mercoledì 26 luglio 2017

Shadowhunters: Incontro con Cassandra Clare e Holly Black

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo. Oggi, nonostante sia la giornata del www, voglio parlarvi un po' dell'incontro con Cassandra Clare e Holly Black, tenutosi a Firenze pochi giorni fa. 
Ringrazio ancora le mie collaboratrici Angelica e Alice, che con telecamera alla mano, hanno riempito i social collegati al blog, di foto e video.


Il Teatro Odeon, in piazza degli Strozzi, diviene il luogo dell'incontro, dove Cassandra Clare e Holly Black vengono letteralmente assalite dai fan. Quando certi romanzi creano qualcosa del genere, creano un amore così forte, vuol dire che quei romanzi che piaccia o meno devono essere considerati capolavori. 
I ragazzi e le ragazze che con i libri alla mano e gran parte nello zaino, erano davvero tantissimi, gente che piangeva e cercava di far foto, ragazzi che disegnavano i personaggi stessi e le loro rune, gente che invocava il nome delle autrici. 

L'entrata all'inizio, è stata presa d'assalto nel gruppo accrediti, dove, dopo aver sottolineato nome e cognome e indirizzo del blog, ci si avvia all'interno del teatro, dove poco dopo entra Cassandra Clare insieme ad Holly Black e alle admin del gruppo Shadowhunter Italia.

C'è un po' di tenerezza quando Cassandra Clare saluta e ringrazia tutti i presenti in italiano, quasi un po' impacciata per l'accento. 












Dopo una piccola presentazione inizia quella che è una vera e propria intervista dove Cassandra Clare e Holly Black si confrontano sul loro modo di scrivere.

Segue una piccola parte dell'intervista:


  • Com'è scrivere in più persone? chi ha le idee principalmente tra voi due? Come sta andando la stesura dell'ultimo libro? 
Cassandra: mi piace scrivere con i miei amici, è molto bello avere il controllo dei personaggi e della storia ma anche condividerlo. 
Holly: ora stiamo scrivendo l'ultimo libro di Magisterium ed è molto emozionante. Quando scriviamo una di noi scrive 400 parole e poi passa il computer all'altra che ci scrive sopra (aggiungono ridendo che solitamente Cassy allunga mentre Holly accorcia).

  • Avete modi diversi di scrivere oppure no? 
Cassandra: Spesso scrivo con altri che hanno lo stile molto simile al mio, sopratutto con Sara Rees Brennan (in prima fila tra il pubblico). Con Holly, anche se il tipo di stesura è molto simile, abbiamo dovuto creare delle nuovi voci di questo nuovo personaggio: Call. 

Holly: Ogni collaborazione è diversa. La stesura con Tony (co-autore con Holly di Spiderwick) per esempio è stata diversa perché scrivevamo praticamente ogni frase insieme (e io davo tutta la responsabilità a lui, aggiunge ridendo).

  • Nei ritiri con altri scrittori che fate? 
Cassandra: In questo momento io e Holly (e Sara) siamo in un ritiro tra scrittori in Umbria (urletti tra il pubblico) ed è ottimo perchè ci sono altri scrittori ad assicurarsi che tu stia scrivendo e non facendo altre cose, per esempio io e Sara ogni volta che scriviamo guardiamo poi sempre i drama coreani insieme! ( risate) 
Holly (scherzando): Io ho un figlio. Adesso stiamo vedendo un drama che Sara ha già visto ma a lei piace riguardarlo per vedere che facce facciamo noi due!
  • Cosa rende un adattamento un buon adattamento? 
Holly: Gli adattamenti devono mantenere lo spirito della storia e dei personaggi, che sia un buon film o una buona graphic novel. 
Cassandra: Chi ha visto Sherlock?(dalla reazione del pubblico sembra molti) Un buon adattamento si ha quando si mantiene l'amore per la storia e la comprensione di essa, poi ci possono essere dei cambiamenti ma lo spirito rimane. 
  • Non parlaremo di Lord Of Shadows perchè molte persone lo stanno aspettando e non vogliamo fare spoiler, però qualcosina su The Last Hours? (applausi e urli dal pubblico)
Cassandra: è ambientato nella Londra del 1903 e i personaggi principali sono i figli di Gabriel e Cecily, di Will e Tessa ed altre coppie (applausi) è la storia di questa nuova generazione, di come combatteranno e di come si innamoreranno ma si vedranno anche i vecchi personaggi sullo sfondo come genitori. è anche la storia di Cordelia, innamorata di Jason (figlio di Will e Tassa) ma lui è innamorato di un'altra persona. 

Iniziano le domande dal pubblico e qui si nota con piacere come la collaborazione tra le due autrici venga sottolineata da una solida base di amicizia e fiducia

  • Come avviene la nascita di un personaggio e come si sviluppa? 
Holly: Io lo faccio nascere dalla trama, prima creo la trama e poi il personaggio. Il problema è quando non si ha una trama completa. 
Cassandra: Mi faccio domande quando lo creo: cosa vuole? Di che ha bisogno? Non sempre coincidono. Cosa è bravo a fare? A cosa non rinuncia? quali sono i suoi difetti sopratutto? Una volta risposto ho il personaggio.
  • Ma quando fate morire un personaggio, ci pensate che ci farete soffrire così tanto? 
Holly:Per la cronaca, ho salvato un sacco di personaggi da Cassy - e qui il boato di applausi ed urli non ha avuto fine - 
Cassandra: Sì, confermo ha salvato molti personaggi! Tra cui Simon (boato seguito da applauso per Holly). Ovvio che pensiamo a cosa penseranno i lettori ma speriamo anche che capiranno (dal coro del pubblico sembra di no). Il problema è che a volte la morte dei personaggi serve per la storia, come in Star Wars: è importante che Obi Wan Kenobi muoia, o la storia ne risentirebbe e quindi spesso è necessario uccidere i personaggi anche se fa soffrire. 
Holly (scherzando): Ho ucciso 4 gatti nei miei libri!
  • Ci saranno piccoli Shadowhunters in arrivo? Ogni riferimento ad Emma e Julian è puramente casuale. 
Cassandra: Loro sono ancora troppo giovani, hanno solo 17 anni e hanno problemi più urgenti adesso ma la cosa più divertente è che gli altri, come Clary e Jace, potrebbero averli.
  • Come capite che quando scrivete un pezzo è quello giusto? 
Holly: Quando decidi che quella è una cosa buona è quando porta cosa buone. Da lettore cerchi di immaginarti cosa vorresti leggere e metti da parte il tuo lato da scrittrice. 
Cassandra: Quando ho il manoscritto concluso ma non lo sento finito, non lo è. 
Holly: é come avere il braccio in una morsa quando non è perfetto. Quando è finito c'è un senso di sollievo. In Lord of the Shadows Cassy sentiva che c'era qualcosa che mancava e non avremmo capito cosa se non avessimo fatto 'quella cosa'.
  • Ci sono molti tipi di amore in Shadowhunters, nella prossima serie, Last Hours, ce ne saranno altri tipi? 
Cassandra:sapete che non mi piace quando l'amore è semplice o facile. Il rapporto tra James e Lucy con le altre persone sarà complicato. 
  • Come Cassandra Jean, la disegnatrice, ha disegnato i personaggi? Da sola o col vostro aiuto? 
Cassandra: Io e Cassandra abbiamo lavorato a stretto contatto e ora stiamo lavorando ad una nuova serie. Mi chiede sempre consigli sul colore dei capelli o delle pelle e spesso mi manda prima dei bozzetti.
  • Quale personaggio ti rappresenta di più? 
Cassandra: Simon e Tessa, perchè legge sempre (tessa). 
  • Che consiglio dareste a qualcuno che si sta avvicinando alla lettura? 
Cassandra: molte persone quando scrivono un libro si fanno molte domande ma io consiglio sempre di iniziare semplicemente a scrivere, poi il resto viene. 
Holly: ho tre consigli: Leggere molto, ogni genere e tanto; scrivere e rileggere molto per trovare la tua voce; e infine, quello che stai facendo è buono per te, ma trova qualcuno che scriva per dei consigli. 
  • Come vi sentite ogni volta che vedete il vostro libro in libreria o al cinema? Ci sono stati momenti bui in cui volevate mollare tutto per paura di non farcela? 
Holly: La prima volta che ho visto un mio libro in libreria volevo prenderlo e buttarlo poichè tremendamente fuori posto. Il mio peggior momento è stato quando dopo 10 anni a lavorare su un libro, avevo ancora i personaggi tristi e vuoti, così sono andata da una mia amica e piangendo ho detto che non ce l'avrei mai fatta a diventare una scrittrice. 
Cassandra: La prima volta che vedi un tuo libro è un sentimento strabiliante e magico ma non và via con il tempo, rimane sempre. è sempre strano sapere che altre persone hanno letto il tuo libro, come quando tempo fa ero a cena in un piccolo ristorante in un piccolo paesino e si avvicina una ragazza che mi dice che mi conosceva! 
  • Quando eravate più giovani vi immaginavate di fare le scrittrici? 
Cassandra: ho sempre voluto fare la scrittrice e ho scritto da giovane molti libri terribili. Il passo più difficile è convincerti di poter fare lo scrittore. 
Holly: ho scritto molti libri da giovane, tutti brutti 
Cassandra: Sì confermo, tranne uno su un drago! 
Holly (scherzando): tenete i vostri libri scritti da giovani così potrete far divertire i vostri amici! Cassandra: io li tengo per ricordarmi che non posso scrivere peggio di così.
  • Avremo mai pace in shadowhunters?
Cassandra: un giorno i libri su SH finiranno. Sui libri di SH non posso fare promesse ma sulla trilogia di Magnus e Alec state tranquilli.
  • Sui tarocchi di Jace e Magnus ci sono i simboli dell'infinito, su quello di Magnus ha senso dato che è uno stregone, ma Jace? 
Cassandra: Jace non diventerà immortale, semplicemente sui tarocchi a cui si è ispirata la disegnatrice c'erano questi simboli! mi dispiace che non sia una risposta interessante.
  • E' stato difficile condividere i personaggi con gli altri scrittori? a quale sei legata di più? 
Cassandra:sì, penso ai miei personaggi come figli, ma mi piace condividerli con gli altri scrittori e poi i personaggi sono anche dei lettori. Ci sono personaggi però a cui sto più attenta quando collaboro per assicurarmi che restino in linea con il personaggio, come Magnus. 
Holly(scherzando): lascerei mio figlio volontieri a Cassy e Sara, quindi perchè non i personaggi?

