giovedì 2 novembre 2017

Review Party: Il piccolo negozio della felicità hygge, Rosie Blake


















Hygge è lo stare bene, è avere una copertina di pile sulle gambe e una tazza con la nostra tisana preferita tra le mani, Hygge è quel momento dove noi stessi siamo la nostra parte che ci fa stare bene e il piccolo negozio della felicità è esattamente quel momento, tutto racchiuso in un romanzo.


il piccolo negozio della 

felicita'

hygge

Rosie Blake


Editore: Newton Compton Editori 
Prezzo: 10,00€
Pagine: 314

Trama: È autunno nella cittadina di Yulethorpe, e una pioggerella gelata scende da giorni. A rendere ancora più tristi gli animi arriva la notizia che l’ultima bottega del centro, l’adorabile negozietto di giocattoli della signora Louisa, sta per chiudere i battenti. Per Yulethorpe sarà un inverno più gelido del solito, ma la speranza ha il volto di un angelo biondo di nome Clara Kristensen. In paese per una vacanza, la ragazza è il ritratto della salute e della felicità. In lei tutto è hygge, come dicono i danesi: è allegra, solare, con un senso profondo della famiglia, ama le candele profumate, i bambini, i cani e i libri. Clara si rimbocca le maniche e rivoluziona il negozio, trasformandolo in un luogo magico e accogliente. In mezzo all’entusiasmo che ha contagiato grandi e piccini, però, salta fuori Joe. È il figlio della proprietaria, un tipo tutto business, sposato con il suo smartphone, e teme che quella di Clara sia una manovra per mettere le mani sugli affari della madre. Del resto, nessuno si darebbe tanto da fare solo per restituire il sorriso ai bambini, no? Tra esilaranti malintesi e scontri all’ultimo fendente, riuscirà Clara, con i suoi occhi azzurri e i modi scandinavi, a convincere lo scostante e ruvido Joe che il segreto della felicità non è il denaro?

La prima parola, il primo aggettivo che mi viene in mente per questo romanzo è Tenero; tenero non solo per la copertina che ti invoglia ad entrare nel suo mondo, tenero anche per quel contenuto che ti lascia il calore di una coperta di pile, che finito il romanzo ti vien voglia di stringerlo al petto per sentirlo ancora un po' più vicino. 

Hygge arriva dalla Danimarca, è lo stare bene, è sentirsi bene, è essere felici adesso e la nostra protagonista lo è, è come direbbero i danesi, molto hygge. Clara e nonostante il nome possa ricordarci un po' la malinconia della Clara di Heidi, in realtà è una ragazza che ha quell'energia positiva intorno a lei, quella sensazione di benessere, quella sensazione che fa tenerezza, che la vedi e ti sembra di conoscerla da sempre. Clara è dolce, è un muffin alla crema ricoperto di glassa e pagina dopo pagina ci si affeziona a lei, fino ad avere malinconia all'idea di lasciarla.

Il piccolo negozio della felicità mi ha ricordato molto un vecchio film che ho adorato tanti anni fa, C'è posta per te del 1998 con Tom Hanks e Meg Ryan dove lei, bella e solare, gestiva una piccola libreria per bambini e lui pessimista, apatico della vita con un solo obbiettivo fatto di nero e grigio, incrocia lei nel suo cammino e tutto letteralmente cambia. Clara è la Meg Ryan del momento; la nostra protagonista si ritrova in vacanza in un paese dove la sensazione di malinconia si tocca con mano. Il cielo è grigio, l'autunno fa sentire quel freddo pungente sulla pelle, i negozi che prima rallegravano il paese, l'odore del pane appena sfornato, il piccolo supermercato, la caffetteria che sfornava golosità, ora sono solo lontani ricordi, il bisogno di crescere, il bisogno di qualcosa in più, porta i proprietari di Yulethorpe in paesi più grandi e quello che era rimasto, chiuderà anche lui, quel piccolo negozio di giocattoli, poco prima di Natale, sta per chiudere per sempre.

