue per ciò che scrivi e non per ottenere qualcosa.
      Come ho detto prima sta ad ogni blogger fare la sua scelta e capire che piega vuole dare allo spazio che gestisce.

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  5. Avevo scritto un poema prima ma sta merda di cellulare mi ha annullato tutto le nervi ti dico solo una cosa ti stimo sorella finalmente qualcuno ha avuto le palle di dirlo pubblicamente. Io la penso allo stesso modo, odio quelle persone/blogger che richiedono libri alle case editrici con presunzione al quale tutto e dovuto, odio quelle blogger che si rivendono gli omaggi e per queste persone che le blogger oneste vengono penalizzate

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    1. Purtroppo non ci si rende conto dello schifo fino a quando non si e' dentro. Hanno fatto terra bruciata intorno ad una passione che poteva essere pulita.

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  6. Ciao Emanuela, io ti commento poco ma ti leggo sempre <3
    Io sono nella blogosfera come blogger da poco, ho fatto un anno giusto un paio di settimane fa e ti giuro che sono rimasta sconcertata dal mondo che mi sono trovata ad affrontare. La mia scelta di aprire il blog è stata una necessità fisica in risposta ad un problema emotivo e psicologico. Ho scelto qualcosa che mi appassionava e l'ho fatto mio. Ci ho messo 5 mesi a scoprire che potevo chiedere alle Case Editrici di collaborare e, senza l'aiuto di un'amica, non avrei mai nemmeno iniziato, saputo cosa chiedere, scrivere, a questi uffici stampa. Ora collaboro con una decina di CE e ogni volta che ricevo una newsletter, un invito, quando riesco ad avviare una conversazione anche se breve con la persona che sta dall'altra parte mi sento sempre euforica come la prima volta, perché per me ogni volta è un traguardo.
    Questo per dirti che capisco perfettamente il tuo sentimento.
    Per quanto riguarda gli autori ho smesso di recensire su richiesta praticamente subito dopo aver iniziato. A parte il fatto che ho avuto un problema con la posta e che quindi tutti i contatti erano andati persi, mi sono ritrovata ad avere una pila di self da leggere senza poter dare spazio ai miei interessi. Così ho detto basta. Faccio segnalazioni se richiesto, ma dopo essere stata accusata di non capire i personaggi, la storia etc, ho detto basta. Il fatto che tu autore chieda a me blogger una recensione, non implica che sarà positiva. Non recensisco positivamente nemmeno i libri di una CE affermata se non mi piacciono, perché dovrei farlo con un esordiente che ha solo da imparare da eventuali critiche?

    Comunque, come dicevi tu, l'elité già c'è. Io a poco a poco, pur avendo iniziato appunto da poco, sto rinunciando anche ai blogtour, agli eventi e quant'altro. Non perché mi creda superiore o che, ma perché vedo quel gruppo di blogger affiatate, che si conoscono da una vita, che preferiscono continuare a lavorare tra loro piuttosto che far entrare qualcuno. E ci ho provato, davvero. Non perché volessi la copia omaggio, ho collaborato con te al BT di Shadowhunters coi tarocchi e sai bene che della copia non me ne fregava una cippa, ma perché io mi sentivo la piccola del gruppo, guardavo a quelle big blogger con gli occhi che brillavano di ammirazione e pensavo "Wow, anche io un giorno sarò come loro". Ma la verità, un anno dopo, è che non voglio essere come loro. Certo, le invidio perché - passami il termine - "essendo arrivate prima" sono facilitate, ma sinceramente preferisco il mio spazietto dove i post hanno sempre almeno un commento costruttivo, dove so che anche se sono poche, le mie 200 visite giornaliere ci sono perché quello che scrivo interessa, non solo perché pubblico anteprime e segnalazioni a manetta.
    Okay, ora sembro un po' la vittima, ma non è questo il messaggio che volevo passare. Ciò che voglio dire è che, come dicevi tu, chi lo fa con disinteresse dall'ottenere qualcosa non ha bisogno di correre dietro a ogni evento. Se vuole partecipare a qualcosa chiede di farlo, se non può organizza qualcosa di suo, se - come me - preferisce la tranquillità di una recensione, si limita a quello.

    Con questo ovviamente non voglio generalizzare, ho conosciuto molte persone con cui ho legato e con cui a poco a poco sto creando un rapporto. Giusto settimana scorsa sono stata integrata in un BT su richiesta dell'organizzatrice con cui ho collaborato per altri eventi simili.

