sabato 9 febbraio 2019

Janàsa, Claudia Zedda - Recensione -




Janàsa

Claudia Zedda 

Editore: Condaghes
Prezzo: 20,00€
Pagine: 288

Trama: Nella Sardegna nuragica si incontrano sette donne. Alcune sono originarie dell’Isola, altre provengono dal mare. Tutte hanno una particolare competenza, tutte sono fedeli al culto della Madre Terra. Convivendo e creando una piccola società di donne, aiuteranno il villaggio che sorge poco distante dalla loro dimora a prosperare. Le doti delle protagoniste suggestioneranno la popolazione che inizierà lentamente a considerarle maghe, sacerdotesse, guaritrici, veggenti, donne a metà strada fra l’umano e il divino, creando nel tempo il mito di quelle che ancora oggi sull’Isola sono chiamate Janas.

Prima di iniziare la mia recensione su Janàsa, vi lascio il booktrailer del romanzo, un video che permette di evocare le stesse sensazioni delle pagine lette, quelle sensazioni che vi invito a provare. 


Dire che il romanzo di Claudia Zedda è un viaggio all'interno del nostro profondo penso che possa sembrare riduttivo, eppure ogni sua pagina, ogni sua riga è esattamente questo: un viaggio che ci accompagna a conoscere la nostra forza, quella forza che le donne hanno mentre stringono i pugni e vanno avanti nonostante tutto. 
Janàsa parla di vecchie tradizioni e Claudia Zedda condivide il suo tesoro con il mondo, lasciando a noi un lascito importante: la conoscenza di storie di una terra antica, la Sardegna, dove è possibile ascoltare le store di vecchie donne, di combattenti che hanno il fuoco negli occhi e la vita nelle mani.

Claudia Zedda sembra rapire il lettore con una prosa melodica, ricca di dettagli che cullano parola dopo parola verso la visione di ciò che si sta leggendo, ritrovandosi di fronte a quelle donne; la storia di Janàsa viene tramandata oralmente e Claudia Zedda sembra fare esattamente la stessa cosa: lasciandoci ascoltare la voce del vento che trasporta quelle voci forti e femminili

Sette sono le fate, sette sono le sacerdotesse della luna, sette sono le donne della Dea dove ognuna ha un compito speciale da svolgere, sette sono le guaritrici che seguono il ciclo lunare e sussurrano incanti antichi alle erbe, ma la donna che racconta adesso la storia non vive nel tempo della Dea dove si ascoltava la luna, eppure la storia che narra ci trasporta esattamente lì davanti a quel cerchio di donne che sanno come la roccia abbia la vita, che sanno quanto amaro sia il sacrificio da compiere eppur necessario.

Stanotte interrogheremo le acque, il fuoco e la terra. Preparatevi sorelle: Ikùssa ha desiderio di parlare con noi.
Janàsa è un romanzo che non conta nemmeno le trecento pagine, eppure è talmente ricco di storia, di voci, di protagonisti e personaggi che sembra non finire mai e arrivati alla parola fine sentire il bisogno di ricominciare
Ogni personaggio descritto, ogni figura che aleggia nel mito non ha bisogno di chissà quanti dettagli in quanto la scrittura dell'autrice sembra marchiare a fuoco nella nostra mente quell'immagine.

Interessante è come ogni capitolo sembra avere un ritmo sempre in crescendo che lasciano al lettore la curiosità di visitare i luoghi descritti e di approfondire la ricerca su Janàsa. 

La sensazione di entrare nel romanzo non si ha solo per la mitologia, per l'alone di mistero e magia che si ha leggendo, ma soprattutto per la sensazione tattile e olfattiva che si riesce ad avere nella testa: Claudia Zedda permette di sentire l'odore del pane che cresce, permette di sentire i granelli di sabbia tra le dita.

Evocativo, perfetto, ammaliante: Janàsa ha tutto ciò che si cerca in una storia, che si cerca in un libro, quel calore, quella fiamma che ad alta voce grida finalmente sei a casa. 

venerdì 4 gennaio 2019

Ritornare alle origini con una radice in più.

Scrivere questo articolo, adesso, mi fa strano; la situazione è più o meno sempre la stessa, il solito caffè in mano, qualche biscotto da sgranocchiare e la luce dello schermo che riflette sugli occhiali..eppure accanto a me una carrozzina, la sua carrozzina dove finalmente dorme beata. 
Il nome di colei che dorme all'interno di questa culla su quattro ruote è Sophia Victoria ed è nata il 17 Dicembre, in anticipo sorprendendo tutti.

