giovedì 22 febbraio 2018

Review Party: Lo chiamavano Gladiatore, Massimo Lugli, Andrea Frediani

Queste giornate sono state piene di review che mi hanno permesso di leggere romanzi in anteprima che mi hanno lasciato senza fiato. Ho letto tantissime pagine e voglio concludere con Lo chiamavano Gladiatore, un romanzo scritto a quattro mani: Massimo Lugli e Andrea Frediani, edito da Newton Compton Editori.




lo chiamavano gladiatore

Andrea Frediani Massimo Lugli 


Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: 10,00€
Pagine: 384

IN USCITA OGGI 

Trama: Roma, I secolo d.C., sotto l'imperatore Tito. Aurelio fa fallire l’impresa che gli ha lasciato il padre e, minacciato dagli usurai, è costretto a farsi schiavo per i troppi debiti. Finisce così in una scuola di gladiatori: ha talento nell’arena, ma deve fronteggiare la rivalità dei compagni. Un aiuto gli arriva da Clovia, una donna senza scrupoli che, grazie a una misteriosa pozione, ha trovato il modo per potenziare le doti atletiche dei combattenti su cui scommette… Roma, giorni nostri. Valerio si è innamorato di una prostituta ed è determinato a liberarla dai suoi protettori. Da quando è finito sul lastrico, rovinato dal suo socio in affari, però, non ha più un soldo e l’unica sua fonte di guadagno sono i combattimenti clandestini di arti marziali. Per sopravvivere in quel mondo spietato, sarà costretto a ricorrere a soluzioni più estreme… E questo, per quanto strano possa apparire, legherà il destino di Valerio a quello di Aurelio, vissuto duemila anni prima. Per entrambi i combattenti, dietro l’angolo si nasconde l’insidia che potrebbe distruggere le loro vite.

Lo chiamavano gladiatore è una storia che gronda sangue, lacrime, sudore e sesso.
Roma, qualche millennio fa: Aurelio Cecina è un giovane uomo che tenta a fatica di mandare avanti l'attività del padre, morto qualche tempo prima. Ma i debiti lo travolgono e ben presto si ritrova ad essere uno schiavo, disprezzato da tutti perché, nato benestante, non è stato in grado di gestire la fortuna che gli Dei gli avevano concesso.
Sentì gli occhi inumidirsi per le lacrime e si abbandonò infine ad un pianto dirotto, che aveva sempre tenuto a freno, anche nei momenti di più cupa disperazione
E così Aurelio diventa schiavo di Quinto:
Da questo momento, e per tutta la durata del contratto, il contraente diventa il mio padrone e signore
Forse potrà diventare gladiatore, magari diventerà il combattente più famoso di Roma e recuperare il prestigio perduto.
Roma, giorni nostri: Valerio è uno che avrebbe potuto vivere di rendita con l'eredità del padre, un uomo decisamente più saggio di lui che diceva sempre: Mai fare il passo più lungo della gamba ma Valerio sfrutta il suo capitale per l'acquisto di una gioielleria, convinto da un amico che poi si rivela essere un truffatore, e che lo abbandona al suo destino lasciandolo pieno di debiti.
La vita di Valerio scorre mestamente fino a quando non incontra Helena, prostituta romena: se ne innamora follemente e decide di barattare la sua libertà combattendo incontri clandestini per il pappone di Helena.
Occhi iniettati di sangue, faccia da pitbull, mani che tremano mentre si accende una sigaretta. 
Ma qual è il filo che unisce un gladiatore e un ragazzo dei giorni nostri? Questa è la storia di due uomini che cercano di risollevarsi dal fallimento, che cercano il riscatto sociale.
Aurelio e Valerio sono due uomini che in fondo avrebbero potuto condurre una vita agiata, ma hanno fatto scelte sconsiderate. E il combattimento diventa per loro un modo di reagire.

Aurelio è quello che ho amato di più, motivato e dalla grande tempra: non si abbatte, cerca di sfidare la sorte per una questione di orgoglio e rivincita. Diventa un gladiatore sempre più capace grazie anche ad una pozione preparata da Innithivei, la schiava di Clovia, una domina con la quale ha una relazione, moglie lasciva di un senatore.

Ma cosa succede quando la brama di fama e potere ti travolgono?
Aurelio sbaraglia ogni avversario, diventa una belva sempre più assetata di sangue, forse solo l'amore per Innithivei può salvarlo. E Valerio da piacione innocuo diventa una macchina da guerra, anche lui assume un intruglio suggeritogli da un'amica archeologa, alle prese con alcune misteriose ricerche.

Ma bisogna sapersi fermare in tempo. Ma l'amore per Helena sarà sufficiente per Valerio?

