martedì 31 ottobre 2017

Review Party: Vorrei essere mio fratello - Anteprima


Esce oggi il secondo volume dei fratelli Wolfe e qui nel mondo di sopra era impossibile non parlarvene. Se il primo lascia l'amaro in bocca per come l'autore ci porta letteralmente nel mondo del protagonista, qui l'emozione è sempre un crescendo e, nonostante si parli di adolescenti, anche alla soglia dei trent'anni rimane e continua la voglia di leggerlo.


vorrei essere mio fratello

Markus Zusak


Editore: Frassinelli 
Prezzo: 14,90€
Pagine: 166
Serie: The Wolfe Brothers #2

Trama: La famiglia dei fratelli Wolfe sta passando un brutto momento. Il padre ha perso il lavoro, soldi ce ne sono sempre meno, e il clima in casa è sempre più pesante. Per questo Cameron e Ruben accettano di entrare nel circuito degli incontri clandestini di boxe tra ragazzi. Con le scommesse e le mance si può guadagnare bene. Naturalmente lo fanno di nascosto dai genitori, e Cameron dovrà anche nascondere, persino a se stesso, quello che prova per la ragazza che viene sempre agli incontri, e che sembra avere occhi soltanto per Ruben. Ma i due fratelli presto capiranno che stanno combattendo per qualcosa di più importante dei soldi, persino delle ragazze: combattono per la loro dignità, combattono per scoprire chi sono veramente. E combattono l'uno per l'altro.

Pagina dopo pagina eccoci di nuovo qui, con Cameron e Ruben, a tifare per la loro vita, il loro bisogno di crescere in un esistenza che sembra prenderli a pugni ad ogni passo, che sembra per forza volerli buttar giù come birilli.

In questo secondo volume i nostri ragazzi sono emotivamente più grandi, pronti sempre a darsi man forte contro tutto il mondo che per loro è una gomma da masticare, qualcosa da calpestare per non farsi calpestare allo stesso modo. Il romanzo inizia con la strafottenza del più grande, con Ruben a cui non importa quello che succede o delle conseguenze che può avere, lui è diretto come una moto che corre in strada, lui è emotivamente crudo; mentre Cameron, il nostro protagonista, rimane sempre un passo indietro, un po' timoroso per quello che può accadere, per quelle conseguenze che fanno paura; ma quando la situazione familiare in casa crolla, i nostri protagonisti si ritrovano l'uno al fianco dell'altro, pronti a non evadere più, ma a combattere.

Ogni volta che finivo a terra,  Senza una ragione per alzarmi,  Chi diceva resta li che è meglio,  Ci vuol poco ad abituarsi. Pagina dopo pagina il nostro autore ci porta in una situazione familiare drammatica, che succede quando il pilastro della casa crolla? Succede che si rischia che crolla tutto, non solo la stessa casa, ma gli abitanti dentro. In questo percorso formativo, l'autore ci porta a conoscere i due ragazzi in una veste nuova, non più lottatori contro una vita senza ragione, ma lottatori contro il bisogno di cadere. 

La vita è come un ring. Bisogna rialzarsi sempre e non restare a terra troppo a lungo, sembra suggerirci il romanzo ad ogni passo. Ovviamente i nostri protagonisti non sono ragazzi dalla vita facile, hanno bisogno di soldi, hanno bisogno di aggrapparsi l'un l'altro ed aiutare la loro famiglia, è per questo che ciò che prendono dalla strada, la prendono subito, senza cercare qualcosa di più normale.

La particolarità, ancora una volta, del romanzo non è soltanto il modo di scrivere dell'autore che sembra farci trovare di fronte ad un adolescente, ma questo salto qui e là, tra pensieri a volte sconnessi ed incubi, tra sogni e fantasie che ci porta a pensare effettivamente come un adolescente in un ambiente difficile, a trovare una via di uscita in una vita non facile.
La famiglia di Cameron non è una famiglia fortunata, eppure i fratelli rimangono attaccati tra loro come se ci fosse della colla permanente; ammetto che lo faccio di rado, ma mi sono trovata a sottolineare diverse parti del libro, su quella sensazione che rimane a pelle, su quelle emozioni che l'autore descrive così bene, che te le fa provare, come se il protagonista diventassimo noi e non più quel ragazzino combattente.

Ogni emozione in questo romanzo è amplificato dal coraggio, dalla forza, dalla voglia di vivere di due ragazzi che combattono ogni giorno appena inizia il sole, da una vita dove anche se non sei fortunato, la fortuna te la crei.

Vorrei essere mio fratello è un romanzo che ha grinta, che urla prepotentemente tra le pagine, è un romanzo che graffia come un cucciolo di tigre, ma pronto comunque a fare male. Il ritmo della scrittura è un salto tra parole e punteggiatura, tra pensieri connessi e sconnessi tra loro, è il fotogramma di un cervello in continua evoluzione e non serve a nulla tentare di capirlo o trovarne un filo troppo logico, a volte si ha solo il bisogno di farsi trascinare, di prendere la situazione come viene ed aspettare, ed in questo romanzo la sensazione è esattamente quella. Bisogna farsi trascinare. 

Un combattente può vincere, ma non è detto che un vincente sappia combattere.

lunedì 30 ottobre 2017

Settembre, Chiara Kiki - Recensione -

Il Lunedì è sempre un po così, uno di quei giorni che sai che arriva sempre e , tuttavia, mette sempre un po' di ansia. Settembre - titolo del romanzo di cui sto per parlarvi - mi ha lasciato un po' così, come un lunedì, con l'ansia e la poca voglia di fare.


SETTEMBRE

Chiara Kiki 


Trama: Può un cuore spezzato ricominciare a battere e farti sentire di nuovo viva? Un amore tormentato ma puro e sincero, ai tempi di internet e delle chat, può risollevare dalla polvere una persona e riportarla a provare emozioni?

Non avete idea di quante parole sto cancellando mentre vi scrivo questo articolo. Il posacenere conta almeno un paio di mozziconi, in poco più di mezz'ora. Scrivere questa recensione, oggi, mi lascia perplessa. Sono combattuta su come affrontare questo romanzo, che alla fine tanto malvagio non è. Insomma, chiedo già scusa in anticipo se le mie parole sembreranno sotto effetto di chissà quale droga che manda in confusione ogni cosa.

Mi sembra di esser tornata ai classici tempi delle scuole medie: il bambino è intelligente, ma non si applica. Il romanzo è buono, ma in realtà perde su molti aspetti. Se ad una prima pagina può piacere, subito dopo affonda in una sorta di affermazioni troppo banali, per poi ritornare comunque su e riscendere poco dopo. E' una continua altalena, un su e giù che non molla, che fa girare la testa. La storia che l'autrice racconta, in linea generale non è malvagia, ma non ha quell'effetto che ti fa venir voglia di continuare a leggere o di rileggerlo in un futuro. Settembre è una torta, che fuori sembra cotta, ma appena ne tagli una fetta, trovi che l'impasto è ancora crudo. 

Primo romanzo dell'autrice, lascia un po' l'amaro in bocca, ci fa apparire personaggi che in realtà non si conosceranno mai, non diventeranno mai nostri amici, personaggi che rimarranno solo su carta, schizzati lì, senza definizione; una voce che non ha suono, un'idea che non ha forma. A primo impatto sulla nostra protagonista ci si storce un po' il naso, non abbiamo nulla che ci porta a tifare per lei, è pura bozza , che non ha forma, non ha neanche un nome e non ha definizione.

