La campana in fondo al lago, Lars Mytting - Recensione -

sabato 25 gennaio 2020


la campana in fondo al lago

Lars Mytting

Prezzo: 18,00€
Pagine: 474

Trama: Norvegia, 1879. Nel piccolo villaggio di Butangen sorge una chiesa dalla bellezza austera e sublime. È un’antica stavkirke, interamente costruita in legno e intrisa di memoria, di leggende e di magia. È qui – tra i banchi spolverati di neve e un freddo capace di gelare il midollo – che un tempo si poteva ammirare l’ultimo arazzo tessuto dalle dita instancabili di Halfrid e Gunhild Hekne, gemelle siamesi unite “per la pelle” dalla vita in giù. Ed è sempre qui che le campane realizzate dal padre in loro onore rintoccano da sé, misteriosamente, ogni volta che una minaccia incombe sulla valle… Fino al giorno in cui il nuovo pastore decide di disfarsene nel nome del progresso e delle proprie ambizioni. Ma il reverendo non ha fatto i conti con Astrid Hekne, indomita discendente di Halfrid e Gunhild, disposta a tutto, anche all’inganno, pur di difendere le “sue” campane e sfuggire a un futuro che sembra già scritto. Mirabolante intreccio di storie, epoche e destini, La campana in fondo al lago è il nuovo, celebrato romanzo di uno degli scrittori scandinavi più amati e talentuosi. Un omaggio vibrante allo “stupore dei tempi andati” e al fascino di una terra aspra e bellissima.

Se ci si può innamorare di un romanzo di sicuro il titolo sarà la campana in fondo al lago.

E' difficile trovare un romanzo dove le emozioni sono dirette non solo per la caratterizzazione dei personaggi ma per la profondità e la poesia che la prosa porta; eppure La campana in fondo al lago ci riesce diventando una storia così profonda e delicata difficile da dimenticare.

Lars Mytting inizia il romanzo raccontandoci la storia di due sorelle siamesi unite dalla vita in giù.
Le sorelle, morte prematuramente poco prima dell'adolescenza, vengono ricordate in tutto il villaggio con nostalgia non solo per il loro essere, ma per l'abilità creativa nel tessere con il telaio; è la stessa chiesa del villaggio che, come una reliquia, conserva una loro opera e il padre in onore delle amate figlie perdute regala alla chiesa due campane fuse in una.

E' da quelle particolari campane che Lars Mytting ci racconta della leggenda che aleggia intorno al villaggio: saranno sempre le campane ad avvisare gli abitanti di un imminente pericolo, nel momento in cui suoneranno da sole.
Le campane sono il dono più prezioso per tutto il villaggio.
Tuttavia il villaggio viene travolto dall'arrivo di un nuovo pastore che, intento a portare un'aria nuova in quel luogo oramai troppo antico, decide di costruire una chiesa più moderna in uno scambio ai suoi occhi proficuo. 

La campana in fondo al lago è uno di quei romanzi che non si dilunga nella descrizione dell'ambiente circostante, eppure la misticità del luogo, la contemplazione del paesaggio e l'evocazione di quella magia che è racchiusa nella storia, arriva dritta al punto.

Lars Mytting sorprende per la trama del romanzo che mescola il passato ad un presente antico, fatto di chiusura mentale e paura di quello che potrebbe essere un futuro.

La protagonista, discendente delle sorelle siamesi, è un personaggio forte e complesso contrapposto al protagonista maschile della storia.
Entrambi, quasi il riflesso opposto l'uno dell'altro, sottolineano nel romanzo come il mistero e la tradizione siano parte fondamentale della campana in fondo al lago.

I personaggi secondari che fanno da contorno a quelle che sono le vicende del villaggio, sembrano consumare la propria vita in una routine quotidiana nascosti dall'ombra della tradizione e della paura del cambiamento; tutto ciò dona al lettore la profondità di soffermarsi sul significato del dolore, del sacrificio, del ricordo di quanto spesso ci si possa nascondere dietro ad una falsa verità, come se fossimo rimasti fermi al 1800.

In questo romanzo il reale e il misticismo si mescolano con una scrittura intensa e disarmante capace di trasportarci all'interno del romanzo stesso, estraniandoci da tutto ciò che ci circonda. La particolarità della scrittura dell'autore non solo è il trasporto che avviene già dalle prime pagine, ma è la sensazione di leggere un classico, un'opera vera con personaggi e vicende realmente vissute.
Una storia poetica su una storia disposta a tutto pur di non essere dimenticata.


4 commenti on "La campana in fondo al lago, Lars Mytting - Recensione - "
  1. Mi ha incuriosita fin dal primo momento in cui ne ho saputo della sua pubblicazione, e dato il tuo entusiasmo non posso che accaparrarmene di una copia e leggerlo ☺️☺️

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  2. Questo non lo conoscevo e mi hai incuriosito, adoro i libri che parlano di leggende, poi con lo sfondo della Norvegia *-*

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