mercoledì 21 novembre 2018

Giappone, miti e Leggende: L'emporio dei piccoli miracoli


Da ieri in libreria e in tutti gli store online è possibile trovare L'emporio dei piccoli miracoli, di Keigo Higashino edito da Sperling & Kupfer, seguite passo passo questo review particolare che vi porterà ad approfondire la storia, sia a livello di recensioni, sia a livello di approfondimento.


l'emporio dei piccoli miracoli

Keigo Higashino

Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: 18,50€
Pagine: 340

Trama: Tre giovani ladri un po' pasticcioni - Shōta, Kōhei e Atsuya - hanno appena svaligiato una casa in una piccola cittadina di campagna, quando vengono lasciati a piedi dall'auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono allora di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l'Emporio Namiya. Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata del negozio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all'anziano proprietario dell'Emporio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano. I tre, così, decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. Shōta, Kōhei e Atsuya, pensando di aver risolto la questione, tornano a discutere della fuga all'alba, ma dopo qualche istante giunge la replica, e questa volta capiscono che incredibilmente quelle lettere sono inviate da qualcuno che vive nel 1979, più di trent'anni indietro rispetto al loro presente. Da quel momento, le lettere di aiuto si moltiplicano, inviate da nuovi mittenti, ognuno con i propri problemi, tutti diversi e tutti complicati. Coinvolti in quella bizzarra macchina del tempo, i tre ladri decideranno di prestare il proprio aiuto a tutti quelli che lo richiedono, provando con le loro risposte a cambiare, in meglio, il passato. Scegliendo il miglior destino possibile per quei perfetti sconosciuti.

Oggi nella mia tappa vi parlo di una leggenda giapponese, di una storia così delicata e intensa che non si dimentica facilmente.

L'autore Keigo Higashino ne parla nel suo romanzo L'emporio dei piccoli miracoli come ispirazione e omaggio al coniglio della luna: infatti, già dalle prime pagine, è possibile trovare l'ispirazione al coniglio rappresentata nella figura di uno dei tanti personaggi che scrive una lettera:
Il mio nome è Lepre nella Luna, e sono una donna. Ci sono delle ragioni per cui non posso rivelarle il mio vero nome, e la prego di scusarmi
La donna chiede aiuto all'emporio che tutto risolve e la soluzione ai problemi consiglia, per un opinione e un consiglio che le permetta di capire come agire di fronte ad una situazione che la fa star male. 


Vi siete mai soffermati davvero a guardare la luna, la sua forma, i suoi disegni all'interno? Perché guardando davvero forse vi accorgerete anche voi del coniglio che protegge tutti dall'alto e, se vi soffermerete ancora a guardare le macchie della luna, troverete il coniglio intento a pestare le sue erbe medicinali nel suo enorme mortaio.


La leggenda del coniglio nella luna viene scritta da Ryockan, monaco e maestro giapponese, dopo un lungo viaggio nelle terre più remote del Giappone:

In un tempo lontano, un coniglio e una scimmia fecero amicizia con una volpe.
Durante il giorno, giocavano nei campi, al tramonto del sole, tornavano nella foresta. 
In questo modo, passarono gli anni, fino a quando il Re del Cielo,
udito il fatto, per sapere la verità, in sembianza di vecchio, 
viene barcollando e disse agli animali: 
"Ho sentito che voi tre giocate assieme, pur essendo di specie diversa. Se questo è vero
salvate un vecchio che muore di fame"
E gettato il bastone, si mise a riposare.
"E' molto semplice" risposero gli animali.
Senza esitare, la scimmia tornò dal bosco vicino portando della frutta;
la volpe con un pesce preso nel ruscello. 
Anche il coniglio girò attorno, ma non trovò niente da offrire al vecchio.
Disprezzato, soffriva, nel suo cuore.
Infine, disse: "Tu, o scimmia, porta legna dal bosco, e tu, o volpe, accendi il fuoco"
Avendo le due eseguito l'ordine, il coniglio si gettò in mezzo al fuoco,
offrendosi in dono al vecchio affamato.
A questa vista, il vecchio levò gli occhi al cielo, e si accasciò al suolo in lacrime.
Battendosi al petto, disse agli animali: "Tutti e tre da buoni amici, avete agito bene. Ma il coniglio mi ha commosso". Ripresa la forma di Re del Cielo raccolse dal fuoco i resti del coniglio
e li depose nel Tempio della Luna. 
Questa è la storia del coniglio sulla luna, tramandata fino ad oggi.
Quando la sento, la mia veste si bagna di lacrime.

