giovedì 17 agosto 2017

Il fioraio di Monteriggioni - Recensione -

C'è solo lei. Qualsiasi altro fremito imprevisto possa provare  il mio cuore, c'è solo lei. Te l'ho sempre dimostrato. Hai bisogno che te lo dimostri ancora? 
Il fioraio di Monteriggioni è un libro potente. Un vortice di emozioni contrastanti tra loro che, messi insieme, creano quello che è un romanzo da leggere in un giorno e rileggere poi ancora e ancora.


IL FIORAIO DI 

MONTERIGGIONI 

Cristina Katia Panepinto


Editore: Golem Edizioni 
Prezzo: 15,00€
Pagine: 183

Trama: Quando il PM Amedeo Cantini viene condotto davanti al cadavere di una giovane modella assassinata, capisce subito che quello sarà il caso più difficile della sua vita. Abbandonata dentro un cassonetto nei pressi del Parco delle Cascine di Firenze c'è infatti la figlia di Emma Aldori, suo grande e sofferto amore di gioventù. Travolto dai fantasmi del passato, il magistrato chiede all'ex-moglie, la terapeuta Violetta Salmoiraghi, di affiancarlo nelle indagini. Insieme cominceranno a investigare sugli ultimi mesi di vita della ragazza e si addentreranno in un gioco di specchi fatto di tradimenti, intrighi e bugie, fino alla scoperta di un raccapricciante segreta, dietro cui si nasconde l'ombra-omicida del Fioraio di Monteriggioni.

Leggere un libro con questo caldo non è di certo facile, eppure il fioraio di Monteriggioni riesce a tenerti incollata alle pagine dimenticando il caldo fuori e il tempo che passa. Dalla trama mi aspettavo il classico giallo, il classico thriller da leggere come passatempo, in realtà già dalle prime pagine si diventa parte integrante della storia. L'autrice, abile tessitrice, crea una tela sottile di trame e inganni, crea un vortice di emozioni anche contrastanti tra loro, portando alla luce dubbi ad ogni riga.

Già dalla prima pagina entriamo nel vivo della storia, iniziando a conoscere i protagonisti,alle prese con diverse porte di un passato che fa male. Da una parte troviamo Amedeo, il pm che seguirà le indagini e dall'altra parte troviamo Violetta che aveva ripromesso a se stessa di non darle più modo di ferirla.

Puoi provare a chiudere quella porta con migliaia di sigilli,ma quando il passato bussa in realtà non puoi non aprire. E' la frase che ci sembrerà di sentire quando pagina dopo pagina cominceremo a capire Amedeo. Il nostro protagonista non solo è coinvolto nelle indagini per motivi professionali, ma quel corpo che hanno ritrovato in realtà è la figlia del suo passato, di quel passato ancora non totalmente chiuso. Chiedere aiuto alla ex moglie non è facile, specialmente quando la separazione è ancora fresca, ma per Amedeo Violetta è la migliore e lui ha bisogno della migliore. 

L'autrice non scrive soltanto pagine di un romanzo adrenalinico, ma ci porta a conoscere protagonisti non solo fatti di carta e inchiostro, ma reali, fatti di pelle e sangue. Ogni personaggio che appare nel libro viene minuziosamente descritto a livello interiore, ogni suo dettaglio e caratteristica è una pennellata in una tela di sentimenti, rendendo il tutto ancora più vivo. I nostri protagonisti non sono solo coinvolti in un indagine, ma sono coinvolti in paure, errori, problematiche umane, tra disagi nel lavorare insieme e l'imbarazzo di un amore ancora forse non del tutto spento.  Amedeo è un uomo ferito da un passato che fa ancora male e che negli anni non è stato facile da trattenere ed ora, come una bestia affamata, urla il suo nome e viene a galla, tramutando i ricordi in incubo. Le indagini non sono di certo facili visti il coinvolgimento sia della vittima, che di Violetta, una donna che si tiene a galla graffiando la terra, che tenta comunque di andare avanti nonostante tutto.