Come detto precedentemente, il legame creato da queste due autrici, ha permesso di sentire in sala una carica di energia positiva e divertimento che ha alleggerito la tensione nel trovarsi di fronte ad autrici di cotanta fama. 

Peccato per i video creati da Angelica che spero di allegarvi presto, in quanto Blogger quest'oggi continua a fare i capricci. Ringrazio le mie collaboratrici e la Mondadori per aver dato vita ad un incontro perfetto. 


giovedì 20 luglio 2017

Colpo di Penna e Biancospino: La congrega.

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo e buon giovedì. Oggi per la rubrica Colpo di Penna e Biancospino abbiamo come ospite l'autore di La congrega, al centro del covo della stregoneria.




la congrega 

Ezio De Falco


Prezzo: 3,99 € ebook


Trama: Benvenuti a Dark Lake, tranquilla cittadina americana o covo di streghe? Scoprendo di possedere poteri magici, Ethan dovrà decidere se usarli per proteggere il bene o sfruttarli per raggiungere i suoi scopi... Ethan pensa di essere un adolescente come tanti. Finché non scopre di sbagliarsi: manifestando i suoi poteri manda in coma il ragazzo che ha aggredito sua sorella. In tutta fretta i genitori lo portano a vivere a Dark Lake, città natale della sua famiglia, e lì trova ad attenderlo cinque giovani che vogliono convincerlo a far parte di una misteriosa Congrega. La città però ha in serbo anche altro per Ethan, e districandosi tra segreti e misteri alla ricerca di un Grimorio, dovrà imparare a sue spese come utilizzare il suo potere per salvare chi ama.


Abbiamo chiesto all'autore:

  • Caro Ezio, grazie per aver accettato l'intervista nella rubrica Colpo di penna e biancospino; prima di entrare nel tuo romanzo, in particolare nel dietro le quinte, dicci quattro aggettivi di te che possano rappresentarti 


Grazie a te per l’opportunità. Dunque, quattro aggettivi per rappresentarmi, è più difficile di quanto sembri… d’istinto direi: tenace, sognatore, combattivo, riservato. 

  • Il titolo del tuo romanzo è La Congrega, edito da Delos Digital. Ti va di parlarcene? 

La Congrega è un romanzo urban fantasy, rivolto ad adolescenti ma che credo possa piacere anche a chi è più adulto. Ethan scopre di essere una strega per nascita in un modo sconvolgente e per imparare ad accettare se stesso e i suoi poteri, dovrà compiere continuamente delle scelte. Il trasferimento a Dark Lake, dove segreti e misteri sono radicati e l’incontro con altri ragazzi con poteri come lui, sono il secondo punto di svolta perché i compagni di Ethan, sia maschi che femmine, gli permettono di scoprire parti di sé che ignorava. Per questo, ma non solo, La Congrega è anche una storia corale, in cui ognuno ha un ruolo essenziale, consapevole o meno, e dove amicizia e legami familiari hanno risvolti inaspettati e danno la spinta spesso ai personaggi ad agire. Il pericolo che li spinge a radunarsi non è però solo personale: per salvare la città da una minaccia misteriosa e legata al passato, dovranno trovare un Grimorio e scegliere se usare la magia non solo per scopi egoistici.

  • Dalla sinossi si evince la particolarità del tuo romanzo, un urban fantasy che sviluppa l'argomento sulle streghe e sulla magia. Come mai hai deciso di pubblicare questo argomento?

Ammetto di essere un appassionato di storie con tematica soprannaturale e la figura della strega mi ha sempre affascinato fin da bambino. Però volevo anche distaccarmi da quanto è già stato scritto in precedenza e creare la mia personale mitologia sulle streghe. Così ho scelto un protagonista maschile che è una strega, ma non uno stregone, e la differenziazione del termine è spiegata nel romanzo. Inoltre mi piaceva l’idea di mischiare tradizione occidentale e orientale, assegnando ai miei personaggi poteri legati a elementi di entrambe le culture: metallo, legno, acqua, fuoco, terra e vento. Volevo che la magia però fosse parte di loro, non scelgono di avere questo dono, nascono in questo modo e il dover imparare a conviverci è una metafora per sottolineare che non c’è niente di male a essere diversi, speciali, ma anche che se si scopre di avere una qualità particolare, un potere, bisogna accettare di avere delle responsabilità.

  • I protagonisti del romanzo ricordano molto il film The Covenant del 2006 diretto da Renny Harlin, dove anche qui il potere soprannaturale e un cerchio di quattro eredi, è la parte principale del film, come mai hai deciso di porre anche tu la scelta di protagonisti maschili facenti parte di una congrega? 

Devo fare una precisazione: non ho visto il film citato. Piuttosto mi sono ispirato a Giovani Streghe del 1996 diretto da Andrew Fleming o a serie tv come Streghe o al più recente Teen Wolf, per restare in tema cinematografico-televisivo. La scelta di inserire protagonisti maschili facenti parte di una congrega, come dicevo prima, è legata al desiderio di distaccarmi dalla produzione già esistente dove la figura della strega è legata in maniera principale a esponenti femminili e mostrare come questo legame naturale con la magia può essere affrontato da un’atra prospettiva. Comunque, per chiarezza, nel mio romanzo La Congrega ci sono anche streghe femmine e hanno la stessa importanza e rilevanza dei maschi.

  • I personaggi che hai raccontato nella tua storia provengono da una visione della realtà, un viso catturato in un bar o sono personaggi totalmente inventati? 

