La luce degli abissi, Frances Hardinge - Recensione -

martedì 21 luglio 2020

LA LUCE DEGLI ABISSI

Frances Hardinge

Prezzo: 17,00
Pagine: 456

Editore: Mondadori

Trama: Da sempre Hark e Jelt sanno che, appena sotto il mare, esiste l'Abissomare, l'antica dimora dei mostruosi dèi che a lungo terrorizzarono l'arcipelago della Miriade. Riti sacerdotali e sacrifici servirono per anni a placare l'ira delle divinità marine, fino al giorno del Cataclisma, quando in un'esplosione di follia si distrussero a vicenda. Le loro reliquie, che conservano un potere divino, sono molto ambite dai piccoli truffatori come Hark e Jelt, in fuga dalle leggi del governatore e dai contrabbandieri. Due amici inseparabili, almeno finché i fondali non restituiscono una reliquia diversa da tutte le altre: un globo pulsante, intriso di un potere straordinario e oscuro, che potrebbe distruggere non soltanto l'amicizia di Hark e Jelt, ma tutto il loro mondo. Un romanzo memorabile. Una fusione perfetta di fantasy, avventura, horror e mitologia, e una scrittura che lascia il segno

Frances Hardinge con le sue storie si spinge al di là di tutto ciò che può essere fantasia e creatività creando ogni volta mondi così talmente perfetti e veri da sembrare vivi. 
Basta solo un romanzo di questa autrice per innamorarsi totalmente della sua mente e della sua immaginazione e avere voglia di leggere anche solo la lista della spesa. 

Frances Hardinge ha uno stile unico e molto particolare, mescola i più svariati generi senza trovare mai contrasti di fluidità o di ritmo narrativo. In la luce degli abissi passa tranquillamente dal dramma, all'horror, al fantasy in maniera così sottile che il lettore si troverà di fronte ad una lettura spiazzante e macabra al tempo stesso

Ci si ritroverà catapultati in mezzo ad un vortice di parole e continuare ad aver voglia di girare senza fermarsi mai.

La luce degli abissi inizia la sua storia con la morte delle divinità in maniera cruenta e ciò che ne è rimasto dei loro resti è sparso ormai all'interno del mare stesso. 
Hark e Jelt, i nostri due protagonisti della storia, sono truffatori che cercano di sfruttare ogni tipo di reliquia per sopravvivere alla vita al di fuori di ogni regola possibile, creando intrighi e stringendo i patti anche più malsani.  
Il ritrovamento di una reliquia macabra, il cuore di un dio, cambierà totalmente le loro vite e dei personaggi a loro intorno. Può un cuore oscuro influenzare o uccidere l'animo di un essere umano? 

Frances Hardinge con naturalezza trascina il lettore nel buio dell'abisso; dove poco prima si aveva la luce, pagina dopo pagina, si arriva nel profondo dell'oscurità rimanendo sorpresi come l'autrice sia stata capace di rapire totalmente il lettore all'interno della storia stessa.

L'autrice sorprende per l'originalità delle sue idee e di come la storia non sia più solo fantastica, ma ricca di metafora intrinseca all'interno, lasciando il lettore a porsi delle domande arrivato alla parola fine.

Con una prosa quasi poetica e profonda al tempo stesso, la scrittura diventa visiva e sensoriale. Il lettore si ritrova a sentire la violenza delle scene, il dolore, la rabbia e l'oscurità stessa che sembra uscire dalle pagine. Il lettore si ritrova a vedere la forza del mare che si infrange sulla scogliera e a saltare con i personaggi stessi cavalcando le onde. 
«Ci accertammo che le acque intorno a ciascuna isola fossero particolarmente ricche di paura, perché il dio “patrono” non si allontanasse. Per questo il nostro ordine ideò i sacrifici.»
Per l'ennesima volta Frances Hardinge conquista, porta il lettore a divenire divoratore avido di pagine perché, nonostante la mole, La luce degli abissi si divora e si porta all'interno del proprio io senza dimenticarlo mai. E tu, hai paura? 
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