Vuoi collaborare con me?
Sei una casa editrice o un autore in cerca di recensioni o segnalazioni per le tue opere? contattami a emanuela.imineo@gmail.com.

Lascia un ricordo



Il mondo di sopra è una piccola soffitta impolverata dove tra gerbilli e gatti fa capolino una strega indaffarata. Con amore e conoscenza ogni filtro e incanto viene preparato, con l'utilizzo di erbe e cristalli con le varie fasi organizzato. Con le carte e le rune, il passato, il presente e il futuro viene letto..ogni mazzo che colleziona è il suo prediletto. Della sua religione pagana ne fa vanto, con il suo libro delle ombre questa strega crea l'incanto.

Ogni contenuto è protetto da copyright si prega quindi di citare il blog nel momento in cui si attua una condivisione che sia fisica o virtuale.

sabato 24 settembre 2016

Un autunno a Parigi. Recensione

Buongiorno lettori e bentornati in questo spazio del Mondo di Sopra. Siete pronti per vivervi il weekend? Pronti a fare festa? Sarà l'aria dell'autunno, ma io ho una gran voglia di...prendere una coperta, mettermi al calduccio e leggere un buon libro, ma no! Assolutamente no, perché questa sera ho il turno di chiusura in libreria, quindi fino alle ventidue non farò altro che parlare di libri, sistemar libri e battere cassa, dite che sto diventando noiosa? Ultimamente le novità delle case editrici sono tantissime, se in estate ci sentivamo abbandonate, con l'arrivo dell'Inverno sembrano essere partite a pieno ritmo, sfornando cataloghi su cataloghi di romanzi a non finire, il paradiso quindi per noi lettori! Ma bando alle ciance, oggi voglio parlarvi di una novità che trovate tra gli scaffali "novità saggi" in libreria, sto parlando di Un autunno a Parigi, di Veronique Olmi, un romanzo che inganna. 

Titolo: Un autunno a Parigi
Autore: Veronique Olmi
Editore: Piemme
Pagine: 199
Prezzo: 16,50€


Non lasciatevi ingannare dalla copertina, dai toni così vecchi, non lasciatevi cullare dalla delicatezza che sembra circondare le pagine, questo romanzo graffia l'anima. E' un libro complicato, uno di quelli che ti fa ritornare alla copertina per capire se si sta leggendo davvero lo stesso libro che il titolo cita, è un romanzo che ti parla d'amore, ma non di quelli strappalacrime, è un romanzo complesso che fa capire che l'amore è un'altra cosa, a volte la strada non è poi così liscia e dritta come sembra.

Chi ci racconta la storia è Suzanne, la nostra protagonista. La scrittura dell'autrice ci permette già dalle prime righe, di trovarci di fronte alla protagonista che come un'amica davanti ad una tazza di the fumante, si abbandona ai ricordi parlandoci di quell'amore e del suo inizio.

Suzanne è l'accordatrice di pianoforti, è quella accordatrice che corre verso la sua musica, lei il suo lavoro lo rincorre. E' una donna che non cammina normalmente, lei sembra danzare ogni volta sulle note che ascolta e già dalle prime pagine si abbandona a raccontare il loro primo incontro, l'incontro con Serge, quell'uomo che gli ha preso l'anima mescolandola alla sua.

C'è una canzone che ogni tanto passa alla radio e soffermandoci ad ascoltarla ci racconta di come l'amore diventi un po' egoista, perché l'uno spesso ha bisogno dell'altro un po' di più e la storia di Suzanne e Serge si allinea perfettamente a questa canzone. 

Suzanne è una donna soddisfatta della sua vita, ama suo marito, ama il suo lavoro e ama programmare. Ama l'ordine, ama quando ogni cosa è perfettamente in ordine e che le permette di sentire piene le sue giornate, come se il riempire quei momenti creassero la sua esistenza. Suzanne ama la sua piccola routine, ama ritrovarsi a casa nella sua solita quotidianità, ma e' la musica che le permette di incontrare Serge, perché lei alla fine era li solo per accordare un pianoforte, e che la travolge.

E' strano come basti un niente perché una vita vada, anche lei, fuori accordatura, perché la nostra esistenza, talmente unica, così preziosa, perda armonia e valore. 

Il problema dell'amore è che quando il destino o Universo dir si voglia, ha la bella idea di giocare, poco gli importa che fili intrecci. e all'Universo di Suzanne e Serge poco gli è importato se entrambi avevano una vita, se entrambi erano sposati, perché ha deciso comunque di intrecciare le loro storie. 

L'amore che nasce tra i due non è quello da colpo di fulmine, lei non si è innamorata di lui appena aperto la porta, anzi... l'autrice ci racconta come quella porta si sia aperta quasi su una minaccia, quasi su una presenza forse anche un po' troppa. L'amore tra i due sembra che si scavi piano piano come goccia d'acqua, con costanza e regolarità quella goccia scava aprendosi di fronte ad una voragine. Entrambi sanno che quell'amore è sbagliato, entrambi sanno che quell'amore farà male e che sicuramente non avrà un futuro, ma in realtà quello stesso amore urla di passione e dolore.

L'autrice pagina dopo pagina ci fa entrare nelle vite dei nostri protagonisti, come se il conoscerli potesse dar loro una possibilità in più, come se i nostri protagonisti non diventassero in realtà quel Paolo e Francesca di Dante che si sono tanto amati.

La scrittura è scorrevole, è potente e devastante al tempo stesso. Ci troveremo a divorare con ansia pagina dopo pagina per capire cosa succede dopo, come se quel dopo potesse donarci quella libertà. Assaporeremo ogni attimo e arrivati al dolore, vorremmo invece vivere altro, perché come dicevo all'inizio per i nostri protagonisti non sarà poi così facile poter dar vita al loro amore, come se passare un colpo di spugna fosse facile davvero.

