martedì 16 gennaio 2018

Anteprima "Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto" Raccolta di poesie dal 1970 con una macchina da scrivere

Quando l'autrice mi ha raccontato con gli occhi commossi di aver finalmente deciso di pubblicare le poesie della madre, sono rimasta incuriosita da quello che era la storia. Un cassetto pieno di fogli ingialliti dal tempo, fogli scritti a mano all'epoca da un adolescente e una ragazza che con cura le conserva tutt'ora. Non accade spesso di riuscire a ritrovare emozioni del genere, non mi accade spesso di parlarvi di poesie, ma questa raccolta è diversa dal solito, non ha lieto fine, non racconta il vissero e felici e contenti, è una raccolta cruda, che a tratti fa male e lascia l'amaro in bocca, parla di delusioni d'amore, le prime delusioni sull'amicizia, il bisogno di credere ad un Dio che non vede, il bisogno di buttarsi giù e spegnersi. Fa da culla finale alle parole, il musicista preferito dell'autrice: Chopin con Nocturne



Titolo: Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto

Autore: Angela F. Puglisi

Editore: Self

Prezzo: 0,99€ ebook 5,00€ cartaceo

IN USCITA OGGI IN VERSIONE DIGITALE

Link acquisto: Link Amazon

Sinossi: 
Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto è una raccolta poetica scritta a partire dal 1970 da una giovane ragazza innamorata della scrittura e della sua macchina da scrivere. Si tratta di un viaggio attraverso le tappe della vita: gli amori quelli passionali e quelli che finiscono, le inquietudini, le amicizie, la voglia di libertà e di capire il perché di tante domande a volte senza risposta. Rimane allo stesso tempo un percorso di crescita interiore e spirituale Quella giovane ragazza è mia madre e io ho custodito le sue poesie per tutti questi anni.

lunedì 15 gennaio 2018

La figlia di Odino, Siri Patterson - Recensione -

Buongiorno lettori, finalmente riesco a presentarvi anch'io la mia opinione su questo romanzo. L'ho aspettato dalla prima volta che l'ho visto in libreria, l'ho cercato, l'ho bramato e.... l'ho ricevuto, ahimè, solo a Natale; ma oggi, dopo tanto, riesco finalmente a parlarne. Soddisfatta? Ni, aspettative troppo alte? Forse. Mettetevi comodi così da chiacchierarne un po'.


LA FIGLIA DI ODINO

Siri Patterson


Editore: Multiplayer Edizioni 
Prezzo: 21,00
Pagine: 631

Trama: Il viaggio di Hirka, una ragazzina di quindici anni dai capelli rosso fuoco, inizia quando, morto il padre girovago e guaritore, si ritrova completamente sola al mondo e costretta a fare i conti con la propria identità di "diversa": vive infatti tra persone del tutto simili a lei tranne che per la coda, elemento distintivo di tutta la stirpe di Ym, di cui lei è priva. Hirka conosce i poteri miracolosi di alcune erbe e cura con generosità chiunque le si rivolga. Ma il suo altruismo è ricambiato con distacco, diffidenza e talvolta disprezzo, anche da parte di quelle persone che dovrebbero esserle amiche. A Hirka manca anche altro: non sa evocare e non è in contatto col Dono, un'energia che scorre in tutto ciò che esiste. La ragazzina sa che presto verrà messa alla prova durante una cerimonia iniziatica, il Rito, cui tutti i quindicenni degli undici regni di Ymslanda sono obbligati a partecipare, e ha paura di essere smascherata e punita per questa sua inadeguatezza. Ymslanda è governata dal Consiglio, formato dai rappresentanti delle dodici famiglie più potenti, che ha sede ad Eisvaldr, cittadella piena di torri e cupole scintillanti. Al di sopra di loro ce soltanto il Veggente, un misterioso corvo accudito e riverito come una divinità. Il potere, però, è intessuto di menzogne, rivalità e favoritismi. C'è anche chi, per accrescere il proprio ruolo, fa uso di sortilegi e stregonerie, accusando Hirka, una cosiddetta "figlia di Odino", di aver lasciato che gli Orbi, creature mostruose e letali, invadessero Ymslanda attraverso i cerchi di pietra. In breve tempo, Hirka e Rime, erede ribelle di una delle più importanti famiglie del Consiglio e amico d'infanzia della ragazza, si troveranno a combattere fianco a fianco, ciascuno alla ricerca della propria identità, per sconfiggere gli abusi e svelare i terribili segreti che hanno segnato il destino di entrambi...

Forse è stata colpa mia, forse avevo aspettative troppo alte visto il boom mediatico, forse in realtà non è così geniale da gridare al miracolo, ma rimane comunque una buona lettura che ha ben meritato la votazione in alto.
Dalle prime pagine quella che incontriamo è una piccola creatura in fasce ed un atto di violenza per salvarla da un futuro forse troppo oscuro. Salto temporale e ci troviamo in un azione già avviata, con la nostra protagonista Hirka che reincontra un vecchio amico d'infanzia, di classe sociale completamente diversa dalla sua: Rime.

Hirka è scombussolata dal ritorno del suo amico dal sangue nobile, quel figlio di un consiglio che ha sempre governato, dall'altra lei sin dalla nascita ha avuto una vita complessa, lei è quella isolata da tutti, lei è la diversa, lei è la strana, lei è il bersaglio di ogni presa in giro, lei è una senza coda.

La condizione di Hirka cambia quando il padre le rivela il suo segreto taciuto per anni, il suo mondo crolla, come sabbia tra le dita quel mimino di certezza che aveva sembra scivolare.

A chi può credere davvero? Vale la pena fidarsi di qualcuno? 
In realtà fino ad allora la sua condizione di essere diversa l'aveva comunque accettata in qualche modo, gli altri erano normali, avevano quel dono da presentare poi un giorno di fronte al consiglio per capire il loro futuro, lei non era in grado di evocar nulla, lei quella magia che scorre non la sentiva, ma tutto ciò non la toccava totalmente, fino a quel segreto rivelato. Lei sopravviveva a quella realtà.

