lunedì 19 giugno 2017

Il mio sbaglio più bello - Recensione -

Buongiorno Abitanti Lettori del Mondo e buon inizio settimana. Come avete passato il weekend? Io e marito abbiamo deciso di dedicarci un po' di tempo e stare insieme. Purtroppo la domenica è finita velocissima, il tempo di una passeggiata e di una partita a Monopoli ed era già l'ora di andare a dormire. Prima di correre alla visita medica odierna, voglio lasciarvi la mia opinione su un romanzo alla pari di Bridget Jones, un romanzo che si legge con in mano un mojito e nell'altra il cucchiaio ricolmo di gelato. Mettetevi comodi, orecchie in ascolto e cominciamo:


il mio sbaglio piu' bello

Catherine Bennetto


Editore: Leone Editore
Prezzo: 14,90€
Pagine: 472

Trama: Emma, giovane donna londinese, ha un lavoro nell’affascinante mondo della televisione; si è fatta faticosamente strada nel mondo delle fiction mediche di infimo livello fino a ottenere l’incarico di seconda aiuto regista: giusto un gradino sopra quello dei portatori di caffè e dei trovarobe. La sua esistenza scorre tranquilla, tra il lavoro che pesa come un macigno, il fidanzato nullafacente e geniale, una famiglia piuttosto psicotica e amici decisamente sui generis; fino al giorno in cui scopre di essere accidentalmente incinta, preoccupantemente disoccupata e sinistramente al verde. Ma una nuova vita è in arrivo e, che le piaccia o no, dovrà diventare il tipo di persona in grado di badare a se stessa, per non parlare del bambino che sta per nascere. E dovrà farlo molto rapidamente.

Emma è una donna bellissima, in carriera, con trampoli al posto dei tacchi alti, vive in un bellissimo ed enorme appartamento dalla vista mozzafiato e... ci avete creduto vero? In realtà di quello che vi sto dicendo nulla è vero, se non il nome della nostra protagonista: Emma.

Emma è una donna complessa, un po' come tutte le donne. Ha un lavoro che visto da fuori è visto come il lavoro dei sogni, invidiato da tutti, lavorare nel mondo della televisione, chi non l'ha mai sognato? Eppure lei nel mondo della televisione ci lavora, ma dietro le quinte.

Il suo appartamento non profuma di esotico e non brilla di luce, forse la luce a malapena c'è, gli odori nell'appartamento hanno un loro profumo ancora sconosciuto, non mangia aragoste e granchio tutti i giorni, a volte non mangia nemmeno. Vive con il suo compagno, Ned, un uomo che all'inizio della loro storia l'ha conquistata con il suo lato tenero, quasi da cioccolatino, e la sua innocente goffagine, che da un lato fa sorridere e dall'altro fa uscire ogni più violento raptus omicida. Emma e Ned vivono alla giornata, circondati da scatolette di tonno e crakers stantii, da storie e film in televisione.

Se preso e analizzato in piccoli pezzettini, la figura del suo compagno si può anche apprezzare...all'inizio.

Un uomo ingenuo, un sognatore che vive di sogni, un ottimista che non perde mai il sorriso, un uomo dai mille progetti ma che in realtà non ne realizza mai, ma se analizziamo pezzo per pezzo, in una minuziosa e accurata autopsia scopriremo come la figura di Emma viene messa in ombra da Ned.
Ned rappresenta, almeno per me, tutto quello che le donne dovrebbero odiare: l'uomo mammone. Quello che se c'è una maglietta fuori posto, ci gira intorno, la guarda anche, ma la maglietta rimane fuori posto. Quello che può tranquillamente vivere con casa disordinata e dalle poche pulizie, perché anche se lui è a casa, i lavori in casa sono solo da donne. Poverino, lui è lì sul divano che progetta idee, è normale che al ritorno da lavoro sia Emma a doversi occupare della casa, non trovate?

E se tutto questo ancora non vi basta, parliamo allora del ritardo di Emma, di quel calcolo mestruale forse sbagliato...e di come scopre cosa in realtà Ned abbia fatto dei suoi soldi, si perché se l'uomo mammone non vi basta, abbiamo anche l'uomo dalle mani bucate e non di certo per un martirio.