E solo allora, solo in quel momento quando Serge le strapperà il cuore dal petto con i suoi segreti, solo allora ci renderemo conto che forse Suzanne in realtà è dentro di noi, forse quella protagonista siamo noi, forse la sua anima è la nostra che si è cullata di fronte ad un'esistenza in cui sopravvivere e non vivere.

Un romanzo che si rompe come ghiaccio, che fa il cuore in piccoli pezzettini, un romanzo complesso e tagliente, un romanzo delicato e pesante, un romanzo duro come macigno e libero come petalo di rosa. Bello, mozza il fiato. Attenzione perché si legge in poche ore. 













venerdì 23 settembre 2016

Il dietro le quinte di una libreria. Una libraia si confessa

e bentornati nello spazio de Il mondo di sopra. Oggi voglio presentarvi il mio lavoro come libraia. Blogger per passione e libraia come professione, per la maggior parte di voi sembrerebbe il lavoro dei sogni, libri in tutte le ore, ma ciò non funziona esattamente così. Lavorare in libreria non significa leggere libri e consigliare titoli tutti i giorni, ma essere vittime di clienti spesso fuori dal normale. 

Scusi sto cercando il libro dell'autore che odiava politicamente la destra. 
Mio nipote ha paura di Harry Potter, cosa posso regalargli che non riguardi magia, draghi, famiglia e orfani?
Che bello, avete anche i fumetti di Asterix, ma è solo un caso vero, vero? (il vero vero non è un errore di battitura.)

Una libraia ha davvero il compito di conoscere esattamente tutti i libri che una libreria di catena contiene? Ma come non sapere tutte le opere create di un determinato autore? E come mai se è un fuori catalogo il libro non si trova più in commercio? Otto ore al giorno significa ritrovarsi davanti a clienti, che la maggior parte del tempo gironzolano per la libreria, sperduti come in lande desolate in attesa di una terra promessa che rivedono in noi cassiere, che vittime delle situazioni ci ritroviamo a correre da una parte all'altra del negozio.

Clienti che cercano disperati l'ultimo libro di Adam Kadmon tra i libri di Papa Francesco e Maria Teresa, clienti che girano tra gli scaffali della psicologia cercando i libri di informatica o clienti che entrano in libreria cercando qualcosa, ma non si sa cosa.

Scusi sto cercando un libro da leggere.
Mi dica signora, che genere le piace?
Faccia lei, non ho gusti particolari.

E dopo che accompagni la cliente per quasi tutto il negozio, parlandole di libri dai più svariati generi, stando attenta a non spoilerare il finale, ma a parlargli di cosa ti ha colpito della trama e della scrittura, senti la frase finale che ti spiazza...

forse è meglio che guardo un film..non sono ancora pronta per leggere.

No, lavorare in libreria non è solo annusare libri nuovi, sistemare negli scaffali i libri in ordine alfabetico dal cognome dell'autore, non è solo catalogare i libri a seconda del genere, lavorare in libreria è assecondare il cliente in ogni suo capriccio libresco, aiutarlo a non perdersi in quelle lande dove gli scaffali risucchiano il loro cervello, è sistemare i libri quando il cliente li lascia in giro chissà dove.

Dovremmo mettere i gps ai libri...

Perché purtroppo quando il computer mi indica che il libro è disponibile in negozio, è il nostro cervello che fa il resto...che cerca tra gli schemi neurologici se quel libro è nelle novità o in scaffale, in quei pochi secondi il nostro cervello sviluppa miliardi di ipotesi e cataloga, per poi capire se quel libro è davvero in scaffale o se qualche bel simpaticone ha deciso di spostarlo in chissà quale orizzonte. Cerchi un libro di informatica e dopo un po' lo ritrovi in psicologia, cerchi un manuale sull'educazione che si infila inconsapevolmente tra i titoli politici, ma che simpatici! Certo i libri devono fare amicizia...certo. Mentre tu arranchi ormai con il sudore sulla fronte, inforcando gli occhiali da vista, speranzosa dell'arrivo della tua collega che ti salvi chiedendoti in cosa ti stai buttando  o meglio cosa stai cercando, così poi a perdervi tra gli scaffali siete in due e tu non affondi da sola. 

Ma come dimenticare il cliente che pretende di avere sempre ragione? Quel tipo di cliente si riconosce fra mille volti, può essere l'omone tatuato in maglietta nera forse un po' troppo stretta o la signora ormai avanti con gli anni che, con occhiali da sole e Augias tra le mani, chiede la tua attenzione anche se in quel momento stai: - sistemando la cesta delle novità da mettere in settore - battendo un libro alla cassa - trovando un titolo al computer per il cliente che poverino ha aspettato il suo turno, in attesa della salvezza - ti stai soffiando il naso - in quel momento è scattata la tua pausa. E niente paura, perché anche se questi tipi di clienti sanno che in quel momento tu sei occupata, beh sorridi..perché non importa, tu devi assolutamente servire ( e riverire) la loro attenzione. Quindi si, troverai l'omone in maglietta nera che passa davanti a tutti saltando la fila e lanciandoti letteralmente il libro alla cassa, ho fretta io non posso aspettare, sottolineando quell'Io manco fosse un cristo sceso in terra o la cara simpatica vecchietta - che sempre con gli occhiali da sole - si lamenta della carta regalo rossa che, tendenzialmente è un colore non adatto per la sua nipotina - e che dovremmo avere in negozio una carta per clienti speciali... (???) 

