I migliori anni, Cinzia Giorgio - Recensione in Anteprima -

lunedì 27 gennaio 2020
Bisogna partire da Cinzia Giorgio se si ha voglia di vedere una scrittrice completa.

Mi sono innamorata della sua scrittura grazie a La collezionista dei libri proibiti, ho viaggiato con lei a Venezia e Parigi e oggi, per la Newton Compton Editori, Cinzia Giorgio porta in libreria I migliori anni, un romanzo che rimane addosso come una nuova pelle. 


i migliori anni

Cinzia Giorgio

Prezzo: 9,90€
Pagine: 320

Trama: Un’appassionante saga familiare In un’epoca di violenza ha inseguito i suoi sogni e lottato per i suoi sentimenti. La storia di una donna forte e del suo coraggio. La storia, indimenticabile, di una famiglia. Aprile 1975. A soli quarantotto anni, Matilde Carbiana sta per diventare nonna. Il nipote ha deciso di nascere proprio il giorno del suo compleanno. Eppure, quello che dovrebbe essere un momento di grande gioia pare turbarla. E il turbamento arriva da lontano… Estate 1943. La cittadina di Venosa è occupata dai nazisti, che terrorizzano gli abitanti. Matilde, giovane e determinata, non ha intenzione di rimanere confinata nella provincia lucana: vuole convincere il padre, viceprefetto della cittadina, a lasciarla andare a Bari per completare gli studi. Fausto Carbiana accetta, ma a patto che la accompagni suo fratello Antonio. A Bari, nella pensione che li ospita, vivono altri studenti, tra cui Gregorio, un giovane medico. L’antipatia iniziale che Matilde nutre per lui si trasforma ben presto in un sentimento profondo. Ma la guerra e gli eventi avversi rischiano di separarli proprio quando hanno capito di non poter più fare a meno l’una dell’altro. Matilde si troverà suo malgrado di fronte a scelte più grandi di lei, che cambieranno per sempre la sua vita. E non soltanto la sua… Le vicende di una famiglia nell’Italia del Novecento L’incredibile storia di una donna che porta con sé il ricordo di un grande amore

Sebbene la quantità delle pagine e la profondità della trama possa far titubare all'idea che I migliori anni sia un romanzo da leggere tra una pausa ed un'altra, in realtà la scrittura di Cinzia Giorgio rende possibile tutto questo: si lascia leggere in pochissimo tempo e ciò nonostante lasciare quel senso di profondità e soddisfazione per aver letto un romanzo significativo e dall'animo pesante.

Cinzia Giorgio ci accompagna mano nella mano di fronte al personaggio di Matilde, un'immagine che se pur all'inizio appare lontana di un'epoca ormai passata, in realtà pagina dopo pagina la si sente accanto, seduta davanti a noi porgendoci con assoluta fermezza la sua storia con le dita ingiallite dal fumo e la voce roca. 

Mentre fuori il tempo scorre e la pausa sembra quasi finire, Cinzia Giorgio rallenta il tempo regalandoci una sorpresa inaspettata: un romanzo che si ha la voglia di chiudere in un abbraccio stretto e non lasciarlo andare perché Cinzia Giorgio racconta di lei: della nonna Maria e di quello che era la sua vita.

Continuare a leggere significa entrare in una storia che con lo scorrere delle pagine cambia veste, divenendo il romanzo di una donna forte, di una guerriera che nonostante tutto chiude nel pugno le sue paure e affronta con coraggio la vita stessa, quella vita che piano piano si sta dimenticando.

L'odore del caffè, la sigaretta appena accesa, le poche parole e lo sguardo duro di chi forse ha già visto troppo, un salto in anni lontani, la consapevolezza che spesso è meglio non ascoltare. I migliori anni si apre così, con l'evocazione dei minuziosi dettagli e la sensazione del caffè bollente che scorre in gola.
E' sempre questione di tattica: ciò che chiedi dipende sempre da come e quando lo chiedi. 
Credo che per un'autrice portare su carta la voce della propria nonna sia difficile, eppure Cinzia Giorgio riesce a superare l'ostacolo e a farci sentire la voce di un passato, omaggiandoci di un peso che porta calore al nostro animo. La scrittura elegante, la prosa diretta e significativa si fonde in maniera naturale con la struttura del classico romanzo storico e la struttura di un romanzo di narrativa.
Rimanere in silenzio a volte è la forma più potente che abbiamo di urlare. 
I sentimenti così profondi che vivono in ogni pagina: l'amore, il sacrificio e la paura stessa si riescono a vivere appieno lasciando spesso nodi in gola difficili da digerire.

I personaggi maschili e femminili, i personaggi reali sono la combinazione perfetta di un puzzle che dona un immagine bellissima.

La figura di Matilde è prorompente, lascia senza fiato e fa sentire inferiori davanti al coraggio che ha avuto nel suo passato.
Matilde sembra buttarsi nel fuoco ad ogni pagina, sembra lasciarci la voglia di affrontare il nostro misero quotidiano in maniera diversa.

Matilde diviene quell'amica pronta a sgridarti con determinazione e, dopo qualche manciata di secondo, a stringerti forte e a spronarti ad andare avanti.
Pagina dopo pagina vediamo Matilde crescere insieme alla sua famiglia, a stringersi l'un l'altro. Sentiamo e vediamo il suo carattere cambiare, lei la ragazza che aveva tutto e subito cambia, si sacrifica e noi inermi assistiamo a quell'opera sul palcoscenico.

I migliori anni fa uso di parole che si intersecano l'una con l'altra, mescolando la sensazione di una carezza sul viso a quella di un pugno nello stomaco in una storia amara e dolce al tempo stesso, commovente e reale che si ha voglia di imparare a memoria pur di riuscire a tramandarla.
Arrivati alla fine i personaggi non saranno più solo personaggi, ma persone: persone che ci mancheranno, che avremo voglia di abbracciare.


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