sabato 17 febbraio 2018

Gioca e commenta: Ti regalo un libro divenuto bestseller, un capolavoro da non dimenticare


Oggi è la giornata della buca delle lettere, del parlare di quei libri acquistati o gli omaggi arrivati nel corso della settimana, tuttavia non potevo resistere alla tentazione di regalarvi un libro che a me è piaciuto molto.
Trovato in un mercatino la doppia copia, I pilastri della Terra di Ken Follett è un bestseller che può essere tranquillamente inserito tra i grandi classici.


i pilastri della terra

Ken Follett

Editore: Mondadori
Prezzo: 18,00€
Pagine: 1049


Trama: Un mystery, una storia d'amore, una grande rievocazione storica: nella sua opera più ambiziosa e acclamata, Ken Follett tocca una dimensione epica, trasportandoci nell'Inghilterra medievale al tempo della costruzione di una cattedrale gotica. Intreccio, azione e passioni si sviluppano così sullo sfondo di un'era ricca di intrighi e cospirazioni, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. Con la stessa suspense che caratterizza tutti i suoi thriller, Follett ricrea un'epoca scomparsa e affascinante. Foreste, castelli e monasteri sono l'avvolgente paesaggio, mosso dai ritmi della vita quotidiana e dalla pressione di eventi storici e naturali entro il quale per circa quarant'anni si confrontano e si scontrano le segrete aspirazioni e i sentimenti dei protagonisti - monaci, mercanti, artigiani, nobili, fanciulle misteriose -, vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale.

La ragazza girò gli occhi sui tre estranei, il cavaliere, il frate e il prete, quindi pronunciò la maledizione, parole terribili dai toni sonanti:Io vi maledico perché siate colpiti dalla malattia e dall’angoscia, dalla fame e dalla sofferenza; la vostra casa sarà consumata dal fuoco e i vostri figli finiranno sulla forca; i vostri nemici trionferanno e voi invecchierete nella tristezza e nel rimorso e morirete tra le sozzure e i tormenti…


Vincere la copia cartacea del romanzo è molto facile: 

  1.  Inserire nei commenti la risposta alla domanda: "Qual è un libro divenuto bestseller, che hai letto e ti è rimasto impresso"
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Scade il 4 Marzo. Buona fortuna! 

venerdì 16 febbraio 2018

Parliamo di un paranormal romance: Silix, Emanuela Riva - Recensione -

La nostra collaboratrice Lucia, ci porta nel mondo delle creature della pioggia, un mondo creato da Emanuela Riva e permette di donare speranza agli uomini, ma è davvero ciò che sembra?


silix

Emanuela Riva


Prezzo: 0,99€ ebook - 7,50€ cartaceo
Pagine: 213

Trama: Esiste un mondo parallelo al nostro, chiamato Palsiv, dove vivono i Silix, splendide creature della pioggia. I Silix hanno il compito di incorporare l'infelicità degli esseri umani e donare speranza nei suoi cuori. Una di loro, Mily, scenderà sulla Terra per aiutare Eric, un uomo con un difficile passato. Lui le mostrerà la crudeltà delle persone ma riuscirà, indirettamente a insegnarle il vero significato della parola amore.


Prima di parlarvi del contenuto del romanzo, voglio spendere alcune parole sulla copertina innanzitutto: bellissima la figura della creatura dai lunghi capelli argentei e il bellissimo vestito blu, sullo sfondo di un paesaggio notturno decisamente magico. 

Magia, tutto ruota attorno alla magia. I silix sono creature che vivono a Palsiv, una dimensione parallela a quella terrestre, e grazie ai loro poteri possono salvare gli umani dai pensieri tristi se non addirittura dal suicidio. Mily è appunto una silix, e come tutti gli altri suoi simili può scendere sulla terra solo quando piove. I silix, governati dal re Fergus, sono tenuti al rispetto di alcune rigide regole, pena la morte.
Ricordi la seconda regola, non è vero?" "Si" sussurrai, e la mia espressione si incupi. 
Una delle regole è non innamorarsi mai degli umani che i silix devono proteggere, le conseguenze possono essere terribili. Ma cosa succede se a Mily, bellissima creatura dai lunghi capelli bianchi, viene assegnato Eric, un umano depresso che lei ha forse conosciuto molti anni prima? Ma perché non ha ricordo di questo?
Ma non sarebbe stato così facile, e ancora non sapevo che quell'incontro non voluto avrebbe segnato per sempre la mia vita di Felix
E qui ci fermiamo un attimo. Devo dire che la storia in sé è originale, mi è piaciuta l'idea di questi esseri magici che salvano gli umani dalla depressione. La storia è incalzante, a volte gli eventi si susseguono forse in maniera troppo veloce, col rischio che al lettore venga il fiatone. 

