lunedì 30 luglio 2018

Quando gli esordienti si arrampicano sul piedistallo (per poi scivolare poco dopo)

Ho aspettato che si calmassero un po' le acque per riflettere sul boom del web accaduto un paio di giorni fa: l'ennesima guerra tra scrittori esordienti e blogger. Non fraintendiamo, non esistono solo due fazioni che si dividono tra blogger buoni e scrittori cattivi (oramai avete imparato a conoscermi e sapete quanto anche nei blogger non credo nella maggior parte, ma collaboro e frequento solo pochissime persone - si contano sulle dita di una mano), ma in questo caso - l'ennesimo - ci si ritrova di nuovo nel ciclone dello scrittore incattivito dalla recensione di una blogger. 

La miccia che ha acceso la bomba in questo caso, è stata una recensione positiva di una blogger con un piccolo appunto sugli errori grammaticali trovati nel libro; l'autrice, risentita della situazione dove sentiva minacciata la sua immagine di autrice arrivata, della nuova King della letteratura, ne ha aperto prima un continuo molestare in privato la blogger, per poi finire il tutto su una discussione su facebook taggando moltissimi autori esordienti per il solito far branco contro qualcuno. La blogger, sentitasi in difficoltà sulla situazione creata, ne ha chiesto aiuto alle colleghe creando quindi le due fazioni e lo scontro avvenuto. 
Da entrambe le parti sono volate parole forti, ma quello che ha fatto male ai blogger che come me si impegnano giorno dopo giorno a portare contenuti nuovi e originali nella propria piattaforma, sono stati i commenti degli autori poco dopo il tag dell'autrice, svalutando il valore e il lavoro delle blogger, identificandole quasi come degli avvoltoi pronti in agguato per la copia cartacea e marchettare nei confronti delle case editrici pronte a vendere il loro spazio per l'omaggio. (Ovviamente non nego che ci siano blogger del genere, ma non è questo il contenuto dove parlarne)

Il boom sul web, la discussione degenerata poi su altre piattaforme da altri autori sempre emergenti, le varie minacce di denunce sempre per la recensione positiva (what?) ha portato alla conclusione per molte di dire basta e chiudere tutte le collaborazioni presenti e future con il mondo self o di selezionarne in maniera molto stretta e selettiva le eventuali richieste.

Quando gli esordienti si arrampicano sul piedistallo non si rendono conto, ahimè, di scivolare poco dopo. 

Scrivere un libro sicuramente dopo averlo sognato e progettato per tanto tempo e finalmente vederlo pubblicato è un sogno, ma di certo non un arrivo. E' dal momento della pubblicazione che ne inizia il cammino vero e proprio e il web ormai, è la pista, il punto di lancio per raggiungere quei lettori oramai digitali e futuristici. E cosa c'è di meglio che affidarsi ad un bookblogger esperto  per raggiungere quella fetta di lettori in attesa di nuove e appassionanti letture? 

Ecco che allora lo scrittore esordiente ha poche e semplici mosse da compiere:
- visitare e cercare i blog o i siti letterari che parlino del genere che tratta il romanzo da poco pubblicato
- informarsi sulle modalità per contattare il blog o il sito letterario in questione
- Aspettarne la risposta e accettare che, la recensione richiesta, potrà essere o positiva o negativa, e se in caso fosse negativa trovare e capire i punti dove migliorarsi perché aver scritto e pubblicato un libro non significa aver raggiunto il podio.

Ma, ahimè, questa, e le mie colleghe blogger ne saranno d'accordo, è pura utopia, in quanto spesso lo scrittore esordiente si sente arrivato al traguardo e tutto e tutti intorno a sé sono solo nemici da combattere che non comprendono il capolavoro appena pubblicato. Ecco quindi che nasce poi la conseguenza citata sopra, la continua guerra tra blogger e scrittori con le dovute scelte di selezionare o evitare le collaborazioni.

Da blogger non posso non esserne d'accordo, è per questo che anch'io preferisco selezionare le richieste di recensioni, cestinare le email dove si evince che le modalità per le richieste non sono state affatto lette, ma è la solita email copia e incolla e pretendere quel rispetto che tra persone civili dovrebbe esserci sempre. 

Una recensione negativa non mina la vostra dignità, non amputa il vostro ego, una recensione negativa è un tassello per migliorare quel capolavoro che forse capolavoro non è. Una recensione negativa non è fatta perché il mondo dei blogger è brutto e cattivo, ma semplicemente perché valutando la vostra opera si è capito che non era poi così adatta per come ne è stata pubblicata, ma che ha bisogno di una revisione. 

Il piedistallo può esser di marmo, di pietra, di legno, in resina, può essere decorato o a tinta unita, ma a scivolare cadete tutti allo stesso modo. 



