Image Slider

Visualizzazione post con etichetta 2020. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2020. Mostra tutti i post

Shuricat – Legend of Ninja Neko, Francesco Vacca e Sara Rossi, Recensione

domenica 17 gennaio 2021


SHURICAT

Francesco Vacca e Sara Rossi

Prezzo: 15,00€


Trama: Giappone. Le giovani gatte Airi e Chie, ultime ninja del clan Neko, vivono di espedienti contando sulla complicità dell’amico Sen, lo shiba samurai. Quando Sen è ingiustamente accusato di omicidio, tocca a Chie cercare di scagionarlo, avventurandosi in un’impresa che metterà gli ultimi Neko di fronte a un segreto a lungo celato dal loro clan. Storia di Francesco Vacca. Disegni di Sara Rossi.





Spesso è molto difficile riuscire a trovare una graphic novel capace di non deludere le aspettative del lettore, ritrovandosi poi con un mucchio di domande e poche risposte arrivati all'ultima pagina. Shuricat, Legend of Nunja Neko, spiazza il lettore con dei disegni e una storia che merita di essere scoperta, pronta a non deludere le aspettative, ma a crearne di nuove.

Pubblicato dalla Tatai Lab, Shuricat è un volume autoconclusivo che riesce a contenere una storia carica di avventura dove il lettore incontrerà gatti e cani in veste di ninja e samurai. Gli autori giocano con il lettore portandolo davanti ad una storia pungente e dai colori brillanti che saltano subito all'occhio. 

I colori così accesi e i disegni così minuziosi, sottolineano il contrasto con la storia così imponente, intensa e poetica allo stesso tempo, creando un connubio perfetto. 

La storia sembra ispirarsi a quelle antiche leggende giapponesi, svolgendosi tra numerosi intrighi e strategie animalesche pur di non soccombere. Francesco Vacca è capace di trasportare il lettore all'interno dell'ambientazione creata da Sara Rossi, facendogli credere che tutto ciò che ha intorno sia vero: tutto diventa reale e spettacolare allo stesso tempo. L'unione di questi due autori, porta il lettore a trovarsi dinanzi ad un volume unico e originale con una sua voce ben distinta dalle altre.

Ogni personaggio scritto da Francesco Vacca è caratterizzato da un proprio percorso di vita ricco di passioni e forza di volontà, distinguendone per ognuno caratteristiche diverse e significative. Il senso di completezza di ogni personaggio, porta il lettore a non riuscire a trovare un'icona preferita, ma a rimanere sorpresi di come tutti diventano importanti. 

Shuricat, Legend of Ninja Neko, ha un ritmo incalzante e scorrevole pagina dopo pagina. 

Una graphic novel che parla di onore e rispetto, di una terra che se pur così lontana, affascina. 

Lo stile, pulito e scorrevole, è passionale e confortevole allo stesso tempo come se Francesco Vacca non cerchi solo di raccontare una storia, ma di far scoprire al lettore la passione per una terra che sembra ancora sconosciuta e onirica per le antiche leggende che ne aleggiano intorno. 

Il flusso della storia può essere paragonata ad un corso d'acqua che, pagina dopo pagina, avanza trascinando il lettore che si lascia cullare, allo stesso tempo, dalla corrente a volte dolce e a volte scossa da ricche e intriganti azioni. Incuriosisce anche il sottile ed elegante sarcasmo di Francesco Vacca, che sembra pungente allo stesso tempo. 

Arrivati all'ultima pagina il lettore sentirà solo un irrefrenabile curiosità di scoprire la storia successiva, incrociando le dita all'idea di ritrovare un'avventura ricca di così tanto significato. Una menzione speciale va anche alla minuziosa cura del volume dove Shuricat è ricco di qualità e delicatezza che sorprendono il lettore. 

La regina del nulla, Holly Black - Recensione -

venerdì 15 gennaio 2021


 LA REGINA DEL NULLA


Holly Black


Prezzo: 18,00€

Pagine: 264

Trama: Lui porterà la corona e il trono alla distruzione Il potere è più facile conquistarlo che mantenerlo: un'amara lezione che Jude ha dovuto imparare sulla propria pelle dopo aver accettato di liberare dal suo controllo Cardan, il re malvagio, in cambio di un potere sconfinato. Ora la ragazza, Regina degli Elfi esiliata e mortale, ancora sconvolta dal tradimento di Cardan, attende solo il momento in cui potrà riprendersi ciò che lui le ha sottratto. L'occasione propizia si presenta grazie a Taryn, la sua gemella, la cui vita mortale è in pericolo. Per salvarla Jude sarà infatti costretta a fare ritorno alla corte del re e a fare i conti con i sentimenti che prova per lui. Ma nulla è come lo ha lasciato. Una guerra feroce è in arrivo e Jude finisce per esserne coinvolta. Quando poi un maleficio potente e fino a quel momento silente si diffonde, generando il panico ovunque, sarà costretta a scegliere tra la sua ambizione e la sua umanità.

Siamo all'ultimo volume di una serie che ci ha coinvolto dalla prima all'ultima pagina e con La regina del nulla, Holly Black ci lascia senza fiato. Nonostante la consapevolezza che questo fantasy abbia una parte molto sostanziosa a livello romance, si rimane comunque senza fiato davanti alla magia e alle azioni che finalmente, amari, si concludono. 

Jude è nel mondo mortale ferita, con il cuore a pezzi e con un unico obbiettivo che gli martella nel petto: la sete di vendetta. Pagina dopo pagina il lettore si immerge subendo nel suo rancore e nel suo bisogno di vendetta. La guerra è imminente e Jude, grazie alla sua gemella, si ritroverà di nuovo nel mondo degli Elfi. 