Ho divorato questo romanzo in due giorni, bella la narrazione che si svolge su due piani temporali e mette a confronto due uomini lontanissimi a livello di epoche, ma allo stesso tempo accomunati da un destino identico, o quasi.
Dei due ho trovato sicuramente più maturo Aurelio, mi ha fatto davvero pensare ad un valoroso gladiatore: umano ma al tempo stesso fortissimo combattente.
Riguardo Valerio, è uno che decide di combattere, ma a mio avviso per il motivo sbagliato: non per amore di sé stesso, ma per amore di una donna. E sono proprio le motivazioni a decretare la vittoria o la sconfitta in questo caso. 

Mi ha colpito tantissimo anche il personaggio di Clovia, la moglie del senatore: una donna arida, senza sentimenti, interessata solo al sesso e che usa il sesso come mezzo per raggiungere i propri scopi.

Il linguaggio utilizzato è coinvolgente, il lettore ha l'impressione di essere uno spettatore degli eventi, quasi di essere coinvolto in prima persona nei combattimenti e nel tentativo disperato dei protagonisti di risorgere. 

Un romanzo che nonostante tutto ti aiuta a non mollare mai. 

Review Party: La vendetta dell'imperatore, Clive Cussler

Oggi vi porto in un'avventura che lascia senza fiato. Non si può non amare i romanzi di Cussler, che come una proiezione cinematografica ti portano in luoghi e azioni che lasciano il ritmo sempre alto. In un continuo crescendo.




la vendetta dell'imperatore

Clive Cussler
e Boyd Morrison


Editore: Longanesi
Prezzo: 16,40€
Pagine: 408

Trama: Juan Cabrillo e l’equipaggio della Oregon devono affrontare la loro impresa più rischiosa quando, a seguito di un violento colpo in banca durante il Gran Premio di Monaco, i conti della Corporation vengono prosciugati. Per recuperare i suoi soldi, Juan dovrà unire le forze a quelle di un amico di vecchia data conosciuto durante i giorni alla CIA e scovare un hacker e uno spietato ex ufficiale della Marina militare ucraina. Ben presto Cabrillo e compagni scopriranno che la rapina era solo il primo passo di un piano che mira alla morte di milioni di persone e al crollo delle maggiori economie del mondo. L’elemento chiave? Un documento dal valore inestimabile creduto perso sin dal disastroso tentativo di invasione della Russia da parte di Napoleone. Duecento anni dopo, il segreto in esso contenuto potrebbe diventare l’arma che metterà in ginocchio l’intera Europa.

Ogni volta che si parla di un romanzo di Clive Cussler scendo in prima linea come lettrice e come blogger. Amo il modo di scrivere degli autori, le avventure sempre così avvincenti e la sensazione di leggere finalmente un bel libro. Clive Cussler e Boyd Morrison danno la giusta dose che serve per sentirsi appagati da una lettura: adrenalina e trama avvincente.

Il libro inizia nel passato, con Napoleone a Sant'Elena e con il fiato già corto e il bisogno di saperne sempre di più. Il passato si mescola con il presente in una vicenda quasi surreale. Andando avanti, pagina dopo pagina ci troviamo di fronte ad una ricca rete di informazioni dove i personaggi se pur tanti sono comunque caratterizzati da diverse sfumature e ricchi di personalità.
Cabrillo e i membri dell'equipaggio si trovano in difficoltà, qualcosa è andato storto portando via tutto il loro denaro, ma in realtà quello che capiremo più avanti è che non è scomparso solo il denaro della compagnia, ma piano piano l'economia intera sembra crollare! Può qualcosa di non fisico creare una situazione drammatica? La situazione tragica non permette di andare avanti e il nostro protagonista si ritrova ad affiancarsi ad un vecchio amico per recuperare ciò che ha perso.

Ma come mai Napoleone si mescola al presente tra arsenico e rapimenti? Il concetto che capiamo tra le pagine è che nulla è come sembra. Se finora la storia può sembrarci un libro che tratta un genere come lo spionaggio, in realtà La vendetta dell'imperatore mescola la storia antica con quella moderna, portando alla luce dubbi e incertezze su un tesoro nascosto, un tesoro capace di cambiare tutte le carte in tavola.
La storia è un continuo mescolarsi, un continuo salto tra un luogo ed un altro, arriviamo a Palermo, passiamo per Malta e Monaco, arriviamo fino alla Danimarca e tutto questo ci lascia con il fiato corto e il bisogno di continuare a sapere. Quello che sembrava solo un furto, in realtà nasconde qualcosa di più grande.