9 commenti:

  1. Ciao Emanuela,,sono pienamente d'accordo con quello che hai scritto, in passato ho solo avuto una brutta esperienza con una scrittrice self ma da allora ho iniziato a leggere poco quello che mi propongono, tranne in alcuni casi , leggo solo i self che compro io di tasca mia . Ovviamente do spazio sul blog per le segnalazioni ma dopo questa diatriba che ho seguito su facebook mi sento talmente sdegnata che farò attenzione nel fare le segnalazioni visto che poi quando serve a loro il lavoro dei blogger non viene apprezzato.
    E dire che è partito tutto da una recensione positiva ...mannaggia ai refusi :)
    Ciao
    Gabriella

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    1. Ciao Gabriella e' proprio quello che fa ridere, il fatto che la recensione era positiva! Ma alla fine si sa...funziona sempre cosi' per un autore, se tu blogger fai complimenti alla sua opera allora sei bravissima ed espertissima, se (come nel caso seguente al tuo commento) fai una recensione negativa e costruttiva all'opera, sei una blogger brutta e cattiva e non titolata xD

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    2. Ciao Gabriella e' proprio quello che fa ridere, il fatto che la recensione era positiva! Ma alla fine si sa...funziona sempre cosi' per un autore, se tu blogger fai complimenti alla sua opera allora sei bravissima ed espertissima, se (come nel caso seguente al tuo commento) fai una recensione negativa e costruttiva all'opera, sei una blogger brutta e cattiva e non titolata xD

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  2. Ho letto l’articolo e l’ho trovato interessante. Esilerante per lo più. Come può essere presa seriamente una blogger che recensisce libri e che in un solo post commette diversi errori di grammatica e di sintassi? Forse lei non se ne è accorta, altrimenti li avrebbe corretti, ma ci sono e rendono ogni parola che ha scritto una vera e propria barzelletta. Non c’è da stupirsi che gli autori si infastidiscano per le recensioni di blogger come lei. Non è importante che siano bravi o meno bravi, ma ritengo che sia doveroso che vengano giudicati da persone esperte e titolate. Leggere tanti libri e scrivere quello che se ne pensa su internet non fa di voi dei critici letterari. Per quello servono studi e conoscenza. Ma dall’alto della vostra tastiera pensate di poter giudicare, influenzando il destino di un romanzo. Chi siete per arrogarvi tale diritto? Purtroppo siete lo specchio di questa società, il riflesso della superficialità di un mondo digitale con i polpastrelli consumati dai touch screen degli smartphone. Siete quelli che sparano sentenze senza sapere di cosa parlano. Siete il lettore di oggi, che se si ritrova davanti un testo costruito in maniera più complessa di soggetto, verbo e complemento oggetto, fa fatica a leggere. Comunque la ringrazio, con questo suo pezzo ha dimostrato a tutti gli scrittori esordienti quanto poco valiate, voi blogger all’arrembaggio. Voi, che parlate del loro lavoro, sbagliando l’uso della lingua.

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    1. Sa cosa fa ridere cara Laura J.? Il fatto che il commento da parte sua sia stato inserito ovunque in ogni social pur di farsi vedere, e che lei sia proprio quell'autrice che, dopo la recensione a tre stelle pubblicata qui sul blog sul suo romanzo Il principe infernale, si sia lamentata con la casa editrice telefonando all'ufficio stampa e tempestando di email per come io non avessi capito il suo romanzo... che strano che adesso lei stia rispondendo cosi' non trova? Come fa a dire che non sono titolata? Sa per caso il mio percorso di studi e la mia formazione professionale? Prima di parlare sarebbe meglio pensare o tacere.

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  3. Non ero a conoscenza di questa spiacevole vicenda; sono tuttavia d'accordo con le tue osservazioni e riflessioni. La maturità che ha dimostrato l'autrice attraverso il suo comportamento è deplorevole. Personalmente, riconosco che noi "blogger" non siamo critici letterari e che ognuno di noi si distingue in base alle personali conoscenze e percorsi di studio; se viene chiesto un parere riguardo un'opera od un argomento (come può accadere nella vita reale) noi lo condividiamo. L'autore, indipendentemente dalla natura positiva o negativa della recensione, deve tollerare ciò che è stato scritto e, in caso, esporre le sue idee in modo civile.
    I dibattiti, in base a come gestiti, posso divenire fonte di arricchimento.

    Complimenti per il post,
    A presto,
    Erica

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    1. Ahimè seguendo la vicenda sui social ho notato che diverse sono le autrici con comportamento deplorevole, tra l'altro si sono spostate anche su instagram in questa guerra senza fine. Esatto, condivido con te cara Erica, se ci viene chiesto un parere non ci si può lamentare di averlo ricevuto, positivo o negativo che sia (visto che tendenzialmente si mette in conto che una recensione può non essere favorevole)

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  4. Mi spiace per la tua disavventura. Non conosco i particolari della vicenda, ma cerco di essere sempre obiettiva nelle mie recensioni, sia che si tratti di libri di esordienti che di autori affermati, ragion per cui capisco bene il tuo punto di vista.
    Spero che in futuro tu possa trovare giovani autori più ragionevoli e propensi alle critiche costruttive. Anche perché è necessario ricordare che il nostro è sempre un parere personale, per cui non ha senso intraprendere guerre solo per un giudizio negativo su un blog.

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    1. In questo caso la disavventura non è stata la mia, ma di una blogger di un altro blog ma trovo ingiusto la guerra che si è creata. Anch'io come te cerco di essere coerente con le mie idee e opinioni, ma dopo un po' tutto questo stufa e porta al bisogno di allontanarsi da gente così negativa.

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