Mily mi è piaciuta molto, l'ho immaginata come una fatina dai capelli argentati, come un piccolo Angelo custode a volte anche troppo ribelle. Il suo protetto, Eric, è un uomo che ha sofferto, qualcuno che si divide tra il bene e il male, un papà che si è circondato di pessima gente, ma che ama moltissimo sua figlia. 

Fergus, il re di Palsiv: non ho provato simpatia per lui, mi è sembrato un re manipolatore, un po' come gli dei dell'Olimpo per intenderci. 

Vi confesso che l'epilogo mi ha spiazzata da morire, secondo me non rende giustizia ad uno dei personaggi principali. 

Nel complesso il libro mi è piaciuto perché, come già spiegavo, ci sono idee originalissime che potevano essere sviluppate ancora di più

Spero vivamente che Emanuela Riva decida di scrivere il seguito, i Silix sono esseri speciali che meritano ulteriore spazio. Consigliato agli amanti del fantasy.

Lucia.

giovedì 15 febbraio 2018

Il bambino silenzioso, Sarah A. Denzil - Recensione -

Oggi mi sembra di rotolare e inutilmente invoco il bisogno di una dieta. Tra dolci di carnevale e cioccolatini di san Valentino, mi sento gonfia come un pallone. La giornata di oggi voglio iniziarla con un thriller che avevo già inserito nella lista dei libri da leggere per via della trama e, inaspettatamente, la Newton mi ha omaggiato con un pacco a sorpresa: Il bambino silenzioso di Sarah A. Denzil. L'ho letteralmente divorato il giorno stesso dell'arrivo, sono quasi 345 pagine, eppure il ritmo è così veloce che si legge senza nessuna fatica o stanchezza. 


il bambino silenzioso

Sarah A. Denzil


Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: 9,90€
Pagine: 352
Genere: Thriller

Trama: Nell’estate del 2006, Emma Price era lì quando fu ritrovato il cappotto rosso del suo bambino di sei anni, lungo il fiume Ouse. Fu la tragica storia dell’anno: il piccolo Aiden era sparito da scuola durante una terribile alluvione, era caduto nel fiume e poi annegato. Il suo corpo non fu mai ritrovato. Dieci anni dopo, Emma è riuscita finalmente a riacquistare un po’ di serenità. È sposata, incinta e le sembra di aver finalmente ripreso il controllo della sua vita quando… Aiden ritorna. Troppo traumatizzato per parlare, non risponde a nessuna delle infinite domande che gli vengono rivolte. Solo il suo corpo racconta la storia di una sparizione durata dieci lunghi anni. Una storia di ossa spezzate e ferite che testimoniano gli orrori che Aiden deve aver subito. Perché Aiden non è mai annegato: è stato rapito. Per recuperare il contatto con il figlio, ormai adolescente, Emma dovrà scoprire qualcosa sul mostro che glielo ha portato via. Ma chi, in una cittadina così piccola, sarebbe capace di un crimine tanto orrendo? È Aiden ad avere le risposte, ma ci sono cose troppo indicibili per essere pronunciate ad alta voce.

Ho un debole per le protagonisti femminili, quelle donne che non arrancano, che nonostante tutto, che nonostante l'inferno in terra, riescono comunque a risalire. Quelle donne che non vivono, ma sopravvivono e vanno avanti e nel bambino silenzioso, in questo thriller così veloce e adrenalinico, io ho trovato Emma, una protagonista che ci fa sentire il cuore nel petto battere sempre più forte, una donna che sembra prendere a pugni il mondo.

