mercoledì 31 gennaio 2018

Benito Cereno, Herman Melville - Recensione -

Questo mese mi sembra che sia volato, mi da la sensazione di aver appena finito una corsa e, per concludere in totale bellezza quello che è stato il primo mese dell'anno nuovo, vi porto la mia recensione su una narrativa classica che grazie ad una nuova casa editrice El doctor sax e la traduttrice Cristina Vitagliano, ritorna alla luce.


BENITO CERENO

Herman Melville

TRADUZIONE CRISTINA VITAGLIANO


Prezzo: 12,48€
Pagine: 170

Trama: Nel 1850 pubblicò Moby Dick, un romanzo considerato una delle grandi opere della letteratura universale, che nascondeva la metafora del mondo e della natura umana: l'incessante ricerca dell'assoluto che sfugge sempre e la convivenza del bene e del male nell'uomo, andando oltre un argomento apparentemente semplice, come l'ossessione del capitano Achab per Moby Dick, la balena bianca. Benito Cereno, pubblicato per la prima volta nel 1855, è un altro romanzo in cui l'autore prende spunto dalla sua esperienza da marinaio. È un modello di sintesi e di stile, dove Melville dipinge con colori plumbei una storia fitta di mistero e ambiguità: nel 1799, il capitano americano Amasa Delano ancorò nella baia di un'isola deserta al largo della costa cilena. Il mattino dopo apparve una misteriosa nave, la San Dominick. Questa era una nave negriera decimata da una tempesta e da un'epidemia. I marinai bianchi vivevano con i neri, senza provviste e in un malgoverno allarmante. Lì Delano incontrò il debole e malaticcio capitano Benito Cereno, che gli raccontò gli orrori del suo viaggio. Equivoci e diffidenza, passi descrittivi, altri allegorici, argomenti come il razzismo e la colonizzazione, sono tutti i temi che con il suo stile agile Melville riesce ad affrontare in questo libro così controverso, catturando il lettore sin dalle prime battute.

Il Benito Cereno di Herman Melville tradotto da Cristina Vitagliano, sembra leggersi al contrario. Mi capita raramente di partire dalle ultime pagine per poi ritornare all'inizio, ma Cristina con la sua postfazione, ci accompagna in una di quelle letture che lascia senza fiato, non solo perché l'autore era già riuscito ad incantarci con Moby Dick, ma perché l'alone di mistero ad ogni riga non lascia scampo. Cristina, che è anche la traduttrice di questo bellissimo volume, racchiude con la sua postfazione l'eleganza dei classici cogliendo varie riflessioni non solo sulla storia e i suoi protagonisti, ma sull'autore stesso. Cristina riflette su quello che è il romanzo e su come l'autore lo abbia sentito e ci accompagna a vederlo allo stesso modo e a leggerlo con quell'accurata attenzione che forse, senza lei, non si avrebbe avuto.

Come sempre la scrittura di Herman Melville riesce ad incantare ogni lettore e a travolgere il significato di ciò che si legge. Se da una parte il romanzo può essere definito provocatorio e razzista, dall'altra troveremo una sorta di grido di aiuto e diffidenza in ciò che stiamo leggendo. Siamo agli inizi del Ottocento, il nostro protagonista Delano è un capitano di una nave che si ritrova a sostare su un'isola deserta. Il suo quotidiano viene travolto quando d'un tratto, all'orizzonte, appare una strana nave che entra nel porto. La nave, così strana e immensa, sembra in difficoltà e Delano, il capitano contro i consigli del suo equipaggio, decide di arrivar in soccorso in quel vascello tanto strano e incerto. Ciò che ha davanti è completamente folle e pagina dopo pagina lascia il lettore senza fiato, chiedendosi fino all'ultimo se si sta leggendo di una nave fantasma o di un'epoca realmente esistita: quella della schiavitù, della vendita dell'essere umano.

L'incontro con il capitano Benito Cereno è ancor più folle, quest'ultimo si ritrova a vaneggiare, a dover essere soccorso perché la malattia o forse la follia lo sta distruggendo o forse perché in realtà ha bisogno di un vero aiuto. Il vascello è strano anche dal di dentro, schiavi di colore vengono utilizzati in più modi eppur sembrano in realtà liberi, l'odore è nauseante ed ogni scena è così evocativa che ci sembrerà di trovarci all'interno della storia. Se questo non basta, riga dopo riga l'autore sembra corrompere il lettore cercando di indicargli sotterfugi che vengono subito coperti dal nostro stesso Delano impossibilitato o in realtà, incapace davvero di vedere.

In questo romanzo di poche pagine, nulla è come realmente sembra. Ciò che è preda diventa in realtà il predatore e lascia a bocca asciutta fino all'ultima pagina, fino a quando viene spiegata la verità con tratti crudi e senza senso. E' davvero giusto realizzare qualcosa anche se il mezzo è il più sbagliato? Dove inizia la follia e termina la ragione? Melville ci imprigiona in una gabbia stretta dove si ha la necessità solo di riflettere su quello che abbiamo letto pur di uscirne.
Il ritmo serrato ci porta a divorare ogni pagina con la curiosità di dover sapere e ritornare indietro per apprendere meglio, per esser sicuri di ciò che abbiamo letto. Nonostante l'ambientazione si sviluppi sulla nave e sull'isola, il romanzo sembra toccare numerose terre e porti.

Benito Cereno è un romanzo forte, un romanzo prepotente che non lascia scampo e ci ritroveremo a scuotere con determinazione il nostro Delano, riflettendo che forse in realtà l'autore parla di noi, della nostra incapacità di vedere davvero ciò che guardiamo. Intrigante, evocativo, contro corrente e attuale, Benito Cereno è assolutamente questo e tutt'ora nonostante il romanzo sia riuscito a leggerlo in poche ore, tutt'ora ne ho voglia di rileggerlo ancora perché sono sicura che ogni volta riuscirei a trovare una sensazione nuova e diversa. E' un romanzo psicologico che entra nella nostra pelle e ci ronza in testa come un insetto. E' un romanzo che viaggia parallelamente tra razionalità e follia.

Un appunto va dato assolutamente anche alla copertina meravigliosa che con il vascello fantasma delinea perfettamente la nave protagonista della nostra storia.





martedì 30 gennaio 2018

Inganno proibito, Catherine Bc [Review Party]


Titolo: Inganno proibito

Autore: Catherine BC 
Genere: Erotico - Romance
Editore: Self - publishing

Data di pubblicazione: 22 Gennaio 2018 -Ebook & Cartaceo-
Cover book artist: Sherazade Digital Art

Jett Harrison è il veterinario di Malta, una cittadina del Montana. È preparato e molto amato, ma qualcosa sta per sconvolgergli l’esistenza. Sotto le luci di un set fotografico, su cui arriva per una causa benefica, incontra Emily, per la quale prova subito una forte attrazione. Da quel momento, però, iniziano a prendere forma misteriose ombre: chi è in realtà quella ragazza? Perché non ama parlare di sé?
Emily entra nelle vene di Jett creandogli una sorta di dipendenza e un continuo contrasto interiore tra il cuore e la ragione. Il loro amore sboccia tra il verde rigoglioso delle colline del Montana e i riflessi argentei dei suoi fiumi, ma cela nel profondo un’anima nera.
La natura sinistra dell’inganno cala su Jett come una ragnatela, insinuando nel profondo anche i legami più forti e minando la sua fiducia verso il prossimo. Le emozioni del bel veterinario sono messe a dura prova, in un crescendo d’intensità che va ben oltre ogni tipo di supposizione.