La storia scritta o trascritta dal maestro Ryockan narra la vicenda di come tre amici cercano di accontentare un mendicante affamato, ma si lasciano sopraffare dal sacrificio di uno di loro che, disprezzato dal suo fallire nell'impresa, è pronto a tutto pur di "sistemare" le cose. 

Dall'altra parte, sempre in Giappone, in realtà la leggenda viene narrata in maniera diversa dove il coniglio viene sacrificato dagli amici traditori che, illudendolo, lo buttano nel fuoco da lui stesso creato. Il Re del Cielo, disprezzando quell'orrore e quella finta lealtà della volpe e della scimmia, premia il coniglio portandolo con sé in Cielo e facendolo divenire simbolo di protezione di tutte le cose.

Il coniglio della luna, tutt'oggi lo troviamo come ispirazione in diversi manga:

- Sailor Moon, dove la stessa protagonista Usagi Tsukino ha la stessa identica pronuncia nel nome coniglio della luna

- Dragon Ball dove Goku affronta un nemico a forma di coniglio e lo spedisce sulla luna

- Lamù dove è presente un coniglio spaziale

- In One Piece dove atterrando sulla Luna si scoprono esseri viventi dall'aspetto di conigli

- Ne I Cavalieri dello Zodiaco dove si racconta la leggenda del coniglio lunare e dove Andromeda viene visto come il coniglio sempre pronto al sacrificio

Sperando che la leggenda del coniglio della luna vi sia piaciuta, correte a scoprire le altre tappe qui: 





Tu sei parte di me, Garzanti Ultima tappa: Simona Sparaco


OGGI COME ULTIMA TAPPA PARLIAMO DI:


simona sparaco


biografia:


Simona Sparaco nasce a Roma nel 1978, scrittrice e sceneggiatrice italiana. Si laurea in inglese in scienze della comunicazione, iscrivendosi poi in Italia a Lettere per la sua grande passione: la letteratura. Frequenta diversi corsi di scrittura e ottiene il master alla scuola di Holden di Torino. 

ROMANZI: 

Anime di carta ,Viviani Editore, 2005 

Lovebook - Newton Compton Editore, 2009 

Bastardi senza amore - Newton Compton Editore, 2010 

Nessuno sa di noi - Giunti Editore, 2013 

Se chiudo gli occhi - Giunti Editore, 2014 

Equazione di un Amore - Giunti Editore, 2016 

Sono cose da grandi - Einaudi, 2017

Nel racconto di Simona Sparaco Il giorno Zeta che troviamo in Tu sei parte di me edito da Garzanti la nostra protagonista ha un nome forte e un animo in lotta con se stessa.

E' lei a raccontarci la sua storia, a raccontarci di quel giorno zeta dove allontana la vecchia sé accettando quella nuova.
Lei che in realtà guarda quel neonato, suo figlio, e non lo vede davvero...vede un estraneo, qualcuno che lei in realtà non ha mai voluto.
Lei che parla con rabbia, con delusione, con malinconia alla madre che in realtà non può più ascoltarla, lei che scrive parole come fiume in piena, lei che ha tanta voglia di raccontare e forse perdonare un po' se stessa.

Lei così forte, spregiudicata, bella, determinata sa quello che vuole e quel giorno lei voleva lui o meglio una parte di lui: riuscire ad entrare nel suo lungometraggio e diventare la protagonista di quel film. Avrebbe fatto di tutto per la sua carriera, negli occhi la forza di un leone e nel cuore la freddezza del ghiaccio. 
Lei, l'Enigma, la donna difficile da comprendere, lei che avrebbe risposto da sola a quell'incidente, a quel figlio scoperto per caso, eppure Francesco non si allontana, Francesco le sta vicino, Francesco ha voglia di amarla e farsi una famiglia con lei, la donna che non comprende ma sa che non può resisterle.