E' una storiella d'amore, una storia dove lei stanca decide di rapportarsi al computer in una chat di incontri, chiacchierare e passare il tempo. All'inizio Lei sembra molto sicura di sé, ignora i vari messaggi dai soliti personaggi, fino a che non casca in Francesco. Sento il bisogno di fare una piccola premessa: l'autrice è la nostra narratrice, decide di scrivere in modo da raccontare una storia a distanza, ma nemmeno in terza persona, non riesco a trovare il modo per definirvi come la interpreta. Lei è lì ed i suoi personaggi lontani mille miglia. Non sappiamo nulla di loro se non poche notizie, non abbiamo dettagli che vanno in profondità, l'autrice ci fa grattare una superficie che in realtà non ha nulla sotto. 

Se da una parte si ha la paura di annoiarsi di fronte a dettagli troppo prolissi e minuziosi, qui l'unica certezza è che non ci si annoia, perché non succede. Finita la premessa, torniamo da lei. Lei all'inizio sicura si perde in un bicchier d'acqua, sembra una bambina di fronte al cioccolato, si innamora, e scivola su una chat banalissima con un ciao bellissima. E' pur vero che da come scrive l'autrice, siamo agli inizi di facebook, ma in realtà lasciarsi andare così, cercandolo immediatamente, assillandolo quasi come una stalker su quando vieni a trovarmi o ci sei su facebook, quando in realtà non si conoscono nemmeno se non da un ciao come va, beh... risulta troppo fumo senza altro.
E' banale, è talmente banale da risultare impossibile, specialmente visto che Lei è una donna adulta con un figlio. La parte che va su, si trova nei momenti dove l'autrice analizza la vita di lei, di una madre sola  con un bambino che cerca di riprendersi in mano la vita. Il dettaglio che mi piace dell'autrice, è questo uscire fuori dal coro, sembra quasi raccontare una storia fatta di poesia, ma poi non ti rimane in testa, ti scivola e pensi "si va beh carina, ma non ha nulla"

Settembre si divide in capitoli dove i giorni passano tra messaggi privati, conversazioni, lei che lavora facendo le pulizie, lui che la cerca ma poi no, fino ad arrivare ad una storia d'amore che ha più o meno un lieto fine. L'ambientazione, come i nostri protagonisti, è anche qui strutturata il meno possibile. Tutto questo, non ci aiuta quindi ad immergerci nel romanzo, nel bisogno di viverlo.

Francesco: ciao bellissima
Lei: ciao...
Francesco: come stai?
Lei: bene.. al solito un po' stanca, ho lavorato molto oggi
Francesco: anche oggi.. di domenica
Lei: eh si.. e anche domani e martedì che è festa
Francesco: anche io domani lavoro ma vedo che sei messa peggio di me
Lei: lavorando in un Hotel le feste non esistono
Francesco eh si..

E' un romanzo ingenuo, ingenuo dal punto di vista narrativo, ingenuo dalla struttura delle parole utilizzate, ingenuo da come i protagonisti e il materiale è trattato ed ingenuo anche nel modo di creare il romanzo. Se è pur vero che l'autrice ha fatto stampare il libro, la copertina, il non avere una trama, il trovare all'interno cartoncini in stile disegni da bambini elementari, non è un romanzo, mi fa pensare più ad una bozza ricopiata da Wattpadd come regalo di Natale. Il romanzo c'è, ma non c'è. C'era la possibilità, la voglia di creare qualcosa, che in realtà è andato in fumo. Non tutti nascono imparati. 

Per l'autrice c'è tanta strada da fare, l'idea in generale è buona, ci potrebbe anche stare una storia così, ma va approfondita, va creata, si ha il bisogno di strutturarla meglio anche dal punto di vista del linguaggio e della punteggiatura. Ciò non toglie che la recensione sia solo un opinione da un punto di vista di una lettrice accanita e non vuole di certo criticare l'autrice come persona. Una recensione negativa deve essere presa come una critica per migliorarsi, sempre.

Lei: addirittura bellissime...sei troppo gentile
Francesco: veramente sei una bella donna, non dico per dire. Tu cosa mi racconti? Cosa hai fatto di bello oggi?
Lei: lavoro in un Hotel, cameriera
Francesco: interessante! Se capitassi dalle tue parti avrei la scusa buona per vederti

domenica 29 ottobre 2017

La mia buca delle lettere: tra donne maledette

Domenica, finalmente domenica, giorno di riposo più assoluto. Giorno dove anche gli uccellini sembrano evitare di cantare. Come sarà la vostra giornata? Qui ci sarà la classica passeggiata per il paese, qualche coccola davanti ad un film e un giro al mercato dell'antiquariato, alla ricerca dell'ennesimo libro e qualche oggetto strano. Ma bando alle ciance e arriviamo alla buca delle lettere, quella che sbircia tra gli arrivi della settimana e chissà che uno di questi titoli l'abbiate anche voi.


Da allora, ovunque fossi, il giglio marchiato a fuoco sul braccio mi avrebbe sempre smascherato come una criminale, in fuga per il resto della vita. 









Il giglio di fuoco, è una novità della Sonzogno, romanzo d'esordio dell'autrice Vic Echegoyen. Un romanzo storico che parla della donna più pericolosa del mondo, marchiata a fuoco dall'Inquisizione.. almeno così sembra.
L'equinozio di Xipe è una novità della Leone Editore, un romanzo che racchiude all'interno un intero mondo fatto di guerra, spiritualità e passione allo stesso tempo. 
Il piccolo negozio della felicità hygge fa parte di un review party edito da Newton Compton Editori. Non si può resistere nemmeno alla sua copertina! 
Millie del popolo nascosto, edito da Piemme, il battello a vapore. Si può dire che lo amo? Che al pari di Coraline, aspetto un film quasi simile? Divorato lo stesso giorno dell'arrivo, in pochissime ore. 
Spero che la mia buca delle lettere vi sia piaciuta, ora se vi va parlatemi della vostra e se conoscete questi titoli. 

sabato 28 ottobre 2017

Il libro che sto leggendo, quello che mi fa fare le ore piccole.


Il libro che sto leggendo mi sta facendo fare le ore piccole. E' un libro che leggo con calma, che mi accompagna in ogni mio spostamento, quello che mi fa leggere solo una pagina per poi pensarci su ancora e ancora. Il libro che sto leggendo mette ansia solo a guardarlo, solo a capire che in realtà è una storia vera.


il giorno in cui mia figlia 

impazzì

Michael Greenberg


Editore: Bur
Prezzo: 10,00€
Pagine: 212

STORIA VERA 

Trama: A quindici anni, Sally è una ragazzina solo un poco diversa da tutte le altre. La sua casa è a New York, nel cuore concitato e bohémien del Greenwich Village: ha un padre scrittore freelance che naviga a vista tra un lavoro e l'altro e una madre che vive lontana, sensibile al fascino della New Age. E poi la scuola, gli amici, la passione per la poesia coltivata nelle notti che sempre più spesso trascorre insonne nel loft di Bank Street, sola con i suoi libri e i suoi complicati pensieri. Nessuno lo può immaginare, ma quelle notti, quei pensieri febbrili che si fanno via via più intricati e difficili da governare, sono l'inizio di un viaggio precipitoso e terribile che, nel giro di pochissimo tempo, strapperà Sally al suo mondo e ai suoi affetti, per confinarla, delirante ed estranea perfino a se stessa, nella stanza del reparto psichiatrico di un grande ospedale. Disturbo bipolare, diranno i medici. Ma un'etichetta non basta a capire, se capire si può. E così il viaggio di Sally diventa quello di un padre che, di fronte al devastante mistero della malattia, decide di seguire la figlia fin dentro l'inferno: di clinica in clinica, di delusione in speranza, arrivando ad assumere i suoi stessi farmaci e a scavare nel fondo della propria fragile "normalità", pur di provare a salvarla.