La scelta di dover agire contro una maledizione, la consapevolezza di dover scegliere, l'azione della guerra porta Jude non solo a crescere e a prendere velocemente delle decisioni, ma a prendere consapevolezza di ciò che è diventata e di cosa può raggiungere. Come se la parola resilienza venisse scritta immediatamente sulla sua pelle.

La regina del nulla è un libro completo, pieno di colpi di scena. Nell'ultimo libro di una trilogia si ha sempre paura che il ritmo che ci ha tenuto incollati inizialmente, possa poi crollare fino a sfracellarsi al suolo, con questo romanzo - fortunatamente - non succede: gli eventi hanno una loro degna conclusione, i personaggi sono coerenti nelle loro scelte e non mancano le ambientazioni molto suggestive di una Holly Black a cui non servono tante minuziose parole per descrivere una scena. 

L'immaginazione di una guerra così oscura, lascia un po' l'amaro in bocca arrivati alla parola fine, quasi come se si volesse fare ancora un'altra lettura, questa volta cercando di non terminarlo poi così in fretta. 

La regina del nulla è il degno finale di una trilogia che rapisce e incanta non solo per la magia all'interno, ma per come ci si abbraccia il libro al petto cercando di non farlo andare via. 





Il giardino segreto, Frances Hodgson Burnett, Linda Chapman - Recensione -

venerdì 18 dicembre 2020


 Il giardino segreto 


Frances Hodgson Burnett


Prezzo:
 
14,90€

Pagine:256




Trama: Questa è la storia di una bambina coraggiosa che fu mandata a vivere in una casa ammantata dal mistero, e un giorno scoprì qualcosa di magico... Non ci credi? Forse perché non sei ancora entrato nel giardino segreto. Questo libro è l'adattamento editoriale del film Il giardino segreto con Colin Firth, Julie Walters, Amir Wilson, scritto da Linda Chapman, basato sulla sceneggiatura di Jack Thorne e sul romanzo originale di Frances Hodgson Burnett e realizzato dal produttore di Paddington e Harry Potter. All'interno contiene un inserto fotografico con le immagini originali del film. Per Mary Lennox le storie hanno un potere straordinario. Le basta raccontarne una ad alta voce per superare i momenti difficili. Ma la sua partenza per l'Inghilterra e la sua misteriosa e sterminata brughiera sta per cambiare ogni cosa. Mary andrà a vivere insieme a uno strano ricchissimo zio che non ha mai visto, e che, di certo, non ha tempo per le storie. All'improvviso, il mondo di Mary inizia a crollare. I suoi genitori non ci sono più, l'amata India, la terra delle storie, è più lontana che mai. Sembra che non ci sia rimedio a nulla. Almeno fino a quando Mary non incontra Colin, il cugino che non ha mai conosciuto. E Dickon, espertissimo di natura, di animali, sempre pronto ad ascoltare. Insieme a loro Mary attraverserà il maniero dello zio fino a scoprire un meraviglioso giardino, un luogo incantato che custodisce un segreto, ma... dove è proibito mettere piede. Ed è qui che l'avventura inizia. È qui che la storia prende vita. È qui che Mary Lennox troverà la sua vera casa..

Vi ricordate la chiave che giorni fa vi avevo postato su Instagram? Oggi scopriamo finalmente il suo significato. 

Avevo già letto Il giardino segreto da ragazza, ma solo con la consapevolezza dell'età adulta riesco a comprenderne meglio ogni parola letta tempo fa. 

Il romanzo, pubblicato dalla Deagostini, è il riadattamento del film e all'interno è possibile trovare le sue immagini. Nel riadattamento, la nostra protagonista condivide con il lettore e il pubblico la sua solitudine, quasi come se ne diventa una coperta da tenere stretta e stringere a sé.

Linda Chapman sembra voler ricordare al lettore e al suo pubblico quanto le parole e i sentimenti a volte sembrano non curarsi del tempo, portando invece a comprendere quanto il carattere e la maturità avanzi sempre di più, modificandosi giorno dopo giorno. Il giardino segreto nel suo riadattamento rimane comunque un romanzo di formazione, dove si ha la consapevolezza di crescere e cambiare ugualmente le cose. 

Pagina dopo pagina veniamo accompagnati per mano verso un sentiero che aiuta l'adulto a comprendere il bisogno dell'altro, di quanto si possa amare la solitudine, ma allo stesso tempo quanto bisogna essere onesti con se stessi comprendendo che spesso non si può andare sempre avanti da soli. 

Per quei lettori che come me hanno letto entrambi i romanzi, non si può rimanere indifferenti per le differenze create che, personalmente, non rovinano comunque la storia. Il ruolo dei ragazzi diviene fondamentale, ci portano ad abbracciare e a sostenere la stessa fragilità della nostra protagonista. 

Un riadattamento intenso, a volte nostalgico, un bisogno di accettazione e consapevolezza mai dimenticato. Una fragilità sottile, il ricordo di una vecchia chiave e un giardino nascosto, il bisogno quasi di ritornarci. 

Una menzione particolare va data anche alle immagini del film e ai sottili e lineari disegni all'interno del libro che richiamano la delicatezza dello stile e la purezza delle emozioni che solo da ragazzi si riesce meglio a comprendere.

Linda Chapman ha uno stile limpido e cristallino che con il suo riadattamento cattura e lascia allo stesso tempo senza fiato per le evocazioni immaginarie che passeranno veloci tra la mente. Un libro da condividere e allo stesso tempo trattenere al petto per le emozioni forti che arrivano arrivati alla parola fine. 



