lunedì 23 ottobre 2017

Colpo di penna e Biancospino: Intervista a Sara Wood - Io ti vedo -

Prendi una valigia da ventitré chili e mettici tutta la tua vita dentro. Seleziona bene cosa è importante e cosa no. Porta solo ciò che è strettamente utile: il computer, i vestiti e tutti quei documenti che servono a provare che esisti; perché andrai in una nazione dove, della tua esistenza, non importa niente a nessuno. I ricordi e il tuo passato li devi lasciare indietro. Di tanto in tanto ti sarà permesso di tornare a visitarli, ma solo per qualche giorno nei weekend liberi. Al massimo porta qualche foto, per non dimenticare chi sei. Ricorda che la valigia la dovrai trascinare per molti anni da un posto all’altro, quindi deve essere leggera. Per un po’ di tempo non avrai una dimora fissa, la dovrai cercare di continuo e, se sei poco fortunato, dovrai cambiare nazione un paio di volte. Intorno a te aspettati il vuoto. Chi come te ha già fatto il salto non sarà li ad aiutarti. Con il passare del tempo le difficoltà della vita induriscono le persone: pretenderanno che tu te la cavi come hanno dovuto fare loro. E gli altri? Gli amici e i conoscenti che hai lasciato a casa ti considereranno un fortunato, ti invidieranno; perché chi non ha mai fatto il salto che stai per fare tu non se le immagina le difficoltà che dovrai superare, e penserà che all’estero è tutto più facile. Chi non ha mai sbattuto il viso contro porte chiuse non saprà mai cosa si prova. E tu di porte chiuse ne hai conosciute a volontà.
Iniziamo la settimana con l'intervista all'autrice della settimana: Sara Wood con Io ti vedo, edito dalla Leone Editore.


  • Ciao Sara, grazie per aver accettato l'intervista. Partiamo subito con una domanda a bruciapelo, come mai hai scelto l'utilizzo di uno pseudonimo? 
Ciao e grazie a te per lo spazio che mi stai dedicando! Semplice: per separare la mia vita privata, dalla mia vita di scrittrice. Sara Wood è solo un mezzo, una voce per comunicare. 
  • Come donna quali sono gli aggettivi che ti rappresentano? 
Determinata e tenace: quando mi prefiggo un obiettivo sono come un treno, vado avanti, costi quel che costi ma sempre nel rispetto degli altri. E anche solitaria. Ho sempre vissuto in città molto popolose e caotiche: Dubai, Milano e ora Londra, in cui abitano ben 12 milioni di persone - molte volte sembra di essere parte di un grande formicaio – e io spesso sento la necessità di stare in disparte, lontano da tutti, preferibilmente in un parco circondata da alberi e uccelli.
  • Nel tuo libro hai parlato comunque di argomenti forti e delicati al tempo stesso, dalla depressione, alla solitudine, alla discriminazione razziale. Come mai hai scelto di affrontarli?
Io ti vedo è nata prima come idea, poi come libro.  L'idea è nata mentre guidavo su un’autostrada a Doha (in Qatar). Ero reduce da un incidente e ricordo che in quel periodo mi sentivo molto sola, soprattutto perché la mia famiglia era lontana, in Italia…praticamente su un “altro pianeta”. Mentre guidavo, meditavo sul fatto che volevo, anzi dovevo (!), scrivere un romanzo che parlasse di persone costrette a emigrare, esattamente come me. Se avessi avuto un’alternativa sarei rimasta in Italia, posso dire con certezza che dopo aver vissuto in sei nazioni diverse, il mio Paese d’origine è l’unico in cui mi sento davvero a casa. Mentre nella mia testa prendeva forma l’idea di questo libro, mi sono accorta che c’erano molti altri temi da trattare, oltre quello dell’expat. Ho voluto portare alla luce alcune difficoltà che incontrano le donne nel mondo del lavoro, quelle piccole battaglie quotidiane per avere rispetto e fiducia. Mi piacerebbe che la lettura di questo romanzo riuscisse ad aiutare tutte quelle donne che devono affrontare queste battaglie ogni giorno, aiutandole a prendere coscienza del loro enorme potenziale e a combattere per una vera uguaglianza in tutti gli ambiti della loro vita.  
  • Nei tuoi personaggi c'è qualcuno che caratterialmente o fisicamente ti può rappresentare? 
Laura, la protagonista, ha alcuni tratti simili a me, ma in lei ho messo anche caratteristiche di altri expat che ho conosciuto durante i miei spostamenti, quindi non posso dire che mi rispecchi completamente. Il personaggio che vorrei essere è Nicholas; lui ha avuto un’infanzia difficile ma ha saputo superare quei momenti e da adulto vive in pace con se stesso ed è contento della sua vita. Ecco, un po’ lo invidio perché io non sono capace di prendere le cose che mi capitano alla leggera e, di conseguenza, non riesco a vivere in pace con me stessa.
  • Come mai la scelta di luoghi come Hong Kong e Copenaghen? 
L’ho ambientato nei posti dove sono stata e che conosco per poterli descrivere al meglio. Solitamente le mie storie raccontano sempre posti, eventi o situazioni che ho visto, studiato o sperimentato.
  • Qual è il messaggio che vuoi lasciare ai lettori con Io ti vedo?  
Una delle frasi del libro dice: Tutto questo male, tutta questa solitudine, si potrebbe sconfiggere se solo ognuno di noi la guardasse dritta negli occhi e dicesse: «Io ti vedo». Allora nel mondo saremmo meno soli. Viviamo in un’epoca in cui spesso diamo per scontato che a vincere non sarà il giusto ma il più forte, che in ogni ambiente ci sia corruzione, che per poter ottenere qualcosa sia necessario un favore in cambio. Molte volte mi sembra di vivere in un mare di squali e mi chiedo perché debba essere così. Il messaggio che spero di riuscire a trasmettere è questo: bisogna far caso a tutte le ingiustizie che accadono ogni giorni, piccole o grandi che siano e agire invece di voltarsi dall’altra parte; bisogna osservare con più attenzione le persone che incontriamo e cercare di capire come si sentono realmente senza fermarci all’apparenza. All’inizio forse pagheremo care le nostre azioni e ci faremo male, ma a lungo andare, se siamo in tanti, riusciremo a cambiare le cose.

