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Intervista a Silvia Castellano: quando l'ispirazione la trovi in una lettera sbagliata

martedì 29 giugno 2021


Die Party 3 


Silvia Castellano


Trama: Lo scontro finale sta arrivando. Pronti a scoprirne la conclusione? Lyla non è più la ragazza un po’ asociale e diffidente di un tempo. La disavventura al Die Party e le sorprese inaspettate alla discoteca Top12 l’hanno provata, ma le hanno dato anche la motivazione giusta per arrivare a fondo della questione. Ora è intenzionata più che mai a fermare il nemico che minaccia lei e i suoi cari. Ma non è sola: al suo fianco ci sono sempre Alex, che crede in lei e la sostiene, e gli altri vecchi amici, in primis il suo migliore amico Jan, che sta imparando ad adattarsi al suo mondo, pieno di segreti e pericoli. A loro si aggiungono dei giovani mutaforma dalle abilità sorprendenti e nuovi alleati del tutto inaspettati. Nascosta nell’ombra, fa la sua comparsa anche lei: la pantera nera, che finalmente adesso ha un volto e un nome. È tempo di uscire allo scoperto e, per Lyla, di affrontare il passato che per troppo tempo le hanno taciuto. La verità è sempre più vicina, ma bisogna saperla distinguere dalle bugie…


- Ciao Silvia e grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista su Il mondo di sopra. Domanda a bruciapelo prima di addentrarci nel tuo nuovo romanzo Die Party. Quali aggettivi useresti per descrivere la tua personalità? 


Grazie a te! Dunque: sono una persona tranquilla, timida e sognatrice, a cui piace aiutare gli altri. Sono anche testarda e permalosa, e purtroppo mi agito facilmente se devo fare qualcosa di importante. 

- Sono diversi i romanzi che hai scritto durante la tua carriera di scrittrice, come mai la scelta di creare Die Party? A cosa ti sei ispirata? 

In realtà non ne ho scritti poi tanti ;) Anzi, essendo piuttosto lenta, passano spesso alcuni anni tra la pubblicazione di un libro e quella di un altro. Il mio cervello ha “partorito” Die Party parecchi anni fa, dopo aver letto male il manifesto pubblicitario di una festa. Dopo poco mi è apparsa davanti la scena finale del racconto (quella “wow”, per intenderci… non posso dire altro per non spoilerare). Sapevo di voler raccontare la storia, prima o poi, ma non avevo mai il tempo, dovendo proseguire con la stesura di altri romanzi. Nel 2017, finalmente, ho trovato l’occasione giusta per scriverla: la Collana Starlight aveva indetto un concorso per racconti lunghi e la mia ultima fatica era in fase di editing. Non posso dire di essermi ispirata a qualcosa di specifico. Mi ricordo che volevo creare qualcosa di originale, e credo di esserci riuscita abbastanza bene

- In Die Party volume tre, c’è un personaggio che ti rappresenta? 

La risposta più scontata sarebbe Lyla, la protagonista. Abbiamo molte cose in comune, questo è vero, per esempio entrambe non amiamo i party e siamo testarde come un mulo, però lei è tosta, con un forte senso della giustizia e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno (a parte il suo migliore amico, Jan, a cui non sa dire di no), mentre io, ahimè, non sono molto coraggiosa. È il tipo di persona che mi piacerebbe essere, quello sì! Forse il personaggio che mi somiglia di più è in realtà Nora, un nuovo personaggio di cui però non posso dire molto. È riflessiva, silenziosa e in apparenza può sembrare fredda e sospettosa, ma, non appena riesci a conquistarla, si rivela molto gentile e affettuosa. 

- Quanto c’è di te nei personaggi creati? 

Credo sia naturale mettere un po’ di sé in ciascuno dei personaggi, che sia una passione, un’abitudine o un valore. Nel mio caso, tutti attribuiscono una grande importanza alla famiglia e all’amicizia, che per me sono fondamentali. 

- Come scrittrice quali sono i rischi nella scrittura di un romanzo così particolare? Hai mai avuto paura che i lettori potessero non comprenderlo? 

C’è sempre qualcuno che non apprezza o non capisce il tuo lavoro, è una cosa che devi tenere in conto. Per me la sfida più grande è stata quella di creare l’intrigo principale e gestire le relative conseguenze: ricostruire gli eventi del passato, collegarli in modo coerente a questioni presenti, spiegare le motivazioni che hanno portato i vari personaggi a comportarsi come hanno fatto. Ho dovuto gestire tante cose tutte insieme, con la paura di dimenticare qualcosa o di contraddirmi. Spesso mi è capitato di leggere una scena a mia mamma o a un’amica per essere sicura che tutto avesse senso con le vicende precedenti o successive. 

- Lyla è un personaggio molto particolare e ha una formazione e un’evoluzione nella storia non indifferente, è stato difficile scrivere la sua trasformazione? Per farlo ti sei aiutata con saggi psicologici o altro? 

Non è stato difficile, affatto, e non mi sono neanche affidata a saggi. Nella mia testa, Lyla esiste e ha il suo carattere ben specifico. Sono riuscita a immedesimarmi bene in lei sin dall’inizio. In questo terzo volume, più che negli altri due, mostra ai lettori la propria fragilità e racconta loro di alcuni eventi dolorosi del suo passato. Mi è piaciuto vedere anche il suo lato insicuro. 

- In Die Party troviamo il concetto di mutaforma, puoi spiegarci cos’è per te un mutaforma e la realizzazione di queste creature? 