Gioco Sporco, Chiara Casalini - Recensione -

domenica 13 dicembre 2020


 Gioco sporco 


Chiara Casalini


Prezzo:
 
0,89€ ebook

Pagine: 42




Trama: Nika e il Ronin, una cantante e un criminale. La musica li porta a incontrarsi e il sesso occasionale diventa un gioco. Nika è stata spezzata dalla vita e in lui vede l’occasione per imparare qualcosa e liberarsi dai demoni del passato, nonostante il pericolo. Il Ronin trova in lei la preda perfetta, un’anima che non vuole piegarsi. È una sfida che rompe la noia e gli permette di fare ciò che più lo diverte: entrare nella mente altrui per manipolarla e soggiogarla. Quanto sapranno giocare sporco per i propri scopi? DISCLAIMER: Il racconto è un prequel di "La casa di incubi e stelle" e "Nika. La schiavitù del silenzio". Contiene scene e linguaggio espliciti, per cui la lettura è consigliata a un pubblico adulto e consapevole.


Torniamo a parlare volentieri dell'autrice Chiara Casalini con un nuovo racconto: Gioco Sporco che trovate da oggi online su Amazon a questo link: acquista qui

In questo racconto i protagonisti principali sono la cantante Nika e Ronin, un criminale senza scrupoli: sono entrambi, pur nella loro diversità, due personaggi che usano il sesso come merce di scambio. 
Mi piace la tua voce, mi piace ascoltarla mentre canti, mentre parli, persino mentre ti faccio godere
Questo è il linguaggio di Ronin, duro, ruvido, sensuale. Nika, cantante dei Midcrime, fa la parte della dura, di quella che se ne frega degli altri, ma fa di tutto per proteggere la sua amica Lisa, che rischia grosso quando qualcuno degli uomini di Ronin le droga il drink. 

Già dalle prime pagine la storia dona al lettore la sensazione di sentire l'adrenalina correre nelle vene. trovandosi senza fiato davanti a Nika e Ronin: passionali, forti, duri, animali del sesso.

Il linguaggio usato dell'autrice è esplicito, tagliente, non c'è spazio per mezze misure e il lettore si troverà a leggere il racconto tutto d'un fiato, drogato alla fine di aver voglia di ritrovarsi ancora tra quelle pagine spezzate e passionali allo stesso tempo.  

Non le piace che la guardi così. Tra le sue gambe, dentro di lei, ma alla mia mercé.

Gioco sporco è il prequel di altri due libri di Chiara Casalini, e vale sicuramente la pena leggere tutto per conoscere meglio Nika e la sua storia travagliata. 

Tu sei così, non ti nascondi. Non fingi di essere altro.

Storia interessante che merita di essere letta ed apprezzata.

I pirati dell'oceano rosso, Scott Lynch - Recensione -

sabato 12 dicembre 2020


I pirati dell'oceano rosso


Scott Lynch

Editore:  Mondadori

Trama: Dopo un violento combattimento con la malavita che li ha quasi uccisi, Locke e il suo fedele compare Jean fuggono dalla città in cui sono nati e approdano agli esotici lidi di Tal Verrar per curarsi le ferite. Ma neppure all’estremità occidentale del mondo civilizzato possono riposare, e presto tornano a dedicarsi a ciò che sanno fare meglio: rubare ai ricchi e intascare il ricavato. Questa volta il loro obiettivo è oltremodo ambizioso: la torre di Peccapicco, la casa da gioco più esclusiva e più sorvegliata che ci sia. I suoi nove piani attirano una clientela facoltosa, e per giungere fino alla cima servono buon credito, comportamenti bizzarri… e un gioco semplicemente impeccabile. Perché c’è una sola regola importante che Requin, lo spietato padrone di Peccapicco, fa rispettare rigorosamente: chi bara avrà la morte. Per nulla intimoriti, Locke e Jean hanno elaborato una strategia che comprende bugie, trucchi e inganni per tutti e nove i piani… su su fino al favoloso caveau di Requin. Sotto mentite spoglie, compiono la loro meticolosa ascesa verso un obiettivo ormai vicinissimo… Ma qualcuno a Tal Verrar ha scoperto il loro segreto. Qualcuno giunto dal passato, che ha tutte le intenzioni di far pagare ai due sfacciati malviventi i crimini commessi. Ora avranno veramente bisogno di ogni grammo di astuzia per salvare le loro anime prezzolate. E potrebbe non bastare…



Eccoci davanti alla bellezza del secondo volume e se nel primo romanzo Scott Lynch ci aveva accompagnato in un mondo dove i personaggi sono minuziosamente caratterizzati, qui riusciamo a rimanere incantanti anche davanti alla stessa ambientazione che diventa più ricca e ambiziosa. So che dalla cover è possibile immaginare che i nostri pirati si trovano a solcare i mari, in preda a mille avventure in realtà Scott Lynch ci porta a scoprire l'oceano solo dopo diversi capitoli, apprezzando di nuovo la caratterizzazione dei personaggi che spicca su ogni dettaglio.
 
E' passato del tempo da quando il nostro protagonista Locke si è trovato a rischiare tutto e ora si ritrovano di nuovo in un gioco di forza e abilità mentale. Bisogna partire dal basso per arrivare in alto e Locke sembra dimostrarlo ad ogni riga. 

Con i pirati dell'oceano rosso, Scott Lynch non delude le aspettative del lettore. Anche in questo volume si verrà trascinati dalla voglia di spiccare un balzo tra le pagine incantati anche dai discorsi caratterizzati la maggior parte delle volte da una punta di ironia e sarcasmo.

Scott Lynch sembra essere uno dei classici autori che può definirsi a tutto tondo: è facile già dopo diverse pagine, constatare come I pirati dell'oceano rosso divenga una base di romanzo formativo, Locke infatti sembra segue un percorso di maturità e maggiore consapevolezza, pagina dopo pagina.

Tra intrighi e strategie, Scott Lynch accompagna il lettore fino alla fine del romanzo con una tempistica disarmante, che a stento si riuscirà a credere di averlo finito davvero.