RECENSIONE:

Inganno proibito di Catherine BC, conclude la Forbidden Trilogia, libri autoconclusivi che vi permettono di capire la storia senza necessariamente aver letto gli altri romanzi. 

Il protagonista di Inganno Proibito è Jet, giovane veterinario maltese a cui viene proposto di fare da modello per una campagna contro l'abbandono degli animali a New York. 
Ah New York, la città che non dorme mai, la grande mela, una mela succosa che Jett non tarda a mordere. 

I primi passi del romanzo mi sono sembrati molto alla Sex and the City, donne manager di successo affamate di sesso, come la direttrice della campagna di cui Jett è protagonista.
Aveva la vita stretta e i fianchi larghi, e se ne stava oltraggiosamente a gambe aperte, appoggiata alla scrivania. Il suo sesso era perfettamente depilato, e sul suo clitoride luccicava un piercing con un brillante, cui faceva da controparte una piccola margherita di diamanti sul monte di Venere
Insomma, Jet é un veterinario di un piccolo paese di campagna, prestato a fare il modello.. Cosa volete che faccia? Ovviamente addenta ogni succoso boccone di questa mela, dalla manager della campagna alla modella protagonista, Emily, una diciannovenne dal passato misterioso. 

Vi confesso che il libro mi ha stupito: pensavo a qualcosa di totalmente erotico, invece c'è spazio anche per l'amore, visto che Jett convince Emily a seguirlo a Malta. 

Ma chi è davvero Emily? Una giovane ingenua che ha voglia di sesso col nostro affascinante veterinario, o forse una ragazza che scappa da qualcosa? 

Nel corso della lettura assisteremo ad eventi assurdi e tragicomici che ci portano ad apprezzare il romanzo e a finirlo soddisfatte. Inganno proibito è intrigante, le scene di sesso sono ben descritte senza essere mai volgari, é una storia piacevole che si riesce a finire in poco tempo. 

I personaggi che fanno parte del romanzo sono tutti ben descritti e si lasciano immaginare facilmente, il ritmo non cala mai e non permette di distogliere l'attenzione. Insomma, proprio una bella lettura!
La ragazza mi alzò il passamontagna in modo di esporre la bocca e mi baciò. Aveva le labbra morbide e dolci, che si muovevano con urgenza sulle mie a reclamarle come se ne avessero diritto

Lucia.

lunedì 29 gennaio 2018

Il monastero dei delitti, Claudio Aita [Review Party]




il monastero dei delitti

Claudio Aita


Editore: Newton Compton Editore
Prezzo: 9,90€
Pagine: 352

Trama: Geremia Solaris è allo sbando: un tempo studioso e uomo brillante, dopo disillusioni e fallimenti, a cinquant’anni si ritrova senza soldi, ambizioni e interesse per il suo lavoro, e con una bottiglia di Chianti per amica. La sua vita, però, è destinata a cambiare radicalmente quando riceve un’inquietante e-mail da un suo ex professore. In allegato c’è un misterioso manoscritto, che l’anziano docente chiede a Geremia di decriptare. Geremia, riscosso dal torpore e vinto dalla curiosità, si mette all’opera, ritrovandosi invischiato in un meccanismo che non riesce a comprendere fino in fondo. E quando in un secondo, sibillino messaggio il professore gli chiede di vederlo, ha la drammatica conferma di essere entrato in un labirinto di pericoli da cui è difficile uscire: un filo sottile si dipana e ricollega la Firenze medioevale a quella dei nostri giorni, e le orribili morti di secoli or sono sembrano allinearsi ai delitti che hanno terrorizzato la città e le sue campagne negli anni Ottanta. Riuscirà Solaris, seguendo il rivolo di sangue che attraversa il tempo e la Storia, a sopravvivere al Male?

La storia gira intorno a Geremia, uno squattrinato quasi cinquantenne che da quattro anni è rimasto vedovo: si porta ancora dietro gli strascichi di un amore felice finito tragicamente, forse crogiolandosi un po' troppo nel suo dolore.
Fra quindici giorni avrebbe compiuto cinquant'anni. Un traguardo che avrebbe superato senza aver combinato nulla di rilevante, con l'unica prospettiva di una vecchiaia fatta di miseria e rimpianti
Ma il grigiore della vita di Geremia è destinato a interrompersi quando viene contattato da un suo ex professore ed amico, Luciano, il quale ha bisogno del suo aiuto per la traduzione di un manoscritto. 

La narrazione prosegue in parallelo con alcuni eventi accaduti nella Firenze del 1300. Il cadavere di una monaca viene trovato orribilmente sventrato, ed un Inquisitore riesce ad estorcere una confessione ad un'altra povera monaca, difesa da Fra Lamberto. Nella Firenze attuale invece un ruolo simile a quello di Fra Lamberto viene occupato da Padre Gualtiero, un ex poliziotto diventato frate che svela segreti inconfessabili a Geremia. Perché tanti delitti, perché tanti cadaveri devastati? E cosa c'entra il mostro di Firenze? 
Si tratta di una legge di natura qualcuno nella nidiata deve morire per lasciare lo spazio agli altri. Anche cascando banalmente dal nido. Oppure ucciso da chi ti aveva messo al mondo un attimo prima
Firenze è forse una città maledetta? Gli omicidi sono opera di un serial killer oppure il disegno di un qualcosa di più grande, qualcosa che va oltre il bene e il male e che va avanti da secoli? 

Mi è piaciuta moltissimo la narrazione che si divide su due piani temporali, ciò poteva rendere gli eventi confusionari ma l'autore è riuscito invece a dare una maggiore chiarezza e fluidità a tutta la storia
Geremia mi è piaciuto nella sua normalità, nel suo essere una persona comune con pregi e difetti, non un rambo ma un uomo coraggioso, capace di andare oltre i soliti cliché. Accanto a Geremia troviamo Eloisa, una donna che in realtà è solo un rimpiazzo, peccato che il suo ruolo non sia stato sviluppato a sufficienza, potenzialmente poteva dare molto di più alla storia. 

Bellissimo il personaggio di Suor Angelica: l'autore è riuscito a rendere magnificamente il dolore scaturito, è quasi una figura degna di una tragedia.

Il ritmo è incalzante, si ha la necessità di proseguire nonostante gli occhi facciano male, perché si deve a tutti i costi comprendere la verità, svelare i segreti, capire chi si nasconde dietro una parvenza di assoluta normalità. 

Libro assolutamente consigliato, soprattutto a chi come me ama il mistero e l'eterna lotta fra il bene e il male.

domenica 28 gennaio 2018

Il gioco bugiardo, Ruth Ware - Recensione -

Qual è davvero il prezzo di una bugia?


