lunedì 12 marzo 2018

I fiori non hanno paura del temporale, Bianca Rita Cataldi - Recensione -

Inizio la settimana con un libro che mi ha fatto mettere da parte ogni cosa, talmente concentrata nella lettura e nell'arrivare alla fine. Quando l'autrice ha annunciato della sua nuova pubblicazione, non ho perso tempo e ho prenotato la copia su Amazon che, finalmente arrivata, mi ha fatto sentire a casa. I fiori non hanno paura del temporale, di Bianca Rita Cataldi edito da HarperCollins Italia.


I FIORI NON HANNO PAURA DEL 

TEMPORALE

Bianca Rita Cataldi

Editore: HarperCollins Italia
Prezzo: 17,00€ cartaceo, 6,99€ ebook
Pagine: 277
Trama: Bologna 1997. La stanza è in penombra e i libri e le musicassette sono sparsi dappertutto. Distesa sul letto, la camicia a quadri e i Nirvana sparati nelle orecchie dal walkman, Corinna muove i piedi a tempo e non stacca il naso dalla pagina. Ha sedici anni, i capelli rossi come fili di rame e un viso ricoperto di lentiggini su cui spiccano due occhi d'acciaio. È la figlia del primo grande amore di sua madre che se ne è andato poco prima del parto. Serena, detta Poochie, ha sette anni, i capelli scuri stretti in due codini fermati da elastici a forma di arcobaleno ed è la sua sorellastra. Il suo desiderio più grande è farsi considerare da quella sorella maggiore così misteriosa, sempre rintanata dietro le pagine di un libro e con le cuffie calcate sulla testa. Vivono in una grande e caotica tribù allargata in cui vige il matriarcato e dove per ogni decisione ci si rivolge al consesso delle antenate riunite nella cappella di famiglia al cimitero. Una famiglia fatta di donne dal sangue cocciuto e in cui nessuna tristezza può resistere di fronte al sapore magico di un tiramisù al pistacchio. Eppure l'equilibrio familiare comincia a vacillare quando Corinna riceve una strana scatola da scarpe chiusa malamente con del nastro adesivo. Dentro ci sono degli oggetti apparentemente scollegati tra loro, ma che sono l'ultimo regalo del suo vero padre, scomparso improvvisamente in un incidente. Corinna non ha dubbi: quegli oggetti hanno un significato e lei deve scoprirlo. Decide così di partire, insieme a Serena, per una caccia al tesoro per le vie di Bologna. La scatola in borsa e un sogno tra i capelli ribelli: trovare il segreto delle sue radici e, inevitabilmente, la propria strada nel mondo.

I fiori non hanno paura del temporale, si piegano per le alterazioni del clima, si piegano con qualsiasi forza, ma sono lì in piedi a non spezzarsi, si risollevano appena sono pronti. Ed è quella stessa forza del fiore, quel piegarsi e non spezzarsi che l'autrice ci fa provare con il suo nuovo libro.
Dalla prima pagina la sensazione è quella di sentirsi presi per mano e affrontare insieme un percorso, che ci farà arrivare alla fine diversi, con un calore nel petto che non si sentiva da tanto.
I personaggi di questa storia sono tutte donne di una grande famiglia ed ognuna di loro ha qualcosa da raccontare, non solo per far viverne il contenuto, ma raccontano una storia a noi lettori, che come osservatrici di Norne, ne osserviamo tessere il filo. Siamo negli anni Novanta, negli anni della musica con le cassette e le cuffie per evadere da una realtà troppo stretta, negli anni dei sogni dove si imparava a sognare sin da piccole.

Quella che ci accompagna nella storia è Serena, una bambina tutta pepe che nonostante gli anni che all'anagrafe ne segna sette, sembra già un'adulta in miniatura. Lei ha occhi sognanti, ha le voci della sua famiglia e la routine quotidiana che la porta a cercare di avere una mano dalla sorella più grande che sembra sempre lontana.
I ricordi e le azioni quotidiane che Serena ci racconta della vita familiare, ci lasciano sognare pagina dopo pagina. La scrittura così diretta ed evocativa, ci porta a sentirci accanto a quella piccola adulta che insieme alla nonna, raccontano gli aggiornamenti su Corinna, su quella sorella che vive una vita tutta sua, come un punto bianco in mezzo a cento punti neri, perché anche se diverse, perché anche se il sangue non è proprio lo stesso, entrambe sono figlie dello stesso albero.

La famiglia di Serena di storie e abitudini ne hanno tante, come quella di rivolgersi alle antenate della propria famiglia, di attraversare il cimitero come se ne fosse una passeggiata in un parco senza paura e ansia del momento, ma con assoluto rispetto. La vita di Corinna, quell'adolescente che viaggia con la musica chiusa in camera, viene travolta in un momento, da una scatola di scarpe troppo grandi.
Ma non è solo la vita di Corinna a cambiare, a travolgersi come un fiume in piena, sarà la stessa Serena, saranno le stesse donne ad affrontare e a trovarsi cambiate, trasformate.

E' da quell'arrivo, da quel momento preciso che la scrittura che fino adesso ha avuto un ritmo melodico che ci ha cullato, che ci ha fatto sentire accompagnate tra i ricordi e sensazioni un po' vissute anche noi, sembra, invece, diventare una discesa sulle montagne russe, sembra diventare un ritmo adrenalinico che ci lascia con il fiato sospeso in una storia che non è più solo una storia, ma diventa un percorso formativo, una luce in mezzo al buio.

I fiori non hanno paura del temporale è uno scrigno che racchiude un grido, il bisogno di urlare di non lasciarsi cadere, ma di buttarsi in quella vita che a volte sembra così difficile.
Nonostante le donne di questo romanzo siano tante, sin dalla prima parte ci sembrerà di conoscerle da sempre, di far parte da una vita di quella famiglia, perché il modo di scrivere di Bianca è assolutamente questo, è pura magia che sembra parlare ad ognuno di noi, senza distinzioni tra età o genere. 

La narrazione della storia si svolge a Bologna e ogni dettaglio ne è così minuzioso e perfetto, che ci sembrerà ad ogni pagina di essere lì, a percorrere quegli odori e quelle strade. Non stupitevi se dopo la lettura vi sentirete come aver passato una giornata ballando sotto la pioggia o se vi sentirete cambiate, non stupitevi se dopo esser arrivati alla parola fine, stringerete il libro al petto cercando di lasciarlo lì per sempre.

I fiori non hanno paura del temporale è un inno a quella famiglia, a quei ricordi, a quel calore di una tavola imbandita dove le portate principali  sono fatte di parole e risate delle donne e delle bambine. I fiori non hanno paura del temporale è un libro di ricordi, che racconta per magia anche i nostri. 

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