domenica 22 ottobre 2017

Blogtour Far West, Sonia Morganti - Cinque buoni motivi per leggerlo -


Quando la casa editrice mi ha proposto di partecipare a questo blogtour, quasi cadevo dalla sedia per l'entusiasmo. L'autrice di cui parliamo è Sonia Morganti, autrice di Calpurnia, un libro che negli anni mi è rimasto nel cuore. Sonia Morganti si reinventa con una storia nuova, particolare, con la sua scrittura che non lascia scampo e che diverte allo stesso tempo. Benvenuti nel Far West.

La mia tappa di oggi è molto semplice, non mi perderò tra mille parole, voglio essere diretta anch'io e farvi capire perché vale la pena di avere Far West sul comodino. 


far west

Sonia Morganti


Editore: Leone Editore 
Prezzo: 12,90€
Pagine: 296

Trama: 2060. Dennis, un nativo americano che ha lasciato la riserva per studiare in una delle più prestigiose università del paese, sta per laurearsi in ingegneria. Ma mentre si trova alla festa di laurea del suo migliore amico Frederick, viene sorpreso da una notizia sconcertante: si è esaurito il petrolio a livello mondiale, e nessuno dei paesi civilizzati è preparato a fronteggiare l’emergenza. Dennis, prevedendo lo scatenarsi del panico, decide di tornare dalla sua famiglia nella riserva, per affrontare così le conseguenze della crisi energetica, che rendono presto le città sempre più invivibili. Maniaci assetati di potere, intrighi politici e separatisti pronti a tutto sono solo alcuni dei pericoli di questo nuovo mondo, un far west in cui la legge del più forte sembra poter soffocare persino quella, eterna, dell’amore. Sonia Morganti è nata a Latina nel 1978 e vive a Roma. Laureata nel 2001 in Giurisprudenza, da allora ha praticato un’infinità di lavori. Ama la natura, i lunghi trekking in luoghi incontaminati, la storia e la lettura. Nel tempo libero cura un sito di viaggi e uno sull’antica Roma. Con Leone Editore ha pubblicato Calpurnia. L'ombra di Cesare (2015) e Far West (2017).

CINQUE MOTIVI PER LEGGERE FAR WEST:


  •  Se amate i paesaggi intensi, selvaggi e sognate un viaggio lungo la Route 66. 
  •  Se vedendo "Balla coi lupi" avete pianto.
  •   Se, almeno una volta nella vita, vi siete sentiti terribilmente fuori posto
  • Se amate i cavalli e barattereste volentieri la vostra comoda quotidianità tecnologica con cavalcate attraverso praterie infinite. 
  • Se, in fondo, avete sempre fatto il tifo per gli indiani.


SEGUITE LE ALTRE TAPPE QUI:


sabato 21 ottobre 2017

Dietro anime d'inchiostro, Marco Chiaravalle - Recensione -

Quando credi in qualcosa e vedi quel sogno realizzato, ti senti felice anche tu un po' allo stesso modo; è come se il sogno fosse anche il tuo e ne sorridi di rimando. Il sogno di cui vi parlo è il sogno di un autore che ha creduto nel suo libro dall'inizio fino alla fine, portando avanti il suo Scusate, non c'è niente da vedere, fino a farlo diventare un libro vero e proprio con la casa editrice La strada per Babilonia: Dietro anime d'inchiostro.
Se all'epoca la mia recensione si basava su fogli A4 di un libro stampato in casa, oggi posso finalmente parlarvi di un vero romanzo, pronto a rapirvi.


