martedì 28 marzo 2017

Cristalloterapia: Scegli il libro e ti descrivo il tuo cristallo.

Buongiorno Abitanti lettori del Mondo, questa mattina l'articolo sarà diverso dal solito. E' da un po' che mi ronza in testa l'idea di confrontare i cristalli con i libri che leggiamo e stanotte presa dalla solita insonnia, ho deciso di creare una sorta di giochino divertente e simpatico. Che ne dite? Siete pronti a guardarvi dentro? 



REGOLE DEL GIOCO: 

  • Per scoprire il cristallo adatto alla tua aura, basta scegliere tra i generi letterari proposti il libro che più ti attrae (che tu lo abbia letto o meno non importa, l'importante è che la sinossi o la copertina ti attraggano). 
  • A partire da sinistra l'ordine è A - B - C.
  • Prendi nota delle tue scelte per sommare alla fine del gioco. 
  • Scopri a fine articolo il tuo cristallo e cerca nella pagina facebook Il mondo di sopra le sue totali proprietà.

INIZIA IL GIOCO:

Un genere letterario è una categoria della scrittura letteraria - wikipedia -. Possiamo trovarne diversi:

Romanzo storico:
Ambientato in un epoca passata della quale ricostruisce la vita e gli usi dell'epoca


Fantasy:
Storie di letteratura fantastica che possono basarsi su mitologia, soprannaturale, immaginazione


Thriller:
Suspence, tensione, eccitazione


Rosa:
Storie d'amore e intrecci


Erotico:
Sessualità e amore fisico

 

Horror:
Elementi soprannaturali e surreali con la paura che fa da padrone




In realtà di titoli sotto questi generi possiamo deciderne all'infinito, ma ho preferito inserire quelli di cui negli anni vi ho parlato e che mi hanno lasciato comunque qualcosa. 

Avete preso nota delle vostre scelte? Ora fate la somma e scoprite la maggioranza:

Maggioranza di risposte A:

L'Amazzonite dona l'equilibrio che a volte tende mancarci, dona quell'autocontrollo nelle situazioni dove le emozioni tendono a prendere il sopravvento. E' una pietra porta fortuna che permette di influenzare la propria vita nella buona sorte. 





Maggioranza di risposte B: 

Questo cristallo chiamato Kalahari aiuta a riavere la positività e scoprire spiritualità e bellezza in tutte le cose. Stimola la creatività, la chiarezza mentale e l'armonia. Gli antichi utilizzavo questa pietra per la meditazione. Il disegno che viene rappresentato in questa pietra, richiama la sabbia del deserto e il movimento ondulatorio del vento. E' ideale per i viaggi sciamanici, per i viaggi alla scoperta delle vite passate, per i viaggi fisici e i cambiamenti. A livello fisico aiuta la guarigione.

Maggioranza di risposte C:

La Lepidolite è un cristallo di pace e felicità. Viene utilizzato per riconciliarsi dopo un litigio burrascoso, per attrarre positività e per collegarsi con la coscienza dell'universo. Viene utilizzata spesso per i viaggi con corpo astrale. Aiuta a ricordare i sogni, allontanare la negatività, portare calma e riduce gli stati di ansia. Aiuta anche nella concentrazione.




Spero che il gioco vi sia piaciuto. Fatemi sapere le vostre risposte, sono curiosa di scoprirvi. Siete liberi di condividere il quiz ovunque, l'importante è citare la fonte ;)

lunedì 27 marzo 2017

Il sogno di Keribe. Recensione

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo e buon inizio settimana. Siete pronti a vivere al meglio le vostre giornate? Io in realtà questa mattina mi trascino da uno spazio all'altro, sarà la primavera, sarà il ritorno alla moka visto che la mia cara macchinetta del caffè mi ha abbandonato nel momento del bisogno, sarà il sonno, ma in realtà questa mattina dormirei ancora sotto le coperte. Oggi visto che starò a casa tutto il giorno, ho intenzione di sistemare la mia libreria eliminando i libri che in realtà non mi interessano così da recuperare più spazio; in realtà sono sicura che entrerò in un buco nero e ne uscirò miracolata solo stasera al ritorno di marito. Detto questo veniamo all'articolo di oggi: la recensione di Il sogno di Keribe. Un libro fatto di sangue ed emozioni, carta e vento.