Oggi voglio iniziare la giornata con un libro adrenalinico, uno di quelli che lascia senza fiato e sembra darti la sensazione di correre, pur di arrivare alla fine, fino all'ultima pagina.


il gioco bugiardo

Ruth Ware


Editore: Corbaccio 
Prezzo: 17,90€
Pagine: 432
Genere: Thriller

Trama: Il messaggio arriva in piena notte. Solo quattro parole: «Ho bisogno di voi». Isa saluta il marito, prende con sé la figlia di sei mesi e si precipita nella cittadina costiera di Salten, sulla Manica, dove aveva trascorso gli anni del liceo. A scuola Isa e le sue tre migliori amiche giocavano al gioco delle bugie: vinceva chi di loro avesse inventato la storia più assurda rendendola credibile agli occhi degli altri. Ora, dopo diciassette anni di segreti, sulla spiaggia viene scoperto qualcosa di agghiacciante. Qualcosa che costringe Isa a confrontarsi con il proprio passato e con le tre amiche che non vede da anni, ma che non ha mai dimenticato. Hanno preso strade diverse, non si riconoscono più nelle adolescenti di un tempo, ma è sufficiente tornare nella casa di Kate, il vecchio mulino vicino al collegio dove tutto è cominciato, perché ogni distanza venga annullata e perché le quattro donne di adesso tornino a essere le ragazze di allora. Ma la loro non è un’allegra e nostalgica riunione di ex compagne di classe: Salten non è un posto sicuro, non dopo quello che hanno fatto. E se avevano creduto che il tempo potesse cancellare ogni traccia, adesso capiscono che era solo l’ennesima menzogna: una menzogna che in questo caso avevano raccontato a loro stesse… Situazioni realistiche e per questo tanto più inquietanti, tensione crescente, adrenalina, colpi di scena, personaggi credibili e in cui ognuno può riconoscersi rendono Il gioco bugiardo il miglior thriller psicologico di Ruth Ware, una firma emergente nel panorama editoriale mondiale contemporaneo.

Se lei chiama, tutte devono correre, perché così è sempre stato fin da piccole. Un messaggio per aiutarsi a vicenda, un messaggio per riunirle tutte insieme e soccorrersi a vicenda. E' così che inizia il romanzo, con un messaggio che porta tre ragazze a mollare tutto ciò che stavano facendo, ad inventare scuse con altri per poter rispondere alla chiamata e correre. Già dall'inizio, veniamo ipnotizzati dalla curiosità che avanza. Perché raccontare bugie? Qual è il vero messaggio che si nasconde?

Ruth Ware ci porta in un gioco da far girare la testa. Attraversiamo l'occhio di un ciclone nelle mani di una delle nostre protagoniste Isa che, ricevendo il messaggio, si prepara in fretta e furia a soccorrere il mittente, una delle tre amiche.

Entrare nella testa di Isa non è facile, l'intervallo tra i dubbi e l'angoscia del presente con i ricordi del passato, ci porta a voler analizzare ogni parola scritta in modo da non rischiar di perdere indizi o passaggi.
Quello che scopriamo è che le bugie han sempre fatto parte delle ragazze, il loro era un gioco vero e proprio con delle regole speciali che portavano ad isolarsi dal resto del mondo, ma a sentirsi grandi per ciò che la competizione portava. Il gioco cambia, il castello non è più un castello dove giocare, il gioco diventa una gabbia e le ragazze si fanno una promessa: il segreto deve essere mantenuto, non importa per quanto e per come.

Il passato che era stato seppellito e dimenticato, ora sembra di nuovo tornare a galla per una coincidenza o forse una maledizione, ma le ragazze non si sentono pronte, hanno bisogno di trovare una via di uscita e di scoprire se davvero si possano ancora fidare l'una dell'altra, perché se il segreto emerge è per scontato che sia stata una di loro. Ma è davvero come sembra?

Ne Il gioco bugiardo passiamo dalla testa di Isa al sentirci protagoniste vere e proprie della storia; ad un certo punto l'autrice non ci racconta più le vicende, ma sembra prendersi gioco di noi, sfidandoci a capire se possiamo essere davvero sicuri delle certezze che stiamo costruendo o se scivoleranno via come sabbia tra le dita.

Ogni dettaglio è complesso e naturale al tempo stesso, il passato gioca con il presente senza scontrarsi in un qualcosa di forzato, ma il tutto sembra naturale, come se quel filone ormai andato fosse in realtà parte dei nostri ricordi. Il gioco bugiardo è un thriller psicologico amaro, che ci fa riflettere su quanto sia facile superare i limiti di un gioco e cadere in un circolo vizioso. Sono passati tanti, troppi anni e le nostre protagoniste non hanno nessuna intenzione di perdere il presente che con fatica si sono costruite. L'autrice caratterizza ogni personaggio descritto, dando un po' più identificazione e complessità al personaggio di Isa, che è il filo conduttore tra noi e l'autrice.

E' una lettura che ha un ritmo sempre in crescita, l'adrenalina non corre tanto per il terrore di scoprire un'altra morte, ma per i segreti che tassello dopo tassello avanzano. Siamo burattini in mano ad un burattinaio capace di mescolare ogni nostro organo e farci credere che sia tutto come prima. 

L'ambientazione è cupa e nello stesso tempo è colorata, è minima per poi diventare articolata, Il gioco bugiardo è un libro che è opposto a tutto ciò che si è letto fino adesso e che come thriller psicologico sale in classifica fino ai primi posti. Il gioco bugiardo è un giocatore, è un manipolatore, perché se le nostre protagoniste hanno custodito un segreto così grande per tutti questi anni, come facciamo adesso a capire che è la verità? 

Il gioco bugiardo ti preda, ti manipola fino a farti girare la testa, si prende gioco di tutto in ciò in cui credi ed elimina ogni frammento di certezza, segue ogni nostra mossa fino ad arrivare all'ultima pagina, per poi capire che non è un libro che si è letto soltanto, ma si è vissuto.

sabato 27 gennaio 2018

Anteprima, Lo sguardo del Mago, Riccardo Pasina - Recensione -

Giorni fa, nell'intervista all'autore, vi avevo parlato di Lo sguardo del Mago che, da oggi, potete trovare sia online che in tutte le librerie. Il romanzo, di quasi trecento pagine, racchiude un mondo completamente fatto di regole e magie, si sente la ricchezza e il padroneggiare quel linguaggio ispirato dai grandi, eppure Riccardo prova a portare una ventata di novità ad un genere fantasy che, forse, stava cominciando a perdersi per strada.


lo sguardo del mago

Riccardo Pasina


Editore: Leone Editore
Prezzo: 11,90€
Pagine: 282
Trama: Il giovane mago Yrick, dopo aver brillantemente superato l’esame finale alla scuola di magia, intraprende un viaggio per individuare l’omicida che lo ha privato di entrambi i genitori, accompagnato dall’orco Grog. A loro si uniranno l’elfa assassina Erynil e l’Oscuro, leggendario ladro hobbit. Giunti a Roccapietra, dimora della famiglia reale, scoprono che la fortezza è assediata dal perfido Conte e dal malvagio drago Irsual, impegnato a radunare le dodici leggendarie reliquie che gli permetterebbero di soddisfare il suo desiderio di onnipotenza. Tutto è pronto per l’immane battaglia, e Yrick avrà bisogno dell’aiuto di ognuno dei suoi compagni per sconfiggere il male.

