martedì 12 dicembre 2017

Nora, Giacomo Ferraiuolo - Recensione -

Tutto ha inizio con la morte.

Ritorno da queste piccole ferie più carica che mai, per il momento non abbiamo ancora affrontato nessun viaggio, ma il riposo, lo stare insieme, leggere libri davanti all'albero decorato, mi ha dato una carica di gioia e positività che mi mancava. Anche i tarocchi sembrano sorridermi! Ritorno con una recensione di un libro che ho comprato ad occhi chiusi, uno di quelli che ti premono dentro per le aspettative... e forse le mie sono state troppo alte.


Nora

Giacomo Ferraiuolo 

e mezzo

Editore: Dark Zone 
Prezzo: 14,90€
Pagine: 221

Trama: Un omicidio irrisolto, una donna rinchiusa in un ospedale psichiatrico. Nora, prigioniera della sua stessa mente cerca di essere libera da un passato macchiato di sangue che non riesce a dimenticare. Troverà nell'infermiere Christian un amico fedele a cui confidare l'orrore celato nel profondo. Un orrore che striscia ancora tra le ombre della casa di Nora. Un orrore che cerca di uscire da quelle mura. Nessuno è più al sicuro. Lei li aveva avvisati. Sarà compito di Christian scoprire cosa c'è di vero nelle farneticazioni della donna e cosa è invece frutto della follia. Cos'è successo veramente a Nora in quella casa? È possibile conoscere fino in fondo chi ci sta attorno? Una storia di pazzia e dolore, di morte e paura, e che porterà a una verità ancora più cupa e terribile.

Ho comprato questo romanzo ad occhi chiusi, mi è bastato conoscere un po' l'autore, conoscere la casa editrice per il quale già collaboro - e di cui ho già acquistato altri romanzi -, mi è bastato farmi prendere dall'entusiasmo e dalla copertina così evocativa, per poi cascarci esattamente come una mela dall'albero o, se si vuol esser più violenti, come un pugno nello stomaco. Nora era il romanzo che avevo in gola, che dovevo assolutamente leggere, uno di quelli che appena la casa editrice ha messo in promozione nel 3 X 2 mi ci sono fiondata, come un predatore sulla preda. Ne ho atteso impaziente l'arrivo e in un paio di ore l'avevo già finito.
Spiazzata. Questo romanzo mi ha completamente spiazzata. Come se in testa risuonasse solo una frase beh, davvero è tutto qui? Lo so, adesso i fan accaniti libereranno i cani e faranno partire la guerra contro il mondo brutto e cattivo che sta per recensire in maniera negativa il romanzo, ma in realtà Nora non mi è piaciuto così tanto come immaginavo; mettetemi su una pira e fatemi bruciare, saranno state le aspettative, la voglia tanto alta di leggerlo, ma io non ho trovato quello che nelle altre recensioni si legge.

Non è facile parlarvi di Nora e sicuramente la mia recensione non farà altro che mandarvi solo in confusione, ma entrate con me nel romanzo dove tutto ha inizio con la morte.
L'autore parte già con l'azione ormai avvenuta, la figlia di Nora è morta e quest'ultima è accusata di omicidio; ma i suoi atteggiamenti, la sua follia la porta ad essere rinchiusa in un ospedale psichiatrico, dove legata a letto, rassegnata nel suo incubo ormai reale aspetta la morte, unica via di uscita. Nora viene descritta come una donna bellissima, una di quelle donne a cui nessun uomo se pur impegnato può resistere e il suo bisogno di piacere, di amare qualsiasi tipo di uomo e sentirsi donna fino in fondo, la porta a tradire più e più volte quel compagno tanto assente, portandosi a letto non solo i vari amanti, ma le malelingue dei vicini. Il paese è piccolo e la gente mormora e quando si rende conto che la stampa è interessata a raccontare la storia di Nora, si fa a gara a chi la conosce più affondo, a chi ha da raccontare pur di apparire sui giornali e in televisione e diventare automaticamente famosa. 
Nell'ospedale psichiatrico, Nora è una vittima facile di un sistema perverso, di uomini pronti a prenderla in pasto, tanto è pazza ed è legata, chi può credere se prova a dire che viene stuprata più e più volte? E' lì in quella stanza, tra quelle follie, che Nora rivela la sua verità, quel filo sottilissimo di razionalità e paura che l'hanno portata a tutto il resto. Sei tu che appartieni al male o è il male che ti appartiene? 