Il 15 Dicembre, l'ultimo giorno di pubblicazione sul blog, alle 16 ho rotto le acque camminando verso la cucina in cerca di qualcosa da sgranocchiare. E' stato tutto improvviso, all'inizio sono rimasta molto lucida mentre continuavo a perdere senza fermarmi mai. Marito accanto in pieno panico mentre come una pallina da ping pong girava per le stanze in cerca del necessario:
- valigia
- chiavi macchina
- navigatore per cambio improvviso di ospedale
- di nuovo chiavi della macchina perché lasciate in chissà quale stanza
- ma il cane?

E' lì con un asciugamano in mano che mi sono resa conto effettivamente di aver perso le acque e che Sophia da lì a poco stava per arrivare al mondo, è lì che ho dato spazio al mio panico, che ho accettato spaventata la cosa e sono crollata a piangere come una fontana. 

Nonostante il cambio improvviso di ospedale sono stata accolta benissimo dalle ostetriche che hanno allontanato ogni mio timore. 

Sophia Victoria è nata il 17 Dicembre alle 11.29 con un pianto così forte che ha sorpreso anche i medici e lasciandomi senza fiato quando, il contatto pelle a pelle mi è sembrato infinito. 

Con la nascita di Sophia Victoria sono rinata, la mia rinascita è stata un vortice di emozioni tra paura, felicità, voglia di farcela e paura dell'inaspettato eppure sono rinata MAMMA, quel sogno che volevamo realizzare da tempo.

Il rientro a casa è stato altrettanto assurdo, forte al tempo stesso e al di là di ogni tipo di aspettativa:

siamo usciti da quel portone in due e ora ne rientravamo in tre

I primi giorni non è stato facile comprendere i ritmi quotidiani che velocemente cambiavano, la notte diventata il giorno e il giorno diventata l'ora dei preparativi quotidiani di pulizia della piccola Aliena; in ospedale sono stata avviata all'allattamento, a capire i bisogni effettivi della bambina, a comprendere il mio seno, capire la quantità di latte eppure adesso parlarvene sembra che siano passati mesi e non giorni. 

Tornare ai miei spazi, a dedicarmi del tempo lo sto imparando di nuovo piano piano, giocando nelle ore nel suo sonno ma una cosa è certa: adesso Il mondo di sopra è completo. Adesso il mio sogno è diventato realtà. 


Benvenuta alla vita piccola Lenticchia 



sabato 15 dicembre 2018

Macchine Mortali, Philip Reeve - Blogtour -




MACCHINE MORTALI

Philip Reeve

Editore: Mondadori 
Prezzo: 17,50€
Pagine: 262

Trama: In un futuro remoto, dopo che la Guerra dei Sessanta Minuti ha quasi distrutto l'umanità e causato terribili sconvolgimenti geologici, le città si sono trasformate in enormi ingranaggi mobili che vanno in giro per il mondo a caccia di altre città di cui cibarsi per sopravvivere. Tom, giovane Apprendista Storico di Terza Classe che lavora nel museo di Londra, una delle città più potenti, sventa fortuitamente il piano di Hester, una ragazza orribilmente sfigurata che attenta alla vita di Valentine, l'archeologo a capo della Corporazione degli Storici. Appena prima che la misteriosa ragazza precipiti nel nulla del Territorio Esterno, la regione selvaggia e desolata che si estende al di fuori delle città su ruote, Tom riesce a scoprirne l'identità e da quel momento da eroe si trasforma in preda.

ULTIMA TAPPA: I PERSONAGGI 

Tom: un ragazzo impacciato che alla fine dimostra di avere un gran carattere. Idealista, con un gran cuore, non parrebbe l'eroe della storia, eppure lo è.



Magnus Crome, il sindaco di Londra, uomo di potere che ha un grande segreto ed è ossessionato da un misterioso dispositivo: è subdolo e cinico, non ha nessuno scrupolo e sembra privo di coscienza.

Hester Shaw, ragazza orrendamente sfigurata: all'apparenza è una criminale, ma dietro la sua apparente durezza si nasconde una ragazza provata dalla vita, forte e impavida, che può insegnare che nella vita non conta solo la bellezza, ma anche quello che hai dentro. 











