martedì 22 settembre 2015

Dralon. Segnalazione

Buon Salve amici de Il mondo di sopra, siete pronti ad una nuova succulente segnalazione? Quando ho ricevuto questa segnalazione da parte dell'autrice, il mio cuore ha sussultato.. che immagini bellissime ho pensato.. e subito agli amici va segnalato!

Or bene dopo queste piccole frasette in rima passiamo al romanzo.








Sinossi:

La famiglia Moffet è una famiglia come tante. Conduce una vita semplice e tranquilla in una graziosa casetta a due piani nei sobborghi di Londra… questo, fino a quando non riceve, per mano di uno strano postino, un misterioso pacco che la catapulterà, senza volerlo, in un mondo sconosciuto e fantastico; un mondo al contrario, popolato da bastoni e ciottoli parlanti, scarpe che danno il benvenuto, custodi di sasso, lampade e calderoni magici, indovini burloni e fiammiferi urlanti in grado di svelare strade segrete.
Un magico e avventuroso viaggio che porterà i protagonisti a scontrarsi contro malvagie forze oscure e a percorrere gli impervi sentieri del cambiamento e della crescita interiore.


Qualche riga sull'autore:

M.C. Willems, vive con suo marito Pieter e il suo gatto nero, Sméagol, in un piccolo paese delle Fiandre. Lavora a tempo pieno come impiegata e nel tempo libero scrive e illustra storie per ragazzi.
Con “Dralon”, primo capitolo di una trilogia di genere fantastico, debutta ufficialmente in veste di scrittrice.


Sbirciando all'interno del libro:


Quella mattina di autunno a Londra il sole sembrava non aver alcuna voglia di far capolino. Il cielo color grigio-minaccia prometteva vagonate di acqua e le nuvole, accavallate le une sulle altre come colonne di agitate signore ai saldi di fine mese, suggerivano di non dimenticare ombrelli e impermeabili a casa. Nessuno sospettava che quell’uggiosa e cinerina giornata di settembre presto sarebbe diventata una giornata da ricordare. Non lo sospettava il solitario e burbero signor Dickens mentre sulla sedia a dondolo caricava la sua pregiata pipa di buon tabacco Virginia Gold. Non lo immaginava l’adorabile signora Pumpkin mentre canticchiando infornava deliziosi biscotti alle mandorle per il comitato delle casalinghe del suo quartiere. E non lo presagiva di certo la signora Moffet, al numero 13 di Crocks Pot Road in Bromley, mentre in fretta e furia preparava la colazione per la famiglia prima di partire per la sua tediosa giornata di lavoro ai grandi magazzini Starling.

«Benvenuto, signor autunno!» pensò rassegnata guardando in strada dalla finestra della cucina. «Puntuale come una bolletta da pagare». Sorseggiò un po’ del caffè bollente dalla sua tazza di porcellana preferita e sospirò nostalgica abbandonando i piacevoli ricordi delle vacanze da poco trascorse. La vecchia radio a transistor sul frigorifero, unico oggetto di valore ereditato da quello spilorcio di suo zio Albert Longbeard, iniziò a trasmettere proprio in quel momento il notiziario della mattina; fiumi di macchine, taxi e autobus intasavano le vie del centro a causa dei consueti e interminabili lavori stradali.

«Tipico!» debuttò polemico il signor Moffet passando quasi a fatica dalla porta. «Iniziano decine di lavori nei periodi meno opportuni e poi si stupiscono delle file chilometriche. E la cosa più comica sai qual è?» disse rivolgendo il viso paonazzo alla moglie che ascoltava quel monologo con poco interesse. «Le buche. Pensi, ok, rimango imbottigliato per ore in questi maledetti ingorghi ma almeno la qualità delle strade migliora. Sbagliato! Le buche si moltiplicano e s’ingrandiscono a vista d’occhio come fossero conigli. Di questo passo mi domando dove andrà a finire il nostro paese». Le diede un bacio volante e con una piroetta si sedette sulla sedia strofinandosi le mani, lieto di poter finalmente gustare le invitanti omelettes alla “Moffet”. Una torre di fumanti e saporite frittelle si ergeva nel bel mezzo della tavola e attendeva solo di essere divorata senza pietà. A quella deliziosa vista, le preoccupazioni sul traffico cittadino svanirono completamente e il suo umore migliorò di colpo. «Dove sono i ragazzi?» chiese estraendo un pezzo di bacon infilatosi tra i denti. La moglie diede uno sguardo all’orologio a cucù appeso sopra la porta e inarcò contrariata un sopracciglio.

2 commenti:

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