Leggere questo primo romanzo della trilogia, non è stato facile, mi è sembrata un po' una corsa con il testimone, in attesa che l'altro arrivasse a passarmelo.
Partiamo dal presupposto che La figlia di Odino è un romanzo di ben seicento pagine e tenere incollato il lettore ad ogni pagina e ad ogni riga, non è così facile, ma è stato l'inizio, dopo la scena cruenta, a farmi storcere un po' il naso e a dover tornare indietro a riprendere poi il tutto.
Hirka è una ragazza sola che sopravvive come può, che si fa scivolare le cose addosso almeno all'apparenza, lei è buona e ad aiuta gli altri anche se gli altri non sono poi così amici. Hirka mi ha ricordato molto Merida del film Ribelle, non ci troviamo di fronte ad una principessa che aspetta il principe su una carrozza pronto a portarla al castello in salvo, ma ci troviamo di fronte ad una ragazza che decide di mettersi in gioco e di farsi aiutare da un ribelle come lei, il suo amico dal sangue nobile. I personaggi, in linea generale, sono affascinanti, la storia di Hirka prende e facilmente ci si ritroverà in lei e nella sua voglia di riscatto e di conoscere la verità.

Il fantasy è originale in tutti i suoi componenti: il dono, l'utilizzo di elementi esoterici e qualche citazione dalla mitologia norrena, la figura di esseri umani con la coda, i veggenti, il consiglio, ma è il ritmo altalenante che non lo fa apprezzare del tutto, quella attesa in una corsa al testimone. Quell'arrancare di fronte a volte discorsi e dettagli troppo prolissi, quel dover tornare indietro perché si ha confusione in alcuni passaggi. 

Nulla si può dire invece sull'ambientazione, l'autrice ha creato un mondo, villaggi e personaggi che sembrano usciti dalla penna di Tolkien. Ogni dettaglio, ogni mitologia, ogni descrizione dell'ambiente è curatissima e ci sembrerà di essere effettivamente in quel luogo, di immaginarlo facilmente nelle nostre teste.
La figlia di Odino è un gioco dove il sangue ha bisogno di potere, dove in realtà il nemico è un qualcosa di più grande.

Catalogare La figlia di Odino solo come fantasy diventa, ahimè, riduttivo in quanto tutta l'adrenalina e il coinvolgimento psicologico ricorda moltissimo altri generi.

Unica pecca e abile gioco dell'autrice è la fine del libro che ti lascia con l'amaro in bocca e la voglia comunque di continuare a rileggerlo aspettando il secondo volume.


sabato 13 gennaio 2018

Libri in giro per casa...e i vostri?


Ispirata da un articolo del libraio che raccontava dei lettori che accumulano libri ovunque, anche in bagno - vi lascio l'articolo a questo click - ho deciso di raccontarvi anch'io dei libri che ho in giro per casa, perché come l'articolo cita, mi autodenuncio come lettrice disordinata.

Amo tantissimo leggere, ma ci sono momenti in cui preferisco staccare da una lettura continua e affidarmi a qualche frase o pagina di un altro libro. Se vado ad esempio in cucina so che lì posso trovare una lettura più semplice, in sala una lettura prima di dormire; ogni stanza ha il suo libro e ammetto anche in bagno. 

Sul mio comodino:
 

Sul comodino di marito:



romanzo che avrei voluto e dovuto leggere nei giorni di natale, ma ne ho sfogliato solo qualche pagina


L'anno scorso in libreria, un affezionato cliente, mi ha regalato questo romanzo. E' ancora lì, ahimè, in cucina, mai aperto. Prima o poi dovrò dargli una sbirciata. 

Libri in libreria, so che può sembrar scontato, ma in realtà ho un libro anche qui - sul tavolino - ed è:


Un libricino di racconti dove la strega e le donne sono le protagoniste



Libro di marito



Ora tocca a voi: Quali sono i vostri libri in giro per casa? 











venerdì 12 gennaio 2018

Il battesimo di Sangue, Natascia Lucchetti - Recensione -

Buongiorno Lettori, parlarvi oggi non è di certo facile. Ho bevuto il caffè, fumato già un paio di sigarette e scarabocchiato sul block notes degli appunti, ma non riesco a sentirmi ancora a mio agio perché recensire Il battesimo di sangue è un no sense continuo e a breve ne capirete il motivo. Partiamo senza troppi fronzoli con la scheda del libro e la sua cover. Ringrazio ancora Lucia per averlo acquistato e donatomi come regalo di natale, ma il romanzo è assolutamente no. 


il battesimo di sangue

Natascia Luchetti


Editore: Delrai Edizioni
Prezzo: 8,99€
Pagine: 58 ma seguono diverse illustrazioni con didascalie descrittive

Trama: La storia del mostro che ha attraversato i secoli per amore resiste e si rinnova in un tempo immortale. Ogni mito ha il suo inizio ed è sufficiente un solo passo nelle ombre per rimanere prigionieri in eterno della sorte invisa: l’uomo sparisce a favore della bestia. La giustizia punisce coloro che rinnegano Dio, toglie loro l’anima e con questa gioca all’infinito, lasciando che la realtà dei fatti scompaia agli occhi dei mortali. Questa è la vera storia di uno spirito corrotto, ma umano, che parla a nome dell’amore assoluto e della brutalità dell’imperfezione. La rinascita di Dracula prende vita e trasforma la verità in leggenda.

Il battesimo di sangue è un romanzo che conoscevo in realtà di sfuggita per via delle illustrazioni create dalla cara amica di Catnip Design, quando Lucia mi ha fatto la sorpresa di regalarmelo sono rimasta entusiasta all'idea di finalmente un genere horror che calcasse le orme di Dracula... ma mica avevo capito che riprendesse e copiasse il film Bram Stoker's Dracula del 1992.