Prendendo solo questa infarinatura il libro in generale non è affatto brutto, non è da prendere e cestinare; riesce comunque a farsi leggere in un paio di ore e a lasciarti la sensazione di brivido, di voler continuare a saziare quella vena di curiosità, di capire quella follia che c'è dietro fino a farti voltar pagina ancora una volta; ma tra tutti i personaggi che ci sono nel romanzo, Nora che è la protagonista, che è quella presenza che dovrebbe essere la parte a cui ci si affeziona,  mi è piaciuta di meno, per non dire che non mi è piaciuta affatto. L'ho trovata superficiale, antipatica, non mi ha dato nessun empatia la sua tragedia... anzi sicuramente avrei vissuto anch'io la sensazione dei vicini da allontanarmi da una persona del genere, l'ho trovata arrogante e tanto sola, nonostante il suo dramma io non sono riuscita a viverla e questo per me è stata la delusione più grande, perché Nora che è il fulcro del romanzo, quel filo conduttore tra reale e irreale, tra follia e oscurità, doveva assolutamente lasciarmi qualcosa e non una sensazione del genere. Il contorno, il male, il sopranaturale mi è anche piaciucchiato, non è da quei livelli da farti dormire con la luce accesa - come dovrebbe far un horror - ma non ti lascia nemmeno quel vuoto che un romanzo negativo fa. L'ambientazione è abbastanza comune, la scrittura non si perde in minuziosi dettagli e paroloni, arriva dritta al punto su dove vuole portarti, è un romanzo che si legge ma non c'è da aspettarsi tutto questo clamore, almeno non per me.

In generale la realtà è anche fatta bene, il romanzo si muove in questo mondo presente e i vicini, gli articoli di giornale, lasciano quel tocco di vivere una storia che potrebbe essere del nostro paesino o addirittura che riguardi la nostra stessa vicina, ma non serve aspettarsi troppo. L'idea di inserire il sopranaturale in maniera viscida, in maniera sottile in quel paesino tanto piccolo, affascina anche, ma rimane lì, non dà quello sprint in più, quella sensazione di soffocare, di voler tornare nella storia.

Per questo romanzo avrei voluto molto di più, avrei voluto più paura, avrei voluto prendere la lucina della notte che usavo da bambina e dormirci accanto, avrei voluto sentire la sensazione di morte sulla pelle, avrei voluto sentirmi Nora e invece mi sono ritrovata a combatterla, a tifare dalla parte opposta. 

giovedì 7 dicembre 2017

Rapimento e Riscatto, Vito Bruschini - Review party - [Anteprima]

Oggi iniziamo la giornata con - e finalmente - un po' di entusiasmo, per un romanzo che è riuscito ad incollarmi letteralmente alle pagine, fino alla parola fine. Benvenuti nel review party di Rapimento e Riscatto, dove il male spesso risiede come un tarlo.


RAPIMENTO E RISCATTO

Vito Bruschini


Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: 10,00€
Pagine: 320

IN USCITA OGGI

Trama: John Paul Getty III, nipote sedicenne di un ricchissimo petroliere americano, scompare a Roma nella notte del 10 luglio 1973 nei pressi di piazza Farnese. Capelli lunghi e atteggiamento anticonformista, il ragazzo frequenta l’ambiente bohémien della capitale, tra Campo de’ Fiori, Santa Maria in Trastevere e Piazza Navona. All’inizio la notizia non ha grande eco sugli organi di informazione: tre mesi dopo la sua sparizione, la famiglia e gli investigatori non sono ancora certi se si tratti di un vero sequestro o piuttosto sia una messinscena del giovane per estorcere una montagna di soldi all’avaro nonno. Ma quando viene recapitata al quotidiano Il Messaggero una busta con un orecchio mozzato del giovane Getty non ci sono più dubbi. Il gesto brutale impressiona l’opinione pubblica italiana e internazionale e quello del sequestro Getty diventa il caso più seguito dai media di tutto il mondo. Ambientato nella Roma della Meglio Gioventù, lo straordinario racconto di un dramma familiare, umano e politico che ha segnato un’epoca e l’ingresso trionfale della ’Ndrangheta nelle cronache e nel tessuto sociale del nostro Paese degli anni a venire.

Rapimento e Riscatto, storia romanzata ispirata ad un sequestro realmente avvenuto negli anni 70. 

Il protagonista è John Paul Getty III, nipote di un ricchissimo petroliere americano con una famiglia piuttosto disastrata: divorzi, amanti, secondi e tripli matrimoni, seconde mogli giovanissime ed eroinomani, padri assenti e drogati. E' in questo contesto che cresce Paul, un adolescente di diciassette anni che si trova a vivere in una Roma bohemienne, in quegli anni in cui Patty Pravo è la regina incontrastata delle scene musicali e nella capitale si respira un clima di leggerezza, passione, amori liberi e un gran fermento culturale. (in fin dei conti sono gli anni immediatamente successivi alla rivoluzione del sessantotto) 

Paul è un ragazzo ricco ed annoiato, che probabilmente non è mai stato felice, e si circonda di gente attirata solo dal suo cognome e dai suoi soldi: è sicuramente un'esca facile per gente poco raccomandabile.
Ma il malessere di Paul non era costituito dagli altri, nasceva invece dal profondo della sua condizione di giovane viziato che non aveva mai avuto veri legami affettivi
A Roma non ci sono solo giovani miliardari come Paul, ci sono anche mezze cartucce che si arrabattano per vivere, come " Sarchiapone" ed i suoi amici: Sarchiapone aiuta la nonna al mercato, e si ingegna anche con piccoli furti pur di sbarcare il lunario. Sarchiapone, il cui crimine peggiore è stato quello di rubare una forma di formaggio, decide che ci sono lavori che possono fruttare molto di più: perché non sequestrare Paul ed estorcere un riscatto che può far vivere di rendita lui, figli, nipoti e pronipoti? 