Katherine Valentine: figlia di Thaddeus, bella e intelligente, non è la classica figlia di papà. È una donna che si pone degli interrogativi e vuole delle risposte, anche a costo che il suo mondo crolli. Mi ha fatto pensare tantissimo all'eroina di Hunger Games: anche lei ha avuto il coraggio di sfidare il sistema.

Special guest Shrike, uno dei cosiddetti "uomini rinati", un cadavere riportato in vita con meccanismi robotici che ormai è solo un ammasso di ferro. Ma in fondo alla ferraglia pulsa ancora un cuore umano.

mercoledì 12 dicembre 2018

Oltre le Nebbie del Tempo: Antologia di racconti fantastici - Recensione -

Visto la gravidanza ormai giunta al termine, il blog non sarà costante nelle pubblicazioni e nel parlarvi delle novità. Il mondo di sopra prende una piccola pausa per sistemare e accogliere al meglio la piccola Sophia Victoria.
IN USCITA OGGI:


oltre le nebbie del tempo

Prezzo: 4,99€ ebook
Pagine: 342

Trama: "Oltre le nebbie del tempo" è un viaggio al confine tra fantasia e realtà; da terre lontane e colme di magia a inaspettati viaggi nel tempo, da astronavi che solcano il vuoto tra le stelle a scorbutici alchimisti, attraverso la magia degli Arcani Maggiori. L'immaginazione di quattro scrittrici e dodici illustratori si fonde in un'antologia di racconti fantastici, ognuno ispirato a un tarocco e corredato da un'illustrazione, il cui intero ricavato è devoluto a Fondazione Telethon per sostenere la ricerca. Siete pronti a svelare cosa si nasconde oltre le nebbie del tempo?

Da oggi su Amazon è possibile trovare Oltre le nebbie del tempo, antologia di racconti fantastici che richiama e prende ispirazione dagli Arcani Maggiori dei Tarocchi.
Un libro che già la copertina richiama la divinazione e l'apertura del terzo occhio e, pagina dopo pagina immergerà in racconti veloci e brevi che lasciano riflessioni sui protagonisti e sulla loro morale.

Ogni racconto collegato ad un Arcano permette non solo di scoprire i mondi inventati dagli autori, ma di immergersi nell'arte della cartomanzia, cercando per i neofiti un punto di partenza per iniziare e, per chi è un po' più esperto, di ri-collegare e sorprendersi su come gli autori hanno minuziosamente ricercato le caratteristiche a volte positive, a volte negative dell'Arcano stesso.

Il libro scritto dalle quattro autrici sembra comunque collegato da un filo sottile e non solo per la divinazione: tutte si sono soffermate su dare ai propri protagonisti un'entità fatta non solo di caratteristiche in generale, ma di centrare la consapevolezza che il personaggio abbia bisogno di trovare la sua realtà ed uscire dalla carta. 

Ventidue racconti, ventidue storie dove le illustrazioni riescono a dare una nuova immagine alle parole. 
Le autrici con Oltre le nebbie del tempo raccontano di mondi fantastici, di mondi nordici, di Odino e di donne che abbandonano i figli sulla ruota, di madri che vedono i figli morire e chiedono agli Dei di poter viaggiare nel tempo per riportarli in vita.

Racconti che nell'animo lasciano la sensazione di aver vissuto in quei mondi come se ci si trovasse di fronte a delle vite precedenti, racconti che tutti dal primo all'ultimo lasciano il segno e nessuno come le stesse carte sono più importanti di un altro, tutti si lasciano ricordare. 

Vi ricordo che l'intero ricavato del libro sarà devoluto alla fondazione Telethon per sostenere la ricerca. 

Tempesta di guerra, Victoria Aveyard - Recensione -




tempesta di guerra

Victoria Aveyard

Editore: Mondadori 
Prezzo: 19.90€
Pagine: 585

Trama: Mare Barrow lo ha imparato fin troppo bene quando Cal l'ha tradita, ferendola a morte. Ora, desiderosa di proteggere il proprio cuore - e di assicurare la libertà ai rossi e ai novisangue come lei -, è determinata a rovesciare il regno di Norda una volta per tutte e togliere la corona dalla testa di Maven. Ma non esiste battaglia che si possa vincere da soli, perciò, in attesa che i rossi si preparino a insorgere, Mare è costretta a fare fronte comune proprio con il ragazzo che le ha spezzato il cuore. Solo così potrà forse riuscire nel suo intento e sconfiggere colui che l'ha quasi distrutta. Perché lei, insieme agli argentei, i potenti alleati di Cal, e alla Guardia Scarlatta, ha nelle mani una forza formidabile. Ma l'ossessione che guida le mosse di Maven è profonda e lui non si fermerà fintanto che non avrà di nuovo dalla sua parte Mare, anche se questo significa demolire tutto - e tutti - lungo la strada. La guerra è ormai alle porte e ciò per cui Mare ha lottato finora è in pericolo. Sarà sufficiente la vittoria per far cadere i regni argentei? Oppure la ragazza che controlla i fulmini sarà costretta per sempre al silenzio? Nel capitolo finale della serie di Victoria Aveyard, Mare dovrà finalmente abbracciare il suo destino e chiamare a sé l'intero suo potere, perché a questo punto tutto dovrà essere messo alla prova. Ma non tutto sopravviverà...