Già dalle prime pagine ci troviamo con Yrick, il nostro protagonista della storia. Ragazzo di diciannove anni, non è il classico giovane entrato nell'età adulta, Yrick proviene da una casata di maghi e deve affrontare l'ultima prova scolastica per diventare un mago a tutti gli effetti. Nonostante possa sembrare l'ennesimo sosia di Harry Potter, in realtà Yrick non ha mai frequentato la scuola, con l'aiuto di un parente, ha condotto i suoi studi in maniera privata e ora che sta per affrontare l'esperienza decisiva, tutto sembra diverso.
Conosciamo Yrick come personaggio complesso ed emotivo, anche il suo stesso sguardo cambia a seconda delle emozioni provate; l'esame è arduo ma finalmente diventa un mago a tutti gli effetti, con diversi vantaggi che gli vengono assegnati.
Orfano di genitori, il nostro protagonista ha una missione da compiere: vuole vendetta. Vuole trovare l'assassino di chi gli ha portato via la sua vita, i suoi genitori. Ora che come mago ha dei vantaggi, li userà tutti pur di raggiungere il suo scopo.
I protagonisti secondari di questo romanzo, sono tantissimi, eppure Riccardo Pasina riesce a presentarceli individualmente, dando ad ognuno di loro l'attenzione che meritano. E' interessante come i primi capitoli del romanzo, si suddividano tra i protagonisti di quella che poi sarà la compagnia della missione di Yrick, da una parte troviamo Hoppip, ladro per sopravvivenza, l'Oscuro senza volto, ma alchimista di passione, dall'altra troviamo Erynil, elfa assassina, la migliore nel suo campo. Riccardo Pasina coglie elementi esoterici e li raggruppa in quello che è un romanzo fantasy vero e proprio, ma con tocchi originali e artistici. 

Le coincidenze non esistono e i personaggi della storia incrociano le loro strade in maniera che tanto casuale non è. Yrick, nonostante sia giovane, è un personaggio che sembra forte e dominante, compie scelte in ogni caso e non c'è nessuna forzatura nella storia. Le emozioni che Yrick prova, il suo problema emotivo, è una particolarità che non passa in secondo piano, ma piacevole da leggere. Le avventure che questa strana compagnia si ritrova a realizzare, alzano il ritmo pagina dopo pagina, incuriosendo il nostro animo da lettore.
Se all'inizio Lo sguardo del mago poteva sembrare un romanzo per ragazzi, in realtà è un fantasy che pone le basi e l'attenzione solo per un pubblico già adulto, consapevole che dalla prima all'ultima pagina, l'adrenalina scorrerà nelle vene. Il contenuto del romanzo non si basa solo su elfi, maghi e piccole magie, in realtà la storia prende piede e si mescola all'horror di personaggi strani come zombie, all'epic fantasy con l'arrivo di draghi parlanti e concetti esoterici sull'utilizzo di famigli, cristalli, vecchie tradizioni e creature magiche leggendarie.

In questo romanzo c'è tutto ciò che un lettore ricerca e pretende, una storia capace di tener lo sguardo incollato alle pagine e che lasci la sensazione di aver letto un buon libro e non aver rimpianti sulla spesa fatta. L'autore accompagna il lettore in quella che sembra un'avventura, ma in realtà nasconde messaggi su quanto valori come amicizia, come il bisogno di trovare la propria strada siano fondamentali. Ispirato da grandi classici come il capolavoro di Tolkien, rincorrendo la magia che ha fatto sognare i nuovi adulti con Harry Potter, giocando con sarcasmo sottile e complicando le cose un po' nello stile di Neil Gaiman, l'autore tira fuori un libro che nonostante le poche pagine, racchiude un mondo immenso.

L'ambientazione è totalmente curata, ogni dettaglio è minuzioso e sottile e nulla è lasciato al caso o messo da parte. Come un puzzle, l'opera si completa lasciando magnifica l'immagine che ne risulta.


venerdì 26 gennaio 2018

La morte come rinascita & cambiamento (Tappa Booktour più Giveaway)


Iniziamo la giornata con la prima vera e propria tappa di questo BookTour capace di guardarvi dentro. In questa tappa parliamo di morte intesa come rinascita & cambiamento, quella morte che nel mazzo dei tarocchi fa paura, quella che non si conosce e appena si estrae si pensa subito a qualcosa di brutto. 
In realtà, come nel mazzo dei tarocchi, la morte è la fine di un qualcosa di sbagliato, è l'accettazione che quel qualcosa non va più bene per noi e si ha il bisogno, la necessità, la voglia di metter fine a quella negatività e ricominciare daccapo. Che sia la fine di un rapporto d'amicizia, che sia la fine di un rapporto lavorativo in un ambiente che ci va stretto, che sia la stessa fine di un nostro atteggiamento sbagliato, tutto ciò ci accompagna nella rinascita vera e propria, nel bisogno di dar vita ad un nostro nuovo inizio, come la fenice che rivive dalle sue stesse ceneri. Nelle poesie dell'autrice Angela, il tema della morte è un urlo disperato in un'epoca forse troppo stretta. Troviamo poesie di una ragazza dove la disperazione si tocca con mano, dove la morte non sembra cullarti in un sonno profondo in maniera molto dolce, ma è una morte amara, una morte che si cerca o che spinge a morire tra le braccia dell'agonia. Quest'urlo, questo bisogno di gridare, di buttar fuori quella rabbia, sembra esorcizzare la morte stessa che in quell'epoca e un po' ancora oggi solo nel nostro Occidente, veniva e viene vista come un tabù. E' solo nell'Oriente, che da parecchio tempo, la morte non viene vista come la fine di una freccia completamente dritta, ma viene vista come una continuazione di un continuo cerchio, dove la morte è sempre intesa come rinascita in altra forma. 

Nelle feste pagane, la visione della morte come rinascita e cambiamento, la troviamo nella festa di Samhain dove il velo si assottiglia e i defunti possiamo sentirli sempre più vicini. 

Un archetipo bellissimo che può rappresentare il senso circolare della vita e della morte come rinascita in altra forma è L'Uroboro, il serpente o drago che si morde la coda.



Nelle poesie della raccolta di Angela, scritte a macchina dal 1970, troviamo una morte senza fine, un sussurro che fa riflettere sul bisogno e la necessità di vivere adesso, nel presente. Angela sconfigge la morte combattendo nella vita, affrontandola in pieno petto senza farsi ammaliare da utopica litania. 

In questo libro, le poesie, le urla, il senza lieto fine sono tante, ma due sono quelle che mi hanno colpito di più:
La prima che riprende il titolo Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto, porta il lettore verso un tranello, l'innocenza viene imbrogliata, delusa, ammaliata in un qualcosa che non c'è. Le certezze vengono infrante e la morte bugiarda le butta giù.
La seconda amara, Sedici anni, riprende quell'inizio dell'adolescenza che troviamo ancora oggi, quella sensazione del bisogno di crescere, ma diventare adulti mai. 

Poesie che lasciano l'amaro in bocca eppure ti rimangono nella pelle come una cicatrice. 

La mia tappa, per oggi, è finita; vi lascio il calendario di seguito, con le tappe delle altre blogger. 

Partecipa e commenta. In regalo una copia del romanzo!





giovedì 25 gennaio 2018

Giovedì in versi: Macramè, Riccardo Abati




macrame'

Riccardo Abati

Editore: Leone Editore 
Prezzo: 9,00€
Pagine: 168


Sinossi:  Dove c’è l’introspezione poetica, il sogno, la speranza, l’attesa, l’anelito a orizzonti alti, lì c’è l’essere umano. La poesia è fondamento dello stare bene con se stessi e gli altri, altre volte è riflessione sulle grandi tragedie dell’umanità, altre volte ancora è un invito a camminare verso se stessi, specialmente in questo tempo che troppe volte vede la dignità della persona umiliata e schiacciata.