Direi che nei personaggi che racconto c’è un misto, un amalgama di tutte o alcune di queste cose. Un personaggio può avere associato un tratto fisico di una persona che conosco, ma un’impronta caratteriale di qualcun altro. Oppure mi sono ispirato a un attore o attrice fisicamente, ma ho costruito caratterialmente il personaggio su qualcuno che ho incontrato nella vita reale. In altri casi ho creato aspetto fisico e carattere dalla fantasia.

  • Per diventare uno scrittore cosa ci vuole? 

A essere sincero non lo so neanche io con precisione. Di sicuro passione per la lettura, il forte desiderio di voler scrivere e inventare storie, e posso azzardare anche tanta pazienza, tanta dedizione e tanta perseveranza.

  • Come lettore chi è lo scrittore che ti fa fare le ore piccole? Che genere di romanzi leggi? 

In realtà non c’è uno scrittore o scrittrice solo a farmi fare le ore piccole. Dipende dai periodi. In passato ci sono stati Anne Rice, Barbara Baraldi, Rick Riordan, mentre in questo momento c’è Stephen King. Prediligo leggere romanzi di genere fantastico, meglio se ambientati in tempi vicini al presente e in luoghi reali o fittizi, ma di tipo urbano. Però se la trama mi incuriosisce, non faccio caso al genere.

  • Quale messaggio vuoi lasciare con il tuo libro? Quali emozioni sei pronto a suscitare? 

Non ho un vero e proprio messaggio da lasciare, parlo di temi che appartengono a tutti: scoprire se stessi, accettarsi, trovare amici veri che ti comprendano, capire qual è la tua strada nella vita. Penso che in base alla propria esperienza, ogni lettore possa trovare un messaggio che magari io non ho visto o ho inserito involontariamente e in cui riconoscersi. Per le emozioni la prima che voglio suscitare è il piacere di leggere una storia, spero che i lettori si divertano e si rilassino nel farlo e magari si affezionino ai personaggi.  


BREVE ESTRATTO: 

La cameriera ricomparve con le ultime pietanze. Amanda lo guardò iniziare a mangiare il maiale in agrodolce. – Scusa la curiosità, ma come mai vi siete trasferiti proprio qui? Non fraintendermi, è una bella città, ma non è così conosciuta. – Sinceramente non lo so – rispose Ethan. – Quando è arrivato il momento di partire, i miei genitori avevano già deciso. E mi hanno detto che alcuni nostri parenti vivono qui. Amanda raccolse con un gamberetto il curry sul bordo del piatto. – Quindi vi siete trasferiti per ragioni di famiglia. Ethan si irrigidì. – Sì, ecco... qualcosa del genere. – Prese il bicchiere e bevve a grandi sorsate la Coca-Cola. – E nella tua vecchia scuola, come andavano le cose? Ti trovavi bene lì? – chiese Amanda posando la forchetta. – Sì, cioè no. È un po’ complicato – rispose, terminando quello che aveva nel piatto. Amanda posò la mano sopra la sua. – Non devi preoccuparti. Con me puoi parlare liberamente. Non devi vergognarti. Ethan inarcò un sopracciglio. – Vergognarmi di cosa? – Di quello che sei. Delle tue doti. – Doti? – ripeté Ethan. – Sì, io le chiamo così. – Amanda continuò a sorridere gioviale. – Con me non devi fingere. Le ho anch’io. Sono come te. Una strega. Ethan scostò bruscamente la mano e si alzò dal tavolo. – Scusa, mi sono ricordato che ho un impegno a cui non posso mancare. – Prese il portafoglio dalla tasca posteriore dei jeans e mise due banconote e una manciata di monete sul tavolo. – Grazie per i libri. Il pranzo lo offro io. Ci vediamo a scuola. – Si mise lo zaino in spalla e uscì, senza darle il tempo di salutarlo. Amanda lo seguì con lo sguardo oltre la vetrina. Lui si voltò e per un breve secondo i loro sguardi si incrociarono. Ethan ebbe come l’impressione che Amanda si aspettava che a sentire quella parola lui si sarebbe fatto prendere dal panico.

mercoledì 19 luglio 2017

W.w.w Wednesday: Diana Chiminominahaunadenuncia è sulla bocca di tutti.

Ebbene si, sono rimasta in silenzio per quattro giorni. Visto il caldo mi sono presa una piccola vacanza tra sole, relax e libri in lettura, eliminando TOTALMENTE la tecnologia, ma a quanto pare la blogsfera si è mescolata in un vortice di bufera portando alla luce il caso di Diana Chiminominahaunadenuncia (nome di fantasia) . La home di facebook ne è stata invasa, articoli su articoli sono stati programmati nei vari blog, Diana Chiminominahaunadenuncia è sulla bocca di tutti. Ma chi è questa Diana Chiminominahaunadenuncia? Ma come, non la conoscete? Quella famosa, famosissima autrice di.. di.. okay, lo ammetto, prima che la blogsfera mettesse al bando l'autrice, io non ne sapevo nemmeno l'esistenza. Voci di corridoio, innumerevoli post e articoli su blog, narrano che questa autrice abbia copiato completamente paragrafi e capitoli del libro della famosa Yogurtina (??), mettetemi al rogo, abbiate pietà, ma anche questo nome, per me, diviene sconosciuto. Comunque la blogsfera è stata invasa con schieramenti da ogni dove, con roghi e battaglie, con urla di denunce e avvocati in generale, finendo poi per dare la colpa alle lettrici che, analfabete (??) leggono certi libri. Ma si può mai giudicare una persona dai libri che legge? Possibile che c'è sempre qualcuno che deve puntare il dito? Quanto la tua libertà può ledere la mia? E non c'è niente di meglio che riflettere su queste domande con la rubrica del mercoledì: il W.w.w.


Nessuno sa di noi è un libro che ho ricevuto con uno scambio e non lo avrei mai detto, ma la scrittura dell'autrice mi ha completamente conquistato. Mi è arrivato nemmeno due giorni fa, si legge velocemente in pochissime ore e ammetto di essere già quasi alla fine, ma la storia entra così dentro che si ha il bisogno di rallentare il ritmo, sperando di non finirlo mai. 
Il bambino soldato è un romanzo della Mondadori.
«Le ferite esterne, se ben curate, alla fine si cicatrizzano e guariscono, ma restano sempre visibili. Spesso però non sono quelle, le ferite che uccidono. Sono le ferite invisibili a essere fatali.

La vita incerta delle ombre. Incubus. Houdini l'ultimo mago. Devo dire che di letture questa settimana non sono andata malaccio. 

La vita incerta delle ombre è un libro che avevo iniziato tempo fa, per poi abbandonarlo subito dopo con vari conseguenti sensi di colpa, eppure ora che l'ho ripreso - e anche finito - mi sento addirittura pronta a consigliarlo. 
Incubus è una serie di racconti incentrati sulla paura e sulla follia, un libro giusto da leggere nei momenti di calma, che sia adatto alle vacanze estive? 
Houdini l'ultimo mago, e che dire su questo libro? Già con la copertina presa dal film io, beh, ne ero già innamorata. Ho letteralmente divorato questo romanzo in tre ore.Bello, adrenalinico a suo modo, un ritmo accattivante e mai calante. Non vedo l'ora di parlarvene. 





Dicono che questo libro sia un libro mozzafiato, un thriller dall'adrenalina pura e folle. Sarà davvero così o le mie aspettative sono solo troppo alte? La ragazza del 6E è un libro di quasi tre anni fa, meglio tardi che mai...
Sono riuscita a recuperare, sempre grazie ad uno scambio, Noli me tangere di Andrea Camilleri; cito da una recensione trovata online: 
una storia a metà tra il giallo e il romanzo psicologico. particolare è l'organizzazione del romanzo, privo di descrizioni ma costituito da dialoghi intervallati da stralci di lettere e telefonate.

