sabato 16 dicembre 2017

L'ultimo Spartano, Matteo Bruno [Blogtour]



L'ultimo Spartano è una nuova uscita di Matteo Bruno, edito da Leone Editore. Se state seguendo il blogtour non potete perdervi anche l'intervista seguente!


l'ultimo spartano

Matteo Bruno 


Editore: Leone Editore 
Prezzo: 13,90€
Pagine: 350
Genere: Romanzo storico 

Trama: Filocrate di Megalopoli è costretto ad abbandonare la città natale e a battersi per denaro al servizio dell'impero persiano, minacciato da Alessandro Magno. Scontento, ha però occasione di riscattarsi recandosi a Sparta per incontrare re Agide, l'unico che in Grecia può sollevare una vasta rivolta antimacedone. Una volta nel Peloponneso, Filocrate incontrerà una donna misteriosa che sembra capace di prevedere il futuro e verrà coinvolto in intrighi diplomatici senza fine, fino alla sconcertante rivelazione sulle sue origini. Intanto gli spartani si preparano a combattere i macedoni: davanti alle mura di Megalopoli, i leggendari soldati dai mantelli rossi affronteranno un'ultima disperata battaglia per l'indipendenza di tutte le polis greche.


  • Ciao Matteo ti ringrazio per aver accettato l'intervista. Partiamo subito in quarta chiedendoti al volo quattro aggettivi che possano descrivere la tua persona 
Ciao Emanuela, innanzi tutto permettimi di ringraziarti per avermi accolto nel tuo blog. Quattro aggettivi? Direi introverso, imprevedibile e inguaribilmente romantico (nel senso letterario del termine!). Ok, sono tre, ma così al volo il quarto proprio non mi viene..

  • Per il momento mi sto occupando del tuo romanzo Dodici Città e devo ammettere che la scrittura è molto evocativa e ricercata, è frutto di studio o è il tuo modo di essere scrittore? 
Non è frutto di studio, nel senso che non ho mai studiato particolari tecniche di scrittura creativa, se è questo che intendi. In quanto all'essere scrittore, non so nemmeno se posso definirmi così; mi piace dire che sono un imbrattacarte! Venendo alla tua osservazione, direi che il mio modo di scrivere deriva dal leggere molto: cerco di assimilare e di rielaborare. Inoltre, come hai giustamente notato, mi piace far uso di tanto in tanto di termini ricercati.

  • Hai scritto diversi romanzi storici, come mai questa scelta di genere? 
Questa è una domanda che mi è stata posta molte volte. Credo che non sarei capace di scrivere null'altro, per me la scrittura è un modo per raccontare la Storia (la maiuscola non è un refuso), per vivere io stesso in tempi e luoghi diversi, per evadere dal quotidiano. Ah, come vedi è vero che sono un romantico!

  • Hai un tuo autore da cui prendi ispirazione o a cui vorresti assomigliare? 
Sì, Bernard Cornwell. Ho iniziato a scrivere prendendo ispirazione dai suoi romanzi di avventura storica, densi di dettagli, colori ed epica. Nel mio background c'è però anche un pizzico di fantasy (adoro Tolkien), nonché una vena gotica sulla scia di Stoker e degli altri classici di epoca vittoriana. Tra gli autori italiani adoro Manfredi, che è anche colui che più si avvicina alle ambientazioni dei miei romanzi.

  • Ciò che accomuna i tuoi personaggi sembra essere la visione dell'uomo in toto, con pregi e difetti, come mai hai creato l'essere umano a somiglianza reale piuttosto che renderlo "migliore"? 
Bé, questa è davvero una splendida domanda, nessuno me l'aveva mai posta prima e, sinceramente, io stesso non ci ho mai riflettuto troppo. Direi comunque che non ho mai nemmeno cercato di rendere l'uomo migliore di come è; anzi, credo che le cose vadano raccontate così come sono, e non come vorremmo che fossero. Inoltre ammetto di avere una certa simpatia per i personaggi “cattivi”, o meglio per i protagonisti non troppo ortodossi, diciamo così. La storia, così come la vita vera, non è una fiaba.

  • Quale messaggio vuoi lasciare al lettore comune con i tuoi romanzi? 
Vorrei far comprendere come certi comportamenti e sentimenti sono una costante della storia umana, a prescindere dalle epoche e dai luoghi. L'amore e l'odio ci sono sempre stati e sempre ci saranno; nei romanzi storici i protagonisti sono esseri umani come noi, con le nostre stesse paure e con le nostre stesse speranze. Le vicende storiche, quelle che si studiano sui libri di scuola, restano invece sullo sfondo e non è necessario essere esperti conoscitori dell'Antica Grecia per leggere e apprezzare un romanzo lì ambientato (l'esempio non è casuale!): semmai, se mentre si legge si impara qualcosa di nuovo o si è stimolati a fare qualche ricerca, ben venga, ma non è affatto necessario.

  • Mentre tu che tipo di lettore sei? Cosa leggi e quanto leggi? 
In parte ho già risposto in precedenza, citando i miei autori preferiti. Cerco però di leggere un po' di tutto e un buon libro non deve assolutamente mai mancare sul mio comodino. Non sono una scheggia nella lettura, anzi, contrariamente alla maggior parte dei lettori, più un libro mi piace e più lo leggo lentamente, in modo da assaporarne ogni dettaglio e particolare.

  • Dopo L’ultimo Spartano, hai già in mente un seguito? 
Un seguito vero e proprio no (anche se una mezza idea su una continuazione delle vicende di Filocrate non manca). Però sto continuando a lavorare sul filone storico e ho già alcune cosette pronte, seppur di ambientazione completamente diversa.

  • Grazie per aver accettato l'intervista. 
Grazie a te, è stato davvero un piacere. Un saluto a tutti i lettori del tuo blog.

Seguite il calendario qui, con la data del Review Party:


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