Con il fioraio di Monteriggioni l'adrenalina sale a mille, non solo per le scene attentamente curate, ma per il bisogno stesso di trovare il colpevole per donare una soluzione a quell'ansia che scorre pagina dopo pagina. Il romanzo di per sè racchiude poche pagine, in realtà il mondo descritto all'interno è un tomo enorme e profondo, cupo come il mare di notte eppure capace di rapirti l'anima. 

L'autrice sembra raccogliere tutte le emozioni che un essere umano può provare e chiuderle in quello che diventa il vaso di Pandora, aspettando il lettore per intrappolarlo nella sua rete e non lasciarlo più uscire facilmente. Tentare di capire chi è l'assassino sarà difficile, in quanto le certezze della pagina precedente, si frantumeranno in quella successiva in un via vai di imbrogli e dubbi, ma arrivare alla fine lascia senza fiato e a bocca aperta, riuscendo finalmente a vedere il meraviglioso disegno di quella tela creata.

Il fioraio di Monteriggioni è un romanzo fresco, cattivo, cupo, profondo, diverso. Un thriller che scava nella pelle in maniera prepotente.




martedì 15 agosto 2017

Sarahah.com significa onestà..e allora questi messaggi cosa vogliono dire?



La moda. Quando la moda arriva è inutile provare a fermarla. Se un vestito, una frase, un applicazione di un cellulare diventa moda, automaticamente diventa virale e come una macchia d'olio continuerà ad allargarsi sempre più, fino a coprire letteralmente ogni cosa. La moda di questi giorni è Sarahah.com, un applicazione araba che significa onestà, dove OGNI INDIVIDUO ha la possibilità di esprimersi in maniera libera e anonima scrivendo commenti e consigli.

Ma è davvero così?

Sarahah.com si è espansa a macchia d'olio, diventando virale e trovandola in ogni social e stampa possibile. In pochi giorni su Android ha ricevuto più di 10 milioni di download . Una semplice applicazione che permette di scambiare messaggi in maniera anonima; una semplice applicazione che ha dato la libera uscita a leoni da tastiera che, ora senza limiti, si aggirano affamati in cerca della loro preda.

Quando inizia la mia libertà e finisce la tua? Sarahah.com ha dato il via alla necessità del nostro ego insicuro di sapere cosa gli altri pensano di noi, di cercare complimenti anche in un applicazione così lontana dalla realtà. In una società così tecnologica scaricare sarahah.com diventa quindi obbligatorio, perché non importa quanto cruda possa essere la realtà, ma noi dobbiamo sapere, dobbiamo affermarci ed essere alla moda.

Ma se sarahah.com nasce come un applicazione onesta che debba solo dare consigli alla persona destinataria dei messaggi, in realtà sembra solo dare il via al bullismo da tastiera, a quel bullismo virtuale che tanto si teme e di cui tanto si sta cercando di affondare. 

Ho intervistato diverse ragazze che, prese dalla foga del momento, hanno deciso di scaricare questa applicazione e si sono ritrovate invase da messaggi molesti e insulti gratuiti:







Ecco quindi cosa diventa sarahah.com, un covo di insulti e offese nascosti dalla possibilità di rimanere in anonimo, perché tanto non si ha il dovere di metterci la faccia, non si ha il dovere di affrontare la persona viso a viso. Ecco che dall'altra parte ci troviamo un leone da tastiera pronto a mangiare la sua preda.




Questa libertà che sarahah.com ha donato diventa quindi deleteria per chi dall'altra parte, si ritrova a leggere certi messaggi e come in un circolo vizioso, si continua a leggere, a giustificarsi, a deprimersi e a ritrovarsi in un fosso di gli altri hanno ragione, quella sbagliata sono io. 

Siti web, forum, stampa, film e serie televisive, dibattiti scolastici, a niente adesso sembra che valgano tutte quelle ore passate a creare ogni tipo di soluzione e dibattito per combattere il cyber bullismo, a niente adesso sembrano tutte quelle ore passate a parlarne, ad aiutare. Non importa quanto combatti, non importa chi sei, tanto c'è sempre qualcuno che cerca di affossarti. E' questo che il mondo sembra suggerire. 