Qui inizia il lungo, infernale, dramma di Paul: verrà rapito il 10 luglio 1973 da loschi individui i cui affari si intrecciano con la 'ndrangheta calabrese, costretto a vivere in grotte sperdute dell'Aspromonte e a subire addirittura l'amputazione di un orecchio da esibire come prova ai suoi parenti.

Considerando che Paul è un viziatissimo figlio di papà, all'inizio nessuno crede che il suo sia un vero sequestro: tutti ritengono che lui stesso abbia architettato tutto per vivere una vita dorata in qualche atollo sperduto, magari assieme ad una delle sue fidanzate; il clima nel libro è davvero molto serio e questo permette di ricredersi addirittura sulla storia e dubitare insieme agli stessi protagonisti.

L'unica a credere alla veridicità del sequestro è la madre di Paul, che si trova a dover combattere con la famiglia del suo ex marito, dove quest'ultimo non ha nessuna intenzione di cedere al ricatto. 
Provo solo pietà. Pietà per il mio Paulino, così solo, il suo visino adorato mutilato, le sue invocazioni alla mamma. Pietà per voi che non conoscete la compassione. Pietà per il nonno perché la sua declinante vita è senza affetti. Pietà per mio marito perché nemmeno in questa tragica situazione ha saputo ritrovare gli accenti dell'amore. E provo finalmente anche la serenità delle decisioni prese
Il cammino per la liberazione di Paul è difficile e pagina dopo pagina, l'angoscia, il bisogno di sentirsi liberi da quelle stesse catene le sentiamo nella pelle. I mesi di sofferenza vengono ripagati quando il nostro protagonista viene rilasciato, tuttavia il male è sempre all'interno e il nostro autore ne lascia traccia ben definita.
Nel segreto più segreto della nostra anima, abita l'angoscia. E' il luogo che la disperazione ha più caro tra tutti, un pozzo profondo e buio dove però se sappiamo grattare bene troviamo nascosta la speranza, che è la porta dietro alla quale abita la felicità. Dopo cinque interminabili mesi di angoscia e disperazione, che avevano sconvolto le loro vite, Gail e Paul avevano saputo risalire dagli abissi della sofferenza e ora finalmente potevano assaporare il gusto dolce della gioia
Tutto bene quel che finisce bene, direte voi... E invece no, perché il sequestro ha profondamente turbato l'animo di Paul, che finisce nelle spire più oscure del male e della dipendenza. Ho letteralmente divorato questo libro, l'ho finito a tarda notte e ho anche sognato agguati mafiosi. Non sono nemmeno capace di descrivervi quanto mi abbia lasciato: il ritmo è serrato, le vicende non danno tregua, l'adrenalina è costante. 

Immagine incorporata 1
J.Paul Getty III
Mi sono ritrovata a passeggiare con Paul in una capitale bellissima, ma già devastata dalla malavita e dalla corruzione, ho sofferto con lui durante i mesi di prigionia, sfogliavo le pagine pensando: Ma quando lo trovano? Che fine farà? ho sofferto e mi sono disperata assieme a sua madre, l'unica capace di smuovere montagne pur di salvargli la vita, sono stata in un angolino ad osservare i criminali che lo rapivano, mi sono indignata davanti ad un miliardario che paga il riscatto per un suo congiunto e ne pretende la restituzione in rate con interessi. La scrittura dell'autore è fluida e capace di arrivare al nostro cuore, di darci quell'adrenalina che ci fa correre e restare col respiro mozzato.

Il libro è consigliatissimo a tutti, indistintamente. 
Una piccola ma molto importante precisazione: il libro è davvero ispirato al reale sequestro di J.P Getty III, il quale finirà davvero la sua vita in maniera molto misera. E questo mi ha fatto tanto riflettere: spesso dobbiamo arrivare ad un passo dalla morte per apprezzare la vita, ma alcune persone sono portate all'autodistruzione e per loro il destino è segnato. 

martedì 5 dicembre 2017

Olga di carta, Jum fatto di buio Elisabetta Gnone - Recensione -

Cara Olga, siediti ancora qui e raccontami una storia che non so. Oggi voglio iniziare con una recensione che sa di fiaba, che sa di odore di neve, che sa di voglia di tornar bambini e continuare ad esser grandi. Elisabetta Gnone torna con una nuova avventura della nostra piccola Olga e anche stavolta l'autrice non si smentisce e ci incanta con le sue parole che sanno di musica.