Lavorare in libreria è stare in piedi in un numero indefinito di ore, mangiare un panino di corsa dietro al magazzino, fumare mezza sigaretta e prontamente risucchiare una gomma per non avere l'alito cattivo, è ascoltare come in un confessionale la brutta giornata del cliente, è concentrarsi sul dare il giusto resto alla cliente, ma controllare se il titolo è disponibile, è decifrare un autore o un titolo che il cliente ha richiesto - sempre se in verità quell'autore esiste davvero -, è spiegare al cliente per dieci minuti buoni che quella versione è quella integrale del libro, ma alla fine non ti crederà e andrà a chiedere conferma alla tua collega, che poverina spaesata tornerà da te a chiederti se effettivamente quel libro è un edizione integrale, lavorare in libreria è quando la calca di clienti per un attimo finisce e tu sei completamente in pace, tra silenzio e scaffali da sistemare per case editrici e per autori, è quando ti soffermi qualche secondo a sfogliare il libro prima che senti la fatidica frase Ciao ho bisogno di...

Lavorare in libreria è tutto questo, ma rimane comunque meraviglioso. 

Cliente1: Lei non capisce deve assolutamente cambiarmi queste banconote portoghesi.
Io: .....

Cliente2: Ciao, cerco al di là della siepe nel buio. Si chiama così.
Io: .. guardi che, dovrebbe essere il buio oltre la siepe
Cliente2: No, ne sono sicuro. L'autrice inizia con H.
Io: ..... vado a prenderglielo.
Io: tenga. [ in copertina il buio oltre la siepe]








giovedì 22 settembre 2016

Harry Potter e la maledizione dell'erede Blogtour.



Buongiorno lettori e bentornati in questo spazio de Il mondo di sopra. Oggi ospito con piacere la tappa di questo blogtour su Harry Potter, parlandovi del magico libro di Harry Potter e il calice di fuoco.


Harry Potter e il Calice di Fuoco è il quarto capitolo della famosa saga del mago Harry e delle sue avventure.

All'inizio la nostra amata autrice aveva un titolo ben diverso su questo libro, ovvero Harry Potter e il torneo Tremaghi, in quanto tutto il romanzo si concentra principalmente sul Torneo Tremaghi, un torneo che si svolge ogni cinque anni tra le scuole magiche di Hogwarts, Durmstrang e Beauxbatons.

I candidati inseriscono il loro nome nel Calice di Fuoco, il Calice è uno strumento magico e un giudice imparziale, sceglie il migliore studente di ogni scuola, il calice diventa quindi uno strumento del fato, ecco perché il titolo poi definitivo fu Harry Potter e il Calice di Fuoco.

Ogni torneo è composto da tre prove che sono studiate appositamente per testare il coraggio, l'intelligenza, l'intraprendenza e le abilità magiche di ogni partecipante. Queste prove sono estremamente pericolose e cambiano ogni volta. I partecipanti ricevono un punteggio per ogni prova da dei giudici che solitamente sono i presidi delle tre scuole. Come tradizione in questo Torneo, la sera della Vigilia di Natale c'è un ballo per gli studenti detto Ballo del Ceppo, i concorrenti del torneo sono soliti aprire le danze.


Nonostante il torneo abbia le sue regole e apparentemente risulti tutto molto impostato, questo capitolo ci sorprende con un mix perfetto di colpi di scena, coraggio, amicizia, perdite. Ancora una volta si vede quanto il legame di amicizia tra Harry e i suoi amici torna utile tra le prove che il mago deve affrontare.


L'ascesa di Lord Voldemort incombe anche in questo capitolo, è costantemente presente dietro trucchetti e sotterfugi per sorvegliare Harry e aver modo di incontrarlo così da poter risorgere con il suo stesso sangue.


Nell'ultima prova, attraverso una passaporta creata nello stesso calice, Harry e Lord Voldemort avranno un incontro ravvicinato e anche se Harry si metterà in salvo, saprà che Colui Che Non Deve Essere Nominato è tornato.



La Rowling parlando di questo capitolo racconta di quanto per lei fu tragico mettere alla prova Harry Potter, presentando l'apparizione dei suoi genitori durante il duello con Voldemort.


Trovo questo capitolo della saga uno dei più belli, il Torneo è qualcosa di curioso e diverso dalla storia di base, che è come un filo continuo tra i vari libri.

Il male che incombe è sempre presente ma trovo che le sfide, le scuole diverse, siano una miscela perfetta che ci porta una boccata d'aria fresca.

C'è sempre un attenta cura ai dettagli, un importanza data a sentimenti come amore, amicizia, rabbia, gelosia, dolore. Harry Potter è ambientato in un modo fantastico ma dopotutto ricordiamoci che Harry e i suoi amici rimangono degli adolescenti in continua crescita, che vanno a scuola e hanno una quotidianità che forse, a parte magie e creature fantastiche, non è così diversa dalla nostra..

I minuziosi dettagli sulle sfide che Harry Potter deve affrontare ci lasciano con il fiato sospeso, come se quella stessa acqua dove Harry si dimostra pronto a salvare gli altri, potesse far annegare anche noi. Anche in questo romanzo le creature magiche non mancano, prendendo spunto da creature mitologiche.

Sia nel film che nel romanzo, troviamo un attenzione particolare per il Ballo del Ceppo, dove si legge su internet, gli attori del cast si esercitano con costanza per circa tre settimane alla cura del ballo. Troviamo naturale anche la goffaggine di Harry Potter, dove la Rowling ci lascia la buffa naturalezza e ingenuità del nostro protagonista.


Sia romanzo che film, diventano quindi qualcosa di particolare, dove l'amore se pur tra personaggi sbagliati, arricchisce il tutto con una scrittura evocativa che diventa la stessa sceneggiatura del film. 

La suspance in entrambi è un continuo crescendo, che ci lascia con il fiato sospeso fino alla parola fine, lasciandoci in mano a personaggi complessi e particolari come Sirius e Rita Skeeter pronta ad avvelenare ogni cosa con le sue parole. 