Sarahah,com dona quindi libertà a tutti quegli esseri pronti a tutto pur di affondare l'altro. Dona al mondo l'ennesima arma carica a colpire l'essere umano. 









lunedì 14 agosto 2017

Arriva il Pensatoio di Harry Potter su Amazon.. ed è subito ordine!


Il pensatoio di Harry Potter, la magia di Albus Silente per rivivere i ricordi che si son vissuti ed ecco che la magia ci viene donata anche da Amazon che, con un prezzo accessibile a tutti, porta in Italia il Pensatoio! 


Il Pensatoio è un gadget potteriano che non può assolutamente mancare nelle vetrine di ogni fan - ecco perché ho già prenotato l'ordine su amazon - . Arriva in Italia per il 7 Novembre in una veste limitata e da collezione.

All'interno dello scrigno troviamo un libro diario da 176 pagine con all'interno varie citazioni tratte dalla saga di Harry Potter. Al centro del libro troviamo un liquido blu intenso che dona l'effetto magico del pensatoio. Oltre al libro troveremo due fiale nel quale contenere i ricordi che, con la bacchetta penna di Silente, potremmo estrarre! 

E' possibile prenotare il Pensatoio di Harry Potter ad un prezzo di 32,00€ su Amazon così da acquistarlo a prezzo basso nel momento in cui l'ordine sarà disponibile alla spedizione. 

Io l'ho già prenotato.. e voi? Siete pronti a trovarvi faccia a faccia con i ricordi? 

mercoledì 9 agosto 2017

NETFLIX ABBANDONATA DALLA DISNEY


Okay, niente panico... se questo caldo torrido sta dando alla testa, anche questa notizia non è da meno. Fino a qualche settimana fa eravamo rimasti meravigliati dalla decisione della Disney di portare la maggior parte dei suoi contenuti sulla piattaforma Netflix. Eravamo già pronti ad acquistare l'abbonamento da più dispositivi così da accedere facilmente da ogni piattaforma. Eravamo pronti ad amare Oceania, Rapunzel e tutte le altre in ogni luogo e in ogni lago. Oggi invece l'accordo salta. 

Walt Disney si ritira! 

La collaborazione tra Disney e Netflix nasce nel 2012 dando accesso a numerosi contenuti; tuttavia Walt Disney ha deciso di creare una propria piattaforma di contenuti e di cessare l'accordo ad inizio 2019. 

E i supereroi Marvel acquisiti da Disney? Non si sa ancora se anch'essi scompariranno piano piano. L'unica nota positiva è che per tutto il 2018 Netflix e Disney lasciano libero accesso ai contenuti Disney non bloccandoli immediatamente. 

Per il momento Walt Disney dichiara che la piattaforma uscirà solo a livello Usa separandosi in due piattaforme: la prima riguarderà i canali sportivi acquisiti e la seconda tutto ciò che ahimè più amiamo, ogni prodotto marchiato disney, ogni classico lungometraggio, cartone animato e film di animazione più recente 


Datemi retta, fermate il mondo, installate un condizionatore ad alta potenza in sala, piazzatevi sul divano e incollatevi a Netflix fino alla fine del 2018!



mercoledì 2 agosto 2017

Il valore delle piccole cose - Blogtour -

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo, stamattina iniziamo la giornata con il Blogtour su Il valore delle piccole cose edito da Leone Editore. I blog che stanno ospitando le tappe sono veramente tanti, ma vi invito ad entrare nella mia tappa per scoprire la particolarità del personaggio.




