sabato 10 settembre 2016

Scusate non c'è niente da vedere [Recensione]


Buongiorno lettori e bentornati sullo spazio di Il mondo di sopra. Iniziare questo articolo oggi sembra più difficile degli altri giorni, perché mai sono rimasta così incantata di fronte ad un romanzo di un autore self. La rabbia di ore passate nei confronti di autori troppo grossolani, sembra si sia affievolita grazie all'arrivo di un autore umile che mi ha presentato il suo sogno di carta. E' raro che capiti un autore così, che veda il suo romanzo come un sogno da raggiungere e voler realizzare a tutti i costi, è all'ora, in quel preciso attimo che finalmente ricordi il perché sia bello essere una blogger e poter viaggiare ogni momento. Scusate non c'è niente da vedere, è un libro che ho letto in poco tempo e ciò nonostante mi ha lasciato una miriade di emozioni, a volte anche contrastanti tra loro. 

Scusate, non c'è niente da vedere" è il primo romanzo di una trilogia onirica, tre storie differenti, tre protagonisti diversi, il sogno come motivo ricorrente e una favola che accompagnerà la storia per tutto il libro.

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Cosa c'è di più importante dei ricordi? Alla fine è la memoria che fa di un uomo quello che è. Avete mai provato ad immaginare un giorno senza ricordi? Fermatevi un attimo a riflettere, immaginate di trovarvi di fronte ad un giorno con il sole fuori, ma nella vostra testa solo nebbia di foto sbiadite. Immaginate che tutto ciò che avete fatto fin'ora è chiuso chissà in quale cassetto di cui non avete la chiave. Immaginate che dopo un po' di tempo vi siete rassegnati a tutto questo, a quell'incidente che non ricordate nemmeno, immaginate che rassegnazione diventi quindi il vostro secondo nome..ecco, che avete scoperto il nostro protagonista Marco.

Marco dopo un incidente che l'ha portato in coma, ha perso tutto ciò che ricordava, ha perso tutto ciò che era prima, ha perso le immagini più importanti della sua vita, ha perso quella sostanza che faceva di lui l'uomo che era. L'unica cosa che gli è rimasta attaccata addosso è la sua etichetta: uno scrittore... (aspirante scrittore).

Marco è un uomo che scrive, o almeno ci prova. Marco è un personaggio complesso, ha mille tratti di sfumature nella sua personalità, Marco è il cappellaio matto della storia di Alice nel paese delle meraviglie e a Marco nessuna casa editrice se lo fila. Marco è tagliente come lama, a pelle risulta anche forse un po' snob, uno di quelli che non ti fili nemmeno se fosse l'ultimo uomo sulla terra. Marco si sente sfigato nella vita, ma ciò nonostante ne apprezza ogni lato. Ma come il cappellaio matto della nostra Alice anche Marco ha qualche rotella fuori posto, o almeno crede, quando comincia a scorgere i personaggi della sua mente nella stessa realtà che vive. 

Chissà se invece è il sogno di ogni autore trovarsi di fronte al proprio personaggio creato, infondo anche Cornelia Funke c'è lo aveva dimostrato con Cuore d'inchiostro, no?

Come nella favola di Alice nel paese delle meraviglie, Marco arranca tra personaggi di sogno e realtà.

Se all'inizio troviamo un Marco forse un po' troppo crudo, pagina dopo pagina ci troviamo di fronte al Cappellaio che pronto a sacrificare se stesso per la sua Alice e i personaggi secondari. 

E' in un giorno qualsiasi, con il solito karma del cazzo, che Marco re-incontra la sua Alice. Lui in realtà la conosce già, è lei che di lui non sa nemmeno che esiste, ma infondo è il cappellaio matto che forse tanto matto non è... ho amato in cui l'autore descrive il personaggio di Alice e la tenerezza in cui Marco ci racconta di lei. Il suo conoscerla in più lati [ che non diventa comunque roba da stalker ] il suo amare da lontano, forse un po' troppo in silenzio. 

Ma si sa a volte la ruota gira e quel giorno Marco trova l'occasione per poter finalmente parlare alla sua Alice e presentarsi...ma chi nasce sfigato muore sfigato, e Marco la parola sfigato c'è l'ha tatuato in fronte. Sfigato e orgoglioso anche troppo. 

Le coincidenze non esistono. 

E l'autore come una norna norrena, tira il filo di questi personaggi facendo si che nulla nella vita di Marco e Alice sia casuale. Il percorso di entrambi non è facile, il loro stesso amore non è di quelli da rose e fiori e da vissero felici e contenti, perché Marco è il Carroll dei giorni nostri, è quell'autore che ha di fronte a sè, nella sua stessa realtà, il personaggio che ha creato e ciò comporta delle conseguenze, conseguenze che lo faranno trovare faccia a faccia con l'incubo del passato. 

E quando come un pugno in pieno stomaco i ricordi tornano a galla, l'inferno sembra essere un posto ghiacciato a paragone e capitolo dopo capitolo Marco si ritroverà ad affrontare mari e monti per la sua bella Alice persa nelle strade, perché si sa che bene o male ognuno di noi nasconde uno scheletro nell'armadio.. o anche di più.