Il giorno zeta le cambia la vita, si ritrova in un attimo in un vortice a cui non aveva mai dato peso; nell'occhio del ciclone lei è lì e cerca di raccontare quella rabbia e quel perdono che corrono come adrenalina nel suo sangue, lei è lì e suo figlio, quell'estraneo non lo vede più, qualcuno l'ha portato via in un giorno qualsiasi, in un centro commerciale pieno di gente.

Simona Sparaco con il suo racconto ci narra la storia di una donna non in rinascita, ma una donna in risalita che si era persa nel buio, che non riusciva più a vedere il suo riflesso nello specchio.
Lei in fondo ad un pozzo sembra arrampicarsi e, parola dopo parola, se all'inizio ci sembra di non comprenderla in realtà andando avanti riusciamo un po' a capirla, a diventare sua amica e a cercare di darle una mano in quella risalita. Ognuno di noi ha un giorno Zeta, un giorno dove tutto sembra resettarsi, un giorno dove il cielo da nero e pieno di nubi diventa di nuovo sereno. 

Lo stile di scrittura di Simona Sparaco è l'onda del mare che se all'inizio culla dolcemente, poi piano piano si increspa fino a travolgerci completamente. La scrittura diretta e forte ci porta ad entrare nella storia e a trovarci faccia a faccia con i protagonisti.

Chissà perché sono sempre così insignificanti i pensieri un attimo prima dell’impensabile

Perché leggere Simona Sparaco:

- Perché le sue storie sono evocative ed entrano subito nel nostro animo

- Perché la sua scrittura lascia quella sensazione di fiato sospeso che un lettore cerca in un romanzo

- Perché è intensa fino all'ultima riga

Puoi censurare gli affetti, ma i sogni no. I sogni vanno fino in fondo



martedì 20 novembre 2018

La segretaria, Renée Knight - Recensione in Anteprima -

IN USCITA OGGI:


la segretaria

Renée Knight

Editore: Piemme
Prezzo: 15,55€
Pagine: 352


Trama: Christine Butcher. È la tua segretaria, o personal assistant come si dice oggi. Ti fidi di lei. Da più di dieci anni accompagna le tue febbrili giornate in ufficio, controlla la tua agenda, e forse conosce anche te, la bella, famosa Mina Appleton, meglio di quanto tu stessa ti conosca. Caffè fino a mezzogiorno, tè nel pomeriggio, e dopo le sei nient'altro che whisky: la tua segretaria non sbaglia mai. Come faresti senza di lei? Christine è insostituibile: in questi anni, mentre prendevi in mano la guida del tuo impero di supermercati eliminando per sempre tuo padre, lei era lì. Qualche passo dietro di te, silenziosa come un topo, attenta a notare ogni cosa. Ogni segreto sussurrato, ogni informazione scambiata, ogni sguardo carico di significati. Tu le sei grata, davvero. Eppure, ogni tanto, ti si affaccia nella mente un pensiero. Fin dove arriva la lealtà di Christine Butcher? Quale prezzo ha la sua dedizione? Fino a che punto ognuno dei tuoi sporchi segreti sarà al sicuro con lei? Perché forse, senza volerlo, in tutti questi anni non hai capito chi è davvero la tua segretaria. Forse l'hai sottovalutata. E adesso… sei pronta ad affrontare Christine Butcher?

Quanto è facile superare il limite della ragione e arrivare a toccare la follia? Renée Knight torna in libreria con un thriller psicologico che porta il lettore a continui sbalzi emotivi; l'autrice con la sua protagonista riesce ad entrare nella testa e difficilmente ad uscirne nonostante la parola fine.
E' Christine Butcher a raccontarci la sua storia, lei silenziosa segretaria, sempre attenta ad ogni tipo di dettaglio, ma sempre riservata. E' Christine Butcher che gioca con noi, che ci fa vedere una realtà diversa, annebbiata.
Christine è una donna che ha messo sempre in primo piano il suo lavoro, addirittura prima di se stessa e si sente onorata quando scopre che finirà a lavorare proprio per gli uffici della Appleton, la catena più importante tra i supermercati, divenendo la segretaria di Mina Appleton, figlia del presidente Lord Appleton. 

