8 Marzo: Quando a Ipazia le furono cavati gli occhi

lunedì 8 marzo 2021

 



Fu la sera dell'otto Marzo del 415 d.C, quando Ipazia fu uccisa. 
Ancora in vita, le vennero cavati gli occhi. 
Gli uomini cristiani riuniti intorno a lei, esplosero con una ferocia violenza per poi lasciarla lì a morire, una donna che aveva aperto la bocca troppe volte. 

Troppe volte era stata vista come una donna troppo intelligente, troppe volte era stata interrogata per cercare di scoprire chissà quale segreto magico ed esoterico e i cristiani intorno a lei, stanchi di quella sgualdrina, la sistemarono, a loro modo, proprio quella sera dell'otto marzo. 

Matematica, astronoma, filosofa e scienziata, Ipazia nacque ad Alessandria. Non si sa nulla della madre, ma fu educata dal padre Teone, geometra e filosofo d'Alessandria che le insegnò l'arte dell'insegnamento e Ipazia apprese tirando fuori tutta la sua mente. Mostrò al mondo ciò che aveva imparato e fu tempestata di domande, fino a quando non iniziò a insegnare la filosofia neoplatonica. 


I suoi allievi ascoltavano le sue lezioni entusiasti, comprendendo come fino a quel momento avevo percorso la loro vita in maniera orrenda e superficiale. Con Ipazia, la filosofia diveniva un vero e proprio stile di vita, una spiritualità e un legame che alzava non solo la mente, ma soprattutto lo spirito.

Ipazia, nel suo corpo fragile, fu uccisa a cinquant'anni, con la forza che solo un branco di bestie e non di uomini può avere. Ipazia fu sbeffeggiata, criticata perché non era una donna che l'uomo riusciva a sottomettere, non era una donna che appariva soltanto come un soprammobile da utilizzare distrattamente, ma era una pagana. Una donna che venne additata come strega:

Cronaca di Giovanni di Nikiu, un vescovo cristiano copto attivo ad Alessandria nel VII secolo, secondo cui Ipazia era una strega:

«In quei giorni apparve in Alessandria un filosofo femmina, una pagana chiamata Ipazia, che si dedicò completamente alla magia, agli astrolabi e agli strumenti di musica e che ingannò molte persone con stratagemmi satanici. Il governatore della città l'onorò esageratamente perché lei l'aveva sedotto con le sue arti magiche. Il governatore cessò di frequentare la chiesa come era stato suo costume. Ad eccezione di una volta in circostanze pericolose. E non solo fece questo, ma attrasse molti credenti a lei, ed egli stesso ricevette gli increduli in casa sua»
Secondo il vescovo dell'epoca, la liberazione delle menti e l'impressione che il paganesimo ardesse ancora negli uomini che dovevano convertirsi tutti al cristianesimo, portò a commissionarne l'omicidio in maniera brutale. Nel momento della morte, quella donna così bella che era riuscita a condizionare il pensiero e la libertà nel prendere decisioni, venne uccisa come l'indifesa creatura che era, infine denunando e bruciandone poi il corpo. 

Ipazia non riprese più fiato. Fu cancellata ogni traccia di lei, ogni suo ricordo per allontanare e dimenticare quella donna che aveva osato essere troppo intelligente in un mondo di uomini che la voleva preda. 
Tutti i suoi discepoli affermavano che con Ipazia riuscivano finalmente a vedere e a comprendere. 

Ipazia sapeva, ma fu bloccata e come tutte le donne, fu resa la strega da ardere poi sul rogo.. 




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