Emma è un personaggio complesso, si porta dietro un dolore immenso. Già nelle prime pagine, siamo immersi nella sua storia e ci sentiamo quasi soffocare dall'amarezza che contiene. Emma ha perso suo figlio, il suo bambino di sei anni, il suo resoconto nelle prime pagine taglia la pelle, la sua lucida freddezza ci permette di capire che la natura è crudele, talmente crudele da non restituirgli nemmeno il corpo per piangerne la morte.

Passano anni, dove Emma cerca di sopravvivere, di continuare a vivere un giorno dopo l'altro, dieci anni dove si è rifatta una vita e che ora la natura le ha dato un'altra possibilità, Emma è incinta di una bambina, che già nella pancia non è poi così tranquilla.
Leggere il ritorno del figlio è un po' come ritrovarsi di fronte alla scena di una rottura di uno specchio, andando avanti tra le righe si sente l'esatto momento del vetro che si infrange perché la sensazione che vive Emma quando le dicono che hanno ritrovato il figlio adolescente, è ormai quella. Il tentare di sopravvivere dopo tutti questi anni, il rifarsi una vita e il ritorno di un bambino che ora tanto bambino non è.

Lo sentiamo quel dolore che Emma si porta dietro, sentiamo l'imbarazzo, la colpa, il bisogno di trovare una soluzione di fronte a quel letto di ospedale, sentiamo la rabbia della nostra protagonista quando non sa cosa è successo e cosa ha vissuto suo figlio per tutti questi anni. L'autrice con una scrittura immensa ed evocativa, permette di provare non solo empatia per tutti i personaggi, ma permette di ritrovarsi esattamente in quelle scene e vivere la situazione.
Pagina dopo pagina, ci ritroviamo ancora con Emma a vivere in una situazione assurda, quasi ovattata dal resto della realtà vissuta fin ora. Il bambino, il suo bambino, è un'ombra di quello che è il suo passato, riga dopo riga sentiamo che quel figlio forse non è poi il bambino che Emma ricorda e che la paura adesso barrica la vita stessa.

Il compito di un thriller, di solito, è rendere la lettura della storia difficile; è avere un ritmo serrato che ti imbroglia, che ti sminuisce in ogni scelta e che frantuma ogni certezza realizzata qualche pagina prima. Il bambino silenzioso fa esattamente questo, prende tutto il nostro organismo e lo mescola, sentiamo il mal di pancia attorcigliare ogni nostro organo, l'empatia con la protagonista è talmente forte che le emozioni diventano le nostre. Ci si ritrova a compatirla, ci si ritrova a criticarla, ad amarla, ad incitarla nelle scelte fatte, non viviamo solo il ritorno di un bambino scomparso, viviamo tutto ciò che c'è dietro ad un ritorno, viviamo un incubo fatto carta e diventato reale.

Il bambino silenzioso cattura l'attenzione con ogni minimo dettaglio che l'autrice ricerca e perfeziona ad ogni riga. Ogni parola, ogni scena descritta è dettagliata in ogni punto, in questo romanzo non vi è assolutamente nulla fuori posto. Nonostante si possa aver paura di cadere nei clichè o nell'ennesimo libro di ritrovamento e passato crudele, in realtà nel bambino silenzioso non succede, si continua a leggere a per di fiato fino ad arrivare all'ultima pagina e rimanere a bocca aperta per ciò che si è letto. Ammetto che il finale lascia un po' di sasso, ma alla fine è ciò che un buon libro fa: nulla diventa certezza, e tutto diventa finto.

Il bambino silenzioso è un thriller psicologico che cattura, che ti immerge nel suo vortice di confessioni, paure, dolore; che ti ovatta in una realtà parallela e ti lascia lì a riflettere ad ogni pagina.

mercoledì 14 febbraio 2018

Fandom, Anna Day - Recensione -

Buon San Valentino, avete già preparato biscotti al cioccolato e petali di rosa in giro per casa? Io oggi voglio proporvi un libro da acquistare come regalo e perché no autoregalarsi se si ha voglia di leggere qualcosa di nuovo.
Il libro di cui sto parlando è Fandom, di Anna Day edito da DeAgostini che trovate in libreria già dal 6 Febbraio. 