DIETRO ANIME D'INCHIOSTRO

Marco Chiaravalle 


Editore: La strada per Babilonia 
Prezzo: 13,00€
Pagine: 194

Trama: Marco, aspirante scrittore frustrato e dalla fervida immaginazione, non riesce a portare a termine i suoi romanzi. Accanto a lui c'è Mike, protagonista di una storia lasciata in sospeso e che vorrebbe poter continuare a vivere tra le pagine. Poi c'è Michelle, ex fidanzata, la cui presenza si fa sentire quando Marco inizia a frequentare Alice, la ragazza che legge sempre lo stesso libro a parte l'ultima pagina. Ma Michelle sarà lei davvero, o sarà soltanto un sogno? Attraverso riflessioni sul mondo del lavoro, sull'editoria e sulla devastazione che il terremoto ha creato nella città dell'Aquila, soffermandosi anche sulla situazione di due piccoli rom e del loro campo, Marco scoprirà che il blocco dello scrittore non è il suo unico problema. C'è qualcosa, nel suo passato, destinato a riemergere e a spingerlo a rimediare, per mettere a tacere il suo cervello inquieto e finalmente trovare pace.

Cosa c'è di più importante dei ricordi? Alla fine è la memoria che fa di un uomo quello che è. Avete mai provato ad immaginare un giorno senza ricordi? Fermatevi un attimo a riflettere, immaginate di trovarvi di fronte ad un giorno con il sole fuori, ma nella vostra testa solo nebbia di foto sbiadite. Immaginate che tutto ciò che avete fatto fin'ora è chiuso chissà in quale cassetto di cui non avete la chiave. Immaginate che dopo un po' di tempo vi siete rassegnati a tutto questo, a quell'incidente che non ricordate nemmeno, immaginate che rassegnazione diventi quindi il vostro secondo nome..ecco, che avete scoperto il nostro protagonista Marco.

Marco dopo un incidente che l'ha portato in coma, ha perso tutto ciò che ricordava, ha perso tutto ciò che era prima, ha perso le immagini più importanti della sua vita, ha perso quella sostanza che faceva di lui l'uomo che era. L'unica cosa che gli è rimasta attaccata addosso è la sua etichetta: uno scrittore... (aspirante scrittore).

Marco è un uomo che scrive, o almeno ci prova. Marco è un personaggio complesso, ha mille tratti di sfumature nella sua personalità, Marco è il cappellaio matto della storia di Alice nel paese delle meraviglie e a Marco nessuna casa editrice se lo fila. Marco è tagliente come lama, a pelle risulta anche forse un po' snob, uno di quelli che non ti fili nemmeno se fosse l'ultimo uomo sulla terra. Marco si sente sfigato nella vita, ma ciò nonostante ne apprezza ogni lato. Ma come il cappellaio matto della nostra Alice anche Marco ha qualche rotella fuori posto, o almeno crede, quando comincia a scorgere i personaggi della sua mente nella stessa realtà che vive. 

Chissà se invece è il sogno di ogni autore trovarsi di fronte al proprio personaggio creato, infondo anche Cornelia Funke c'è lo aveva dimostrato con Cuore d'inchiostro, no?

Come nella favola di Alice nel paese delle meraviglie, Marco arranca tra personaggi di sogno e realtà.

Se all'inizio troviamo un Marco forse un po' troppo crudo, pagina dopo pagina ci troviamo di fronte al Cappellaio, pronto a sacrificare se stesso per la sua Alice e i personaggi secondari. 

E' in un giorno qualsiasi che Marco re-incontra la sua Alice. Lui in realtà la conosce già, è lei che di lui non sa nemmeno che esiste, ma infondo è il cappellaio matto che forse tanto matto non è... ho amato il modo in cui l'autore descrive il personaggio di Alice e la tenerezza in cui Marco ci racconta di lei. Il suo conoscerla in più lati [ che non diventa comunque roba da stalker ] il suo amare da lontano, forse un po' troppo in silenzio. 