Mina e Christine sono l'una l'opposto dell'altra, se da una parte troviamo una donna di successo, una donna che pensa solo a se stessa e al mondo che deve girare intorno a lei, dall'altra parte troviamo una Christine pronta a sacrificarsi, sempre pronta a dare del suo meglio, sempre efficiente, insomma una segretaria che tutti vorrebbero al proprio fianco. Ma è realmente così come vi ho descritto? 

Pagina dopo pagina si entra lentamente nella storia e nella testa di Christine fino a provare le sue stesse emozioni, la sua stessa rabbia e frustrazione per non esser vista davvero, per non essere apprezzata totalmente. Perché lei deve vivere come l'ombra di qualcuno? Perché deve essere lei a non esser mai ricordata? 

L'ossessione di Christine, il suo bisogno di approvazione continua, la sua follia nell'ambito lavorativo supera la ragione fino a quando la rabbia trattenuta non scoppia e diventa totale distruzione di fronte ad una Mina che se ne rende conto forse troppo tardi.

Renée Knight con una scrittura accattivante che lascia con il fiato sospeso tutto il tempo, racconta una storia che mette i brividi, una storia dove la dipendenza diventa cattiva, una storia dove dietro la maschera di una donna si nasconde qualcosa di più malvagio.

La segretaria è narrata dalla voce stessa di Christine che all'inizio ci parla come un'amica, ci racconta di sé, di come ottiene il suo lavoro e di quanto sia fortunata fino ad arrivare al momento più importante dove, questa continua empatia, ci porta a sentire il cuore battere sempre più forte.
Una creatura triste e sola che contava sul lavoro per riempire una vita vuota. Inaffidabile, improduttiva, sbadata. Persino vagamente inquietante, una donna che agiva di nascosto da lei con un'insensata fiducia del proprio ruolo. Davo il cento per cento sul lavoro, eppure per lei non ero abbastanza. 
La segretaria è un thriller psicologico che crea fragilità nell'animo, che fa vacillare anche la mente più forte per il suo continuo trascinare il lettore verso l'oblio della follia, della mancanza di ragione. 
Con una scrittura potente, dettagliata e ricca emotivamente, Renèe Knight incalza sin dalla prima pagina; la storia cattura subito l'attenzione e parola dopo parola la curiosità è sempre in crescendo, fino a rimanere totalmente coinvolti. 

Un romanzo da avere in assoluto nella propria libreria e da rileggere per ritrovare quel brivido lungo la schiena. 



Tu sei parte di me, Garzanti: Carmela Scotti - Blogtour -


OGGI PARLIAMO DI: 



CARMELA SCOTTI


BIOGRAFIA: 

Diplomata in pittura e fotografia all'Accademia di Belle Arti di Palermo. Vissuta a Palermo, Roma e Milano lavora in diversi settori. Ultimamente vive in Brianza collaborando con diversi settimanali.

ROMANZI:

- L'imperfetta, Garzanti

- Chiedi al Cielo, Garzanti

Nel racconto di Carmela Scotti Adua che troviamo in Tu sei parte di me, edito da Garzanti la nostra protagonista è il riflesso di uno specchio perché non sono più una madre e una figlia a parlare, ma a volte sono entrambe e a volte nessuno.
Adua è una donna libera, una farfalla a cui piace volare in alto e si innamora di un uomo affascinante che promette e non mantiene. L'uomo che ha sposato infatti nasconde dentro di sé qualcosa di mostruoso, una bestia che non ama e che si sposa solo come un gioco, come una sfida.