Juan Cabrillo uno dei nostri protagonisti principali, è un personaggio così complesso che, ogni suo dettaglio, ci farà sentire la sua presenza al di fuori della carta. Abile, talentuoso, impulsivo, coraggioso un po' a tratti, Juan Cabrillo incarna perfettamente l'essere umano con i suoi pregi e i difetti e come fan accaniti, ci ritroveremo ad incitarlo, ad invogliarlo a continuare l'avventura, a non mollare. Gli antagonisti della storia, Golov e il suo bisogno di vendetta e ricchezza, in realtà fino alla fine non sembra esser una presenza fisica, ma un'oscura minaccia sempre costante. Pezzo dopo pezzo, il tesoro, l'obiettivo principale dei nostri antagonisti, sembra venir fuori e creare finalmente certezze a quelle che finora erano solo dubbi e indagini.

Le continue fughe, i tradimenti, la continua ricerca in un ritmo serrante ed evocativo, ci porta a sentire l'idea di trovarci su delle montagne russe che fino alla fine ci lasciano senza fiato. L'attenzione non cala mai, la scrittura è fresca e diretta, una scrittura di impatto che permette di concentrarsi e vivere nell'ambientazione descritta. La vendetta dell'imperatore è un libro che si lascia vivere e che si divora letteralmente in poco tempo. Attenzione: mozza il fiato. 




mercoledì 21 febbraio 2018

Segui le mosche, Barbara P. Baumgarten - Recensione -

Avete presente quei libri che vi lasciano senza fiato, quei libri che vi hanno emozionato talmente tanto che adesso vi frenano le parole in bocca? Era da tanto, troppo tempo, che non leggevo un libro così, che mi emozionasse a tal punto da doverne parlare con marito in ogni momento. Segui le mosche è un libro che mi ha stretto le mani intorno al collo e non mi ha lasciato andare fino alla parola fine. Un libro che per assaporarlo meglio, va assolutamente letto su carta.


segui le mosche

Barbara P. Baumgarten


Prezzo: 2,99€ ebook, 9,36€ cartaceo
Pagine: 224
Genere: Horror

Trama: Quando il dottor Pete Buckler si trova fra le mani la cartella di Sophy Ward è convinto si tratti di un caso semplice e di routine. Tuttavia, ben presto il colloquio con la giovane rivela una verità sconcertante e terribilmente inquietante. Pete Buckler aiutato dal detective Paul Stein e dal collega Friederich Mounchen cercherà di far luce su uno dei luoghi più sinistri del mondo: il St. George Institute. "C'è attività in quel vecchio istituto. qualcosa che si sta muovendo anche da morto"


Mi è bastato guardare il booktrailer (qui sopra) per capire che dovevo assolutamente leggere questo libro. Quando si parla di horror, ho aspettative tanto alte in quanto l'horror è un genere non solo selezionato, ma che deve riuscire a sorprendere il lettore, a far scorrere l'adrenalina nelle vene dalla prima all'ultima pagina, rimanendo poi con la luce accesa. Segui le mosche, fa esattamente questo. Ne sono rimasta così colpita, così innamorata da riuscire a divorarlo in meno di tre ore, correndo poi a scrivere questa recensione, per tracciare e non dimenticare ogni emozione provata.
Il romanzo ha tutto ciò che un horror che si rispetti chiede. Ha la paura, ha il bisogno di incitare i protagonisti a non mollare la scena e a quasi litigarci per le scelte prese, ha la tensione nella scrittura evocativa che richiama alla mente le visioni delle immagini che stiamo leggendo, ha l'amarezza finale di aver già finito il libro e lascia la voglia di rileggerlo ancora e ancora.

Già dalla prima pagina, la scena si apre con un'azione cruenta. Una ragazza, poco più che adolescente vaga in una strada di una tranquilla cittadina, insanguinata e spaventata. Una pattuglia di polizia la trova. Il personaggio che incontriamo è Sophy, di cui si erano perse le tracce, insieme a due suoi amici, da una settimana. La ragazza è sola, non c'è nessuno accanto a lei. Cos'è è successo ai ragazzi che l'accompagnavano? Ma soprattutto di chi è il sangue? 
Sophy è sotto shock, non ha la lucidità per spiegare cos'è successo e la polizia ha bisogno di indagare, di capire. E' per questo che nella vita della ragazza entra uno psichiatra. Sarà il dottor Buckler a prendersi cura di lei nel suo istituto. Ma quanto la razionalità, la scienza, sarà pronta a spiegare cosa è successo davvero? 

