sabato 1 dicembre 2018

Gli amici silenziosi, Laura Purcell - Recensione -



gli amici silenziosi

Laura Purcell


Editore: DeA Planeta
Prezzo: 18,00€
Pagine: 382

Trama: Inghilterra, 1865. Rimasta vedova e incinta del primo figlio, la giovane e inquieta Elsie parte alla volta della tenuta del marito insieme alla zitellissima cugina di lui, Sarah. Ma in quell'angolo di campagna inglese remoto e inospitale, l'opportunità di trascorrere in pace il periodo del lutto diventa qualcosa di molto più simile a una prigionia: un esilio opprimente in attesa che l'amato fratello Jolyon giunga da Londra a salvare Elsie dall'isolamento e dalla noia. A distrarre lei e Sarah dalla cupa atmosfera in cui sono sprofondate, solo l'intrigante diario di un'antenata dei Bainbridge, Anna, vissuta e tragicamente morta più di duecento anni prima; e la stanza in cui giacciono ammassate decine di figure di legno dalle sembianze realistiche e straordinariamente inquietanti. Quegli "amici silenziosi" che Anna si procurò allo scopo di deliziare ospiti illustri, presto costretti a ripartire in circostanze mai del tutto chiarite.

Gli amici silenziosi è uno di quei romanzi che a pelle lascia i brividi piano piano, che non spaventa per l'azione diretta ma per le ombre che nascono riga dopo riga; la paura sottile, il bisogno di rimanere con la luce accesa anche di notte, è Laura Purcell con i suoi amici ad entrare nel nostro animo e a trascinarci lì, nel buio.

Gli amici silenziosi si apre verso l'epoca vittoriana insieme ad una giovane vedova dall'animo complesso; Elsie è una donna particolare, ha vissuto un passato, un incidente terribile e forse quel viaggio verso la tenuta del vecchio marito saprà aiutarla. All'arrivo insieme alla parente più prossima del defunto, Elsie si rende conto che l'illusione di pace, di riposo, di bisogno di ricominciare e vivere a pieno il suo lutto, sembra sfumare piano piano; la tenuta non è esattamente come si aspettava, il posto non l'aiuta a distrarsi e le voci su quella casa sembrano non finire mai: la casa è posseduta, la casa è piena di fantasmi. Ma sarà davvero così?

La routine quotidiana delle due donne, l'assordante silenzio di quella tenuta, i suoni che Elsie sente portano la protagonista quasi ad impazzire, a sentirsi sempre osservata.
La situazione sembra cambiare nel momento in cui le due donne ritrovano un vecchio diario di un'antenata; pagine che raccontano una storia strana fatta di intrighi, maledizioni e persecuzioni. Elsie cerca di affrontare tutto con razionalità, sembra aver tratti molto rigidi, eppure pagina dopo pagina riusciamo a sentire il suo cuore che batte sempre più forte, sentiamo la paura e il freddo che cammina lungo la schiena, sentiamo e vediamo quei fantasmi che tormentano la storia.

Gli amici silenziosi di Laura Purcell è il degno erede della scrittrice Shirley Jackson: la paura, il continuo girarsi indietro, la schiena che vibra, il battito cardiaco che batte sempre più forte porta il lettore ad amare ogni riga di gli amici silenziosi e a non dimenticare il libro facilmente.

Laura Purcell sembra raccontare una storia che mescola l'horror, il gotico con il thriller psicologico, ci porta a dubitare di ciò che stiamo leggendo e ci porta realmente ad accendere la luce di ogni stanza. La scrittura evocativa, la sensazione di trovarsi nella storia, questo continuo fiato sospeso viene caratterizzato anche dalla sottile complessità dei personaggi, dal loro lato emotivo così minuziosamente descritto e dalla sensazione di trovarsi mano nella mano in quelle pagine, davanti a quegli amici silenziosi fatti di legno.

Laura Purcell rincara la dose di suspense dando anima ad una tenuta ormai lasciata andare, la stessa anima che i personaggi secondari sembrano dimenticare, ma che sottile permane nell'aria in ogni lettura delle pagine. Gli amici silenziosi è paranoia, è incubo, è un capolavoro scritto da una donna che riesce a creare tensione con personaggi ognuno legato all'altro, nessuno è mai davvero secondario o poco importante. La figura di Elsie si riesce ad amare facilmente, ad affezionarsi a quella rigidità che in realtà è solo serena apparenza. E' la morte, è la paura di ciò che non conosciamo, è la paura del silenzio che ci permette di vedere gli amici silenziosi. 


3 commenti:

  1. Bellissimo!! Adoro i libri che riescon a far venire i brividi, anche perché non riesco a guardare i film così. quindi opto per qualcosa di più soft!:)

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    1. I libri riescono addirittura a farci più terrore a volte ;)

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  2. Molto ma molto interessante eheheh da aggiungere alla letterina per Babbo Natale :-)

    Non ricordo se te lo avevo già accennato ma colgo l'occasione per dirti che sul sul blog è attiva un'iniziativa carina per Natale, se ti va di passare e partecipare questo è il link di SOTTO L'ALBERO DI NATALE 2018…

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