mercoledì 18 ottobre 2017

Review Party: La pergamena perduta, Lorenzo De Medici


E tocchiamo di nuovo le corde del mio genere preferito: Il romanzo storico. Il review party di oggi tratta la storia di un romanzo dove il tema centrale è la morte e un segreto antichissimo. Siete pronti a leggere le nostre opinioni? Trovate le recensioni anche su Libera tra i libri, The Mad Otter, Niente di Personale e Living Among the books page.


LA PERGAMENA PERDUTA 

Lorenzo De' Medici 


Editore: Newton Compton Editori 
Prezzo: 10,00€
Pagine: 384
Genere: Romanzo storico / Thriller 

Trama: Da migliaia di anni una tavola dal valore inestimabile nasconde uno dei segreti più ambiti dall’uomo: la formula dell’eterna giovinezza. Il prezioso oggetto è stato nascosto e protetto per molto tempo dalla storia, che ne ha fatto dimenticare persino l’esistenza. Adesso, però, qualcuno intende recuperarlo ed è disposto a tutto per impossessarsene e decifrare il misterioso testo che è inciso nella pietra. Nel corso dei secoli la tavola è passata di generazione in generazione, segnando il destino di molte persone in una lunga spirale di intrighi e morte: come quello di Yagurum, un bambino vissuto mille anni prima della nascita di Cristo; di Fiammetta, giovane amante di un camerlengo nella Roma rinascimentale; di Alex Kasakian, informatico squattrinato e di Ann Carrington, brillante insegnante universitaria, esperta di linguaggi antichi.

REVIEW SPOILER FREE 

Catalogare il romanzo solo nel genere storico, sembra quasi riduttivo visto l'adrenalina che scorre nelle vene quasi ad ogni pagina. I capitoli quasi tutti suddivisi per secoli, ci portano alla ricerca di un destino giù scritto, alla ricerca di un testo che sembrava ormai perduto tra le pagine infuocate di una apparente maledizione.

Iniziamo l'avventura nel 1330 a. C. insieme a Yagurum, bambino dalle origini umili, figlio di casalinga e pescatore. Il secolo in cui Yagurum vive, porta il popolo ad avere paura dei soldati, guerrieri di un re forse troppo assente. Quando quel soldato arriva, Yagurum tentenna, ne ha paura. Il bambino si imbatte in un soldato ferito, in un uomo che ha bisogno del suo aiuto e nonostante il copioso sangue che ne continua ad uscire, lascia ordini al bambino per fermare e coprire la ferita. Yagurum ascolta, obbedisce e copre la ferita anche con una strana salsa cucinata dalla madre.
Riga dopo riga, l'autore sembra suggerirci che le coincidenze non esistono; Yagurum è ormai un uomo anziano, sa che il suo tempo è quasi giunto al termine e sa quanto il bisogno di ricordare gli antenati non debba morire con lui. Nonostante il bisogno di rompere quell'oggetto costruito, Yagurum ne conserva ancora un pezzo e visto ormai il tempo correre come un fiume in piena, lo passa alle sue figlie. Una tradizione da conservare oltre il tempo e lo spazio. 

Nel capitolo successivo il tempo corre fino all'anno 2014 presentandoci una nuova protagonista: Ann. Donna giovanile, dedita al lavoro e al bisogno di ritrovare nella sua casa il nido dove sentirsi al sicuro. L'autore, anche qui, ci porta di fronte ad un azione che ci lascia l'amaro in bocca e ci mostra, per la prima volta, il carattere di fuoco della nostra nuova protagonista . Andando avanti nella storia Ann ha un carattere complesso da capire, l'autore sembra quasi aver lasciato pennellate qua e là della protagonista, in una sorta di vedo o non vedo perché infondo il bello di essere lettore è l'empatia che si prova con i personaggi, il provare a sentirsi quella stessa protagonista ed entrare nella storia.

Il filo conduttore che corre tra le pagine sembra accompagnarci in un gioco creato apposta, in un salto temporale nel passato e nel presente, insieme ad un autore che manovra le nostre sensazioni e riesce ad insinuare il dubbio su cosa in realtà stiamo davvero cercando, una formula di un eterna giovinezza che, il nostro primo protagonista, aveva trovato quasi per caso. Ma la formula esiste davvero o era solo una piccola coincidenza? La pergamena perduta sembra quindi un gioco, un misto tra mistero e racconto veritiero, un thriller capace di chiuderci la gola e spronare la stessa scrittura a correre perché dobbiamo sapere come va a finire.

I protagonisti del romanzo sono parecchi, eppure ognuno di loro è caratterizzato da forme profonde, a tratti vive, protagonisti di carta pronti ad uscire dal romanzo e a sentirli al nostro fianco. Questo continuo correre, questi sprazzi di pennellate di luce e continui intrighi, mi hanno fatto passare ore piacevoli durante la lettura.

La scrittura dell'autore è molto cruda, sintetica, non gira in un continuo cercar parole profonde, ma diretta colpisce il petto. Nonostante non sia ricca di dettagli minuziosi, il linguaggio utilizzato ci permette di evocare le immagini che l'autore ci mostra in maniera semplice, ma coinvolgente al tempo stesso. 

Leggendo il libro per questo review party mi sono chiesa perché dovrei consigliare la lettura non solo ai lettori di romanzi storici, ma a tutti i lettori e la risposta ne è uscita spontanea: è un libro che sa prenderti, che sa catturare l'attenzione. E' un libro quasi interattivo, che ti fa venir voglia a fine lettura di far ricerche e capire se tutto ciò che si è letto esiste davvero. Non tutti gli autori riescono in questo intento e, quando un libro si fa ricordare così, vale la pena di leggerlo e rileggerlo ancora. Vale la pena di averlo in libreria. 

La pergamena perduta non è un libro da azione forte e violenta, è come una goccia che una dopo l'altra scava la roccia. 

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