martedì 20 novembre 2018

Tu sei parte di me, Garzanti: Carmela Scotti - Blogtour -


OGGI PARLIAMO DI: 



CARMELA SCOTTI


BIOGRAFIA: 

Diplomata in pittura e fotografia all'Accademia di Belle Arti di Palermo. Vissuta a Palermo, Roma e Milano lavora in diversi settori. Ultimamente vive in Brianza collaborando con diversi settimanali.

ROMANZI:

- L'imperfetta, Garzanti

- Chiedi al Cielo, Garzanti

Nel racconto di Carmela Scotti Adua che troviamo in Tu sei parte di me, edito da Garzanti la nostra protagonista è il riflesso di uno specchio perché non sono più una madre e una figlia a parlare, ma a volte sono entrambe e a volte nessuno.
Adua è una donna libera, una farfalla a cui piace volare in alto e si innamora di un uomo affascinante che promette e non mantiene. L'uomo che ha sposato infatti nasconde dentro di sé qualcosa di mostruoso, una bestia che non ama e che si sposa solo come un gioco, come una sfida.

L'ultima volta che sua figlia ha pronunciato la parola mamma erano giovani entrambe e adesso la figlia ci racconta di un presente e un passato doloroso, di una sofferenza dove quest'ultima si sente in colpa per esser stata raggirata, per aver colpito anche lei quella farfalla libera. Ma cosa succede quando ad una farfalla si spezza l'ala? Cosa succede quando la farfalla non riesce più a volare?
Succede che i suoi lunghi capelli neri cominciano a perdere la luce, succede che i suoi occhi si spengono, succede che la sua creatività, i giochi con la bambina terminano poco a poco fino a raggiungere l'altra parte, quella che fa male, quella irrealtà che non si comprende: la follia.
mia madre accarezzò la convinzione che quell’uomo così serio e colto l’avesse sposata per amore, che addirittura fosse affascinato dalla semplicità con cui lei affrontava la vita, dalla capacità di risolvere gli inciampi quotidiani con il cerotto del buon senso contadino senza perdersi nei gineprai del pensiero o nelle pagine contorte di un libro, ma poi la verità le era piovuta addosso tutta insieme, inchiodandola al muro come un povero insetto da collezione.
Carmela Scotti con il suo racconto ci parla di dolore, di sofferenza, di quella rassegnazione e quella rabbia che dentro brucia nel petto insieme al cuore.  Non è amore dove gioca quella bambina, non è amore dove il padre violenta psicologicamente la madre, giorno dopo giorno, non è amore quando Adua si rende conto che quell'uomo non l'ha mai guardata con orgoglio. 
«Scusa», le dico ancora, ma lei adesso volge il dito alla piccola collezione di libri per bambini che le ho regalato da quando vengo a trovarla
Le parole della figlia fanno male in quanto la scrittura di Carmela Scotti è così forte e dura che sembra l'aria fredda di un inverno gelido, che ci entra nella pelle. Carmela Scotti fa male quando scrive, lascia senza fiato e con Adua la rabbia e le lacrime si mescolano di fronte ad un'eterna bambina, inerme, vittima di un gioco pericoloso. Ma tra i due chi è la bambina e chi la figlia? 

Lo stile di scrittura di Carmela Scotti è intenso ed evocativo, non ha bisogno di minuziosi dettagli per essere ricordato, rimane deciso fino ala parola fine. Con una forza oscura Carmela Scotti sembra trascinarci nell'oblio, nel profondo buio per poi risollevarci senza mai arrancare, riuscire comunque ad uscirne.

Nessuno può rubare la libertà a chi la custodisce dentro di sé


Perché leggere Carmela Scotti: 

- Perché il suo stile travolge dalla prima pagina e non smette fino alla parola fine

- Perché i suoi romanzi non si dimenticano facilmente

- Perché Carmela Scotti riesce a guardare nel buio e a non averne paura e con i suoi protagonisti ci insegna a far lo stesso.

Anna voleva di nuovo tornare a sentire perché adesso, fuori dal muro del silenzio, c’era qualcuno che bussava per entrare. Una madre cos’è, in fondo, se non il luogo dell’accoglienza, la casa calda dove rintanarsi quando fuori è inverno?


2 commenti:

  1. Tra tutti, credo sia il racconto che più mi ha colpito. Intenso, forte , crudo. La scrittura di Carmela è potente e sconvolgente, non lascia spazio alle incertezze, ti colpisce allo stomaco ma allo stesso tempo di conduce anche se con dolore , verso la luce in fondo al tunnel.
    Devo assolutamente recuperare i romanzi dell'autrice.

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    1. Concordo assolutamente con ogni tua parola e credo che il segreto per valutare un romanzo come capolavoro, sia proprio questo: lasciare che la scrittura dell'autore o dell'autrice ci colpisca fino in fondo e non si lasci dimenticare facilmente.

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