Biografia: Riccardo Abati si è specializzato in Istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani presso l’Università di Padova, dove ha insegnato Mobilità sociale e diritto all’istruzione, ed è inoltre diplomato in teologia. Autore di liriche, saggi di storia locale, articoli didattici e romanzi, con Leone Editore ha già pubblicato La foresta liquida (2013), Shoah in bianco e nero (2013), La scuola nel cuore (2015), Macramè (2016) e I segreti della cripta di San Martino (2017) ricevendo numerosi premi e riconoscimenti dalla critica e dal pubblico.

Spasmi di luce 
 sulla vita grumosa 
 che trapassa ombre. 
 E 
 tu sei lì, 
 cercatore 
 inquieto 
 e 
 mai satollo
 di verità.



Cosa ti ha dato l'ispirazione per comporre Macramè?

“Macramè” è stato ispirato da una sensibilità innata verso la bellezza e lo stupore per il Creato oltre che da una vita lavorativa intensa e piena di passione per la professione di docente nella scuola secondaria (vedi la raccolta di lettere a studenti in “La scuola nel cuore”). La vita è un intreccio di relazioni, di sentimenti, di emozioni, di vissuti intensi, a volte gioiosi altre volte drammatici. La vita segna le anime, a volte graffia e lascia ferite che non sempre si rimarginano. “Macramè” è stato anche ispirato dal dolore lacerante, fino al pianto, provato durante tre visite ad Auschwitz (vedi “Shoah in bianco e nero”, in parte autobiografico) “Macramè” è stato ispirato da un percorso di conversione che mi ha portato a immergermi in una ritrovata spiritualità. Un libro legato ad altri miei titoli tutti pubblicati da Leone Editore.. 

Ti presento il lungo viaggio dal passato al presente [Booktour più Giveaway]


Ultimamente sto selezionando parecchio i blogtour a cui partecipare, eppure a questo non si può resistere. Quello che vado a presentarvi oggi, è un blogtour introspettivo, uno di quelli che ti scava dentro l'anima e ti mette a nudo e no, non sono solo parole al vento. Il Blogtour di oggi è un viaggio che si affaccia sul passato, sulla visione della donna negli anni Settanta e ritorna al presente, facendoci capire che in realtà i sentimenti non hanno età o secoli di differenza. Il Blogtour non vi racconterà nulla sul libro, se non solo le emozioni provate nel leggere un certo tipo di frasi, ma vi parlerà di amore, di quell'amore struggente delle prime cotte, delle farfalle dello stomaco che spesso in realtà sono larve pronte a mangiarci dentro, vi parlerà della morte come rinascita in un nuovo inizio e vi parlerà di quelle poesie scritte con la macchina da scrivere, prima che il digitale, il computer venisse a galla. 

Seguite i nove giorni, l'autrice mette in regalo una copia del libro! 


Titolo: Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto

Autore: Angela F. Puglisi

Editore: Self

Prezzo: 0,99€ ebook 5,20€ cartaceo

Link acquisto: Link Amazon

Sinossi: 
Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto, è una raccolta poetica scritta a partire dal 1970 da una giovane ragazza innamorata della scrittura e della sua macchina da scrivere. Si tratta di un viaggio attraverso le tappe della vita: gli amori quelli passionali e quelli che finiscono, le inquietudini, le amicizie, la voglia di libertà e di capire il perché di tante domande a volte senza risposta. Rimane allo stesso tempo un percorso di crescita interiore e spirituale Quella giovane ragazza è mia madre e io ho custodito le sue poesie per tutti questi anni.

Le tappe di questo Blogtour introspettivo ed emozionale, sono così formate:

La morte come rinascita & cambiamento
La poesia come specchio dell'anima
La donna di ieri & di oggi 
Chopin tra le note dell'anima 
Prima del computer, la macchina da scrivere 
L'amore che fa male 
L'amicizia che aiuta a crescere 
Review Party & scopri il vincitore della copia! 

REGOLE PER VINCERE UNA COPIA DEL LIBRO:
  1. Iscriversi come lettori fissi di ogni blog che presenterà le tappe!
  2. Lasciare nei commenti l'indirizzo email per contattarvi in caso di vincita e il nome utilizzato come lettore fisso ---> Attenzione. Controlliamo. 
  3. Rispondere alla domanda "Che colore ha per te un emozione?"
Guadagnare punti extra:
  • Seguire ogni blog su Facebook
  • Seguire ogni blog su Instagram
  • Condividere questo Giveaway e taggare gli amici nei vari social con #eraunaseracometante
  • Lasciare nei commenti il link della condivisione ---> Attenzione. Controlliamo.
Solo nel review party ogni blog lascerà il nome del vincitore che si aggiudica la copia del libro! Il vincitore avrà 24h per rispondere all'email, in caso di assenza sarà rifatta una seconda estrazione



mercoledì 24 gennaio 2018

Il tatuatore di Auschwitz, Heather Morris - Recensione -

Il Giorno della Memoria viene celebrato ogni anno nella giornata del 27 Gennaio, per commemorare tutte le vittime di una follia che è assurdo anche descrivere. Per questa giornata è sempre necessario e oso dire obbligatorio, parlarne, informarsi per evitare che un atrocità del genere ritorni a galla.
Le letture che si possono trovare sono tantissime e la maggior parte anche molto valide ma, come ogni anno, in questa giornata preferisco non segnalarvi soltanto le novità in uscita per ricordare, ma portarvi qualcosa di concreto come la recensione di un romanzo uscito quest'anno e che ci porta a commemorare la Giornata della Memoria.
Il libro di quest'anno è Il tatuatore di Auschwitz, edito da Garzanti e di cui spero in uscita di un film. Un libro evocativo, doloroso, passionale, un libro che ti fa sentire al centro di un uragano


il tatuatore di auschwitz

Heather Morris


Editore: Garzanti
Prezzo: 17,90€
Pagine: 224

Trama: Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento non saranno più donne, saranno solo una sequenza inanimata di numeri tatuati sul braccio. Ad Auschwitz, è Lale a essere incaricato di quell’orrendo compito: proprio lui, un ebreo come loro. Giorno dopo giorno Lale lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo finché una volta alza lo sguardo, per un solo istante: è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non potrà più dimenticare. Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito: racconta poco di lei, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno un passato, ma sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Dove sono rinchiusi non c’è posto per l’amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l’amore è un sogno ormai dimenticato. Ma non per Lale e Gita, che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino tenta di separarli, le parole che hanno solo potuto sussurrare restano strozzate in gola. Parole che sognano un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle pronunciare di nuovo. Dovranno conservare la speranza per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.

Non è facile recensire un libro del genere, in quanto la storia e il modo stesso di esporla, ti portano all'interno e a vivere completamente ciò che si sta leggendo. Si arriva a fine lettura con il nodo in gola per aver letto qualcosa che non ha eguali e che non lascia spazio ad altro, se non alla voglia di rileggerlo. La storia di Lale e Gita è una storia cruda, dolorosa, crudele, è una storia che fa male, dove l'uomo è costretto a mettere alla prova i suoi limiti pur di sopravvivere. E' una storia di speranza, una piccola fiammella in mezzo alla neve che, in maniera quasi impossibile, resiste e rimane lì attiva nonostante tutto. E' una storia vera, dove l'autrice ne fa solo da tramite, da voce di personaggi realmente esistiti. 