Io, che mi sono spinto piu’ in là di ogni altro sul sentiero che conduce all’immortalità. Conoscete il mio obiettivo: dominare la morte. E allora fui messo alla prova, e a quanto pare uno o più dei miei esperimenti funzionarono… perché non ero morto, anche se il maleficio avrebbe dovuto uccidermi.

In questo libro, fulcro centrale per me di tutta la saga di Harry Potter, finalmente scopriamo l'incantesimo che uccise i genitori di Harry Potter, ovvero l’Avada Kedavra. Un incantesimo non solo pericolosissimo, ma che porta il suo esecutore dritto ad Azkaban. Il falso Moody, l'antagonista, racconta nel libro, che non esiste controincantesimo all’Avada Kedavra, tranne l'amore che la madre mostra per suo figlio con il suo sacrificio.

Harry Potter e il calice di Fuoco è il volume centrale delle sue avventure. 


Segui anche le altre tappe di questo entusiasmante BlogTour, scopri le varie nascoste curiosità che troverai in diversi blog e partecipa al giveaway!





mercoledì 21 settembre 2016

L'oscuro labirinto del cielo. Recensione.

e bentornati in questo spazio de Il mondo di sopra. Oggi vi parlo di un romanzo diverso dal solito. Quello di oggi è un romanzo scientifico pronto ad essere scoperto grazie alla Edizioni Dedalo che lo ha portato qui in Italia. Non è un romanzo da prendere alla leggera in quanto al suo interno racchiude riflessioni sull'astronomia dimenticate dal tempo. L'autore quindi sotto forma di romanzo ci racconta di nozioni scientifiche come se stessimo dialogando di fronte ad una tisana ai frutti di bosco.

Titolo: L'oscuro labirinto del cielo
Autore: Stuart Clarck
Editore:  Edizioni Dedalo
Pagine: 339
Prezzo: 16,00 €






Ammettiamolo, quante volte su parola scienza, economia, matematica abbiamo storto un po' il naso? Sin dai tempi scolastici, la maggior parte di noi ha visto queste materie come qualcosa di noioso, come qualcosa che in realtà non avesse poi così importanza, tuttavia mi rendo conto che solo quando si raggiungono i trenta, e in una piccola parte anche un po' prima, ci si rende conto quanto in realtà quelle materie non fossero poi così noiose e quanto in un romanzo possa essere affascinante riuscire a riprenderle.

L'oscuro labirinto del cielo non solo ci parla di nozioni scientifiche, ma diventa un romanzo avvincente pronto a leggerlo in un colpo soltanto.

La storia inizia nelle strade polverose di Roma, in un tempo passato, con il classico scontro tra chiesa e scienza sul sistema solare e la sua nascita. L'autore con naturalezza ci riporta di fronte a personaggi storici come Galileo, Copernico, facendoli diventare personaggi fatti di carne ed ossa, la sua scrittura li evoca in maniera decisiva, tracciando con forza ogni loro forma.

I personaggi vivi tra le pagine, ci parlano della loro vita, ci raccontano portandoci indietro nel tempo, di come la scienza diventa per loro pura esistenza, mai loro ossessione fu così dolce e viva al tempo stesso. 

I minuziosi dettagli che vengono fuori grazie alla scrittura dell'autore ci portano così a sentire gli stessi odori dei protagonisti, a vivere quelle stesse scene dei nostri personaggi, ci sentiremo osservati per le strade, sentiremo al tatto il legno pesante delle porte. In questo romanzo diventiamo noi quei protagonisti di cui l'autore ci parla con amore e passione.

Gli uomini che seguiamo per le strade di Roma sussurrano parole decisive per la sorte di un uomo, parlano di eresia e fine di esistenze e in un attimo ci troveremo segnati come la notte di una strega prima del rogo. Se all'inizio ci si sente solo spettatori curiosi di una scena, pagina dopo pagina diventiamo protagonisti. 

Quando un libro diventa il frutto di numerose ricerche e notti in bianco, basta poco per sentire tutto questo. L'autore in poco più di trecento pagine ci racconta di un passato poi così non tanto lontano, ci racconta a livello umano qualcosa che nonostante sembri da una parte distante anni luce in realtà è il nostro stesso passato. 

L'umanità dei personaggi che l'autore ci mostra, ci porta ad amare ogni personaggio e a sperare di non leggere una brutta fine, ma di veder un qualcosa di sereno all'orizzonte, come ci capita leggendo delle ultime ore di Giordano Bruno. Pagina dopo pagina ci ritroviamo di fronte a scene come se fossimo davanti ad un film, quella cella di Giordano diventa la nostra stessa cella, quella paura diventa la nostra. 

L'oscuro labirinto del cielo racchiude al suo interno genere su genere, tra pagine d'amore, thriller, scienza ci troveremo a combattere insieme al nostro protagonista, pronti a difendere le sue idee. L'autore ci parla minuziosamente di Keplero, astronomo, astrologo facendolo tuttavia diventare semplicemente un uomo che combatte per le sue idee, un uomo con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, portandoci davanti a emozioni contrastanti tra di loro. Da un lato troveremo un uomo forte e coraggioso, dall'altro un uomo insicuro che cerca di tenere ben salda la sua famiglia, un uomo a volte troppo ingenuo. L'autore ripercorre la storia di Keplero con un'umanità impressionante, mescolando i nostri stessi organi.

L'astronomia, la scienza, la matematica che si legge tra queste pagine ci portano a sognare ad occhi aperti, ogni concetto viene memorizzato nella nostra testa in maniera così facile che ci meraviglieremo di non averlo fatto prima. Ogni informazione descritta in maniera così poetica ci porterà a rimanere meravigliati dalla prima all'ultima pagina. Ogni informazione diventa interessante da leggere e da annotare, come ad esempio che i dodici segni zodiacali sono in realtà corrispondenti ad una parte specifica del corpo. 

