lunedì 29 febbraio 2016

La ricetta segreta per un sogno. Recensione

Buongiorno cari amici lettori, oggi vi presento un libro che ha sapore antico, un libro che ha il sapore di buono, un libro con cui ho sfornato una dolce ricetta...

Titolo: La ricetta segreta per un sogno
Autore: Valentina Cebeni
Editore: Garzanti
Pagine: 345
Prezzo: € 16,90

















Amo i libri scritti da donne che parlano alle donne, quei libri che appena li sfogli emanano un'energia che ti entra nelle pelle, quei libri che gli autori non me ne vogliano, hanno quel qualcosa in più che è capace di rivoltarti l'anima come un calzino.

Chiudete gli occhi e immaginate il profumo caldo del pane appena sfornato, immaginate un impasto che lievita piano piano...immaginate la magia del cibo e il potere che ha leggere un libro che evoca i più dolci dei ricordi.

Prima però di parlare di questo libro soffermiamoci su questa copertina, l'immagine al computer purtroppo non fa trasparire quello che in realtà comporta averla in mano. La ragazza che accarezza l'acqua sembra farci perdere in quel mare così profondo, i colori così tenui e delicati sembrano parlarci di un pomeriggio di Agosto. Avete presente quei pomeriggi che si rimane sulla spiaggia fino a sera mentre la gente comincia ad andar via e senti il silenzio del cielo e il rumore del mare? Ecco la copertina evoca proprio quel momento e quel mare.

Il mare della copertina è quello di un'isola sperduta della Sardegna, l'isola del Titano. Un'isola che in silenzio ascolta l'animo delle protagoniste della storia.

Elettra è una donna che non ha nessuno al di fuori della madre, Elettra vive perchè è al mondo, Elettra vive solo perchè i polmoni respirano. 

Elettra ha un rapporto complicato con la madre, una sorta di amore ed odio forse anche per ciò che la madre le ha tolto facendola lavorare con lei al panificio.

Elettra come molte donne sognava un lavoro soddisfacente da grande, un lavoro nel giornalismo ed invece si ritrova a lavorare per la madre nel panificio La bottega dei sogni.

La bottega dei sogni di lei e non i suoi. La bottega dove la madre sfornava magie per ogni palato, mentre lei sforna solo rimorsi e rimpianti. 

La storia inizia con un Elettra arrabbiata e delusa per via del coma della madre. Elettra non ha seguito i suoi sogni ed ora si ritrova a vivere nell'ombra di una donna ammalata. Da quando la madre Edda viene travolta da un ictus la vita delle due donne cade a pezzi, come se l'una fosse nonostante tutto l'ancora dell'altra. 

Elettra è stanca non c'è la fa più, i pagamenti in ritardo che la banca richiama, il cibo che nella sua mano ha sapore di lacrime ed amarezza e il negozio che ormai va alla deriva. Elettra dopo l'ennesima delusione decide di dare una svolta alla sua vita e di partire alla ricerca di un qualcosa di più grande grazie ad un'incanto dal sapore di anice.

Elettra in quel viaggio verso quella lontana terra ritrova la vita che aveva perso e la voglia di voler vivere. Elettra ritrova in lei quella calda luce che sembrava aver perso o forse non avere.
Pagina dopo pagina l'autrice ci immerge nella storia dell'isola, nella storia di donne e di uomini rimasti ancora ancorati al passato. Ci fa respirare il profumo del mare e ci fa sentire i granelli di sabbia sulla pelle.

La scrittura così evocativa ci permette di sentirci al fianco della protagonista, passo dopo passo entriamo così nel libro e credetemi quando vi dico che sarà difficile poi uscirne davvero.

Elettra si ritrova in un'isola che ha storie di vita diverse all'interno. Se da un lato troviamo i pescatori che nonostante il lavoro in mare portano a fatica il pescato, dall'altra parte troviamo donne dall'antica arte, donne sempre a lutto per l'uomo perso, donne che senza uomini non sono considerate UMANE.

Elettra si ritrova quindi a seguire il passo di quelle donne, a seguire la fede della madre per una Santa un po' troppo lontana, a seguire un'incantesimo che ha sapore di mistero e pane caldo.

L'ultima volta che ho amato un libro è stato La custode del miele e delle api sempre edito dalla Garzanti e anche questa volta la casa editrice ha fatto centro con questo libro. 

E' inutile dire quanto lo venero e quanto lo amo. Ha riportato alla luce vecchi sentimenti e vecchi odori che avevo dimenticato, mi ha fatto tornare bambina a quando mia nonna preparava la pitta china seduta in cucina raccontandomi vecchie storie.

La narrazione è veloce e ricca, lo stile incalzante non ci lascia nemmeno prender fiato, veniamo completamente circondati dalla storia e dai sapori che ci porta.

Non mancano poi le lacrime e quando Elettra si ritrova e trasforma il suo animo, noi ci trasformiamo con lei. Ci sentiamo a casa e finalmente libere di vivere.

Potrei parlarvi ore di questo romanzo, di come sia facile immaginare ogni cosa che con maestria l'autrice ci descrive. Quando una storia mi prende così mi piace immaginare che nel sangue dell'autrice ci sia inchiostro nelle vene perchè Valentina ha inchiostro in quella mano che scrive questa storia. Ogni personaggio descritto, ogni minimo dettaglio ci entra dentro e ci si affeziona anche a quelle semplici ricette che troviamo nei capitoli, ecco perchè le ricette del libro le ho ricopiate nel mio quaderno, ecco perchè ho sfogliato queste pagine gustandomi il pane all'anice che l'autrice cita. 



Ricetta pane all'anice:

Nota bene: senza glassa per via del marito -.-
1 kg di farina
200 g di zucchero
25 g di lievito
600 ml di latte
1 cucchiaio di miele
1 tuorlo d’uovo
1 cucchiaio di olio
4 cucchiai di semi di anice
1 arancia (scorza)
1 pizzico di sale

Per la glassa:
1 albume d’uovo; zucchero; succo di limone. Sciogliere il lievito in poco latte intiepidito insieme con un cucchiaio di miele e lasciare riposare per almeno 10 minuti.
Su un piano formare la fontana con la farina, lo zucchero, il sale, l’anice e la scorza; versare al centro il tuorlo, l’olio e, a poco a poco, il latte rimasto, aggiungendo in ultimo il lievito sciolto. Lavorare l’impasto per alcuni minuti, energicamente, sino a ottenere un composto elastico. Riporre in una ciotola capiente unta d’olio e lasciar riposare sino al raddoppio del volume. Riprendere l’impasto, formare delle palle grandi come un’arancia e deporle su una teglia. Coprire con un telo e lasciar riposare per un’ora. Trascorso questo tempo, spennellare i pani con un po’ d’albume, porre in forno caldo a 170° e cuocere per circa 30 minuti, mettendo in forno anche un pentolino d’acqua. Preparare la glassa: mescolare l’albume e lo zucchero sino a ottenere un composto chiaro e denso, aggiungendovi qualche goccia di succo di limone. Pennellare i pani freddi e lasciar asciugare completamente.

1 commento:

  1. Bellissimo libro e i panini all'anice hanno un aspetto davvero invitante

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