martedì 9 agosto 2016

La figlia del faraone. Recensione

Buon martedì cari amici lettori! Avete ripreso il ritmo di questa settimana? Il caldo qui si fa sentire e tanto anche.. quindi in casa ho decido di darmi a tisane fredde senza zucchero e insalate di riso... No alla cucina! Si al frigo! Ciò nonostante le letture, e per fortuna, non mancano! Oggi parliamo di un libro di cui se all'inizio non gli avrei dato nemmeno una chance, verso la fine si rivela davvero interessante! La cover, comunque, la amo a prescindere, per via della ragazza in copertina che sembra custodire il più prezioso dei tesori nel suo petto! 

Ho un debole per l'Egitto!

L'immagine non rende, i colori in copertina sono molto più brillanti.

Titolo: La figlia del faraone
Autore: Mesu Andrews
Editore: Piemme
Pagine: 454
Prezzo: 18.50€















Per la prima volta dopo tanto tempo voglio parlarvi di un libro dalla fine, dall'ultima pagina che mi ha permesso di sentire l'autrice talmente vicina da poterla sfiorare, da poterla capire. L'autrice ci racconta come questo libro non sia solo frutto della sua fantasia, ma sia frutto di estenuanti ricerche e studi sulla Bibbia e su come la scelta temporale, nonostante faccia storcere il naso, possa avere comunque una sua logica. 

Scrivere un romanzo basato sulla Bibbia è al tempo stesso frustrante ed esaltante, è come una caccia al tesoro 

Pagina dopo pagina ci troviamo di fronte a personaggi che in realtà conosciamo già e a personaggi nuovi, frutto dell'autrice, ma così minuziosamente complessi, che sembrano veri. 

Partire dai primi capitoli diventa un viaggio, una ricerca quasi spirituale, un viaggio evolutivo degli stessi personaggi che davanti ai nostri occhi meravigliati, cominciano a crescere.. e noi un po' anche con loro.

Anippe è una donna che sin da piccola si è trovata di fronte ad una realtà cruda dove non c'era più spazio in questa vita, è per questo che ora, nonostante grande, Anippe ha paura di Anubi, il Dio della morte, Dio della vita dopo la vita, che anni fa gli portò via suo fratello appena nato e sua madre. 

Pagina dopo pagina cresciamo con Anippe, scopriamo il suo modo di essere, ci innamoriamo dei suoi tratti così complessi e come amiche di vecchia data ci troveremo a spronarla e a tifare con lei in ogni decisione. 

Anippe diventa sposa di Sebak, ma ciò nonostante la paura del Dio Anubi è ancora troppo presente.

Oh Hathor, Dea dell'Amore! Uccidimi ora, se l'amore fa più male di così. 

E' per questo che prega ogni divinità per non avere un figlio, per non aver il rischio di partorire, di morire come sua madre, ma si sa che a volte noi donne siamo fatte di emozioni, di quella piccola parte che a volte cerchiamo di nascondere, ma portata alla luce ci porta davanti alla vera realtà.

C'è una differenza fra non voler partorire e non volere un figlio. 

Sebak è lontano e Anippe è sola, l'uomo combatte in guerra e lei combatte le sue emozioni, gli sguardi della gente e i borbottii dei sacerdoti, nonostante sorella del faraone. La paura, il suo bisogno di avere un figlio, ci metterà davanti ad una Anippe adottiva, una madre adottiva di quel bambino trovato nelle acque: Mosè.

Mosè, principe egiziano da giovane, ebreo salvatore da adulto. Mosè che ancora oggi risuona come nome. 

Ho amato come la narrazione ci racconta i tormenti, la gioia, le paure, i dubbi e la stessa scena di Anippe che trova quel figlio delle acque. Con questo libro si può dire che il lettore si trova esattamente lì. 

L'autrice con la sua scrittura evocativa ci porta di fronte ad un Egitto di ieri che diventa un Egitto di oggi, la sua ossessione sulla ricerca, ci conduce di fronte ad un mondo passato che diventa presente, ci troviamo di fronte alla vita della corte egiziana, agli intrighi e pettegolezzi. 

Un romanzo che è completamento pieno, un romanzo che è un'apertura su quel mondo mai lontano. 

Bello, nonostante la lentezza in alcuni punti, bello che diventa una piccola altalena che fa su e giù, bello per riflettere sul passato, bello per non avere più paura.












6 commenti:

  1. A pelle non gli avrei dato una chance, ma la tua recensione mi ha incuriosita molto! Sembra proprio uno di quei romanzi che piacciono a me, complessi e profondi, anche se magari un po' lenti:)

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  2. Ciao! Questo libro sembra davvero interessante *^* Adoro quando i personaggi sono complessi e fatti bene, ma soprattutto non ho mai letto un libro ambientato in Egitto! Me lo seno subito :)
    A presto ^^
    -G

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    1. Se non hai mai letto un libro sull'egitto te lo consiglio subitissimO! Perchè dona tantissimo le immagini di trovarsi effettivamente lì, raccontando le abitudini, le azioni, il vivere quotidiano.

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  3. Ma ciao! Non ho mai letto nulla ambientato in Egitto, solo qualche saggio perche' e' un mondo che mi ha sempre affascinata, me lo segno! Ps anche io no alla cucina e si al frigo, trooooooppo caldo!

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    1. fammi sapere se lo leggerai, gli intrighi.. i pettegolezzi.. ti faranno sentire una principessa egizia ** (no al caldo, si al chiuderci nel frigo XD )

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  4. Anche io sono appassionata del mondo egizio! Credo proprio che gli darò una possibilità!

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