olga di carta: jum fatto di 

buio

Elisabetta Gnone


Editore: Salani Editore 
Prezzo: 14,90€
Pagine: 215

Trama: È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi

Quando Olga racconta una storia, ogni persona grande o piccola che sia, si ferma ad ascoltare. Come nella nostra realtà, anche nel villaggio di Olga sta per arrivare il Natale, ma la sensazione che si ha addosso non è di facile spensieratezza. L'umore di tristezza che aleggia intorno al villaggio, porta Olga a raccontare una storia diversa, una storia dove la paura forma una dimensione strana, un personaggio intenso e oscuro al tempo stesso.
Jum fatto di buio è un essere molliccio, un mostro che si nutre di ciò che fa più male e non importa se si è grandi o piccini, quando il dolore è troppo forte il nostro corpo lo butta fuori con le lacrime ed è lì che Jum trova cibo per il suo stomaco.

I sentimenti più negativi, il dolore profondo, viene rapito dalle lacrime di cui Jum fatto di buio si nutre. Il personaggio che Olga racconta e fa venire i brividi a grandi e piccini, mi ha ricordato un po' il personaggio di  La città incantata dello studio ghibli e mi è piaciuto confrontarli provando lo stesso brivido, come se un personaggio di carta potesse in realtà uscire fuori e portarti via con sé. 

In realtà la storia che Olga racconta è fatta solo per sorridere un po', per eliminare quel vuoto che si sente nel villaggio e per lasciare spazio alla leggerezza, eppure nel villaggio succede invece una cosa strana; Jum, fatto di buio comincia a farsi sentire tra la gente, portando azioni ed eventi strani.

Ancora una volta Elisabetta Gnone mi ha letteralmente stregato. Nonostante il romanzo non sia di chissà quante pagine, in realtà Olga e le sue storie riescono a coinvolgerti al tal punto di aver la sensazione di voler leggere ancora e ancora, fino all'infinito. Se il primo romanzo, Olga di carta e il suo viaggio straordinario,  mi aveva permesso di sentirmi a casa con profumo di buono e quella dolce malinconia della fine lettura, qui ritroviamo tratti più scuri, ma che non fanno paura. Con Olga di carta e Jum fatto di buio, ci sembra di aprire le porte di una caverna scura, dove la luce non sembra affatto filtrare, in realtà pagina dopo pagina, la meraviglia che la storia porta ci riempie di quella luce innocente, di quel bisogno di sognare e sorridere.

I personaggi del primo romanzo ci sono tutti, ma in una veste nuova, matura rispetto al precedente, anche la stessa Olga sembra diversa nel modo di porsi e di raccontarsi, ma il suo esser buffo non lascia spazio a dubbi o voglia di tornare indietro. Come sempre la scrittura di Elisabetta Gnone è incalzante ed evocativa, ti rapisce in un modo così delicato e forte al tempo stesso, che ci sembrerà di trovarci esattamente lì nel villaggio a seguire la nostra piccola protagonista. Nonostante sia un romanzo per ragazzi, i dialoghi non sono frutto di parole ingenue o sempliciotte, ma possono esser letti anche da adulti, apprezzandone ancora di più il contenuto.

Di questo romanzo non si può assolutamente dir nulla di negativo, anche lo stesso contenuto, le illustrazioni, la cover, è tutto completamente perfetto, non ha nulla che non va o lasciato al caso. 

Olga di carta e Jum fatto di buio è un acquisto che ho fatto al volo, senza tanti fronzoli e ripensamenti perché dell'autrice leggerei anche la lista della spesa. Elisabetta Gnone è una garanzia, è la chiave che ti permette di aprire la porta dei sogni, è rimescolare tutte le sensazioni che si hanno all'interno, è annullare i problemi, il disagio degli eventi, le difficoltà che a volte ci tende la vita e sentirci di nuovo bambini, senza troppi pensieri o paure.

Quella bambina aveva perduto ciò che di più caro avesse al mondo e, non avendo più nulla da amare, e per cui essere felice, desiderava esser fatta di buio. 
 Cara Olga, siediti ancora qui e raccontami una storia che non so.



domenica 3 dicembre 2017

Luna Nuova, Maikel Maryn - Recensione -

Oggi vi racconto una storia che fa entrare il freddo nelle ossa - e il tempo aiuta. Luna Nuova è una storia gotica horror di Maikel Maryn, che per il momento si può scaricare gratuitamente a questo link di Amazon. 


luna nuova

Maikel Maryn 


Pagine: 56
Serie: Non serie #gothichorrorstory

Trama: “Luna Nuova” è un racconto lungo, primo della non-serie #GothicHorrorStory, un ciclo di racconti indipendenti ma collegati tra loro in cui si mescolano narrativa storica, horror sovrannaturale, elementi di magia nera e domonlatria, ettolitri di sangue e sesso esplicito.