il valore delle piccole cose

Marco Vozzolo 

Editore: Leone Editore 
Prezzo: 13.90€
Pagine: 364

Trama: Lorenzo, in un solo giorno, perde il lavoro, scopre il tradimento della moglie perfetta e riceve la telefonata che gli cambierà la vita: suo padre, che non vedeva ormai da anni, è morto. Disorientato dagli eventi, è costretto a far ritorno al piccolo paese natio, dove il vecchio Antonio, amico inseparabile del padre, lo aiuterà a rimettere in sesto la modesta casa ereditata. Attraverso i ricordi di Antonio, Lorenzo rivivrà i giorni terribili dell’occupazione tedesca durante i tentativi alleati di sfondare la munitissima Linea Gustav; farà conoscenza del sergente delle SS Sturmann, esaltato e capace di nefandezze indicibili nei confronti dei civili, e del mite soldato Hans, costretto suo malgrado a obbedire agli ordini ma sempre bendisposto ad aiutare il piccolo Antonio donandogli sacchetti di sale, bene preziosissimo all’epoca, uno dei quali l’anziano ha conservato sul camino della propria casa. Così, mentre Lorenzo sarà impegnato a rimettere in piedi la sua vita e Antonio a combattere le sue antiche angosce; un evento straordinario stravolgerà, ancora una volta, l’esistenza di entrambi. I resti di un soldato tedesco verranno ritrovati da un cercatore di funghi e, quel soldato, si rivelerà trattarsi proprio di Hans. Nel tentativo dei due uomini di emendare il proprio passato, ogni esistenza si andrà a legare a quella di altri personaggi e fino a fondere le due epoche.


ENTRIAMO NELLA TAPPA:

Domanda a bruciapelo a Marco Vozzolo, autore de Il valore delle piccole cose:
  • Ciao Marco. Grazie per aver accettato l’intervista. Parto in quarta per lasciare spazio al tuo personaggio, ma con Il valore delle piccole cose qual è il messaggio che vuoi far arrivare al lettore? 

 Ehi, ciao. Onorato. Questa è una storia che induce a rischiare, a fissare il sole mentre si mollano gli ormeggi e si parte verso una rotta sconosciuta. Perché non si può essere felici se non si rischia almeno un po’. Più che mandare un messaggio al lettore, io vorrei aiutarlo a togliersi un po' di zavorra. Farlo diventare più leggero pagina dopo pagina fino a che, senza che quasi se ne accorga, si ritrova libero, a desiderare solamente le poche cose importanti e che magari ha già. Ma è anche una storia di obiettivi. Quelli che vanno al di là del riscatto e ben oltre la normale reazione a un evento negativo. Tutti noi, purtroppo, siamo chiamati ad affrontare qualche difficoltà che ha origini nel nostro passato. Ecco: nascoste tra le parole ci sono le opportunità. Sta poi al lettore farne buon uso e “rischiare” verso la felicità, oppure ignorarle e leggere semplicemente un libro. L’essenza di tutto questo sta nel fatto che, via via, saranno le piccole cose a mostrare il loro reale valore.

Intervista al personaggio Lorenzo: 