Curioso come il lettore riuscirà ad identificarsi in ogni personaggio descritto, anche in quelli secondari arrivando poi a voler rileggere questo secondo volume per ritrovarsi ancora.

Difficilmente tendo a menzionare la cover di un romanzo, ma una nota particolare va anche all'originalità della copertina che lascia il lettore senza fiato dandogli una piccola chicca in anteprima della bellezza che ne troverà all'interno. 

Il libro bianco perduto, Cassandra Clare e Wesley Chu - Recensione -

martedì 24 novembre 2020

Shadowhunters: Il libro bianco perduto

Cassandra Clare e Wesley Chu

Editore:  Mondadori

Trama: Tutto sembra procedere anche troppo bene per Magnus Bane e Alec Lightwood, quasi sorpresi per la quiete e la felicità che la vita sta regalando loro, freschi genitori di Max, un bambino stregone di nemmeno un anno. Per sgretolare l'idillio, però, è sufficiente che due vecchie conoscenze di Magnus irrompano nottetempo nel loro bellissimo loft newyorchese, feriscano al petto lo stregone con un'insolita arma e rubino il Libro Bianco, la raccolta di incantesimi più potente in circolazione. A quel punto, Magnus e Alec non hanno scelta: sanno che devono tentare il tutto per tutto per riprendersi il prezioso volume. E per farlo saranno costretti a seguire i ladri fino a Shanghai. Prima, però, dovranno chiamare rinforzi e soprattutto... trovare una babysitter. In loro aiuto accorrono subito Clary, Jace, Isabelle e Simon Lovelace, da pochi mesi uno Shadowhunter a tutti gli effetti. Una volta a Shanghai, però, il sestetto si rende subito conto che una minaccia ancora più oscura li sta aspettando. E che, poiché i poteri di Magnus, a causa della ferita subita la notte del furto, stanno diventando sempre più instabili, potrebbero non essere capaci di arrestare l'avanzata dei demoni nella città. E se fosse davvero così, potrebbero essere costretti a seguirli fino al loro luogo d'origine, il regno dei morti. Ce la faranno Magnus, Alec e i loro amici a fermare la minaccia che si sta dispiegando sul mondo? E, soprattutto, riusciranno a tornare a casa prima che Max faccia impazzire la mamma di Alec?


Da oggi nelle migliori librerie è possibile trovare il secondo volume della trilogia di Cassandra Clare e lasciate che ve lo dica: Cassandra Clare non delude mai. 

Già dalle prime pagine il lettore si troverà circondato da una terra esotica, dove ogni minimo dettaglio della descrizione farà si che sembrerà di essere all'interno. Magnus e Alec, i protagonisti di questo volume, si ritroveranno ad affrontare un lungo viaggio alla ricerca del libro bianco, una raccolta di incantesimi rubata da un villain già incontrato.

La ricerca del libro bianco è una ricerca assidua, preziosa come il diamante e il lettore si troverà a sporcarsi le mani insieme ai personaggi principali. 

Nonostante l'azione sembri incentrata solo sulla ricerca del libro, in realtà nel mezzo troviamo l'amore come valore familiare, l'amicizia e la lealtà, dove tutto riesce ad incastrarsi come pezzi di un puzzle perfetto.

Ammetto di aver avuto da sempre un debole per lo stile di Cassandra Clare e per come riesce a catturare l'attenzione del lettore, trovandosi completamente immerso in una storia e finendone la lettura solo arrivati all'ultima pagina. Sarà facile rendersi conto che si chiuderà il libro solo quando ci si troverà stanchi e con gli occhi socchiusi, rimanendo sorpresi di quanto in realtà si sia divorato - in un sol giorno - la metà del romanzo.

Cassandra Clare ha una scrittura che come un fiume in piena, parte senza arrestarsi mai, lasciando solo meraviglia e stupore per quanto ogni riga riesca a creare nell'immaginazione del lettore.

Nonostante Il Libro Bianco Perduto possa sembrare solo l'ennesima trovata commerciale - o allunga brodo - in realtà è un volume che soddisferà la curiosità di ogni lettore, soprattutto per la coppia più amata: Magnus e Alec e che dire del piccolo adottato?

Anche con questo volume Cassandra Clare invita il lettore a rialzarsi, a non avere paura di fallire, a correre incontro ai problemi e a non perdersi d'animo mai. 

La scrittura colpisce, come detto precedentemente, per le immagini, perché è impossibile cancellare il ricordo di una trama così unica e particolare, come d'altronde ogni volume. 

A caccia del Diavolo, Kerri Maniscalco - Recensione -

mercoledì 11 novembre 2020

A caccia del diavolo

Kerri Maniscalco

Editore:  Mondadori

Trama: Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell sono giunti in America, una terra audace, sfrontata, brulicante di vita. Ma, proprio come la loro Londra adorata, anche la città di Chicago nasconde oscuri segreti. Quando i due si recano alla spettacolare fiera mondiale, scoprono una verità sconcertante: l'evento epocale è minacciato da denunce di persone scomparse e omicidi irrisolti. Audrey Rose e Thomas iniziano a indagare, per trovarsi faccia a faccia con un assassino come non ne hanno mai incontrati prima. Scoprire chi sia è una cosa, ben altra faccenda è catturarlo, soprattutto all'interno del famigerato Castello della Morte che ha costruito lui stesso, un covo di torture labirintico e terrificante. Riuscirà Audrey Rose, insieme al suo grande amore, a porre la parola "fine" anche a questo caso? O soccomberà, preda del più subdolo avversario che abbia mai incontrato?

Siamo giunti all'ultimo volume della serie di Kerri Maniscalco e la sensazione che si ha è quella di salutare un vecchio amico sperando poi di rivederlo presto.