Quando si inizia un romanzo si aspetta sempre di trovare qualcosa di nuovo, si può capire e accettare l'ispirazione da qualcosa che ci appassiona o da qualcuno che ammiriamo, ma ho trovato Il battesimo di sangue, un romanzo, un racconto inutile che riprende totalmente il film e lo trasporta su carta. Su Dracula di Bram Stoker si è detto sempre tanto, troppo, ma non ben capito il senso che ha avuto riportare la trama che si può tranquillamente trovare in internet senza spendere poi quasi dieci euro di cartaceo.

Il nostro protagonista Vlad corre a casa dopo aver lottato con i turchi perché ha una sensazione di disperazione e malinconia addosso e vuole sapere se la sua cara amata sta bene. E' un amore folle passionale, che anche a distanza permette di sentirsi legati. Vlad arriva nel suo immenso castello, entra nella cappella e trova la moglie morta suicida per una missiva che le diceva che Vlad era morto. Vlad, fin ora servo della chiesa, servo del popolo e leale nei confronti della libertà, decide di rinnegare quel Dio che non gli ha dato la misericordia e dona il benvenuto al male. Passa il tempo, ritroviamo Vlad prima legato e poi libero, passa ancora e lo ritroviamo alle prese con il suo vampirismo fino a trovarci a Londra con Mina come reincarnazione della sua sposa.  Questo è il romanzo, non ha assolutamente nulla di nuovo e questo è il link alla trama cinematografica del film. Vi invito a giocare al trova le differenze.

Partiamo anche dal presupposto che la trama è ingannevole, è vero richiama al Dracula di Bram Stoker creato come ibrido tra Polidori e leggende slave, ma presenta un qualcosa che nel libro non esiste. Non ha nulla di nuovo ed eclatante, non richiama ad una nuova rinascita che trasforma la verità in leggenda (cito), riporta il film in un linguaggio molto semplice che si legge in un paio di ore e ti fa passare il tempo così, tra i ricordi del film. Sorge una domanda spontanea, perché? Che senso ha riportare qualcosa che c'è già online ed è stato già creato? Perché dare spazio alla trama di Coppola e non inventare invece qualcosa di nuovo, come un autore dovrebbe realizzare? 

Ammetto di esser rimasta scioccata quando su Amazon possiamo trovare diverse recensioni positive e anche qui le domande che mi pongo sono due o Bram Stoker non sanno chi sia e non hanno mai visto il film o adesso vanno di moda i romanzi che riprendono le trame e le trasportano su carta con grafica gotica. Perché di altro non c'è nonostante il romanzo sia da considerarsi un racconto introduttivo di Dracula, love never dies sempre della stessa autrice - che anche qui lo leggerò per capire fino a che punto l'autrice ha lavorato con la sua immaginazione o ne abbia ancora e mi spiace dirlo copiato i tratti -

Con il battesimo di sangue mi trovo in difficoltà, perché è una recensione su qualcosa che non c'è, non posso recensire la trama di un film che TENTA di rimanere fedele al libro di Stoker, non posso dare neanche un giudizio al linguaggio che l'autrice usa perché è semplice, è solo prendere qualche frase del film che si sa a memoria, metterlo lì su carta e stamparlo, non ha nulla di eclatante e capolavoro come le recensioni osannano.

Se volete riprendere in mano la trama del film di Dracula e volete trovare qualche nuova illustrazione leggetelo, ma cercatelo con qualche offerta o prendete la copia in digitale che ora è ad un costo inferiore di un caffè, ma se volete trovare quello che la trama indica, non fa per voi.

Ovviamente la mia recensione non tocca minimamente la casa editrice e l'autrice come persone, ma mi baso su ciò che ho letto, hanno acquistato per me come regalo e non mi è piaciuto. Invito la giovane autrice a leggere E così vorresti fare lo scrittore, di Bukowski per affacciarsi al fuoco della passione della scrittura, dell'immaginazione e della voglia di dar voce alla sua di immaginazione.  



giovedì 11 gennaio 2018

Giovedì in versi: Luce e fiamma, Cinzia Cavallaro

Come vi avevo accennato verso la fine di Dicembre, il nuovo anno inizia con rubriche che spaziano non solo nella lettura di romanzi e nella spiegazione di alcuni concetti esoterici, ma nella presentazione di quelle poesie che lasciano riflessioni e amaro in bocca. Da piccola ricordo ancora le lezioni di italiano concentrate sulle parafrasi e riflessioni su alcune poesie dei più grandi e l'anno nuovo è iniziato un po' così, con la voglia di una ventata di nuovo, di leggere qualcosa di diverso. E' per questo che inauguro la rubrica Giovedì in versi con Luce e Fiamma di Cinzia Cavallaro.



luce e fiamma

Cinzia Cavallaro

Editore: Leone Editore 
Prezzo: 6,00€
Pagine: 80


Cinzia Luigia Cavallaro è nata a Milano nel 1961 e vive in Brianza dal 1987, anno in cui è rimpatriata dopo cinque anni trascorsi a Londra dove ha conseguito il Diploma of English Studies della Cambridge University. Scrittrice, poetessa, traduttrice, è attiva in varie associazioni culturali e giurata di concorsi letterari. Ha ricevuto diversi riconoscimenti ed è curatrice del blog Parole in movimento


La raccolta ha come filo conduttore l’amore in senso lato e il dolore, riconoscibile e condivisibile in realtà antiche e moderne. La luce e la fiamma rimandano quindi a temi universali e a una connotazione sia spirituale che umana di entrambi questi sentimenti.

 Cogli l’onda 
 del sentimento 
e prepara 
 eterne parole per 
 rafforzare 
 l’anima inquieta 
 e immersa 
in questa Luce
 sporca di dolore.

Cosa ti ha dato l'ispirazione per comporre Luce e fiamma?