Come vi dicevo all'inizio, oggi vi racconterò una storia che vi farà entrare il freddo più pungente nelle ossa, vi farà tremare e battere i denti...almeno all'inizio! Siamo nella Venezia del quattordicesimo secolo: il canal Grande e l'acqua fredda e cupa fanno da sfondo alle storie di diversi personaggi, dominati dai loro istinti e dalle loro passioni.

La fiammella tremolante della candela era l'unica resistenza alla soverchiante oscurità, un piccolo faro in un oceano di tenebra

Troviamo Meredith, cortigiana di un bordello che attende un misterioso ospite, e si trova di fronte lo sgraziato Nicolaj, sgradevole nell'aspetto e nei modi, che ha da raccontarle una storia vecchia di secoli: eh si, diversi secoli considerando che Nicolaj ha seicentonovantotto anni!

Tu sai cosa sono? l'urlo questa volta sembrò riempire la notte. "Cosa? Cosa vai cercando, donna? Vuoi che ti racconti di un amore perduto? Di una disperata ricerca per ritrovarlo?

Immagine incorporata 1La storia procede intrecciando diversi fili narrativi: incontreremo ad esempio Cleonte, che si reca in un bordello e sembra eccitarsi solo quando è sul punto di uccidere una prostituta, conosceremo Avraham, ebreo che si apparta con la cristiana Miranda nei vicoli di Venezia e consuma con lei amplessi ovunque si trovino... E poi, direte voi? Un poi non c'è amici lettori, le storie si intrecciano ed arriviamo ad una sorta di epilogo dove Meredith, dopo attimi di sesso travolgente con Nicolaj ed orgasmi incontenibili, viene trasformata in vampiro da quest'ultimo. 

Dopo un breve discorso sull'utilità di lasciar andare i ricordi ed il passato, i due si incamminano verso la loro nuova dimora, dove li attende la "Signora". 

Vi dirò che il romanzo prometteva molto bene. La scrittura è fluida, i personaggi sono ben caratterizzati e nelle varie storie narrate si sente serpeggiare quel brivido che tutti noi amanti dell'horror amiamo sentire, un po' eccessiva la descrizione della scena di sesso tra Cleonte e Claudia: se non si tratta di un romanzo erotico non credo ci sia bisogno di utilizzare determinati termini e rimuginarci sopra

Ma....l'epilogo mi ha spiazzata. Immaginavo l'ingresso di Meredith nella sua nuova dimora, attendevo con ansia di capire chi fosse la "Signora" e invece...il nulla. Il libro finisce così

Avete presente quando guardate un film bellissimo, siete lì a farvi mille ipotesi, siete lì a soffrire coi personaggi e poi il tutto si conclude in un modo che vi fa dire : Beh? finisce così? 
Ho avuto la stessa sensazione leggendo Luna Nuova. A me piace un epilogo che dia soddisfazione o che faccia soffrire, non qualcosa che lascia il lettore frustrato, con un pugno di mosche in mano. 

Peccato perché l'inizio era davvero buono...

Una piccola nota: alla fine del racconto, nella sezione Ringraziamenti e nota dell'autore, troviamo queste righe: E se vuoi conoscere tutti i segreti nascosti in questo racconto, puoi scoprirli nella sua Versione Annotata ( non ho ancora scaricato questa versione, l'epilogo mi ha davvero lasciata con l'amaro in bocca). Consoliamoci con una tazza di cioccolata calda.

Ciò che ignoravo era che avessi una passione così sanguigna per i corpi esanimi- il suo viso si aprì in un sorriso allegro- ma trovo i degenerati come te estremamente divertenti e con me sarai al sicuro"

Lucia. 

sabato 2 dicembre 2017

Il libro che sto leggendo, quello che mi fa fare le ore piccole...


Una volta a settimana mi piace tirar fuori dal cassetto questa piccola rubrica. Una rubrica che spulcia un po' il libro che sto leggendo, che mi fa riflettere sulla scelta fatta e se sono stata davvero io a prenderlo o se in realtà mi ha scelto lui. Il libro che sto leggendo mi sta facendo fare le ore piccole. E' un libro che leggo con calma, che mi accompagna in ogni mio spostamento, quello che mi fa leggere solo una pagina per poi pensarci su ancora e ancora.