L'ultimo capitolo è sempre quello che lascia titubanti, da una parte si ha paura di iniziarlo e scoprire che non riesce a lasciar emotivamente ciò che si ha avuto con i capitoli precedenti, dall'altra si ha paura di finire una storia che ha coinvolto dalla prima all'ultima pagina.
Tempesta di guerra, di Victoria Aveyard è quell'ultimo capitolo che ti aspetti e non ti aspetti, quel finale che tanto brami e che vorresti non aver letto mai per aver la possibilità di continuare a sognare.

Abbiamo imparato a conoscere e ad amare Mare, abbiamo seguito capitolo dopo capitolo i suoi passi, le sue cadute e il suo carattere così complesso che, come acqua contro la roccia, piano piano levigato e compreso. Abbiamo inveito spesso contro le sue scelte, ma fa parte del gioco, fa parte dell'apprezzare in toto un libro e ora si è qui all'ultimo capitolo di una serie che ha lasciato totalmente senza fiato.

Mare è pronta a combattere, a vendicarsi, ad ottenere ciò che vuole, ma per farlo dovrà essere disposta a sacrificare tutto, anche se stessa.

Victoria Aveyard ci porta di fronte all'ultima battaglia, alla decisione finale; Mare dovrà mettere da parte la sua rabbia, la sua delusione e allearsi con Cal, colui che le ha fatto del male, che ha messo da parte i suoi sentimenti per le decisioni di altri. 
Cal non è facile da apprezzare completamente, sarà la scrittura così minuziosa nei dettagli, sarà l'emotività che l'autrice riesce a lasciare tra le pagine che ci porta a vedere Cal come l'ombra di se stesso, un uomo che se da una parte lo si trova forte e determinato in ogni sua scelta, dall'altra un ragazzo che facilmente si può plasmare a proprio piacimento.

Victoria Aveyard con Tempesta di guerra è pronta a dare i suoi personaggi in pasto ai lettori, spogliandoli a nudo non solo di fronte ad una guerra che si aspettava da tempo, ma dando spazio a tutto il loro essere, nella loro completezza.
Maven, quel nemico che si è amato e odiato, quel fratello che ha fatto delle scelte sbagliate, ora viene quasi giustificato per il suo modo di essere e per tutto ciò che ha realizzato.
Troveremo un accordo? Ne dubito molto. Ma voglio vederli di nuovo, tutti e due. Almeno una volta ancora prima che questa guerra finisca, qualunque sarà il suo esito. La loro morte o la mia
Tempesta di guerra alterna i vari personaggi, lasciando parlare la loro emotività e i loro pensieri trovando interessante anche il personaggio di Iris, la sposa di Maven.

Se emotivamente in Tempesta di guerra cercate ancora una volta il distopico di puro sangue e guerra, state certi che Victoria Aveyard vi deluderà perché ancora una volta l'autrice non riempie solo il mondo e le terre immaginate, ma crea totalmente personaggi e azioni che vanno al di là della forza e della vendetta, ma che colpiscono per lo più a livello emotivo. 

Tempesta di guerra è il capitolo finale, è la giusta fine per una storia che ha lasciato di stucco sin dalle prime pagine di Regina Rossa. L'autrice sembra prendersi qualche libertà in quanto si dice che il prossimo anno esca un piccolo racconto sui personaggi che abbiamo tanto amato - e odiato -, ma ciò non preclude nulla alla lettura. 

