venerdì 17 febbraio 2017

Amore tra blogger: Utopia o sogno che si può realizzare?

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo. In realtà ero indecisa se pubblicare una sorta di pagina sessantanove o l'ennesima recensione sul blog, ma visto gli ultimi aggiornamenti tra blogger e visto che ammettiamolo, a me piace dire sempre la mia, voglio parlarvi del sogno tanto utopico dell'amicizia e fiducia tra blogger, ci può essere davvero in toto? 

Basta fare una ricerca veloce per trovare tantissime frasi romantiche su quanto la fiducia sia importante, su quanto la fiducia sia il benessere di tutte le cose. 

La fiducia non è qualcosa che si può sentire a comando.La vera fiducia si può provare solo con il cuore.

La fiducia è una cosa fragile, facile da rompere, semplice da perdere, molto difficile da recuperare.

E quella che poi piace soprattutto a me:

Una volta dare fiducia era una cosa normale, oggi giorno è un atto di coraggio. 

FI - DU - CIA! Ma che bella parola, ma quanto possiamo davvero fidarci? Quanti effettivamente di noi sono pronti ad essere coraggiosi?

Per girare nell'Universo dei Blogger ci vuole un attimo. Basta digitare la parola libri e blog su google e ci si apre un mondo, dove tra un click e ancora un altro click arriviamo a tantissimi blog - ovviamente che parlano di libri -. Concedetemelo, sono una bookblogger, una che parla per la maggior parte del tempo di libri, è ovvio che il mio Universo sia in realtà un sotto insieme di un grandissimo raccoglitore di informazioni e bla bla bla, quindi permettetemi di parlare solo della fiducia e rispetto tra bookblogger.

Lo sappiamo tutti, abbiamo letto e postato fino allo sfinimento commenti sull'incontro in casa editrice con la DeA e su quanto per molti sia stato brutto prendere biglietti in più per uno stesso blog.

30 blog partecipanti, un solo click veloce e biglietti aggiudicati. I nuovi Hunger Games praticamente.
La Casa editrice stessa ha sbagliato? Si lo abbiamo detto e ripetuto, che il modo non è stato dei migliori. Ma quanto noi blogger possiamo essere davvero leali? Quanto in realtà di quest'incontro ne siamo usciti puliti? Quannto di quell'incontro avete sussurrato all'amica blogger guarda che è online. Provaci! . Io in realtà l'ho fatto, ho inviato diversi messaggi per avvisare che era stata appena pubblicata l'email con il link per l'attivazione - Ricordiamoci solo 30 blogger - 

Scatenate l'inferno. E l'inferno si è creato. 

Abbiamo letto post, abbiamo letto e condiviso qualche lamentela, abbiamo letto commenti di scuse da parte di chi ha preso forse troppi biglietti in più - cosa di cui ha avuto la possibilità perché la casa editrice l'ha permesso -  abbiamo letto post di chi se ne usciva con il solito tro@&1te di più, ma alla fine da tutto questo pandemonio cosa possiamo raccogliere davvero?

Forse possiamo raccogliere che dovremmo fidarci di più dell'altro e smetterla di creare una sorta di competizione. Io ho il blog migliore del tuo, io collaboro con più case editrici, a me inviano più copie, a me invitano agli eventi... io..io...io

Rimane comunque nell'essere umano la voglia di emergere sempre e comunque, anche a costo di sovrastare l'altro in quel momento. L'unica nota positiva che una piccola parte di noi ha, è che nel momento in cui sovrastiamo l'altro con i nostri modi di fare, ci giriamo indietro e diamo una mano.

Le lamentele a volte sono davvero troppe. Ci lamentiamo che sono sempre i soliti a vedersi, sono sempre i soliti davanti a tutto, eppure mi rendo conto che molta gente che si lamenta di questo in realtà non fa nulla per risplendere di propria luce, ma di emergere con quella degli altri.
Che le case editrici spesso abbiano comunque di fare sbagliati, ciò non significa che noi dobbiamo fare altrettanto. 

Amore tra blogger, sembra quasi che parliamo di un mito, di un qualcosa che forse tantissimo tempo fa è esistito o forse in realtà non c'è mai stato. Dal canto mio non ci credo all'amiamoci tutti e leghiamoci tutte, non credo a quei sorrisi e quegli abbracci con ogni blogger, non credo alle collaborazioni con tutte, ma questa cosa non credo nemmeno che in realtà possa esistere, quante volte alle domande mi dai l'indirizzo email di Giongetto Editore e ci siamo girati dall'altra parte, facendo finta di nulla?

