martedì 21 agosto 2018

Il morbo del terrore, Valerio Finizio - Recensione -

Buongiorno lettori, l'estate sta finendo e il caldo se ne va (ah, non era così la canzone?). Come state passando gli ultimi giorni di vacanza? Sarà la gravidanza ma qui il caldo mi sta facendo impazzire, mi ritrovo a passare le giornate attaccata al ventilatore e a girar la testa insieme a lui, l'unica nota positiva è sicuramente Netflix e le serie tv che finalmente sto riuscendo a finire.
In queste giornate afose la voglia di leggere non mi è sicuramente passata e sono riuscita a leggere sia diversi nuovi arrivi, sia libri che avevo da un po' nella mia libreria e che aspettavano con impazienza il loro turno. La gravidanza procede benissimo, Sophia è attiva e gioca e i suoi primi movimenti mi fanno tutt'ora sussultare, i mesi stanno ormai correndo. 

Oggi vi parlo di un libro che ho finito in una giornata, Il morbo del terrore di Valerio Finizio edito da NullaDie Edizioni, una lettura interessante che ci riporta alla visione di film thriller e comici al tempo stesso.


il morbo del terrore

Valerio Finizio

Editore: Nulla Die Edizioni 
Prezzo: 18,00€
Pagine: 218

Trama: Rodrigo Leone è il proprietario di una catena di ristoranti, e per la nuova sede veneziana ha in mente un grande progetto: non un semplice ristorante, ma un vero e proprio paradiso turistico e culinario. A ospitare questa idea sarà Poveglia: isola abbandonata della laguna, lazzaretto durante la peste di fine Settecento e sede di un manicomio in disuso. Per sfatare le leggende che fanno di Poveglia un'isola infestata, Rodrigo mette insieme una squadra di influencer: un acchiappa fantasmi molto seguito su Youtube, una modella con milioni di follower su Instagram e un vecchio amico di scuola, Oscar, diventato un noto blogger. Doveva essere una spedizione semplice e veloce. Tuttavia, oltre alle ossa degli appestati e alle macabre storie celate tra le mura del manicomio, dalle viscere di Poveglia porteranno alla luce un altro segreto.


Avete presente quei film che mescolano un sottile sarcasmo nelle scene, personaggi accattivanti ed intensi con una trama che lascia i brividi e che corre nella pellicola fino a raggiungere l'apice? Ecco, il morbo del terrore lascia esattamente la stessa sensazione della visione di un film così particolare.

Il sottile sarcasmo, riga dopo riga, attraversa tutto il romanzo come una linea invisibile ma costante; la storia non ci coinvolge immediatamente da battere il cuore, eppure continuando a leggere veniamo catturati da quella continua sensazione di voler sapere altro, l'autore sembra tirar fili come un abile burattinaio, portandoci esattamente in quel groviglio di emozioni e sensazioni. 

Siamo sull'Isola di Poveglia sulla laguna di Venezia, dove l'ambiente intorno è ricco di storie misteriose e paurose, antiche voci narrano che l'isola sia infestata da spiriti vendicativi e pronti a tutto visto la morte dolorosa avuta e che l'unico edificio sull'isola fosse in realtà un manicomio dove venivano effettuati strani esperimenti. 
Già dalle prime pagine l'autore ci lascia intendere che sull'isola effettivamente qualcosa non quadra, c'è qualcosa di strano e forse le voci non sono poi così infondate. 

Il personaggio principale che iniziamo a conoscere è Rodrigo, proprietario di una catena di diversi ristoranti multietnici che, dopo un gran successo in molte città, decide di raggiungere il massimo aprendo il ristorante sull'isola di Poveglia. L'autore ci lascia immaginare Rodrigo come un personaggio molto diretto che sa quello che vuole e come raggiungerlo e, per raggiungere la cima di quella montagna immaginaria del successo, ha bisogno di screditare le voci su Poveglia e sull'alone di mistero che circonda l'isola. Ma possibile che Poveglia abbia solo voci e che non sia davvero infestata o effettivamente c'è qualcosa in più?

Valerio Finizio crea un romanzo che all'apparenza sembra cavalcare l'onda del classico thriller, tuttavia pagina dopo pagina ci sembra di percorrere la storia cullandoci tra il paranormal e l'horror, avendo sempre la sensazione di sentirci osservati. La scrittura di Valerio è diretta ed evocativa al tempo stesso, non sfugge in paroloni per arricchire la trama, in quanto la storia così originale non ha bisogno di altro. Quello che all'inizio può sembrare il classico cliché che racconta la storia di un'isola infestata, in realtà viene smentito dopo poche pagine lasciandoci il bisogno e il dovere di continuare a leggere e scoprire la verità. 

Come personaggi non rimaniamo attratti solo da Rodrigo, ma come la sceneggiatura di un film interessante, le varie caratteristiche vengono a galla; non troviamo personaggi secondari o di supporto alla trama, tutti ne divengono protagonisti e nessuno viene lasciato al caso. Ogni personaggio creato è caratterizzato in toto, in minuziosi dettagli che ci portano esattamente sulla scena. 

Il morbo del terrore è un romanzo moderno ed attuale e se all'inizio ci si può trovar quasi titubanti e delusi all'idea di non trovare un ambientazione cupa in un tempo quasi ottocentesco, in realtà la titubanza e la paura svaniscono lasciando spazio alla curiosità invogliata dall'idea di trovarci esattamente nel presente.

La storia che si lascia assaporare a poco a poco è una storia pulita ed incalzante, le vicende descritte sono permeate dal continuo fiato sospeso e dal voler correre e sapere la fine. Questo continuo contrasto tra una storia che parte con calma e questa continua adrenalina, creano il connubio perfetto per un romanzo che attrae con magnetismo l'attenzione del lettore che non cala mai, rischiando di non capir più quando sia il giorno o la notte. 

Il morbo del terrore non esplode dentro, non è un romanzo che dalla copertina si compra ad occhi chiusi, eppure riesce ad arrivare dritto al cuore e alla mente di ogni lettore e forse questo è il punto centrale che l'autore voleva raggiungere: il bisogno di sorprendere e di non farci rimpiangere i soldi e il tempo spesi.

Bello, intenso, affascinante, Valerio con il suo morbo del terrore ci cattura e ci fa venir voglia di ricominciare.

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