sabato 15 dicembre 2018

Macchine Mortali, Philip Reeve - Blogtour -




MACCHINE MORTALI

Philip Reeve

Editore: Mondadori 
Prezzo: 17,50€
Pagine: 262

Trama: In un futuro remoto, dopo che la Guerra dei Sessanta Minuti ha quasi distrutto l'umanità e causato terribili sconvolgimenti geologici, le città si sono trasformate in enormi ingranaggi mobili che vanno in giro per il mondo a caccia di altre città di cui cibarsi per sopravvivere. Tom, giovane Apprendista Storico di Terza Classe che lavora nel museo di Londra, una delle città più potenti, sventa fortuitamente il piano di Hester, una ragazza orribilmente sfigurata che attenta alla vita di Valentine, l'archeologo a capo della Corporazione degli Storici. Appena prima che la misteriosa ragazza precipiti nel nulla del Territorio Esterno, la regione selvaggia e desolata che si estende al di fuori delle città su ruote, Tom riesce a scoprirne l'identità e da quel momento da eroe si trasforma in preda.

ULTIMA TAPPA: I PERSONAGGI 

Tom: un ragazzo impacciato che alla fine dimostra di avere un gran carattere. Idealista, con un gran cuore, non parrebbe l'eroe della storia, eppure lo è.



Magnus Crome, il sindaco di Londra, uomo di potere che ha un grande segreto ed è ossessionato da un misterioso dispositivo: è subdolo e cinico, non ha nessuno scrupolo e sembra privo di coscienza.

Hester Shaw, ragazza orrendamente sfigurata: all'apparenza è una criminale, ma dietro la sua apparente durezza si nasconde una ragazza provata dalla vita, forte e impavida, che può insegnare che nella vita non conta solo la bellezza, ma anche quello che hai dentro. 











Katherine Valentine: figlia di Thaddeus, bella e intelligente, non è la classica figlia di papà. È una donna che si pone degli interrogativi e vuole delle risposte, anche a costo che il suo mondo crolli. Mi ha fatto pensare tantissimo all'eroina di Hunger Games: anche lei ha avuto il coraggio di sfidare il sistema.

Special guest Shrike, uno dei cosiddetti "uomini rinati", un cadavere riportato in vita con meccanismi robotici che ormai è solo un ammasso di ferro. Ma in fondo alla ferraglia pulsa ancora un cuore umano.

mercoledì 12 dicembre 2018

Oltre le Nebbie del Tempo: Antologia di racconti fantastici - Recensione -

Visto la gravidanza ormai giunta al termine, il blog non sarà costante nelle pubblicazioni e nel parlarvi delle novità. Il mondo di sopra prende una piccola pausa per sistemare e accogliere al meglio la piccola Sophia Victoria.
IN USCITA OGGI:


oltre le nebbie del tempo

Prezzo: 4,99€ ebook
Pagine: 342

Trama: "Oltre le nebbie del tempo" è un viaggio al confine tra fantasia e realtà; da terre lontane e colme di magia a inaspettati viaggi nel tempo, da astronavi che solcano il vuoto tra le stelle a scorbutici alchimisti, attraverso la magia degli Arcani Maggiori. L'immaginazione di quattro scrittrici e dodici illustratori si fonde in un'antologia di racconti fantastici, ognuno ispirato a un tarocco e corredato da un'illustrazione, il cui intero ricavato è devoluto a Fondazione Telethon per sostenere la ricerca. Siete pronti a svelare cosa si nasconde oltre le nebbie del tempo?

Da oggi su Amazon è possibile trovare Oltre le nebbie del tempo, antologia di racconti fantastici che richiama e prende ispirazione dagli Arcani Maggiori dei Tarocchi.
Un libro che già la copertina richiama la divinazione e l'apertura del terzo occhio e, pagina dopo pagina immergerà in racconti veloci e brevi che lasciano riflessioni sui protagonisti e sulla loro morale.

