martedì 21 febbraio 2017

Il signore della menzogna. Recensione

Chiedo scusa alla casa editrice per il ritardo, credo che in qualche maniera sicuramente finirò in ginocchio sui ceci, dovevo lasciarvi questa recensione molto prima e invece ci troviamo già a quasi fine febbraio! Sapete quanto i thriller siano il mio pane quotidiano, mi piace quando lasciano i brividi sulla pelle e sembrano così veri, mi piace quando un libro ti fa rimanere sveglia fino a che non si arriva alla parola fine e Ignazio Pandolfo in realtà mi ha fatto fare le ore piccole. La Leone Editore sicuramente potrà confermarvi quanto grande è stata la mia gioia quando ho ricevuto questo libro. Dovevo assolutamente leggerlo, perché anche se andrò controcorrente rispetto ai miei principi, quella copertina da sfondo mi ha stregato, in quelle vie verso la sera dovevo assolutamente entrarci anch'io. 


Il signore della menzogna

Ignazio Pandolfo


Editore: Leone Editore
Prezzo: 11,90€
Pagine: 276

Trama: Il detective privato Will Torres viene ingaggiato da Sara Turner, moglie del senatore Castle, per ritrovare la figlia scomparsa da qualche giorno. Will, affascinato dalla donna, inizia a indagare sulla vita e le amicizie della ragazza, e scopre che nella zona si sono verificati molti casi simili negli ultimi tempi. La sua torbida relazione con la Turner e il rapporto difficile col fratello Jimmy fanno però deragliare le indagini. Toccherà quindi a un amico di Will, il capitano della squadra omicidi Stefan Teokratis, scoprire il terribile segreto che lega tutte le ragazze scomparse.

In realtà con questo libro mi sono sentita titubante nel capire effettivamente su quale genere catalogarlo. Lo so viene definito un thriller, ed è quello la parte più centrale, ma il misto che vi è all'interno può catalogare il romanzo in quasi tutti i generi.
L'autore è stato capace di mescolare vari pezzi, di buttarsi sul paranormale e cadere sul morbido, perché non sono riuscita a trovargli nessun difetto. Ammetto, questo è stato il primo libro che ho letto di quest'autore, ma da adesso giuro che corro all'indietro a cercare altro. Mi è piaciuto come la sua scrittura diventi il nostro gioco di ombre e seduzione.

Andiamo comunque con calma altrimenti arrivo già al perché bisogna leggere questo libro tralasciando il resto.
Prendete argomenti esoterici, sesso e pulsioni, prendete mistero, prendete crudeltà ed ecco fatto il gioco de Il signore della menzogna.

Partiamo dall'inizio, già dalle prime pagine ci si ritrova di fronte al pezzo clou della scena. L'autore non ci dona preliminari, non ci fa arrivare piano piano, ci piazza lì di fronte a quella perversione che è una delle scene particolari, mentre in realtà non ne siamo ancora abituati e, quando diventiamo avidi e vogliamo saperne di più, ecco che l'autore si prende gioco di noi portandoci in un altra scena, fregandosene del resto.

E' un giorno come un altro eppure per Will quel giorno diventa diverso quando riceve una chiamata. La donna dall'altra parte ha bisogno di lui e poco gliene importa di ciò che sta facendo e poco gliene importa se gli servono dei soldi, lei deve ritrovare quella che è sua figlia. Quella che è dall'altra parte e che all'inizio può sembrarci una donna di quelle con la puzza sotto il naso, è la moglie del senatore. L'autore pagina dopo pagina, ci descrive quasi una donna a suo modo di successo, determinata nelle sue scelte, pronta a tutto e a sedurre poi quell'uomo che dovrebbe invece investigare.

Will si lascia fottere e scusate il francesismo, ma si lascia sedurre da quella donna che all'inizio sembrava tanto acida per poi invaghirsi di lei. I due ne diventano amanti in scene che ci lasciano brividi sulla pelle. L'autore diventa quindi un bravo regista a raccontare come Will nonostante la seduzione, cerchi comunque di portare avanti le indagini. Si perché ricordiamoci che questo romanzo è un thriller e quello che prima sembrava solo un mistero di una ragazza scomparsa, ci porterà invece di fronte ad un involucro fatto di perversione oltre che di sesso.

Le ragazze spariscono, il senatore in realtà è un perverso violento, Will nasconde un ricordo traumatico, gli uomini che si nascondono dietro a maschere scure in realtà sono pronti a tutto, gli investigatori hanno bisogno di trovare quelle ragazze giovanissime e se tutto questo non vi basta, beh metteteci anche sacrifici satanici per i suoi miracoli.

Vede capitano, il diavolo si manifesta sotto innumerevoli apparenze e ha mille nomi. Solo chi li conosce tutti ha qualche possibilità di potersi confrontare con lui, senza essere spazzato via. 

Pagina dopo pagina dobbiamo comprendere, dobbiamo capire cosa succede e soprattutto rispondere alla domanda sul perché succede. Quello che l'autore racconta è un genere di vita particolarissimo, follia di individui pronti a tutto per il proprio tornaconto personale.

Nonostante la mole del libro non superi le trecento pagine, i personaggi in questa storia sono tantissimi, ciò nonostante  ognuno ha la sua personalità. All'inizio bisogna prenderci la mano, come una macchina diesel aspettare che si riscaldi per poi correre veloci e la stessa cosa si fa con questi personaggi. Bisogna prepararsi, imparare a comprenderli e poi vedrete come diventeranno unici.
Ogni personaggio è diverso, eppure diventano pezzi di puzzle che si completano. 

Riga dopo riga sfogliamo quasi un botta e risposta di dialoghi, mescolati qua e là insieme a qualche riga descrittiva, ciò nonostante la scrittura ne rimane evocativa e piena di enfasi. La corruzione e la perversione all'interno non ne scioccherà la lettura, ma sarà capace di darci brividi e voglia di continuare a scoprire.

E' un thriller complesso, un thriller che non sembra buttato a caso, di pancia, ma ricercato. Un thriller che viene studiato in ogni mossa, psicologico oserei dire. L'autore da bravo burattinaio ci conduce come burattini nel suo gioco e quando ci si accorge della trappola, ormai ne diventa tardi.
E' un libro che scorre velocemente, ha qualche angolo da smussare nell'ingranare forse i troppi personaggi, ma alla fine non posso dire che non facevano parte della storia. Ho provato a immaginare di eliminare un paio di personaggi quasi di contorno, ma in realtà mi sono resa conto che la trama così fitta non avrebbe avuto lo stesso senso.


Un thriller acuto, difficile, che non scende a compromessi con nessuno. Un thriller che se ne frega dell'effetto che ci fa, si lascia leggere e si lascia osare. 


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