Ma si sa a volte la ruota gira e quel giorno Marco trova l'occasione per poter finalmente parlare alla sua Alice e presentarsi...ma chi nasce sfigato muore sfigato, e Marco la parola sfigato c'è l'ha tatuato in fronte. Sfigato e orgoglioso anche troppo. 
Le coincidenze non esistono. 
E l'autore come una norna norrena, tira il filo di questi personaggi facendo si che nulla nella vita di Marco e Alice sia casuale. Il percorso di entrambi non è facile, il loro stesso amore non è di quelli da rose e fiori e da vissero felici e contenti, perché Marco è il Carroll dei giorni nostri, è quell'autore che ha di fronte a sè, nella sua stessa realtà, il personaggio che ha creato e ciò comporta delle conseguenze, conseguenze che lo faranno trovare faccia a faccia con l'incubo del passato. 

E quando come un pugno in pieno stomaco i ricordi tornano a galla, l'inferno sembra essere un posto ghiacciato a paragone e capitolo dopo capitolo Marco si ritroverà ad affrontare mari e monti per la sua bella Alice persa nelle strade, perché si sa che bene o male ognuno di noi nasconde uno scheletro nell'armadio.. o anche di più.

Salvarsi e sopravvivere o salvarla e morire?

L'autore di questo romanzo è un abile giocatore, uno di quelli che ama bluffare a poker, uno di quelli che ti guarda negli occhi e scopre nuda la tua anima. L'autore diventa il nostro burattinaio che già dalle prime pagine ci fa affezionare inconsciamente al nostro protagonista  per poi capitolo dopo capitolo ritrovarci lì a tifare per quello stesso personaggio, a sentire le sue stesse emozioni, i suoi stessi dubbi e stesse voci. 

Due nel mondo sono le mie storie preferite di cui ne sono ossessionata, comprando quindi qualsiasi gadget esista al mondo: Alice nel paese delle meraviglie e la trilogia di Cuore di inchiostro. Sin da piccola ho sempre storto un po' il naso all'idea di ritrovarmi di fronte a rivisitazioni fatti male, non degne del titolo originale. Con questo autore e il suo Dietro anime D'inchiostro, mi sono trovata di fronte ad un paese delle meraviglie moderno, reale, ad un Alice dei giorni nostri, una di quelle che incontri alla fermata del pulman. Mi sono trovata di fronte a un personaggio che non aveva bisogno di leggere la sua storia per avere di fronte a sè il personaggio creato, mi sono trovata in un mondo dove entrambe le mie storie preferite si sono mescolate e io ne sono rimasta ipnotizzata. 

L'autore con una scrittura incalzante ed evocativa, mi ha permesso di sentire a pelle ogni personaggio creato, di sentire, vedere, toccare, ogni minimo dettaglio descritto, come se in realtà fossi davanti ad un film e non un romanzo. Pagina dopo pagina mi sono trovata di fronte a emozioni contrastanti, dove il giocatore che è l'autore, si diverte lui stesso a portarci nel suo romanzo seguendo un percorso da montagne russe. Il ritmo diventa quindi così sorprendente che l'attenzione non cala mai, è un continuo crescendo che ci fa venir voglia di mollare tutto e continuare a leggere.

Ho amato come la trama si sia infittita, come il nostro cappellaio matto si sia districato in una foresta di rovi fatti di sogni e realtà, ho amato come la storia ha preso piede facendoci quindi trovare in un universo parallelo dove il paese di Alice ne diventa tutto il contrario di tutto, dove il reale diventa sogno e il sogno diventa reale.Non ho intenzione di raccontarvi ogni personaggio, ne farvi capire esattamente come va avanti perché la storia vale la pena di essere vissuta, perché ogni personaggio descritto vale la pena di esser letto e di cercarlo tra la gente.

Un libro che ammetto che vi farà dormire con la luce accesa, che vi farà sobbalzare se disturbati nella lettura. 

Un libro bello deve farti venire i brividi e la voglia di esser tra quelle pagine. 




venerdì 20 ottobre 2017

Ti consiglio l'esoterismo perché...

Oggi voglio iniziare la giornata non solo con il classico caffè, ma riportando a galla una rubrica che non spulciavo da parecchio, che mi aiuta non solo a presentarvi un po' i libri che fanno parte della mia libreria, ma che risponde alle domande elementari che spesso sono presenti nei messaggi privati: Come inizio questo cammino? Che libro mi consigli per? Iniziamo con libri molto semplici, tuttavia completi ed esaustivi allo stesso tempo.


PER STUDIARE I CRISTALLI:


Pietre di Luce, Guida pratica alla cristalloterapia è un manuale completo, illustrato, che aiuta ad alleviare i disturbi della persona grazie alle corrispondenze dei chakra e della pietra collegata. Ogni pietra è poi elencata con le proprietà che può donare all'individuo.