Il libro di questa settimana è:


LA BAMBINA DELLA LUNA 

E DELLE STELLE

Kelly Barnhill


Editore: DeA
Prezzo: 14,90€
Pagine: 408

Trama: Ogni anno, all'alba del Giorno del Sacrificio, gli Anziani del Protettorato abbandonano un neonato ai margini della città. È un'offerta di pace per la strega che si nasconde nella foresta. Quello che gli Anziani non sanno, però, è che Xan, la strega, è buona. Così buona da dividere la sua casa con il vecchio Mostro dello Stagno e un dispettoso Drago Perfettamente Piccolo. Così buona da prendersi cura, anno dopo anno, dei piccoli abbandonati. Li raccoglie, li protegge, li nutre con la luce delle stelle e li accompagna dall'altra parte della foresta per affidarli a genitori amorevoli. Ma tutto cambia la notte in cui Xan commette un terribile errore: invece della luce delle stelle, fa bere alla bambina che ha appena salvato la luce della luna, regalandole così meravigliosi poteri magici. Incapace di separarsi da quella piccina con gli occhi neri come lo spazio infinito e la pelle luminosa come ambra, la strega decide di allevarla come una figlia e la chiama Luna. Luna cresce felice in riva allo Stagno, circondata dall'amore di Xan, dall'amicizia del Drago e dalle poesie del saggio Mostro, ma ignara degli straordinari poteri ricevuti in dono. Fino al giorno del suo tredicesimo compleanno, quando la magia si sprigiona in tutta la sua forza... Luna sarà in grado di gestirla? E riuscirà a smascherare la vera strega cattiva, decisa a prosciugare il mondo di ogni felicità?

Xan non riusciva a distogliere lo sguardo da quello della bambina. Soli, stelle e meteore. Bing Bang. Buchi neri e lo spazio infinito. Allungò la mano in alto. Non guardò il cielo. Non si accorse della luna. La bambina mangiò dalla sua mano. Mangiò. E mangiò ancora. Poi emise un sospiro soddisfatto e si addormentò di colpo tra le sue braccia.

PERCHE' STO LEGGENDO QUESTO LIBRO:


  • Dopo una brutta notizia e il bisogno di distrarmi, ho trovato questo titolo in una vetrina e mi son sentita chiamare dalla storia. 
  • Per staccare la spina e ritrovare un po' di magia alimentando la bambina che è ancora in me. 
  • Perché sono rimasta colpita dalla magnifica cover.
  • Perché non è un fantasy solo per ragazzi. 


Ma da dove arrivava tanto per cominciare? si chiedevano le Sorelle. E' facile avrebbe voluto dir loro la squilibrata. Provate a impazzire. Pazzia e magia sono legate, dopotutto. O almeno, così credo. Ogni giorno il mondo si rimescola e si piega. Ogni giorno trovo qualcosa che brilla tra le macerie. Carta Luccicante. Luccicante, luccicante, luccicante. Purtroppo sapeva di essere piuttosto folle. Forse non sarebbe mai guarita. 


E voi La bambina della luna e delle stelle lo avete letto? Lo conoscete? 

giovedì 30 novembre 2017

Musica & Parole: Cuore di Neve, Debora Mayfair


Musica&Parole è una rubrica che già dal nome è tutto un programma. Collega ciò che c'è di più bello nel mondo: La lettura alla musica, dando spazio a estratti di libri nuovi a musiche che possono ricordarle. E' una rubrica che, salvo eccezioni, avrà spazio nel mondo di sopra il venerdì e vi permetterà di sognare e aprire la mente. 

Nota bene: Lasciati rapire dalla musica e dalle parole. Apri il video musicale e quando la musica comincia a partire, usala come sottofondo per leggere gli estratti e lasciati trasportare. 


CUORE DI NEVE

Debora Mayfair


Editore: Dark Zone 

Trama: Bianca sta finalmente ritrovando il suo equilibrio. Ha chiuso la relazione affettiva con Teo, ma non il suo rapporto con l’uomo, disposto a tutto, anche a mettere a repentaglio la sua vita, per proteggerla. Lui è il suo Cacciatore, lei una Regina degli Spiriti: il legame che li unisce è saldo come l’acciaio. O almeno è quello che credono entrambi. Il ritorno del primo amore di Bianca, Hallbjörn, dall’Islanda, metterà infatti a dura prova non soltanto il rapporto tra lei e Teo, ma anche la salute psichica della ragazza, messa sempre più in crisi dalle frequenti lacune nella sua memoria. Enormi falle nei suoi ricordi le impediscono di rammentare fino in fondo chi lei sia e quale sia il suo ruolo. Quello che infatti Bianca non immagina è che gli ingranaggi del Ragnarök, creati da lei stessa in un tempo dimenticato, stanno iniziando a muoversi e incastrarsi a ogni suo passo. Il destino dell’universo è appeso a un filo e alla sua capacità o meno di ricordare…

Con la coda dell’occhio vedo alcune ombre prendere forma all’estrema destra della cornice: stringo i denti e sgranchisco le mani, è quasi ora di entrare in azione. Il ricordo continua, ma io sono troppo impegnato a sorvegliare gli Incubi che stanno uscendo dalle ombre per assumere la loro forma umanoide, tornando a somigliare agli uomini biondi dai vacui occhi azzurri che ho imparato a riconoscere ovunque. «Sei italiana? Io adoro l’Italia.» Guardandomi da fuori, direi che col mio italiano stentato ho fatto la figura del coglione. «Buon per te!» risponde Bianca in spagnolo, indossando gli auricolari mentre sorride e volta la testa dall’altra parte. «Non mi dire, ti piacciono le Chordettes? Sono un po’ vecchio stampo!» Il me stesso nello specchio si sdraia di fianco a lei, abbastanza vicino da ascoltare la musica proveniente dalle sue cuffie. Mentre sento ancora nell’aria la nostra canzone, vedo un Incubo allungare gli artigli per grattare via parte del nostro ricordo, il quale si accartoccia lacerandosi come se fosse di carta. È ora. 