Questo libro raccoglie i versi di un intero anno nel quale ho osservato ed interiorizzato la realtà circostante con uno sguardo maggiormente rivolto agli aspetti luminosi e, al contempo, contradditori della vita. Questo spiega il titolo: la luce e la fiamma come il dritto e il rovescio della consapevolezza della vita. Se dovessi definirlo con un breve sottotitolo lo definirei Canti di letizia e di rabbia. La mia introduzione al libro fornisce un breve approfondimento a questa precisa domanda.

Giallo all'ombra del vulcano, Letizia Triches - Review Party -


Dopo giorni di romanzi faticosi, difficili da recensire in maniera positiva, dopo giorni di pesantezza per letture che non posso consigliarvi, torno finalmente alla carica con Giallo all'ombra del vulcano. Un romanzo che a me ha ricordato l'estate e la voglia di leggere di tutto visto la questione tempo. 
Un romanzo veloce che non deve essere sottovalutato.


giallo all'ombra del vulcano

Letizia Triches


Editore: Newtonc Compton Editori 
Prezzo: 9,90€
Pagine: 320

Trama: È una mattina come tante, quella in cui Rachele De Vita saluta suo marito ed esce di casa per andare al lavoro. Cinque giorni più tardi il suo corpo viene ritrovato tra le rocce del tratto di costa compreso fra Aci Trezza e Acireale, straziato da sette colpi di pistola. Come si giustifica tanta ferocia nei confronti di una ragazza dall’esistenza apparentemente molto tranquilla? Le indagini sul caso vengono affidate al pubblico ministero Elena Serra, che inizia da subito a ricostruire nel dettaglio la vita della vittima: quel che ne emerge è un quadro complesso fatto di mezze verità, di piccole e grandi menzogne, che coinvolgono gli affetti recenti e passati della giovane archeologa. Giuliano Neri, a Catania per aiutare un amico in un’opera di restauro, sarà ancora una volta coinvolto in un caso di omicidio in cui l’arte si intreccia spesso con la realtà. Insieme al magistrato, si renderà conto che ci sono passioni distruttive che continuano a bruciare tra i vicoli della città ai piedi dell’Etna. Con la stessa forza del magma sotterraneo del vulcano…

In questo romanzo troviamo Rachele, una giovane archeologa appassionata ovviamente di storia antica e di reperti, troviamo Elio, il marito di Rachele, un pittore di notevole talento che gestisce assieme a suo padre una libreria, oltre ai genitori di questi due giovani, e gli ex compagni di un tempo. 
La storia si svolge in Sicilia, terra bellissima e dura, la stessa terra descritta da Verga nei Malavoglia: ve li ricordate i vinti del destino, quelli che, nonostante gli sforzi, erano condannati a soffrire e a lavorare duramente? 
È un po' ciò che succede a Rachele, giovane intelligente e piena di vita che viene ritrovata morta dopo diversi giorni dalla sua scomparsa:il suo corpo viene ripescato in mare, devastato da 7 colpi di pistola. Ma chi mai può aver voluto la morte di Rachele? 

Le indagini vengono svolte da una donna caparbia e ostinata, la dottoressa Elena Serra. Sarà lei, assieme a Giuliano Neri, a dover dipanare una matassa che coinvolge le famiglie di Rachele, di suo marito Elio e del suo ex fidanzato Manfredi Catalano.
Non siamo diversi dagli altri esseri viventi Giuliano, e non c'è nessuna mano invisibile che regge le nostre vite. Non c'è nessuno scopo, eppure è meraviglioso lo stesso.
Ci sono rancori mai sopiti, vendette che esplodono dopo anni, misteri legati al territorio di Cala Bruna dove dovrebbe sorgere un complesso avveniristico fortemente voluto da Manfredi e da suo padre Diego, colpevoli che sembrano innocenti e viceversa
Come si inganna? In due modi. Dicendo cose false ed omettendo cose vere
Ho divorato il romanzo in due giorni, un po' perché amo moltissimo i libri che parlano della Sicilia, territorio magico ed aspro, un po' perché la scrittura fluida dell'autrice ci porta proprio a voler capire a tutti i costi chi è l'assassino, e quale possa essere il mistero. 

Ovviamente nemmeno questa volta ho capito un tubo, e scoprire solo alla fine l'identità del colpevole mi ha..spiazzata! 

Unico piccolo appunto : il linguaggio usato dai personaggi è a volte un po' troppo formale, a tratti quasi da sceneggiatura di un film... Forse avrei voluto qualche parolaccia in più, un approfondimento maggiore su una probabile storia d:amore tra la Serra e Neri, ma è proprio voler trovare il pelo nell'uovo. Il libro è molto interessante e assolutamente consigliato!

mercoledì 10 gennaio 2018

W.w.w Wednesday quando le letture diventano troppe....

Buongiorno lettori, questa settimana è volata e ci troviamo di fronte al www dove il web si raccoglie nelle letture e nella voglia di condividerle con gli altri. La settimana di letture non è stata poi così malvagia nonostante la recensione negativa su un romanzo che non mi è piaciuto, ma vi lascio il dettaglio in basso e aspetto le vostre risposte. 



La figlia di Odino, finalmente è giunto il suo turno. Sono arrivata quasi verso la fine, saranno state le tantissime recensioni lette ovviamente senza spoiler, ma avevo tante aspettative, non mi sta deludendo e mi sta piacendo, ma non così tanto come mi aspettavo. 



Il battesimo di Sangue, di Natascia Lucchetti è un racconto su un personaggio storico che mi ha sempre affascinato: Vlad III o anche detto Dracula. Un libricino che ho letto in due ore e che mi ha dato solo una parola: Boh. Un libro di cui non ho trovato nessun senso se non una presa in giro. - Per le blogger che han dato a questo romanzo voti positivi e al massimo, su che base è stato definito capolavoro? - chiedo ovviamente un confronto perché non lo capisco e nella recensione scoprirete perché. 