Il grande libro della cristalloterapia è il manuale che tutt'oggi, nonostante gli anni passati, continuo a sfogliare ed amare. Il mio ormai con il tempo è in condizioni quasi disastrate, pieno di post it e appunti, per non parlare di scritte a matita e frasi evidenziate; è un manuale completo che descrive le pietre non solo in base al loro elemento, ma colore e corrispondenze sia per i chakra, sia per i segni zodiacali. Spiega come alleviare i disturbi fisici e psicologici, disporre le pietre sul corpo e aiuta ad identificare ogni pietra





PER CONOSCERE IL PAGANESIMO:

La Danza a spirale è un manuale completo che non solo porta a conoscenza del vecchio culto sulla Dea, ma è ricco di rituali, incantesimi ed esercizi che aiutano a connettersi con la natura e la stregoneria in generale. E' un manuale che aiuta a comprendere il neopaganesimo e ad avere un infarinatura completa su nozioni importanti.








Magia Naturale è un manuale che aiuta a capire ed utilizzare la magia degli elementi e della natura. Spiega e ritualizza anche la magia del sesso. Adatto sia per neofiti, sia per persone più esperte. 








PER CONOSCERE LA STREGONERIA E LA SUA STORIA:


Il gran libro delle streghe è un manuale che introduce la stregoneria, qualche nozione su incantesimi e pozioni e la figura della strega. 











Il libro nero del Medioevo scritto da Paolo Cortesi dona un infarinatura quasi completa sulla caccia alle streghe, sulla stregoneria praticata e su quello che la chiesa ha demonizzato.






Caccia alle streghe in Italia tra XIX e XVIII secolo è un libro che raccoglie sia gli atti sulle streghe della Salem italiana, sia la conoscenza sulle streghe e la loro medicina.









PER COMPRENDERE LE RUNE:


Runemal. Il grande libro delle rune. Penso che già il titolo basti per capire quanto sia grande questo manuale. Un manuale completo che non solo racconta la nascita e le origini delle rune come strumento divinatorio, ma uno dopo l'altro aiuta nell'interpretazione delle stesse. Bellissimo. Un libro per tutta la vita.






PER COMPRENDERE I TAROCCHI:


La via dei tarocchi è un opera dove all'interno è possibile studiare l'interpretazione che l'autore dona ai tarocchi. All'inizio possiamo trovare una parte sull'infarinatura dei tarocchi per poi analizzare il tutto carta dopo carta.








Ora aspetto le vostre risposte, sapere se ci sono titoli che vi interessano o altre domande a cui rispondere.



giovedì 19 ottobre 2017

Review Party: La casa degli scandali, Victoria Fox - Anteprima -

Ultimamente sto selezionando i libri da leggere, cercando solo titoli che in un modo o in un altro possano piacermi; questo non significa che il mio blog sia diventato solo un posto di mele rosse, dolci e succose, ma semplicemente non voglio rischiare di perder tempo con una lettura che non sia nelle mie corde. Sto recuperando - tra libri novità e titoli vecchi - tutte le letture che possano lasciami qualcosa, è una corsa contro il tempo...ed io, voglio vincere. Bando alle ciance ed iniziamo la giornata con la recensione di La casa degli scandali, un libro che non racchiude solo un testo all'interno.



LA CASA DEGLI SCANDALI 

Victoria Fox


Editore: Newton Compton Editori 
Prezzo: 10,00€
Pagine: 414

Trama: Los Angeles, 1978. Un evento tragico porta Vivien Lockhart, una famosissima attrice nota per le sue intemperanze, tra le braccia di Giovanni Moretti. Sembra che finalmente Vivien sia riuscita a guadagnarsi un po’ di serenità e abbia chiuso con i problemi, ma quando conosce la sorella di Giovanni, Isabella, tutto cambia. Il passato del suo nuovo marito getta un’ombra scura sulla loro vita. Toscana, giorni nostri. Lucy Whittaker ha bisogno di sparire, di cambiare aria. Per questo ha lasciato Londra in fretta e furia. Ma la sua nuova casa, il decadente Castello Barbarossa, è lontana dall’essere il paradiso romantico e isolato che si aspettava. A distanza di decenni, Vivien e Lucy si ritrovano intrappolate nell’idilliaca villa italiana. Per riuscire finalmente a scappare da lì, dovranno prima scoprire i segreti racchiusi all’interno delle mura del suo giardino.

IN USCITA OGGI - SPOILER FREE - 

La casa degli scandali mi ricorda molto uno di quei film dai toni di thriller psicologici, di quelli che ti lasciano con il fiato sospeso, di quelli che ti fanno immedesimare nella protagonista del romanzo e tifare ogni sua scelta. Di questo romanzo mi è piaciuto completamente  tutto. La copertina, il font, i colori utilizzati, addirittura i simboli vicino l'elenco delle parti. Completamente tutto. Non esistono le coincidenze e quando un libro così arriva nella vita, vuol dire che deve essere letto, vuol dire che si ha il bisogno di immergersi in quel luogo e in quelle storie. Si, avete letto bene, non è sbagliato, il romanzo non parla solo di una storia, ma di più storie che si intrecciano, due donne che si legano l'una all'altra anche se appartengono a mondi e anni diversi; un intreccio che sciolto, lascia l'amaro in bocca per averlo già finito.