E voi invece cosa state leggendo? Come avete risposto a queste domande? Sono curiosa di leggervi! 


venerdì 14 luglio 2017

Blood, Robyn Young - Recensione -

Ogni cosa nella sua vita si era trasformata in cenere. Non avrebbe permesso che accadesse anche a lei.
Il caffè è pronto, il weekend sta per iniziare e oggi sembra che il respiro vada meglio, che il caldo sia diminuito. Siete pronti per le vacanze? Avete preso il tempo necessario per organizzarvi e capire quale lettura portare in valigia? Se siete ancora indecisi, una ve la consiglio io: Blood.


BLOOD

Robyn Young


Editore: Leone Editore
Prezzo: 14,90€
Pagine: 538

Trama: Jack Vaughan, figlio illegittimo di Sir Thomas Vaughan, viene inviato da lui in Spagna a custodire un prezioso segreto di cui non conosce l’entità. Nel frattempo il padre è arrestato e fatto giustiziare da Riccardo, conte di Gloucester, che reclama il trono d’Inghilterra. Jack decide così di ritornare in patria, portando con sé il tesoro che qualcuno sta tentando di rubargli. Giunto al villaggio natio, scopre che sua madre è stata uccisa brutalmente da dei misteriosi sicari e che Edoardo, il legittimo erede al trono, è tenuto ostaggio dall’usurpatore; non gli rimane quindi che allearsi con gli oppositori che tramano alle spalle del tiranno e imbarcarsi in una missione per liberare il principino. Intanto, le incessanti lotte per il trono d’Inghilterra, coinvolgono anche Harry, il fratellastro che Jack non ha mai incontrato.

Blood non è un libro facile. Un libro facile è quel libro che ha un genere, si sviluppa su quel genere e lo puoi trovare in quel genere in ogni scaffale delle librerie. Blood, invece, è un libro che in qualsiasi posto di una libreria, beh può andar bene. E' un libro che riempie le pagine mescolando diversi generi tra loro, è un libro che si intreccia in una rete così fitta che, arrivati all'ultima pagina, siamo già pronti per ricominciarlo - nonostante la mole - 

Blood nasce come romanzo storico portando alla luce la fine della guerra delle Rose e la devastazione, le vendette, il pericolo e la povertà che la guerra porta. La lotta per il potere è tanta, il regno di Inghilterra ha bisogno della sua guida e il sangue chiama sangue.

Uno dei nostri tanti protagonisti è Jack Vaughan, figlio illegittimo di Sir Thomas. Jack è solo, abbandonato da tutti, lontano dalla sua terra natia, cerca di farsi una vita e farsi rispettare dagli stranieri. Superficialmente il ragazzo che andiamo a conoscere pagina dopo pagina, ci mostra una scorza dura e inafferrabile, fatta di lotte e amore per la donna che ha accanto, quella donna capace di farlo impazzire, ma andando sempre più affondo, ci si rende conto che il ragazzo di cui stiamo leggendo ha dentro un cuore che batte e che ha bisogno di vendetta e amore. Lontano dall'Inghilterra, Jack pensa che il suo allontanamento sia solo per via del padre e dell'umiliazione subita avendo un figlio bastardo, non capendo che in realtà quell'allontanamento è solo per proteggerlo da un Inghilterra capace di inghiottirlo a grandi fauci. 

Era venuto in quella città con uno scopo del tutto diverso, uno scopo che, nei vuoti mesi a seguire, era appassito e poi morto, senza lasciargli altro che una chiave appesa a una catena intorno al collo. 
Quello che Jack non immagina e che lontano da quell'Inghilterra ci sono anche loro, i suoi nemici, i suoi aguzzini pronti a tutto per ottenere quello che nasconde. Quando apprende della morte del padre, Jack capisce che il sangue chiama sangue ed è da lì che comincia la fuga e il bisogno di vendetta. E' da qui che il romanzo parte portandoci all'interno di un vortice fatto di personaggi e azioni realmente esistite e altre inventate.

L'Inghilterra che Robyn Young descrive è un Inghilterra devastata e pericolosa, un Inghilterra ricca e pronta a mangiarti per fame. L'ambientazione si sposta in più dettagli ed è così articolata e ben definita che, ogni volta, ci sembrerà di essere lì, che sia nel palazzo del trono o nelle prigioni più umide.

Robyn Young ci mostra uno dei conflitti più duri dove il ricco si ritrova a combattere nei campi di battaglia e non più a dettar legge dietro a quattro mura. La guerra delle rose è dura e cattiva e nonostante ci si trovi solo al finale, pagina dopo pagina capiamo che in realtà tutto questo è solo l'inizio. Ogni intreccio che viene creato, ogni personaggio descritto ci viene mostrato in ogni suo lato più cattivo e perverso; l'autore ci mostra un lato della storia che, nonostante si sia studiata sui libri di scuola, ci appare nuova e completa. 

Scrivere un romanzo così perfetto e unico in ogni dettaglio è qualcosa di immenso che può essere definito un capolavoro nella letteratura. Nonostante si parli di personaggi storici più o meno noti e personaggi secondari inventati, ci sembra di trovarci di fronte a personaggi del presente, ancora vivi e in carne e ossa presentarsi davanti a noi in una veste nuova. Ogni personaggio descritto è totalmente crudo ed è trasparente in ogni suo difetto.

Il linguaggio di Robyn Young è in linea con ciò che descrive, la ricerca accurata si sente in ogni riga che leggiamo e difficilmente l'attenzione cala facendoci distrarre dalla lettura. Il ritmo accattivante ci porta a non notare mai il peso delle pagine, ma a divorare velocemente il tutto per scoprire il mistero che Jack nasconde e che i suoi nemici cercano.

L'atmosfera surreale che si intuisce non nasconde la forza di questo libro che si dirama tra saggio e narrazione, dove viene messo in discussione anche lo spirito. E' un viaggio storico alla ricerca di qualcosa che non si può dimenticare.

Il dramma storico, l'ansia continua della ricerca e della fuga, la malvagità dei personaggi, il tutto ci lascia senza fiato e ci porta a capire che Blood non è solo un romanzo storico, ma è un romanzo dove l'adrenalina è continua e non la scarichi così facilmente. 

Se tutto questo non vi basta lasciatevi sedurre dalle mappe e dall'elenco dei personaggi che Robyn Young porta alla luce descrivendoci ogni intrigo anche tra gli stessi parenti. Interessante è anche la fine del romanzo dove l'autore descrive le ricerche realizzate e quello che grazie alla storia viene in realtà alla luce sulla Guerra delle due Rose.

Blood è un romanzo che inghiotte, che cattura dalla prima all'ultima pagina, che osa sfidarci e lasciarci perdere. Blood è un romanzo che seppur la mole può apparire troppa, in realtà si riesce a divorare in pochissimi giorni. Blood è un romanzo che fa male, che crea dipendenza, che ci rimescola gli organi e bollire il sangue. 

Robyn Young ha tutto ciò che si cerca in una letteratura: sapiente scrittura, cattiveria, ironia, mistero, adrenalina e la dote del linguaggio che si colloca nel tempo giusto. Non finirò mai di ringraziare la Leone Editore per aver portato in Italia questo romanzo e, ora, aspettiamo il prossimo capitolo!



giovedì 13 luglio 2017

Il criminale, Massimo Lugli - Review Party -

Buongiorno Abitanti Lettori! Oggi buchiamo lo schermo con il review party di Massimo Lugli: Il criminale, una nuova uscita Newton Compton Editori. Il maestro del thriller italiano è tornato e lo fa al massimo della sua forma!



il criminale 

Massimo Lugli 


Editore: Newton Compton Editori 
Prezzo: 9,90€
Pagine: 377

Trama: Consiglio Spada, detto “Sbrego”, finisce nei guai il giorno stesso in cui lascia l’istituto minorile. Per nulla intenzionato a tornare dalla sua famiglia di giostrai, inizia a condurre una vita randagia, ma i problemi non tardano ad arrivare: coinvolto suo malgrado in una rapina, è costretto a scappare e da quel momento gli capita di tutto. Dopo un incontro fortuito in treno, finisce in una comunità hippy nei boschi della Toscana. Impara a cacciare con l’arco e a vivere senza luce, acqua, gas. Abbandonata la comune, raggiunge Genova ed entra in un piccolo giro di malavita, ma dopo una rapina andata male, deve darsi di nuovo alla fuga. La sua vita cambia improvvisamente quando incontra Zoe, una ragazza affascinante, imprevedibile e contraddittoria che nasconde un passato inquietante. L’amore tra i due giovani allo sbando si consuma tra giacigli improvvisati, alberghi, furti e inseguimenti. Finché Sbrego e Zoe non diventano la coppia più ricercata d’Italia. Ma l’escalation di violenza di cui sono protagonisti non potrà che finire in tragedia…

Il criminale è un romanzo che, tagliente come una lama, affonda nella carne e ci porta senza fiato fino all'ultima pagina. Come su delle montagne russe, sconvolge con la sua adrenalina e, quando pensi che la corsa sia finita, ecco che torna a correre e a farci battere il cuore.