FANDOM 

Anna Day


Editore: DeA
Prezzo: 15,90€
Pagine: 448

Trama: Violet farebbe di tutto pur di incontrare gli attori che hanno portato sul grande schermo il suo romanzo preferito. Anche convincere suo fratello e le sue migliori amiche ad accompagnarla al ComiCon più grande d’Inghilterra e mettersi in coda per l’autografo del bellissimo Willow. Violet, che conosce tutte le battute del film a memoria e vorrebbe far colpo su di lui, si presenta come cosplayer di Rose, protagonista del romanzo e anima gemella di Willow. La sua scelta non è dettata dalla sola infatuazione per lui: Violet ammira realmente Rose e vorrebbe essere come lei. Coraggiosa come Katniss, determinata come Daenerys e intrepida come Tris. Quando però arriva il suo turno di incontrare gli attori, un terremoto improvviso fa crollare il capannone. Violet batte la testa e sviene. Pochi istanti dopo riapre gli occhi, ma qualcosa è cambiato. Willow è armato, le guardie corrono ovunque e sparano. Ma è solo quando una freccia colpisce la vera Rose e la ragazza cade a terra esanime che Violet comprende che tutto sta accadendo realmente. La protagonista del suo romanzo preferito è appena morta e ora Violet può fare solo una cosa: prendere il suo posto, ripassare le battute e vivere la storia fino alla fine…

Perché definire Fandom un romanzo adatto per San Valentino? Ve la faccio molto semplice, perché ogni protagonista del romanzo parla di noi, parla di quell'amore che tutti i lettori hanno per un libro, per la voglia che si ha di entrare nel romanzo e rimanere lì a vivere quelle avventure, per tutte le volte che abbiamo sospirato leggendo ogni riga, per tutte le volte che abbiamo portato il romanzo al petto cercando di far entrare tutto il nostro corpo in quella carta, perché san Valentino è la festa degli innamorati e ogni lettore si innamora ogni giorno leggendo. 

Violet, una delle nostre protagoniste, è una ragazza innamorata del suo romanzo preferito e, quando gli attori che hanno interpretato i personaggi nel film arrivano al ComiCon come ospiti, Violet non può resistere e deve assolutamente andarci. Fin qui tutto nella norma, il lettore si immerge completamente nelle pagine che ricordano un po' la vita dei fan accaniti sia di un romanzo, che di un film cinematografico, ma la vita di Violet cambia quando viene letteralmente catapultata all'interno di quelle pagine.

Il romanzo si immerge nel romanzo, Violet diventa la stessa protagonista del suo romanzo preferito. Lei conosce quella storia, lei ama la sua protagonista, lei ogni riga la conosce a memoria, ma cosa succede quando la storia si intreccia con la vita stessa? Quando gli occhi ti si aprono e ti accorgi che forse quel sogno tanto sperato in realtà è un incubo? 
Violet, insieme al fratello e un paio di amiche si ritrova in un mondo dove gli esseri umani ne sono schiavi di un popolo mutante, dove la sua amata protagonista le ha insegnato ad essere quello che è, buona e coraggiosa nonostante tutto: ma la storia cambia, la trama del suo romanzo dona scene diverse, qualcosa si è rotto con il loro arrivo e lei adesso deve scegliere.

Con Fandom Anna Day porta in libreria tutto ciò che un lettore vuole e ha bisogno di leggere in un romanzo che deve esser definito capolavoro. Fandom ti lascia a bocca aperta dalla prima all'ultima pagina, ti fa correre a per di fiato per scoprire la parola fine, per poi rimanere amareggiati all'idea di averlo già finito.
L'ambientazione è molto curata in ogni dettaglio. All'inizio della lettura o semplicemente leggendo la trama, si può aver paura che il romanzo caschi nei soliti cliché, in qualcosa di già visto e sentito un po' come la Trilogia Di Inchiostro, in realtà questa storia è completamente originale e, nonostante il numero dei protagonisti, ci si affeziona a tutti.
Ogni personaggio è complesso e dettagliato, ci si trova davanti a personaggi unici e si ha l'empatia cercando di aiutarli, di incoraggiarli in quelle che sono le loro scelte. Fandom è un romanzo ricco, che ti lascia l'entusiasmo addosso e la voglia di parlarne.