Ogni racconto collegato ad un Arcano permette non solo di scoprire i mondi inventati dagli autori, ma di immergersi nell'arte della cartomanzia, cercando per i neofiti un punto di partenza per iniziare e, per chi è un po' più esperto, di ri-collegare e sorprendersi su come gli autori hanno minuziosamente ricercato le caratteristiche a volte positive, a volte negative dell'Arcano stesso.

Il libro scritto dalle quattro autrici sembra comunque collegato da un filo sottile e non solo per la divinazione: tutte si sono soffermate su dare ai propri protagonisti un'entità fatta non solo di caratteristiche in generale, ma di centrare la consapevolezza che il personaggio abbia bisogno di trovare la sua realtà ed uscire dalla carta. 

Ventidue racconti, ventidue storie dove le illustrazioni riescono a dare una nuova immagine alle parole. 
Le autrici con Oltre le nebbie del tempo raccontano di mondi fantastici, di mondi nordici, di Odino e di donne che abbandonano i figli sulla ruota, di madri che vedono i figli morire e chiedono agli Dei di poter viaggiare nel tempo per riportarli in vita.

Racconti che nell'animo lasciano la sensazione di aver vissuto in quei mondi come se ci si trovasse di fronte a delle vite precedenti, racconti che tutti dal primo all'ultimo lasciano il segno e nessuno come le stesse carte sono più importanti di un altro, tutti si lasciano ricordare. 

Vi ricordo che l'intero ricavato del libro sarà devoluto alla fondazione Telethon per sostenere la ricerca. 

Tempesta di guerra, Victoria Aveyard - Recensione -




tempesta di guerra

Victoria Aveyard

Editore: Mondadori 
Prezzo: 19.90€
Pagine: 585

Trama: Mare Barrow lo ha imparato fin troppo bene quando Cal l'ha tradita, ferendola a morte. Ora, desiderosa di proteggere il proprio cuore - e di assicurare la libertà ai rossi e ai novisangue come lei -, è determinata a rovesciare il regno di Norda una volta per tutte e togliere la corona dalla testa di Maven. Ma non esiste battaglia che si possa vincere da soli, perciò, in attesa che i rossi si preparino a insorgere, Mare è costretta a fare fronte comune proprio con il ragazzo che le ha spezzato il cuore. Solo così potrà forse riuscire nel suo intento e sconfiggere colui che l'ha quasi distrutta. Perché lei, insieme agli argentei, i potenti alleati di Cal, e alla Guardia Scarlatta, ha nelle mani una forza formidabile. Ma l'ossessione che guida le mosse di Maven è profonda e lui non si fermerà fintanto che non avrà di nuovo dalla sua parte Mare, anche se questo significa demolire tutto - e tutti - lungo la strada. La guerra è ormai alle porte e ciò per cui Mare ha lottato finora è in pericolo. Sarà sufficiente la vittoria per far cadere i regni argentei? Oppure la ragazza che controlla i fulmini sarà costretta per sempre al silenzio? Nel capitolo finale della serie di Victoria Aveyard, Mare dovrà finalmente abbracciare il suo destino e chiamare a sé l'intero suo potere, perché a questo punto tutto dovrà essere messo alla prova. Ma non tutto sopravviverà...

L'ultimo capitolo è sempre quello che lascia titubanti, da una parte si ha paura di iniziarlo e scoprire che non riesce a lasciar emotivamente ciò che si ha avuto con i capitoli precedenti, dall'altra si ha paura di finire una storia che ha coinvolto dalla prima all'ultima pagina.
Tempesta di guerra, di Victoria Aveyard è quell'ultimo capitolo che ti aspetti e non ti aspetti, quel finale che tanto brami e che vorresti non aver letto mai per aver la possibilità di continuare a sognare.

Abbiamo imparato a conoscere e ad amare Mare, abbiamo seguito capitolo dopo capitolo i suoi passi, le sue cadute e il suo carattere così complesso che, come acqua contro la roccia, piano piano levigato e compreso. Abbiamo inveito spesso contro le sue scelte, ma fa parte del gioco, fa parte dell'apprezzare in toto un libro e ora si è qui all'ultimo capitolo di una serie che ha lasciato totalmente senza fiato.