La discesa in cui Emma cade sembra un po' allo stile di Alice nel paese delle meraviglie, quando la discesa sembra infinita. Anche qui la nostra protagonista sembra cadere in un pozzo senza fondo, ma di sfiga e problemi su problemi; in realtà pagina dopo pagina ci si rende conto come il romanzo sia la nostra rivincita, il superamento di ostacoli e finalmente punti e tratti di felicità. 

Quando Emma si rende conto che il suo ritardo non è per motivi di stress lavorativi, ma è un ritardo perché in lei si fa strada un altro essere umano, la sua vita cambia completamente. Avete presente gli ormoni, quelli che possono tranquillamente essere definiti, in maniera sarcastica, i migliori amici delle donne? Ecco. Emma ne ha a quintali, giorno dopo giorno. E' come se si trovasse in un amplificatore, dove gli ormoni le creano uno scombussolamento tale che se prima vigeva la regola pensa dieci volte prima di parlare, ora sembra che vige parla e poi pensa. Saranno proprio gli ormoni a metterla in difficoltà, a creare situazioni imbarazzanti soprattutto nell'ambiente di lavoro.

Un bambino. Il mio bambino. Due gambe, due braccia, una testa e un sedere. Perfettamente formato senza le mie istruzioni né il mio permesso. 
Quando Emma decide di lasciare il lavoro - grazie ormoni - l'universo sembra andarle ancora contro, mostrando i denti con un ghigno degno di un incubo, ma ormai è tardi, Emma siamo diventate noi e noi abbiamo il bisogno, la necessità di quel vissero felici e contenti.  

Pagina dopo pagina assaporiamo completamente tutta la vita di Emma e conosciamo le persone che ne fanno parte. I personaggi descritti non fanno solo da contorno alla storia, diventano pezzi importanti in questo magnifico puzzle. Nessuno esce di scena senza lasciarci un po' di malinconia. Ogni personaggio è descritto in maniera così completa che sembra davvero fatto di carne e ossa e pronto ad uscire dal libro da un momento all'altro. 

L'autrice ci lascia sognare di donne come la madre e la sorella di Emma. Ho amato ogni singola mossa, ogni singola battuta. Ho amato come la vita di due donne, il passato forse un po' troppo sofferto per colpa di altri, sia stato chiuso per dare spazio ad un presente incoraggiante e di aiuto per quella che poi è la formazione di Emma. Ogni loro parola e azione sembra suggerirci Tu fai parte della famiglia e la famiglia non si lascia. E' il loro modo di essere che circonda Emma di speranza, di quella piccola felicità che porta a dirti non sono sconfitta, anche se in realtà manca tutto - a parte un figlio -.

Lo so, all'inizio Il mio sbaglio più bello e la copertina, sembrano incoraggiare il solito ennesimo romanzo d'amore, ma in realtà questo romanzo racchiude tutto, ogni genere che cerchiamo in un libro. E' divertente, è frizzante, è pungente come una serata estiva con schiuma e alcool che scorre, è grintoso come una serata tra musica decente e voglia di ballare, è romantico grazie ad un principe che ci farà sognare l'amore, è commedia divertente per le risate che ci farà fare.

Scrivere è davvero molto facile, è farsi ricordare che è difficile. 

Il mio sbaglio più bello è un libro di quasi cinquecento pagine, ma scommetto tutto ciò che volete, che riuscirete a finirlo in pochissimo tempo, l'inchiostro, ria dopo riga, correrà nella vostra mente come fiume in piena, come un abile ciclista pronto a raggiungere la sua meta. Se visto il caldo e l'arrivo ormai delle ferie estive, cercate un libro che vi faccia sognare e che vi faccia comunque sentir leggeri, perché ammettiamolo lo meritiamo, allora Il mio sbaglio più bello è il libro che fa per voi.

Attenzione perché rischiate di innamorarvi poi di Joe e a cercarlo ovunque!

Mentre ero impegnato a non fare niente, disse, credo di essermi innamorato di te.






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