Beauty and the cyborg, di Miram Ciraolo rivisitazione della favola la Bella e la Bestia, in chiave robotica. Per me è stato un ni, una lettura non poi così piacevole e la recensione, se ve la siete persa, la trovate in questo click
Giallo all'ombra del vulcano, di Letizia Triches un giallo veloce e intrigante che andrebbe letto nelle pause estive e adrenaliniche.


Per questa domanda ho diverse risposte, ma non so effettivamente in che ordine. Sto aspettando ancora diversi pacchi, tra cui uno dei regali di Natale che ha all'interno libri che volevo leggere da un po', conto però di smaltirli tutti velocemente, non mi sono mai sentita così assetata di letture.



Ora tocca a voi, lasciatemi nei commenti le vostre risposte al www ... spettegoliamo insieme! 

martedì 9 gennaio 2018

Beauty and the Cyborg, Miriam Ciraolo - Recensione -

Buongiorno Lettori. Parto subito alla carica perché era da parecchio che avevo voglia di esprimere la mia opinione su questo romanzo. Con il boom esploso nel web sono rimasta incuriosita dalla storia, da questa nuova edizione de La bella e la bestia versione robot e alla prima occasione, grazie all'utilizzo di un offerta su Amazon, sono riuscita ad acquistarlo in digitale. 
Come sapete oramai da parecchio, io e il digitale non andiamo mai d'accordo e leggere questo romanzo al computer non è stato facile, complice anche il mal di schiena, ma dovevo assolutamente conoscere anch'io il capolavoro di cui parlavano tutti. 
La conclusione? Beh.. ma ho davvero letto lo stesso romanzo delle altre?


beauty and the cyborg

Miriam Ciraolo 


Editore: Self
Prezzo: 12,97€ cartaceo
Pagine: 388

Trama: E se questa storia iniziasse con: C'era una volta l'elettricità? Il Nido di Spine è una cittadina francese dove la corrente elettrica non scorre più come un tempo. Dopo una guerra chiamata “Nuova Notte” gli equilibri mondiali sono cambiati e i continenti sono stati messi in ginocchio dai Cyborg, esseri privi di anima che torturano innocenti. In un mondo dove la parola scritta è vietata e gli esperimenti elettrici sono punibili con la morte, si muove la ricercata Bellatrice Sparks. Lei sa leggere, sa scrivere e dal giorno in cui ha fatto funzionare una torcia elettrica nella sua città, è costretta a fuggire per salvaguardare la sua famiglia. Rapita dai trafficanti di schiave viene venduta ai sovrani di Elettra. Ma in un castello dove l'elettricità pulsa ancora un essere ignoto si aggira nell’ombra. Per fronteggiare l'enigmatica creatura e per riabbracciare la sua famiglia, Bellatrice dovrà sottrarsi agli inganni della proibita e misteriosa Ala Ovest del castello. Ma deve fare molta attenzione, cosa si cela dietro la maschera dell'odio? Una rivisitazione della favola "La Bella e la Bestia" in chiave distopica.

Di Beauty and the Cyborg se ne parlato tanto, troppo. Il web nei mesi passati ne è stato completamente invaso. Review, blog tour, estratti, foto del romanzo, insomma... il romanzo era sulla bocca di tutti.
Colpisce l'idea di base di inserire, in chiave moderna e distopica, una favola disney famosissima che ha riempito e riempie tutt'ora il cuore di grandi e piccini, ma andiamo con ordine in questa salita.

Presa dall'entusiasmo delle varie blogger ho iniziato anch'io la lettura di questa rivisitazione della favola, eppure non sono riuscita a trovare quella bellezza, quell'entusiasmo citato da tutti. Partiamo dalla cover: visto la delicatezza della fiaba mi sarei aspettata un altrettanto contenuto o uno sfondo più dark come la storia ne richiama. Carino l'occhio laser del cyborg, ma in realtà per il resto non è una cover che può far impazzire.

Il mondo che l'autrice ci descrive è un mondo che si trova nel futuro e non è di certo così roseo come si aspetta. Il mondo è completamente immerso nel buio, troviamo in uno schema netto e definito la diversità tra chi è povero e chi invece è circondato dal lusso, Il nido di spine rappresenta la povertà, il cercar di andar avanti ed Elettra il lusso, l'ostentazione del benessere; la gente comune cerca di sopravvivere come può e le regole devono essere assolutamente rispettate.

La nostra protagonista Bellatrice, ahimè mi ha ricordato in molte caratteristiche sia fisiche che caratteriali, Katniss del distretto 12 di Hunger Games, forse quest'ultima meno confusionaria della prima.
Ovviamente scrivere un distopico senza cadere nel cliché non è di certo facile, ma l'idea anche qui di dividere il tutto in fazioni, sempre sullo stile di Hunger Games, fa storcere il naso in una visione di già visto e vissuto. Bellatrice scappa, non ha rispettato le regole e i cyborg la vogliono catturare per punirla.

Se ci lasciamo coinvolgere solo da un infarinatura in generale, la storia non è malvagia, sono i dettagli, i piccoli e minuziosi dettagli che fan perdere il gusto e la sensazione di leggere un buon libro. Bellatrice è una protagonista che non solo ho trovato come brutta copia della ragazza di fuoco, ma l'ho trovata superficiale nei modi, confusionaria e forse troppo ingenua, in quell'ingenuità che tocca quasi le corde della stupidità. 
Ci sono scelte che fa che ti vien voglia di prendere il libro e lanciarlo via, chiedendo un minimo di intelletto in quel cervello che a volte sembra spegnersi. La fuga di Bellatrice la porta dopo diverse azioni e considerazioni, al castello dove la famosa ala ovest è inaccessibile.