Il sogno di keribe 

Ilaria de Togni 


Editore: Gargoyle Books
Prezzo: 16,50€
Pagine: 319

Trama: Esiste un luogo chiamato Keribe, una dimensione onirica dove le coscienze ritrovano corporeità dopo la Prima Morte. I misteri di questo mondo sono celati quattro confini invalicabili. Da uno di essi, l'Orlog, l'oscuro mare innavigabile, nasce Erinke. Trovata sulla riva da un contadino che decide di prendersene cura, scoprirà che quelli come lei sono considerati una leggenda, cosi come la storia del loro antico genocidio. Come altri ridestati, Erinke prova emozioni umane pur non essendo tale, perché lei è qualcosa di diverso, apparentemente immutabile ed eterna come le onde del mare che l’hanno generata. Le sue ferite guariscono rapidamente e il suo sangue può ridare la vita, ma in esso scorre la stessa oscurità dell’Orlog che le mormora il terribile destino che incombe sul mondo, nel tentativo di riportarla nel suo grembo. Erinke dovrà resistere a questo richiamo e allo stesso tempo sfuggire ai Guardiani dei Confini che la stanno cercando. Affronterà un pericoloso viaggio verso il Nord, per essere accolta dalla potente Nimpha: l'unica istituzione che può proteggerla. Nel frattempo, nella lontana Helbindir, l’antico ridestato e capitano della resistenza sta arruolando seguaci per dichiarare guerra agli uomini e riportare la sua razza agli originari fasti. Tra i cercatori incaricati di trovare i nuovi figli dei Confini c’è Ruben, che s’innamorerà di Erinke. Anziché catturarla, la convincerà a seguirlo, sedotto da un ideale che, ancora non lo sa, porterà Keribe sull’orlo di una spaventosa guerra tra i Mondi

Quando finisci un libro e hai ancora voglia di entrare in quel mondo e parlarne vuol dire che è un libro che ti è entrato nella pelle, che è stato capace di lasciarti un messaggio e che, nonostante la lettura ne sia finita, ti accompagnerà ancora per un bel po'. Il sogno di Keribe non è un libro facile da dimenticare, puoi finire di leggere il romanzo e lasciarlo lì nello scaffale, ma ti verrà sempre voglia di riprenderlo e di tornare a vivere quelle avventure. Vi sfido a provarci e a tentare di resistere: non ci riuscirete. Il merito di tutto questo è dell'autrice italiana Ilaria De Togni, ma andiamo con ordine:

Quando apri e inizi a leggere Il sogno di Keribe, non importa quanti anni hai, ci si sentirà comunque come Bastian ne La storia infinita. Non importa l'ora, il giorno, il tempo fuori, ci troveremo solo noi e il libro, senza più contare il resto. 

Già dalle prime pagine veniamo completamente immersi nella storia. Senza avvertimenti e precauzioni ci troviamo di fronte a Erinke, la protagonista che diverrà la vostra migliore amica. Erinke ci parla con toni contrastanti l'uno con l'altro, a tratti fragile, a tratti decisa. Comincia a conoscersi mentre si racconta, a ricordare quello che è successo: lei è emersa da quel mare nero, lei non stava affogando, lei stava emergendo. 

L'uomo che la soccorre e l'aiuta a rimettersi in sesto è uno di quei ragazzotti semplici che vive fuori dal mondo e con il passare del tempo la nostra protagonista si rende conto che il bisogno di sapere in realtà chi è e perché è emersa da quel mare, si contrappone con il bisogno che al suo salvatore Cristof non succeda nulla di male. L'ambientazione cupa e oscura ci porta a conoscere il mondo di Keribe, una terra ricca di tradizioni e creature, ricca di leggende pronte a rinascere come realtà.

Come un fantasy che si rispetti Keribe è racchiusa in confini devastanti, tormentati e complessi, folle l'idea di poter sopravvivere se solo ci si prova ad attraversarli. 

Il mondo creato dall'autrice è qualcosa di unico e inimitabile, l'ambientazione è così ricca e minuziosa in ogni dettaglio che a stento ci sembrerà che tutto questo sia solo opera di pura fantasia e non sia invece qualcosa di reale, qualcosa che è possibile toccare.

Pagina dopo pagina la nostra protagonista cresce con noi a vista d'occhio, confrontandosi con diversi personaggi e con un amore che non ci si aspetta in un fantasy. La scrittura ci coinvolge in un mondo complesso e particolare, noi siamo a Keribe, Keribe diventiamo noi. 

Ma un fantasy non è un fantasy senza nemici e i nemici che vogliono far del male alla nostra protagonista sono gli stessi che cercano gli altri ridestati, si perché Erinke non è la sola ad esser emersa da un lungo sonno. Nonostante dalla trama sembri che il fulcro principale del romanzo sia una lotta - la solita - tra bene e male, in realtà non è assolutamente così in quanto il sogno di Keribe ci porta all'interno di un viaggio che può tranquillamente definirsi di formazione, un viaggio dove seguiamo mano nella mano i nostri protagonisti dotati di caratteristiche particolari.

Con il sogno di Keribe non aspettatevi di certo un fantasy alla Harry Potter in quanto la serie di Ilaria è un fantasy puro, onirico. E' uno di quei libri che il target di età deve essere assolutamente l'adulto per poter essere apprezzato al meglio. 

Riga dopo riga la narrazione dell'autrice evolve, il ritmo diviene sempre più alto fino ad arrivare alla parola fine. Il viaggio che Erinke si trova ad affrontare diviene quasi una nostra ricerca, diventiamo noi la stessa protagonista e sentiamo noi stessi il bisogno di cercarci.