Tempesta di guerra è meraviglioso, è un libro da una mole consistente e nonostante ciò si riesce a leggere, a divorare, a voler conoscere e sapere. Non mancano le azioni che lasciano con il fiato sospeso, non manca l'adrenalina che corre tra le pagine, non manca la voglia di vedere in movie quei personaggi che non sembrano solo di carta, non manca la voglia ancora una volta di trovarsi lì insieme a loro, di vedere la mano di Mare uscire dalle pagine e trasportarci lì con lei. 
Per citare una grandissima scrittrice, nessuna storia può vivere senza qualcuno che voglia ascoltarla. Grazie per aver ascoltato. Grazie per aver fatto in modo che questo viaggio non sia ancora finito.

martedì 11 dicembre 2018

Oltre le nebbie del tempo, Blogtour - Il Mondo e Il matto -

Visto la gravidanza ormai giunta al termine, il blog non sarà costante nelle pubblicazioni e nel parlarvi delle novità. Il mondo di sopra prende una piccola pausa per sistemare e accogliere al meglio la piccola Sophia Victoria.


oltre le nebbie del tempo

Prezzo: 14,99€ cartaceo, 4,99€ ebook

Trama: Oltre le nebbie del tempo è un viaggio al confine tra fantasia e realtà; da terre lontane e colme di magia a inaspettati viaggi nel tempo, da astronavi che solcano il vuoto tra le stelle a scorbutici alchimisti, attraverso la magia degli Arcani Maggiori. L'immaginazione di quattro scrittrici e dodici illustratori si fonde in un'antologia di racconti fantastici, ognuno ispirato a un tarocco e corredato da un'illustrazione, il cui intero ricavato è devoluto a Fondazione Telethon per sostenere la ricerca. Siete pronti a svelare cosa si nasconde oltre le nebbie del tempo?

Ventidue racconti, ventidue storie come gli Arcani maggiori a cui il libro sembra ispirarsi e dove le illustrazioni riescono a dare una nuova immagine alle parole.

Le autrici con Oltre le nebbie del tempo raccontano di mondi fantastici, di mondi nordici, di Odino e di donne che abbandonano i figli sulla ruota, di madri che vedono i figli morire e chiedono agli Dei di poter viaggiare nel tempo per riportarli in vita.

ENTRIAMO NELLA TAPPA :

Nella mia tappa di oggi i racconti di cui vi parlo sono collegati a due Arcani importanti e significativi per un individuo: la carta de Il mondo e la carta de Il Matto. 

A me stessa ovvero il Mondo:

La vita è molto più di una perversa ricerca di conoscenza. Non scambiarla per niente al mondo, nemmeno per un patto che sembra dolce come il miele
Nel racconto che si ispira alla carta de Il mondo, conosceremo Yeshing, un'adolescente dotata di oscuri poteri, straordinariamente intelligente e desiderosa di conoscere qualsiasi cosa. La sua sete e bramosia di conoscenza la porteranno ad allontanarsi dalla sua famiglia e quasi raggiunta la follia, si spingerà oltre verso il buio, il punto del non ritorno.

Con Yeshing, l'Arcano de Il mondo non ha più una connotazione totalmente positiva, ma visualizziamo l'Arcano al rovescio dove mantiene comunque la previsione del successo, ma ne porta dei limiti.

Il successo di Yeshing in questo caso la totale conoscenza, come annuncia la carta non è immediato ma ricco di ostacoli e limiti. Gli ostacoli da superare, i sacrifici per raggiungere lo scopo, l'oscurità e la tragedia che ne consegue portano Yeshing a scoprire una nuova verità: nulla si ottiene senza sacrificio e, in realtà, non bisogna mai tradire il proprio animo, il proprio vero io. 

Il Mondo al rovescio ci porta a scoprire una caratteristica di Yeshing che viene portata all'estremo: il totale egoismo nei confronti di sé e il bisogno ossessivo di successo, di conoscenza per riempire quella sensazione di vuoto.

Hillevi ovvero Il Matto:

Nel racconto su Hillevi troviamo una giovane, bellissima donna innamorata di una donna elfo dal nome Astrid. Entrambe cercano di far vincere il loro amore, ma l'ostacolo da superare in questo caso è il cuore infranto di una donna potente e sanguinaria. 
Con una scusa entrambe le donne vengono rapite e imprigionate e, sotto tortura, il nemico è disposto a tutto pur di arrivare alla verità che cerca. 

L'amore che si sente in questo racconto è potente, la forza dell'innamoramento, l'euforia dell'inizio di questo percorso, dell'amore che inizia, dell'energia che si sprigiona ma non si sa dove porterà.

