Il viaggio del Dottor Dolittle. Hugh Lofting - Recensione -

lunedì 3 febbraio 2020


IL VIAGGIO DEL DOTTOR 

DOLITTLE

Hugh Lofting

Prezzo: 18,00€
Pagine: 456
Editore: Mondadori

Trama: Nell'Inghilterra del 1800, a Puddleby-on-the-Marsh, vive John Dolittle, un veterinario a dir poco speciale, che gli animali non solo li cura, ma anche li capisce, perché sa parlare la loro lingua. Discute con i tori, traduce il coccodrillese, interroga (mettendo la testa sott'acqua, ovviamente) i molluschi marini sulle loro abitudini. Gip il cane, Pollynesia il pappagallo, Tac-Tac l'anatra e Cii-Cii la scimmia sono i suoi migliori amici, ma anche i compagni perfetti per i suoi viaggi strabilianti: un tipo come il Dottor Dolittle, infatti, non si accontenta certo di curare raffreddori agli animali di campagna. Là fuori c'è un mondo che lo aspetta, con le creature più strane - sapreste dire com'è fatto un Giabizri? - che non vedono l'ora di fare quattro chiacchiere e vivere con lui avventure straordinarie. Arricchiti dalle illustrazioni originali dell'autore e in una nuova traduzione, "La storia" e "I viaggi del Dottor Dolittle", i primi due romanzi della serie, tornano per divertire nuove generazioni di lettori.

Da qualche giorno è possibile vedere al cinema il film del Dottor Dolittle con Robert Downey jr e, grazie a questo nuovo inizio, ritorna pubblicata da Mondadori in una nuova veste la saga di Hugh Lofting sul particolare e gentile dottore. 

Il viaggio del Dottor Dolittle racchiude insieme alle magnifiche illustrazioni dell'autore stesso, i primi due romanzi della saga: la storia di questo strano dottore e il suo viaggio.

Il suo misto di complessità e fragilità, ricordiamoci che il periodo è l'Ottocento in cui l'autore ci racconta la storia, porta il lettore a sognare insieme al protagonista in un ritmo che culla dalla prima fino all'ultima pagina.

Pagina dopo pagina l'autore ci porta ad una forma di letteratura nuova, dove il protagonista non è più solo il Dottore e i suoi animali, ma la nostra identità che muta con lui facendoci divenire di nuovo bambini pronti a rimanere meravigliati e senza fiato.

Non è il viaggio del Dottor Dolittle, ma diventa il nostro viaggio, il viaggio nel libro che parla di noi, di quelle avventure che tutti da piccoli abbiamo sognato: di perderci nel mondo salvando e parlando con gli animali.
E allora, se siamo d'accordo su questo, la cosa da fare è liberare lo scarabeo e guardare dove va. Prima o poi tornerà a casa nella caverna di Freccia Lunga, no? A noi basterà seguirlo; quanto meno fino al punto in cui quel miserabile insetto comincerà a scavare nella terra.
Durante la lettura si rimane colpiti dal sottile sarcasmo che l'autore proietta su tutti i protagonisti della storia, poiché lo stile narrativo porta a non differenziare i personaggi come principali e secondari, ma a intrecciarne come sottili fili di una tela perfetta.

Si rimane colpiti dalla caratterizzazione dell'interiorità di ogni personaggio, dall'attenzione maniacale alle emozioni e allo stato d'animo cercando di dare un senso di profondità ad ogni protagonista e marcando il dottore come un'anima pura, quasi eterea.

L'autore diviene quindi un cantastorie che percorre in un equilibrio immaginario il passato e il presente, dove il tempo non conta nulla e dove ogni cosa è circondata da magia.

Lo stile narrativo è ricercato e poetico come qualsiasi opera del tempo e la nuova traduzione della Mondadori ci permette di apprezzarne ancora di più ogni dettaglio di questa opera intatta.

Il viaggio del Dottor Dolittle è uno di quei libri che si stringe forte quando si arriva all'ultima pagina, mentre appena ci si ritrova a metà libro e in questo caso tra il primo e il secondo volume, ci si affonda il naso nella carta per sentire l'odore di inchiostro, come un tempo si faceva con i libri appena stampati.

Solo due parole si possono accostare per parafrasare la lettura del romanzo: poetico e armonioso. Lasciatevi cullare nei sogni e fermate il tempo. 



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