Il sogno di Keribe non è un romanzo autoconclusivo in quanto è il primo volume di una serie che non vedo l'ora di continuare a leggere. Si pone sicuramente nel posto più alto in classifica dei miei libri preferiti.

Nonostante sia solo un esordio, Il sogno di Keribe con la scrittura di Ilaria diviene per me l'erede della scrittura di Neil Gaiman, ho provato le stesse emozioni, lo stesso bisogno di stringere il libro al petto come se fosse un libro dei grandi. 

venerdì 24 marzo 2017

Quello che ti aspetta in libreria...

Siamo finalmente a venerdì, ciò significa riposo.. riposo e assolutamente riposo sul divano tra biscotti al cioccolato, redbull e Netflix in tv. Il weekend delle schifezze insomma. Oggi è la giornata delle segnalazioni, di quelle che ci lasciano a bocca aperta e ci ricordano di quanto sia bello essere lettori - un po' meno per il portafoglio -. Questa settimana sono rimasta INCANTATA da diversi titoli che devo assolutamente leggere - e la lista desideri di Amazon continua ad allungarsi sempre più - 


Titolo: Carry on (versione italiana)
Autore: Rainbow Rowell
Editore: Piemme
Pagine: 540
Prezzo: 17,00€
Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l'ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?


Titolo: La figlia dello stregone
Autore: Terry Brooks
Traduttore: L. Desotgiu
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus stranieri
Anno edizione: 2017
Pagine: 324
EAN: 9788804674030
Come sogno, come magia, così si enunciano le leggende meravigliose di Shannara. Nella ricostruzione prodigiosa della vasta città di Arishaig, nel carisma malvagio di Arcannen Rai, nella vertiginosa altezza della Torre della Fenice, nell'amore struggente che lega Paxon e Leofur Rai, nel sublime Canto Magico che tutti gli elementi controlla, nella micidiale potenza delle armi a raggi ustori, nell'indifferente crudeltà di uno Sleath, e ancora nella misteriosa sparizione di Crysallin e nelle ombre paurose che accerchiano la Fortezza dei Druidi, così si enunciano il sorgere, il durare di una delle più belle saghe fantasy mai concepite. Con l'avventura estrema della luminosa Leofur, con la sua lotta all'ultimo sangue con il suo potente Padre, Terry Brooks ci consegna il terzo e ultimo libro dei "Difensori", lasciando all'immaginazione dei suoi lettori l'evoluzione di un'epopea che riserverà, a breve, un'altra sorpresa, già annunciata dal suo editore Del Rey di New York. E chi ha detto che Terry Brooks è l'erede legittimo di J.R.R. Tolkien aveva ragione, ha detto una cosa giusta.
Titolo: Chi sta male non lo dice
Autore: Antonio Distefano
Editore: Mondadori
Pagine: 168
Prezzo: 12,00€
Chi sta male non lo dice Disponibile come ebook Questa è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie più di quanto ti dà. Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando così alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l'odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni. Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall'Africa per "na Poto", l'Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un po' più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso. In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l'amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile. "Ifem, non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri" le ripete continuamente. Ma pian piano quell'amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo un'ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno una volta hanno provato, anche i preti. E perché per un attimo la polvere bianca riempie qualsiasi vuoto – ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel –, ma poi si porta via tutto. Chi sta male non lo dice non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c'è sempre un modo per salvarsi, l'importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita.
Autore: Jay Asher
Titolo: Tredici
Editore: Mondadori
Prezzo: 17,00€
Pagine: 240
 "Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori... Ve lo prometto." Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene ad Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Clay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall'altro, il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze. Con più di due milioni e mezzo di copie vendute soltanto negli Stati Uniti, Tredici, romanzo d'esordio di Jay Asher, è uno dei libri più letti dai ragazzi americani, e ora anche una serie televisiva prodotta da Netflix.
Titolo: La donna che sparì con un libro
Autore: Idra Novey
Editore: Garzanti Libri
Collana: Narratori moderni
Traduttore: Sacchini L. Data di Pubblicazione: marzo 2017
EAN: 9788811688495
ISBN: 8811688493
Pagine: 246
Formato: rilegato
È l'ora di pranzo in un piccolo parco di Copacabana. Una donna rotondetta con i capelli grigi si ferma sotto un mandorlo. In mano ha una valigia e in bocca un sigaro. Sale su un ramo dell'albero e lentamente si inerpica fino in cima. Questa è l'ultima volta che Beatriz Yagoda, famosa scrittrice brasiliana, è stata vista. Emma Neufeld, la sua traduttrice americana, resta allibita a questa notizia: la scena della scomparsa ricorda troppo da vicino uno dei primi racconti dell'autrice. Beatriz non può essere semplicemente sparita: Emma prende il primo aereo per Rio, decisa a cercarla. Ma decifrare gli indizi che la scrittrice ha disseminato nei suoi libri si rivela più pericoloso del previsto. Perché anche un pericoloso aguzzino sta cercando Beatriz per un debito di gioco. E trovarla potrebbe anche significare ucciderla...
Titolo: Non è stata colpa mia
Autore: Leah Mercer
Editore: Newton Compton Editori ù
Prezzo: € 10,00
Sono passati due anni da quando Zoe ha perso il suo bambino in un incidente e quel ricordo la tormenta ogni giorno. Se avesse stretto di più la presa, se fosse stata più rapida, forse avrebbe potuto salvarlo. Sa che non è stata colpa sua, Edward gliel'ha ripetuto mille volte, ma le parole amare del marito subito dopo la tragedia non possono essere cancellate e hanno scavato in profondità nell'animo di Zoe. Edward vorrebbe che insieme trovassero la forza per andare avanti, ma è stanco di essere tagliato fuori, stanco di vedere sua moglie crogiolarsi nel dolore. Un weekend a Parigi potrebbe essere la loro ultima occasione per riconciliarsi, ma le cose non vanno come previsto: Zoe e Edward si perdono ancora prima di uscire dalla Gare du Nord. Soli e smarriti, dovranno ritrovarsi, ma è ancora possibile?
Titolo: Birthdate (Denton Little #2) Autore: Lance Rubin
Editore: De Agostini
Prezzo: 14,90 €
Pagine: 352
Denton Little non è ancora morto! In un mondo in cui tutti conoscono la data della propria morte fin dalla nascita, Denton è l’unico ad aver superato indenne il giorno fatidico. Non sa perché proprio a lui sia capitato questo straordinario destino, sa solo che ora tutti lo cercano. La sua famiglia, il suo migliore amico Paolo, e Veronica, la ragazza che ha baciato poco prima di darsi alla fuga e che non riesce a togliersi dalla testa. Persino la polizia lo sta cercando. Lui è la prova vivente che è possibile scampare alla propria data di morte, e ora tutti vogliono un pezzo di Denton Little. Questo è decisamente un problema, soprattutto perché il Governo preferirebbe ucciderlo piuttosto che ammettere l’anomalia del sistema. Come se non bastasse, mancano pochi giorni al decesso di Paolo. Proprio adesso che il poveretto si è reso conto di essere follemente, perdutamente innamorato di Millie, l’unica ragazza al mondo che non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. Tra fughe rocambolesche e amori impossibili, Denton cerca di salvare gli amici e smascherare i nemici. Ma come si comporterà ora che non conosce più la data della propria fine e la morte può incombere in ogni momento?