L'oscuro labirinto del cielo è un romanzo interattivo, un romanzo da vivere appieno pagina dopo pagina, da leggere e quasi da sottolineare in ogni sua parte.

Vi meraviglierete come sulle stelle arriverete anche voi. 

Una bellissima riflessione quella ci porta l'autore Stuart Clark, un romanzo che coinvolge e che vale la pena di leggere e da riporre nei piani alti della nostra libreria.














martedì 20 settembre 2016

L'uomo che inseguiva i desideri. Recensione.

e bentornati in questo spazio del mondo di sopra. Oggi parliamo di un libro che in libreria è tra gli scaffali delle novità, un libro che ho letto in poco tempo, ma che dentro mi ha lasciato una bella emozione. Sto parlando dell'uomo che inseguiva i desideri, un romanzo che la Garzanti porta in Italia con una cover splendida e che ci fa sognare di un viaggio, di una ricerca del modo di essere felici.

Titolo: L'uomo che inseguiva i desideri
Autore: Phaedra Patrick
Editore: Garzanti
Pagine: 288
Prezzo: 16,90€














Le vacanze sono ormai un ricordo lontano. così come le ore trascorse sotto l'ombrellone in compagnia di quei libri che ti isolano dal mondo e ti portano davanti a viaggi fantastici, ad ambientazioni meravigliose e persone interessanti. Se tutto ciò, ora davanti a questo cielo grigio e nuvoloso, sembra solo un ricordo, l'uomo che inseguiva i desideri ci porta a viaggiare di nuovo, come note musicali la scrittura ci racconta di una musica che coinvolge e che rapisce ogni nostra sensazione. 

L'idea del libro nasce da una delle tante storie che la scrittrice racconta ogni sera al proprio bambino, tante sono le storie inventate al momento e una di queste parla di un braccialetto a lei caro, in quanto il braccialetto stesso racconta una storia grazie ai suoi ciondoli che hanno significati diversi e unici. Da qui l'idea di scrivere un romanzo che segua le trame di un destino legato ai ciondolini di un vecchio gioiello.

Immaginatevi un braccialetto importante, lo so, ora starete sicuramente visualizzando quei bracciali pandora ricchi di ciondoli diversi, ma voi immaginate invece uno di quei braccialetti d'oro, uno antico da cui piccoli ciondoli scivolano sul polso, ciondoli che variano tra di loro e rappresentano un elefante, un libro, un fiore, una piccola tavoletta di colori, una feroce e tenera tigre, un cuore, un ditale ed un anello. 

Ora immaginatevi un uomo legatissimo alla donna tanto amata, ma che ad un tratto l'universo ha deciso di portargli via. Immaginatevi un uomo ormai anziano che ad un tratto tra le cose della moglie ritrova questo braccialetto, che in realtà non ha mai visto al polso di lei. Immaginatevi un uomo che ogni giorno segue sempre lo schema delle sue abitudini, ma che accarezzando quel braccialetto decide di seguire ogni ciondolo, alla ricerca di quei piccoli tesori nascosti. 

Arthur, il nostro protagonista, ha quasi settant'anni, da sempre ha ogni schema preciso di ciò che è diventata ormai la sua quotidianità, si sveglia sempre allo stesso orario, segue in ordine e con cura la scelta del modo di vestirsi, fa colazione con del pane tostato e poi sempre allo stesso orario si prende cura del giardino. Arthur da quando la sua amata è morta, segue uno schema robotico, cosi da non pensare alla sua grave perdita e dimenticando quindi le emozioni che le crea. Arthur non è coraggioso nei confronti della vita, preferisce organizzare ogni cosa, ogni minuto pur di non pensare a lei.

Ma si sa, quando l'universo decide di cambiare qualcosa lo fa alla grande. 

Arthur decide quindi un giorno di mettere da parte la sua routine e di organizzare e riordinare dopo un anno dalla scomparsa, le cose della moglie. E' qui che ad un tratto trova un braccialetto che in realtà non ha mai visto al suo polso. Quel braccialetto ha comunque qualcosa di diverso, potremmo dire quasi strano. Come un vecchio pirata, quel tesoro nascosto e ritrovato in una scatolina, in realtà è una mappa che porta il nostro abitudinario di fronte alla scelta di un viaggio, che possa ricondurre a quella donna che forse non ha mai conosciuto davvero. 

E' qui che l'autrice decide di farci partire con Arthur in questo viaggio così strano. La sua scrittura meravigliosa si apre di fronte ad un'opera poetica che ci porta a scoprire paesaggi strani e meravigliosi. Si lo so, ho ripetuto la parola strano più e più volte in questa recensione, ma se vi dicessi che il viaggio ci porta su un'isola e poi in volo a Londra, per poi passare in Inghilterra davanti ad una tigre per poi passare per Parigi voi come lo definireste se non strano?

Arthur in questo viaggio non è da solo, nel suo cuore infatti ad ogni battito troviamo la meraviglia nello scoprire la sua donna, la gioia di meravigliarsi, di sorprendersi come i bambini di fronte ad ogni piccola cosa, quella gioia di vivere che al nostro protagonista sembrava ormai mancare.

Questo libro ci porta a sognare, a riflettere su quanto la vita possa essere difficile, schematica, eppure possa essere comunque meravigliosa. Questo libro ci porta a scegliere di non fermarci mai, di non diventare mai in realtà grandi da perdere la gioia e l'innocenza, di essere forti e di non guardare mai alla fine ciò che si è perso, ma di scoprire ciò che abbiamo trovato e custodito sempre nel nostro cuore. 