Nel castello la figura di Bellatrice viene cambiata, nonostante sia una schiava viene trattata quasi in maniera dignitosa e se prima avevamo una Katniss povera, adesso ne troviamo una meglio vestita.

La rivisitazione che l'autrice realizza nel contesto del castello è molto fantasiosa, troviamo quasi tutti i personaggi presenti nella favola originale, ovviamente in chiave più elettrica e moderna. Qui non troveremo il principe che si preferisce bestia, troviamo un mezzo cyborg che tutti banalmente non si rendono conto di chi sia.
Tra tutti, il personaggio che mi è piaciucchiato rimane Aston e no, non è un errore di battitura. Aston è il classico cattivo stronzo.  odioso e crudele, il futuro re che dovrà regnare o almeno così sembra.

Il libro è una continua salita e discesa altalenante, la lettura è un giro su montagne russe troppo alte che dopo un po' annoiano e ti fan venire voglia di scendere. Mi sono trovata in confusione di fronte a scelte d'amore che non sembrano trovare un punto di inizio reale, mi sono trovata di fronte ad una protagonista che non mi ha colpito e nonostante il romanzo sia scritto in prima persona, non sono riuscita a sentirmi per mano e accompagnata, mi sono sentita estranea in un romanzo che poteva avere di più rispetto a ciò che ho trovato.

E' come se l'autrice avesse in testa tantissime idee e ne abbia mescolato il tutto in un gran pentolone, lasciando la cottura al caso e alla fortuna. Ci sono parti dove i personaggi, sia principali che secondari, sembrano prendere in mano le redini e far loro determinate scelte anche al di fuori delle proprie possibilità. Ci sono altre dove in realtà il romanzo sembra solo una ricca introduzione rispetto al romanzo vero e proprio che forse arriverà.

Beauty and the cyborg è un romanzo che non sono riuscita ad inquadrare, può essere una rivisitazione della favola, ma chiamarlo capolavoro, il retelling perfetto è davvero esagerato. E' una storia che piace perché ha parti originali, ma per il resto è una copia di tutto ciò che si è visto fin ora, di tutto ciò che Divergent e Hunger Games ci hanno portato.

La figura del cyborg, nonostante l'ambientazione viene identificata nel futuro, è una figura di un cyborg vecchio della fine degli anni ottanta che potevamo trovare in Robocop, una figura con una lucina sull'occhio. In realtà avrei preferito la figura di esseri cybernetici più cattiva, più futuristica, più pronta a far male, una sorta di Alien misto tra corpo robotico e umano, una Bestia e non una piccola lucina della notte. 

lunedì 8 gennaio 2018

Anteprima "Il tempio degli angeli ignoranti" di Daniele Del Fante e voi ci credete agli angeli?

Ultimamente mi è capitato di rileggere libri fantasy sugli angeli, bellissimi esseri dal lato oscuro, con grandi ali e pronti a volte ad unirsi al bellissimo angelo di nome Lucifero.
Con il nuovo anno sicuramente saremo circondate da tantissime uscite, ma la prima che mi ha colpito e che non vedevo l'ora di segnalarvi è Il tempio degli Angeli Ignoranti, di Daniele Del Fante, in uscita per la Leone Editore.

Àstrict è un angelo caduto a cui Iblìs, uno dei tanti nomi del diavolo, ha affidato una precisa missione: liberare l’Immagine, cioè la rappresentazione più pura e terribile del Male, imprigionata dopo una disputa con un uomo. Ma il Bene non rimane certo a guardare: a ostacolare il piano e a proteggere la giovane Carlotta, fondamentale per la realizzazione del progetto demoniaco, intervengono il bizzarro zio Geremia, l’amico Eugenio ed Eràmsih, campione del Bene uscito dalla nebbia dell’anima, consapevole che per redimere Àstrict dovrà sconfiggerlo e imprigionarlo nel Tempio degli Angeli Ignoranti.

A primo acchito, i nomi non sono per niente facili da memorizzare, eppure c'è qualcosa in questo libro che mi attrae. Premesso che ho letto solo la trama, qui a voi allegata sopra, ma l'idea di queste ali luminose, saranno del diavolo? Saranno del bellissimo Lucifero? E cos'è quel tatuaggio che fa da sfondo al romanzo? Sarà un sigillo luciferniano? E il tempio degli angeli ignoranti, perché ha questo nome così strano?
Non posso negarlo, il libro mi attira e io non vedo l'ora di riuscire a leggerlo. 

Titolo: Il Tempio Degli Angeli Ignoranti 
 Autore: Daniele Del Fante 
Editore: Leone Editore 
Data di uscita: 25 Gennaio 2018 
Prezzo cartaceo: 11,90 €

sabato 6 gennaio 2018

In my mailbox: la buca delle lettere


Alla prima buca delle lettere dell'anno non si resiste, come non si resiste al famoso Lunedì mi metto a dieta. Buongiorno e buona domenica lettori, quello che sto per mostrarvi sono le piccole entrate ricevute in questi giorni tra regali e acquisti. Per il mercatino dell'usato, mi tocca aspettare ancora una settimana, di solito in questo periodo si riescono a trovare i regali doppi o i regali poco graditi e conto di trovare letture nuove e recenti, ma tra ferie e riposo aspetto ancora un po'.


Parto già dal mio acquisto presso la libreria Libraccio: La fidanzata, di Michelle Frances. Libro edito da Nord e pubblicato nel 2017, è un thriller con protagonisti suocera, fidanzata e un unico figlio pronto a dedicare la vita alla sua amata. Di questo romanzo ho letto diversi pareri, non sembra un thriller ricco di adrenalina e azione, ma ammetto di averlo preso per la trama e l'idea di una madre che troppo ossessionata dal figlio rischia di perdere tutto.


La custode degli abissi, di Alessia Coppola è un regalo della blogger Peccati di Penna. E' un racconto che si legge in pochissime ore, ve ne avevo già parlato nel primo www dell'anno, non è malvagio ma mi aspettavo dalla Coppola qualcosina in più.