Come detto all'inizio questa settimana sono fregata perché questa volta i titoli che vi ho segnalato mi interessano tutti. E voi invece? C'è qualcosa che vi attrae o che stavate aspettando? Sono curiosa di leggervi.

giovedì 23 marzo 2017

Una gabbia di stelle. Recensione.

Buon pomeriggio abitanti lettori del mondo, fuori piove, gli animalotti dormono sul divano e io sono stata presa in ostaggio dalla vicina per interpretarle un sogno e cercare i numeri da giocare al lotto, insomma mi ha preso per smorfia napoletana. Voi come state passando questa giornata uggiosa primaverile? In verità sono al terzo caffè, eppure sento la necessità di andare in letargo, dormire, dormire e ancora dormire. Bando alle ciance, oggi vi lascio la mia opinione su un libro molto particolare, delicato e intenso al tempo stesso. Una gabbia di stelle che fa sentire un po' stella anche me.


UNA GABBIA DI STELLE 

Robin Roe


Editore: Piemme
Prezzo: 16,50€
Pagine: 320


Trama: Adama è all'ultimo anno del liceo, è carino, gentile e circondato da amici. Quando gli viene chiesto di fare da tutor a un ragazzino problematico del primo anno si rende subito disponibile. Ma scoprire che si tratta di Julian, il "fratellino" che era stato dato in affido alla sua famiglia e che non vedeva da cinque anni, lo rende ancora più felice. All'inizio Julian sembra lo stesso: semplice, pulito e amante delle storie. Ma più tempo passano insieme, più Adam capisce che Julian sta nascondendo qualcosa... Adam è determinato ad aiutarlo, ma il suo coinvolgimento potrebbe costare la vita di entrambi.

E' da Gennaio che continuo a parlarvi di questo libro e ora - finalmente - riesco a mettere per iscritto le emozioni che questo romanzo mi ha suscitato. Correte a prender fazzoletti e gelato e leggetemi fino alla fine, il libro in sè non è tremendo, ma lascia il nostro cuore senza più battito.

Il romanzo rompe il silenzio, frantuma il nostro quotidiano, la nostra routine, per portarci davanti ad una realtà che poi non è così lontana. La storia, nonostante sia romanzata e raccontata da diversi personaggi, in realtà sembra un grido di aiuto, una rivoluzione per cambiare, per non dimenticare, per aiutare e non girarci dall'altra parte.