All'inizio il personaggio di Sophy, sembra il personaggio principale della storia. Tutto ruota intorno a lei, a questa figura che deve essere giudicata innocente o colpevole, ma pagina dopo pagina ci rendiamo conto che ciò che stiamo leggendo non è un thriller dove si cerca un assassino, ma un romanzo complesso, dalle mille sfaccettature, dove i personaggi principali sono ben altri
Premettendo che ogni personaggio che incontriamo nella storia è ben caratterizzato ed esce con convinzione dalla carta, il personaggio che giostra i fili delle varie scene si può identificare nello psichiatra, il dottor Buckler, uomo di scienza che si interroga su ciò che va al di là della razionalità. E' interessante vedere come ogni figura, ogni individuo del libro non siano mai lasciati al caso, ma che ognuno abbia una propria caratteristica. Buckler ama il suo lavoro e lo sa fare bene, per questo cerca di capire fino in fondo cosa sia successo alla ragazza, è comunque un uomo che si interroga nonostante tutto. La figura del detective, invece, è una figura che all'inizio si sentirà antipatica a pelle, è un uomo tutto d'un pezzo che non ha altri colori oltre al bianco e nero, eppure pagina dopo pagina ci si affeziona anche a lui e al suo modo di fare.

Nonostante il romanzo si basi su un tempo di pochi giorni, in realtà la storia sembra che sia interminabile talmente si ha la passione nel leggerlo. Ogni personaggio che incontriamo riesce a lasciarci qualcosa e a farci sentire le emozioni che prova, le paure, i dubbi, l'ansia, il bisogno di conoscere la verità.
Sophy ha pezzi di ricordi, che con maestria l'autrice inserisce nei capitoli e saranno quei ricordi a farci sussultare, ad aver voglia di correre tra le pagine per conoscerne ancora. L'ambientazione ruota intorno alla clinica psichiatrica dove è ricoverata la ragazza e intorno alla figura di un ex manicomio ormai chiuso da tempo, luogo adesso diventato leggenda. Un ex manicomio e la gente che sparisce porta i cittadini a vedere la figura di quel luogo come un edificio infestato dai fantasmi. Ma sarà davvero così o è tutto frutto di voci e sparizioni casuali? 

Nonostante ci fosse il rischio di cadere davanti a dei clichè per via di inserimenti come manicomio, cliniche psichiatriche e fantasmi, in realtà l'autrice come un'abile burratinaia tesse i nostri fili, facendoci diventare marionette del suo gioco. Il romanzo è completamente originale, non ha un contenuto banale, se poco prima abbiamo certezze su ciò che stiamo leggendo, girando pagina le nostre certezze vengono frantumate. La scrittura diretta, evocativa ed intensa ci porta a leggere il libro con il cuore in gola, sentendoci esattamente lì in quell'ambiente. Basterà un piccolo rumore per sussultare dalla sedia e riprendere fiato. 

E' interessante come l'autrice abbia ricercato diversi termini medici e inserito argomentazioni che toccano anche l'esoterismo. E' interessante come l'autrice abbia creato un connubio perfetto tra la figura della scienza e del soprannaturale. Segui le mosche è un romanzo che non va assolutamente sottovalutato, che va assaporato ad ogni parola, soffermandosi sugli indizi che l'autrice sparpaglia qua e là. Come lettrice, al di fuori della sfera blog, ci tengo a sottolineare che per soddisfare la nostra mente e la sensazione del tatto, sia meglio leggere il libro in cartaceo, per sentir sicuramente di più l'angoscia e il terrore che il libro lascia.

Segui le mosche si prende gioco del lettore e lo fa in una maniera meravigliosa. 



martedì 20 febbraio 2018

Review Party: Uomini che restano, Sara Rattaro






uomini che restano

Sara Rattaro


Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: 16,90€
Pagine: 264

Trama: All’inizio non si accorgono nemmeno l’una dell’altra, ognuna rapita dal panorama di Genova. Fosca e Valeria s’incontrano per caso, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un’amicizia vera, di quelle che fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che, senza preavviso, ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine.

Sara Rattaro non scrive libri, ma parla all'anima. Ogni volta che leggo un suo romanzo, che sia per bambini o per adulti, ne rimango così entusiasta che sento il bisogno di urlare, di parlare al mondo intero di lei e di come scrive. Lo so, con queste parole sembro una fan accanita, una stalker forse troppo presa, ma in realtà basta leggere qualche riga di questa autrice per innamorarsi del suo modo di scrivere.

Tutti dovrebbero leggerla, perché le sue parole scaldano il cuore e permettono di isolare il dolore che spesso ci scava dentro.

Il nuovo romanzo di Sara Rattaro è Uomini che restano ed anche questa volta la poetica dell'autrice non si smentisce, lasciandoci una bellissima sensazione addosso nonostante le pagine siano ricche di emozioni intense.
Sara Rattaro con parole semplici, ma allo stesso tempo evocative porta il dolore, il buio, la sofferenza e li trasforma in quella che è gioia della stessa vita, come se leggendo il libro ci trovassimo a percorrere e raggiungere quella meta, quella piccola gioia tanto attesa.

Alla fine dopo la pioggia c'è sempre il sole e Sara Rattaro sembra farcelo tatuare addosso.