L'ultima volta che sua figlia ha pronunciato la parola mamma erano giovani entrambe e adesso la figlia ci racconta di un presente e un passato doloroso, di una sofferenza dove quest'ultima si sente in colpa per esser stata raggirata, per aver colpito anche lei quella farfalla libera. Ma cosa succede quando ad una farfalla si spezza l'ala? Cosa succede quando la farfalla non riesce più a volare?
Succede che i suoi lunghi capelli neri cominciano a perdere la luce, succede che i suoi occhi si spengono, succede che la sua creatività, i giochi con la bambina terminano poco a poco fino a raggiungere l'altra parte, quella che fa male, quella irrealtà che non si comprende: la follia.
mia madre accarezzò la convinzione che quell’uomo così serio e colto l’avesse sposata per amore, che addirittura fosse affascinato dalla semplicità con cui lei affrontava la vita, dalla capacità di risolvere gli inciampi quotidiani con il cerotto del buon senso contadino senza perdersi nei gineprai del pensiero o nelle pagine contorte di un libro, ma poi la verità le era piovuta addosso tutta insieme, inchiodandola al muro come un povero insetto da collezione.
Carmela Scotti con il suo racconto ci parla di dolore, di sofferenza, di quella rassegnazione e quella rabbia che dentro brucia nel petto insieme al cuore.  Non è amore dove gioca quella bambina, non è amore dove il padre violenta psicologicamente la madre, giorno dopo giorno, non è amore quando Adua si rende conto che quell'uomo non l'ha mai guardata con orgoglio. 
«Scusa», le dico ancora, ma lei adesso volge il dito alla piccola collezione di libri per bambini che le ho regalato da quando vengo a trovarla
Le parole della figlia fanno male in quanto la scrittura di Carmela Scotti è così forte e dura che sembra l'aria fredda di un inverno gelido, che ci entra nella pelle. Carmela Scotti fa male quando scrive, lascia senza fiato e con Adua la rabbia e le lacrime si mescolano di fronte ad un'eterna bambina, inerme, vittima di un gioco pericoloso. Ma tra i due chi è la bambina e chi la figlia? 

Lo stile di scrittura di Carmela Scotti è intenso ed evocativo, non ha bisogno di minuziosi dettagli per essere ricordato, rimane deciso fino ala parola fine. Con una forza oscura Carmela Scotti sembra trascinarci nell'oblio, nel profondo buio per poi risollevarci senza mai arrancare, riuscire comunque ad uscirne.

Nessuno può rubare la libertà a chi la custodisce dentro di sé


Perché leggere Carmela Scotti: 

- Perché il suo stile travolge dalla prima pagina e non smette fino alla parola fine

- Perché i suoi romanzi non si dimenticano facilmente

- Perché Carmela Scotti riesce a guardare nel buio e a non averne paura e con i suoi protagonisti ci insegna a far lo stesso.

Anna voleva di nuovo tornare a sentire perché adesso, fuori dal muro del silenzio, c’era qualcuno che bussava per entrare. Una madre cos’è, in fondo, se non il luogo dell’accoglienza, la casa calda dove rintanarsi quando fuori è inverno?


lunedì 19 novembre 2018

Blogtour Tu sei parte di me, Garzanti: Clara Sanchez


OGGI PARLIAMO DI:


CLARA SANCHEz


BIOGRAFIA:


Nata nel 1955, Clara Sanchez è una scrittrice spagnola. Inizia la sua carriera di insegnante dopo la laurea in filologia all'Università di Madrid.
La sua carriera da scrittrice inizia lavorando alle prefazioni di diverse autrici, per poi passare a scrivere diversi articoli su periodici spagnoli. Sono nel 1989 pubblica il suo primo romanzo.

ROMANZI:

- Piedras Preciosas, 1989 (La forza imprevedibile delle parole, trad. di Enrica Budetta, Garzanti, Milano, 2017

- No es distinta la noche, 1990 
- El palacio varado, 1995 
- Desde el mirador, 1996 
- El misterio de todos los días, 1999 

- Últimas noticias del paraíso, 2000 (La meraviglia degli anni imperfetti, trad. di Enrica Budetta, Garzanti, Milano, 2016

- Un millón de luces, 2003 (Le mille luci del mattino, trad. di Enrica Budetta, Garzanti, Milano, 2015

- Presentimientos, 2008 (titolo italiano La voce invisibile del vento, trad. di Enrica Budetta, Garzanti, Milano, 2012

- Lo que esconde tu nombre, 2010 (Il profumo delle foglie di limone, trad. di Enrica Budetta, Garzanti, Milano, 2011)

- Entra en mi vida, 2012 (Entra nella mia vita, trad. di Enrica Budetta, Garzanti, Milano, 2013

- El cielo ha vuelto, 2013 (Le cose che sai di me, trad. di Enrica Budetta, Garzanti, Milano, 2014