Dalle prime pagine incontriamo Julian, un ragazzino che lotta, un ragazzino a cui la vita dire che è dura sembra un eufemismo. Julian è un orfano, ne ha girate tante di famiglie adottive, ma solo in quella di Adam la sua vita sembrava perfetta. Adam era il suo migliore amico, il suo cavaliere a spada tratta, Adam era tutto fino a quando, un giorno che sembrava come un altro, le cose cambiano con l'avvento dello zio di Julian che ne reclama essere il suo tutore.

Da orfano a ritrovarsi tra le braccia di un tutore, sembrerebbe una storia con un lieto fine, ma in realtà non è così, lo zio di Julian non è quello zio che ti abbraccia e ti vizia comprando giocattoli e caramelle, non è quello zio da vedere come un fratello più grande. Julian si ritrova tra le braccia del buio. 

Il personaggio dello zio, che l'abile penna dell'autrice ci racconta, è un personaggio orribile, violento, disturbato, mentalmente fuori dal limite. Un personaggio che lascia i brividi di rabbia sulla pelle e ci sono momenti che vi verrà voglia di strappare quelle pagine per farlo uscire dalla carta e non vederlo più, ma Julian sopporta, ingoia e vive quella a-normalità, cercando il suo quieto vivere giornaliero perché se fa qualcosa di sbagliato deve essere punito, è così che lo zio gli ha insegnato.

Facendo un salto indietro nel libro e solo leggendolo capirete questa frase, ritorniamo nel mondo di Adam e Julian, perché qualche anno dopo, i due si incontrano nella stessa scuola. All'inizio non è di certo facile, Julian a suo modo è chiuso nel suo mondo, nella sua bolla di luce bianca dove niente può fargli male e Adam, sopravvive a pugni chiusi per via del suo disturbo.

Uno dei lati toccanti di questo libro è il ritrovarsi di fronte a personaggi che a loro modo combattono con delle malattie invisibili, che anche se non si vedono non è detto che non ci siano. Ognuno di loro ha un disturbo da affrontare e ciò nonostante, si preoccupano per gli altri come ad esempio Adam, che accantonando il suo disturbo di attenzione cerca comunque di ritornare ad essere il cavaliere, il migliore amico di Julian.

Rompere quella bolla di luce bianca che Julian si è formato non è facile, ma c'è un momento in cui Adam trova un foro e da lì cadremo in una sorta di tunnel di Alice, cadremo con così tanta forza in un vortice che ci farà girare le pagine violentemente, per capire cosa succede e dove sia finito il lieto fine.

Il buio in cui Julian si trova non è facile da digerire e da creare. La scrittura dell'autrice è così cruda e intensa che riga dopo riga ci spiazza, spesso ci troveremo a dover ricordarci di respirare, in quanto il fiato sarà così corto con il bisogno di andare avanti.

In realtà anche se il libro a suo modo è davvero bello, non è una lettura adatta a tutti perché è un libro che ti scava dentro, che poco gli importa quanto male ti può fare. Tantissime sono le emozioni che si mescolano nel nostro animo, dai ricordi così dolci e malinconici agli incubi più brutti. Provate ad inventarvi qualsiasi tipo di punizione per un bambino, non raggiungerà mai la soglia della crudeltà scritta in queste pagine, dell'umiliazione subita e dell'innocenza con cui Julian comunque affronta tutto.

Una gabbia di stelle mi ha lasciato interdetta arrivati alla fine. Avete presente la sensazione di un pugno nello stomaco? Beh qui il pugno in realtà è un meteorite perché il messaggio che l'autrice lancia è in un certo modo un messaggio di speranza, un messaggio di salvezza e fiducia verso gli altri nonostante lo schifo intorno. Il buio non esiste senza luce e l'autrice lo dimostra con questa storia.

Non è un libro che si può leggere senza fazzoletti e senza gelato consolatorio, vi farà piangere e emozionare. Era dai tempi di Splendi più che puoi che non piangevo così. Un libro viene definito capolavoro quando alla fine del testo ci lascia un messaggio, ci lascia sconvolti e con la pelle pronta a bruciare, ci rivoluziona e ci fa venir voglia di cambiare adesso, subito.. beh Una gabbia di stelle arriva in alto nella lista dei capolavori, arriva in alto nella lista dei miei libri preferiti. 

LA PAURA DI PARLARE. LA PAURA DI PROVARE. LA PAURA DI VOLERE. LA PAURA DI SOGNARE. DI PENSARE ALLE PERSONE CHE HAI PERSO, E LA PAURA DI PERDERNE ALTRE. SONO QUESTE LE COSE CHE TI TENGONO IN TRAPPOLA.  

mercoledì 22 marzo 2017

W.w.w. Wednesday

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo, siamo giunti al mercoledì dove ogni blog si ferma e racconta le letture della settimana. Questa settimana a livello pagine è stata molto intensa. Ho abbandonato diversi titoli, altri li ho amati e altri ancora devo ahimè finire di leggerli. Come tutte le settimane praticamente. Ma bando alle ciance e giochiamo un po' insieme, mentre Frejya corre per casa e i gatti la guardano pazienti. 