Sentirsi protagonisti della storia è molto facile, in quanto la scrittura diretta ed intensa permette di empatizzare affondo con i protagonisti. Ci si sentirà Valeria, distrutta all'interno per un uomo che non è riuscita a capirla, ad accettarla, a supportarla, ma che nonostante tutto deve provarci a far finta di nulla. Ci si sentirà Fosca che si sente in bilico su un filo teso sul vuoto, in bilico su una vita realizzata che l'ha presa in giro, su progetti che si sono sbriciolati come un castello di sabbia colpito dalle onde.

Nello stesso modo ci sentiremo dall'altra parte, proveremo le emozioni degli uomini e cercheremo di capirli e comprenderli. Ci sentiremo impaurite all'idea di staccarci da quella sensazione, da quell'amore addosso che abbiamo sentito nella pelle. Ci sentiremo coraggiosi nonostante tutto, capaci di affrontare qualsiasi cosa, perché ogni romanzo di Sara Rattaro è questo: è una carica di energia positiva che permette di andar avanti, è un abbraccio di un'amica quando va tutto a rotoli, è la sensazione di non sentirsi mai soli.
L'ho baciato. Ho incollato le mie labbra alle sue, perché non riuscivo ad ascoltarlo ancora. Le sue parole perfette, quelle che aspetti da sempre, erano così forti da stordirmi e avevano a che fare proprio con me. 
Sara Rattaro ci trasporta in maniera molto naturale nella mente di Fosca e Valeria; l'alternanza dei capitoli dove le protagoniste si alternano come voce narrante, riesce a farci rispecchiare in tutto ciò che stiamo leggendo e ci porta la sensazione di vivere quelle stesse emozioni descritte. L'ambientazione non è ricca di molti dettagli, eppure sentiremo lo stesso odore, lo stesso profumo della città protagonista.

Uomini che restano è un inno non solo a quell'amore che non fa male, a quell'amore che esiste da qualche parte, a quella voglia di andare avanti e saper innamorarsi ancora, Uomini che restano è un inno al potere più forte che troveremo al mondo: il potere dell'amicizia tra donne, il potere di riuscire a rialzarsi insieme, ad affondare le unghie nella terra e risalire comunque, anche se si soffre, anche se si sente il cuore uscire fuori dal petto. Fosca e Valeria si ritroveranno lì in quella Genova, a ricominciare daccapo, a cercarsi di darsi forza a vicenda, a rialzarsi perché dividere il dolore forse fa meno male.

La scrittura dell'autrice è diretta, il ritmo serrato permette di non distogliere mai l'attenzione dal romanzo, Uomini che restano è fuoco che marchia la pelle, che ci fa sentire vivi. E' un ruggito liberatorio, è il bisogno di credere che prima o poi farà sempre meno male. 

Esiste un limite a tutto. Ai dolci da mangiare, alle droghe da assumere e agli errori da commettere.








La promessa, Sarah Dunn - Review Party -



Da oggi è possibile trovare in libreria La Promessa, di Sarah Dunn. Un libro edito da DeA Planeta e, grazie al review party, ho avuto possibilità di leggerlo in anteprima.


la promessa

Sarah Dunn


Editore: DeA Planeta
Prezzo: 17,00€
Pagine: 343

Trama: Le regole di Lucy e Owen: 1) Nessuno deve sapere 2) Vietato parlarne, anche tra di noi 3) Vietato spiare 4) Niente bugie 5) Sì al sexting, ma solo fuori casa 6) E soprattutto, non innamorarsi Un buon matrimonio, una famiglia e, insieme, il brivido di una relazione segreta e travolgente. E se avere tutto fosse possibile? Se lo chiedono Owen e Lucy, alle prese con le certezze e i compromessi di ogni coppia sposata vicina ai quaranta. La sera in cui, dopo qualche bicchiere di troppo, i loro amici Thom e Victoria confessano di volersi concedere un periodo di “infedeltà programmata”, Lucy e Owen si scoprono tentati dall’idea. E, stilata una lista di semplici regole (una su tutte: vietato innamorarsi), aprono le porte del matrimonio a sei mesi di trasgressione. Ma dall’infrangere le regole al ritrovarsi con il cuore infranto il passo può essere breve. Tra sorprese e complicazioni di ogni genere, i due dovranno combattere per ciò che più conta: l’occasione di conoscersi e amarsi per quello che sono davvero. Acclamato dai media e dalle lettrici americane, La Promessa è la storia di un matrimonio difficile come tanti, unico come tutti. Esilarante e romantico come il più appassionato dei baci.