Dire che la casa degli scandali è un libro che emoziona, sembra quasi riduttivo. Avete presente quella sensazione di angoscia, di bisogno assoluto di continuare a leggere, di sapere cosa succede ai personaggi? Ecco, l'autrice riesce esattamente in questo effetto, ci troviamo dinanzi ad un libro che cattura l'attenzione, che non lascia andare, che decide lui quando farci uscire dal romanzo. Scordatevi cene, pranzi e pause da lavoro; qui l'unico desiderio che rimarrà è quello di continuare a leggere.

Non lasciarmi. Vieni con me. Ti aspetto. Ti prenderò. Saremo di nuovo insieme. 
E' con un sogno che inizia questo romanzo, con una voce nel sogno, con lo stesso sogno da tempo, lo stesso sguardo, le stesse incertezze. La prima parte ci racconta la vita e ci narra la storia di Lucy, un personaggio femminile interessante; una donna che scappa da un problema, da un passato che continua ad affiorare, dal bisogno di trovare una nuova vita fino all'arrivo a Firenze.

La scrittura di Victoria Fox è così incalzante che a stento riusciremo a non mettere in dubbio il luogo dove ci troviamo. Il linguaggio così forbito ed evocativo, ci porta ad entrare nel romanzo e a vedere quei luoghi con i nostri stessi occhi. Il romanzo ci assorbe, ci circonda. La meta di Lucy è il castello Barbarossa e arrivati alla fine diverrà anche la nostra.

I luoghi descritti dall'autrice ricordano un po' la storia di Crisom Peak, quel buio a tratti gothico e oscuro, quell'amore malato e viscerale. Non posso e non voglio catalogare questo romanzo solo nel thriller, in quanto al suo interno, l'autrice riesce a rimescolare i generi con una naturalezza innata.

Il lavoro di Lucy non è di certo facile e la presenza costante del passato e degli stessi segreti che circondano il castello, rende il tutto ancora più forte, diventa una droga da cui non si riesce ad uscire. Quando la vita della nostra protagonista, il suo modo di fare e il suo carattere, incontrano l'altra donna, ovvero Vivien, nel 1978, la struttura cambia fino a diventare quasi un opera lirica, un ritmo sempre più coinvolgente e accattivante. Anche Vivien è una donna complessa, anima dalle mille sfumature, una donna che si ritrova anch'essa segnata da delle cicatrici che continuano a sanguinare, ferite di un amore sbagliato, quasi sporco.

Entrambe le storie corrono su due binari paralleli, corrono alla stessa velocità, corrono insieme per poi incontrarsi e scontrarsi in segreti che l'autrice segna inconfessabili. Se dovessi paragonare il romanzo ad un animale, sarebbe di sicuro un'aquila, capace di volare, di cercare l'anima del mondo ovunque voglia.

E' un libro che non racconta solo una storia, un libro che non si dimentica facilmente, un libro capace di far sussultare il cuore. 

Avrebbe potuto porre fine all'eterno conflitto che perseguitava la sua vita al castello, e magari, renderle la vita facile. Che sciocca era stata. Nell'incarto, qualcosa scricchiolò. Lo aprì. Era uno dei tubetti vuoti di pillole che aveva gettato. Sul retro, erano scritte le seguenti parole: Perchè ti ci vuole così tanto, Vivien? 

mercoledì 18 ottobre 2017

Review Party: La pergamena perduta, Lorenzo De Medici


E tocchiamo di nuovo le corde del mio genere preferito: Il romanzo storico. Il review party di oggi tratta la storia di un romanzo dove il tema centrale è la morte e un segreto antichissimo. Siete pronti a leggere le nostre opinioni? Trovate le recensioni anche su Libera tra i libri, The Mad Otter, Niente di Personale e Living Among the books page.


LA PERGAMENA PERDUTA 

Lorenzo De' Medici 


Editore: Newton Compton Editori 
Prezzo: 10,00€
Pagine: 384
Genere: Romanzo storico / Thriller 

Trama: Da migliaia di anni una tavola dal valore inestimabile nasconde uno dei segreti più ambiti dall’uomo: la formula dell’eterna giovinezza. Il prezioso oggetto è stato nascosto e protetto per molto tempo dalla storia, che ne ha fatto dimenticare persino l’esistenza. Adesso, però, qualcuno intende recuperarlo ed è disposto a tutto per impossessarsene e decifrare il misterioso testo che è inciso nella pietra. Nel corso dei secoli la tavola è passata di generazione in generazione, segnando il destino di molte persone in una lunga spirale di intrighi e morte: come quello di Yagurum, un bambino vissuto mille anni prima della nascita di Cristo; di Fiammetta, giovane amante di un camerlengo nella Roma rinascimentale; di Alex Kasakian, informatico squattrinato e di Ann Carrington, brillante insegnante universitaria, esperta di linguaggi antichi.