Mia figlia,che ha problemi di apprendimento, crede di essere un genio. Crede che tutte le persone siano geni, basta solo che riaccendano il fuoco infantile dentro di sé. Non è un'idea assurda. A Bali credono che nei primi sei mesi di vita siamo tutti letteralmente dei, dopodiché la nostra divinità sbiadisce, e ciò che rimane è un semplice essere umano. E secondo gli gnostici siamo divinità che hanno commesso l'errore di innamorarsi della Natura: è per questo che passiamo la vita ad anelare alla riconquista di una condizione di cui abbiamo solo ricordi vaghi.

PERCHE' STO LEGGENDO QUESTO LIBRO:


  • Avevo bisogno di qualcosa di diverso, di un romanzo che mi lasciasse il segno e non solo per la scrittura di un autore abbastanza evocativo, ma per una storia che in realtà fosse un dramma vero, qualcosa che può accadere a chiunque in un momento o in un altro.
  • Per staccare la spina dai soliti thriller e romanzi sul passato
  • Perché sono rimasta colpita dalla trama e dal titolo
  • Perché la psicologia è una materia che oltre all'ambito liceale e universitario mi porto dentro. 


Sally è assediata dalla certezza perché non è certa di nulla. Crede di essere eloquente, ma non sa mettere insieme una frase corretta. Rivendica il controllo perché, in qualche interstizio della psiche, sa che lo sta perdendo rapidamente. Ora che tutto questo mi è chiaro, mi sento più vicino a lei. Non posso assistere alle sue disintegrazioni senza prendervi parte in qualche modo, e quando chiudo gli occhi mi sento correre anch'io, come se la sua confusione avesse preso dimora in me. Mi sembra di essere in viaggio per chissà dove, senza una casa a cui tornare. dice in un sussurro quasi distratto. Pat le risponde con un altro sussurro e le accarezza i capelli. Questo gesto sembra placare la nervosa solitudine che, ormai è chiaro, è il suo terrore principale. Ha bisogno di sentirsi compresa proprio come ha bisogno di respirare. Non è per questo che lottiamo tutti? Per reclutare gli altri nella nostra versione della realtà? Per persuadere? Per essere visti come vediamo noi stessi?

venerdì 27 ottobre 2017

Review party: Il cacciatore di libri proibiti


Alchimia, arte e indagini. Il Rinascimento è un thriller. Il romanzo è picaresco, divertente ma è al tempo stesso efficace e preciso. Il Giornale. 

Benvenuti nel review party di Fabio Delizzos: Il cacciatore di libri proibiti, un thriller storico che lascia brividi su tutto il corpo. 


il cacciatore di libri proibiti 

Fabio Delizzos


Editore: Newton compton editori 
Prezzo: 9,90€
Pagine: 384
Genere: Thriller storico 

Trama: Paolo IV, il papa che ha emanato il primo Indice dei libri proibiti, esala l’ultimo respiro. Il popolo della Città Eterna insorge, abbandonandosi a devastazioni e profanazioni di una brutalità mai vista prima. Ma fatti ben più gravi e inauditi accadono nelle vie della città nelle stesse ore, eventi che hanno del miracoloso e di cui nessuno deve venire a conoscenza. Il cardinale camerlengo vuole che a condurre le indagini su quegli strani episodi sia Raphael Dardo, un agente segreto del duca Cosimo I de’ Medici, che era rinchiuso nelle prigioni di Castel Sant’Angelo per il possesso di una Bibbia giudicata maledetta. Se vuole riacquistare la libertà e avere salva la vita, Raphael dovrà risolvere il caso prima che abbia inizio il conclave che eleggerà il nuovo pontefice. Con l’aiuto di un geniale alchimista, di due bellissime e astute cortigiane, e persino del grande maestro Michelangelo, Raphael inizia una ricerca che lo condurrà sulle tracce di un libro. Il più antico, raro, misterioso e pericoloso che sia mai stato scritto. I pochi che sono a conoscenza della sua esistenza lo chiamano Il Codice dei miracoli, e devono custodirne i segreti a tutti i costi…

Il cacciatore di libri proibiti è una nuova uscita della Newton compton Editori, un romanzo storico che mescola fantasia e realtà e ci riporta ai fasti della Roma antica. 

ROMA, SABATO 5 AGOSTO 1559 "Qualcosa di maligno stava arrivando" "Segreti proibiti a quasi tutti gli uomini sono riemersi dall'oblio". 

Siamo a Roma nel 1559, papa Paolo IV, pontefice per nulla amato dal popolo, il primo a emanare l'indice dei libri proibiti, muore in un giorno di Agosto che segnerà l'inizio di una rivolta destinata a lasciare un'impronta nella storia. I romani si abbandonano a guerra e devastazioni, in una città quasi abbandonata a se stessa, teatro di misteriosi e truculenti omicidi. Sono giorni di paura, giorni in cui persone scompaiono nel nulla, giorni in cui sempre più persone affermano di aver assistito all'apparizione di angeli. Ma, poi, erano veri questi angeli? Oppure, semplicemente, qualcuno stava architettando una burla in grande stile per sbeffeggiare la chiesa? Proprio in questo contesto il cardinal camerlengo, temendo che, per una beffa del destino, l'apparizione dei presunti angeli possa sembrare un messaggio di Dio proprio in coincidenza della morte del pontefice farabutto, decide di affidare le indagini ad un soggetto alquanto particolare, un avanzo di galera con un particolare talento: la ricerca di libri proibiti, messi all'indice dalla Chiesa. 

Il suo nome è Raphael Dardo e la sua unica colpa è quella di essere in possesso di una Bibbia giudicata maledetta, una Bibbia con alcuni errori di ortografia: nel testo sacro i dieci comandamenti non erano preceduti dalla negazione non, e sembrava che questa fosse stata opera del diavolo. Raphael, se vorrà essere graziato, dovrà risolvere il mistero degli omicidi e delle presunte apparizioni angeliche prima dell'elezione del nuovo conclave. In un lungo cammino irto di ostacoli, aiutato da un alchimista, da due cortigiane e addirittura del grande Michelangelo, Raphael si troverà sulle tracce de Il codice dei miracoli, il libro della conoscenza, l'opera che solo pochi possono custodire.

Nella cavità oscura della chiesa il fumo d'incenso si aggirava tra i pilastri simile a una nebbia fosca sulla palude, accarezzava le statue dei santi in modo lascivo, lo si poteva udire strisciare sul crocifisso come una serpe dell'inferno

Fabio Delizzos è riuscito a farmi immaginare i sotterranei di una chiesa, teatro di riunione di confraternite e palcoscenico dell'Angelo della morte: avete mai visto i film ispirati a Il codice da Vinci? Ricorderete probabilmente il monaco albino che seminava morte e terrore: l'angelo della morte presente nel libro me lo ha ricordato moltissimo.

Ho amato molto Raphael, un uomo coraggioso e testardo, un uomo che scova libri proibiti, quelli messi al bando dalla Chiesa: è uno di quei personaggi che non scende a compromessi e sembra saperne una più del diavolo; allo stesso modo ho amato il personaggio di Selvaggia, prostituta, o meglio, cortigiana innamorata di Raphael. Nel romanzo ha un piccolo ruolo anche Michelangelo, il grande artista: fa quasi impressione sentir parlare un artista dal talento eccelso, la cui fama ha travalicato i secoli, quasi come se fosse lì con noi, a trasmetterci dei grandi insegnamenti.

Non è facile cercare di parlare di un testo del genere, senza spoilerare le parti più salienti. Nonostante la lettura non sia facile, ciò non toglie che l'attenzione non cala mai. Se il testo è impegnativo, tutto il nostro io si concentra su quella che diviene l'evocazione di un film vero e proprio. Vale sicuramente la pena leggerlo, l'autore ha un particolare talento: quello di riuscire a scrivere in un modo tale da trasportarci proprio lì, in quella Roma regno di Papi e cardinali corrotti. 