E' un libro che ci racconta dell'amore e del sognare e della possibilità di farlo a qualunque età.

Lo so che queste parole così smielate possono sembrare che il viaggio sia ricco di momenti felici e dolciosi, come se in realtà stessimo mangiando della cioccolata, ma non è così. Arthur affronta il viaggio con il cuore pesante in tantissimi momenti, perchè alla fine è come scoprire che la persona che avete amato per così tanto tempo, in realtà sia stata solo una maschera che ha nascosto la sua vera essenza, il viaggio sarà quindi per Arthur e per noi la ricerca di noi stessi, la ricerca di comprendere che quel buio in realtà non è poi così oscuro. 

Ci saranno momenti durante la lettura che ci faranno sospirare, che ci faranno venire il dubbio di star perdendo nella vita attimi importanti, ci saranno momenti che ci cambieranno dentro perché sarà lo stesso libro a dirci forse è ora che ti svegli dal sonno in cui ti sei agiato. 

Un libro bello e romantico al tempo stesso, un libro forte e delicato, pronto a farci sognare. La scrittura dell'autrice è un mescolarsi di emozioni, una scrittura intensa ed evocativa, pronta a trasmetterci subito qualsiasi minuzioso dettaglio ricco di scene e ambientazioni. I personaggi non diventano più solo di carta, ma diventano pure ombre che danzano sul libro mostrandoci quanto è bello vivere.









lunedì 19 settembre 2016

* Blogger a Confronto. *

e bentornati in questo spazio de Il mondo di sopra. Oggi non vi presenterò un nuovo libro in uscita o non spettegolerò sulle mie impressioni su un libro appena letto, oggi spettegoliamo invece insieme ad un'altra blogger in questa Blog Sfera. 


Amo i confronti che nascono su un libro appena letto, amo quei confronti - sempre in toni civili - che permettono di scoprire le idee e le passioni degli altri, è per questo che questo articolo nasce, per confrontarsi insieme ad un altro blog che nonostante all'apparenza possan sembrare tutti uguali, in realtà nascondono regni e antri completamente diversi. Questa rubrica sarà a cadenza casuale, ospiterò volentieri altre blogger con cui chiacchierare. Oggi spettegoliamo quindi con Il regno dei libri e la sua dolce creatrice. 
Pronte? Iniziamo!

- R: regno dei libri
- M: Il mondo di sopra

Ma in realtà chi sei: 

R: Prontissima ad iniziare! Sono Ely, ho 31 anni e sono sempre stata una ragazza (mi posso definire ancora “ragazza” vero? Vi prego ditemi di si) molto riservata. Nella vita quotidiana riesco ad aprirmi solo con le persone che dimostrano di voler conoscere il mio cuore. Con quelle che si fermano alle apparenze mi chiudo in me stessa. Se invece una persona si dimostra attenta ai particolari, “interessata” nel senso buono del termine, allora dono tutto il mio cuore insieme alla mia fiducia, senza riserve. Da piccola sognavo di sposare un principe ed essere una fata così da portare gioia ed amore nel mondo con la mia bacchetta magica. Oggi sono sposata con l’uomo della mia vita che non è un principe agli occhi del mondo ma che è il re del mio cuore, ho un lavoro che amo ma che è abbastanza impegnativo. La mia bacchetta magica è diventata una penna, scrivo e cerco di sistemare questo pazzo mondo, riportando un po’ di Giustizia per quanto io possa fare nel mio piccolo


M: E' sempre difficile parlare di sé. Quando ci chiedono di parlare di qualcun altro, siamo capaci di smuovere montagne, ma quando ci chiedono di parlare di noi...beh ecco il blocco. Emanuela, di anni tanti, strega, blogger e divoratrice di ogni genere di libro, moglie e chef nella cucina del mondo di sopra. Lavoratrice in mezzo ai libri, socialmente gattara, a tratti sana di mente.

Raccontaci del tuo blog: 


R: Il mio è un blog ancora molto giovane. Il primo timido post l’ho pubblicato il 9 Aprile di quest’anno. Sapevo da un po’ cosa volevo scrivere ma non mi decidevo ancora a buttarmi. Sono passati pochi mesi ma “Il Regno dei Libri” ha compiuto magie nella mia vita. Sono nate amicizie bellissime con persone davvero di gran cuore, amiche splendide, generose e dolcissime, anime affini alla mia con cui condividere la passione eterna ed infinita per i libri e la lettura. Il mio blog è come vorrei che fosse, un luogo in cui gli heartreaders possano ritrovarsi e condividere la loro passione, un luogo di pace e relax dal delirio del mondo quotidiano.


M: Il mondo di sopra è lo spazio dove si unisce il mondo letterario che amo quindi parlando in toto di letteratura di ogni genere e dove si unisce il mondo della spiritualità portandovi quindi quella piccola magia quotidiana che ci circonda, ma che spesso siamo troppo impegnati per vederla. Il mondo di sopra alla fine rappresenta la mia stessa casa dove tra libri romance si fanno compagnia libri esoterici, dove tra candele ci sono segnalibri. E' un insieme di cose che rappresenta me, è quel velo sottile dove spiritualità e quotidianità si incontrano lasciando dentro solo energie positive. Quel velo così sottile che non si allontana mai.

Perché diventare blogger: 

R: Beh, credo di aver in parte già risposto. Ho aperto il blog per condividere la mia passione per la lettura ed i libri che per me non hanno fine, neanche quando giro l’ultima pagina, infatti, smette di accompagnarmi. Parlare di libri è una delle cose che più mi rende felice nella vita.