Mare è pronta a combattere, a vendicarsi, ad ottenere ciò che vuole, ma per farlo dovrà essere disposta a sacrificare tutto, anche se stessa.

Victoria Aveyard ci porta di fronte all'ultima battaglia, alla decisione finale; Mare dovrà mettere da parte la sua rabbia, la sua delusione e allearsi con Cal, colui che le ha fatto del male, che ha messo da parte i suoi sentimenti per le decisioni di altri. 
Cal non è facile da apprezzare completamente, sarà la scrittura così minuziosa nei dettagli, sarà l'emotività che l'autrice riesce a lasciare tra le pagine che ci porta a vedere Cal come l'ombra di se stesso, un uomo che se da una parte lo si trova forte e determinato in ogni sua scelta, dall'altra un ragazzo che facilmente si può plasmare a proprio piacimento.

Victoria Aveyard con Tempesta di guerra è pronta a dare i suoi personaggi in pasto ai lettori, spogliandoli a nudo non solo di fronte ad una guerra che si aspettava da tempo, ma dando spazio a tutto il loro essere, nella loro completezza.
Maven, quel nemico che si è amato e odiato, quel fratello che ha fatto delle scelte sbagliate, ora viene quasi giustificato per il suo modo di essere e per tutto ciò che ha realizzato.
Troveremo un accordo? Ne dubito molto. Ma voglio vederli di nuovo, tutti e due. Almeno una volta ancora prima che questa guerra finisca, qualunque sarà il suo esito. La loro morte o la mia
Tempesta di guerra alterna i vari personaggi, lasciando parlare la loro emotività e i loro pensieri trovando interessante anche il personaggio di Iris, la sposa di Maven.

Se emotivamente in Tempesta di guerra cercate ancora una volta il distopico di puro sangue e guerra, state certi che Victoria Aveyard vi deluderà perché ancora una volta l'autrice non riempie solo il mondo e le terre immaginate, ma crea totalmente personaggi e azioni che vanno al di là della forza e della vendetta, ma che colpiscono per lo più a livello emotivo. 

Tempesta di guerra è il capitolo finale, è la giusta fine per una storia che ha lasciato di stucco sin dalle prime pagine di Regina Rossa. L'autrice sembra prendersi qualche libertà in quanto si dice che il prossimo anno esca un piccolo racconto sui personaggi che abbiamo tanto amato - e odiato -, ma ciò non preclude nulla alla lettura. 

Tempesta di guerra è meraviglioso, è un libro da una mole consistente e nonostante ciò si riesce a leggere, a divorare, a voler conoscere e sapere. Non mancano le azioni che lasciano con il fiato sospeso, non manca l'adrenalina che corre tra le pagine, non manca la voglia di vedere in movie quei personaggi che non sembrano solo di carta, non manca la voglia ancora una volta di trovarsi lì insieme a loro, di vedere la mano di Mare uscire dalle pagine e trasportarci lì con lei. 
Per citare una grandissima scrittrice, nessuna storia può vivere senza qualcuno che voglia ascoltarla. Grazie per aver ascoltato. Grazie per aver fatto in modo che questo viaggio non sia ancora finito.

martedì 11 dicembre 2018

Oltre le nebbie del tempo, Blogtour - Il Mondo e Il matto -

Visto la gravidanza ormai giunta al termine, il blog non sarà costante nelle pubblicazioni e nel parlarvi delle novità. Il mondo di sopra prende una piccola pausa per sistemare e accogliere al meglio la piccola Sophia Victoria.


oltre le nebbie del tempo

Prezzo: 14,99€ cartaceo, 4,99€ ebook

Trama: Oltre le nebbie del tempo è un viaggio al confine tra fantasia e realtà; da terre lontane e colme di magia a inaspettati viaggi nel tempo, da astronavi che solcano il vuoto tra le stelle a scorbutici alchimisti, attraverso la magia degli Arcani Maggiori. L'immaginazione di quattro scrittrici e dodici illustratori si fonde in un'antologia di racconti fantastici, ognuno ispirato a un tarocco e corredato da un'illustrazione, il cui intero ricavato è devoluto a Fondazione Telethon per sostenere la ricerca. Siete pronti a svelare cosa si nasconde oltre le nebbie del tempo?