La storia romana che l'autore ci racconta, viene spiegata nel dettaglio nelle note delle pagine, dove il suo lavoro di minuziosa ricerca su tanti dettagli e costumi del mondo romano ( nephilim, stufe, cortigiane e tante altre cose) ci permette di sentirci esattamente in quell'epoca, senza remore e difficoltà.  

All'inizio i vari personaggi che appaiono, le storie che si intrecciano, sembrano quasi portare il lettore al rischio di perdersi in una confusione di troppa carne al fuoco, ma pagina dopo pagina ogni cosa sembra muoversi velocemente e tornare al suo posto; la confusione, la nebbia che appannava la nostra vista sembra passare , lasciandoci in un sentiero di piena consapevolezza e lucidità di ciò che stiamo leggendo. 
E' un'opera che racchiude tanti piccoli mondi, tante domande che tutti noi ci poniamo: Gli angeli esistono davvero? Sono davvero messaggeri di Dio? La chiesa vuole accogliere o solo manipolare i suoi fedeli? 

E' un romanzo consigliatissimo proprio per il suo stile particolare e per le peculiarità sulla storia di Roma.

A proposito, sapete cosa sono i nephilim??

mercoledì 25 ottobre 2017

Il cacciatore di sogni, Sara Rattaro - Recensione -

E' da sempre che con piacere leggo i libri di Sara Rattaro. Ogni sua storia sembra non solo fatta di carta e inchiostro, ma di pura emozione. Quell'emozione che ti fa venir voglia di entrare nel romanzo, di tatuarlo sulla pelle per averlo sempre con sé. Quando la scrittura di un autrice ti rapisce a tal punto, l'unica cosa che puoi fare è continuare a leggere tutto di lei, anche la lista della spesa. Da una settimana, Sara Rattaro è di nuovo in libreria con un nuovo romanzo: Il cacciatore di sogni; Una fiaba moderna dal colore di mille sogni e arcobaleni.


Il cacciatore di sogni

Sara Rattaro 


Editore: Mondadori 
Prezzo: 15,00€
Pagine: 173

Trama: Luca, che da grande sogna di diventare pianista, ha una mano rotta, un fratello maggiore piuttosto fastidioso, una mamma rompiscatole e un aereo da prendere per tornare da Barcellona in Italia. È il 4 luglio 1984 e, su quell'aereo, la sua vita cambia per sempre. Luca incontra un eroe... No, non si tratta di Maradona, che in aeroporto ha attirato l'attenzione di tutti (e in particolare di suo fratello Filippo), ma di un misterioso signore che somiglia un po' a Babbo Natale e occupa il sedile accanto al suo. All'improvviso l'uomo gli chiede: «Posso raccontarti una storia?». Comincia così un'avventura straordinaria, fatta di parole e ricordi, con una sorpresa davvero inaspettata... l'avventura di un cacciatore di sogni, lo scienziato Albert Bruce Sabin.

Ci sono romanzi che ti fanno sciogliere, che ti fanno sorridere già dalla copertina e Il cacciatore di Sogni, è uno di quelli. E' uno di quei romanzi che ti colpiscono già a primo impatto, che ti incuriosiscono e ti fan venir voglia di averlo già a scatola chiusa, non hai nemmeno bisogno di leggerne la trama, sei sicura che ti piacerà. 

Il cacciatore di sogni è un romanzo di due vite che corrono parallele, di due sogni che si incontrano e si mescolano, è un romanzo dal messaggio positivo, che ha voglia di urlare prepotentemente il bisogno di farsi sentire. 
Non esistono le coincidenze e Sara Rattaro ci aiuta a comprenderlo mostrandoci i due protagonisti della storia: Luca, un bambino che si considera serio, un bambino buffo a guardarlo da fuori e un uomo che inizia il suo viaggio raccontandogli una storia.


Il cacciatore di sogni è un romanzo che ad oggi, visto i vari avvenimenti, dovrebbero leggere tutti, senza badare al minimo di età. La storia che l'autrice ci racconta è quella di Albert Bruce Sabin, il primo scienziato capace di donare al mondo il vaccino.

Quando le storie di entrambi si incontrano, si incastrano alla perfezione come pezzi di un puzzle e se da una parte ci si affeziona a quel bambino, a quella sua seriosa innocenza, dall'altra incontreremo il bisogno di ricordare che il mondo ha sempre avuto persone buone. Questo continuo saltellare da un punto ed un altro ci porta a conoscere meglio entrambi, a divorar capitoli pur di scoprire sempre di più, a trovar punti in comune che ci faranno sorridere.

Non è facile scrivere di scienza e di scienziati a coloro che sono ancora piccoli, eppure Sara Rattaro ci riesce con fare poetico, ci culla con le sue parole e il ritmo che va via via in crescendo diventa quasi una sorta di ritornello da ricordare.

Il cacciatore di sogni diviene una storia che non si dimentica, non solo per il messaggio che lascia ai lettori, ma per tutta la cornice che ne racchiude: il non arrendersi mai, il non perdere la speranza, il provarci ancora e ancora. Il cacciatore di sogni lascia al lettore la sensazione di diventar noi stessi super eroi, lascia al lettore la sensazione di poter correre su arcobaleni e saper volare.

E' un romanzo che sa di coraggio. Ogni personaggio raccontato non è mai secondario, non è un contorno o una sfumatura che risalta altro, ma è un personaggio che ha bisogno di esserci, che esiste perché deve; come il fratello di Luca, Filippo, con una passione e dei sogni anche lui.

Sara Rattaro ancora una volta parla ai cuori dei lettori, parla alla loro anima e ne regala emozioni.




lunedì 23 ottobre 2017

Colpo di penna e Biancospino: Intervista a Sara Wood - Io ti vedo -

Prendi una valigia da ventitré chili e mettici tutta la tua vita dentro. Seleziona bene cosa è importante e cosa no. Porta solo ciò che è strettamente utile: il computer, i vestiti e tutti quei documenti che servono a provare che esisti; perché andrai in una nazione dove, della tua esistenza, non importa niente a nessuno. I ricordi e il tuo passato li devi lasciare indietro. Di tanto in tanto ti sarà permesso di tornare a visitarli, ma solo per qualche giorno nei weekend liberi. Al massimo porta qualche foto, per non dimenticare chi sei. Ricorda che la valigia la dovrai trascinare per molti anni da un posto all’altro, quindi deve essere leggera. Per un po’ di tempo non avrai una dimora fissa, la dovrai cercare di continuo e, se sei poco fortunato, dovrai cambiare nazione un paio di volte. Intorno a te aspettati il vuoto. Chi come te ha già fatto il salto non sarà li ad aiutarti. Con il passare del tempo le difficoltà della vita induriscono le persone: pretenderanno che tu te la cavi come hanno dovuto fare loro. E gli altri? Gli amici e i conoscenti che hai lasciato a casa ti considereranno un fortunato, ti invidieranno; perché chi non ha mai fatto il salto che stai per fare tu non se le immagina le difficoltà che dovrai superare, e penserà che all’estero è tutto più facile. Chi non ha mai sbattuto il viso contro porte chiuse non saprà mai cosa si prova. E tu di porte chiuse ne hai conosciute a volontà.
Iniziamo la settimana con l'intervista all'autrice della settimana: Sara Wood con Io ti vedo, edito dalla Leone Editore.