Alcuni potranno storcere il naso ma, Il criminale, è un romanzo di formazione, una formazione diversa, oscura, nel buio più nero. Già dalle prime pagine veniamo rapiti da una lettera in un italiano sgrammaticato, indirizzato ad un editore. Colui che scrive la lettera è Sanna Gesuino, che per fare un favore ad un suo ex compagno di cella detto Sbrego, per via della cicatrice che porta, invia il memoriale del suo collega ad un editore che di sicuro ci capisce più di me che sono soltanto un povero ignorante che mi hanno messo dentro per giunta innocente.

In queste poche righe, il nostro mittente ci racconta in maniera sbrigativa chi è Sbrego il suo compagno di cella. Iniziamo a conoscere qualche particolare del suo carattere, ritrovandoci davanti ad un uomo che, rimasto solo, si impicca nella sua cella. L'autore divide il romanzo in due parti, ripercorrendo passo dopo passo, la vita di Sbrego.

Diventa quasi strano quando percorrendo la vita del protagonista, ci troveremo a vivere noi stessi una vita diversa e a stento riusciremo a fermarci, perché quella vita, quella storia sembra parlare di noi, di un noi diverso non tanto poi così lontano. 

La vita di Sbrego già dall'adolescenza non è affatto facile, se sin da piccoli si è abituati alle coccole dei propri genitori e a sentirsi al sicuro grazie a loro, con Sbrego ci troviamo di fronte ad una vita nomade, dove i furti, l'elemosina, le violenze sono le uniche cose protagoniste di quella routine quotidiana.  E se l'unica cosa che conosci è la violenza, come si può pensare di cambiare? 

Nonostante il bisogno necessario di star lontano da quella vita, da quella famiglia, Sbrego rimane comunque un nomade che senza una meta precisa, vive la vita attimo dopo attimo, senza progetti in quel futuro che sembra poi così lontano.

Sbrego è un personaggio complesso, complicato, caratterialmente un misto di personalità l'una diversa dall'altra. Se da una parte ti viene da dire, da urlare, te la sei cercata, dall'altra parte ti viene voglia di andare da qualsiasi divinità che c'è lassù e ricordargli quanto cara è la vita.
Sbrego è un animale sempre in fuga, un animale istintivo che corre a per di fiato, tra inseguimenti e sangue. Il suo corpo è fatto di sangue, di sangue di qualcun altro o forse il suo e quando, forse quella meta mai cercata arriva, quel paradiso terreno sembra esser lì a portata di mano, ecco che tutto si perde come sabbia tra le dita e Sbrego si ritrova a correre e noi ci ritroviamo a correre. 

Tutto il romanzo in entrambe le parti, sembra essere una corsa contro il tempo, un continuo correre, con personaggi diversi che appaiono nella sua vita e nonostante possano sembrare superficiali o solo di contorno, in realtà ogni personaggio di cui l'autore ci narra ci entra in testa; ogni personaggio diventa unico e ben definito, diventando incoscientemente complice di un paesaggio diverso.

L'amore è sangue e fuoco. E' pelle contro pelle. L'amore è passione che brucia e sangue che ribolle. All'inizio, la vita di Sbrego sembra cambiare quando il destino mette nella sua stessa corsa, una ragazza, Zoe. Lei, completamente diversa, lei unica, lei che non ha avuto un destino infame, lei che è sempre vissuta nel benessere, lei strana, lei che ha una visione del mondo tra le nuvole, lei che in realtà quel mondo le è troppo piccolo. 

L'amore è compromesso, l'amore è condivisione, in amore si accetta totalmente ogni cosa e Zoe questo sembra averlo tatuato sulla pelle perché di Sbrego accetta tutto, accetta di correre e scappare con lui, accetta gli inseguimenti, le rapine, il sangue. Accetta e abbraccia quella vita che ora paga a caro prezzo non sentendosi più in gabbia, accetta l'inferno per sperare di raggiungere presto il paradiso, non capendo che dall'inferno una volta entrati non si esce vivi. Zoe e Sbrego sognano una vita normale, sognano di avere qualche soldo da parte per poi scappare lontano, fuori dal mondo, sognano da ragazzini non capendo che ormai il buio li ha inghiottiti nella sua pece.

Il criminale è un thriller spacca testa, è un romanzo che corre dalla prima all'ultima pagina. L'autore crea con un linguaggio crudo, misterioso e forte qualcosa di pazzesco che ci entra come un verme nella testa e rimane lì a farsi strada tra i nostri neuroni. Sbrego è quel tipo di cattivo che non si dimentica, quel cattivo che ci crea il dubbio su quale sia davvero il bene o il male. Massimo Lugli tratteggia con inquietanti chiaroscuri la figura di due criminali in fuga per l'Italia, portandoci a correre con loro.



martedì 11 luglio 2017

Cosa puoi trovare in libreria e non puoi lasciare lì!

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo! Oggi questo articolo sarà più leggero rispetto a quelli precedenti, parliamo delle novità che possiamo trovare in libreria e che stuzzicheranno la nostra mente; riusciremo a resistere o troveremo il libro adatto a noi per l'estate?


Mediterraneo 

Armin Greder


Editore: Orecchio Acerbo Editore
Prezzo: 16,00€
Pagine: 40 Albi

Trama: Un corpo senza vita. Uno dei tanti nelle acque del Mediterraneo, del nostro mare. Osceno pasto di pesci che imbandiranno le nostre tavole. Commensali, nostri commensali, voraci mercanti di morte. Cariche d’armi, le loro navi, sicure, solcheranno da nord a sud le acque del Mediterraneo, del nostro mare. Armeranno mani fratricide, dilaniando e svuotando villaggi, regioni, stati. In fuga, carovane di uomini donne bambini attraverseranno deserti di sabbia e di pietre. Un barcone il miraggio, un insicuro barcone, per solcare da sud a nord le acque del Mediterraneo, del nostro mare. E spesso, sempre più spesso, a naufragare non sono solo le speranze.



il bosco di mila

Irma Cantoni 

Editore: DeA Planeta Libri

Trama: La notte di Santa Lucia è la più lunga dell’anno, una notte magica di trepidante attesa nelle case di Brescia per l’arrivo dei doni che anticipano il Natale. Nella villa dei Morlupo tutto tace, le luci sono spente, nessuno attende regali, ma notizie della piccola Mila, scomparsa quella mattina nel bosco di Mompiano. Le ricerche delle forze dell’ordine e dei volontari che setacciano la zona non si fermano neanche al calar del buio: i Morlupo sono una delle famiglie più ricche e influenti della città. A complicare le cose la scoperta della scomparsa di un’altra compagna di classe di Mila. Un intrico di voci, verità sussurrate e silenzi ostili in tutti gli ambienti cittadini fanno temere il peggio. La capo commissario Vittoria Troisi è riluttante ad accettare le indagini, ma la delicatezza del caso richiede la sua esperienza. In quella ricca città di provincia del Nord è stata trasferita solo l’estate prima da Roma, per riprendersi da un brutto incidente e curare le ferite che ancora si porta addosso. Accompagnata dal giovane agente del posto Mirko Rota, dal suo angelo custode rimasto nella capitale e dai fantasmi che non la abbandonano, Vittoria Troisi si trova a rimestare tra torbide relazioni vendette e rancori mai sopiti che risalgono agli anni di piombo e ancora più indietro fino all’epilogo della Seconda guerra mondiale. Un’avventura umana e investigativa nella quale gli ingredienti che hanno fatto il successo del giallo italiano sono combinati in un thriller originale e sorprendente.