Ventidue racconti, ventidue storie come gli Arcani maggiori a cui il libro sembra ispirarsi e dove le illustrazioni riescono a dare una nuova immagine alle parole.

Le autrici con Oltre le nebbie del tempo raccontano di mondi fantastici, di mondi nordici, di Odino e di donne che abbandonano i figli sulla ruota, di madri che vedono i figli morire e chiedono agli Dei di poter viaggiare nel tempo per riportarli in vita.

ENTRIAMO NELLA TAPPA :

Nella mia tappa di oggi i racconti di cui vi parlo sono collegati a due Arcani importanti e significativi per un individuo: la carta de Il mondo e la carta de Il Matto. 

A me stessa ovvero il Mondo:

La vita è molto più di una perversa ricerca di conoscenza. Non scambiarla per niente al mondo, nemmeno per un patto che sembra dolce come il miele
Nel racconto che si ispira alla carta de Il mondo, conosceremo Yeshing, un'adolescente dotata di oscuri poteri, straordinariamente intelligente e desiderosa di conoscere qualsiasi cosa. La sua sete e bramosia di conoscenza la porteranno ad allontanarsi dalla sua famiglia e quasi raggiunta la follia, si spingerà oltre verso il buio, il punto del non ritorno.

Con Yeshing, l'Arcano de Il mondo non ha più una connotazione totalmente positiva, ma visualizziamo l'Arcano al rovescio dove mantiene comunque la previsione del successo, ma ne porta dei limiti.

Il successo di Yeshing in questo caso la totale conoscenza, come annuncia la carta non è immediato ma ricco di ostacoli e limiti. Gli ostacoli da superare, i sacrifici per raggiungere lo scopo, l'oscurità e la tragedia che ne consegue portano Yeshing a scoprire una nuova verità: nulla si ottiene senza sacrificio e, in realtà, non bisogna mai tradire il proprio animo, il proprio vero io. 

Il Mondo al rovescio ci porta a scoprire una caratteristica di Yeshing che viene portata all'estremo: il totale egoismo nei confronti di sé e il bisogno ossessivo di successo, di conoscenza per riempire quella sensazione di vuoto.

Hillevi ovvero Il Matto:

Nel racconto su Hillevi troviamo una giovane, bellissima donna innamorata di una donna elfo dal nome Astrid. Entrambe cercano di far vincere il loro amore, ma l'ostacolo da superare in questo caso è il cuore infranto di una donna potente e sanguinaria. 
Con una scusa entrambe le donne vengono rapite e imprigionate e, sotto tortura, il nemico è disposto a tutto pur di arrivare alla verità che cerca. 

L'amore che si sente in questo racconto è potente, la forza dell'innamoramento, l'euforia dell'inizio di questo percorso, dell'amore che inizia, dell'energia che si sprigiona ma non si sa dove porterà.

L'Arcano de Il Matto non è sempre facile da comprendere, da un lato il matto è irresponsabile, si trascina verso un percorso di vita senza consapevolezza e lo fa solo seguendo le sue pulsioni; tuttavia ci aiuta a capire che bisogna sempre compiere ogni gesto con consapevolezza per non diventare folli verso l'universo che ci aspetta.
Il matto nel racconto su Hillevi e' molto interiore, rappresenta la rinuncia di un qualcosa di materiale, per trovare qualcosa di più profondo. Entrambe le donne affrontano il percorso dell'Arcano, accoglieranno le novità positive solo se saranno disposte ad accettare il cambiamento che stravolgerà entrambe, distruggendo i loro stessi schemi.