  • Ciao Sara, grazie per aver accettato l'intervista. Partiamo subito con una domanda a bruciapelo, come mai hai scelto l'utilizzo di uno pseudonimo? 
Ciao e grazie a te per lo spazio che mi stai dedicando! Semplice: per separare la mia vita privata, dalla mia vita di scrittrice. Sara Wood è solo un mezzo, una voce per comunicare. 
  • Come donna quali sono gli aggettivi che ti rappresentano? 
Determinata e tenace: quando mi prefiggo un obiettivo sono come un treno, vado avanti, costi quel che costi ma sempre nel rispetto degli altri. E anche solitaria. Ho sempre vissuto in città molto popolose e caotiche: Dubai, Milano e ora Londra, in cui abitano ben 12 milioni di persone - molte volte sembra di essere parte di un grande formicaio – e io spesso sento la necessità di stare in disparte, lontano da tutti, preferibilmente in un parco circondata da alberi e uccelli.
  • Nel tuo libro hai parlato comunque di argomenti forti e delicati al tempo stesso, dalla depressione, alla solitudine, alla discriminazione razziale. Come mai hai scelto di affrontarli?
Io ti vedo è nata prima come idea, poi come libro.  L'idea è nata mentre guidavo su un’autostrada a Doha (in Qatar). Ero reduce da un incidente e ricordo che in quel periodo mi sentivo molto sola, soprattutto perché la mia famiglia era lontana, in Italia…praticamente su un “altro pianeta”. Mentre guidavo, meditavo sul fatto che volevo, anzi dovevo (!), scrivere un romanzo che parlasse di persone costrette a emigrare, esattamente come me. Se avessi avuto un’alternativa sarei rimasta in Italia, posso dire con certezza che dopo aver vissuto in sei nazioni diverse, il mio Paese d’origine è l’unico in cui mi sento davvero a casa. Mentre nella mia testa prendeva forma l’idea di questo libro, mi sono accorta che c’erano molti altri temi da trattare, oltre quello dell’expat. Ho voluto portare alla luce alcune difficoltà che incontrano le donne nel mondo del lavoro, quelle piccole battaglie quotidiane per avere rispetto e fiducia. Mi piacerebbe che la lettura di questo romanzo riuscisse ad aiutare tutte quelle donne che devono affrontare queste battaglie ogni giorno, aiutandole a prendere coscienza del loro enorme potenziale e a combattere per una vera uguaglianza in tutti gli ambiti della loro vita.  
  • Nei tuoi personaggi c'è qualcuno che caratterialmente o fisicamente ti può rappresentare? 
Laura, la protagonista, ha alcuni tratti simili a me, ma in lei ho messo anche caratteristiche di altri expat che ho conosciuto durante i miei spostamenti, quindi non posso dire che mi rispecchi completamente. Il personaggio che vorrei essere è Nicholas; lui ha avuto un’infanzia difficile ma ha saputo superare quei momenti e da adulto vive in pace con se stesso ed è contento della sua vita. Ecco, un po’ lo invidio perché io non sono capace di prendere le cose che mi capitano alla leggera e, di conseguenza, non riesco a vivere in pace con me stessa.
  • Come mai la scelta di luoghi come Hong Kong e Copenaghen? 
L’ho ambientato nei posti dove sono stata e che conosco per poterli descrivere al meglio. Solitamente le mie storie raccontano sempre posti, eventi o situazioni che ho visto, studiato o sperimentato.
  • Qual è il messaggio che vuoi lasciare ai lettori con Io ti vedo?  
Una delle frasi del libro dice: Tutto questo male, tutta questa solitudine, si potrebbe sconfiggere se solo ognuno di noi la guardasse dritta negli occhi e dicesse: «Io ti vedo». Allora nel mondo saremmo meno soli. Viviamo in un’epoca in cui spesso diamo per scontato che a vincere non sarà il giusto ma il più forte, che in ogni ambiente ci sia corruzione, che per poter ottenere qualcosa sia necessario un favore in cambio. Molte volte mi sembra di vivere in un mare di squali e mi chiedo perché debba essere così. Il messaggio che spero di riuscire a trasmettere è questo: bisogna far caso a tutte le ingiustizie che accadono ogni giorni, piccole o grandi che siano e agire invece di voltarsi dall’altra parte; bisogna osservare con più attenzione le persone che incontriamo e cercare di capire come si sentono realmente senza fermarci all’apparenza. All’inizio forse pagheremo care le nostre azioni e ci faremo male, ma a lungo andare, se siamo in tanti, riusciremo a cambiare le cose.

domenica 22 ottobre 2017

Blogtour Far West, Sonia Morganti - Cinque buoni motivi per leggerlo -


Quando la casa editrice mi ha proposto di partecipare a questo blogtour, quasi cadevo dalla sedia per l'entusiasmo. L'autrice di cui parliamo è Sonia Morganti, autrice di Calpurnia, un libro che negli anni mi è rimasto nel cuore. Sonia Morganti si reinventa con una storia nuova, particolare, con la sua scrittura che non lascia scampo e che diverte allo stesso tempo. Benvenuti nel Far West.

La mia tappa di oggi è molto semplice, non mi perderò tra mille parole, voglio essere diretta anch'io e farvi capire perché vale la pena di avere Far West sul comodino. 


far west

Sonia Morganti


Editore: Leone Editore 
Prezzo: 12,90€
Pagine: 296

Trama: 2060. Dennis, un nativo americano che ha lasciato la riserva per studiare in una delle più prestigiose università del paese, sta per laurearsi in ingegneria. Ma mentre si trova alla festa di laurea del suo migliore amico Frederick, viene sorpreso da una notizia sconcertante: si è esaurito il petrolio a livello mondiale, e nessuno dei paesi civilizzati è preparato a fronteggiare l’emergenza. Dennis, prevedendo lo scatenarsi del panico, decide di tornare dalla sua famiglia nella riserva, per affrontare così le conseguenze della crisi energetica, che rendono presto le città sempre più invivibili. Maniaci assetati di potere, intrighi politici e separatisti pronti a tutto sono solo alcuni dei pericoli di questo nuovo mondo, un far west in cui la legge del più forte sembra poter soffocare persino quella, eterna, dell’amore. Sonia Morganti è nata a Latina nel 1978 e vive a Roma. Laureata nel 2001 in Giurisprudenza, da allora ha praticato un’infinità di lavori. Ama la natura, i lunghi trekking in luoghi incontaminati, la storia e la lettura. Nel tempo libero cura un sito di viaggi e uno sull’antica Roma. Con Leone Editore ha pubblicato Calpurnia. L'ombra di Cesare (2015) e Far West (2017).

CINQUE MOTIVI PER LEGGERE FAR WEST:


  •  Se amate i paesaggi intensi, selvaggi e sognate un viaggio lungo la Route 66. 
  •  Se vedendo "Balla coi lupi" avete pianto.
  •   Se, almeno una volta nella vita, vi siete sentiti terribilmente fuori posto
  • Se amate i cavalli e barattereste volentieri la vostra comoda quotidianità tecnologica con cavalcate attraverso praterie infinite. 
  • Se, in fondo, avete sempre fatto il tifo per gli indiani.


SEGUITE LE ALTRE TAPPE QUI:


sabato 21 ottobre 2017

Dietro anime d'inchiostro, Marco Chiaravalle - Recensione -

Quando credi in qualcosa e vedi quel sogno realizzato, ti senti felice anche tu un po' allo stesso modo; è come se il sogno fosse anche il tuo e ne sorridi di rimando. Il sogno di cui vi parlo è il sogno di un autore che ha creduto nel suo libro dall'inizio fino alla fine, portando avanti il suo Scusate, non c'è niente da vedere, fino a farlo diventare un libro vero e proprio con la casa editrice La strada per Babilonia: Dietro anime d'inchiostro.
Se all'epoca la mia recensione si basava su fogli A4 di un libro stampato in casa, oggi posso finalmente parlarvi di un vero romanzo, pronto a rapirvi.