  • Ciao Lorenzo. So che può sembrare difficile uscire dalla carta, ma descriviti con quattro aggettivi. 
 Facciamo in fretta e parliamo piano: se quelli della Leone Editore si accorgono che sono uscito dalle pagine del libro mi fanno passare un brutto quarto d’ora! Meglio non rischiare. Allora, il primo, un aggettivo che mai avrei creduto di poter utilizzare, è retrò. So stare nella mia epoca (che poi sarebbe la nostra) sia ben chiaro, ma quel Marco mi ha creato così. Amo le giacche gessate, meglio se a riga larga. Vesto camice esclusivamente bianche e t-shirt grigio chiaro. Sono un tipo che non ha lo sguardo fulminante di chi è nato bellissimo, però ho un certo fascino e i tratti ben delineati di un volto che sa il fatto suo, e si vede. E proprio per questo che sono anche determinato a trovare la chiave che mi permetterà di aprire quella dannata porta della vecchia casa natia. Ci sarà un gran da fare per ristrutturarla e sono sicuro che troverò molte cose che parleranno del mio passato ma… soprattutto dei miei errori. Cose che diventeranno pesanti, tanto pesanti che dovrò essere coraggioso e decidere come trasformarle in un’opportunità senza chiedermi dove mi porteranno le mie scelte. Infine credo di essere brillante. Ma non vi dirò il perché, lascerò che lo scopriate da soli… 
  • Con Il valore delle piccole cose, l’autore ti mette davanti a diverse difficoltà. È stato difficile rimettersi in piedi, spesso anche da solo? 
Quando ho capito cosa mi aspettava volevo picchiarlo, l’autore. Ci ho anche discusso animatamente ma quello vuole sempre avere ragione lui… A parte questo be'… devo dire che mi ero fatto l’idea di poter gestire la storia, ma devo ammettere che invece ho perso totalmente il controllo. Nello stesso giorno, anzi, nel giro di poche ore, perderò il lavoro, scoprirò il tradimento di una moglie che credevo perfetta e riceverò la telefonata che mi darà la notizia che mio padre è… è mancato. Ma è proprio qui che sta il senso di quest’avventura. C’è da rimettersi in piedi e riorganizzare una vita, mentre i ricordi correranno dalla parte opposta a quella delle lancette dell’orologio. Insomma, dal passato che si credeva svanito riaffioreranno le opportunità che mi occorrono. Ce la metterò tutta comunque, state tranquilli. 
  • Credi nel destino? 
Per nulla. Ogni individuo è l’Autore del proprio libro, della propria esistenza. Sì, certo, è vero che gli eventi non dipendono completamente da noi. Ma è anche vero che la differenza tra una persona e l’altra, la fa proprio in che modo li si affronta. Nel romanzo, infatti, lavoro proprio su questo modo di pensare. Dalle macerie di una vita devastata bisogna ricavare le fondamenta del “poi” senza lasciarsi affogare dalle angosce. Si sceglie la rotta e si gonfia la vela. 
  • Il periodo storico che dovrai rivivere nel romanzo, puoi descriverlo in chiave moderna? A cosa può assomigliare se pensi al futuro che vedi attraverso gli occhi dell’autore? 
Nella storia verrò affiancato dal vecchio Antonio. Attraverso i suoi occhi velati dal tempo rivivrò i terribili eventi che hanno segnato il piccolo paese di Castelforte durante la Seconda guerra mondiale, la sofferenza e gli stenti della povera gente che si è trovata in un limbo tra la vita e la morte. È un po’ difficile azzardare paragoni con la nostra epoca che non si fa mancare niente, per carità, ma resta un filo conduttore: la necessità di non soccombere – mai – alle prepotenze e alle cattiverie. Se dovessi sbirciare attraverso gli occhi dell’autore sono sicuro che troverei la mia stessa voglia di resistere, incassare giusto il tempo strettamente necessario per caricare colpi ben assestati a mia volta. 
  • Perché, secondo te, il lettore deve leggere questo romanzo?
Paradossalmente per stare male. Toccare il fondo. Artigliare la terra mentre si è in ginocchio. Piangere (oh sì, sì, piangerà…) Poi, però, condotto dalle righe del romanzo, il lettore intravedrà sentieri nascosti, nuovi percorsi, opportunità da cogliere al volo, istanti da cristallizzare. Fino a trovarsi al punto in cui o si sceglie di proseguire verso la felicità, senza più la possibilità di tornare indietro, oppure si sprofonda nelle sabbie mobili dei “come sarebbe andata se…”. Come dicevo, spetterà solamente a loro la scelta. Ai lettori. 

Vorrei concludere l’intervista con una domanda che, per una volta, l’intervistato rivolge all’intervistatore. Ti sentiresti pronta per lasciarti tutto alle spalle e farti trascinare dalla felicità di desiderare solo Il valore delle piccole cose?

E ora tocca a voi lettori, vi giro la stessa domanda che il personaggio del libro ci ha chiesto: siete pronti a lasciarvi tutto alle spalle e a farvi trascinare dalla felicità del desiderare solo Il valore delle piccole cose? 

CALENDARIO:


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lunedì 31 luglio 2017

Lughnasad la festa del grano ed è ora di raccogliere se stessi

Buongiorno abitanti Lettori del mondo, ancora non ci credo, Luglio è finito.. quest'anno mi è davvero scivolato dalle dita senza rendermene conto. Oggi è una giornata importante, la ruota dell'anno ha fatto il suo corso, il suo ennesimo passo e la festa del raccolto è alle porte che bussa e ci attende.