Il matto è imprudente, è istintivo, ma ciò nonostante non si abbatte, si libera dalle situazioni che spesso crea da solo, liberandosi da quella gabbia che l'opprime. Il matto è fuoco, il fuoco di Astrid e Hillevi.

venerdì 7 dicembre 2018

Storie di romanticismo, creature orribili e mostri giganti, Michele Borgogni - Recensione -

Visto la gravidanza ormai giunta al termine, il blog non sarà costante nelle pubblicazioni e nel parlarvi delle novità. Il mondo di sopra prende una piccola pausa per sistemare e accogliere al meglio la piccola Sophia Victoria.


storie di romanticismo, 

creature orribili e 

mostri giganti

Michele Borgogni

Prezzo: 9,99€ Link acquisto 
Pagine: 90

Trama: Avete paura dei mostri? Incontrerete creature terribili: talmente grandi da poter usare la balena di Pinocchio per la frittura di paranza, talmente potenti da essere scambiati per divinità, talmente orribili che la mente umana si rifiuterà di accettarle. Godzilla lontanissimo dal natio Giappone, Bigfoot che si stufa della politica americana, uno zombie che proverà a rovinare lo spirito del vero Natale... E molto di più. Undici racconti surreali e divertenti, cinici e spaventosi (ma non troppo, ve lo prometto) che vi faranno capire che il mondo sarebbe un posto migliore, se ci fossero più mostri giganti.

Storie di romanticismo, creature orribili e mostri giganti è uno di quei libri che leggi una volta e poi un'altra e infine un'altra ancora, quando hai voglia di ridere con poco, quando hai voglia di passare il tempo, quando hai voglia di qualche brivido freddo sulla schiena ma che ti lasci il buon umore alla fine della lettura. 
I racconti di Michele Borgogni sono folli e originali, sono divertenti, sono strisce continue di una scrittura che corre veloce e che non lascia spazio alla distrazione. 

Le storie che Michele Borgogni racconta sono ben undici a farci compagnia ed in tutte riconosceremo personaggi già letti o comunque già sentiti, ma in un mondo nuovo, diverso, mescolati tra loro in storie che non c'entran nulla e ricordano la follia del Paese delle meraviglie in una chiave horror sottile, capace di catturarci e lasciarci riflessioni amare. 

E' interessante scoprire che ogni storia viene narrata da un personaggio diverso, ma il protagonista vero e proprio sembra aleggiare nell'ombra divenendo lo stesso Michele che ci invita ad andare avanti o a soffermarci su un particolare del protagonista con le sue note a fine racconti, anch'esse create con una scrittura fluida, scorrevole e accattivante.

Ogni storia è ricca di sottile ironia e voglia di farsi ricordare, non ci sono storie che valgono di più o di meno di un'altra; ogni personaggio diventa qualcosa di percepibile e reale nonostante l'autore non utilizzi minuziosi dettagli nel descriverlo e raccontarlo.

Se pur brevi ogni racconto ne è comunque intenso e lascia con la sensazione di fiato sospeso e con l'accenno che forse quel protagonista lo incontreremo ancora.

Visto che ogni racconto è a sé stante e visto il periodo in arrivo, vi consiglio di iniziare la lettura dal racconto di Il migliore amico del vivo e proseguire con Per un Natale tradizionale dove quest'ultimo lascia con un finale aperto e con la voglia di ritornare a leggere i protagonisti della storia.

Con poche pagine l'autore riesce a farsi beffe di noi, a ironizzare e a creare un libro che se pur horror e spaventoso sotto certi aspetti, ne lascia comunque la sensazione piacevole di aver letto un libro interessante e ironico, sottile in ogni sua caratteristica. Michele Borgogni riesce a coinvolgere il lettore fino alla fine e a far divenire le sue storie di romanticismo, creature orribili e mostri giganti storie da non dimenticare così in fretta. 