Nel mondo di Die Party, i mutaforma sono umani in grado di trasformarsi in animali. Possono cambiare forma quando desiderano, ma la maggior parte di loro può trasformarsi in un solo animale; ognuno ha il suo. Altri, detti Multiwandler, dunque “multiforma”, possono invece scegliere, in ogni momento, in quale animale trasformarsi. Si nasce mutaforma, non lo si diventa, e questa abilità si manifesta circa a tre anni. Ho fatto questa scelta un po’ particolare perché volevo una creatura fantasy usata poco, che potessi modificare in base ai miei gusti e alle necessità della mia storia. 

- Come lettrice, Silvia Castellano, che tipo di romanzi legge? 

Principalmente romanzi fantasy, ma anche parecchi romance e classici della letteratura. Non disdegno, comunque, anche altri generi. 

- Mentre, come scrittrice, qual è il tuo autore e l’opera preferita? 

A parte J.K. Rowling, che ha creato un mondo meraviglioso, mi piace moltissimo Marc Levy. Ho adorato il suo Sette giorni per l’eternità, tanto che vorrei averlo scritto io. Un altro romanzo che mi ha toccato molto è Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley. 

- Ci racconti come è nato il tuo rapporto tra fantasy e scrittura? 

Sono cresciuta a pane e Harry Potter, quindi l’amore per il fantasy ha caratterizzato tutta la mia vita. Ogni storia che inventavo da bambina e adolescente, anche solo per divertimento, ricadeva in quel genere. Mi piaceva l’idea di poter inventare anch’io il mio mondo magico personale. Quando ho iniziato a scrivere, all’età di dodici/tredici anni, mi è risultato naturale fare lo stesso… ed eccoci qui!



Appuntamento con la strega: l'anima gemella del fuoco bianco

lunedì 21 giugno 2021



Non importa dove andrai. Non importa quanto saremo lontani. Ci ritroveremo. Sempre. 

C’era una volta e vissero felici e contenti. Questo è il concetto d’amore che c’è stato inculcato fin da piccoli. La dolce fiaba dove il principe, il salvatore salva la principessa, portandola poi verso l’orizzonte cavalcando insieme un cavallo bianco o nero. Sbagliato.


Ci siamo abituati all’idea che l’anima gemella sia l’altra metà della nostra mela, quell’elemento perfetto che, se pur diverso, ci completa e ci fa sentire finalmente felici. Anche questo secondo concetto è sbagliato.


Nell’esoterismo, il concetto d’amore sulle anime gemelle è completamente diverso da ciò che proiettiamo nella realtà.


L’anima diventa gemella nel momento in cui dentro di sé brucia lo stesso fuoco.


Quando superi il dolore, quando riesci a rialzarti nonostante le migliaia di cadute, quando diventi un combattente pronto a non mollare, quando la disperazione e il buio li abbracci e non li rinneghi, ecco che il fuoco divampa dentro di te, evolvendosi in amore per sé stessi e gli altri. È lì, quando raggiungi quel tipo di evoluzione interiore che, nell’esoterismo, diviene simbolo di anima gemella pronta a trovare il suo simile.


Le fiamme gemelle sono anime che bruciano con lo stesso fuoco dentro.


Anime che hanno trasformato sé stesse con forza, che sono state capaci di morire più e più volte, ma sono riuscite a ritrovarsi sempre.


Quel tipo di amore per sé stessi, la pienezza della propria forza e potenza porta l’anima a ritrovare la sua fiamma gemella.


Le fiamme gemelle sono anime che abbracciano il dolore, che accusano i colpi e non mollano. Le fiamme gemelle sono fuochi che ardono davanti al mondo e che sorridono anche se dentro di sé sono inghiottite dall’abisso.


Le fiamme gemelle non devono più sopravvivere. Le fiamme gemelle devono vivere.


Le fiamme gemelle hanno affrontato un lungo cammino nel sentiero del buio. Hanno acquisito la consapevolezza che l’abisso bisogna accoglierlo e non allontanarlo. Le fiamme gemelle hanno perdonato sé stesse per gli errori commessi e per aver perso il proprio io nel buio.


Quando incontri la fiamma gemella lo riesci a sentire. Senti il cuore martellare furiosamente nel petto e il sangue ribollire nelle vene. Il fuoco bianco che ti attraversa è lo stesso fuoco che senti nell’anima al tuo fianco. Due anime gemelle hanno affrontato un percorso simile se pur in parallelo. Hanno superato il dolore da soli e brillano nonostante il buio.


Nell’esoterismo si dice che le fiamme gemelle siano state create dallo stesso fuoco bianco per poi dividersi nella caduta verso l’abisso e iniziare a superare le diverse prove. Ogni ostacolo diviene nutrimento per la fiamma che, passo dopo passo, acquisisce nuova consapevolezza. Possono passare anni, possono avvenire cambiamenti, ma quando le fiamme gemelle si incontrano, è come incontrare di nuovo sé stessi.


Le fiamme gemelle le riconosci subito. Hanno una forte intesa mentale e sessuale. Sussurrano le stesse frasi ed evocano lo stesso buio. Spesso dicono ad alta voce gli stessi pensieri e, a volte, comunicano soltanto con gli occhi. Le fiamme gemelle riescono a sentire esattamente cosa l’altro sta provando, pensano quello che l’altro sta pensando fino a diventare l’uno la stessa cosa dell’altro.


Con la tua fiamma gemella, ami te stesso. Nei suoi occhi vedi te, quella parte di te più intima che il mondo non conosce. Più ami quel buio più la tua fiamma gemella arderà al mondo, più la tua fiamma si amerà e più tu amerai te stesso.


Le fiamme gemelle non vivono l’uno per l’altro. Sanno vivere la loro vita da soli, sanno essere felici da soli, sanno progettare la loro vita in solitudine, ma scelgono di fondersi insieme perché si riconoscono.