IO TI VEDO

Sara Wood


Editore: Leone Editore 
Prezzo: 12.90€
Pagine: 300

Trama: Laura e Nicholas si sono separati dopo una breve ma intensa relazione d’amore a Copenaghen. Lei è una giovane italiana laureata in ingegneria e adesso vive a Doha, in Qatar, dove sempre più sola si dedica intensamente al lavoro. Lui, invece, si è trasferito a Hong Kong e, oppresso dai rimorsi per il modo in cui si è lasciato con Laura, parte alla ricerca della ragazza, che è rimasta coinvolta in un grave incidente stradale. Attraverso il diario della sua ex fidanzata, Nicholas riuscirà a ricomporne l’esistenza: la vita da expat, i pregiudizi verso una donna in carriera che non vuole figli, la solitudine e la depressione, gli sport estremi, la discriminazione razziale, il contrasto tra le diverse culture.




l'intestino felice 

Giulia Enders

Editore: Sonzogno
Pagine: 272

Trama: L’intestino è un organo pieno di sensibilità, responsabilità e volontà di rendersi utile. Se lo trattiamo bene, lui ci ringrazia. E ci fa del bene: l’intestino allena due terzi del nostro sistema immunitario. Dal cibo ricava energia per consentire al nostro corpo di vivere. E possiede il sistema nervoso più esteso dopo quello del cervello. Le allergie, così come il peso e persino il mondo emotivo di ognuno di noi, sono intimamente collegati alla pancia. In questo libro, la giovane scienziata Giulia Enders ci spiega con un linguaggio accessibile, spiritoso e piacevole, unito ai disegni esplicativi della sorella Jill, quel che ha da offrirci la ricerca medica e come ci può aiutare a migliorare la nostra vita quotidiana. L’intestino felice è un viaggio istruttivo e divertente attraverso il sistema digestivo. Scopriremo perché ingrassiamo, perché ci vengono le allergie e perché siamo tutti sempre più colpiti da intolleranze alimentari.




foresta di tenebra

Simone Regazzoni 


Editore: Longanesi
Prezzo: 18.60€
Pagine: 368

Trama: Cosa lega i segreti del progetto Manhattan per la costruzione della bomba atomica alla fine della Seconda guerra mondiale, una spedizione nazista in Tibet voluta da Himmler e un misterioso reperto custodito nei sotterranei del­l’Area 51? Gli spettri di un terrore che sembrava appartenere al passato tornano a galla, e una serie di coincidenze inquietanti sembra alludere all’arrivo di una vera e propria apocalisse. La National Security Agency ha una sola persona cui affidarsi: un giovane e ribelle professore di filosofia, Michael Price, da sempre sulle tracce di testi antichi che sembravano perduti. Fino a oggi. Perché dagli archivi segreti del Vaticano riemerge il primo Quaderno nero di Heidegger, e fra le sue pagine si nasconde la chiave interpretativa di un simbolo misterioso, un segreto sepolto nelle tenebre della foresta più vasta del pianeta. Portarlo alla luce è una missione difficile e impervia. Fermare una minaccia di proporzioni planetarie rischia di essere impossibile; Michael però non è solo in questa avventura: accanto a lui c’è una donna dalla bellezza e dalle doti straordinarie, con cui si instaura presto un legame tanto forte quanto pericoloso…




la forza della necessita' 

Mauro Cotone 


Editore: Rogas Editori 
Prezzo: 19.90€


Trama: In uno dei periodi più travagliati del mondo moderno, in cui la classe borghese si impadronisce delle leve del potere, un gruppo di pensatori inglesi, partendo dalle premesse filosofiche di John Locke e del materialismo francese, crea un ponte ideale che collega il pensiero illuministico al socialismo, che vedrà la luce nei primi decenni del diciannovesimo secolo. L?antologia presenta l?universo frastagliato del Radicalismo inglese, che vede personaggi quali i cosiddetti "socialisti agrari", i giacobini filo-francesi che invocano una maggiore partecipazione popolare alla vita pubblica attraverso il suffragio universale, il filosofo anarchico William Godwin e la moglie Mary Wollstonecraft, prima lucida paladina dei diritti delle donne, per arrivare a Charles Hall, anticipatore delle teorie di Marx. Molti autori sono qui tradotti per la prima volta in italiano.



IL BAMBINO SOLDATO

Keeley Hutton


Editore: Mondadori
Prezzo: 17,00
Pagine: 360

Trama: 1989.Uganda del Nord. Ricky è poco più che un bambino quando i ribelli di Joseph Kony depredano il suo villaggio e uccidono intere famiglie sotto i suoi occhi. Nell’arco di poche ore il suo mondo viene distrutto e Ricky è condannato a divenire un bambino soldato. Per più di due anni sarà costretto a marciare nella giungla, impugnando armi e combattendo battaglie troppo sanguinose per le sue giovani mani. Eppure Ricky non perde la speranza di tornare a essere libero. 2006. Anche Samuel è un bambino soldato. Un giorno viene abbandonato dai ribelli sul campo di battaglia e può finalmente tornare a casa. Ma ferite troppo profonde hanno spento in lui la fiducia che possa esistere un futuro e un perdono per i crimini che ha commesso. Quasi vent’anni separano l’incubo di Ricky da quello di Samuel, ma i loro destini s’incontreranno, per dare voce e speranza alle migliaia di bambini rapiti in nome di una guerra atroce contro innocenti. “Il bambino soldato” è ispirato alla storia vera di Ricky Richard Anywar, fondatore dell’associazione umanitaria Friend of Orphans. Dopo essere sfuggito alla guerra in Uganda ha deciso di dedicare la sua vita alle vittime di guerra e di raccontare la sua storia senza sconti e con profondità. Un romanzo a tema storico – sociale, un utile strumento per i genitori ed insegnanti per raccontare ai giovani il mondo che li circonda ed i problemi attuali.

sabato 8 luglio 2017

Colpo di Penna e Biancospino con - L'uomo senza volto -

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo e buon inizio weekend! Oggi per alleggerire il fine settimana vi lascio a Colpo di Penna e Biancospino con l'autore di L'uomo senza volto.




l'UOMO SENZA VOLTO

Roberto Leonardi 


Editore: Leone Editore 
Prezzo: 12,90€
Pagine: 352

Trama: L’agente Darren Iannacci durante una rapina alla National Bank provoca la morte accidentale di un ostaggio e viene radiato dal corpo di polizia di Chicago. Si trasferisce in Canada con la sua famiglia per cambiare vita, ma un giorno, in un bosco adiacente al fiume Peace River, Darren si imbatte nel cadavere di una ragazza e in un fiore che sembra trovarsi in quel posto non a caso. Si tratterà solo del primo di una lunga serie di omicidi con un solo filo conduttore: Isaac Mood, l’uomo senza volto dal passato incenerito nel fuoco.;


Abbiamo chiesto alla casa editrice:

Come mai la Leone Editore ha deciso di investire su L'uomo senza volto, portandolo alla pubblicazione? 

Abbiamo deciso di pubblicare L’uomo senza volto perché siamo stati colpiti dall’originalità della storia, dallo stile di scrittura e dal grande entusiasmo di Roberto, infatti da quando è uscito il libro si è impegnato moltissimo nella promozione girando per le librerie di tutta Italia per incontrare centinaia di lettori.