Il viaggio che Violet si ritrova a fare, la consapevolezza di dover scegliere e combattere, il bisogno quasi di ritrovarsi permette quasi di leggere un romanzo che aiuta a crescere, piuttosto che un distopico soltanto. L'adrenalina che scorre nelle vene, il sentirsi anche noi stessi parte del romanzo, il sentir crollare tutte le certezze che automaticamente arrivano nelle nostre menti, ci porta quasi a veder Fandom come un thriller.

Quando si legge un libro è fondamentale che la storia sia ricca di spunti di riflessione, di permetterci quasi di confrontarci con ciò che abbiamo letto e Fandom, in uno scrigno fatto di pagine e copertina lo permette. Fandom si lascia amare ed entra in assoluto nella lista dei miei libri preferiti. 




domenica 11 febbraio 2018

La poesia dell'anima, Patrisha Mar - Recensione -

La nostra collaboratrice Lucia, si sofferma questa domenica a parlare di La poesia dell'anima.
Sono rare le volte che di domenica ci si sofferma a parlare di un libro, ma a La poesia dell'anima di Patrisha Mar edito da Newton Compton non si resiste.
Il romanzo è già possibile acquistarlo in libreria e, dopo aver letto questa recensione, sono sicura che non resisterete tanto a lungo. 


la poesia dell'anima 

Patrisha Mar


Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: 0,99€ ebook
Pagine: 240


Trama: Giulio Dante è un giovane meccanico che vive ad Ancona, ha una passione segreta per la poesia e fa da padre al fratello Tommaso, che ha la sindrome di Down. Nella sua vita non c’è posto per l’amore, ma solo per avventure mordi e fuggi. Solo che Giulio non ha fatto i conti con il destino: sarà proprio una delle sue “avventure”, infatti, la prorompente Dafne, a presentargli Anna Prete, futura impiegata dell’officina. Chissà se il loro rapporto resterà puramente professionale… Una storia d’amore delicata e romantica, in cui i protagonisti sono alla ricerca di se stessi e del proprio posto nel mondo. Sentimenti, voglia di riscatto, rimpianti, equivoci, paura, amicizia e amore: gli ingredienti perfetti per un romanzo che punta dritto al cuore.

La storia ruota attorno a Giulio, giovane ed attraente meccanico, nonché sosia di un noto attore che ogni donna ama, proprietario di un'officina dove lavora anche Angelo, suo fidato collaboratore, scanzonato e coi capelli rossi...

Giulio è un gran bravo ragazzo, uno di quelli però che ha paura di soffrire, quasi rigetta le emozioni, si butta solo in storie di sesso che finiscono dopo qualche ora. Dafne, una tipetta sexy coi capelli rossi, molto prosperosa e molto allegra, sarà la sua ennesima avventura, che metterà in moto però un meccanismo decisamente particolare. 
La ragazza ha un'amica, Anna, che cerca lavoro, e casualmente Giulio cerca proprio qualcuno che rimetta un po' di ordine nella sua contabilità. 

Avete presente la classica brava ragazza, studiosa, appassionata di libri, magari anche carina ma che si nasconde dietro abiti informi ed occhiali, con una vita personale decisamente complicata? Questa è Anna, che inizierà a lavorare per Giulio, che se la spassa allegramente con Dafne. 
Ma cosa succede quando si lavora assieme tutti i giorni, quando si condividono tante ore di ogni giornata? 
Piano piano inizia la confidenza, lentamente nascono pensieri che il cuore esalta, ma che la mente cerca di nascondere. 
Forse dovremmo semplicemente smettere di avere paura, e di contare il tempo, abbiamo aspettato abbastanza, cosa ci ferma ora?
Ma in ballo c'è tanto troppo: c'è Giulio, diviso tra il lavoro e il doversi occupare di Tommaso, suo fratello con la sindrome di down, c'è Dafne, che fa finta di credere di volere solo sesso, ma col sesso cerca di trovare l'amore, c'è Anna, che vuole bene alla sua migliore amica ma al tempo stesso non vuole più nascondere i suoi sentimenti
Lei gli sorrise, perché lo sentiva davvero, sentiva il rimbombo furioso nel petto, sentiva il sangue che gli scorreva veloce nelle vene, un sangue che bolliva per lei.
Che dire di questo libro: MAGNIFICO