Salvarsi e sopravvivere o salvarla e morire?

L'autore di questo romanzo è un abile giocatore, uno di quelli che ama bluffare a poker, uno di quelli che ti guarda negli occhi e scopre nuda la tua anima. L'autore diventa il nostro burattinaio che già dalle prime pagine ci fa affezionare inconsciamente al nostro protagonista  per poi capitolo dopo capitolo ritrovarci lì a tifare per quello stesso personaggio, a sentire le sue stesse emozioni, i suoi stessi dubbi e stesse voci. 

Due nel mondo sono le mie storie preferite di cui ne sono ossessionata, comprando quindi qualsiasi gadget esista al mondo: Alice nel paese delle meraviglie e la trilogia di Cuore di inchiostro. Sin da piccola ho sempre storto un po' il naso all'idea di ritrovarmi di fronte a rivisitazioni fatti male, non degne del titolo originale. Con questo autore e il suo scusate non c'è niente da vedere, mi sono trovata di fronte ad un paese delle meraviglie moderno, reale, ad un Alice dei giorni nostri, una di quelle che incontri alla fermata del pulman. Mi sono trovata di fronte a un personaggio che non aveva bisogno di leggere la sua storia per avere di fronte a sè il personaggio creato, mi sono trovata in un mondo dove entrambe le mie storie preferite si sono mescolate e io ne sono rimasta ipnotizzata. 

L'autore con una scrittura incalzante ed evocativa, mi ha permesso di sentire a pelle ogni personaggio creato, di sentire, vedere, toccare, ogni minimo dettaglio descritto, come se in realtà fossi davanti ad un film e non un romanzo.

Pagina dopo pagina mi sono trovata di fronte a emozioni contrastanti, dove il giocatore che è l'autore si diverte lui stesso a portarci nel suo romanzo seguendo un percorso da montagne russe. Il ritmo diventa quindi così sorprendente che l'attenzione non cala mai, è un continuo crescendo che ci fa venir voglia di mollare tutto e continuare a leggere.

Ho amato come la trama si sia infittita, come il nostro cappellaio matto si sia districato in una foresta di rovi fatti di sogni e realtà, ho amato come la storia ha preso piede facendoci quindi trovare in un universo parallelo dove il paese di Alice ne diventa tutto il contrario di tutto, dove il reale diventa sogno e il sogno diventa reale.

Ammetto che se mi fossi fermata di fronte a copertina e titolo avrei perso un tesoro nascosto. Non so se l'autore ha creato questo gioco per far capire quanto in realtà nulla è come sembra, ma a primo impatto avrei sicuramente preferito un titolo diverso che richiami quindi quello che c'è dentro e sicuramente una cover ricca come il mondo di Cornelia, impressionante e folle come è invece il mondo di Alice. 
Non ho intenzione di raccontarvi ogni personaggio, ne farvi capire esattamente come va avanti perché la storia vale la pena di essere vissuta, perché ogni personaggio descritto vale la pena di esser letto e di cercarlo tra la gente.

Un libro che ammetto che vi farà dormire con la luce accesa, che vi farà sobbalzare se disturbati nella lettura. 

Un libro bello deve farti venire i brividi e la voglia di esser tra quelle pagine. E con scusate non c'è niente da vedere tutto questo succede. 

Un libro toccante, emozionante. uno di quei libri che ti fanno bene. 

Un libro che ondeggia tra Alice nel paese delle meraviglie e la trilogia di Cuore d'inchiostro, una scrittura evocativa come quella di Cornelia Funke e Lewis Carroll.

Un libro che mi ha fatto innamorare. 

Consiglio scusate non c'è niente da vedere a tutti coloro che hanno voglia di sognare ad occhi aperti, a tutti coloro che stringono i libri al cuore per non farli andare via.

Lascio qui il titolo che l'autore stesso consiglia di ascoltare mentre si legge il finale - e che finale - della storia. Un titolo che secondo i miei gusti azzeccatissimo! 

                                         

Un libro che spero - e prego - che l'autore porti presto in cartaceo.

Ringrazio l'autore che si è premunito a stamparmi il pdf del libro, così nonostante tutto avere una copia - un po' scolaretta universitaria - nella mia libreria.



2 commenti:

  1. Eccomi carissima Emy, bellissima recensione complimenti! come sai anche io ho adorato questo libro, non vedo l'ora di avere buone news sulla pubblicazione cartacea <3

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  2. non so veramente come ringraziarti, Emanuela, per questa tua bellissima recensione. Spero vivamente che, a fine mese, riuscirò a proporlo a qualche CE, ed è inutile dirti che tu sarai tra le prime persone che riceveranno il cartaceo (semmai ci sarà) incrociamo le dita e speriamo bene. Hai colto pienamente lo spirito del libro e mi hai messo una curiosità addosso per "cuore d'inchiostro" che non puoi immaginare. Non appena terminerò di leggere "l'ombra del vento" (Ely se stai leggendo, sì, lo so: sono una frana e vado a rilento con le letture, ma non puoi immaginare quante ne abbia in corso) mi butterò a capofitto su questa trilogia ^^

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