giovedì 31 maggio 2018

Amazon Prime Reading è la nuova tomba dell'autore self?

36 euro all'anno per Prime, questa è la cifra che Amazon il più grande colosso in assoluto, richiede per i suoi clienti. 
Amazon tenta di giustificare la spesa oltre alla spedizione gratis di migliaia di prodotti, portando avanti la visione di Prime video (una sorta di piccolo Netflix che per ora ha titoli abbastanza vecchiotti) e portando in Italia Prime reading: libri gratis.
Basta davvero poco per mandare in tilt un lettore, basta unire la parola gratis ai libri ed è subito ricerca su Amazon su quei titoli che fan l'acquolina. 

Per gli abbonati al servizio Prime i titoli sono abbastanza diversi, da Harry Potter a autori semi nuovi, a titoli poco recenti ma sempre d'impatto. Amazon rilascia i romanzi gratuiti per tutti quei dispositivi che accedono con kindle. Una sorta di prestito a lungo termine, senza scadenza (se non quella del Prime stesso). 

Prime è un servizio che nonostante il rincaro del prezzo utilizzo da diversi anni e anch'io non ho resistito alla foga del momento dei libri gratis scegliendo diversi titoli che volevo leggere da un po':

- E' un giorno bellissimo, di Amabile Giusti

- La rana bollita: una storia di ansia, attacchi di panico e cambiamento, di Marina Innorta

- La lunga notte del dottor Galvan di Daniel Pennac

- La ragazza dagli occhi di carta, di Ilaria Tuti

- Gocce di veleno, di Valeria Benatti











Ma cosa ne pensano gli autori self di questa nuova strategia di Amazon?

Se già da un po' il contratto tra Amazon e gli autori self stava cominciando ad andare in crisi, cercando quest'ultimi altre piattaforme dove potersi pubblicare, ora gli autori ancora rimasti sembrano in alto mare cercando di capire se nonostante tutto rimarranno a galla in quella che Amazon definisce la classifica dei libri venduti e da leggere. 

Amazon Prime reading sembra definire una propria classifica di libri che propone da leggere, libri però che vengono selezionati in quella lista di libri gratis; ma ci guadagna davvero l'autore? Se con kindle unlimited l'autore sembrava guadagnare qualcosina a seconda di quante pagine leggesse il lettore, ora con Prime reading tutto questo sembra sparire, dando a chi non fa parte della lista pochissima visualizzazione. 

La classifica di Amazon su Prime Reading, in realtà, non si sa come sia stata realizzata in quanto solo un tot di autori sono stati contattati per email da Amazon stesso per aver la possibilità di scegliere di essere inseriti o meno in questa lista, ma con quali criteri l'autore self è stato scelto? 

Dicono che Amazon Prime reading sia la nuova forma di editoria che cambierà il modo di leggere del lettore, ma siamo sicuri che non diverrà la tomba del self autore? 

2 commenti:

  1. Sinceramente sono un po' combattuta. Perché da un lato i self stanno uccidendo l'editoria (secondo me)... sia dal punto di vista di qualità che di soldi ovviamente.
    Mi son capitati un bel po' di libri self che onestamente erano pieni di errori da quelli passabili di battitura a quelli terribili di grammatica e di lessico. Libri che a mio parere un editore scarterebbe a priori... In linea di massima una CE dovrebbe garantire una certa qualità anche se a volte non sempre è così... ma cmq questo è un'altro discorso.
    Sinceramente io utilizzo il Kobo, quindi i libri Amazon son costretta a leggerli con le app quindi per me son scomodi da far paura...e non li compro mai! Quelli che son stata costretta a leggere erano stati mandati da autori che volevano un mio parere.

    Poi come hai detto tu Prime video fa schifo... diciamolo, non ha nulla, in più io che sto in Sicilia non ho il servizio veloce in un giorno... insomma quei 36 euro che mi aumenteranno l'anno prossimo, non sono sicura di volerli pagare, infatti al momento sono tentata di disdire il mio abbonamento. Per fortuna Amazon è stata molto gentile, dato che la scadenza del mio prime era prevista per fine Aprile, mi hanno concesso un'altro anno a 20 euro ma nel 2019 anch'io dovrò pagare i 36 fatidici euro, quindi ho un anno per pensarci, e le cose potrebbero ancora cambiare.

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    1. Anch'io per il momento pago solo venti euro, ma dall'anno prossimo dovrò pagarne 36 euro anch'io. Che il selfpublishing possa rovinare l'editoria per me è più ni, nel senso ci sono molti autori e libri che valgono e ci sono case editrici che se ne rendono conto troppo tardi o autori che preferiscono pubblicarsi da soli, ma è la stessa cosa nelle case editrici ci sono libri che sono vere e proprie ciofeche ma vengono pubblicate per fama e notorietà. Io non ho il kobo, utilizzo i dispositivi kindle e ti capisco quando leggo dal cellulare è davvero una tragedia :/

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