Non ho potuto fare a meno di leggere tutto in una sola giornata, avevo la necessità di capire come finisse. 
L'autrice ha il grande dono di saper coinvolgere i suoi lettori attraverso una storia semplice, ma al tempo stesso complessa, perché racconta tante emozioni da noi vissute almeno una volta: l'innamoramento, l'eccitazione del sesso, la delusione di un tradimento, l'amicizia vera e sincera. 

Mi sono sentita Dafne, che attraverso il sesso cerca di legare a sé un uomo, facendo un percorso mentale sbagliatissimo che molte donne fanno :non lo chiamo per qualche giorno, così si incuriosisce e chiama lui. Sbagliato amiche :in amore non ci sono trucchi o schemi da seguire, se non scatta la scintilla non c'è verso. Sono stata anche Anna, che non si valorizza, che si sente sempre inadeguata, ma si innamora e lentamente capisce che inseguire la propria felicità è un diritto sacrosanto. E poi mi è piaciuto tanto il personaggio di Tommaso, il fratello di Giulio con la sindrome di down: lui non è solo la sua sindrome, è un giovane uomo che lotta per avere la sua indipendenza e il proprio spazio in un mondo complicato. 

E poi Giulio : è... Fantastico, un bello con l'anima, spero tanto esista ancora qualcuno così. 

Ho amato follemente questo libro: mi ha emozionata, commossa, mi ha divertita e mi ha fatto sognare. E mi ha anche insegnato molto. 

Lucia.

sabato 10 febbraio 2018

Il demone di Praga, Giuseppe M. Todaro - Recensione -

Venne completamente deformato dall'idea che il Dio che conosceva non esisteva, che la vita doveva esser vissuta in libertà, senza la paura della dannazione eterna.
Recensire questo romanzo non è affatto facile, di ispirazione notevole sul Dracula di Bram Stoker e Intervista col vampiro di Anne Rice, eppure è riuscito a far leva sulla mia curiosità e a trovare - finalmente -  una lettura piacevole.  


il demone di praga

Giuseppe M. Todaro

Editore: Lettere Animate 
Prezzo: 2,99€
Pagine: 122
Genere: Thriller

Trama: Hanna, ereditiera di un impero finanziario in declino, per salvare le sorti della sua famiglia è costretta ad incontrare il Signor Brahe, un uomo distinto e misterioso che vive isolato tra le stanze oscure di un’antica torre di Praga. La donna scoprirà che dietro l’eleganza di quell’uomo si nasconde la malvagità di una creatura diabolica, capace di provocare innumerevoli sofferenze e di togliere la vita senza alcun rimorso. Tra folli alchimisti e fratellanze segrete, Hanna sarà immersa nel racconto di un uomo che ha vissuto per secoli in bilico tra umanità e istinto di morte e presto capirà la vera motivazione di quell’incontro.

Come citavo nell'introduzione, l'autore ha saputo mescolare due capolavori importanti per la lettura e per il cinema, ovvero Intervista col Vampiro e Dracula, creando il suo Demone, quell'uomo rinnegato e che rinnega a sua volta Dio per la propria libertà.
La casa editrice inserisce il romanzo Il demone di Praga in un genere thriller eppure la scrittura dell'autore e la sua stessa storia sembrano toccar vertici sia dell'Horror che del drammatico.
Già dalle prime pagine la storia prende piede e ci racconta di come una dei nostri protagonisti, si ritrova incerta di fronte a qualcosa di strano. Un uomo misterioso, solitario le propone un patto. La ditta di famiglia, la ditta fallita in cambio della storia del protagonista, la storia di un giorno che lei dovrebbe esser pronta e certa di ascoltare. Un prezzo strano, un prezzo misero per quello che in realtà il protagonista le ha già portato via.  