sabato 1 dicembre 2018

Gli amici silenziosi, Laura Purcell - Recensione -



gli amici silenziosi

Laura Purcell


Editore: DeA Planeta
Prezzo: 18,00€
Pagine: 382

Trama: Inghilterra, 1865. Rimasta vedova e incinta del primo figlio, la giovane e inquieta Elsie parte alla volta della tenuta del marito insieme alla zitellissima cugina di lui, Sarah. Ma in quell'angolo di campagna inglese remoto e inospitale, l'opportunità di trascorrere in pace il periodo del lutto diventa qualcosa di molto più simile a una prigionia: un esilio opprimente in attesa che l'amato fratello Jolyon giunga da Londra a salvare Elsie dall'isolamento e dalla noia. A distrarre lei e Sarah dalla cupa atmosfera in cui sono sprofondate, solo l'intrigante diario di un'antenata dei Bainbridge, Anna, vissuta e tragicamente morta più di duecento anni prima; e la stanza in cui giacciono ammassate decine di figure di legno dalle sembianze realistiche e straordinariamente inquietanti. Quegli "amici silenziosi" che Anna si procurò allo scopo di deliziare ospiti illustri, presto costretti a ripartire in circostanze mai del tutto chiarite.

Gli amici silenziosi è uno di quei romanzi che a pelle lascia i brividi piano piano, che non spaventa per l'azione diretta ma per le ombre che nascono riga dopo riga; la paura sottile, il bisogno di rimanere con la luce accesa anche di notte, è Laura Purcell con i suoi amici ad entrare nel nostro animo e a trascinarci lì, nel buio.

Gli amici silenziosi si apre verso l'epoca vittoriana insieme ad una giovane vedova dall'animo complesso; Elsie è una donna particolare, ha vissuto un passato, un incidente terribile e forse quel viaggio verso la tenuta del vecchio marito saprà aiutarla. All'arrivo insieme alla parente più prossima del defunto, Elsie si rende conto che l'illusione di pace, di riposo, di bisogno di ricominciare e vivere a pieno il suo lutto, sembra sfumare piano piano; la tenuta non è esattamente come si aspettava, il posto non l'aiuta a distrarsi e le voci su quella casa sembrano non finire mai: la casa è posseduta, la casa è piena di fantasmi. Ma sarà davvero così?

La routine quotidiana delle due donne, l'assordante silenzio di quella tenuta, i suoni che Elsie sente portano la protagonista quasi ad impazzire, a sentirsi sempre osservata.
La situazione sembra cambiare nel momento in cui le due donne ritrovano un vecchio diario di un'antenata; pagine che raccontano una storia strana fatta di intrighi, maledizioni e persecuzioni. Elsie cerca di affrontare tutto con razionalità, sembra aver tratti molto rigidi, eppure pagina dopo pagina riusciamo a sentire il suo cuore che batte sempre più forte, sentiamo la paura e il freddo che cammina lungo la schiena, sentiamo e vediamo quei fantasmi che tormentano la storia.

Gli amici silenziosi di Laura Purcell è il degno erede della scrittrice Shirley Jackson: la paura, il continuo girarsi indietro, la schiena che vibra, il battito cardiaco che batte sempre più forte porta il lettore ad amare ogni riga di gli amici silenziosi e a non dimenticare il libro facilmente.

Laura Purcell sembra raccontare una storia che mescola l'horror, il gotico con il thriller psicologico, ci porta a dubitare di ciò che stiamo leggendo e ci porta realmente ad accendere la luce di ogni stanza. La scrittura evocativa, la sensazione di trovarsi nella storia, questo continuo fiato sospeso viene caratterizzato anche dalla sottile complessità dei personaggi, dal loro lato emotivo così minuziosamente descritto e dalla sensazione di trovarsi mano nella mano in quelle pagine, davanti a quegli amici silenziosi fatti di legno.

Laura Purcell rincara la dose di suspense dando anima ad una tenuta ormai lasciata andare, la stessa anima che i personaggi secondari sembrano dimenticare, ma che sottile permane nell'aria in ogni lettura delle pagine. Gli amici silenziosi è paranoia, è incubo, è un capolavoro scritto da una donna che riesce a creare tensione con personaggi ognuno legato all'altro, nessuno è mai davvero secondario o poco importante. La figura di Elsie si riesce ad amare facilmente, ad affezionarsi a quella rigidità che in realtà è solo serena apparenza. E' la morte, è la paura di ciò che non conosciamo, è la paura del silenzio che ci permette di vedere gli amici silenziosi. 