M: Blogger lo sono sempre stata, solo che il mio primo blog non fu il prolungamento del mio corpo come lo è questo. Alla fine si diventa blogger per parlare con qualcuno delle proprie passioni, per non nascondersi davanti a timidezze che frenano l'anima e per muoversi in un mondo talmente grande da perdersi dentro.

Vita reale e blog possono coesistere? 

R: Essendo una libera professionista mi capita di avere delle mattine libere. Certo devo necessariamente sistemare casa ma dedico al blog tutto il tempo che posso. Oramai è diventato il mio diario, la mia fonte di serenità, il Regno dei Libri è sempre con me. A volte nel delirio della giornata lavorativa apro per un attimo il blog e torno a respirare magia. Non potrei più farne a meno.

M: Programmo, programmo e programmo. Anche nella stessa vita programmo e metto ordine ad ogni cosa, che sia la lista della spesa o come pulire casa. Per ogni cosa seguo un determinato schema che mi permette di ritagliarmi del tempo che dedico al blog e alla mia famiglia. Mi piace vivere seguendo il carpe diem, ma io devo comunque programmare.

 Blogger amiche anche nella realtà?

R: Si, eccome! Le amicizie che stanno nascendo tramite il blog sono tutte magiche. Spero che si rafforzino tutte. Con Ink (Jess) di The Ink Spell ci sentiamo spesso in chat, l’amicizia che mi lega ad Ink è forte come quelle della vita quotidiana, vera, speciale e sincera. Un vero tesoro. Mi sento al di fuori del blog anche con Susi de “ i miei magici mondi”, è davvero una ragazza dolcissima oltre che una bravissima scrittrice. Anche con Stefania di La biblioteca di Eika ci sentiamo per email, è davvero bello condividere le gioie della lettura insieme visto che condividiamo la passione per i paranormal e la distopia. Ed in fine c’è proprio Emanuela de “il mondo di sopra”, una ragazza davvero gentilissima con cui mi sono divertita a collaborare, spero che continueremo a sentirci. Ed ovviamente spero anche che,col tempo, anche altre amicizie che per il momento si fermano ne “Il Regno dei Libri” faranno anche parte della mia vita quotidiana.

M: Come detto precedentemente il blog permette di partecipare ad una community di persone con le tue stesse passioni, eliminando quindi ogni distanza kilometrica. Grazie al blog ho conosciuto molti blogger, c'è chi ho preferito allontanare, c'è chi invece sento in continuazione, quindi si ho blogger amiche e amici che sento anche fuori.

Il libro che ti ha cambiato la vita

R: Risposta facile questa! “Il cavaliere d’inverno” di Paullina Simons, senza ombra di dubbio. L’ho letto in un periodo in cui non credevo più all’amore anzi non sapevo più cosa fosse. Avevo il cuore svuotato e questo libro l’ha riempito. Ad ogni battito del mio cuore sento l’eco di quelle pagine.

M: Lo so, questa può sembrare una risposta strana, in quanto da questa domanda ci si aspetta una di quelle letture grandiose, una di quelle che ti fa mozzare il fiato, eppure no per me non è cosi. Uno dei libri che mi ha permesso di crescere e innamorarmi totalmente della lettura è il magico regno di landover di Terry Brooks. Fu il primo libro che mia madre mi regalò e che ancora conservo tra gli scaffali della mia libreria.

Hai mai fatto follie per la lettura?

R: Tipo stare sveglia tutta la notte a leggere per finire il libro? Fatto. Alzarsi alle tre di notte per scrivere una recensione perché il giorno dopo si lavora e non si vuole far scappare le emozioni di quando si è appena terminata una lettura? Fatto. Tipo telefonare a 100 librerie per cercare un libro disperatamente per poi trovarne una sola copia in una libreria di un paese vicino ed andarci senza esitare un secondo? Fatto.

M: Ebbene si, una delle follie fatte per la lettura è stato tatuami lo Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie. Mi accompagna da qualche anno e ogni volta che guardo quel sorriso mi ricorda quanto il mio mondo sia magico.

Recensire libri a caldo o dopo qualche giorno?

R: Di solito tendo a recensire appena sfoglio l’ultima pagina di un libro. Mi piace descrivere le emozioni ”a caldo”. A volte mentre leggo inizio a prendere appunti ma non sempre, dipende dal libro.

M: In realtà a questa domanda entrambe le richieste sono positive in quanto recensisco sia a caldo, quando ho ancora il libro tra le mani, sia invece dopo qualche giorno. Tutto ciò dipende da cosa la lettura mi ha trasmesso e quanta voglia ho di parlarne. spesso condivido le mie sensazioni in fogli volanti o condivido le citazioni del libro durante la lettura.

Se potessi per un giorno vestire i panni di una scrittrice famosa chi saresti?

R: Emily Bronte senza esitare un attimo. Adoro Emily, da sempre. Il suo cuore forte, la sua indole, il suo spirito, il modo in cui sapeva esattamente cosa fosse l’amore vero senza averlo mai provato nella vita quotidiana. Adoro l’amore di Cime tempestose: travolgente, profondo, senza limiti, umano e divino insieme mescolati, struggente.

M: Tutti. Non ho autori preferiti, ogni volta che leggo un libro vorrei essere quell'autore, vorrei scrivere nello stesso modo, vorrei evocare le sue immagini e vivere nel suo tempo, lontano o presente che sia. Riempirei la mia vita sempre in maniera diversa, ogni giorno sarei qualcuno che ammiro. Sarebbe bellissimo.

Quanto tempo dedichi alla lettura?

R: Più possibile, cerco sempre di ritagliarmi del tempo. Di solito di mattina appena sveglia se non devo uscire presto per lavoro (altrimenti porto l’ ipad e leggo nei momenti di pausa) e la sera prima di addormentarmi.