- Cuando llega la luz, 2016 (Lo stupore di una notte di luce, trad. di Enrica Budetta, Garzanti, Milano, 2016

- El amante silencioso, 2018 (L'amante silenzioso, trad. di Enrica Budetta, Garzanti, Milano, 2018)

Nel racconto di Clara Sanchez Il mio cioccolatino che troviamo in Tu sei parte di me, la nostra protagonista è una madre che vive totalmente per la figlia. L'amore che prova per questa bambina sembra essere al di sopra di qualunque cosa, anche della sua stessa vita e del suo stesso matrimonio portandola quasi a soffocare la libertà della piccola.
Lucia si ritrova a crescere in una sorta di bolla dove la madre la porta ad avere tutto ciò che vuole e desidera, come se in questo caso l'amore si misurasse solo con il bene materiale.
Non appena la vidi, la mia vita si riempì di soli e di specchi in cui contemplarla in continuazione. La sua faccetta rotonda, che con il tempo si fece spigolosa, e i suoi occhi neri come stelle scure, il nasino diritto e le labbra rosa e carnose erano un miracolo. Ed era mia e soltanto mia. La chiamavo «il mio cioccolatino» e «la mia fragolina» e me la mangiavo a furia di baci.
Questa continua ricerca della felicità nei beni materiali, questa continua ossessione che la madre ha nei confronti della figlia, porta la bambina a crescere come l'ombra di se stessa, apparentemente felice ma sempre insoddisfatta. Lucia è sola, insicura, è sempre alla ricerca costante di non deludere la madre che fa di tutto per lei; più la bambina cresce, più le sue esigenze cambiano fino a dover far di tutto per accontentare quella figlia che in fondo non ha mai chiesto nulla.  

Clara Sanchez con il suo racconto preannuncia che il tutto è ispirato ad una storia spagnola realmente accaduta dove una madre in maniera sbagliata, ossessiva, si ritrova a innescare nella sua vita un meccanismo di illegalità per ricoprire la figlia di tutto ciò che merita. La sua dipendenza nel dover continuamente ricoprire la figlia e la sua dipendenza nel dover farla arrivare sempre prima in qualsiasi tipo di competizione, porta la madre a distruggere totalmente la sua vita, il suo matrimonio e a cercare lavori illegali che le permettano soldi facili. 
Il fatto è che le cose non vanno mai come ce le immaginiamo. È come se i nostri pensieri partorissero realtà deformi, a volte mostruose
Il racconto di Clara Sanchez non è affatto semplice, se da una parte si apprezza il coraggio di una madre che finalmente realizza la sua maternità e vive per sua figlia, dall'altra non si riesce a comprendere come sia arrivata a superare quel limite dove la ragione, dove il creare una persona sia stato superato e giunto alla pura follia e all'ossessione di veder la figlia sempre felice, sempre soddisfatta, senza mai compiere errori. 

Per un genitore è normale voler il bene dei propri figli, amarli e proteggerli, ma come un uccello si ha bisogno di insegnare alle proprie creature a volare lasciandoli andare, cosa che la madre di Lucia non riesce mai totalmente a fare e quindi porta la ragazza a problemi caratteriali anche più grandi di lei. 

Lo stile di scrittura di Clara Sanchez coinvolge in maniera fluida dalle prime pagine. La sua determinazione, il bisogno di narrare una storia, il bisogno di coinvolgere il lettore si sente in quella scrittura forte e accattivante che, nonostante piena di dettagli, riesce comunque a catturare il lettore fino all'ultima pagina. 

Pensi davvero che ogni incontro sia casuale? Pensi davvero che tutto sia nelle mani del destino? Non credere a nessuno Non è oro tutto quello che luccica

Perché leggere Clara Sanchez:

- Perché racconta la storia delle donne, la loro forza, il loro saper rialzarsi sempre

- Perché la scrittura non annoia mai

- Perché la sua scrittura è visiva, è talmente minuziosa che si riesce ad immaginare e a vivere totalmente sia l'ambiente che la vita dei personaggi raccontati.