    Vabbè, mi sa che ho divagato. Chiudo qua.
    Ah no, un'ultima cosa: sta sera ti scrivo per la grafica xD

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    1. Ciao Jessica, mi trovo a condividere ogni tua parola. Giorni fa ho avuto una "discussione" con un'amica blogger sulla gestione dei blog vecchi e nuovi. Io sono un po' l'asociale del gruppo e fa strano dirlo su un social, ma.preferisco avere bt con nomi nuovi, con gente che si da da fare, piuttosto che con nomi altisonanti che a lungo andare non ascolti nemmeno. Anch'io sono stata per un.po' nella fase "vorrei essere come loro" poi passo dopo.passo mi.sono resa conto che voglio essere esclusivamente come me. Con la mia voglia.di.conoscere e far comprendere, con la mia voglia.di.essere onesta sempre.

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  7. Proprio poco tempo fa ho scritto sul blog un articolo dedicato a questi nuovi (ma non solo) funghi.
    Il mio discorso non era neanche tanto sull'invio di cartacei quanto sulla palese mancanza di voglia di alcune persone.
    Non solo scrivono articoli palesemente ricopiati uno con l'altro, (c'erano recensioni identiche in cui cambiava solo qualche termine e i nomi), ma con una grammatica che neanche un bambino di terza elementare.
    Mi fa rabbia perché poi quelli vengono anche presi come esempio per screditare tutti.
    Io nei 2/3 anni del blog sono cresciuta tanto, ad oggi mi rendo conto che le prime recensioni erano decisamente meno buone (stilisticamente parlando) rispetto alle ultime. Piano piano sto cercando il mio stile e sicuramente da qui a 2 anni sarò ancora diversa e questo mi piace. Mi piace crescere.
    Quando leggo certi blog di persone neanche minimamente interessate a crescere ma solo ad accaparrare mi viene un po' di rabbia, ma sopratutto tanta tristezza.
    Se hai un'idea su come far noi la differenza sono tutta orecchie ��

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    1. I blogger che nascono come blog per avere copie gratuite si riconoscono dal loro modo di fare.. sembra infatti che tutti utilizzino lo stampino. Stessa cosa vale pero' per i blog da numeri grossi che appena vedono che hai ricevuto un libro sono pronti a lamentarsi o lecchinare l'ufficio stampa. La differenza credo si faccia con la voce. Il parlarne.. l'invadere la blogsfera e tutto cio' che puo' essere un social. Se ne parla uno e' solo una voce, ma se ne parlano tanti diventano urla che non possono non.essere ascoltate.

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  8. Hai scritto un ottimo articolo, toccando un argomento che mi sta a cuore e che mi ha colpita da vicino in più di un'occasione.
    Sono entrata nel mondo di blogger nel 2011 e da allora sono cambiate una MAREA di cose.
    Prima di ottenere una collaborazione ci ho messo un anno e mezzo, ci credi? Pensa quanto possa farmi strano il fatto che adesso, con appena una manciata di follower, un blog abbia decine e decine di collaborazioni con le case editrici. Non mi azzardavo a chiederle, mi sentivo inadatta, e recensivo libri per passione e con umiltà (come ho continuato a fare), solo occasionalmente. Poi ho scoperto di poter collaborare e ne sono stata felice. Tolta la copia omaggio, che fa piacere, ovvio, mi sono ritrovata a poter leggere libri in anteprima, a consigliarli/sconsigliarli, a metterci impegno e serietà per ripagare gli editori della fiducia. Davo precedenza assoluta ai libri ricevuti e li smaltivo nel minor tempo possibile.
    Trascorso qualche mese, però, le cose sono cambiate. Gente che richiedeva libri e poi non li recensiva. Gente che apriva blog solo per avere copie omaggio o organizzare giveaway e avere più follower. O ancora gente che "recensiva" libri con un commento di sole due righe...
    Per colpa di certi elementi, ahimé, mi sono ritrovata a rimetterci. Uffici stampa che rispondevano inaciditi a ogni richiesta, copie omaggio misteriosamente scomparse (ovvero mai neppure spedite) e, infine, la scelta di inviare solo file digitali, escludendo una consistente fetta di blogger. Insomma, anche io ne ho viste/sentite di tutti i colori.
    Mi sono arrabbiata, facendomi il sangue marcio perché vedevo le ingiustizie non potendole cambiare. Passate l'arrabbiatura e la delusione, mi sono rassegnata, perché in fondo il problema è sempre stato più grande di me e non potevo farci nulla. Così ho fatto dei grossi passi indietro, ho rinunciato alle collaborazioni, perché quel mondo non lo sentivo più mio: un mondo di sciacalli, dove ci si pesta i piedi e dove ognuno tenta di sfoggiare di essere più degli altri, di avere qualcosa che "i comuni mortali" non hanno o non possono avere. Se devo essere sincera, sono contenta di aver fatto quei passi indietro e di aver ridimensionato la mia visione della vita da blogger, ci ho guadagnato in salute. Sono contenta, anche se mi dispiace per come siano andate (e stiano continuando ad andare) le cose, ma non mi andava più di vedermi criticata per una recensione negativa, o di sentirmi inferiore a chi aveva più collaborazioni o più follower di me. Blogger non è la mia vita, è una passione, e tale deve rimanere. Quando le passioni diventano fonte di stress, ansia e rabbia, significa che si stanno trasformando in qualcosa di negativo.
    Purtroppo non possiamo cambiare le cose e l'idea che la gente si fa di noi, ma possiamo continuare a svolgere le nostre passioni con amore, come abbiamo sempre fatto. Lasciamo i giochetti alle elite, che si divertano pure. So che può sembrare brutto come discorso, arrendevole, ma non è così. Negli ultimi anni, ho riscoperto il gusto di leggere quello che davvero mi andavano e di recensire i libri che volevo, con piena LIBERTA'; chi mi amava prima ha continuato a seguirmi anche se non recensivo le ultime uscite o se non pubblicavo le sacrosante anteprime dalle case editrici. Non sopportavo più l'idea di rientrare in un'etichetta che sentivo sempre più non appartenermi. Non volevo più essere una bookblogger, non nel senso in cui questo termine viene inteso ora. Non ho mai amato le etichette, né le "costrizioni", per questo mi sono allontanata e, credimi, se tornassi indietro lo rifarei mille volte!
    La meritocrazia è un miraggio (ma sarebbe bello se non lo fosse) che continuo a inseguire strenuamente, voglio crederci ancora, e chissà che prima o poi le cose non cambino, questa volta in meglio!
    Nel frattempo, non possiamo fare altro che scrivere articoli come il tuo e diffondere il NOSTRO punto di vista per informare i lettori che ogni persona che siede al di là dello schermo è diversa.

