mercoledì 1 agosto 2018

Le assaggiatrici, Rosella Postorino - Recensione -

Finalmente sono riuscita a terminare la lettura di questo romanzo; dopo una partenza entusiasta mi sono trovata davanti ad una salita con un peso eccessivo, eppure su Le assaggiatrici di Rosella Postorino le aspettative erano alte, forse troppo. 


le assaggiatrici

Rosella Postorino

Editore: Feltrinelli 
Prezzo: 17,00€
Pagine: 285

Trama: La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. "Da anni avevamo fame e paura", dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l'autunno del '43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: "Mangiate", davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un'ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell'ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s'intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del '44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti - come una sorta di divinità che non compare mai - incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.



Mi aspettavo tanto, forse troppo da questo romanzo. Ho seguito con attesa il lancio pubblicitario realizzato dalla casa editrice, ho ascoltato e letto le varie interviste all'autrice e, quando finalmente sono riuscita ad avere il libro tra le mani, il nulla. Interessanti le prime pagine, evocative i primi capitoli ma pagina dopo pagina, mi sono trovata in un continuo loop forzato come se il romanzo non avesse più nulla da dire. 

Il romanzo, ispirato ad una storia vera, racconta un pezzo di vita della nostra protagonista Rosa che, insieme ad altre donne, si ritrova a lavorare come assaggiatrice dei pasti destinati a Hitler. Nei primi capitoli è possibile sentire l'angoscia e la sensazione contrastante di fame e paura provate da quelle donne che si ritrovano a mangiare appena parte l'ordine delle ss. 

La paura quotidiana di perdere la vita per il veleno destinato a Hitler, la fame nell'aver nonostante tutto bisogno di mangiare quel cibo così agli occhi saporito, ci porta ad immedesimarci in quelle donne e a sentire empaticamente quelle sensazioni di disagio e continuo terrore
La storia di Rosa va avanti, giorno dopo giorno, nello sviluppare una sorta di amicizia e confidenza con le altre donne sedute al tavolo con la sua stessa sorte. 

Rosa non vive la sua vita, ma si limita ad esistere in quest'esistenza giorno dopo giorno, nell'attesa che il marito ritorni dal fronte e occupando le ore dopo il lavoro aiutando in casa i suoceri con cui vive. La storia sembra prendere una piega diversa quando Rosa si ritrova con notizie dal fronte e intorno a lei tutto sembra cambiare anche nello stesso ambiente di lavoro. 

Il loop continuo e forzato sembra esser narrato nel momento in cui la storia viene quasi diluita; se all'inizio le nostre protagoniste sembravano esser vittime di una situazione angosciante e pericolosa, pagina dopo pagina la loro caratterizzazione ne viene meno, trovando quindi poca empatia verso quelle donne e il bisogno di terminare in fretta un romanzo ormai divenuto noioso. 

Nonostante la scrittura possa sembrar pulita e fluida durante la narrazione delle scene e l'evocazione delle continue immagini, ho trovato poca partecipazione nel racconto dei vari episodi e nella storia di Rosa che, ahimé, non mi ha colpito fino in fondo come mi aspettavo. Ho trovato che le mie aspettative sono state soprattutto deluse per via del contenuto forse troppo romanzato, come se la stessa storia, lo stesso vero avvenimento meritava di più di una piccola e lenta storia

La noia provata, la sensazione di un qualcosa di ripetitivo, la mancanza di empatia verso la protagonista, la poca caratterizzazione dei personaggi che capitolo dopo capitolo va scemando, mi ha portato a non apprezzarne la lettura e a rallentarne la stessa. Poteva avere il massimo, poteva dare finalmente una svolta a quei libri sulla giornata della memoria, poteva lasciare una traccia ben scritta su una storia vera passata in secondo piano, eppure ho trovato ricca la parte pubblicitaria ma povera il contenuto dello stesso romanzo. 

In generale Le assaggiatrici di Rosella Postorino racconta una storia che si può apprezzare per i primi capitoli, ma poi è meglio passar ad altro. Sufficiente comunque lo stile pulito di scrittura dell'autrice, che invito a migliorarsi e a trovare il suo stile di narrazione per ottenere quel boom letterario che ogni lettore si aspetta. 


5 commenti:

  1. Mi aspettavo una recensione diversa: come te anche io nutrivo positività nei confronti di questo romanzo. La mia curiosità nel leggerlo è un pochino scemata. Bella e completa la recensione, complimenti!
    A presto,
    Erica.

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    1. Purtroppo non sono l'unica ad aver notato questo calo durante la lettura, ma spero che se lo leggerai per te sarà diverso, alla fine è pur sempre ispirato ad una storia vera.

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  2. Ognuno di noi ha i propri gusti, e il bello della diversità è proprio questo :) Non ho ancora letto questo romanzo, eppure anch'io ho letto un mucchio di recensioni positive. E presto o tardi lo leggerò anch'io :)

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  3. Assolutamente si le opinioni possono essere diverse, tuttavia ho notato in un gruppo di lettori su facebook, dopo aver postato la mia recensione, che molte hanno avuto la mia stessa sensazione rimanendo deluse da tutto ciò che ci si aspettava :( peccato

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  4. Mi spiace che il libro si sia rivelato così deludente. Non gli ho prestato particolare attenzione, perché di solito i libri ambientati in questo periodo storico non mi fanno impazzire, ma mi spiace che non si sia rivelato all'altezza delle tue aspettative!

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