REVIEW SPOILER FREE 

Catalogare il romanzo solo nel genere storico, sembra quasi riduttivo visto l'adrenalina che scorre nelle vene quasi ad ogni pagina. I capitoli quasi tutti suddivisi per secoli, ci portano alla ricerca di un destino giù scritto, alla ricerca di un testo che sembrava ormai perduto tra le pagine infuocate di una apparente maledizione.

Iniziamo l'avventura nel 1330 a. C. insieme a Yagurum, bambino dalle origini umili, figlio di casalinga e pescatore. Il secolo in cui Yagurum vive, porta il popolo ad avere paura dei soldati, guerrieri di un re forse troppo assente. Quando quel soldato arriva, Yagurum tentenna, ne ha paura. Il bambino si imbatte in un soldato ferito, in un uomo che ha bisogno del suo aiuto e nonostante il copioso sangue che ne continua ad uscire, lascia ordini al bambino per fermare e coprire la ferita. Yagurum ascolta, obbedisce e copre la ferita anche con una strana salsa cucinata dalla madre.
Riga dopo riga, l'autore sembra suggerirci che le coincidenze non esistono; Yagurum è ormai un uomo anziano, sa che il suo tempo è quasi giunto al termine e sa quanto il bisogno di ricordare gli antenati non debba morire con lui. Nonostante il bisogno di rompere quell'oggetto costruito, Yagurum ne conserva ancora un pezzo e visto ormai il tempo correre come un fiume in piena, lo passa alle sue figlie. Una tradizione da conservare oltre il tempo e lo spazio. 

Nel capitolo successivo il tempo corre fino all'anno 2014 presentandoci una nuova protagonista: Ann. Donna giovanile, dedita al lavoro e al bisogno di ritrovare nella sua casa il nido dove sentirsi al sicuro. L'autore, anche qui, ci porta di fronte ad un azione che ci lascia l'amaro in bocca e ci mostra, per la prima volta, il carattere di fuoco della nostra nuova protagonista . Andando avanti nella storia Ann ha un carattere complesso da capire, l'autore sembra quasi aver lasciato pennellate qua e là della protagonista, in una sorta di vedo o non vedo perché infondo il bello di essere lettore è l'empatia che si prova con i personaggi, il provare a sentirsi quella stessa protagonista ed entrare nella storia.

Il filo conduttore che corre tra le pagine sembra accompagnarci in un gioco creato apposta, in un salto temporale nel passato e nel presente, insieme ad un autore che manovra le nostre sensazioni e riesce ad insinuare il dubbio su cosa in realtà stiamo davvero cercando, una formula di un eterna giovinezza che, il nostro primo protagonista, aveva trovato quasi per caso. Ma la formula esiste davvero o era solo una piccola coincidenza? La pergamena perduta sembra quindi un gioco, un misto tra mistero e racconto veritiero, un thriller capace di chiuderci la gola e spronare la stessa scrittura a correre perché dobbiamo sapere come va a finire.

I protagonisti del romanzo sono parecchi, eppure ognuno di loro è caratterizzato da forme profonde, a tratti vive, protagonisti di carta pronti ad uscire dal romanzo e a sentirli al nostro fianco. Questo continuo correre, questi sprazzi di pennellate di luce e continui intrighi, mi hanno fatto passare ore piacevoli durante la lettura.

La scrittura dell'autore è molto cruda, sintetica, non gira in un continuo cercar parole profonde, ma diretta colpisce il petto. Nonostante non sia ricca di dettagli minuziosi, il linguaggio utilizzato ci permette di evocare le immagini che l'autore ci mostra in maniera semplice, ma coinvolgente al tempo stesso. 

Leggendo il libro per questo review party mi sono chiesa perché dovrei consigliare la lettura non solo ai lettori di romanzi storici, ma a tutti i lettori e la risposta ne è uscita spontanea: è un libro che sa prenderti, che sa catturare l'attenzione. E' un libro quasi interattivo, che ti fa venir voglia a fine lettura di far ricerche e capire se tutto ciò che si è letto esiste davvero. Non tutti gli autori riescono in questo intento e, quando un libro si fa ricordare così, vale la pena di leggerlo e rileggerlo ancora. Vale la pena di averlo in libreria. 

