La guerra dei Papaveri, R.F. Kuang - Recensione -

lunedì 19 ottobre 2020


LA GUERRA DEI 

PAPAVERI

R.F. Kuang 

Editore:  Oscar Mondadori

Trama: Rin ha passato a pieni voti il kējǔ, il difficile esame con cui in tutto l’Impero vengono selezionati i giovani più talentuosi che andranno a studiare all’Accademia. Ed è stata una sorpresa per tutti: per i censori, increduli che un’orfana di guerra della provincia di Jī potesse superarlo senza imbrogliare; per i genitori affidatari di Rin, che pensavano di poterla finalmente dare in sposa e finanziare così la loro impresa criminale; e per la stessa Rin, finalmente libera da una vita di schiavitù e disperazione. Il fatto che sia entrata alla Sinegard – la scuola militare più esclusiva del Nikan – è stato ancora più sorprendente..


Oscar Mondadori continua a sfornare meraviglie e noi a rimanere a bocca aperta mentre i soldi dal portafoglio sembrano volare felicemente via. 

La guerra dei papaveri di R.F Kuang sembra aver invaso il web come la famosa piaga di locuste ai tempi di Mosè nell'Antico Egitto e anche qui, nel mondo di sopra, non potevo evitare di parlarne. 

Donna. Guerriera. Arma. Dea. E se all'inizio pensavo che fosse tutta una spicciola trovata pubblicitaria, ora arrivata alla parola fine mi rendo conto di quanto in realtà,  mi sbagliavo.  La guerra dei papaveri deve essere definito il libro dell'anno, non catalogandolo solo nel genere fantasy.

La complessità dell'opera, la storia intrisa di dettagli, l'armonia di ogni caratterizzazione e la disperazione che lascia il lettore davanti alla parola fine, porta La guerra dei papaveri ad essere un romanzo che DEVE essere letto da tutti, anche dai più piccini se necessario. 

La protagonista del romanzo è una ragazzina, una di quelle che inizialmente sembra che venga perseguitata dal destino: adottata non per amore, le aspetta un futuro con un matrimonio combinato, ma Rin, la nostra ragazzina è una di quelle dove il destino può provare a piegarla, ma lei non si spezza. 

Rin è tosta, selvaggia, ribelle, donna. Rin può essere identificata nella figura di un cavallo selvaggio, indomabile ed è per questo che si ribella alla società che le va stretta e decide di accedere all'Accademia Militare, passando a pieni voti. 

Pagina dopo pagina, affrontiamo con Rin il suo percorso formativo e la sua esperienza nell'accademia militare. Come fan accaniti, ci ritroviamo a tifare per la ragazzina che ad ogni riga sembra crescere e dimostrare la sua forza. I suoi sforzi sembrano divenire le nostre cicatrici, macchie indelebili sulla pelle. Ad ogni inchiostro siamo lì, con lei. Ad ogni suo sospirò, ci sembrerà che sia il nostro.

Senza accorgercene entriamo nella seconda parte del romanzo, quella più complessa. Il ritmo si alza, si fa più forsennato, l'adrenalina corre nelle nostre vene e il cuore sembra pompare più sangue. L'oscurità, il buio, la paura e la guerra diventano parti del nostro animo. Pagina dopo pagina ci si ritrova a volte davanti ad una Rin cambiata, più istintiva, più fatta di sangue e carne. 
Ogni tratto ci presenta come tutto abbia un prezzo, trovando Divinità non più nell'alto dei loro cieli, ma pronti a combattere al pari degli umani, portandoci a capire spesso come il male è capace di sconfiggere il bene. 

La guerra è disarmante, folle, tremenda, sanguinolenta e l'autrice non lascia spazio all'immaginazione. Il lettore si troverà a dover ricordare al proprio cervello di respirare, altrimenti il fiato continuerà a rimanere corto in gola. 

Andando avanti oltre a ricordarci di respirare, ecco che il lettore si troverà a far i conti con personaggi cambiati, sacrificati da quella che è la crudeltà della guerra e dell'assuefazione a quegli stupefacenti, a quelle droghe, che permettono di parlare con gli Dei, ma che portano via pezzi di sé ad ogni utilizzo. 

La guerra dei papaveri è un primo romanzo intenso, animalesco, capace di divorare l'anima del lettore e lasciarlo scombussolato davanti alla parola fine. 

All'interno, pagina dopo pagina, è possibile trovare un teatro di emozioni che non lasciano spazio all'immaginazione. Non c'è nulla che si possa criticare in questo romanzo, tutto diviene una somma perfetta di più fattori: dallo stile narrativo, dall'accurata ricerca dei dettagli, dall'attenzione alla formazione se pur spesso negativa dei personaggi, dal bisogno di rinascere di Rin, dalla sua forza e dalla crudeltà che è il male. 
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