La figlia di Odino e Il grande libro dei fantasmi sono i due regali che aspettavo di ricevere da tempo. Il grande libro dei fantasmi sto divorando letteralmente storia dopo storia, tra brividi e notti riempiti con luce accesa.


Ora tocca a voi, cosa avete ricevuto o acquistato? Non vedo l'ora di leggervi!


venerdì 5 gennaio 2018

Perché Doki Doki Literature Club non è un gioco per tutti

Da Settembre il web è stato letteralmente inondato da Doki Doki Literature Club, gratuito nella piattaforma Steam, questa visual Novel ha preso pieno possesso di ogni computer. Ne hanno parlato tutti, in ogni possibile social vi è la possibilità di trovare opinioni e descrizioni di questo gioco e presa dalle continue ricerche, immagini e dalla curiosità, alla fine non ho resistito e l'ho provato anch'io.

L'articolo seguente contiene TRACCE DI SPOILER. 
Purtroppo non sono efferatissima sulla lingua inglese e per giocare ho dovuto aspettare marito che mi aiutasse nella traduzione e solo arrivata alla fine mi rendo conto che grazie al cielo ho aspettato marito!
Di questa visual novel se ne detto di ogni: è un horror psicologico pronto a deviarti la mente, a farti uscire il cuore dal petto, ma possibile che quattro ragazze dal classico stile anime potevano sconvolger così? La risposta è ASSOLUTAMENTE SI! 

Il videogioco parte con il nostro personaggio, uno studente, che dopo tanto tempo incontra una vecchia compagna di giochi di nome Sayori, sua vicina di casa, con cui decidiamo di proseguire insieme il cammino verso la scuola. Il nostro protagonista è il classico studente nerd, chiuso in casa tra videogiochi e anime, poco socievole con il resto del mondo. 
La nostra amica con cui arriviamo a scuola, ci invita a iscriverci ad un club di letteratura in cui lei fa parte con un piccolo sotterfugio del dai vieni a vedere com'è, vieni a mangiare qualche dolcetto e a conoscere le altre ragazze. Fin qui la nostra interazione è molto minima, iniziamo a conoscere le ragazze del club: Yuri, Monica e Natsuki. Ogni ragazza ha una propria personalità che spicca e andando avanti scena dopo scena, le scelte che faremo condizioneranno il personaggio con cui andremo a creare più intimità.

E' nella seconda parte del videogioco, quando ormai i giorni passano all'interno del club, che ci rendiamo conto che il gioco non è quello che sembra. E' un gioco nel gioco, ogni scelta fatta ha delle conseguenze che non ti aspetti. La personalità dei personaggi spicca sempre di più fino ad uscire ossessivamente dallo schermo. L'ossessione, la paura dell'orrore esce fuori esattamente qui.

Ci tengo a precisare una piccola nota: se si effettua una scelta con qualsiasi tipo di personaggio, non si può tornare indietro! Nonostante un nuovo inizio del gioco con un nuovo salvataggio o eliminando quello precedente, non si torna indietro. Il gioco si modifica, cancella il personaggio scelto prima, porta a problemi di bug creati apposta. E' qui, in questa seconda fase che ci si rende conto di quanto i brividi di veder il gioco così vivo e reale, non ci faranno dormire la notte. 

Il nostro compito principale nel club è migliorare la nostra scrittura scrivendo poesie e scambiarci a turno le poesie con le altre ragazze. La scelta determinante di alcune parole man a mano che componiamo la poesia, ci porterà all'avvicinamento di un personaggio, ma facendo attenzione, quello che dovrebbe essere scontato ci porterà all'occhio l'avvicinamento di un personaggio che non ci si aspettava. Se all'inizio le poesie delle ragazze spaziavano tra sole, luna stelle e piccole frasi banalissime, andando avanti nel gioco le poesie delle ragazze diventano sempre più devastanti e folli. Vengono descritte scene cruente, a volte tratti di depressione, in alcune parti scopriremo frasi sconnesse e senza senso il tutto con scene di pura follia psicologica che ci farà venir voglia di spegnere il computer e buttarci su un bel libro.

Ogni azione ha una conseguenza. 

Ogni scelta fatta indurrà ad un riavvio del gioco, dove tutte le cose saranno cambiate, deformate e addirittura errate. I personaggi non si rivolgeranno più al nostro giocatore nerd, ma parleranno direttamente con noi. Quella che sembra la scelta più saggia ad un certo punto della fase del gioco, si rivelerà invece la scelta più critica. Disinstallare un personaggio del gioco dalla cartella file, ci porterà ad un continuo loop assurdo e depressivo. Il gioco ci poterà a chiederci lui stesso di disinstallarlo e installarlo nuovamente per degli errori nel sistema. 

Quando ho iniziato il gioco, ammetto di aver sottovalutato la parte horror psicologica, concentrandomi solo sul genere horror. Non mi aspettavo mostri o demoni, ma ero convinta di trovarmi di fronte a scene di possessione o spiriti chissà come. Niente di più sbagliato. Doki Doki fa esattamente parte dell'horror psicologico, dove la realtà non è amplificata, ma è la parte più violenta della nostra stessa vita reale. Le fobie, la depressione, l'ossessione, l'ansia, il dover pagare delle conseguenze. Le continue modifiche del gioco, il sentir parlare e rivolgersi direttamente a noi giocatori, il trovarsi in un loop senza senso assistendo a scene cruente, ci poterà davvero a toglierci il sonno. 

Doki Doki Literature Club nonostante sia facilmente scaricabile e gratuito, non è un gioco per tutti ed è lo stesso creatore a ricordarcelo quando, nelle avvertenze, afferma che chi soffre di disturbi d'ansia o è maggiormente sensibile consiglia di non giocare. 