Ho avuto modo di pensare a tante cose, dissi prendendolo per il braccio, soprattutto a te, a noi, e a quanto può essere terribile la vita. 


domenica 18 novembre 2018

Blogtour Tu sei parte di me, Garzanti: Evita Greco


OGGI PARLIAMO DI:


evita greco


Biografia: 

Nata ad Ancona nel 1985, Evita Greco affronta nella sua vita diversi lavori: da baby sitter, a bagnina, a cassiera, ad animatrice in colonia, a segretaria. 
Da piccola le viene diagnosticata la dislessia che affronta con audacia promettendo a se stessa che avrebbe letto tantissimi libri e che un giorno ne avrebbe scritto uno suo.

Romanzi: 


- Il rumore delle cose che iniziano, 2016 Rizzoli

- La luce che resta, 2018 Garzanti

Nel racconto di Evita Greco Siamo noi la nostra casa che troviamo in Tu sei parte di me, la protagonista è Cara , una donna che ha affrontato la gravidanza da sola perché per il compagno non era il tempo giusto per avere una bambina, Vita. 
Cara è sola, eppure riesce a rialzarsi piano piano, a promettere a se stessa di riuscire a crescere sua figlia e a darle tutto ciò che merita. Non è facile affrontare una gravidanza da sola, non è facile affrontare una nascita e la nuova vita con un neonato, eppure Cara piano piano si reinventa, si ricrea costruendo con la sua bambina il loro piccolo mondo. 
Quando nella vita di Cara arriva un altro uomo, l'impatto non è facile. E' vero, all'inizio c'è l'innamoramento, l'amore, il bisogno dell'uno e dell'altro e di far entrare lui nella vita di Cara e Vita , ma Cara ha bisogno di reinventarsi di nuovo, di dare spazio alla loro nuova famiglia. 
Ma non era abituata a condividere quel genere di momenti. Non era abituata a condividere quell’emozione
Ma Cara in realtà dietro quella maschera da donna pronta, da madre, da donna innamorata nasconde una fragilità immensa che hanno la maggior parte delle donne che sono cresciute da sole, che hanno creato un pezzo della loro vita da sole, che si sono reinventate.  Cara ha paura, si sente piccola, Cara ha le sue abitudini, ha creato con Vita il suo mondo e adesso cambiarlo, reinventarsi ancora non è facile affatto. 

Siamo noi la nostra casa è un inno alla dolcezza, alla forza, alla rinascita che è innata dentro una donna; come il Bucaneve Siamo noi la nostra casa riesce a bucare l'aridità della paura, riesce a liberarsi delle catene della quotidianità e ad affrontare quel salto nel vuoto che solo alla fine riusciamo davvero ad apprezzare. Cara è forte nonostante la paura, Cara è una donna in rinascita ed è meraviglioso già così. 

Lo stile di scrittura di Evita Greco è molto dolce, sembra un fiume che con le sue parole riesce a cullare il lettore fino alla destinazione, fino alla meta che l'autrice vuole raggiungere. Le storie sono forti, riescono a penetrare nella pelle e a lasciare un bellissimo ricordo. Dallo stile intenso ed evocativo, Evita Greco sa farsi ricordare e amare. 

Ci sono rumori che meritano più attenzione di altri… Ada sa che ci sono cose che, quando iniziano, fanno rumore. E quando sente quel rumore, si ferma e ascolta. Ascolta il rumore delle cose che iniziano.

Perché leggere Evita Greco: 

- Perché riesce ad infrangere ogni tipo di barriera e paura, perché è sempre positiva e lascia un messaggio di forza e di grinta dove non si riesce a trovare una soluzione

- Perché la scrittura lascia con il fiato sospeso

- Perché la sua dolcezza arriva fino all'ultima pagina senza far mai distogliere l'attenzione

«La verità è che io non sono pronta. È come se ognuno di noi fosse fatto di pezzi da dover tenere insieme. Poi a un certo punto ci si accorge che forse qualche pezzo manca. E lo si va a cercare. Tu sei il pezzo che mi manca. Voglio che tu sappia che, se anche forse non sono pronta per essere una madre perfetta, sono pronta per fare spazio al pezzo che sei tu. Sono pronta per spostare tutti gli altri, in modo tale che tu possa essere tu.»



sabato 17 novembre 2018

Blogtour Tu sei parte di me Garzanti: Valentina D'urbano


OGGI PARLIAMO DI:



VALENTINA D'URBANO


BIOGRAFIA: 

Nata a Roma nel 1985, Valentina D'urbano è sia scrittrice che illustratrice. 