DIETRO ANIME D'INCHIOSTRO

Marco Chiaravalle 


Editore: La strada per Babilonia 
Prezzo: 13,00€
Pagine: 194

Trama: Marco, aspirante scrittore frustrato e dalla fervida immaginazione, non riesce a portare a termine i suoi romanzi. Accanto a lui c'è Mike, protagonista di una storia lasciata in sospeso e che vorrebbe poter continuare a vivere tra le pagine. Poi c'è Michelle, ex fidanzata, la cui presenza si fa sentire quando Marco inizia a frequentare Alice, la ragazza che legge sempre lo stesso libro a parte l'ultima pagina. Ma Michelle sarà lei davvero, o sarà soltanto un sogno? Attraverso riflessioni sul mondo del lavoro, sull'editoria e sulla devastazione che il terremoto ha creato nella città dell'Aquila, soffermandosi anche sulla situazione di due piccoli rom e del loro campo, Marco scoprirà che il blocco dello scrittore non è il suo unico problema. C'è qualcosa, nel suo passato, destinato a riemergere e a spingerlo a rimediare, per mettere a tacere il suo cervello inquieto e finalmente trovare pace.

Cosa c'è di più importante dei ricordi? Alla fine è la memoria che fa di un uomo quello che è. Avete mai provato ad immaginare un giorno senza ricordi? Fermatevi un attimo a riflettere, immaginate di trovarvi di fronte ad un giorno con il sole fuori, ma nella vostra testa solo nebbia di foto sbiadite. Immaginate che tutto ciò che avete fatto fin'ora è chiuso chissà in quale cassetto di cui non avete la chiave. Immaginate che dopo un po' di tempo vi siete rassegnati a tutto questo, a quell'incidente che non ricordate nemmeno, immaginate che rassegnazione diventi quindi il vostro secondo nome..ecco, che avete scoperto il nostro protagonista Marco.

Marco dopo un incidente che l'ha portato in coma, ha perso tutto ciò che ricordava, ha perso tutto ciò che era prima, ha perso le immagini più importanti della sua vita, ha perso quella sostanza che faceva di lui l'uomo che era. L'unica cosa che gli è rimasta attaccata addosso è la sua etichetta: uno scrittore... (aspirante scrittore).

Marco è un uomo che scrive, o almeno ci prova. Marco è un personaggio complesso, ha mille tratti di sfumature nella sua personalità, Marco è il cappellaio matto della storia di Alice nel paese delle meraviglie e a Marco nessuna casa editrice se lo fila. Marco è tagliente come lama, a pelle risulta anche forse un po' snob, uno di quelli che non ti fili nemmeno se fosse l'ultimo uomo sulla terra. Marco si sente sfigato nella vita, ma ciò nonostante ne apprezza ogni lato. Ma come il cappellaio matto della nostra Alice anche Marco ha qualche rotella fuori posto, o almeno crede, quando comincia a scorgere i personaggi della sua mente nella stessa realtà che vive. 

Chissà se invece è il sogno di ogni autore trovarsi di fronte al proprio personaggio creato, infondo anche Cornelia Funke c'è lo aveva dimostrato con Cuore d'inchiostro, no?

Come nella favola di Alice nel paese delle meraviglie, Marco arranca tra personaggi di sogno e realtà.

Se all'inizio troviamo un Marco forse un po' troppo crudo, pagina dopo pagina ci troviamo di fronte al Cappellaio, pronto a sacrificare se stesso per la sua Alice e i personaggi secondari. 

E' in un giorno qualsiasi che Marco re-incontra la sua Alice. Lui in realtà la conosce già, è lei che di lui non sa nemmeno che esiste, ma infondo è il cappellaio matto che forse tanto matto non è... ho amato il modo in cui l'autore descrive il personaggio di Alice e la tenerezza in cui Marco ci racconta di lei. Il suo conoscerla in più lati [ che non diventa comunque roba da stalker ] il suo amare da lontano, forse un po' troppo in silenzio. 

Ma si sa a volte la ruota gira e quel giorno Marco trova l'occasione per poter finalmente parlare alla sua Alice e presentarsi...ma chi nasce sfigato muore sfigato, e Marco la parola sfigato c'è l'ha tatuato in fronte. Sfigato e orgoglioso anche troppo. 
Le coincidenze non esistono. 
E l'autore come una norna norrena, tira il filo di questi personaggi facendo si che nulla nella vita di Marco e Alice sia casuale. Il percorso di entrambi non è facile, il loro stesso amore non è di quelli da rose e fiori e da vissero felici e contenti, perché Marco è il Carroll dei giorni nostri, è quell'autore che ha di fronte a sè, nella sua stessa realtà, il personaggio che ha creato e ciò comporta delle conseguenze, conseguenze che lo faranno trovare faccia a faccia con l'incubo del passato. 

E quando come un pugno in pieno stomaco i ricordi tornano a galla, l'inferno sembra essere un posto ghiacciato a paragone e capitolo dopo capitolo Marco si ritroverà ad affrontare mari e monti per la sua bella Alice persa nelle strade, perché si sa che bene o male ognuno di noi nasconde uno scheletro nell'armadio.. o anche di più.

Salvarsi e sopravvivere o salvarla e morire?

L'autore di questo romanzo è un abile giocatore, uno di quelli che ama bluffare a poker, uno di quelli che ti guarda negli occhi e scopre nuda la tua anima. L'autore diventa il nostro burattinaio che già dalle prime pagine ci fa affezionare inconsciamente al nostro protagonista  per poi capitolo dopo capitolo ritrovarci lì a tifare per quello stesso personaggio, a sentire le sue stesse emozioni, i suoi stessi dubbi e stesse voci. 

Due nel mondo sono le mie storie preferite di cui ne sono ossessionata, comprando quindi qualsiasi gadget esista al mondo: Alice nel paese delle meraviglie e la trilogia di Cuore di inchiostro. Sin da piccola ho sempre storto un po' il naso all'idea di ritrovarmi di fronte a rivisitazioni fatti male, non degne del titolo originale. Con questo autore e il suo Dietro anime D'inchiostro, mi sono trovata di fronte ad un paese delle meraviglie moderno, reale, ad un Alice dei giorni nostri, una di quelle che incontri alla fermata del pulman. Mi sono trovata di fronte a un personaggio che non aveva bisogno di leggere la sua storia per avere di fronte a sè il personaggio creato, mi sono trovata in un mondo dove entrambe le mie storie preferite si sono mescolate e io ne sono rimasta ipnotizzata. 

L'autore con una scrittura incalzante ed evocativa, mi ha permesso di sentire a pelle ogni personaggio creato, di sentire, vedere, toccare, ogni minimo dettaglio descritto, come se in realtà fossi davanti ad un film e non un romanzo. Pagina dopo pagina mi sono trovata di fronte a emozioni contrastanti, dove il giocatore che è l'autore, si diverte lui stesso a portarci nel suo romanzo seguendo un percorso da montagne russe. Il ritmo diventa quindi così sorprendente che l'attenzione non cala mai, è un continuo crescendo che ci fa venir voglia di mollare tutto e continuare a leggere.

Ho amato come la trama si sia infittita, come il nostro cappellaio matto si sia districato in una foresta di rovi fatti di sogni e realtà, ho amato come la storia ha preso piede facendoci quindi trovare in un universo parallelo dove il paese di Alice ne diventa tutto il contrario di tutto, dove il reale diventa sogno e il sogno diventa reale.Non ho intenzione di raccontarvi ogni personaggio, ne farvi capire esattamente come va avanti perché la storia vale la pena di essere vissuta, perché ogni personaggio descritto vale la pena di esser letto e di cercarlo tra la gente.