La promessa è un romanzo particolare, che va capito. Un romanzo che va letto con calma, snocciolato in ogni sua parte. Dedicandogli ogni attenzione e, solo in quell'attimo, si può davvero comprendere e amare. So che sembra difficile da capire, alla fine sto parlando di un libro e il compito di un libro è quello di farsi leggere e lasciare una bella sensazione arrivati alla parola fine ma, dopo aver letto la Promessa, la situazione cambia in quanto è il romanzo a parlarti, a farti aprire gli occhi in una realtà che spesso può rischiare di diventare la nostra.

Lucy e Owen sono la coppia perfetta, quella coppia unita dal magico filo rosso del destino. Sono anime gemelle, scelte da un fato. Riescono a comprendersi, a guardarsi negli occhi e a sapere già cosa l'altro sta pensando, quelli che basta una carezza per capire come ci si sentono, eppure il matrimonio giorno dopo giorno sembra perdere qualcosa. La routine del quotidiano, la nascita di un figlio che ha bisogno di attenzioni particolari, il non sentirsi più in quell'avventura della passione, porta i due protagonisti ad una scelta che come tarlo divora le loro menti piano piano. Alla fine se i loro amici han deciso di farlo, perché non possono programmare anche loro un infedeltà programmata nel matrimonio? Non si tratta di amore, non si tratta di voler fuggire dal matrimonio, si sente il bisogno di ritrovarsi, di ritrovare quel fuoco che sembra spento sotto a della cenere. Sei mesi dove lui e lei potranno far ciò che vogliono, sei mesi dove bisogna solo rispettare le regole:

- nessuno deve sapere
- vietato parlarne anche tra di noi
- vietato spiare
- niente bugie
- non innamorarsi
- si al sexting ma solo fuori casa 

Ma sarà davvero quell'infedeltà programmata, quella vacanza a riaccendere quel fuoco sopito? O il fuoco verrà eliminato del tutto? Quando si parla di matrimonio è facile per un autore cadere nel clichè, o è tutto bianco o tutto nero, non ci sono sfumature, o ci si ama o ci si tradisce definendo l'altro squallido ed egoista, eppure Sarah Dunn riesce a risalire alla vera essenza del matrimonio, cercando la soluzione a quella che in una coppia fa più paura: l'abitudine. L'abitudine di vedersi tutti i giorni, l'abitudine di viversi nel quotidiano, l'abitudine di dar spazio ai problemi piuttosto che alla coppia e la soluzione per la nostra autrice è quella di buttarsi nelle coppie aperte, in un matrimonio aperto dove l'altro può rimorchiare e tradire; ma quanto conta la sessualità in un matrimonio? A che gradino il sesso deve essere in una relazione?

Il ritmo diretto insieme ad un linguaggio molto semplice, porta il lettore non solo ad esser curioso su ciò che la coppia andrà ad affrontare, ma porta a comprendere che non è mai quel che sembra e che il matrimonio non è in realtà quello che è definito la tomba dell'amore.
Sarah Dunn non lascia spazio a giri di parole, non si lascia influenzare da quello che dovrebbe essere il contenuto del romanzo, soffermandosi su ambientazioni e dettagli, Sarah Dunn arriva dritta al punto, senza bluff e facendoci amare tutto ciò che stiamo leggendo. 
Il sottile umorismo, le scene a volte tragicomiche, i vari personaggi che Sarah Dunn ci presenta, ci porta a definire La promessa uno di quei romanzi che tutti superati gli anni delle ragazzinate e della libertà, dovrebbero leggere. 

lunedì 19 febbraio 2018

Shadowblack, Il fuorilegge, Sebastien De Castell - Recensione -

Vi ho tartassato su Instagram con storie e riflessioni su questo libro e ora siamo - finalmente - giunti alla recensione; mettetevi comodi, sistemate la sedia e assaporate un buon caffè, io ho tanto da dirvi.
Su Shadowblack, il fuorilegge, ci sono state opinioni positive e negative, ci sono stati pareri discordanti tra loro che mi hanno quasi intimorita ad iniziare il romanzo, pensando che forse avrebbe deluso le mie aspettative. In realtà Piemme porta in libreria una serie dal contenuto nuovo, non più il classico fantasy stile Harry Potter, ma una magia che colpisce in pieno petto per tutto quello che c'è dietro.