Può sembrare paradossale il confronto ma se nel film Il corvo, l'amore e la morte andavano quasi di pari passo, anche qui in quest'ultimo volume troviamo come il lato romantico e sfumato  di quest'amore tra i nostri protagonisti viaggi in parallelo con il thriller, in un connubio perfetto tra la morte, la sparizione, cadaveri e la nascita dell'amore.

Nonostante Kerri Maniscalco venga inserita come autrice horror e narrativa gotica, in realtà la sua serie prende un mix di vari generi, reinterpreta le storie a cui siamo abituati mescolando in maniera così armoniosa e lineare, che ci sembrerà naturale leggere d'amore tra una prima indagine e un'altra.

Riemerge l'oscurità dall'ombra e se fino alla fine il lettore aveva immaginato un certo tipo di evoluzione e sensazione nella storia, adesso pagina dopo pagina si cambia faccia e le indagini prendono una strada diversa. 

Kerri Maniscalco riesce in maniera magistrale a rendere il lettore stesso un burattino davanti al suo volere e a portarlo ad arrivare alla parola fine in pochi attimi, in un susseguirsi di scene e azioni che lasciano senza fiato.

In quest'ultimo volume era necessario e doveroso dare una novità al lato romance, far coltivare quel tipo di coppia tra i nostri personaggi e se da una parte certe scene possono sembrare lente e quasi smielate, dall'altra sarà facile comprendere che doveva necessariamente andare così.

Pagina dopo pagina si entra nel vivo grazie a sorprese inaspettate. I personaggi sono così complessi che lasciano le pagine e arrivano a proiettarsi davanti a noi lettori in carne e ossa. Nonostante siano poche le descrizioni dei personaggi, in realtà è possibile immaginare ogni loro sfumatura anche solo psicologica e capire quanto siano umani e fatti quindi di errori. 

La nostra protagonista, la ragazza ribelle che avanza ad ogni pagina, in quest'ultimo romanzo subisce un evoluzione: diventa più determinata nelle sue scelte, ancora più attenta ai dettagli e ai suoi bisogni. Nulla viene lasciato al caso.

Spicca tantissimo la piacevole sensazione che all'autrice piaccia il macabro e il gotico e questo rende ancora più affascinante il romanzo, perché ogni più piccolo dettaglio viene curato e studiato minuziosamente. Il buio viene accolto e amato, non è più il solito splatter sanguinolento a cui siamo abituati.

A caccia del Diavolo è una degna conclusione alla serie di Kerri Maniscalco, portando al lettore la voglia di ricominciarne la lettura. 

Tenebre e Ossa, Leigh Bardugo - Recensione -

sabato 7 novembre 2020

Grishaverse - Tenebre e ossa 

Leigh Bardugo

Editore:  Mondadori

Trama: Il dolore e la paura mi vinsero. Urlai. La parte nascosta dentro di me risalì con impeto in superficie. Non riuscii a fermarmi. Il mondo esplose in una sfolgorante luce bianca. Il buio si infranse intorno a noi come vetro. L'orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell'esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d'Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell'amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. Subito viene arruolata dai Grisha, l'élite di creature magiche che, al comando dell'Oscuro, l'uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l'intera corte. Alina, infatti, è l'unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.

Oscurità. Sangue. Tenebra. Fuga. Solitudine e magia. 

Credo fortemente che questo romanzo possa identificarsi nelle parole precedenti. 
Basta iniziare a leggere solo le prime pagine per capire quanto l'autrice abbia uno stile di scrittura pazzesco, capace di trasportare il lettore all'interno della storia e catapultarlo fuori - sempre con nostalgia - solo arrivati alla parola fine.

Tenebre e Ossa è un romanzo graffiante, una storia fatta di intrighi e passione, dove la frase nulla è come sembra, calza a pennello. Ogni parola sembra marchiata a fuoco per via dello stile unico. 

Il potere, il rapporto, il regno, la densità della magia, la paura e il coraggio stesso, diventano il punto centrale della storia, il cuore pulsante.

Il romanzo se pur fantasy, porta il lettore a trovarsi di fronte rivelazioni a volte dolorose, ma necessarie.
Le creature all'interno del romanzo sono spaventose, l'abisso in cui l'autrice ci porta è realizzato completamente al buio, eppure nulla è lasciato al caso. 

Il personaggio principale è una ragazza, Alina, una di quelle a cui sembra pesarle l'intero mondo sulle spalle, eppure andando avanti scoprirà il potere grandioso che nasconde dentro di lei, quello stesso potere però che la metterà in difficoltà. 

Pagina dopo pagina il lettore si renderà conto che Tenebra e Ossa non è solo un romanzo fantasy, ma veste il genere di  romanzo di formazione. Accompagnati dalla protagonista, si assiste piacevolmente alla sua crescita. Alina non sarà più la ragazza dalla testa bassa, diventa coraggiosa, diventa una donna capace di prendere in mano la sua vita e cambiare il mondo.

Nonostante sia un primo volume di una trilogia, Tenebre e Ossa riesce a creare all'interno del lettore stesso un legame con tutti i personaggi, riuscendo ad affezionarsi anche agli antieroi. 

Un aspetto da non tralasciare è la stessa ambientazione che sembra valicare intenzionalmente il genere gotico e horror, passando poi a sfumature tinte di rosa dovuta a quella sensazione di leggero romance. 

Leigh Bardugo sembra sussurrarci come lo stesso fantasy possa essere una spinta a guardare oltre la realtà; la lettura stessa diventa un'esperienza conscia di magia e natura da sembrar reale. Se lo stile come detto all'inizio della recensione è pazzesco, la narrazione stessa è fuori dall'ordinario se pur semplice allo stesso tempo. L'intento dell'autrice sembra proprio quello di essere una lettura che va oltre alla semplice piacevolezza del tempo, ma a voler accompagnare il lettore davanti a pagine che diventano  amiche. 

