I segreti del giardino del tè. Janet MacLeod Trotter - Recensione -

sabato 15 febbraio 2020

I SEGRETI DEL GIARDINO DEL 

TE'

Janet Macleod Trotter

Prezzo: 9,90€
Pagine: 576
Editore: Newton Compton Editori

Trama: Con la fine della seconda guerra mondiale, Libby Robson lascia l’Inghilterra per raggiungere la casa in cui ha trascorso l’infanzia, in India, e il suo adorato padre, James. La folgorante bellezza dell’Asia la conquista subito: il brusio vivace di Calcutta, il profumo dei giardini di Assam… Ma una terribile minaccia si nasconde dietro l’apparente bellezza e tranquillità. Il Paese è sull’orlo di una rivolta e i giorni del dominio britannico sembrano essere contati. In quanto proprietario di una piantagione di tè, James incarna l’odiato regime coloniale. Costretta a confrontarsi con fatti e intrighi che non immaginava, Libby mette in discussione i ricordi idealizzati della sua infanzia, specialmente dopo l’incontro con l’affascinante Ghulam Khan, che combatte per la libertà del suo popolo. Mentre le tensioni crescono, nessuno è più al sicuro. E quando i segreti del passato di suo padre verranno alla luce, Libby vedrà le proprie certezze crollare: di fronte a lei c’è una vita da ricostruire.

Dal 13 Febbraio in libreria è possibile trovare una nuova uscita targata Newton Compton: I segreti del giardino del tè, romanzo storico di Janet MacLeod Trotter. Di quest'autrice avevo già letto la trilogia del tè e tornare tra le pagine del suo stile narrativo, è un po' come ritornare in una vecchia dimora, coccolata da sensazioni familiari. 

L'autrice dona ad ogni tipologia di lettore, la possibilità di leggere i suoi romanzi in maniera autonoma nonostante la storia ne abbia comunque un filo conduttore; se è quindi la prima volta che vi approcciate ad un romanzo storico di Janet MacLeod Trotter, in realtà non c'è da preoccuparsi perché la storia ne sarà comunque unica.

Nel pieno stile storico dell'autrice, I segreti del giardino del té, accompagna il lettore nei meravigliosi luoghi dell'India arricchendo il viaggio con minuziosi e approfonditi dettagli sia a livello politico storico, sia a livello sociale.

E' interessante come l'autrice abbia portato all'attenzione del lettore le vicende politiche dell'Inghilterra in India: dove sono gli stessi personaggi a raccontare l'umiliazione, il timore e la sensazione di abbandono nel sentirsi quasi figli di nessuna terra.
Credo anch’io che la divisione sarebbe una sventura. Non chiedo di poter esprimere la mia opinione sul futuro dell’India, ma difenderò il mio diritto di vivere qui». «Sei una cittadina britannica», le fece notare, «non indiana. Tu puoi scegliere dove vivere, noi indiani no». Lei sostenne il suo sguardo. «Cos’è un vero indiano, Ghulam?», chiese con foga. «Non dovresti includere tutte le minoranze? Oppure non ti va di pensare a quelle più scomode, per esempio gli anglo-indiani come Flora o mia cugina Adela, e nemmeno gli europei nati in India come me? 
Pagina dopo pagina ci si riesce ad emozionare di fronte alla totale ambientazione evocativa, riuscendo a sentire il calore del sole sulla pelle e il brivido di scoprire nuovi personaggi totalmente approfonditi nella loro interezza.
La nostra protagonista Libby è una donna concreta, tutta di un pezzo, capace di non lasciarsi andare facilmente eppure questo suo lato porta il lettore ad una sensazione di amore e odio come di fronte ad una vecchia amica.

La rivoluzione storica grazie allo stile narrativo audace e profondo dell'autrice, diventa una finestra su un pezzo di storia quasi dimenticato dove la paura di non farcela prende il sopravvento; l'emotività accompagnata in ogni pagina farà sentire il lettore in una continua lotta e al bisogno di raggiungere quella quiete nell'animo, quel bisogno di sentirsi a casa al sicuro.

Nonostante all'inizio possa sembrare che la storia ruoti intorno a Libby e la sua famiglia, in realtà Janet MacLeod Trotter è stata capace di nascondere una seconda storia nella storia, mescolando un ritmo limpido come fiume e ardente come fuoco.

E' inevitabile come lettore trovarsi a riflettere sulla storia politica quasi con l'epoca che si sta vivendo adesso: la continua lotta nelle pagine per l'indipendenza indiana e la divisione in due parti, porta a riflettere sul proprio posto nel mondo e a sentirsi fortunati nel sapere di avere origine nella propria terra e a non sentirsi figli di nessuno. 

Commenta il post
Posta un commento

Se hai letto l'articolo lascia pure un messaggio, un'impronta del tuo passaggio. Dedicami qualche minuto così da raccontarmi le tue opinioni od impressioni, mi fa piacere confrontarmi e leggere i commenti di nuovi lettori. Gli estranei sono amici che non abbiamo ancora incontrato. Grazie per essere passato e il mondo di sopra esplorato.