martedì 31 maggio 2016

Gli effetti speciali dell'amore. Recensione

Buongiorno miei cari amici soffittanti, finalmente riesco a recensirvi questo libro che la Newton mi ha inviato a sorpresa prima dell'avvento del Salone del libro. Mi scuso per il ritardo, ma avevo in coda diverse recensioni da copiare in bella copia, si.. io sono quella malata e ossessionata dai libri che la sera pasticcia sui quaderni opinioni ed emozioni sulla lettura, così anche a distanza di tempo so cosa un libro mi ha lasciato o meno.

Era da un po' che non mi capitava di leggere un libro che mi portasse nell'animo sentimenti contrastanti, è stato un libro da odio-amore, da ora ti lancio dalla finestra a ti tengo stretto a me. Tutt'ora mentre vi scrivo e Ombra come al solito miagola in cerca disperato di cibo, non so effettivamente come definirlo. Quindi mi scuso (oggi è la giornata delle scuse) se la recensione sembrerà contraddittoria.




















Quando non sai effettivamente cosa possa averti lasciato un libro ti ritrovi a non saper cosa scrivere alle prime righe. Tendenzialmente mi sento molto come l'acqua, ovvero trasparente. Quando un qualcosa mi piace, mi prende, parto in quarta, devo assolutamente lodarlo e farvi capire quanto quel libro mi abbia fatto innamorare, quando poi un libro è no allora lo devo denigrare, ma quando si tratta di un Ni.. ecco che non so cosa dire. 

Come lettura non è affatto male, l'autrice nonostante sia il suo primo esordio è brava a scrivere e si sente nella lettura la ricerca di voler colpire, la ricerca di lasciar al lettore la sensazione di curiosità e quel pizzico di romanticismo che si cerca in un romance contemporaneo. 

Il problema è che quando il personaggio principale non ti conquista in toto sembra quasi oscurare la scena a tutto il resto, come se la luce che attrae dalla copertina sparisse e mettesse tutto in secondo piano.

Andiamo comunque con ordine.

Ci troviamo di fronte ad una ragazza che ha realizzato la sua vita solo per compiacere il padre, solo per un suo capriccio lavorativo ha basato tutto il suo orizzonte nella carriera dolciaria, lasciando poi scontato che il ruolo principale poi nell'azienda del padre diventasse suo.

Ma quando poi tutto si frantuma? 

Ma si che importa se la figlia di ventiquattro anni ti ha dato la vita, ma si che importa se ha basato tutta la sua esistenza nella tua ombra di uomo e di padre, che importa se non ha realizzato nulla di vero, dai pure il ruolo principale ad un altro, all'uomo al tuo fianco, certamente che importa... e ovviamente per non lasciar la povera ragazza a mani vuote si regala qualche piccola raccomandazione e un viaggio, certamente. 

Ecco quindi che, finalmente, la nostra protagonista decide di metter mano alla sua vita e (ribadisco il finalmente) farla propria. 

Solo alla morte del padre si ritrova di nuovo a dover fare i conti con l'usurpatore del trono e come in un romance contemporaneo che si rispetti ecco che l'odio e l'amore fanno da sfondo.

E' qui quindi che mi trovo in bilico, ho fatto davvero fatica a trovarmi bene con la nostra protagonista, a come si suol dire farmela andare a genio, ci sono stati tratti che non mi sono sentita coinvolta nelle sue scelte, ci sono a volte dettagli troppo lunghi come se quell'amore fosse necessario farlo nascere a fatica dopo un bel po', quasi ad allungare il brodo.

Io come femminista convinta, per una volta mi trovo a tifare per il coprotagonista sussurrandogli e inneggiandolo alla fuga da una pazza influenzabile come la nostra Ashley.

Ovviamente la nostra autrice come detto precedentemente, ha basato il suo romanzo sulla ricerca costante di come possa essere un romance di tutto rispetto, quindi troviamo il percorso tra l'estasi del cibo e l'estasi dell'amore, troviamo dialoghi divertenti e sarcastici, troviamo atteggiamenti buffi e alle volte disarmanti.

La scrittura è scorrevole e molto frizzantina, questo quindi permette anche se non tifando per la protagonista, di leggerlo velocemente.

Ci sono tuttavia i dialoghi, e soprattutto i monologhi dei suoi pensieri che mi hanno fatto accapponare la pelle, quasi a voler gettare il libro dalla finestra e non sentir più le bambinate di questa ragazzina ancora poco cresciuta.

E' un libro bello, ma da prendere con le pinze, un libro da leggere, ma da sopportare con pazienza.

Un libro che inserendo un altra protagonista avrebbe davvero una marcia in più.

Ashley mi spiace, ma non diventerai mai la mia migliore amica.







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