If I look hard enough into the setting sun Mi accosto dietro alla porta, in attesa, rigirandomi il coltello nella mano. Mi accorgo di emanare un freddo intenso. Non ho tempo di cercare calore, ora esistiamo solo il nemico e io. Sento avvicinarsi dei passi. Non so se andrà bene, quindi nel dubbio lecco la lama del coltello, ferendomi la lingua. La magia del sangue unita alla volontà funziona sempre. Vedo l’uomo varcare la soglia. Un attimo dopo è accasciato a terra, con il mio pugnale nel petto. Io non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno, spargi pure la voce. Mentre affondo l’arma, continuo a ripetermi che presto torneranno la rabbia e il terrore. Invece niente. Quello che sento è solo riconducibile al pacifico gelo. My love will laugh with me before the morning comes Improvvisamente dei passi mi distraggono dal vuoto dei miei pensieri. «Cosa stai facendo, Bianca? Cosa ti è successo?» Una voce mi risveglia dal torpore, la riconosco? Non mi ricordo, devo avere ancora in circolo le droghe con cui l’Incubo mi ha stesa prima. Un altro nemico? Alzo lo sguardo e attraverso i capelli vedo Björn guardarmi stupito. Ha un’espressione sconvolta e non mi sarei aspettata niente di meno, dato che sto ancora stringendo con tutte le mie forze il manico del coltello infilato nel petto di un uomo morto. «Posso… spiegarti tutto. Davvero!» gli dico, incespicando tra le parole. No, non doveva vedermi in questo stato. Mi accorgo appena che mi si oscura la vista, prima di svenire. Scappa finché puoi. Immischiarti nella mia vita potrebbe farti impazzire. 


Attaccato a uno dei lampioni lì fuori c’è una locandina dei Calliope. Bianca in primo piano, una ragazza dietro di lei alla batteria e un ragazzo con un basso al suo fianco, che le passa un braccio attorno alle spalle. Nota mentale: io lo ammazzo, chiunque sia. Entro e oltre il portone in legno mi aspetta lei, a dividerci solo una marea di corpi. Con morbosa curiosità la osservo cantare muovendosi in modo provocante attorno al bassista, non capisco nemmeno cosa diavolo stia dicendo, ma mi eccita da morire. E mi fa incazzare. Pagherai ogni singolo tocco che stai dedicando a quella stupida volpe, lo giuro. Ha lo stesso vestito del primo appuntamento che abbiamo avuto dopo esserci ritrovati, quello in cui ha scoperto di essere un asso con le lame. Ha le frange in fondo, ed è talmente corto che a malapena le copre il sedere e le scende in uno scollo profondo sulla schiena, lasciando scoperto il retro del reggiseno. La musica finisce, il gruppo scende dal palco e si dirige verso il bar, tra le esclamazioni della folla. «Je t’aime, Blanche!» «Encore une autre chanson!» «Chantons I love rock and roll!» Lei alza il dito medio in risposta alle persone che la circondano, ridendo mentre ordina da bere. La sua pelle chiara è illuminata dalla luce della luna che entra flebile da una finestra in alto. Mi avvicino al bancone e al barista indico una birra dal nome impronunciabile, prendo un sorso dalla bottiglietta ignorando il bicchiere. Dopo altre richieste Bianca cede e tornano tutti e tre sul palco, la volpe la abbraccia prima di prepararsi a suonare. Mentre canta non riesco a fare altro che guardarla muoversi attorno a quel tipo. So che non è reale, che sta solo fingendo per lo spettacolo, ma fa male come se lo fosse. È cambiata. Se prima le sue labbra erano rosse, ora sono rosa chiaro, e oltre ai capelli biondi, tutta la sua figura sembra sbiadita. «Hai rimesso l’anellino al setto.» Parlo da solo, mentre una scossa elettrica mi si scarica nel basso ventre e un ringhio sordo mi rimbomba in gola. Ha bisogno di essere scaldata e non accetterò un rifiuto come risposta. «He smiled so I got up and asked for his name. That don’t matter, he said, ’cause it’s all the same. Said can I take you home where we can be alone. An’ next we were movin’ on, he was with me, yeah me. Next we were movin’ on, he was with me, yeah me singin’…» Poi alza lo sguardo e mi vede. Sollevo la birra in segno di saluto, rimanendo appoggiato alla parete di mattoni. La folla seguita a cantare il ritornello al posto suo, lei lascia il microfono alla volpe e scende dal palco, dirigendosi verso di me attraverso la marea di persone che continuano a cantare e ballare anche senza di lei. Appena mi raggiunge mi cinge il viso con le sue gelide dita affusolate e mi bacia. 