ROMANZI:

- Il rumore dei tuoi passi, Longanesi, 2012 
- Acquanera, Longanesi, 2013 
- Le bruit de tes pas, Philippe Rey, 2013 
- Mit zwanzig hat man kein kleid fur eine beerdingun, DTV Deutscher Taschenbuch, 2014 
- Quella vita che ci manca, Longanesi, 2014 
- Alfredo, Longanesi, 2015 
- Non aspettare la notte, Longanesi, 2016 
- Isola di neve, Longanesi, 2018

Nel racconto di Valentina D'urbano Fame che troviamo in Tu sei parte di me, la nostra protagonista è una figlia che ha il destino già scritto dalla propria madre: lei deve diventare una modella, a tutti i costi come lo era stata lei da giovane. Lei deve smettere di mangiare, di vedere il cibo come amico buono, lei non deve superare la taglia trentotto, lei deve crescere ancora un po' e seguire le sue orme.
Lenora fa di tutto per accontentare la madre dedita al sacrificio dell'apparenza e della moda, ha qualche giorno di tempo ancora prima della partecipazione al casting di modelle, eppure la madre delusa ancora una volta sa già che non vincerà.
Lo capisci, vero, che voglio solo il tuo bene? Devi essere magra, devi essere perfetta. Tutti ti devono guardare. Tutti devono dire quella è la figlia di Veronique Cabrini, guardate quant’è bella, a tredici anni è già una professionista. Tu devi rendermi orgogliosa di te, devi diventare famosa. Adesso hai sbagliato e lo hai capito, quindi ora devi rimediare, non puoi permetterti di fallire.
Lenora si illude, si autoillude che tutto ciò che la madre sta facendo in realtà è temporaneo, è solo per il casting, ma non si rende conto di quanto le parole di una madre possano pesare e di quanto in realtà la sua vita così giovane sta prendendo una brutta piega.  
Lenora sembra quell'eterna bambina a cui hanno tolto l'affetto e che cerca quell'attenzione sbagliata accontentandosi di un amore malato, di un ossessione sbagliata. 

Fame è crudo, violento, è duro da digerire come racconto perché è una realtà che si tocca facilmente con mano, che si può vivere in famiglia o con il proprio vicino di casa. Fame è quel lieto fine che arranca, quel graffiare con le unghie il fondo di un pozzo perché quando arrivi alla fine l'unica soluzione è risalire. Lenora ha una madre che non ha mai smesso di essere l'eterna ragazzina, lei sembra rifiutare il suo essere madre quando si rende conto che Lenora non sarà la sua ombra, ma Lenora è forte, è quel riscatto, quella risalita che non è facile da fare.

Lo stile di scrittura di Valentina D'urbano è evocativo, è un pugno che arriva dritto nello stomaco, è incalzante e nonostante possa sembrare spesso troppo crudo nel modo di parlare, Valentina riesce invece a lasciare calore nel petto, innamorandosi di ogni sua parola.

Passò le unghie sul taglio lungo e irregolare che le partiva dalla tempia, aprendole la guancia fino al mento. Sembrava il letto di un fiume ormai asciutto. Si era cicatrizzato male, le aveva scavato la pelle e aveva perso sensibilità.Era profondissimo, ci passava la lingua dall’interno e lo sentiva lo stesso. In sette anni non si era ancora abituata a toccarlo.

Perché leggere Valentina D'urbano: 

- Perché nonostante faccia male, sa parlare al nostro cuore

- Perché emotivamente è un fiume in piena che riesce a travolgere

- Perché ogni sua storia riesce a non farsi dimenticare


Nella valle era la presenza del lago a scandire il tempo e le stagioni, le morti e le nascite. Il lago apparteneva a tutti e tutti gli appartenevano. Lo temevamo, ma lo amavamo anche. Per questo, i morti del lago erano i morti di tutti, a prescindere dalla loro provenienza.