Dietro le quinte con l'autore:

  • Caro Roberto, grazie per aver accettato l'intervista. Prima di entrare nel tuo romanzo, in particolare nel dietro le quinte, dicci quattro aggettivi di te che possano rappresentarti.
 Testardo, lunatico, fantasioso, cervellotico.
  • L'uomo senza volto è un thriller edito con la Leone editore; scrivere un thriller non è sempre facile, specie nel portare il lettore fino alla fine del romanzo, da cosa o da chi sei stato ispirato?
Il mio primo thriller è stato “Il codice da Vinci” di Dan Brown. Dopo averlo letto, mi è partita la scintilla. 
  • I personaggi che hai raccontato nella tua storia provengono da una visione della realtà, un viso catturato in un bar o sono personaggi totalmente inventati? 
Sono totalmente inventanti dal punto di vista fisico, mentre sul piano caratteriale, ogni personaggio possiede una sfaccettatura del mio modo di essere. 
  • Per diventare uno scrittore cosa ci vuole? 
Credo ci voglia inventiva, la giusta dose di conoscenza e, soprattutto, tanta pazienza
  • Hai in lavorazione altri romanzi? 
Sì. Il secondo libro sarà ambientato totalmente in Italia, nelle Marche (la mia regione). Ci saranno alcuni personaggi del primo e altri saranno totalmente nuovi… e italiani. 

  • Ti soffermerai sempre sul thriller o esplorerai altri generi? 
Per ora sì, è un genere che adoro. Ma se in futuro dovessi cambiare rotta, mi butterei sul fantasy. 

  • Come lettore chi è lo scrittore che ti fa fare le ore piccole? Che genere di romanzi leggi? 
Leggo una cinquantina di libri all’anno, la maggior parte thriller, ma apprezzo molto anche i fantasy e i romanzi storici. Per quel che concerne gli autori, il filone svedese (Kepler, Larsson e altri), Donato Carrisi, Wulf Dorn e il compianto Faletti. 

  • L'uomo senza volto è un titolo abbastanza particolare, che ricorda il romanzo di Isabelle Holland e il film del 1993 con Mel Gibson, hai volutamente creato qualcosa che riconducesse a tutto questo? 
Devo essere sincero, nella mia ignoranza, non sapevo dell’esistenza né dell’uno né dell’altro. In accordo con la casa editrice, è stato modificato il titolo che avevo dato io in principio. Poi, curiosando su internet, ho scoperto il romanzo della Holland e il film interpretato da Mel Gibson. 

  • Quale messaggio vuoi lasciare con il tuo libro? Quali emozioni sei pronto a suscitare? 
A mio parere, un thriller deve essere martellante, e quindi non avere punti morti. Il finale, poi, lo reputo lo snodo cruciale di tutto il romanzo: se non spiazza il lettore, allora c’è sicuramente qualcosa da rivedere. Mentre scrivo, cerco sempre di mettermi nei panni dei futuri lettori. Il mio intento è quello di farli immergere totalmente nella storia, di far sì che si immedesimino nel personaggio di turno, in modo che possano provare le sue stesse sensazioni ed emozioni. 


Grazie per aver accettato l'intervista 

venerdì 7 luglio 2017

L'Ammerikano - Recensione -

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo, torno online anche oggi con una nuova recensione di un libro che si riesce a leggere in un paio di ore, ma come la recensione precedente, è una lettura piacevole che si può portare tranquillamente sotto l'ombrellone.. o anche in piscina o sul divano.


L'AMMERIKANO 

Pietro De Sarlo 


Editore: Europa Edizioni 
Prezzo: 14,90€
Pagine: 204

Trama: Il tranquillo scorrere della vita a Monte Saraceno, un piccolo paese dell'Appennino lucano, viene sconvolto dall'arrivo di un uomo dal passato oscuro e inquietante: l'Ammerikano. Wilber Boscom, l'ultimo discendente di una coppia emigrata clandestinamente negli Stati Uniti, ha appena portato a compimento la sua personale e atroce vendetta contro una famiglia mafiosa italo-americana, gli Zambrino, ed è per questo costretto a fuggire per evitare sanguinose ritorsioni. Ma appena l'uomo approda nel piccolo centro all'ombra dei pozzi di petrolio della Val D'Agri, il suo passato si intreccia con la placida realtà del luogo, alterandone inevitabilmente gli equilibri e innescando una sequenza di eventi che vede in Vincenzo, un suo lontano parente, un contraltare perfetto del protagonista. La fitta trama di questo libro si snoda in modo piacevole, alternando tragedia e commedia, noir e rosa, ma tenendo sempre alto il livello emotivo della narrazione, e ciò che scorre sotto la superficie del romanzo, condotto con uno stile avvincente e al contempo ironico, è una sovrapposizione di strati splendidamente contrastanti, dove finanza e traffici internazionali si mischiano alle tradizioni e ai vizi di un'Italia che non c'è più. Che crediamo non ci sia più...

L'Ammerikano è un libro che fa riflettere, è un libro che per metà ti racconta una storia e per metà ti aiuta a crescere, aiutandoti a formare un percorso dall'inizio alla fine. E' un libro che sa di terra e di natura, un libro che ti vien voglia di stringere a pugno la mano e sentirne all'interno l'umidità e l'essenza della propria patria.

Catalogare questo libro in un unico genere penso che sia impossibile, visto che riesce con naturalezza a ramificarsi in più generi, senza eccedere mai nel prolisso o nel rischio di una forzatura, ma ahimè, l'autore ci aveva avvisato quando, nella sua prefazione, lascia scritto:

Questo non è un romanzo, come tutti i romanzi.
e mi rendo conto che quella frase mi è rimasta in testa parecchio prima di capirla davvero se non alla fine del romanzo.

L'Ammerikano sembra raccontare in maniera diversa e strana, due storie che viaggiano parallelamente in due binari diversi, per poi incrociarsi e mescolarsi in una rotatoria naturale che è quella del ritorno a casa, del bisogno di sentirsi di nuovo a casa. Una valigia in mano con le cose più care all'interno, una lacrima nascosta da un finto sorriso e una promessa fatta a se stessi: ritornerò. Inizia così la storia di numerosi migranti, nostri concittadini, che partivano alla ricerca del sogno, della necessità di un futuro, senza mai dimenticare la propria terra e il desiderio di tornare. Ed è tutto questo quello che il libro ci ricorda, il passato di persone che hanno sofferto nell'andare via, persone che soffrono nel rimanere.

In realtà parlarvi di questo libro mi tocca molto, il bisogno di ritornare a casa lo sento tutt'ora che sono distante dalla mia terra e leggere come l'autore abbia portato il bisogno di difendere la propria patria, il bisogno di darle un futuro, le tradizioni all'interno e come ne abbia descritto ogni tratto, mi ha portato ad una sorta di cupola di malinconia e dolci ricordi.

Ho fatto mia ogni frase descritta, anche le battute in dialetto della coppia che mi hanno fatto sorridere vedendole reali.

Già all'inizio del libro, capitolo dopo capitolo, cominciamo a conoscere e delineare quelli che saranno i nostri protagonisti, quelli che ci accompagneranno per mano e con brividi sulla pelle, in una storia intensa. Da una parte troviamo il forestiero, l'ammerikano, l'assassino dagli occhi di ghiaccio e il sangue freddo, silenzioso come la notte, pronto a tornare a casa, a scoprire la sua terra e le sue origini, dall'altra qualche anno prima e dopo incontriamo Vincenzo, uomo e marito umile, fedele e leale, con la forza nel cuore e la fiducia nei confronti della sua terra.

Pagina dopo pagina entriamo nella vita dei protagonisti, con Vincenzo sentiamo l'odore di buono, sentiamo l'odore di pane fatto in casa, ascoltiamo il suono dei grilli e il sole caldo sulla pelle, con Wilber sentiamo il freddo del buio, il bisogno della vendetta, la solitudine, il bisogno della fuga e di affrontare allo stesso tempo i propri demoni.