L'Arcano de Il Matto non è sempre facile da comprendere, da un lato il matto è irresponsabile, si trascina verso un percorso di vita senza consapevolezza e lo fa solo seguendo le sue pulsioni; tuttavia ci aiuta a capire che bisogna sempre compiere ogni gesto con consapevolezza per non diventare folli verso l'universo che ci aspetta.
Il matto nel racconto su Hillevi e' molto interiore, rappresenta la rinuncia di un qualcosa di materiale, per trovare qualcosa di più profondo. Entrambe le donne affrontano il percorso dell'Arcano, accoglieranno le novità positive solo se saranno disposte ad accettare il cambiamento che stravolgerà entrambe, distruggendo i loro stessi schemi.

Il matto è imprudente, è istintivo, ma ciò nonostante non si abbatte, si libera dalle situazioni che spesso crea da solo, liberandosi da quella gabbia che l'opprime. Il matto è fuoco, il fuoco di Astrid e Hillevi.

venerdì 7 dicembre 2018

Storie di romanticismo, creature orribili e mostri giganti, Michele Borgogni - Recensione -

Visto la gravidanza ormai giunta al termine, il blog non sarà costante nelle pubblicazioni e nel parlarvi delle novità. Il mondo di sopra prende una piccola pausa per sistemare e accogliere al meglio la piccola Sophia Victoria.


storie di romanticismo, 

creature orribili e 

mostri giganti

Michele Borgogni

Prezzo: 9,99€ Link acquisto 
Pagine: 90

Trama: Avete paura dei mostri? Incontrerete creature terribili: talmente grandi da poter usare la balena di Pinocchio per la frittura di paranza, talmente potenti da essere scambiati per divinità, talmente orribili che la mente umana si rifiuterà di accettarle. Godzilla lontanissimo dal natio Giappone, Bigfoot che si stufa della politica americana, uno zombie che proverà a rovinare lo spirito del vero Natale... E molto di più. Undici racconti surreali e divertenti, cinici e spaventosi (ma non troppo, ve lo prometto) che vi faranno capire che il mondo sarebbe un posto migliore, se ci fossero più mostri giganti.

Storie di romanticismo, creature orribili e mostri giganti è uno di quei libri che leggi una volta e poi un'altra e infine un'altra ancora, quando hai voglia di ridere con poco, quando hai voglia di passare il tempo, quando hai voglia di qualche brivido freddo sulla schiena ma che ti lasci il buon umore alla fine della lettura. 
I racconti di Michele Borgogni sono folli e originali, sono divertenti, sono strisce continue di una scrittura che corre veloce e che non lascia spazio alla distrazione. 

Le storie che Michele Borgogni racconta sono ben undici a farci compagnia ed in tutte riconosceremo personaggi già letti o comunque già sentiti, ma in un mondo nuovo, diverso, mescolati tra loro in storie che non c'entran nulla e ricordano la follia del Paese delle meraviglie in una chiave horror sottile, capace di catturarci e lasciarci riflessioni amare. 

E' interessante scoprire che ogni storia viene narrata da un personaggio diverso, ma il protagonista vero e proprio sembra aleggiare nell'ombra divenendo lo stesso Michele che ci invita ad andare avanti o a soffermarci su un particolare del protagonista con le sue note a fine racconti, anch'esse create con una scrittura fluida, scorrevole e accattivante.

Ogni storia è ricca di sottile ironia e voglia di farsi ricordare, non ci sono storie che valgono di più o di meno di un'altra; ogni personaggio diventa qualcosa di percepibile e reale nonostante l'autore non utilizzi minuziosi dettagli nel descriverlo e raccontarlo.

Se pur brevi ogni racconto ne è comunque intenso e lascia con la sensazione di fiato sospeso e con l'accenno che forse quel protagonista lo incontreremo ancora.

Visto che ogni racconto è a sé stante e visto il periodo in arrivo, vi consiglio di iniziare la lettura dal racconto di Il migliore amico del vivo e proseguire con Per un Natale tradizionale dove quest'ultimo lascia con un finale aperto e con la voglia di ritornare a leggere i protagonisti della storia.

Con poche pagine l'autore riesce a farsi beffe di noi, a ironizzare e a creare un libro che se pur horror e spaventoso sotto certi aspetti, ne lascia comunque la sensazione piacevole di aver letto un libro interessante e ironico, sottile in ogni sua caratteristica. Michele Borgogni riesce a coinvolgere il lettore fino alla fine e a far divenire le sue storie di romanticismo, creature orribili e mostri giganti storie da non dimenticare così in fretta.