Lughnasad è una festa che deriva da Lugh il Dio del Raccolto, che ci invita a raccogliere ciò che in questi mesi abbiamo seminato. Sin dall'antichità questa festa inizia il 31 Luglio terminando verso il 2 Agosto con ringraziamenti verso la Terra e tutto ciò che viene raccolto da essa.

E' una festa che ci invita a riflettere, a raccoglierci interiormente e a raccogliere tutto ciò che seminato, finalmente spunta ed è pronto ad esser usato.

Ogni sacrificio, ogni problema, ogni ostacolo, ogni passo fatto con questa festa viene finalmente portato a conclusione e il Dio Lugh ci invita ad illuminare il nostro cammino e a contemplare finalmente il lieto fine. Il giorno comincia a lasciare spazio alla notte, il sole comincia a donarsi, a lasciarsi andare per dar spazio alla notte. Il sacrificio fatto in questi mesi ci porta a raccogliere i frutti abbondanti per ricominciare e a trovar la forza per l'inverno.

Si ha il bisogno di ringraziare il raccolto ottenuto e ciò che sicuramente l'inverno ci porterà. Si ha il bisogno di ringraziare se stessi per i sacrifici fatti, per gli ostacoli superati e per non aver ceduto mai, nonostante le difficoltà. Si ha il bisogno di ringraziare anche per i momenti no, per aver lasciato e per aver perso per strada persone che ormai non avevano più nulla da condividere con il nostro cammino.

Perderci non è un addio, ma un ringraziare i momenti condivisi insieme e cercare nuove strade. 

Si ha il bisogno di ringraziare la forza che abbiamo trovato nel prendere decisioni drastiche ed esser ancora qui. Si ha il bisogno di sentirsi forti e grati per quello che abbiamo ottenuto e i progetti che abbiamo realizzato, anche se fin'ora ci son sembrati troppo piccoli.

Si ha il bisogno di meditare e concentrarsi su se stessi, radicarsi e chiudersi in un bozzolo e rimanere lì un momento riflettendo in quel buio la nostra stessa luce.

Essendo una festa non solo introspettiva, si può festeggiare il raccolto con amici e con persone care che possano rappresentare il calore nella nostra casa. Si può festeggiare con giornate immersi nella natura, non dimenticandoci di ringraziare la Terra per i frutti ottenuti dal suo ventre. Anticamente la festa di Lugh veniva festeggiata cucinando del pane con il grano ottenuto e mangiandolo il Primo agosto. Se vi aggrada è possibile far la stessa cosa.

Non esistono festeggiamenti fissi, siete voi che scegliete la maniera per ringraziare, il modo per raccogliervi in voi stessi e affrontare e capire che tutto ciò avuto fino adesso era solo per il vostro cammino.

Infondo al buio c'è sempre una luce. 








venerdì 28 luglio 2017

Il Bambino Soldato - Recensione -

E mentre fuori piove e il caldo sembra scemare, ecco che iniziamo la giornata con la recensione di un libro che mi ha tenuta sveglia una notte intera, un libro che mi ha lasciato l'amaro in bocca e non mi ha fatto smettere di riflettere nemmeno nei sogni: Il bambino soldato edito da Mondadori. 


IL BAMBINO SOLDATO 

Keely Hutton 


Editore: Mondadori
Prezzo: 17,00€
Pagine: 353

Illustrazione di Keith Negley

Trama: 1989. Uganda del Nord. Ricky è poco più che un bambino quando i ribelli di Joseph Kony depredano il suo villaggio e uccidono intere famiglie sotto i suoi occhi. Nell’arco di poche ore il suo mondo viene distrutto e Ricky è condannato a divenire un bambino soldato. Per più di due anni sarà costretto a marciare nella giungla, impugnando armi e combattendo battaglie troppo sanguinose per le sue giovani mani. Eppure Ricky non perde la speranza di tornare a essere libero. 2006. Anche Samuel è un bambino soldato. Un giorno viene abbandonato dai ribelli sul campo di battaglia e può finalmente tornare a casa. Ma ferite troppo profonde hanno spento in lui la fiducia che possa esistere un futuro e un perdono per i crimini che ha commesso. Quasi vent’anni separano l’incubo di Ricky da quello di Samuel, ma i loro destini s’incontreranno, per dare voce e speranza alle migliaia di bambini rapiti in nome di una guerra atroce contro innocenti.