Un libro che ammetto che vi farà dormire con la luce accesa, che vi farà sobbalzare se disturbati nella lettura. 

Un libro bello deve farti venire i brividi e la voglia di esser tra quelle pagine. 




venerdì 20 ottobre 2017

Ti consiglio l'esoterismo perché...

Oggi voglio iniziare la giornata non solo con il classico caffè, ma riportando a galla una rubrica che non spulciavo da parecchio, che mi aiuta non solo a presentarvi un po' i libri che fanno parte della mia libreria, ma che risponde alle domande elementari che spesso sono presenti nei messaggi privati: Come inizio questo cammino? Che libro mi consigli per? Iniziamo con libri molto semplici, tuttavia completi ed esaustivi allo stesso tempo.


PER STUDIARE I CRISTALLI:


Pietre di Luce, Guida pratica alla cristalloterapia è un manuale completo, illustrato, che aiuta ad alleviare i disturbi della persona grazie alle corrispondenze dei chakra e della pietra collegata. Ogni pietra è poi elencata con le proprietà che può donare all'individuo.








Il grande libro della cristalloterapia è il manuale che tutt'oggi, nonostante gli anni passati, continuo a sfogliare ed amare. Il mio ormai con il tempo è in condizioni quasi disastrate, pieno di post it e appunti, per non parlare di scritte a matita e frasi evidenziate; è un manuale completo che descrive le pietre non solo in base al loro elemento, ma colore e corrispondenze sia per i chakra, sia per i segni zodiacali. Spiega come alleviare i disturbi fisici e psicologici, disporre le pietre sul corpo e aiuta ad identificare ogni pietra





PER CONOSCERE IL PAGANESIMO:

La Danza a spirale è un manuale completo che non solo porta a conoscenza del vecchio culto sulla Dea, ma è ricco di rituali, incantesimi ed esercizi che aiutano a connettersi con la natura e la stregoneria in generale. E' un manuale che aiuta a comprendere il neopaganesimo e ad avere un infarinatura completa su nozioni importanti.








Magia Naturale è un manuale che aiuta a capire ed utilizzare la magia degli elementi e della natura. Spiega e ritualizza anche la magia del sesso. Adatto sia per neofiti, sia per persone più esperte. 








PER CONOSCERE LA STREGONERIA E LA SUA STORIA:


Il gran libro delle streghe è un manuale che introduce la stregoneria, qualche nozione su incantesimi e pozioni e la figura della strega. 











Il libro nero del Medioevo scritto da Paolo Cortesi dona un infarinatura quasi completa sulla caccia alle streghe, sulla stregoneria praticata e su quello che la chiesa ha demonizzato.






Caccia alle streghe in Italia tra XIX e XVIII secolo è un libro che raccoglie sia gli atti sulle streghe della Salem italiana, sia la conoscenza sulle streghe e la loro medicina.









PER COMPRENDERE LE RUNE:


Runemal. Il grande libro delle rune. Penso che già il titolo basti per capire quanto sia grande questo manuale. Un manuale completo che non solo racconta la nascita e le origini delle rune come strumento divinatorio, ma uno dopo l'altro aiuta nell'interpretazione delle stesse. Bellissimo. Un libro per tutta la vita.






PER COMPRENDERE I TAROCCHI:


La via dei tarocchi è un opera dove all'interno è possibile studiare l'interpretazione che l'autore dona ai tarocchi. All'inizio possiamo trovare una parte sull'infarinatura dei tarocchi per poi analizzare il tutto carta dopo carta.








Ora aspetto le vostre risposte, sapere se ci sono titoli che vi interessano o altre domande a cui rispondere.



giovedì 19 ottobre 2017

Review Party: La casa degli scandali, Victoria Fox - Anteprima -

Ultimamente sto selezionando i libri da leggere, cercando solo titoli che in un modo o in un altro possano piacermi; questo non significa che il mio blog sia diventato solo un posto di mele rosse, dolci e succose, ma semplicemente non voglio rischiare di perder tempo con una lettura che non sia nelle mie corde. Sto recuperando - tra libri novità e titoli vecchi - tutte le letture che possano lasciami qualcosa, è una corsa contro il tempo...ed io, voglio vincere. Bando alle ciance ed iniziamo la giornata con la recensione di La casa degli scandali, un libro che non racchiude solo un testo all'interno.



LA CASA DEGLI SCANDALI 

Victoria Fox


Editore: Newton Compton Editori 
Prezzo: 10,00€
Pagine: 414

Trama: Los Angeles, 1978. Un evento tragico porta Vivien Lockhart, una famosissima attrice nota per le sue intemperanze, tra le braccia di Giovanni Moretti. Sembra che finalmente Vivien sia riuscita a guadagnarsi un po’ di serenità e abbia chiuso con i problemi, ma quando conosce la sorella di Giovanni, Isabella, tutto cambia. Il passato del suo nuovo marito getta un’ombra scura sulla loro vita. Toscana, giorni nostri. Lucy Whittaker ha bisogno di sparire, di cambiare aria. Per questo ha lasciato Londra in fretta e furia. Ma la sua nuova casa, il decadente Castello Barbarossa, è lontana dall’essere il paradiso romantico e isolato che si aspettava. A distanza di decenni, Vivien e Lucy si ritrovano intrappolate nell’idilliaca villa italiana. Per riuscire finalmente a scappare da lì, dovranno prima scoprire i segreti racchiusi all’interno delle mura del suo giardino.

IN USCITA OGGI - SPOILER FREE - 

La casa degli scandali mi ricorda molto uno di quei film dai toni di thriller psicologici, di quelli che ti lasciano con il fiato sospeso, di quelli che ti fanno immedesimare nella protagonista del romanzo e tifare ogni sua scelta. Di questo romanzo mi è piaciuto completamente  tutto. La copertina, il font, i colori utilizzati, addirittura i simboli vicino l'elenco delle parti. Completamente tutto. Non esistono le coincidenze e quando un libro così arriva nella vita, vuol dire che deve essere letto, vuol dire che si ha il bisogno di immergersi in quel luogo e in quelle storie. Si, avete letto bene, non è sbagliato, il romanzo non parla solo di una storia, ma di più storie che si intrecciano, due donne che si legano l'una all'altra anche se appartengono a mondi e anni diversi; un intreccio che sciolto, lascia l'amaro in bocca per averlo già finito.

Dire che la casa degli scandali è un libro che emoziona, sembra quasi riduttivo. Avete presente quella sensazione di angoscia, di bisogno assoluto di continuare a leggere, di sapere cosa succede ai personaggi? Ecco, l'autrice riesce esattamente in questo effetto, ci troviamo dinanzi ad un libro che cattura l'attenzione, che non lascia andare, che decide lui quando farci uscire dal romanzo. Scordatevi cene, pranzi e pause da lavoro; qui l'unico desiderio che rimarrà è quello di continuare a leggere.

Non lasciarmi. Vieni con me. Ti aspetto. Ti prenderò. Saremo di nuovo insieme. 
E' con un sogno che inizia questo romanzo, con una voce nel sogno, con lo stesso sogno da tempo, lo stesso sguardo, le stesse incertezze. La prima parte ci racconta la vita e ci narra la storia di Lucy, un personaggio femminile interessante; una donna che scappa da un problema, da un passato che continua ad affiorare, dal bisogno di trovare una nuova vita fino all'arrivo a Firenze.

La scrittura di Victoria Fox è così incalzante che a stento riusciremo a non mettere in dubbio il luogo dove ci troviamo. Il linguaggio così forbito ed evocativo, ci porta ad entrare nel romanzo e a vedere quei luoghi con i nostri stessi occhi. Il romanzo ci assorbe, ci circonda. La meta di Lucy è il castello Barbarossa e arrivati alla fine diverrà anche la nostra.