Rubrica settimanale ideata dal blog Should be Reading, per partecipare basta rispondere alle domande:
*Cosa stai leggendo?*
*Cos'hai appena finito di leggere?*
*Cosa leggerai dopo?*

Cosa stai leggendo?

La ragazza del dipinto ha una copertina meravigliosa. Non ho letto la lettera della casa editrice, non ho letto la sinossi. Sono rimasta a guardare quella ragazza e ho iniziato i primi capitoli. Non so come andrà, non so di cosa parla eppure fino adesso lo sto trovando meraviglioso. Ha una scrittura che corre come un fiume in piena, veloce e travolgente.












In realtà questo libro mi sta facendo penare, non perché non sia interessante, ma non mi ha coinvolto così come mi aspettavo, l'inizio per me è stato un ni. Sarà che la pubblicità e il parlare.. e il parlare e ancora il parlare sui blog mi ha incuriosito e riempito di aspettative, ma dopo diverse pagine non sono riuscita a continuarlo ed è rimasto lì sul comodino. Ho voglia di parlarvene, ma in realtà non so effettivamente quando e se riuscirò a finirlo. 












Cos'hai appena finito di leggere?

Lo so che la maggior parte di voi griderà all'eresia. Finalmente noi è stato criticato, distrutto, vomitato, riempito di aspettative e poi buttato chissà dove eppure vi dirò la verità a me è piaciucchiato. Certo, non è il massimo di come ci si aspettava visto il tanto vociare, ma non è nemmeno così da buttar via. Ci scandalizziamo su questo e poi amiamo cinquanta sfumature? Perdonatemi se mi vien voglia di storcere il naso. E' un libro per me provocatore e così deve esser preso. Non mi dilungo perché a breve ci sarà la recensione. 








Stray Dogs è il libro di esordio di Sofia Montanari, una ragazza di ventisei anni, eppure la scrittura sembra di un autrice in realtà già affermata. Ho avuto difficoltà nella lettura per via del font troppo piccolo, ma la storia mi ha coinvolto con così tanta ingordigia che la stanchezza degli occhi non era più la mia priorità. E' un libro che ha all'interno diversi generi e ciò nonostante combaciano perfettamente come pezzi di un enorme puzzle. 










Cosa leggerai in seguito? 

In realtà questa volta non posso dirvelo, sto preparando un articolo a sorpresa molto particolare che contiene la risposta a questa domanda...


E voi invece, cosa state leggendo? Sono curiosa di conoscere le vostre risposte. 





martedì 21 marzo 2017

Lettera ad un bambino che non diventerà mai grande

Stanotte l'ho fatto. Mentre tutti dormivano, ho aperto quelle lettere scritte durante quei giorni di attesa del trasferimento dell'ovulo fecondato che non c'è mai stato. Mentre scrivo queste parole mi immagino quella minuscola cellula che in realtà non si divide, che rimane lì chissà per quale motivo o quale infausto destino e poi... muore. Non ho pianto, ho aperto quel libricino piano e ho guardato quel fiume di parole, quell'inchiostro ormai ben saldo sulla carta e poi ho ritrovato quella lettera che forse un po' avevo dimenticato.
Non ho pianto, con le mani ben salde sulla carta ho riletto quelle parole, ho lasciato che la memoria ricordasse quel giorno, quando presa dal panico ho buttato giù frasi e frasi, per poi distruggere tutto ciò che avevo intorno. Si l'ho fatto, mi sono chiusa in una stanza e ho rotto tutto. Ho rotto soprammobili ormai vecchi, ho fatto a pezzi peluche che non avrei più usato, ho usato la rabbia quella distruttiva, quella che distrugge dentro anche te e poi, dopo diverse ore, ho chiuso quella stanza e non l'ho aperta per un po'.