SHADOWBLACK 

IL FUORILEGGE

Sebastien De Castell


Editore: Piemme - Il battello a vapore
Prezzo: 17,00
Pagine: 336

Trama: Il sedicesimo compleanno di Kellen si avvicina e con esso il momento in cui dovrà affrontare il suo primo duello e cominciare le quattro prove che lo faranno diventare un mago. C'è solo un insignificante, trascurabile problema: Kellen non ha magia. La disfatta sembra ormai inevitabile, quando una straniera arriva in città e lo sfida a prendere un diverso cammino. La donna appartiene al misterioso popolo Argosi, viaggiatori che vivono del proprio ingegno e custodi di grandi segreti racchiusi nelle loro carte. Ferius Parfax è pericolosa e imprevedibile, ma potrebbe essere l'unica speranza di Kellen…;

Credo che vedere la cover su internet, per poi avere il libro in mano, non abbia in realtà lo stesso risultato. La cover, che la Piemme ha deciso di mantenere uguale all'edizione originale, è accattivante e minuziosa nei dettagli. Non solo perché i protagonisti ricordano una carta da gioco o da tarocchi, ma il gatto con il suo sorriso ricorda molto lo Stregatto ed io sono follemente innamorata di tutto ciò che riguarda Alice.

Nonostante l'avventura sia realizzata da protagonisti poco più che adolescenti, ShadowBlack incanta sia nel contenuto, sia nello stile di scrittura così diretto che colpisce senza sforzi. L'avventura è adrenalinica, il ritmo è sempre in crescendo e tutto ciò permette di divorare il romanzo in poche ore, con l'amarezza ahimè di averlo già finito.

Il mondo dove vive Kellen è un mondo severo e crudele. Non ci sono sfumature, non esistono altri colori oltre il bianco e il nero, o sei un mago o non lo sei e se non lo sei, ne diventi schiavo. Il potere ed il sangue è tutto ciò che contano. Le famiglie composte da maghi se ne contendono il potere tra incantesimi e malefici, e non importa a quale famiglia appartieni se non sei un mago, vieni diseredato e diventi nulla.

Kellen è il protagonista principale della storia ed è il figlio di una delle famiglie di maghi più potenti al mondo. E' frustrante per un un figlio di personaggi così influenti, sapere che nella famiglia lui sia l'unico a non avere magia nel sangue. E' degradante e la paura, l'ansia di Kellen si toccano con mano, lui non ha nessuna magia, tutto ciò che realizza sono solo piccoli trucchi. La sensazione di sentirsi una pecora nera, di sentirsi l'unico fallimento della famiglia è tanta, ma quando nella vita di Kellen entra quella che a primo impatto sembra una zingara, le cose cambiano.

Feruis è un personaggio complesso e dettagliato al tempo stesso. E' una di quelle protagoniste che ogni persona dovrebbe leggere. E' una donna forte, istintiva e passionale al tempo stesso. E' una guida, una consigliera, una che il mondo lo graffia. Di questa donna che entra nella vita di Kellen, ne ho amato ogni dettaglio, ma il mondo di Kellen è in bianco e nero, senza sfumature, e quando la donna arriva succede il caos e per le famiglie di maghi le coincidenze non esistono. E' lei che ha portato la guerra. E' lei che ha portato la distruzione.

Da una parte abbiamo un ragazzo quindi combattuto, impaurito all'idea di quello che non potrà mai essere, dall'altra invece una guerra a colpi di incantesimi che rischia di piegare e stravolgere completamente il mondo.

Se tutto questo non basta ancora, Sebastien De Castell, crea creature magiche particolari. Se quello dalla cover sembrava uno Stregatto, in realtà è una creatura dettagliata, velenosa e sarcastica. Una creatura che tutti vorremmo al proprio fianco, come amico!

Shadowblack, il fuorilegge è cupo nell'ambientazione e nei dettagli, ma al tempo stesso è un romanzo formativo e positivo nel contesto. Sebastien De Castell sembra marchiare a fuoco l'idea dell'accettazione, dell'amarsi e stimarsi per tutto ciò che si è, arricchendo il tutto con un'avventura particolare e degna di essere vissuta.
Già dalle prime pagine ci troviamo catapultati nella storia, sentiamo nella pelle le stesse emozioni provate dal protagonista principale, sentiamo il bisogno di trovare un lieto fine che deve diventare il nostro. E' un romanzo formativo, che insegna ai ragazzi a non lasciarsi andare e lascia i brividi davanti a magie che non sono poi tanto da adolescenti.

Un appunto ovviamente senza spoilerarvi nulla, va sulla magia creata da Sebastien. Se le sue regole sono bianche e nere, o sei un mago o non sei nulla, la sua magia invece è molto ricca di dettagli che non calcano solo il bene o il male, ma si fondono e si mescolano fino a toccare la paura, quella che nessuno dovrebbe mai raggiungere.

Accattivante la stessa suddivisione del libro che suddivide i capitoli in quattro prove, le stesse che Kellen e gli altri personaggi della sua età dovrebbero affrontare per diventare maghi.