I luoghi descritti dall'autrice ricordano un po' la storia di Crisom Peak, quel buio a tratti gothico e oscuro, quell'amore malato e viscerale. Non posso e non voglio catalogare questo romanzo solo nel thriller, in quanto al suo interno, l'autrice riesce a rimescolare i generi con una naturalezza innata.

Il lavoro di Lucy non è di certo facile e la presenza costante del passato e degli stessi segreti che circondano il castello, rende il tutto ancora più forte, diventa una droga da cui non si riesce ad uscire. Quando la vita della nostra protagonista, il suo modo di fare e il suo carattere, incontrano l'altra donna, ovvero Vivien, nel 1978, la struttura cambia fino a diventare quasi un opera lirica, un ritmo sempre più coinvolgente e accattivante. Anche Vivien è una donna complessa, anima dalle mille sfumature, una donna che si ritrova anch'essa segnata da delle cicatrici che continuano a sanguinare, ferite di un amore sbagliato, quasi sporco.

Entrambe le storie corrono su due binari paralleli, corrono alla stessa velocità, corrono insieme per poi incontrarsi e scontrarsi in segreti che l'autrice segna inconfessabili. Se dovessi paragonare il romanzo ad un animale, sarebbe di sicuro un'aquila, capace di volare, di cercare l'anima del mondo ovunque voglia.

E' un libro che non racconta solo una storia, un libro che non si dimentica facilmente, un libro capace di far sussultare il cuore. 

Avrebbe potuto porre fine all'eterno conflitto che perseguitava la sua vita al castello, e magari, renderle la vita facile. Che sciocca era stata. Nell'incarto, qualcosa scricchiolò. Lo aprì. Era uno dei tubetti vuoti di pillole che aveva gettato. Sul retro, erano scritte le seguenti parole: Perchè ti ci vuole così tanto, Vivien? 

mercoledì 18 ottobre 2017

Review Party: La pergamena perduta, Lorenzo De Medici


E tocchiamo di nuovo le corde del mio genere preferito: Il romanzo storico. Il review party di oggi tratta la storia di un romanzo dove il tema centrale è la morte e un segreto antichissimo. Siete pronti a leggere le nostre opinioni? Trovate le recensioni anche su Libera tra i libri, The Mad Otter, Niente di Personale e Living Among the books page.


LA PERGAMENA PERDUTA 

Lorenzo De' Medici 


Editore: Newton Compton Editori 
Prezzo: 10,00€
Pagine: 384
Genere: Romanzo storico / Thriller 

Trama: Da migliaia di anni una tavola dal valore inestimabile nasconde uno dei segreti più ambiti dall’uomo: la formula dell’eterna giovinezza. Il prezioso oggetto è stato nascosto e protetto per molto tempo dalla storia, che ne ha fatto dimenticare persino l’esistenza. Adesso, però, qualcuno intende recuperarlo ed è disposto a tutto per impossessarsene e decifrare il misterioso testo che è inciso nella pietra. Nel corso dei secoli la tavola è passata di generazione in generazione, segnando il destino di molte persone in una lunga spirale di intrighi e morte: come quello di Yagurum, un bambino vissuto mille anni prima della nascita di Cristo; di Fiammetta, giovane amante di un camerlengo nella Roma rinascimentale; di Alex Kasakian, informatico squattrinato e di Ann Carrington, brillante insegnante universitaria, esperta di linguaggi antichi.

REVIEW SPOILER FREE 

Catalogare il romanzo solo nel genere storico, sembra quasi riduttivo visto l'adrenalina che scorre nelle vene quasi ad ogni pagina. I capitoli quasi tutti suddivisi per secoli, ci portano alla ricerca di un destino giù scritto, alla ricerca di un testo che sembrava ormai perduto tra le pagine infuocate di una apparente maledizione.

Iniziamo l'avventura nel 1330 a. C. insieme a Yagurum, bambino dalle origini umili, figlio di casalinga e pescatore. Il secolo in cui Yagurum vive, porta il popolo ad avere paura dei soldati, guerrieri di un re forse troppo assente. Quando quel soldato arriva, Yagurum tentenna, ne ha paura. Il bambino si imbatte in un soldato ferito, in un uomo che ha bisogno del suo aiuto e nonostante il copioso sangue che ne continua ad uscire, lascia ordini al bambino per fermare e coprire la ferita. Yagurum ascolta, obbedisce e copre la ferita anche con una strana salsa cucinata dalla madre.
Riga dopo riga, l'autore sembra suggerirci che le coincidenze non esistono; Yagurum è ormai un uomo anziano, sa che il suo tempo è quasi giunto al termine e sa quanto il bisogno di ricordare gli antenati non debba morire con lui. Nonostante il bisogno di rompere quell'oggetto costruito, Yagurum ne conserva ancora un pezzo e visto ormai il tempo correre come un fiume in piena, lo passa alle sue figlie. Una tradizione da conservare oltre il tempo e lo spazio. 

Nel capitolo successivo il tempo corre fino all'anno 2014 presentandoci una nuova protagonista: Ann. Donna giovanile, dedita al lavoro e al bisogno di ritrovare nella sua casa il nido dove sentirsi al sicuro. L'autore, anche qui, ci porta di fronte ad un azione che ci lascia l'amaro in bocca e ci mostra, per la prima volta, il carattere di fuoco della nostra nuova protagonista . Andando avanti nella storia Ann ha un carattere complesso da capire, l'autore sembra quasi aver lasciato pennellate qua e là della protagonista, in una sorta di vedo o non vedo perché infondo il bello di essere lettore è l'empatia che si prova con i personaggi, il provare a sentirsi quella stessa protagonista ed entrare nella storia.

Il filo conduttore che corre tra le pagine sembra accompagnarci in un gioco creato apposta, in un salto temporale nel passato e nel presente, insieme ad un autore che manovra le nostre sensazioni e riesce ad insinuare il dubbio su cosa in realtà stiamo davvero cercando, una formula di un eterna giovinezza che, il nostro primo protagonista, aveva trovato quasi per caso. Ma la formula esiste davvero o era solo una piccola coincidenza? La pergamena perduta sembra quindi un gioco, un misto tra mistero e racconto veritiero, un thriller capace di chiuderci la gola e spronare la stessa scrittura a correre perché dobbiamo sapere come va a finire.

I protagonisti del romanzo sono parecchi, eppure ognuno di loro è caratterizzato da forme profonde, a tratti vive, protagonisti di carta pronti ad uscire dal romanzo e a sentirli al nostro fianco. Questo continuo correre, questi sprazzi di pennellate di luce e continui intrighi, mi hanno fatto passare ore piacevoli durante la lettura.

La scrittura dell'autore è molto cruda, sintetica, non gira in un continuo cercar parole profonde, ma diretta colpisce il petto. Nonostante non sia ricca di dettagli minuziosi, il linguaggio utilizzato ci permette di evocare le immagini che l'autore ci mostra in maniera semplice, ma coinvolgente al tempo stesso. 

Leggendo il libro per questo review party mi sono chiesa perché dovrei consigliare la lettura non solo ai lettori di romanzi storici, ma a tutti i lettori e la risposta ne è uscita spontanea: è un libro che sa prenderti, che sa catturare l'attenzione. E' un libro quasi interattivo, che ti fa venir voglia a fine lettura di far ricerche e capire se tutto ciò che si è letto esiste davvero. Non tutti gli autori riescono in questo intento e, quando un libro si fa ricordare così, vale la pena di leggerlo e rileggerlo ancora. Vale la pena di averlo in libreria. 

La pergamena perduta non è un libro da azione forte e violenta, è come una goccia che una dopo l'altra scava la roccia.