Wilber si chiedeva se avrebbe mai annotato su quel diario di famiglia qualcosa che lo avrebbe riguardato: un matrimonio o una nascita, o se avrebbe mai avuto voglia di annotarci gli ultimi tragici eventi
Come detto all'inizio, L'ammerikano non è un romanzo semplice, l'autore con abile maestria diventa il nostro incantatore che ci incanta in ogni riga. Ogni parola, ogni fiume d'inchiostro, diventa musica che ci trascina nel suo ritmo mai calante e quell'incrocio, quella rotatoria che fa incontrare le due strade parallele, finalmente trova un senso ed è meraviglioso.

L'ammerikano è una sorta di romanzo corale che attraversa strade e sentieri, una storia che ha il respiro del passato mescolato con le atmosfere del presente. E' un'opera sulla terra, sul bisogno che insita all'interno di ognuno di noi. E' nostalgia di un passato che cede inevitabilmente il passo alla nostra epoca.

giovedì 6 luglio 2017

Il rifugio delle ginestre - Recensione -

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo, anche oggi - ahimè - sono di fretta, questa mattina ho il corso di educazione per la belva. Avendo un carattere molto forte e avendo deciso di creare un legame di fiducia, sto frequentando varie lezioni di educazione che porta lei a sentirsi più sicura e noi a capire come meglio comportarci con lei e quale comando utilizzare a seconda dell'ambiente e del mondo circostante. Poi giusto perché mi manca ancora qualche libro per entrare ufficialmente nel record dei Sepolti in casa, ho deciso di fare un salto - velocissimo - con marito al mercatino dell'usato della Biblioteca di Treviglio, sperando di trovare qualche vecchia copia ancora non in mio possesso. Oggi prima di correre da una parte all'altra, voglio lasciarvi la mia opinione su una nuova uscita della Garzanti: Il rifugio delle ginestre. Avete presente quelle letture da poche ore, ma che ti lasciano dentro una sensazione eterna che, nonostante i giorni passati, vorresti riprendere in mano quel libro e rileggerlo? Ecco, Il rifugio delle ginestre è esattamente quella sensazione:


Il rifugio delle ginestre 

Elisabetta Bricca


Editore: Garzanti 
Prezzo: 16,90€
Pagine: 196


Trama: È una calda mattina d’estate sulle colline umbre e nell’aria aleggia un profumo inconfondibile di rose e lavanda. Sveva è solo una bambina e sta correndo felice nei campi non lontani da casa. Al collo il suo ciondolo preferito. Non è un ciondolo qualsiasi: racchiude una piccola radice di ginestra, il fiore della forza e dell’attaccamento alle proprie origini, simbolo di un passato che le parla di tradizioni popolari e antiche leggende. Ormai sono passati anni da allora e Sveva non crede più in quelle storie. Da quando si è trasferita a Roma per fare la copywriter in un’agenzia di grande successo, ha preferito lasciarsi alle spalle quel passato ingombrante in cui non si riconosce più. Eppure, è in quel casale della sua infanzia, pieno di ricordi e segreti nascosti, che ora deve tornare. Gliel’ha fatto promettere sua madre. Sua madre che, prima di morire, riesce solo a rivelarle che lì potrà trovare piccole tracce in grado di condurla a suo padre. Quel padre che Sveva non ha mai conosciuto. Per lei non c’è altra scelta che partire. E non appena arriva in quella terra dove è ancora la natura a dettar legge, il ciondolo recupera la sua antica forza e le ricorda che solo qui potrà trovare le risposte alle tante domande su sé stessa e sulle proprie origini che la tormentano da anni. Ora, Sveva è pronta a cercare e conoscere la verità. Per lei è finalmente arrivato il momento di chiudere una volta per tutte con il presente e guardare al futuro con occhi nuovi. Ha bisogno di recuperare le proprie radici e sentirsi di nuovo a casa proprio in quel luogo che conserva echi di amicizie autentiche e di amori che superano la prova del tempo. Perché non è mai troppo tardi per scegliere ancora la vita e l’amore, anche se a volte sembrano lontani e inafferrabili.;

Il rifugio delle ginestre è quel libro che dietro una copertina delicata, nasconde in realtà la forza della natura stessa, la forza della donna che ha bisogno di rinascere, la forza di una donna che ha voglia e pretende di avere in mano la vita stessa. 

E' un romanzo vivido ed intenso che supera tutto ciò che ci si aspetta, grazie a Sveva, a quella protagonista che entra con forza nel nostro essere. Sveva è complessa e complicata al tempo stesso, è forte e delicata come una rosa, è amore e nostalgia, è presente e passato, è tutto e niente. Innamorarsi di Sveva dal primo istante sarà davvero molto facile, in quanto l'autrice con i suoi minuziosi e accurati dettagli ci ha permesso totalmente di entrare in lei, guardarci allo specchio e vedere la sua ombra al nostro fianco. 

Scrivere questa recensione mi blocca un po' per via della bellezza totale del libro. Più che parlarvi di una recensione, di una mia opinione scritta in questa articolo, con Il rifugio delle ginestre ho proprio voglia di raccontarvi una storia, la storia dove la fine si incontra con l'inizio e l'inizio si incontra con la fine. 

Sveva è completamente un mare in tempesta, una donna dalle migliaia di emozioni che deve nascondere dentro l'animo perché le situazioni lo necessitano. Girando pagina incontriamo Sveva in una situazione dolorosa dove il suo dolore, l'eco della sua rabbia, sembra arrivarci come pugno in pieno petto e lasciarci lì ad ansimare in cerca di un àncora a cui aggrapparci. Sveva nella vita lavorativa è una copywriter, forse anche la migliore, ma arriva ad un certo punto che il bisogno di fermarsi bussa alla porta prepotentemente.

Ogni promessa non mantenuta è una nuvola senza pioggia, una spada senza filo, un albero senza frutto e la nostra protagonista sembra saperlo, ecco perché decide di mantenere quella promessa fatta alla madre e ritornare in quel passato, in quella porta che in realtà non aveva chiuso veramente.

Leggere questo libro è fermarsi a riflettere sulla nostra vita, sul nostro passato, presente e futuro. E' un piccolo e prezioso libro che può essere comunque definito un capolavoro della letteratura in quanto ci aiuta a crescere, a trasformare il nostro essere come un bruco nel suo bozzolo, diventa una guida per l'esistenza. 

Seguire la trasformazione di Sveva, il suo bisogno di rinascere, il ritorno alla sua terra e il bisogno di stringerla e sentirne l'odore è così forte che saremo lì con lei a sostenerla, a tenerla per mano e a non lasciarla sola, perché spesso quello che noi donne sappiamo fare meglio è quello di non lasciare mai sola una persona, di starle accanto in ogni momento e dividere il dolore un po' ciascuno, per soffrire meno. 

Il contorno della terra e dei personaggi che entrano e facevano già parte della vita di Sveva non sono solo contorni appena abbozzati, ma sono chiari e completi protagonisti che come un puzzle rendono meraviglioso l'immagine che ne consegue

Il rifugio delle ginestre è un romanzo di una donna, è un romanzo femmina, è uno di quei romanzi che ci parla in maniera diretta senza sotterfugi. L'aspetto sorprendente diventa il suo modo di ossigenare le nostre menti e purificare il nostro animo. Come un meraviglioso cristallo che viene lavorato dalla natura e dal tempo, senza perdere mai la sua vitalità e la sua lucentezza, l'autrice fa esattamente la stessa cosa, trasforma e rimescola riga dopo riga le emozioni che leggerle ne suscita fino a portarci alla parola fine e a quasi rimpiangere di esserne già arrivati.

Il ritmo della scrittura diviene musica che sa esattamente il codice per parlare al nostro cuore. 

Per la prima volta non vi consiglierò quando leggere questo libro, perché sarà lei a chiamarvi, a dirvi questo è il momento per la trasformazione, per rinascere, per ritrovare quello che adesso sembra perso. 

Ed è questa, cari miei lettori, la storia di Sveva, di una donna che ritorna a casa, nella sua vecchia terra d'infanzia, sperando di trovare ricordi di quel padre che in realtà sembra non aver mai conosciuto. Trovando invece la meraviglia della forza delle donne, la meraviglia della natura e della magia di antiche tradizioni che non smetteranno mai di riecheggiare.