La pergamena perduta non è un libro da azione forte e violenta, è come una goccia che una dopo l'altra scava la roccia. 

martedì 17 ottobre 2017

A 15 anni sei troppo vecchio, Markus Zusak - Recensione -

Iniziamo la giornata con la recensione di un libro novità edito da Frassinelli: A 15 anni sei troppo vecchio. Markus Zusak, autore di Storia di una ladra di libri e Io sono il Messaggero, arriva in Italia con una nuova trilogia.

Mi chiamo Cameron Wolfe. Ruben è mio fratello maggiore, e mi mette sempre nei guai. Ma io faccio lo stesso con lui

a 15 anni sei troppo vecchio

Markus Zusak


Editore: Frassinelli 
Prezzo: 14,90€
Pagine: 171
Serie: The Wolfe Brothers #1

Trama: n A 15 anni sei troppo vecchio incontriamo per la prima volta i fratelli Cameron e Ruben Wolfe. I due sono tanto uniti quanto diversi, visto che mentre Ruben, il più vecchio, è forte, bello e brillante, Cameron è invece il più classico degli sfigati. I due ragazzi passano la maggior parte del loro tempo litigando con i genitori e i fratelli maggiori, combattendo tra di loro incontri di boxe «a una mano» (possiedono un solo paio di guantoni), e progettando piani semidelinquenziali, come derubare il dentista del quartiere, che falliscono miseramente. Ma quello che Cameron, come tutti gli adolescenti, desidera veramente, è incontrare una ragazza - una ragazza vera, non una di quelle delle riviste che guarda il fratello. Ma la domanda che lo attanaglia è: chi può innamorarsi di un perdente come me?

Nonostante il romanzo si collochi tra i libri per adolescenti, gli young adult, A 15 anni sei troppo vecchio è un libro che si fa piacere anche sulla soglia dei trent'anni. Con una scrittura particolare, Markus Zusak, trascina il lettore tra la vita della famiglia Wolfe, ragazzi sbandati, sopra le righe, ragazzi che fanno da contrasto in una società dove l'apparenza conta anche troppo.

Cameron ha quindici anni e sopravvive. E' lui il protagonista che narra la storia della sua famiglia, è lui con la sua dialettica da adolescente, con le sue azioni senza pensare e forse influenzate dal fratello, che ci narra la sua vita. Ruben è il fratello che all'apparenza sembra essere il più forte, lo strafottente, quello che ottiene qualsiasi cosa desideri, quello che progetta rapine e se ne ha voglia le fa pure - solo se ne ha voglia -. Cameron passa le sue giornate a sopravvivere in una vita che se non stai attento ti schiaccia, il suo modo di narrare la storia è così diretto e crudo, senza troppi problemi o pensieri complessi, che si ci affeziona subito, come se Cameron fosse un nostro stesso fratello.

Con occhi lontani, Cameron osserva il fratello e il suo modo di innamorarsi delle sue compagne. il fratello ama le donne, quelle da copertina, le modelle da gambe chilometriche, eppure Cameron comincia ad aver voglia di innamorarsi, di scoprire l'amore, ma di una ragazza vera, di una ragazza che possa trovare l'ordine nel suo stesso caos. A quindici anni cominciano i batticuori per ogni donna che sorride, per ogni donna dai modi gentili e il nostro protagonista comincia a sentir il cuore battere più forte anche solo per i modi dell'infermiera dello studio dentistico, quello stesso studio che il fratello aveva intenzione di rapinare.

Quando l'universo ci mette lo zampino non è poi così facile e ci dimostra che le coincidenze non esistono. La prima cotta, quella da batticuore, quella da farfalle nello stomaco può essere paragonata ad una cicatrice sul cuore, che se chiusa male, non guarirà mai. Ed è un po' la sensazione che sulla pelle ci lascia Cameron, quando per la prima volta, si innamora.
Rebecca, la ragazza che entra nella sua vita, arriva nel momento in cui Cameron ha bisogno di mettere la testa a posto, di lavorare e guadagnare qualche soldo, ma come in tutte le cose anche qui non è facile e Cameron prova ad affrontare quell'emozione che batte dentro come un pugno.

La scrittura di Markus Zusak è potente e quello che sorprende è il modo in cui la scrittura ci convince a credere che il libro sia scritto da Cameron stesso; tra le pagine osserviamo non solo la sua voce e le sue mani che si stringono a pugno, ma ascoltiamo i suoi sogni, i suoi incubi, le sue emozioni che si fanno spazio nella piena adolescenza, il bisogno di crescere e non più sopravvivere. 

Un primo romanzo che lascia pennellate di rabbia, di crescita, di maturità, di caos e disordine. Benvenuti nel mondo dei fratelli Wolfe, attenzione perché dopo la lettura dimenticherete la vostra età.