Forse sarò troppo pessimista io, forse sarà che in realtà non sono una di quelle da amiche per sempre, perché credo che la vita sia un lungo cammino, dove qualsiasi persona che arriva ci lascia e ci insegna qualcosa, quando poi ha finito non segue più la nostra stessa strada. Non credo al volemose tutte bene, ma credo al rispetto dell'altra parte. Credo fortemente che un blog grande possa trovare potenzialità in uno piccolo e possa portarne rispetto semplicemente perché dietro ad un bla bla bla ci sono persone, con emozioni vere.

A volte tendiamo a giudicare l'altra parte, nonostante spesso evochiamo trattati e citazioni di filosofia su quanto l'uomo non debba essere giudicato, a volte invidiosi tendiamo a volere sempre di più e a trovare un difetto dall'altra parte, dimenticando chi effettivamente ci possa essere dietro.

Non fraintendete però le mie parole. Il rispetto va dato, ma al tempo stesso va tolto quando dall'altra parte non c'è. Va tolto quando ci troviamo di fronte a qualcuno che fa il furbo, che ci parla e ci chiede aiuto solo per aprire un blog fungo che gli permetta di avere quella copia libro, che ti risponde ad un articolo solo se parli di concorsi e vincita. Va tolto nel momento in cui noi stessi non ci sentiamo rispettati. Va tolto perché in quello stesso momento non c'è il rispetto di ciò che per noi è importante, di ciò che in realtà noi possiamo essere. 

Credo che collegare amore tra blogger e fiducia sia sbagliato, credo che tutto ciò che ho scritto fino adesso debba essere cancellato, perché è proprio l'inizio che è sbagliato. Non c'è amore, noi amiamo la nostra famiglia, amiamo le persone che sentiamo sulla nostra pelle, che sono la nostra stessa pelle, amiamo il nostro sangue o quelle persone che abbiamo scelto, non amiamo un qualcosa di virtuale, non amiamo un qualcuno che in realtà non vive il nostro quotidiano solo perché abbiamo una passione in comune, possiamo voler bene a quella persona, affezionarci a quel modo di fare, ma signore mie l'amore è un'altra cosa.

La fiducia non esiste senza il rispetto. Senza la voglia di lasciar spazio anche agli altri. Io mi fido di te perché tu rispetti anche me. 




4 commenti:

  1. Nella mia esperienza accademica e lavorativa ho imparato che non serve essere amici di qualcuno per poterci lavorare (anche bene) insieme.
    Nello specifico della questione DeA non nego di essere tra quelle che solo alle amiche proprio per la questione di rispetto di cui parli tu.
    Non ho mai fatto mistero di peccare d'invidia, ma mi chiedo se chi monta storie del genere ogni volta non si renda conto di peccare a sua volta di superbia perché diciamocelo: se non hai la possibilità di controllare lo smartphone alla ricezione di un'email, quali possibilità hai di poter controllare Facebook nel momento in cui io scrivo che è arrivata la mail?
    In ogni caso hai ragione su tutta la linea dicendo che è una questione di rispetto e non di amicizia e mi rendo conto che è proprio per questo che non voglio approfondire i rapporti con alcune persone. Magari sono le persone migliori del mondo nel momento in cui le conosci un pochino, ma sinceramente? Dopo che vengo trattata come una pezza da piedi in digitale solo perché porto avanti la mia passione da meno tempo della persona dall'altra parte dello schermo non ho alcun desiderio di scoprire se invece sia una persona migliore dal vivo.

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    1. Condivido la tua opinione, l'invidia quella buona, tuttavia, ci aiuta a migliorare, a volere di più da noi stessi e a non abbatterci mai.

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    2. Anche io sono d'accordo con queste due vostre risposte, se posso permettermi di intrufolarmi :p

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  2. Sono assolutamente d'accordo, il rispetto deve essere reciproco e se da una parte viene a mancare, allora bisogna fare un passo indietro.
    Penso che quello che si dica dei bloggers (in questo caso) oltreoceano sia vero: loro collaborano di più tra loro.
    Non nego che ci siano anche casi di invidia e sfide volte solo a superare l'altro, ma qui in Italia sembra sempre che ci sia qualcuno che merita di spiccare più degli altri, a volte senza nemmeno avere delle vere capacità. Le cose come aprire un blog, dovrebbero essere fatte perché spinti dalla passione, non per ottenere libri gratis e per vantarsi per avere più collaborazioni degli altri. Credo sia sbagliato il modo in cui si fanno le cose, solo per il gusto di ottenere qualcosa, quando in realtà - questo è ciò che penso io - dovremmo fare le cose per passione e se poi le occasioni si presentano, ben venga.
    Preferirei vedere più persone collaborare senza secondi fini, semplicemente per il piacere di farlo e creare qualcosa di originale insieme, senza voler essere meglio di tutti.

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