Giuseppe Todaro, nonostante sia un esordiente, riesce a giocare con la nostra curiosità e con una scrittura molto semplice, ma altrettanto valida, ci porta a divorare letteralmente ogni pagina fino ad arrivare alla parola fine. Il suo Demone, il protagonista maschile è un personaggio complesso ma che attinge a tantissime sfumature. Se da una parte troviamo l'animale, la bestia, la ferocia di un predatore con la sua preda, dall'altra troviamo la disillusione di ciò che è stato, il valore dell'essere umano e della vita stessa.

Le emozioni se pur contrastanti, non rovinano la fierezza del protagonista, ma ci portano a ciò che un classico lettore aspira a leggere: immedesimarsi completamente nella storia e nel personaggio, in quella che è realmente la vita: la classica guerra tra bene e male, che sin dalle prime epoche si è sempre assistito. 

L'ambientazione è ricca di dettagli che non si perdono in frasi troppo prolisse, l'immagine è immediata e ci porta ad essere esattamente nella scena descritta. La coprotagonista al femminile incarna le incertezze e le debolezze del classico essere umano e ci invoglia automaticamente a tifare per la parte più oscura, per quel demone che rinnega ciò che è stato e ciò che è diventato.

L'attenzione su Il demone di Praga non cala mai, il ritmo è sempre un crescendo di quello che si aspira a leggere. L'unica pecca che non mi ha dato la forza di dar il massimo dei voti al romanzo è puramente un fattore personale sul valorizzare piuttosto un edizione cartacea che non un digitale. Il demone di Praga è un romanzo che si ha il bisogno di leggere su carta e non su un computer statico. 

Il demone di Praga è fortemente oscuro, gotico, macabro e crudo al tempo stesso. E' drammatico e tragicomico in senso lato, è la pura follia diventata razionale, è l'opposto di tutto ciò che si legge e l'autore non è più solo colui che scrive, ma diventa il mastro di chiavi che ci apre la porta della sua follia. 


venerdì 9 febbraio 2018

L'ultimo spartano, Matteo Bruno [Review Party]


Oggi iniziamo la giornata con un review party interattivo su L'ultimo spartano, edito da Leone Editore. Interattivo perché ogni blogger ha avuto la possibilità di intervistare l'autore con tre domande e calarsi all'interno non solo della storia, ma nel dietro le quinte dell'opera creata.


l'ultimo spartano

Matteo Bruno

QUASI QUATTRO

Editore: Leone Editore
Prezzo: 13,90€
Pagine: 350

Trama: Filocrate di Megalopoli è costretto ad abbandonare la città natale e a battersi per denaro al servizio dell'impero persiano, minacciato da Alessandro Magno. Scontento, ha però occasione di riscattarsi recandosi a Sparta per incontrare re Agide, l'unico che in Grecia può sollevare una vasta rivolta antimacedone. Una volta nel Peloponneso, Filocrate incontrerà una donna misteriosa che sembra capace di prevedere il futuro e verrà coinvolto in intrighi diplomatici senza fine, fino alla sconcertante rivelazione sulle sue origini. Intanto gli spartani si preparano a combattere i macedoni: davanti alle mura di Megalopoli, i leggendari soldati dai mantelli rossi affronteranno un'ultima disperata battaglia per l'indipendenza di tutte le polis greche.

Di Matteo Bruno vi avevo già parlato non solo nell'intervista dedicata completamente alla sua persona nel Blogtour di fine anno, ma anche nella recensione del suo romanzo Dodici Città.

Matteo Bruno continua con il romanzo storico, portando alla luce L'ultimo Spartano.

Anche in quest'opera l'autore riesce a mescolare un'accurata ricerca storica con la libertà di dar vita ai protagonisti con la loro umanità, rendendoli perfetti nella loro imperfezione.
In questo romanzo, la ricerca dell'autore si sofferma sulla Grecia e le sue divinità, utilizzando diverse celebrazioni e mitologie dei vecchi Dei. 

Già dalle prime pagine ci soffermiamo nel prologo che l'autore descrive raccontandoci di una storia di un mercenario dall'animo duro e la storia di un amore cercato e forse poi perduto. Addentrandoci nel contenuto capiamo che il nostro protagonista è Filocrate che sembra  un uomo che non ha più nulla per cui vivere e sopravvive quotidianamente in quelle che sono le sue giornate da mercenario, combatte infatti per denaro e per il miglior offerente.