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    1. Voglio credere anch'io che prima o poi le cose cambieranno o torneranno ad essere quello che era prima perche' ora come ora, si e' stufi dell'elite' di grandi nomi e truffatori di copie. Esatto bisogna parlarne, urlare a gran voce, dire la nostra ed essere fieri di essere bookblogger. In questo caso e' una di quelle.etichette che voglio tenermi stretta.

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  9. Sono pienamente d'accordo con le tue parole, io è un anno che recensito libri, ma in blog già avviato da mia cugina, amo leggere e cerco nel benw e nel male di dare un opinione onesta, seppir sempre soggettiva. Qualche giorno fa parlavo con mia cugina e le altre ragazze del blog, dicendo loro che le case editrici hanno preso un distacco, quasi ( abbisale) appunto per quelle persone che si spacciano per blogger, e poi vendono le copie, io le scambio, e scambio solo quei romanzi che non mi sonno piaciuti, il resto, i custodisco come un tesoro. Poi ho fatto delle domane sempre alle mie amiche:
    Ma le ce non sanno chi fa o stronzo e chi no? Chi aggira la gavetta grazie "ai biscotti o al lecc@@@ di @@@?

    Una cosa è certa io amo leggere, e continuerò a farlo a prescindere.
    Complimenti per l articolo, chiedo scusa per il mio messaggio probabilmente sconnesso ( causa stanchezza e amnesi per unto riguarda i vocaboli 😂)
    Ribadisco i miei complimenti, il tuo articolo è schiettoe onesto

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    1. Ops, devo avere molta fame, mi sono mangiata molte vocali e consonanti 😅

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    2. I lettori ci saranno sempre, ma saremo pronti a non mozzare teste? :)

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  10. Ciao! Non sono una che commenta spesso in generale ma questa volta ci tengo particolarmente. Innanzitutto da quando ho comprato il dominio qualche mese fa sto passando a seguire di nuovo tutti i blog che seguivo prima con un vecchio account...

    ... a parte questo sono quasi totalmente d'accordo con te. Io ho ricevuto risposta per la mia prima e unica collaborazione con la CE a dicembre, dopo due anni di vita sul web. Non mi è mai interessato collaborare con le CE prima d'ora ma dopo due anni ho ritenuto che fare un tentativo non avrebbe fatto male a nessuno.

    Non ho nemmeno 100 lettori fissi, acquisiti con l'organizzazione della challenge del 2017. L'ultimo GA organizzato da me aveva come premio 27 e-book (comprati, perchè la CE prima di dicembre non sapeva nemmeno della mia esistenza) e venivano premiate 9 persone. Secondo voi quanti hanno partecipato? Forse 10 persone e quando sono state estratte non hanno nemmeno risposto.