M: Ogni attimo. Leggo in pausa dal lavoro, leggo prima di arrivare, leggo in cassa al supermercato, leggo prima del mio turno dal dentista. Leggo ogni volta che posso. Nella mia borsa c'è sempre un libro a cui affidarmi.

Se sul tuo blog potessi intervistare il personaggio di un libro chi sceglieresti?

R: Sharazad, chissà cosa mi racconterebbe. L’ascolterei per ore!

M: Sicuramente all'inizio sverrebbe davanti a tutta questa tecnologia, ma mi piacerebbe intervistare Gostanza da Libbiano, la protagonista della storia vera del saggio romanzato, una di quelle streghe, ma semplicemente donne sagge, che si è trovata coinvolta ,nonostante ormai i suoi anni ,nel processo inquisitorio che la indicava come amante del diavolo. Una storia vera tutta italiana, che consiglio di leggere a chi ancora non conosce la verità.

Che progetti hai in futuro per il tuo blog? 

R: Mi piacerebbe moltissimo arricchire “Il Regno dei libri” con nuove rubriche in collaborazione con altre blogger. E’ sempre bello unire le forze e le emozioni che ci regala la lettura. Qualche idea ce l’ho, spero che si possa concretizzare a breve.

M: Dopo un anno sono molto soddisfatta del risultato raggiunto, eppure spero che il mondo di sopra riesca a farsi spazio ed uscire fuori dal coro, spero che riesca ad avere lettori invogliati a leggermi, spero di portare sempre la trasparenza nel parlare di qualsiasi argomento e di non annoiare mai voi, ne me.

Cosa fai quando leggi? Ti distrae qualcosa o leggi in ogni dove?
  
R: Potrei anche essere in una discoteca affollata, non sentirei nulla. Riesco tranquillamente a leggere con la tv accesa, infatti a volte quando la sera ci riposiamo sul divano mio marito guarda la tv ed io leggo, senza problemi. Ecco perché non mi piace invece leggere in pubblico, le mie orecchie si chiudono, non sento niente, zero. Non immaginate quante figuracce io abbia fatto per questo.

M: Come detto sopra leggo in ogni luogo, quindi non è importante se sono circondata da suoni assordanti o dal silenzio più assoluto. Riesco comunque a isolarmi nei miei pensieri e a concentrarmi nella lettura, l'importante che ci sia sempre del caffè vicino. 
 

domenica 18 settembre 2016

In my mailbox. La mia buca delle lettere.

e Buona domenica! Oggi è il giorno del riposo più assoluto, oggi le mie care ciapet hanno deciso di non muoversi dal divano, se non per correre verso il frigo. Oggi voglio dedicarmi totalmente alla lettura - come se gli altri giorni non lo facessi eh - e leggere come se non ci fosse un domani.
Lavorare in libreria significa consigliare ai clienti nuovi libri che mi hanno colpito e provare a non spendere lo stipendio tutti in libri. Vi ricordate? Era il mantra che ho suggerito a inizio Settembre e vi giuro che ci sto provando, ma come al solito... non resisto mai. Alla fine il carrello di Amazon esiste per essere riempito no? Ma bando alle ciance oggi parliamo degli arrivi della settimana aprendo la buca delle lettere.



Chi non ha luce in viso non diventerà mai una stella. 
Lo so quello che state pensando, vi sto presentando libri che ormai sono datati, che possiamo considerare vecchie uscite che non c'entrano nulla con le novità - tranne uno - e perché quindi leggerli? Perché il mondo è PIENO di libri che valgono la pena di esser letti, che nonostante gli anni passati riescono ad emozionarti comunque e io su questi titoli di aspettative ne ho molte. Cominciamo però presentandovi la prima uscita - novità esclusa dalla lista scritta sopra - della Dedalo Edizioni: L'oscuro labirinto del cielo, un romanzo scientifico particolare. La copertina mi piace tantissimo, ne sono completamente innamorata. 

La mia vita punto e a capo esce per la Harlequin Mondadori (ora HarperCollins) nel 2004, tantissimi anni or sono ormai e racconta di come all'improvviso la vita di questa ragazza cambia, tutto ad un tratto tutto ciò che aveva diventa di qualcun'altra (il fidanzato, la casa) dalla sinossi sembra frizzante e divertente. E' un romanzetto molto piccolo che sono sicura di finire in poco tempo. A parte che di questa copertina sono completamente incantata dagli occhi della ragazza che trasmettono calore e determinazione, si sto parlando di Mille notti d'amore della Newton Compton. Amo i libri di questo genere perché permettono di viaggiare stando scomodamente seduti sulla sedia, specialmente quando il divano è occupato dal marito spaparanzato a mo di balena arenata. Sacrificio e l'ultima vittima sono due thriller che mi hanno incuriosito dalla trama, nonostante non ami particolarmente i pocket sono ansiosa di leggerli. Black city, invece, è un regalo da parte di un'amica.. non è esattamente il mio genere sui vampiri in stile Twilight, ma mi piace comunque lo scenario post apocalittico che ne fa di ambientazione. Il rogo, lo so il titolo fotte, non parla di stregoneria, ma è un misto di generi che racconta la trasformazione di due fratelli travolti e devastati dal fuoco. Con Ladra di sangue mi sono completamente fregata da sola, è il primo volume di una serie che non ho e non so effettivamente se la continuerò o meno. E' molto urban fantasy - si tratta sempre di vampiri - , ma il fatto che sia un ladro... non ricordo di aver mai letto ladri vampiri.. vedremo quindi come andrà avanti. Mistero dietro le quinte è un usato fatto solo perchè adoro i libri di Tea Stilton, perdonatemi ma non credo che crescerò mai. 

Raccontatemi della vostra buca delle lettere. Sono curiosa di scoprirvi.