La mappa da Vinci, Vittoria Haziel - Review Party -

Un messaggio nascosto da Leonardo sulla sacra sindone Quale chiave può decifrare un enigma geniale?

Iniziamo la giornata con un review party edito dalla Newton Compton su la mappa da Vinci, un thriller storico che collega Leonardo da Vinci ad un indagine accurata.



la mappa da vinci

Vittoria Haziel


Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: 10,00€
Pagine: 345
Genere: Thriller storico

Trama: Dalla basilica del Corpus Domini di Milano è stato rubato un quadro. Si tratta di un’opera di Davide Vicin, che reinterpreta Il cenacolo di Leonardo da Vinci. Insieme al dipinto è sparito anche il suo autore, un artista da sempre affascinato dall’enigma della Sacra Sindone. All’indagine ufficiale del commissario Coppola si affianca quella di due amici, Liza, studiosa di Leonardo, e Ivan, esperto di esoterismo. In una ricerca che sembra quasi una caccia al tesoro, Liza e Ivan s’imbattono in personaggi strani e inquietanti, una suora, autrice di una riproduzione della Sindone, un cardinale dalla condotta tutt’altro che ortodossa, e dovranno confrontarsi con complicati misteri, enigmi e simboli da interpretare. Ogni indizio sembra condurre inesorabilmente a Leonardo. Uomini di Chiesa e squadre di polizia, realizzatori di documentari e satanisti: tutti coinvolti in una corsa per la decifrazione dei messaggi lasciati sul telo di Torino dal più grande genio di tutti i tempi…

Scrivere questa recensione non mi è facile e sono sicura che arrivando alla fine, ci si sentirà più confusi di prima. In generale il libro mi è piaciucchiato, sono arrivata fino alla fine in pochissimo tempo, ma non mi ha lasciato quella sensazione nel definirlo un libro da togliere il fiato. E' un thriller storico, ma andrebbe rivisto in diverse parti. Si ha una sensazione di piacevolezza nella lettura, ma al contempo non si ha quella sensazione di tanto fascino. Ma procediamo dall'inizio.

Già dalle prime pagine l'ambientazione ci porta nella basilica Corpus Domini di Milano con l'azione avviata, nella notte scompare un quadro senza lasciare nessuna traccia. Ovviamente i frati e il guardiano della basilica, rimangono sconcertati all'idea che un quadro non poi così famoso è stato portato via, senza lasciare indizi e senza avere poi quell'importanza di altri quadri famosi. In questa figura della caccia al quadro, troviamo il commissario che cerca di indagare, di capire cosa succede, trovandosi coinvolto in una vicenda più grande. Pagina dopo pagina assistiamo letteralmente al caso, da una parte diveniamo spettatori di un indagine via via sempre più ricca, dall'altra ci troveremo noi stessi ad indagare. I personaggi che il commissario si ritrova ad affrontare sono diversi, alcuni più accentuati degli altri, ma non rovinano la scena del romanzo.

Ma qual è la verità che ha portato qualcuno a rubare un quadro? E' davvero ciò che sembra? 

Preso così superficialmente il romanzo non è affatto male, ma in alcune parti mi ha ricordato molto il romanzo di Dan Brown, Il codice da Vinci, lasciando quindi la sensazione di un qualcosa di già visto. Il commissario, il nostro protagonista, spazia tra la voglia di farsi conoscere e la voglia di mistero, non rilascia totalmente la sensazione di un personaggio che spicca dalla carta, ma rimane sempre in maniera statica, trascinato dagli eventi e da ciò che succede, mentre in realtà per un personaggio di una certa importanza nelle indagini, avrei voluto quella sensazione in più di potere, quel pugno chiuso che non solo indaga ma possiede letteralmente la scena.

Diversi capitoli dopo il romanzo cambia e svela i vari enigmi che lascia non solo ai protagonisti, ma al lettore stesso. E' interessante visualizzare l'accurata ricerca dell'autrice per sviluppare enigmi e codici che portano entrambi a soluzioni a volte irreali. L'autrice pagina dopo pagina crea un mistero, un qualcosa di nascosto di fronte a qualcosa di reale; quel labirinto di misteri diviene un gioco e noi giocatori o pedine con cui giocare. Lo stile dell'autrice è fluido, la scrittura è pulita, ma non rilascia quell'adrenalina che ci si aspetta da un grande thriller storico.

Sembrerà un angioletto quando asciutto sarà, è una frase che casca a pennello per questo romanzo.