giovedì 29 novembre 2018

Silence, Tim Lebbon - Recensione -




silence

Tim Lebbon

Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: 9,90€
Pagine: 336

Trama: Un terribile flagello dilaga in Europa e l’unica speranza per sopravvivere è rimanere in perfetto silenzio… Nell’oscurità di una fitta rete di grotte sotterranee, vivono creature cieche, abilissime nella caccia. Grazie al loro udito sono in grado di individuare e catturare qualunque preda. I cunicoli sigillati hanno trattenuto per secoli la loro furia, fino a che una spedizione speleologica in Ucraina, in diretta televisiva, non apre un varco, scoperchiando quell’ecosistema come un vaso di Pandora. A emergere dalle tenebre è uno sciame di creature feroci, simili a pipistrelli, che in un attimo si avventa sul gruppo di scienziati. Le telecamere continuano a riprendere per ore lo scempio, offrendo uno spettacolo raccapricciante. Due testimoni della carne¬ficina sono Ally e suo padre Huw, incollati davanti allo schermo. Se la minaccia dovesse diffondersi in tutta Europa nessuno sarebbe più al sicuro. Perché gridare, persino sussurrare, può rivelarsi fatale. Ally, affetta da sordità, è abituata a vivere in silenzio. E adesso, la sua abilità è l’unica speranza di salvezza per la sua famiglia: dovrà riuscire a trovare un posto sicuro per aspettare la fine del pericolo. Ma avrà davvero fine? E in quale mondo sarà costretta a vivere?

In Ucraina una spedizione speleologica ripresa in diretta tv finisce in tragedia: misteriose creature alate che vivono in quelle grotte da millenni escono allo scoperto e uccidono qualsiasi essere trovino sulla loro strada. Sono creature che volano in sciami, vengono definite vespe ma vespe non sono, depositano uova sui cadaveri delle loro vittime e si riproducono alla velocità della luce. 

Ally vede tutto questo in tv, in Gran Bretagna, e ben presto si rende conto che nessuno può sfuggire a questa catastrofe. La ragazza, assieme a suo padre Huw, sua madre Kelly, il fratello Jude e altri familiari abbandona la sua casa, in fuga prima che le vespe arrivino ad attaccarli, ma il viaggio si rivelerà un incubo

Che dire di questo libro... Fantastico, avvincente, meravigliosamente orrifico

Tim Lebbon è riuscito a sviluppare una storia che tiene il lettore avvinto in una morsa soffocante, una morsa che ti tiene in pugno e che ti divora lentamente. 

Ho amato moltissimo il personaggio di Ally, ragazza sorda a causa di un incidente stradale: è una ragazza sensibile, empatica, una ragazza che non si è lasciata vincere dalla sua disabilità. Essendo sorda è abituata al silenzio, e proprio questo le sarà di fondamentale aiuto nella lotta contro le vespe: queste orribili bestie sono infatti attratte dal rumore, restare in silenzio è l'unico modo per sopravvivere
Huw è il papà di Ally: è un uomo buono pronto a tutto per salvare la sua famiglia, e proprio nel profondo dramma che stanno vivendo ritroverà l'amore per sua moglie e il senso della vita. 
Avrei voluto dirgli che andava tutto bene, che stavo bene, che ero lì. Ma sospettavo che per papà non sarebbe mai più andato tutto bene. Il mondo gli aveva voltato le spalle e mostrato la propria indifferenza
Tim Lebbon mostra l'orrore della morte, di un dramma che affligge l'intera umanità attraverso parole evocative
la cenere umida, il ricordo delle fiamme, la zaffata di marcio. 
L'odore macabro della morte è presente in ogni singola pagina, quasi a contagiare il lettore stesso che diventa parte del romanzo.
Privata della vita non era che un ammasso di carne, ossa e sangue destinato a marcire. Privato dell'elettricità, l'ipad non era nulla. 
Questo libro mi ha appassionato, angosciato, fatto riflettere su come un evento drammatico possa profondamente cambiare la vita di un essere umano. Consigliatissimo a tutti coloro che vogliono sentire l'adrenalina scorrere nel sangue.