Oriana Fallaci scriveva lettere ad un bambino mai nato ed io adesso sembra che sto facendo lo stesso. Ho disegnato il tuo profilo, ho calcato con la matita pensando ai tratti che potevi prendere da me e da tuo padre, ho cercato di spiegare sulla carta il significato della parola fecondazione assistita, ho cercato di immaginarti già grande mentre dentro casa, si aspettava papà. In realtà tu non ci sarai. Non ci sarai quando guarderò quel passeggino che non userò, non ci sarai quando con l'uomo che è la mia vita faremo lunghe passeggiate, non ci sarai quando l'acqua scivolerà sui miei piedi. 
Non guarderò il tuo profilo, non guarderò i tuoi occhi aprirsi al mondo. Tu non ci sarai perché se c'è un Dio, ha deciso di tenerti lassù con lui. 
Si dice che i bambini in attesa di nascere siano in realtà già angeli che guardano e scelgono i propri genitori dall'alto, io fin'ora non so cosa ho sbagliato, su quanto forse il mio pianto non ti sia arrivato tanto in alto, eppure non ho mai chiesto nulla alla vita se non guardarti negli occhi e stringerti tra le braccia.
Ti immagino con quelle ali grandi su una nuvola che sa un po' di caramella e panna, ti immagino saltellare con gli altri bimbi giocando a nascondino, gli angeli giocano a nascondino? Ti immagino scegliere di nascere altrove e ti immagino di sussurrarmi forse in un'altra vita. 
Ti immagino con gli occhi grandi azzurri come quel mare che amo tanto, ti immagino con lunghi capelli scuri come il colore di quelli di tuo padre, ti immagino con mani grandi aperte verso il mondo a toccare ed esplorare, ti immagino con gambe forte pronte a saltare e fare grandi passi. Ti immagino con un sorriso da far girare la testa, uno di quelli da eterna bambina anche se gli anni passano.Ti immagino seduta in quel letto, mentre accarezzandoti la testa, ti canto la canzone del chicco di caffè, quella che la mia di mamma mi cantava per farmi addormentare. Ti immagino lì, seduta davanti al camino, sulle ginocchia di papà, mentre io accanto vi racconto la storia del libro che ci piace tanto. 
Non ti vedrò percorrere i primi passi, non sarò la tua ombra che ti guarda correre incontro al mondo, non ti vedrò correre tra le braccia di papà quando, nonostante la stanchezza, avrà tempo per giocare con te. Non ti abbraccerò, non ti annuserò, non saprò il sapore della tue pelle e forse, questo, è quello che mi mancherà di più. L'odore da neonato, da quella vita appena apparsa al mondo, l'odore di liquirizia e cioccolato, l'odore di prosciutto e omogeneizzato. Non sentirò la tua voce in mezzo alle tante, non sentirò quel pugno nello stomaco quando farai tardi a casa e non ci sarà nessuno a cui parlare di primo amore e di attenzione al cuore. 
Bimbo mio, non diventerai mai grande, avevi già un nome, ma so che non lo pronuncerò più. Sarò felice e sorriderò di nuovo, non oggi e non domani. Non ti vedrò crescere, ma se ora mi stai guardando sappi che ti amerò sempre.

Ci saranno cambiamenti nella mia vita, i giorni passeranno e quella a diventare grande sarò io. E' una ferita che non si rimargina, una ferita aperta che sanguinerà sempre, eppure adesso che i mesi sono passati mi rendo conto che non fa male. Mi rendo conto che l'accettazione è la fase che sto vivendo, l'accettare di esser donna e non madre, l'accettare che il mondo può aver figli e che non posso invidiare sempre quelli degli altri. Accettare che, anch'io con mio marito, sono una famiglia nonostante la mia sia formata da pelosetti a quattro zampe. 

Buonanotte o buongiorno mondo e questa è la canzone del chicco di caffè:

ninna nanna mamma tienimi con te nel tuo letto grande solo per un po' una ninna nanna io ti cantero' e se ti addormenti mi addormentero' ninna nanna mamma insalata non ce n'è 7 le scodelle sulla tavola del re ninna nanna mamma c'è n'è una anche per te dentro cosa c'è solo un chicco di caffe' dormono le case dorme la citta' solo un orologio suona e fa tic tac anche la formica si riposa ormai ma tu sei la mamma e non dormi mai ninna nanna mamma insalata non ce n'è 7 le scodelle sulla tavola del re ninna nanna mamma c'è una anche per te dentro cosa c'è solo un chicco di caffè quando saro' grande comprerò per te tante cose belle come fai per me chiudi gli occhi e sogna quello che non hai i tuoi sogni poi mi racconterai ninna nanna mamma insalata non ce n'è 7 piatti d'oro sulla tavola del re ninna nanna mamma c'è n'è uno anche per te ci mettiamo su tutto quello che vuoi tu ci mettiamo su tutto quello che vuoi tu


lunedì 20 marzo 2017

Una specie di ragazza. Recensione

Buon equinozio di primavera cari Abitanti Lettori del Mondo. Ho programmato questo post alle 11.29 nello stesso attimo dell'equinozio così che entrambi riescano a portarci quel cambiamento tanto atteso. Spalancate le finestre, portate all'interno della vostra abitazione il sole e la luce. Quest'anno saranno i mesi del cambiamento, ci sentiremo diversi, a tratti avremo paura di muoverci, in realtà seguite i vostri passi, abbiate fiducia del vostro io. Siate pronti ad accogliere il nuovo, vi sembrerà di vedere e sentire il mondo da un nuovo punto di vista. 

