martedì 3 maggio 2016

Il matrimonio degli opposti. Recensione

I bambini muoiono per la febbre, non per l'amore. 

Buongiorno cari amici lettori,come state? Si avvicina sempre di più il giorno della partenza per il salone del libro, sono emozionatissima. E' da un bel po' che aspetto di andarci, nonostante la visita in ospedale che andrò a fare due giorni prima, ho deciso comunque di partire ugualmente e lasciarmi trascinare completamente dall'evento. 

Oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto volentieri e che mi ha fatto passare diverse ore piacevoli. Un libro che già mi aveva conquistato per la copertina. 

Il matrimonio degli opposti.

















Quando un libro ti prende non importa quante pagine abbia o come la scrittura possa essere, quando un libro ti prende si ha il bisogno di finirlo.

Il matrimonio degli opposti è esattamente questo, un libro di più di quattrocento pagine e non si sente minimamente il peso, pagina dopo pagina si stacca lo sguardo solo per arrivare alla parola fine.

Ci troviamo all'inizio del 1800, Rachel, la nostra protagonista, è una donna che ha i nostri stessi occhi, è una giovane donna che ama la sua famiglia e il suo vivere. Come la maggior parte delle figlie ha un rapporto molto stretto con uno dei due genitori, in questo caso suo padre. 

Suo padre uomo d'affari, la ama in ogni modo. La sera rientrato da lavoro le legge delle fiabe e lei con gli occhi sognanti continua a guardare e immaginare. Ma come tutte le ragazzine di qualsiasi tempo, la nostra protagonista ha un sogno nascosto: Parigi.

Come ogni sogno che si rispetti, anche questo comporta di conoscere ogni cosa, conosce tutte le strade, gli ambienti, ogni cosa e luogo di quella maestosa città. Ogni notte sogna di indossare quei vestiti cosi' raffinati che trova nelle riviste.

Che rumore fa un sogno distrutto? 

Ma quando la routine della nostra protagonista viene spezzata dalla notizia del padre, ecco che tutto crolla piano e nonostante il crollo, la nostra giovane donna stringe i denti e la sua dignità.

<<Il matrimonio non è poi diverso dagli affari, e negli affari ci sai fare, mia cara.>>

Ma il matrimonio che la nostra protagonista si ritrova a vivere, è uno di quei matrimoni combinati con un uomo più grande, di trent'anni in più e saranno troppi i dolori che la nostra protagonista si ritrova a vivere.

Non sarà facile vivere con un uomo anziano, un uomo che ha le sue esigenze e che come donna sembra solo un numero, un oggetto messo lì in casa, senza poi dargli troppo peso, ma la nostra protagonista è diversa, è donna, ha fuoco nelle vene e ruggito nella voce. La nostra giovane donna è forte, è ribelle, ecco perchè va avanti, nonostante tutto.

Quanto può esser forte una donna? 

Questo romanzo è qualcosa di particolare, ha una voce che stringe i pugni, ha una donna che ci porta a conoscere l'amore, la rabbia, la dignità e la forza che solo una donna può avere. 

L'ho letto e divorato in poco tempo, la scrittura sembra quasi poesia che accarezza le pagine e nonostante il dramma, il cuore in gola in molte pagine, l'autrice ci fa completamente sognare con lei, cercando tra la gente quegli stessi occhi che abbiamo trovato in quelle righe.

Dire che il libro è bello sembra quasi riduttivo. Tanti sono i personaggi incontrati e tante sono le loro caratteristiche, eppure ognuno è completamente diverso l'uno dall'altro, ognuno ha la propria personalità che scinde dalle pagine.

Andando avanti con le pagine conosciamo l'amore, quell'amore che in quegli anni non poteva nascere, un amore struggente, passionale, un amore violento, un amore che fa male, ma che porta alla luce l'artista Camille Pisarro, uno dei più grandi pittori dell'impressionismo.

Le vicende della nostra amica Rachel sono tante, a volte le sue scelte ci faranno storcere il naso, eppure la sua forza ci darà la possibilità di comprendere che nonostante il tempo e gli anni, una donna è pur sempre Donna. 

Verso la fine delle pagine l'autrice ci racconta brevemente i tratti della vera Rachel, fanciulla, moglie, vedova e moglie ancora e i tratti di quel figlio artista che ancora non aveva capito.

Un libro bello da togliere il fiato, difficile da dimenticare. Struggente come solo questa casa editrice sa realizzare, un libro che vale la pena di vivere. 











1 commento:

  1. Quasi tutto vero quel che si dice sopra,ma ho una lamentela da esprimere: la traduzione! Perché non si affidano i testi a chi veramente sa l'inglese e anche l'italiano? Molto del piacere della lettura se ne va alle prese con un lessico sgangherato, ripetitivo...E' proprio impossibile fare di meglio?

    RispondiElimina

Se hai letto l'articolo lascia pure un messaggio, un'impronta del tuo passaggio. Dedicami qualche minuto così da raccontarmi le tue opinioni od impressioni, mi fa piacere confrontarmi e leggere i commenti di nuovi lettori. Gli estranei sono amici che non abbiamo ancora incontrato. Grazie per essere passato e il mondo di sopra esplorato.