Leggere Tenebre e ossa riporta il lettore ad inchinarsi davanti a quella che è la missione di un romanzo: raccontare storie facendo sentire il lettore meno solo. 

Così si perde la guerra del tempo, Amal El - Mohtar - Recensione -

martedì 3 novembre 2020

Così si perde la guerra del tempo 

Amal El - Mohtar / Max Gladstone

Editore:  Mondadori

Trama: Tra le ceneri di un mondo in rovina, un agente del comandamento trova una lettera: "bruciare prima di leggere". Inizia così la strana corrispondenza tra due agenti rivali, Rossa e Blu, emissarie di due fazioni in lotta, ciascuna desiderosa di controllare il passato per dominare il futuro. Ma quella che è iniziata come una sfida a distanza presto si trasforma in qualcosa di diverso, presto si trasforma in qualcosa di diverso. Qualcosa di epico. Qualcosa di romantico ... qualcosa che potrebbe farle uccidere. Perchè in fine dei conti c'è una guerra in corso. E qualcuno deve vincerla. Non è così che funziona?





Leggere così si perde la guerra del tempo significa entrare in un mondo fatto di pura profondità e melanconia. Un mondo illusorio, surreale ma che allo stesso tempo diventa tangibile e vero agli occhi di quel lettore che non vorrebbe lasciarlo andare.

La struttura del romanzo sembra evanescente, pagina dopo pagina si scompone in mille pezzi per poi ricrearsi di nuovo. Da una parte troviamo una guerra fredda, devastante, pericolosa. Dall'altra parte troviamo il sapore dell'amore che fluisce lentamente nel corso del suo fiume, per poi diventare un mare in tempesta.

Nonostante così si perde la guerra sembri il classico romanzo di narrativa, in realtà la struttura cambia abito e si trasforma in un romanzo che urla al mondo quanto l'amore possa essere in mille forme, dal sapore di sangue e miele allo stesso tempo. 

Ammetto che pagina dopo pagina non me lo sarei mai aspettato e che ciò comporta non poca difficoltà a recensire questo romanzo.

Ogni lettera mi ha ricordato lo struggimento della storia di Valerie del film V for Vendetta e di quanto fu forte quel tipo di commozione. 
Una guerra che ad ogni tratto assume un peso diverso, una guerra che fa male e una storia che il lettore ignora di poter comprendere fino in fondo.

Come tasselli di un puzzle, tutto prende forma piano piano arrivando alla parola fine con un'immagine bellissima. Tutto ciò il lettore capirà che è dovuto anche ad una prosa bellissima ed elegante al tempo stesso. Il ritmo è profondo e melanconico, alcuni punti sono così diretti che sembrano fondersi facilmente nell'immaginazione del lettore e, ogni lettera, ci si renderà conto solo dopo di averla letta con naturalezza ad alta voce per poi portarla al petto per averla ancora con sé.

I  personaggi sono il punto di svolta del romanzo stesso. Personaggi veri, reali, fatti di carne e ossa e non più solo di carta. 

Fino alla fine colpisce come il romanzo riesca ad essere capace di far sentire il lettore cambiato, diverso. Come se lo stesso romanzo, arrivati alla parola fine, faccia sanguinare il cuore con l'urlo dell'amore. Un romanzo che illumina, un romanzo che cambia. 
 

L'ora dei dannati, l'abisso, Luca Tarenzi - Recensione -

lunedì 2 novembre 2020


L'ORA DEI DANNATI 

L'abisso

Luca Tarenzi 

Editore:  Giunti

Trama: Sono cinque, la feccia della razza umana. Dio li odia. Virgilio li guida. E hanno un piano: evadere dall'Inferno. Dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio, Virgilio, che ha intravisto la luce divina sulla montagna del Purgatorio, non può tornare nel Limbo. È destinato a restare nell'Inferno, dove può muoversi liberamente, anche se sempre alla mercé della violenza degli angeli caduti, gli Spezzati. Per questa sua peculiarità diventa un ingranaggio fondamentale nell'ambizioso piano di Pier delle Vigne, che intende raccogliere un gruppo scelto di dannati - il Conte Ugolino, Filippo Argenti e Bertran de Born - per fuggire dall'Inferno. Un fantasy ambientato in un Inferno dantesco: un racconto carcerario; una storia di redenzione piena di colpi di scena e combattimenti, fino all'incredibile finale che lascia aperto il destino dei cinque straordinari antieroi.


Luca Tarenzi riesce a spingere il lettore al di là di ogni immaginazione, trascinandolo con ogni mezzo nel profondo del proprio io per scoprire quanto in realtà si abbia ancora la necessità di divorare un suo romanzo, ancora e ancora. Con Luca Tarenzi nessun emozione viene negata al lettore, che si troverà di fronte ad una lettura spiazzante e macabra allo stesso tempo.

L'ora dei dannati, l'abisso è il primo volume di una trilogia fantasy che porta il lettore a sorprendersi davanti alla nostalgia di tornare sui banchi di scuola alle prese con quel Dante e il suo Virgilio. L'autore si rifà esattamente alla Divina Commedia: troviamo l'inferno, la sua violenza, la sua crudeltà e quell'abisso dell'oscurità dove i dannati tra orrori e sangue, hanno bisogno di trovare una via di fuga.

In questo romanzo il bello e il buono sembra cambiare forma, il cuore sembra sussultare portandoci a riflettere su Dante Alighieri e sulla sua creazione. Se inizialmente negli anni nel liceo non si era dato peso alle immagini evocate nella nostra mente di un inferno bestiale, qui Luca Tarenzi ci porta a riflettere su cosa effettivamente è l'inferno e sul sadismo e le atrocità eterne che un peccatore subisce.

