83500, Michela Monti - Recensione -

sabato 4 aprile 2020

83500 

Michela Monti

Prezzo: 12,00€
Pagine: 326
Editore: Triskell Edizioni

Trama: ReBurning Prison, carcere di massima sicurezza, anno 2020 circa. Melice Redding è una condannata a morte, ma non ricorda il perché. La causa dell'amnesia è la separazione da sua figlia appena partorita e per questo Mel entra in stato di shock. Grazie a Gabriel uscirà dalla catatonia e, sempre grazie a lui, avrà la possibilità di tornare indietro, prima che il crimine per cui è condannata venga commesso. Melice viaggia nel tempo per rivivere il suo passato senza nessun ricordo dell'arresto, senza condizionamenti. Tutto procede regolarmente, fino alla notte di Halloween.

Non conoscevo questa autrice e quando la Triskell Edizioni ha promosso l'evento dell'ebook gratis in via della quarantena, tra il vasto catalogo sono rimasta incuriosita dalla trama di questo romanzo e dalla copertina che dona angoscia e curiosità al tempo stesso. 

Si dice che i libri abbiano una sorta di potere magico, si facciano leggere solo durante il tempo adatto e mi rendo conto che, divorare 83500 in un giorno, sia stata la migliore cosa per impiegare il mio tempo. 

Prima di iniziare a leggere tendo a cercare di farmi un'idea di quella che sarà la storia, ma con 83500 mi sono bastate le prime pagine per capire che mi sbagliavo:
L'autrice Michela Monti riesce a lasciarti senza fiato dalla prima all'ultima pagina.

Ci troviamo nel nostro presente in un carcere di massima sicurezza dove l'inferno, messo a confronto, può sembrare un piccolo pub dove prendere l'aperitivo. La nostra protagonista è una donna condannata a morte, ma in realtà lei non sa nemmeno il perché; è una donna a cui han tolto tutto, anche la stessa figlia da poco partorito.

Michela Monti prepara l'abisso per il lettore già dalle prime pagine, non gli importa di trascinare l'attenzione del lettore piano piano incentivandolo a proseguire, lei ti butta completamente nel baratro e sei tu che devi capire come imparare a volare o a lasciarti cadere.

Pagina dopo pagina il lettore viene angosciato dagli stessi sentimenti, dalla corsa quasi contro il tempo con la stessa protagonista, nella speranza di lasciare l'ultima possibilità a colei per il lettore diventata sua amica.

La protagonista ha questo possibilità nel momento in cui deve tornare nel passato, indietro nel tempo, per rimediare all'errore compiuto, diventando una corsa illusoria in una spirale di inquietudini, eccitazione e poche certezze. Nel passato la donna che adesso aleggiava come ombra nell'oscurità, ritorna ad essere una donna spensierata, solare e lì il lettore, ancora una volta, verrà catapultato in un secondo baratro dove le poche certezze rimaste ne vengono infrante.

Michela Monti mescola le carte in tavola sotto gli occhi di un lettore che sembra non vedere la trappola, rimanendo senza fiato. 

Lo stile narrativo dell'autrice sembra rivoluzionare il genere distopico creando quasi un sottogenere horror e thriller psicologico al tempo stesso; un flusso intenso di parole e dettagli inquietanti che sembrano parlare direttamente all'anima. Non manca il senso di disorientamento all'interno del carcere di massima sicurezza, non manca la voglia di difendere la protagonista dagli altri personaggi.

L'ambientazione stessa diventa parte attiva del romanzo dove le pareti sembrano piano piano soffocare il lettore lasciandogli ugualmente la sensazione di rimanere lì e non lasciare andare quelle pagine che, in quel momento, gli stanno graffiando l'anima. 



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