Per rimanere in quest'aria frizzantina, voglio iniziare la settimana con la recensione di un libro letto da poco: Una specie di ragazza. Un libro dalle poche pagine, ma dalla scrittura incalzante che, pagina dopo pagina, ricorda un po' l'odore del mare e il rumore della sabbia che scivola tra le dita.


una specie di ragazza

Verdiana Nobile 


Editore: Eretica Edizioni 
Prezzo: 13,00€
Pagine: 116

Trama: Londra. Un ragazzo incontra una ragazza. Ma questa non è una storia d’amore. Non una di quelle tradizionali, almeno. Lei ha i capelli color petrolio, è un po’ stramba, logorroica, invadente. Lui, un giovane e brillante giornalista intrappolato in un lavoro poco gratificante. Insieme si tuffano alla riscoperta della loro città, trasformando ogni appuntamento in una piccola avventura, imparando a conoscersi e fantasticando sul futuro. Ma, una mattina, lei sparisce. Non un biglietto, non una spiegazione. Ogni oggetto legato a lei sembra essere svanito magicamente. Ritrovarla, per lui, diventa un’ossessione che lo porterà a dubitare di se stesso, ad affrontare verità scomode, a rivalutare le sue scelte, le relazioni con gli altri, l’intera concezione che ha sempre avuto di sé e del suo mondo. Chi è davvero Leila? Quanto è reale?

Mi piace definire questo romanzo un libro necessario, uno di quelli che leggi giusto in pausa pranzo per rilassare la mente, per viaggiare al di fuori di quelle quattro mura in cui ti trovi. Per lasciarci un messaggio un libro non ha bisogno di una mole importante, ha bisogno di una scrittura evocativa, di una trama interessante e pronta a colpirci a suo modo. Una specie di ragazza lo è in ogni riga che viene letta.

A leggere la sinossi Una specie di ragazza sembra portarci nel classico romanzetto rosa dove l'amore la fa da padrone, dove lui cerca lei, alla fine si trovano e si amano. Fine. Beh, non vi aspettate tutto questo in quanto il romanzo non è assolutamente così. L'amore di cui ci parla l'autrice, è qualcosa che viene cercato, che forse non arriva, ma è quella stessa ricerca che ci fa credere nell'amore, nel bisogno di quella sensazione di caldo intenso che ci percuote le viscere senza farci del male doloroso, ma intenso piacere.

Leggere questo libro mi ha ricordato un po' la scena di Sin City quando lui trova la sua donna perfetta: 
Non sono qui per il party..sono qui per te! Ti osservo da giorni..sei tutto ciò che un uomo può volere! Non solo per il tuo viso..o il tuo corpo..o la tua voce! Sono i tuoi occhi..tutte le cose che vedo nei tuoi occhi!
In questo romanzo il nostro protagonista è un neo giornalista che in una grande Londra si innamora di una ragazza particolare, dai capelli color petrolio e non verdi, dagli occhi grandi che sembra raccogliere l'universo intero, una di quelle ragazze che brilla anche se il sole è ormai tramontato. Il loro amore è travolgente, ci trascina con i brividi sulla pelle, ci si innamora del loro modo di essere, ci si innamora di quanto questi due protagonisti sembra toccarli per mano, ci si innamora di lei così strana, così unica, così diversa da una solita ragazza, ci si innamora quando lui si rende conto che in realtà non ha mai capito niente di sè fino al suo incontro per poi... sparire.

Si, non avete letto male e non è un errore di battitura, la nostra protagonista Leila che fino a questo momento ci ha fatto sognare, sparisce tutto ad un tratto. Nessun messaggio, nessuna chiamata, nessun bacio che ti entra nelle viscere e ti mescola ogni organo. Niente di niente. Lei non c'è e per un attimo arriva la paura che, forse, quella Leila non sia mai esistita.

L'amore che ci racconta l'autrice non è alla Federico Moccia, è un amore che prende e ti riporta dentro, ti fa realizzare di quanto in realtà ci sia il bisogno di conoscersi e anche di cambiare. E' una mano che entra in pieno petto e stringe il cuore così forte che ci lascia senza fiato. 

Sembra assurdo, eppure, succede davvero. Un libro così piccolo ti travolge e non ti permette di essere più lo stesso. Come l'equinozio di primavera, è un cambiamento forte. 

E se dopo le mie parole non vi siete ancora innamorati dei protagonisti, allora ve ne presento un'altra: Londra. No, non ho fumato sostanze stupefacenti strane, so benissimo che Londra è l'ambientazione, ma l'autrice da abile scrittrice, da abile maga e truccatrice ci permette di vedere questa magnifica metropoli, come una compagna che, mano nella mano, accompagna i nostri protagonisti. Londra coesiste e condivide l'amore, la possibilità, la necessità, l'interiorità dei nostri protagonisti. 

Una specie di ragazza è un libro di formazione, è un viaggio che non solo ci porta a conoscere una cupa, meravigliosa e travolgente amica che può essere Londra, ma ci porta a conoscere noi stessi, a non aver paura di cadere perché in un modo o in un altro riusciamo ad alzarci sempre.