Un libro che spero con il cuore in mano che la casa editrice continui a portare qui da noi perché è una storia che non lascia spazio ad altre letture, è una storia che si sente il bisogno di rileggere in attesa del seguito. 

domenica 18 febbraio 2018

Ti sto guardando, Teresa Driscoll - Review Party -





TI sto guardando

Teresa Driscoll


Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: 10,00€
Pagine: 328


Trama: Durante un viaggio in treno Ella Longfield nota due uomini che flirtano con delle adolescenti. Inizialmente non dà molto peso alla cosa, ma quando comincia a mettere meglio a fuoco la situazione il suo istinto le dice che dovrebbe intervenire. È sul punto di chiamare aiuto quando qualcosa la ferma. Il giorno successivo, al risveglio, scopre che Anna Ballard, una delle ragazze del treno che l’aveva colpita per i suoi splendidi occhi verdi, è scomparsa. Trascorso un anno, Ella non ha ancora trovato il coraggio di perdonarsi, ma c’è anche qualcun altro che non ha dimenticato. Ella inizia infatti a ricevere inquietanti lettere piene di minacce. Lettere che le fanno temere per la sua stessa vita. È la paranoia a convincerla che persino le persone che la circondano sappiano qualcosa di cui lei è all’oscuro? L’unica cosa certa è che qualcuno la sorveglia e sa sempre esattamente dove si trova. Perché la sta guardando. La sta guardando.


Ti sto guardando è un libro che entusiasma, che pretende senza sforzi l'attenzione continua e che tiene sulle spine per tutto il tempo. Come vi sentireste se foste stati praticamente testimoni di un crimine annunciato? Come vi sentireste al pensiero che forse sarebbe bastato fare una telefonata per fare la differenza? 

È tormentata Ella, fiorista talentuosa, che in treno assiste per caso all'incontro di due giovani studentesse, Anna e Sarah, per la prima volta da sole a Londra per vedere Les miserables, con Karl ed Antony, due ragazzi appena usciti di galera. Quasi pensa di rintracciare e chiamare i loro genitori, ma poi pensa che in fondo non sono affari suoi. Cosa vuoi che succeda...Poi Anna scompare nel nulla, Ella racconta ciò che sa alla polizia e il suo nome di testimone esce fuori, dando vita ad un caso mediatico terrificante.
Immaginate cosa possa essere vedere la propria vita sbattuta sui giornali, essere giudicati per non aver detto o fatto qualcosa.
Adesso sento arrivare le lacrime, e quello che sto pensando è, stupida che non sei altro, stupida donna
Ma Karl ed Antony sono davvero colpevoli o semplici capri espiatori? Sarah ha davvero raccontato tutta la verità agli inquirenti? E di cosa ha paura Henry Ballard, il papà di Anna? 

Nella sua testa riecheggiano ancora le parole della figlia:
Papà mi fai schifo
E Lily, la sorella di Sarah, fuggita da una famiglia apparentemente perfetta. 

Che dire di questo romanzo: strepitoso, il più avvincente mai letto fin'ora. Vi confesso che il ritmo era talmente serrato che in alcuni momenti ho dovuto interrompere la lettura, tanto ero coinvolta dagli avvenimenti, come se fossi protagonista io in prima persona. 
Mi sono sentita Sarah, devastata dal dolore della presunta scomparsa della sua amica, involontaria comparsa di un evento terribile; ho provato a immedesimarmi nella sua angoscia, consapevole che i sensi di colpa possono non abbandonarci mai, anche se dentro di noi sappiamo di non aver fatto nulla di male. 
Mi sono sentita anche Barbara, la madre di Anna, una donna che spera disperatamente sua figlia sia ancora viva. Passare ore, giorni, settimane, mesi, senza nemmeno avere la certezza di una morte, macerarsi e consumarsi in un dolore senza fine. 

Sono stata un po' anche Henry Ballard, il papà di Anna, che quasi arriva a commettere una sciocchezza nel tentativo di zittire il suo cervello. 

E se Anna fosse viva? Se fosse stata semplicemente rapita? E chi sta spiando Ella, chi le sta inviando misteriosi bigliettini minatori?
Perché io capisco sul serio, vedete. Io sono l'unico a sapere come spiarla nella maniera giusta
Ho amato questo libro, perché ha messo in discussione tutte le mie teorie, ha smontato ogni mio pensiero riguardo alla sparizione di Anna.

Nessun personaggio è come sembra, ognuno nasconde qualcosa, chi una sofferenza, chi una doppia vita, chi il ricordo di un trauma subito. Leggere questa storia per me è stato come fare un giro sulle montagne russe, a volte ho avuto paura di proseguire la lettura, quasi con l'angoscia di scoprire segreti terribili e verità troppo crude da poter accettare. 

L'autrice è dotata di un talento innato nel coinvolgere i lettori con una storia particolare, piena di sfaccettature, di luci e ombre. 
Ritmo adrenalinico, ho avuto il cuore a mille per tutto il tempo.