Le ferite esterne, se ben curate, alla fine si cicatrizzano e guariscono, ma restano sempre visibili. Spesso però non sono quelle, le ferite che uccidono. Sono le ferite invisibili a essere fatali.
Il bambino soldato è un romanzo crudo, che se ne frega e ti sbatte in faccia la realtà. E' un libro per ragazzi, eppure alla soglia ormai degli enta, mi sono sentita toccata, squarciata, aperta in due, inserendolo lì al posto del cuore in pieno petto. 

Partendo dall'inizio, è molto facile apprezzarne la copertina dai toni così vivi. L'immagine di quel bambino nascosto tra le foglie, l'immagine di quegli occhi che ci scrutano mescolati tra rabbia e paura, sembra la visione di uno dei documentari che spesso tra un canale e l'altro attraversa la tv. E' in televisione. Non ci tocca minimamente. Eppure viverlo, leggerlo, toccarlo con mano diventa un'altra cosa, ma sto divagando. Dicevo..della copertina: Si apprezzano i toni, i colori, la scritta del titolo che ci narra - anticipando - che tutto ciò che andremo a leggere è frutto di una storia vera.

Dalle prime pagine veniamo colpiti dalla nota dell'autrice, che se ne apprezza anche per averla inserito all'inizio - prima della lettura -. L'autrice sottolinea con forza e determinazione l'accurata ricerca, l'osservazione, le interviste e la minuziosità dei dettagli scritti in questa storia. L'autrice sottolinea come nonostante alcuni nomi siano inventati, tutta la storia sia frutto di testimonianza e studio e su come il ringraziamento va al ragazzo di cui scrive, che si è aperto a lei e ha raccontato quella storia che non tutti avevano il coraggio di ascoltare. 

Come dicevo all'inizio, il bambino soldato non è un libro facile, già dalle prime pagine ci si rende conto che la storia non è poi così romanzata o abbellita, l'autrice come un fiume in piena, narra velocemente tutti i fatti, non trascurando nessun dettaglio, trovandosi quindi anche in scene crude e violente, tracciandone un dettaglio superficiale per non rimanere poi traumatizzati dalla paura - che comunque si sente e si vive - 

Il dolore, la rabbia che si legge tra le pagine, nei discorsi di ogni personaggio, ci porta a correre, a voler immediatamente cambiare pagina per capire che quel lieto fine arriva, che quelle botte, quei colpi, quelle violenze finiranno e noi potremmo di nuovo ricominciare a respirare. La storia di Ricky, (che l'autrice ci presenta già nella nota) è una storia potente, è un urlo squarciato in mezzo al cielo, è la testimonianza di come un figlio, un ragazzo, diviene ed è costretto ad essere un soldato per combattere la guerra che attraversa il paese. Pagina dopo pagina notiamo come il nostro protagonista non si arrende, cerca quella luce in fondo al buio, cerca di sopravvivere a quell'esistenza dura e violenta fino ad arrivare alla fine e a realizzare quella luce in fondo al buio: quell'aiuto concreto per i bambini ex soldati.

Il libro varia tra capitoli su Ricky e capitoli su Samuel, un personaggio quest'ultimo che racchiude la storia di tutti quei bambini.

Abbiamo tutti una storia 
Ma Ricky era un ragazzo normale, aveva una famiglia, aveva il sole sulla pelle e a suo modo viveva la sua felicità, fino a quando quel giorno i soldati non gli han portato via tutto, trascinando con loro non solo la violenza della morte, ma lui e suo fratello per farli diventare anch'essi macchine da morte.

Il bambino soldato è un libro che va vissuto, che va letto, che va divorato pagina dopo pagina, è un libro che non può tacere ed è ora di gridare.