    E' vero che si è creato un gruppo precluso a chi non è nelle conoscenze. Lo dico e lo ripeto da mesi. Purtroppo è lo specchio della società. I gruppi si formeranno sempre e tutto ciò che non è gruppo non viene considerato. Mi spiace solo che non ci venga mai data una possibilità, quello sì.

    E anche io come voi sono schifata dall'atteggiamento di alcune blogger che si son rivendute le copie omaggio ecc. Siete una vergogna per tutto il genere! E mi stupisco come blog di appena pochi mesi riescano ad avere 10 collaborazioni e io che sono sul web da 2 solo una... non che mi interessi, sia chiaro. Mi chiedo solo il criterio usato per scegliere chi vale e chi no.

    Per conto mio continuerò a scrivere per me stessa perchè solo questo mi rende felice. Del pensiero degli altri, delle blogger invidiose o delle veterane mi interessa poco. Il web è potenzialmente infinito, c'è posto per tutti.

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    1. Lieta di ritrovarti. Purtroppo il web secondo me non e' poi cosi' infinito. In questo mare di squali sembra che per vivere devi essere un predatore e farsi spazio. Piu' che mare diventa quindi una boccia! Altrimenti perche' si sentirebbe sempre la.stessa sinfonia? In realta' non ho ancora ben capito come le case editrici scelgano di collaborare.. molti blog a malapena rasentano l'italiano e scrivono malissimo le recensioni, eppure hanno collaborazioni a grandi nomi..

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    2. E soprattutto ne hanno un'infinità. Per me che voglio essere libera di scegliere cosa e quando leggere è un po' costrittivo ma non me ne faccio un cruccio se non ricevo copie cartacee. Io leggo principalmente in digitale quindi va benissimo così.

      Cmq il web è potenzialmente infinito per quel che riguarda lo spazio. Per la visibilità son d'accordo con te. Solite facce all'orizzonte...

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  11. Ciao Emanuela, il tuo è il terzo post che leggo sull'argomento in una settimana e anche negli altri due ho lasciato il mio pensiero. Il mio blog Some Books Are ha quasi un anno di vita, ma io sottolineo sempre - sperando di non sembrare superiore - che in realtà giro nel web con questo nickname da quasi undici anni, i primi quattro su Splinder e i restanti su Blogger quando Splinder ha chiuso. Ma il mio blog è sempre stato di natura personale, Some Books Are è nato solo per dare uno spazio tutto suo ad una mia passione che pian piano stava monopolizzando i miei post sul blog.
    Il punto è che, anche se gli ho dato uno spazio tutto suo, la mia vita personale e la mia passione continuano ad intrecciarsi. Leggo perché mi piace, leggo certi libri perché trovo nelle loro trame qualcosa che so mi farà battere il cuore. Le mie recensioni sono sempre chilometriche perché non riesco mai a lasciare fuori la mia vita e mi va bene così - anzi, sembra essere proprio quello che piace a chi mi segue.
    Non collaboro con nessuna CE perché ho comunque una pila enorme di libri da leggere e mi piace leggere al mio ritmo - a parte la challenge annuale di Goodreads che mi alita sul collo xD - e quello che mi ispira al momento. Ho 93 followers e sono orgogliosa di ognuno di loro perché non ho mai organizzato giveaway per accapparrare qualche lettore in più. Le mie recensioni, oltre ad essere sempre con un tocco personale, a volte sono anche di libri "datati", il cui mio parere stava solo su Goodreads e se a volte compro un libro uscito da poco, aspetto a leggerlo e recensirlo perché comunque si perderebbe nella marea di post spesso tutti uguali. Some Books Are ha poco meno di un anno e so che ci sono veterane e Big di questo mondo, ma le guerre perlomeno io non le ho viste - forse perché sono "piccola" e tendo ad essere comunque riservata. Ma il malumore ultimamente lo vedo spesso in giro.

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    1. Ciao NotLoved è bello rileggerti. Anche per me il mio primo blog era un diario che parlava di me, dei libri che leggevo e del mio modo di vedere in generale, ammetto di aver messo anche diverse poesie... dio che anni -.- comunque cado dalle nuvole, purtroppo ho notato anch'io un malcontento in generale specie su social come facebook e twitter. La guerra c'è e ci sarà sempre finchè ci sarà una distinzione tra "noi" e "loro". Sarà che la mia è solo un illusione utopica, ma mi piacerebbe tornare ai vecchi tempi, dove essere una blogger significava sentirsi parte di una community.

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