giovedì 16 novembre 2017

Review Party: La corte dei leoni, Jane Johnson

Il destino può riservarti il più incredibile dei doni ed è con questa frase che voglio iniziare la giornata e portarvi con me a Granada, una città dove il sole splende sempre. Il review party di oggi è particolare, ci saranno alti e bassi ma immergetevi nei profumi dell'incenso al sandalo e fermatevi ad assaporare le emozioni di ogni blogger che partecipa all'iniziativa:



LA CORTE DEI LEONI

Jane Johnson


Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: 10,00€
Pagine: 442

Trama: Kate Fordham, in fuga dal suo passato, ha trovato riparo sotto falso nome nella bellissima Granada, l’antica e soleggiata città spagnola sulla quale la dominazione araba ha lasciato evidenti tracce. Nel tentativo di ricostruire la sua vita, Kate lavora come cameriera in un bar all’interno dell’Alhambra, l’antica reggia del sultano. Un giorno, passeggiando in quei giardini meravigliosi, fa una scoperta insolita: nascosto in una crepa del muro di cinta c’è un rotolo di carta. È un manoscritto risalente a prima del 1492, l’anno della caduta di Granada, quando la città araba si arrese alla regina Isabella e al re Ferdinando d’Aragona. Sul rotolo proveniente da quell’epoca lontana sono iscritti strani simboli che riportano un messaggio di pericolo e disperazione. Ma è dall’amore che nasce il misterioso frammento, e la potenza di quel sentimento finirà per cambiare per sempre la vita di Kate.

In Spagna i morti sono più vivi che i morti di qualsiasi altro paese del mondo. E questo mi ha fatto pensare che il passato e il presente sono sempre intrecciati e che l'amore è una forza eterna. 
Per la prima volta, dopo tanto tempo, torna il bisogno di consigliarvi di iniziare il libro dall'ultima pagina, dalle note dell'autrice. Non perché il libro non meriti - anzi - ma per assaporarne meglio la lettura del contenuto stesso.

Come si può definire l'amore? 

L'autrice, Jane Johnson, ci porta in Spagna nella città di Granada, con una protagonista dal carattere complesso e forte che, tuttavia, si dimentica spesso di esserlo come ogni ragazza che soffre. Si può davvero soffrire per amore? Kate fugge da un passato che fa male, da un lato si sente egoista per aver abbandonato la sorella, rischiando di metterla in pericolo e dall'altra ha bisogno di ricominciare.
Se dovessi paragonare la nostra protagonista Kate ad un colore sarebbe decisamente il rosso per via di tutte le sue sfumature. Kate di sfumature ne è davvero piena. Cerca di vivere il presente. Da un anno lontana da tutto, Kate decide di riprendere in mano la sua vita in maniera completamente nuova, cambia identità inventandosi un nome tutto nuovo, comincia a lavorare come cameriera in un bar e a mascherare il suo dolore con finti sorrisi e gentilezze. Ha il bisogno della lontananza, di distanziare il dolore con chilometri che possano farle dimenticare il passato e le ferite. Non riesce ad abbandonarsi completamente, non riesce a fidarsi di nessuno, ma quando si sente in trappola, Kate crolla e lo fa con una sconosciuta.
Un'altra sfumatura di Kate è quella della curiosità; dell'investigare su qualsiasi cosa le capiti a tiro, del decifrare codici strani che da bambina le son sempre piaciuti e quando tra i mattoni del grandioso monumento di Alhambra, trova quel vecchio foglio inserito lì da chissà quanti anni, non resiste a non portarlo via con sé. Non esistono le coincidenze e pagina dopo pagina l'autrice sembra marchiarlo a fuoco. 

Jane Johnson con un ritmo naturale, senza esser forzata, riesce ad inserire insieme alla storia di Kate, una storia antica, una storia di tanti secoli prima, proprio in quel luogo, in quei mattoni che lei adesso sfiora. La storia del passato si svolge verso la fine del 1400 e l'inizio del 1500, verso la caduta di Granada e la vita di un giovane sultano. Di questa storia il personaggio che rimane più impresso è Benedict, un bambino, uno schiavo che dalla vita ha già incontrato la parte brutta, venduto poi per pochi soldi come giocattolo, come compagnia al piccolo sultano, nominato Momo. Le vicende di Benedict e Momo sono intense, pagina dopo pagina cresciamo con loro, i loro dubbi e le incertezze, il loro modo di vivere e quel bambino venduto come un animale legato, comincia a provare sentimenti profondi, un amore che a volte fa male al petto.
Quando arriva la guerra, quando arriva la sconfitta di Granada lascia un po' l'amaro in bocca nella lettura, quasi come se quell'intensità, quel dolore diventasse troppo frettoloso, scritto in maniera troppo veloce per non dargli troppo spazio.

Prese separatamente entrambe le storie non sono affatto male, avrei letto due romanzi ben divisi, su una la storia di Kate, del suo amore sbagliato, del suo bisogno di vivere, di rialzarsi dopo una caduta e nell'altra avrei letto volentieri il romanzo storico che mi racconta di Granada, di quel bambino monco e di quell'amore diverso per il suo signore. L'autrice riesce a mescolare entrambe le storie in un unico romanzo, ma sembrano perdere poi quella profondità che ci si aspettava, quasi come se tutto ciò letto in realtà non bastasse. 

Il ritmo è scorrevole, per i lettori attenti il romanzo riesce a leggersi in poche ore, ma perde nell'intensità del racconto, come se l'autrice evita di scrivere in maniera prolissa, rischiando però un ritmo a volte troppo superficiale. Non è una storia dal massimo dei voti, non ti lascia a bocca aperta senza fiato e non si riesce a sentire lo stomaco in subbuglio; è un bel romanzo, è scritto bene e si legge perché si vuol sapere quel che accade, l'intrigo, i tradimenti. Ci si affeziona a tutti i personaggi descritti, ma è proprio per questo che si ha voglia di qualcosa in più, che si sente il bisogno di avere quel piacere sulla pelle, quella profondità che ti fa stringere il libro al petto. 
Peccato anche per la cover, avrei decisamente preferito l'originale, di cui Newton all'inizio ne aveva realizzato la grafica, cambiando idea poi dopo; non mi attrae la ragazza in copertina con il cappello di paglia, ricorda un paesaggio estivo che non ha senso - nonostante l'ambientazione si svolga in Spagna - per il contenuto.

Un libro comunque da leggere per conoscere i personaggi, tra l'altro solo alcuni inventati. 

4 commenti:

  1. Grande!! In effetti la copertina trae in inganno

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  2. Anche per me la copertina non è appropriata. Per quanto riguarda il mescolarsi di due storie, invece, credo che l’autrice sia riuscita ad amalgamare creando un prodotto unico ed emozionante :)

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  3. Concordo con te sulla copertina, sono rimasta un po' così quando ho visto il cambio.

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  4. La cover non è brutta ma dà l'idea di una storiella leggera.
    Concordo con te sul fatto che le storie non sono legate e che quindi perdono intensità

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