Il gioco inizia e finisce con scene diverse, ma se fate attenzione all'interno degli stessi file della cartella gioco, troverete indizi e messaggi in più: basta un po' di ingegno, un sistema di grafica e di suono. 

Consiglio Doki Doki a chi vuole mettersi in gioco e non è sensibile a certe scene e a meccanismi psicologici o non è facilmente influenzabile. Tra tutte e nonostante tutto, il mio personaggio preferito per le caratteristiche rimane Yuri e il vostro? Quale sarà la vostra scelta? 

ATTENZIONE PUO' FAR MALE.




giovedì 4 gennaio 2018

I sotterranei di Notre-Dame, Barbara Frale [Review Party]

Eccoci al primo review party dell'anno su I sotterranei di Notre-Dame, come vi accennavo ieri ho letto questo libro alle prime ore del nuovo anno, anche se era in coda lettura già da Dicembre e non ne sono rimasta delusa. E' un thriller storico diverso dal solito, con diverse caratteristiche che ne valorizzano il contenuto. 



i sotterranei di notre-dame

Barbara Frale 


Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: 9,90€
Pagine: 336
Genere: Thriller Storico 

Trama: PARIGI, 1301. Perché il re di Francia e i suoi uomini più fidati si aggirano furtivi nei sotterranei di Notre-Dame? Che cosa stanno disperatamente cercando? Filippo il Bello è disposto a tutto pur di scongiurare un evento fatale per il suo regno e la sua discendenza. Anche a mobilitare i migliori consiglieri perché raggiungano Roma: proprio in Vaticano, sotto la protezione del papa, si nasconde il celebre Arnaldo da Villanova, noto come il Catalano, geniale e discusso medico di Bonifacio VIII, un tempo al servizio di Filippo il Bello, poi accusato di praticare la magia. Ora il re lo rivuole presso di sé. Per quale motivo? Il pontefice nutre dei sospetti su quella richiesta e teme che Filippo il Bello stia orchestrando un complotto contro la Santa Sede. Per questo affida il compito di indagare al nipote, Crescenzio Caetani, giovane studente in Medicina, e a Dante Alighieri, delegato della Repubblica di Firenze. Addentrandosi nei meandri della Biblioteca Apostolica, sfogliando inestimabili trattati medici del mondo antico, i due tenteranno di scoprire cos’è che tormenta il monarca più potente della cristianità. Un segreto che il Catalano, custode della tradizione magica dell’Oriente, pare conoscere, ma che non sembra disposto a rivelare…

I sotterranei di Notre-Dame è un romanzo storico davvero difficile da descrivere per quanto minuziosa è l'attenzione che l'autrice presta alle circostanze e ai vari personaggi. Filippo il bello, re di Francia, si aggira nei sotterranei di Parigi con i suoi uomini: è angosciato, terrorizzato che il suo regno abbia fine. C'è un'antica profezia che lo dice, e pare ci sia una sola persona al mondo capace di salvarlo, o meglio di "curare il morbo" che affligge Parigi: quest'uomo è Arnaldo il Catalano, un tempo servitore fedele di Filippo, poi accusato di stregoneria e rifugiatosi da Papa Bonifacio in Vaticano. 
Allora il Signore disse a Mosè: «Stendi la tua mano verso il cielo e vi siano tenebre nel paese d’Egitto, così fitte da potersi toccare!». Esodo, 10. 21 

Nel corso del romanzo incontreremo tanti personaggi, qualcuno che tutti noi conosciamo bene come Dante il sommo poeta, altri sempre realmente esistiti ma del quale, sicuramente, non si conosce affondo la storia. 

Il cuore del racconto è proprio il dramma del monarca, un segreto che sembra pendere sulla sua testa e sulla testa del suo popolo

Saremo testimoni della lotta fra Stato e Chiesa, tra due poteri che si credono assoluti ma che in realtà sono anni luce lontani dalla potenza di Dio. 
Saremo custodi del dolore della regina Giovanna, moglie di Filippo, una donna forte ma in realtà tormentata dall'ansia che suo marito abbia relazioni extra coniugali. 

Ma arriviamo al mio personaggio preferito: il Catalano, uomo di grande cultura accusato di essere un eretico e uno stregone. Arnaldo in realtà è semplicemente un sapiente, dotato di un'immensa cultura sul mondo delle erbe e dei cristalli, esperto di Cabala e del mondo esoterico. 
E' affascinante come l'autrice abbia ricercato con minuziosità ogni dettaglio che fa parte del mondo esoterico, i concetti di cristalloterapia e della cabala, nonostante siano difficili da esprimere, vengono citati in maniera molto semplice e allo stesso tempo dettagliata in modo che il lettore se ne senta coinvolto. 
Ma bisogna vedere se la creazione del Golem dalla nuda terra non sia in realtà una metafora, un raccontare in allegoria come il sapiente può restituire la vita a un uomo in punto di morte, usando le forze invisibili di Dio, o forse quelle delle tenebre
Questa è una piccola citazione del romanzo che in fondo sintetizza gran parte della storia : Arnaldo può davvero salvare il re di Francia o è solo un truffatore che serve il demonio? Cosa affligge davvero Filippo? Di cosa ha davvero paura il re? Di una terribile piaga d'Egitto o di qualcosa di molto più concreto ed umano?

Le prime pagine del romanzo non sono semplici, la storia impiega un pochino per carburare, ma non fatevi scoraggiare:se anche voi avete voglia di perdere la testa per risolvere un enigma, questo è il libro giusto per voi. 

Complimenti all'autrice per la sua grande cultura storica e per il modo in cui ha umanizzato personaggi storici che sembrano inavvicinabili, ma in fondo sono esseri umani come noi.

Un libro da leggere in un fiato con la fiamma di una candela accanto.









#Il mondo di sopra partecipa alla bookchallenge di Chiacchiere Letterarie e I sotterranei di Notre-Dame viene inserita come recensione numero 26) Libro pubblicato quest'anno