Già nelle prime pagine entriamo nel mondo di Lale, in quell'angoscia che ormai i libri e i film ci han fatto conoscere, eppure leggerli ogni volta mette i brividi. Lale viene deportato nei campi di concentramento, il suo viaggio inizia in un vagone del treno dove si è così stretti da mancare il respiro. Il nostro protagonista cerca, nonostante tutto, di rimanere positivo, di pensare che in una maniera o in un'altra si riusciranno a salvare, dovranno comunque in qualche maniera sopravvivere. Il viaggio è lungo, la disperazione si tocca con mano. Uomini che non si sentono uomini, uomini che sperano in una morte certa, uomini che si illudono, uomini che provano a respirare dai buchi del vagone.
Nelle prime pagine durante le ore stipate in quel vagone dove l'aria mancava, iniziamo a conoscere un po' il carattere del nostro protagonista e il perché lui si trova lì: le sue luci e le sue ombre e i ricordi di un passato, di un rischiar tutto per salvare l'altro. Il viaggio termina con l'arrivo nel campo del concentramento dove il lavoro rende liberi e dove pagina dopo pagina da apprendista, da aiutante, il tatuatore diventa lui stesso. E' con quel lavoro, con il togliere i nomi agli altri, che incontra lei, quella fiamma di speranza.

Non si ha più un nome, si diventa numeri. 

Lale e Gita entrano nella nostra pelle come inchiostro, il loro dolore, il loro cercare di sopravvivere è così intenso che ci lascia senza fiato. Lale racconta all'autrice una follia, una sofferenza che nessun uomo dovrebbe provare e cambia il modo di vedere la vita stessa. Lale ci racconta come il dover sopravvivere cambia l'anima e ci porta a conoscere Gita come coraggio da non abbandonare mai.

Il tatuatore di Auschwitz è cruento, sotto certi aspetti è doloroso e non vi nego che sarà difficile trattenere le lacrime. La scrittura così evocativa permette non solo di sentire e immaginare le ambientazioni che circondano i nostri stessi protagonisti, ma di sentire nella pelle gli stessi brividi di fronte allo sguardo dell'ufficiale più sadico o di fronte all'abuso costante. Non posso negare che questo romanzo non sia un romanzo che faccia male, perché Lale, Gita, Mengele, Houstek, sono tutti personaggi che fanno male, chi in un modo chi in un altro. 

Recensire una storia vera non è facile, ma quello che voglio fare con questo articolo è consigliarvi il libro che quest'anno deve essere letto per il giorno della memoria. Non solo perché la storia è talmente forte che non si può dimenticare, non solo perché alla fine in un modo o in un altro i nostri protagonisti hanno il loro lieto fine, non solo perché è commovente fino a ferire l'anima, ma Il tatuatore di Auschwitz va letto dalla prima all'ultima pagina, fino a conoscere Gary e a ringraziarlo per tutto ciò che in poche righe riesce a darci.

Lale e Gita siamo noi, hanno i nostri volti, hanno il volto dell'amore che cerca di sopravvivere, hanno il volto della sofferenza addosso, hanno il volto di chi è cambiato, di chi ha vissuto quell'orrore, siamo noi in un'epoca che non deve più ripetersi. Il tatuatore di Auschwitz è assolutamente il libro dell'anno per il giorno della memoria.

martedì 23 gennaio 2018

Colpo di penna e biancospino: Intervista ad un nuovo autore su un fantasy diverso dal solito


Era da tanto che non mi capitava di intervistare un autore diverso dal solito, un ragazzo che nonostante la giovane età, riuscisse a colpire la mia voglia di conoscere il romanzo di cui parla e parlarne a mia volta. Riccardo Pasina ha un modo diretto di raccontarsi e raccontare Lo sguardo del Mago. Che sia l'era di un fantasy nuovo? 


lo sguardo del mago

Riccardo Pasina


Editore: Leone Editore 
Prezzo: 11,90€
Pagine: 282
Genere: fantasy

IN USCITA IL 25 GENNAIO 

Trama: Il giovane mago Yrick, dopo aver brillantemente superato l’esame finale alla scuola di magia, intraprende un viaggio per individuare l’omicida che lo ha privato di entrambi i genitori, accompagnato dall’orco Grog. A loro si uniranno l’elfa assassina Erynil e l’Oscuro, leggendario ladro hobbit. Giunti a Roccapietra, dimora della famiglia reale, scoprono che la fortezza è assediata dal perfido Conte e dal malvagio drago Irsual, impegnato a radunare le dodici leggendarie reliquie che gli permetterebbero di soddisfare il suo desiderio di onnipotenza. Tutto è pronto per l’immane battaglia, e Yrick avrà bisogno dell’aiuto di ognuno dei suoi compagni per sconfiggere il male.




  • Ciao Riccardo, grazie per aver accettato l'intervista. Prima di conoscerti come autore, parto subito con una domanda a bruciapelo: quattro aggettivi che ti descrivano come persona. 

Ciao Emanuela, grazie a te per lo spazio che mi stai dedicando. Già come ad un colloquio di lavoro? Ok. Allora direi determinato, intuitivo e testardo. E qualcuno mi dice che in fondo sono pure gentile. I miei amici mi hanno descritto come il peggior “falso cattivo” che conoscono.

  • Lo sguardo del mago è la tua prima opera, come mai hai deciso di creare un mondo fantasy e costruire un tipo nuovo di magia? 
Perché quando si scrive, si può usare tutta la propria follia nella creazione di un nuovo mondo, e il fantasy mi permette di lasciar correre i cavalli pazzi della mia immaginazione. Se poi mi imbatto in un nuovo tipo di magia tra un’idea e l’altra, non posso fare a meno che usarla: magari fosse sempre una scelta ponderata!

  • Il nostro protagonista ha all'incirca diciassette anni, vive quindi in bilico tra adolescenza e inizio dell'età adulta, come mai questo tipo di scelta? 
La scelta è stata molto semplice: al momento dell’idea del libro avevo io stesso all’incirca quell’età, quindi è stato spontaneo creare un protagonista che condividesse con me il processo di crescita.

  • Dalla trama si evince che il fantasy che ci racconti si mescola all'adrenalina di un soft thriller, è una scelta voluta o è arrivata casualmente scrivendo il romanzo? 
L’idea di creare un po’ più di suspense del tipico fantasy era calcolata fin dall’inizio, il come si è dispiegato pagina per pagina, tanto che a volte mi sorprendevo pure io mentre scrivevo.

  • Da lo sguardo del Mago dobbiamo aspettarci un seguito o può essere una lettura autoconclusiva? 
Il romanzo di suo racconta una storia finita… Tuttavia un certo Conte potrebbe non essere totalmente d’accordo con questa affermazione.

  • Per il tuo romanzo hai deciso di ispirarti a qualche autore? 
Come ispirazione diretta no. Come influenze, subisco il fascino di Tolkien come tutti gli scrittori del mio genere, nutro una simpatia personale per George R.R. Martin e amo alla follia il mondo di Dungeons&Dragons.

  • Come lettore che tipo di lettura c'è sul tuo comodino? 
Il mio comodino ha paura di sapere quale libro gli capita sopra ogni volta, oramai. Spazio ogni genere. Attualmente sopra “Analisi Matematica 1” di Enrico Giusti, che vorrebbe essere studiato, è comodamente posto “Guida Galattica per Autostoppisti” di Douglas Adams. Semplicemente geniale.

  • Qual è il messaggio che dal tuo romanzo vuoi che arrivi ai lettori? 
Costruitevi amicizie vere e non basate sul tornaconto; tenete strette le persone che vi apprezzano per come siete, e non per come apparite. E ammaliate un Orco. Può sempre tornare utile.