Filocrate è un personaggio complesso in ogni aspetto, da una parte troviamo un mercenario crudo che non guarda in faccia nulla se non il denaro e la morte, troviamo un uomo preda di istinti e voglia solo di andar avanti, pagina dopo pagina in realtà ci immergiamo in un uomo che maschera il suo essere con una visione mercenaria.

Filocrate nasconde quello che è fino in fondo, nasconde il suo lato umano perché da un momento all'altro non ha più avuto nulla.

Il nostro protagonista affronta un viaggio nella Sparta dura e truce, in quella Sparta in cui ci si è innamorati grazie a Leonida e ai Trecento, in una Sparta dove il sangue ne richiama ancora e forse tanto posto per l'amore non c'è fino a quando la coprotagonista di Filocrate, ovvero Astiage, ne cambia i tratti facendoci trovare un Filocrate nuovo completamente rapito dagli eventi e dalla passione.

La missione di Filocrate è chiara, a Sparta deve contattare il re dell'epoca per cambiare e salvare le carte in tavolo. Il viaggio del nostro protagonista, l'incontro con diversi personaggi e ambientazioni, sembra divenire un viaggio dantesco verso il fondo degli inferi, non solo nell'aspetto duro della guerra e del sacrificio, ma nello stesso aspetto psicologico che porta il nostro protagonista a cambiare e a riflettere sulla sua intera vita.

Matteo Bruno gioca con quello che è il suo lettore, ci porta nella sua immaginazione creando personaggi che nonostante siano di fantasia, hanno comunque una base reale con celebrazioni tuttavia che sembrano odierne.

Nel L'ultimo Spartano il ritmo trovato è altalenante, ammetto di aver avuto difficoltà in diverse parti cercando di ritornare indietro per recuperare il ritmo della lettura. Matteo Bruno infila quella che è la sua passione nel suo romanzo, rischiando però che la lettura spesso venga interrotta da situazioni troppo prolisse e causa di distrazione. E' interessante come l'autore abbia inserito la parte tuttavia sentimentale ed emotiva della storia. 

L'ultimo spartano viene definito di genere romanzo storico, ma all'interno la posizione politica dell'epoca e la situazione quotidiana, possono farlo spaziare in più generi. Il contenuto del romanzo ci viene narrato dal nostro stesso protagonista che sembra voler raccontare non solo la sua storia, ma confessarsi per le vicende vissute.
Non è un romanzo facile, l'attenzione per questo romanzo deve essere sempre tanto alta per non rischiare di dover riprendere d'accapo la lettura.

E' un romanzo, comunque, che merita di esser letto, che merita di esser vissuto per quella che è la storia e la sua umanità.

Tre domande all'autore:
  • Quanto le caratteristiche di Filocrate ti rappresentano?
Bellissima domanda, la cui risposta non è affatto semplice. In generale, direi comunque poco o niente. Probabilmente mi rispecchierebbero se avessi vissuto la sua vita, il suo contesto, la sua epoca. Per fortuna però vivo un quotidiano completamente diverso e più agiato, pertanto certe caratteristiche posso lasciarle all’ambito della letteratura.
  • Da uomo il personaggio di Astiage è stato difficile da caratterizzare e render vivo?
Non più di tanto. Per creare Astiage ho studiato la figura della tipica donna spartana, che era molto particolare rispetto agli standard delle donne dell’Antica Grecia. Volevo un personaggio femminile che fosse intrigante e affascinante, credibile e storicamente fondato, ma allo stesso tempo diverso da tutti quelli ideati per i romanzi precedenti (in particolare dalla protagonista di Syracusa, Klizia, che è una donna ben più tradizionale).
  • La mitologia greca è stata difficile da comprendere con i suoi rituali?
La mitologia greca è, secondo me, una delle più affascinanti in assoluto. Per quanto riguarda gli aspetti magici del romanzo mi sono documentato su un apposito volume dedicato alla magia nell’antichità, integrando il tutto con la mia fantasia e con il mio background di amante del fantasy. Aggiungo che descrivere i rituali magici di Astiage è stata una delle cose più divertenti della stesura de L’Ultimo Spartano.