Dannati, colpevoli o meno, bestiali o meno, diventano in questo romanzo vittime di un sistema, di una prigione eterna che se pur mostri, si ritrovano a combattere con gli stessi mostri pur di uscirne.

L'ora dei dannati circonda il lettore di nuvole oscure, cancella dalla mente la poetica dantesca e, di fronte ad ogni personaggio, lascia che il lettore ritrovi quella luce di realtà e quel senso di giustizia che nel Medioevo mancava. 

E alla fine, ore o giorni dopo, disteso bocconi nel freddo della sua cella, con lo strazio degli occhi carbonizzati che gli impediva persino di piangere, qualcosa si era rotto dentro di lui.

Ogni anima, pagina dopo pagina, diventa instabile, il lettore si troverà al punto di interrogarsi sul tradimento di Dante, sul suo egoismo nel porre personaggi in un mondo così perverso e, se pur fantasy, si troverà a riflettere su considerazioni teologiche, quasi come se quella stessa fede in un Dio diventa egli stessa protagonista di un rapporto egoistico e malevolo. 


I Dannati hanno perso la luce e qui non ci sono Angeli o Demoni ad indicare la via, qui ci sono prigionieri e secondini, qui ci sono vittime e carnefici che lottano per la sopravvivenza se pur morti. 


Luca Tarenzi ci porta davanti ad un primo volume di fuoco, inaspettato e violento. Un romanzo nel quale i classici e la fantasia si mescolano tra zolfo e fumo nero. 


L'ora dei dannati è un romanzo estremamente coinvolgente e sarà difficile staccarsi. L'autore con un ritmo serrato accompagna il lettore davanti a questa combriccola di personaggi, dove tutti, nessuno escluso diventano quasi principali. La rivolta dei dannati diventa una sorta di grido di ribellione, di libertà, di giustizia accorata e cercata. La magnificenza della penna dell'autore porta il lettore ad evocare nella propria mente ogni scena e a rimanere colpito davanti a dettagli di un ambientazione se pur già conosciuta, appare alla mente come se fosse la prima volta, con una consapevolezza tale da lasciare senza fiato. 


Ignari di quando si inizi a leggere il romanzo, ad ogni capitolo sarà doveroso continuare a leggerlo, fino a non distinguere più il giorno dalla notte, isolati da uno stile di scrittura estremo e, nonostante tutto, limpido allo stesso tempo. Un romanzo capace di infiammare ogni anima, un fantasy pieno e colmo di dolore e violenza, di rabbia e voglia nonostante il male di salvezza. 


Leggere l'ora dei dannati diventa obbligatorio, appare come un bisogno primario, necessario che porterà il lettore a sentir l'esigenza di rileggerlo ancora e ancora in attesa del secondo volume. 


Quel cadavere sarà la nostra condanna a morte se non ce ne andiamo.

 



La guerra dei Papaveri, R.F. Kuang - Recensione -

lunedì 19 ottobre 2020


LA GUERRA DEI 

PAPAVERI

R.F. Kuang 

Editore:  Oscar Mondadori

Trama: Rin ha passato a pieni voti il kējǔ, il difficile esame con cui in tutto l’Impero vengono selezionati i giovani più talentuosi che andranno a studiare all’Accademia. Ed è stata una sorpresa per tutti: per i censori, increduli che un’orfana di guerra della provincia di Jī potesse superarlo senza imbrogliare; per i genitori affidatari di Rin, che pensavano di poterla finalmente dare in sposa e finanziare così la loro impresa criminale; e per la stessa Rin, finalmente libera da una vita di schiavitù e disperazione. Il fatto che sia entrata alla Sinegard – la scuola militare più esclusiva del Nikan – è stato ancora più sorprendente..


Oscar Mondadori continua a sfornare meraviglie e noi a rimanere a bocca aperta mentre i soldi dal portafoglio sembrano volare felicemente via. 

La guerra dei papaveri di R.F Kuang sembra aver invaso il web come la famosa piaga di locuste ai tempi di Mosè nell'Antico Egitto e anche qui, nel mondo di sopra, non potevo evitare di parlarne. 

Donna. Guerriera. Arma. Dea. E se all'inizio pensavo che fosse tutta una spicciola trovata pubblicitaria, ora arrivata alla parola fine mi rendo conto di quanto in realtà,  mi sbagliavo.  La guerra dei papaveri deve essere definito il libro dell'anno, non catalogandolo solo nel genere fantasy.

La complessità dell'opera, la storia intrisa di dettagli, l'armonia di ogni caratterizzazione e la disperazione che lascia il lettore davanti alla parola fine, porta La guerra dei papaveri ad essere un romanzo che DEVE essere letto da tutti, anche dai più piccini se necessario. 

La protagonista del romanzo è una ragazzina, una di quelle che inizialmente sembra che venga perseguitata dal destino: adottata non per amore, le aspetta un futuro con un matrimonio combinato, ma Rin, la nostra ragazzina è una di quelle dove il destino può provare a piegarla, ma lei non si spezza. 

Rin è tosta, selvaggia, ribelle, donna. Rin può essere identificata nella figura di un cavallo selvaggio, indomabile ed è per questo che si ribella alla società che le va stretta e decide di accedere all'Accademia Militare, passando a pieni voti. 

Pagina dopo pagina, affrontiamo con Rin il suo percorso formativo e la sua esperienza nell'accademia militare. Come fan accaniti, ci ritroviamo a tifare per la ragazzina che ad ogni riga sembra crescere e dimostrare la sua forza. I suoi sforzi sembrano divenire le nostre cicatrici, macchie indelebili sulla pelle. Ad ogni inchiostro siamo lì, con lei. Ad ogni suo sospirò, ci sembrerà che sia il nostro.