  • Domanda provocatoria, perché un lettore dovrebbe leggerti? 
Perché ha buon gusto in fatto di libri. Scherzi a parte, se qualcuno cerca un libro carico di emozioni e avventura, ma non per questo banale e ripetitivo, allora “Lo sguardo del Mago” è quello che fa per lui.

Grazie a Riccardo per aver accettato l'intervista e presto la recensione sul blog! 

lunedì 22 gennaio 2018

Anteprima, il libro di cui tutti parlano: Il caso Versace, Maureen Orth

Iniziamo subito la giornata con un'anteprima che si aspettava da tempo, fra tre giorni esattamente il 25 Gennaio, è possibile trovare in libreria il libro che ha ispirato la serie tv Americana Crime Story in onda su Fox Crime. 




Titolo Originale: Vulgar favors 
Traduzione: Maddalena Togliani
Prezzo: 18,00€ - Prezzo ebook: 7,99€ 
Pagine: 492 


In libreria dal 25 gennaio 2018


New York, maggio 1997. La giornalista Maureen Orth sta scrivendo un reportage su un serial killer appena entrato nella lista dei 10 criminali più ricercati d’America: Andrew Cunanan. Abilissimo nel mimetizzarsi, a suo agio in ogni situazione sociale, Cunanan sa perfettamente come coprire le sue tracce e sembra imprendibile. E tutto spinge a pensare che ucciderà ancora… Miami, 15 luglio 1997. Gianni Versace sta rientrando da una passeggiata quando, sulla scala della sua villa, viene freddato a colpi di pistola. La polizia non ha dubbi: il colpevole è Andrew Cunanan. Ma anche questa volta il serial killer si sottrae alla giustizia; qualche giorno dopo, infatti, Cunanan viene ritrovato morto a bordo di una barca: si è suicidato con la stessa pistola con cui ha ucciso Versace. Un delitto la cui eco ha fatto il giro del mondo, uno stilista adorato da milioni di persone e un assassino in cui si mescolano intelligenza e squilibrio: cosa c’è davvero dietro la tragica morte di Gianni Versace? In questo libro, frutto di un imponente lavoro di ricerca, Maureen Orth ricostruisce un mistero che ha mille sfaccettature, da quelle dorate di un mondo avvolto nel lusso a quelle oscure della mente umana. 

Maureen Orth ha collaborato con alcune delle più importanti testate americane, tra cui Newsweek, Vogue, The Washington Post, The New York Times, Rolling Stone ed Esquire. Dal 1988 lavora per Vanity Fair, dove si occupa tuttora di giornalismo investigativo (celebri i suoi pezzi sulle accuse di pedofilia a Michael Jackson e sulla vicenda Woody Allen-Mia Farrow, ma anche le sue inchieste sul traffico di droga in Afghanistan e in Colombia). Vive a Washington.

«Un libro magnifico che racconta nei dettagli una vicenda torbida e sconvolgente.» Entertainment Weekly 
 «I fatti sono ricostruiti con una precisione sorprendente.» The New York Times


sabato 20 gennaio 2018

In my mailbox: La mia buca delle lettere è scoppiata!

E ancora una settimana se ne va, qui il tempo non è dei migliori, si ha ancora la sensazione di voler rimanere sotto le coperte guardando Netflix e assaporando una buona e densa cioccolata calda. Visto che il freddo è ancora pungente, non credo ahimè che riuscirò ad andare al mercatino dell'usato alla ricerca di libri interessanti. Come arrivi la settimana è stata pienissima, giovedì specialmente è stato un continuo via vai di corrieri, consegnando tra l'altro il pacco di Libraccio che aspettavo da Dicembre!



Partiamo subito dall'ordine libraccio che aspettavo da tanto, troppo tempo. La donna del bosco, di Hannah Kent in realtà lo avevo già letto grazie ad un prestito di una cara amica, ma la storia mi è piaciuta talmente tanto che sono riuscita finalmente a trovarlo. Cave the Mark, ne hanno parlati in tanti, boom sul web e alla fine non ho resistito, spero che non mi deluda. L'ospite, di Sara Waters lo cercavo da parecchio in questa copertina evanescente, le opinioni sono altalenanti, ma non è la prima  volta che leggo un libro dell'autrice e fino adesso non mi hai mai deluso. L'altro figlio, di Sharon Gustin uscito lo scorso anno è una lettura particolare tratta il tema delle reincarnazioni e delle vite precedenti. 

Gli omaggi, invece, si dividono in: 

  •  Per la Leone Editore L'ultimo spartano, di Matteo Bruno. 
  • Per la Newton Compton editore L'esercito dei 14 bambini, cielo in fiamme
  • Per la Corbaccio Il gioco bugiardo, di Ware. Lettura già finita e recensione programmata.
  • Per la Garzanti: Il tatuatore di Auschwitz, di Heather Morris


Regali da parte di una cara amica:
  • Marked, Pc e Kristin cast
  • Il bacio cremisi / Il bacio di Mezzanotte / Il bacio eterno di Lara Adrian
  • Ajin volume 8


Ora tocca a voi, fatemi sapere cosa racchiude la vostra buca delle lettere e se avete già letto questi titoli. 



venerdì 19 gennaio 2018

Il ragazzo invisibile seconda generazione - Recensione -

Tre giorni fa vi avevo chiesto su Instagram, tramite sondaggio, qual era secondo voi la lettura da affrontare e finire in una notte e, tra Il ragazzo invisibile seconda generazione e Il gioco bugiardo di Ware, avete scelto:


Il tempo di lettura è stato più o meno tre ore, il libro non è assolutamente malvagio, è un romanzo per ragazzi molto piacevole, ma vi lascio la recensione con i dettagli:


il ragazzo 

invisibile

seconda generazione

Alessandro Fabbri / Ludovica Rampoldi / Stefano Sardo


Editore: Salani Editore
Prezzo: 14,90€
Pagine: 202
Serie: Secondo volume de Il ragazzo invisibile

Trama: IL RAGAZZO INVISIBILE È CRESCIUTO. Michele Silenzi ha sedici anni e qualcosa nel suo sguardo è cambiato. Da quando ha perso la mamma gli adulti non possono fare a meno di compatirlo, vive da solo con il cane Mario in una casa disordinatissima e, come se non bastasse, la sua amata Stella sta con un altro. Michele è arrabbiato con il mondo intero, con se stesso e, più di tutto, con la verità che non può raccontare: essere uno degli Speciali. Ma nella sua vita irrompe una ragazza altrettanto speciale, con un’esistenza non meno complicata della sua: la sorella Nataša. E con lei arriveranno altre sconvolgenti rivelazioni sul suo destino, che si intreccia pericolosamente con quello del crudele magnate russo Zavarov, proprietario di un gasdotto che sta per essere inaugurato in città. Da quel momento il mondo a cui era abituato, fatto di scuola, aperitivi, serie tv, si sovrappone a quello sotterraneo, inquietante e incredibile degli altri Speciali: Michele ha finalmente un piano, una missione. Ma nessuna missione è senza imprevisti e la parte più difficile per ‘Miša’ sarà confrontarsi con il suo lato più oscuro. Dagli sceneggiatori dell’acclamata saga di Gabriele Salvatores, una storia appassionante che con le sue atmosfere dark sfida gli stereotipi del genere e rivela che l’impresa più difficile per un supereroe è essere normale.

