venerdì 28 aprile 2017

Neve come Cenere - Recensione -

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo e siamo finalmente all'entrata di un nuovo weekend! Oggi per chi è rimasto a casa o è fedele comunque alla lettura del blog, voglio parlarvi della mia opinione su Neve come Cenere e cavolo se ho sudato sette camicie per terminare la lettura di questo piccolo volume. 


neve come cenere

Sara Raasch


Editore: Mondadori
Prezzo: 12,50€
Pagine: 335


Trama: Da sedici anni i cittadini del Regno d'Inverno sono stati fatti schiavi, privati della loro magia e del loro re. L'unica speranza per il popolo di Inverno risiede negli otto fuggitivi che sono riusciti a scappare e sopravvivere fuori dai confini, in attesa che giunga il momento del riscatto. Rimasta orfana durante la sconfitta di Inverno, Meira è stata allevata da Sire e ha vissuto tutta la vita come profuga. Sogna di diventare una guerriera e far risorgere Inverno, ma il suo cuore batte anche per Mather, il suo migliore amico nonché erede al trono. Quando gli esploratori scoprono dove è nascosto il medaglione magico in grado di ridare i poteri a Inverno, Meira decide che è giunto il momento di fare sul serio. Finirà coinvolta in un gioco pericoloso forse troppo spietato per lei. E soprattutto dovrà rendersi conto che il suo destino non le è mai realmente appartenuto.

Un giorno non saremo più soltanto parole nel buio e io lo spero di avere un po' di luce nei capitoli successivi, perché per me questo inizio non è stata una partenza facile. Sono stata seduta ore a leggere e rileggere l'inizio, eppure ho storto il naso tutte le volte. Ci sono libri dove effettivamente fa bene entrare nel punto vivo della storia per poi sapere tutto il resto dopo, ma ci sono altri, come in questo caso, che ritrovarmi a pieno petto nella scena, già dalla prima pagina, non mi ha stuzzicato poi così tanto, anzi ho avuto la sensazione di pesantezza e confusione che in un fantasy non dovrebbe comunque esserci.

Immaginate una storia originale a forma di cerchio. Un bel cerchio rotondo, luminoso e grande. Ecco lo state visualizzando? Ora mettete diversi angoli intorno al cerchio, lo sto state storcendo il naso. Ma questa storia è esattamente così, un bel cerchio luminoso rovinato da quelli che sono angoli smussati male, troppi punti che tendono poi a far perdere quella che è la storia. Ma arriviamoci piano piano.

Il mondo Primoria in cui ci troviamo è diviso in diversi regni suddivisi in Stagioni e Ritmi. Il regno delle Stagioni è diviso nelle stagioni vere e proprie: Estate, Autunno, Primavera e Inverno rappresentati da un clima perenne - Estate sempre Estate - e dalle caratteristiche degli abitanti. Nel regno di Inverno i personaggi sono caratterizzati allo stile di Elsa di Frozen con un misto di albinismo e tra loro sorge ancora un senso di maschilismo prepotente, in quanto la nostra protagonista che ha come arma il cerchio rotante di Xena, non viene calcolata da quasi nessuno in quanto femmina. E si sa, tra gli Inverniani le femmine non possono mica combattere.
Il suo senso di inferiorità la opprime così tanto che già dalle prime pagine, la troviamo in difesa e attacco verso quelli che diventeranno i suoi compagni di avventura e verso l'uomo che l'ha cresciuta come un padre. Il suo bisogno di dimostrargli che non è soltanto femmina, è così forte che da una parte ne viene in automatico ammirare la sua determinazione e la voglia di uscir fuori dal circolo di femmine uguale cucina.

Il misto tra fantasy e romanzo d'amore lo troviamo nel lato psicologico della nostra protagonista che innamorata dell'erede al trono sa benissimo che non potrà mai avere qualcosa in cambio da lui visto che il matrimonio nei classici regni è fatto solo per convenienza. Mather, nome per me senza senso per un uomo dal lato atipico con cui ci viene descritto, è in obbligo a sposarsi con una principessa di un regno diverso, così che Inverno possa diventare più grande e più potente, ma d'altro canto un debole per la nostra protagonista lo dimostra comunque.

Come nei classici fantasy, troviamo il cattivo della situazione che un po' allo stile di Jafar di Aladdin cerca di conquistare tutto il mondo e non solo il suo piccolo regno Primavera. Posso ammettervi che quest'ultimo è quello per cui ho tifato.

L'autrice per rendere ancora più complicato il cerchio luminoso che abbiamo visualizzato, ci porta davanti ad una protagonista che si innamora non più solo di quello che sarà presto Re, ma anche del nuovo arrivato che in un attimo la conquista con il suo charme. Lo so, vi state chiedendo se siamo ancora in un fantasy.

Avete presente Robin Hood e il suo clan che si crea nel bosco per combattere i cattivi e dar oro ai bisognosi? Ecco, i nostri protagonisti sono esattamente la stessa cosa in quanto anche loro son dovuti fuggire da qualcosa di troppo grande, in quel momento, da poter sconfiggere. Fuggiti dal proprio regno vogliono comunque liberare i loro sudditi e dare il posto al re che spetta veramente, ecco perché partono alla ricerca della magia perduta.

In tutto questo cerchio rotante, scusatemi ma volevo dirlo già da un po', troviamo magie assopite, magie da ricostruire, regni in bilico di crisi esistenziale e bettole in stile Irish Pub.

Insomma, il libro in generale come primo volume non è affatto male, ma l'autrice ha davvero buttato di ogni all'interno, che il contenuto sembra essersi perso tra le righe. L'dea delle stagioni, della magia persa, può essere accattivante, ma buttarci un triangolo amoroso, iniziare con fuggitivi scappati dalla schiavitù per poi liberare il regno... non so, ho ancora il naso storto e il classico uhm.

Urlo, ho bisogno che qualcuno mi senta, ho bisogno che qualcun altro veda che non hanno distrutto tutto. Il Declino esiste ancora e.... non vi dico il resto.








1 commento:

  1. Ciao Emanuela, sono passata dal tuo angolino e mi sono soffermata a leggere questa recensione in quanto il libro mi incuriosisce non poco, tuttavia, dopo questa recensione non sono sicura di volerlo leggere....o, se lo leggerò, lo farò in digitale piuttosto che in cartaceo. Leggerai il secondo volume?
    Bacioni ❤️, R!

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