Senza accorgercene entriamo nella seconda parte del romanzo, quella più complessa. Il ritmo si alza, si fa più forsennato, l'adrenalina corre nelle nostre vene e il cuore sembra pompare più sangue. L'oscurità, il buio, la paura e la guerra diventano parti del nostro animo. Pagina dopo pagina ci si ritrova a volte davanti ad una Rin cambiata, più istintiva, più fatta di sangue e carne. 
Ogni tratto ci presenta come tutto abbia un prezzo, trovando Divinità non più nell'alto dei loro cieli, ma pronti a combattere al pari degli umani, portandoci a capire spesso come il male è capace di sconfiggere il bene. 

La guerra è disarmante, folle, tremenda, sanguinolenta e l'autrice non lascia spazio all'immaginazione. Il lettore si troverà a dover ricordare al proprio cervello di respirare, altrimenti il fiato continuerà a rimanere corto in gola. 

Andando avanti oltre a ricordarci di respirare, ecco che il lettore si troverà a far i conti con personaggi cambiati, sacrificati da quella che è la crudeltà della guerra e dell'assuefazione a quegli stupefacenti, a quelle droghe, che permettono di parlare con gli Dei, ma che portano via pezzi di sé ad ogni utilizzo. 

La guerra dei papaveri è un primo romanzo intenso, animalesco, capace di divorare l'anima del lettore e lasciarlo scombussolato davanti alla parola fine. 

All'interno, pagina dopo pagina, è possibile trovare un teatro di emozioni che non lasciano spazio all'immaginazione. Non c'è nulla che si possa criticare in questo romanzo, tutto diviene una somma perfetta di più fattori: dallo stile narrativo, dall'accurata ricerca dei dettagli, dall'attenzione alla formazione se pur spesso negativa dei personaggi, dal bisogno di rinascere di Rin, dalla sua forza e dalla crudeltà che è il male. 

Sulle tracce di Jack lo squartatore, Kerri Maniscalco - Recensione -

martedì 1 settembre 2020


SULLE TRACCE DI 

JACK LO 

SQUARTATORE

Kerri Maniscalco

Editore: Mondadori

Trama: È stata cresciuta per essere la perfetta dama dell’alta società vittoriana, ma Audrey Rose Wadsworth vede il proprio futuro in modo molto diverso. Dopo aver perso l’amatissima madre, è decisa a comprendere la natura della morte e i suoi meccanismi. Così abbandona l’ago da ricamo per impugnare un bisturi da autopsia, e in segreto inizia a studiare Medicina legale. Presto viene coinvolta nelle indagini sull’assassino seriale noto come Jack lo Squartatore e, con orrore, si rende conto che la ricerca di indizi la porta molto più vicina al suo mondo ovattato di quanto avrebbe mai creduto possibile. Ispirato agli efferati crimini irrisolti che hanno insanguinato la Londra di fine Ottocento, lo strabiliante romanzo d’esordio di Kerri Maniscalco tesse un racconto ricco di atmosfera che intreccia bellezza e oscurità, in cui una ragazza vittoriana molto moderna scopre che non sempre i segreti che vengono sepolti lo rimangono per sempre.

Quando un libro riesce ad entrarti dentro come se fosse una seconda pelle, è difficile riuscire a scrivere una recensione decente, a cercare le parole adatte per esprimere tutti i sentimenti provati. Aspettavo con ansia l'uscita della nuova serie di Kerri Maniscalco e, Sulle tracce di Jack lo squartatore, non ha deluso affatto le mie aspettative.

Il lettore si troverà davanti ad una protagonista che buca la pagina, che esce al di fuori delle parole e trascina con sé in un romanzo pieno e ricco di dettagli. 

La protagonista Audrey Rose ha diciassette anni, eppure sembra che il suo animo ne abbia molti di più. Una donna travestita da ragazza, una ribelle travestita con abita vittoriani. Ad Audrey quell'epoca le sta stretta: lei è una donna, dovrebbe sposarsi e procreare non di certo tagliare e aprire i cadaveri di donne per la medicina forense.

Audrey è una donna con delle responsabilità per quel tipo di epoca, eppure non riesce a fare a meno di investigare su quelle povere ragazze vittime di un folle assassino, Jack lo squartatore.

L'autrice ci porta di fronte ad una realtà che sembra spaccarsi a metà: da una parte la quotidianità dell'epoca, di una ragazza che ha dei doveri a detta degli altri e dall'altra, l'inizio di una realtà cupa e violenta, il grigiore di una Londra spenta e impaurita dalla follia.

Pagina dopo pagina tutto sembra cambiare e mutare forma. L'autrice sembra mutare in continuazione, trasformandosi ora in un capitolo come autrice horror, in un altro come autrice thriller con un tocco di rosa. Accanto alla protagonista, troviamo un personaggio particolare quasi assente che compare come una macchia qua e là, eppure capace di lasciare il segno.

La continua voce di Audrey sembra divenire la luce di un faro in mezzo al buio. Lo stile dell'autrice è graffiante e potente e lo si assorbe completamente grazie alla protagonista completa.

Sulle tracce di Jack lo squartatore è un romanzo che lascia estasiati tutti quei lettori che rincorrono una lettura spettacolare e unica: dai dialoghi serrati e divertenti, dal sarcasmo sottile, dalla nebbia cupa di Londra e dalla ricerca spietata di un assassino, non manca nulla divenendo una sorta di contenitore, uno scrigno ricco di tesori.

Alla fine della lettura ci si renderà conto che il lettore verrà accompagnato da un senso di vuoto per aver raggiunto la fine troppo presto. La scrittura di Kerri Maniscalco crea subito dipendenza per via della sua singolarità e particolarità al tempo stesso.