Abbiamo conosciuto Michele all'età di 13 anni, quando per caso scopre il suo potere dell'invisibilità e lì tutta la sua vita è completamente cambiata. E' stato semplice affezionarsi ai suoi modi di fare, al suo linguaggio diretto e alle emozioni provate, anche grazie agli autori che con abile maestria scivolano in un linguaggio di scrittura molto chiaro e senza troppi fronzoli, così da lasciare non solo la possibilità ai più piccini di affezionarsi al romanzo, ma lasciar anche una possibilità agli adulti di qualsiasi età.

Ne il ragazzo invisibile seconda generazione il nostro Michele è cresciuto, non ha più quell'ingenuità che aveva all'inizio, non è più il ragazzo travolto dal mondo, qui è lui che prende a pugni. Nella prima parte troviamo un Michele stanco del mondo in cui vive, è arrabbiato e deluso da chi lo compatisce e da quello che non può avere, lui ama da sempre Stella, eppure lei non si accorge di lui, del suo amore e preferisce un altro. Michele è stanco dei suoi sogni, è stanco di pensare a quella morte. Il suo tormento più grande è quello di non esser riuscito a salvarla, lui non c'è l'ha fatta a farlo e ora i sensi di colpa sembrano annientarlo. Il lutto che vive è difficile da affrontare e cerca di andare avanti facendosi aiutare da uno specialista.

Il nostro amato protagonista sembra che non abbia più voglia di vivere, ma sopravvivere. 

Michele sembra arrancare, sembra voler fermare il mondo e scendere, sembra esser stufo di nascondersi in una realtà troppo normale e quando decide che finalmente è giunto il momento di mostrare al mondo chi è davvero o forse mostrarlo solo a lei, qualcosa o qualcuno cambiano la situazione, facendolo cadere nel buio più totale. Michele, pagina dopo pagina si scontra con una realtà più dura e si rende conto che la sua missione non è mai finita. 

I personaggi che incontriamo, sono alcuni già visti, ma ogni tratto è caratterizzato dalla sensazione di conoscere tutti da sempre. Gli autori portano anche in questo volume, un linguaggio semplice adatto ad ogni tipo di lettore. La scrittura è diretta ed introspettiva nello stesso tempo. Sia in tutta la prima parte, che nelle parti successivi, ci sembra di vivere nella testa di Michele lasciandoci una sensazione non solo di accompagnarlo, ma di vivere la sua stessa avventura.

Il ritmo serrante, ci porta alla curiosità di conoscere il cattivo della situazione e scoprire che forse la situazione più cattiva è quello di essere speciale in una vita normale e riuscire a fondere insieme entrambi. In questo romanzo, non solo il nostro protagonista è cresciuto e lo abbiamo accompagnato nella sua crescita, ma lo stile e la stessa ambientazione diventano più tetri. Siamo nel buio, siamo serrati da dubbi e dal bisogno di affrontare ciò che adesso sembra spiegarci cosa succede, ciò che adesso finalmente sembra dare un senso, il tutto arricchito da intrighi e avidità; tuttavia tutto questo ci porta a vedere un romanzo per ragazzi come un soft thriller adatto a tutti. 

Il ragazzo invisibile seconda generazione è un romanzo che si legge velocemente; come accanita lettrice - e so che sto per dire qualcosa di scioccante - ho sempre preferito vedere gli Speciali nella veste del romanzo e non del film, perché la scrittura mi da modo di riuscire ad immaginarli senza fatica e senza bisogno di vedere altro. In questo romanzo nulla è come sembra, se pagina dopo pagina ci troviamo di fronte a finalmente diverse certezze, poco dopo scopriamo che quelle certezze non sono altro che bugie e l'abilità degli autori sceneggiatori è proprio questa, fregare la nostra curiosità e giocare con il lettore dal più piccolo al più grande.

Se è il male anche tu lo sei. E' una parte di te. Quella parte che scatena il tuo secondo potere. E' molto potente. Per questo ti fa paura. 





giovedì 18 gennaio 2018

Giovedì in versi: Cuore senza rughe, Laura Elena Pofi




cuore senza rughe

Laura Elena Pofi

Editore: Leone Editore 
Prezzo: 6,00€
Pagine: 63


Sinossi:  Cuore senza rughe è uno scontro delle esperienze di vita con la terra del destino, per emergere in un continuo cambiamento e crescita. L’amore, l’abbandono, la violenza fisica e psicologica, la speranza, la forza sono i temi maggiormente cari all’autrice e che caratterizzano la silloge.



Biografia: Laura Elena Pofi nasce a Milano il 31 maggio 1963 da genitori modesti. Vive la sua fanciullezza in un collegio cattolico, e nell’adolescenza inizia a usare la poesia come terapia per superare le innumerevoli difficoltà del destino. Cuore senza rughe è la sua prima silloge.

Non basta un attimo per le parole mai dette 
non basta un attimo per congelare dei pensieri l’altrui vette 
 non basta un attimo per una storia infinita 
non basta un attimo ed è finita la vita. 
Non basta un attimo per gesti da odiare 
Non basta un attimo che il mondo scompare 
eppure in un attimo mi hai saputo dare
 perché in un attimo ho imparato ad amare. 


Cosa ti ha dato l'ispirazione per comporre Cuore senza rughe?

L'ispirazione è nata raccogliendo le poesie degli anni più svariati, quindi il tempo che passa lasciando un cuore parlante che non conosce il segno del tempo nel suo esporre sentimenti e sensazioni. 

mercoledì 17 gennaio 2018

W.w.w Wednesday: spettegoliamo!

Buongiorno lettori, questa settimana è volata e ci troviamo di fronte al www dove il web si raccoglie nelle letture e nella voglia di condividerle con gli altri. La settimana di letture non è stata poi così malvagia, ma vi lascio il dettaglio in basso e aspetto le vostre risposte. 

Chissà perché, ogni volta che penso ad un fantasy mi immagino esattamente un mattone, uno di quei libri da mille pagine perché, per racchiudere un mondo, o forse anche di più, si ha il bisogno di centinaia e centinaia di righe e parole..ed invece con Lo sguardo del mago tutto questo non succede, eppure mi sta piacendo! Spero che continui così!
L'esercito dei 14 bambini, cielo in fiamme e si ritorna in un avventura dai toni ancora più dark, il mondo è completamente stravolto.



Il ragazzo invisibile, seconda generazione ritorna con un avventura nuova per il nostro supereroe. Bello, veloce, una lettura che non mi è dispiaciuta. Finito in tre ore, dopo un sondaggio su instagram e recensione programmata per venerdì!
Dire che l'ho amato è riduttivo. Dire che mi ha preso in pieno petto è riduttivo ancora. Finito in una notte. Divorato letteralmente! Il gioco bugiardo fotte la mente. 
Per restare sempre sintonizzati sul Mai una gioia, ho letto in anteprima questa raccolta di poesie che partono dal 1970. Non hanno metrica, non hanno lieto fine, non hanno segno di una battitura corretta. E' un mare in tempesta su amori distrutti, vita che si spezza, le amicizie di una volta. Fogli battuti a macchina e ricopiati letteralmente in questo libro. Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto.


Per questa domanda ho diverse risposte, ma non so effettivamente in che ordine. Sto aspettando ancora diversi pacchi, tra cui uno dei regali di Natale che ha all'interno libri che volevo leggere da un po', conto però di smaltirli tutti velocemente, non mi sono mai sentita così assetata di letture.



Ora tocca a voi, lasciatemi nei commenti le vostre risposte al www ... spettegoliamo insieme!