giovedì 9 febbraio 2017

La ragazza dei fiori di vetro. Recensione

Buongiorno lettori, oggi per me è una giornata un po' apatica. Sarà che stanotte ho dormito poco, sarà che oggi il cielo non è dei migliori e, nonostante sia la mia giornata di riposo, mi trovo con la voglia di rimanere a letto tutto il tempo. In realtà sono anche diverse ore che ripenso ad un video articolo postato qualche ore fa sul social facebook. Video di un ragazzo morto annegato a Venezia, di fronte a PERSONE che puntavano il dito incitandolo a tornare al proprio paese invece di salvarlo. Ad un certo punto ho preferito non approfondire, non cercare se la fonte fosse effettivamente vera o meno, perché mi ha fatto male (come sempre) sentire l'odio della gente, di come "quel torna al tuo paese" suoni tanto come "entra nella doccia". E' per questo che oggi nonostante non sia la giornata della memoria, vi parlo de La ragazza dei fiori di vetro, che ci permette di non aver paura di cambiare le cose.





La ragazza dei fiori di vetro

Tilar J. Mazzeo





Editore: Piemme

Prezzo: 18.50€

Pagine: 331

Trama: Erano ormai migliaia i nomi scritti su sottili cartine da sigaretta. Una lista di oltre 2.000 nomi di bambini ebrei con accanto le identità false che li avrebbero salvati. Da quando i nazisti avevano creato il ghetto di Varsavia, Irena aveva convinto i loro genitori ad affidarglieli per nasconderli presso famiglie cattoliche o conventi in tutta la città e la campagna. A guerra finita l'archivio, come 10 chiamava lei, sarebbe servito a restituire ai bambini la loro identità. Pochissime persone erano al corrente dell'esistenza di quelle liste, erano informazioni troppo pericolose da condividere. Il giorno in cui viene prelevata e condotta al quartier generale della Gestapo di Varsavia, Irena è terrorizzata. Nell'autunno del 1943, nella Polonia occupata dai nazisti, e forse in tutta Europa, non esisteva un posto più spaventoso di quello. Tutti sapevano cosa succedeva là dentro, e lei pregava di farcela a reggere alla tortura, di non tradire nessuno. Molte vite dipendevano da lei. I suoi compagni della rete clandestina, il suo amato Adam, anch'egli nella resistenza, tutti i polacchi che offrivano il loro aiuto. E soprattutto i bambini. Solo lei poteva decifrare quegli elenchi e se le fosse successo qualcosa, tutto sarebbe andato perduto. Mentre l'auto si avvicinava alla sua lugubre destinazione, Irena pensava che doveva farcela, l'aveva promesso a quei genitori che erano saliti sui treni per Treblinka con l'unico sollievo di aver messo in salvo i loro figli. Ancora non sapeva che solo quell'esercito di bambini indifesi e nascosti poteva salvarla.


C'è stato un momento in cui per un attimo ho pensato che questo libro fosse da presentare e recensire solo il giorno della memoria, ma poi mi sono chiesta il perché un libro dovesse essere presentato solo in quel giorno, perché un tema così importante dovesse essere presentato solo in un giorno prestabilito, come se la storia avesse solo una data da ricordare. Ecco perché pur avendo letto il libro ho preferito aspettare a parlarne. La storia è fatta di momenti e io ogni momento non voglio dimenticare. Non voglio dimenticare e non voglio accettare i soprusi che ogni giorno la realtà mostra, non voglio accettare che come allora tutto ciò si ripeta.

La ragazza dei fiori di vetro è una biografia romanzata, pagina dopo pagina ci si immerge in una lettura diversa. In un capitolo ci troviamo a camminare nei passi, nell'ombra della protagonista e, capitolo dopo, ci troviamo ad ascoltare il narratore che ci racconta la vita di questa donna, la situazione che ha vissuto e la sua forza nonostante tutto.

Mi è sempre piaciuto trovare il passato e il presente in un libro, sembra che faccia vivere un dietro le quinte, ma qui è stato travolgente. Qui sono stata travolta da ogni emozione possibile, mi sono sentita donna accanto ad un'altra donna. Ho visto con i suoi stessi occhi e vissuto la sua vita sulla mia pelle.

Irena Sendler è una di quelle piccole donne che all'apparenza può passare inosservata, a certi tratti ricorda un po' la lista di Schindler, la caparbietà, la testardaggine, il volere fare di più..ma con Irena ci perdiamo anche nel percorso della vita fatta di gente che, in un modo o in un altro, ci dona qualcosa; ed è in questo romanzo che troviamo la forza dell'umanità, della gente che le è stata accanto a rispondere al suo bisogno di far di più, di aiutare di più.

Si perchè Irena ha salvato tantissimi bambini da quella che per loro era la fine. Irena gli ha donato la vita e quella libertà che sembrava ormai persa. 2.500 bambini. Un numero talmente grande, ma infinitamente piccolo.

Se hai un sogno a guidarti, nessun pericolo ti può fermare e niente ti sembra impossibile. 

Leggere questo libro è stato un viaggio assordante, un viaggio pericoloso dove spesso mi sono trovata faccia a faccia con le mie stesse lacrime. Ma come ogni viaggio importante, alla fine mi sono ritrovata cambiata, pronta ad affrontare quello che adesso può sembrare solo polvere.

E' un libro che ti porta faccia a faccia con la realtà, un libro da una scrittura evocativa che non solo ti romanza la storia, ma te la racconta lasciandoti dettagli e informazioni ricche di precisioni e importanza. Non posso negarvi il dolore di certe pagine,il dolore di certe frasi e non posso negarvi i sussulti che avrete al cuore, ma credetemi quando vi dico che ne varrà la pena. Ogni lacrima che verserete, ogni battito che avrete, ogni sussulto, verrà ricompensato alla fine, quando all'ultima pagina vi troverete ricolmi di calore. Ricolmi di amore.

Il 1943 fu un anno di spaventose tragedie per Varsavia, ma anche di straordinarie azioni di lotta e sopravvivenza.

La ragazza dei fiori di vetro vi invita ad avere coraggio, vi invita non soltanto a sopravvivere, ma a vivere. Vi invita ad aver fiducia nel cambiamento e a diventare voi i protagonisti del cambiare.

2 commenti:

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