Le coincidenze non esistono e la nostra autrice riesce a farci toccare il tutto con mano. Nonostante la nostra tenera e piccola Clara sia lì per riposare, per una piccola vacanza, si ritrova a riprendere in mano la sua vita ed iniziare tutto d'accapo in un negozio di giocattoli. Ricominciare, dar vita a qualcosa di nuovo, togliere la polvere accumulata, allontanare quel grigiore che in un negozio di bambini non dovrebbe assolutamente esserci non è facile, eppure la nostra Clara lo sente dentro.

Quella sensazione che senti dentro, che ti fa capire che è la cosa giusta da fare 
Il nostro Tom Hanks lo ritroviamo invece, nel figlio dell'eccentrica proprietaria del negozio di giocattoli; Joe non è un personaggio facile, all'inizio può sembrare scontroso, forse una puntina anche di superficialità, uno di quelli che sembra chiuso in un armatura dorata, pronto a guardarti giusto in quella pausa caffè dal lavoro; uno di quelli che il lavoro viene al primo, secondo, terzo e anche un po' al quarto posto, eppure pagina dopo pagina, quella scorza dura, quel senso di pesantezza, di volerlo spintonarlo e farlo correre anche contro un palo, sembra abbandonarlo piano piano, per poi farci capire che come sempre l'apparenza inganna, che come sempre a volte bisogna fermarsi a vedere e non solo guardare. 

L'autrice, insieme a Clara, ci insegna a vedere davvero e non solo guardare la nostra vita correre contro un tempo che a malapena sentiamo. Clara è quella sensazione di piccola meraviglia, Clara è quel respiro, quel prendi fiato quando ci sembra di non respirare. Sembrerà strano, ma in questo romanzo ci si immedesima facilmente in Joe, dove la carriera, il bisogno di correre, il scusa ma ti chiamo dopo perché non ho tempo, viene prima di una cioccolata calda, di un tramonto, di un sentire la pioggia sulla pelle. Clara, buffa a suo modo, tenera insieme a tutti i personaggi descritti,  insegna a Joe, insegna a noi a fermarci, a meravigliarci delle piccole cose, a non pensare che la felicità sia arrivare a quella cosa, ma a godersi il tragitto, perché poi alla fine la felicità è durante il viaggio, più che la meta stessa. 

Di questo romanzo ho amato tutto, anche gli animali buffi e strani come la loro padrona, ho amato l'approccio dei paesani, il loro modo di veder le cose, ho amato Clara e anche Joe dove mi sono rivista in molte occasioni. Ho amato lo stile incalzante, il bisogno di leggere avidamente pagina dopo pagina per sapere come continua la storia, ho amato il quasi tentennamento di Clara quando è rimasta a riflettere su che cosa davvero stava andando a fare, ho amato il suo bisogno di cercarsi e ricercarsi, il suo bisogno di sentirsi a casa, ho amato anche il sottile umorismo che l'autrice crea e le risate che ho nascosto davanti alla gente, perché il libro ha viaggiato con me a lavoro, al supermercato e anche in fila alle poste. 
Il piccolo negozio della felicità non è solo un romanzo, è un tesoro che contiene tanti piccoli gioielli preziosi, che sono i messaggi positivi che ci scaldano il cuore, che suggeriscono quanto in realtà sia tutto vero. Avrei tanto voluto non spoilerarvi nulla, scrivervi forse anche un po' di meno, ma su questo libro c'è davvero tanto da dire, specialmente nel periodo in cui viviamo adesso, dove a malapena sappiamo il nome del vicino, dove le porte si chiudono a chiave a doppia mandata.

Il piccolo negozio della felicità è un romanzo che va letto, che va divorato, che va ripreso e ripreso ancora, che va imparato a memoria per quello che ne contiene. E' l'odore di neve, è la meraviglia che viene da lontano, che viene dalla luce del sole quando entra dalla finestra, è quella cioccolata calda con la copertina preferita, è il sorriso di un bambino e della persona amata, è la candela profumata che Clara ama tanto, è l'essere buoni senza secondi fini. 


1 commento:

  1. Sembra davvero interessante ☺ interessante scelta anche per il film ☺☺ io ho amato C'è posta per te ☺☺

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